Archivi categoria: DANZA 2012

NUOVI APPUNTAMENTI DEL PROGETTO SPAZIO, CORPO E POTERE Ciclo di spettacoli e interviste dal vivo: dal 10 al 20 marzo 2012


Spazio, corpo e potere

ELEKTROMOVE ANIMATION THEATRE con DARKROOM, 7, 51€ per una bandiera italiana di e con Marco De MeoSABATO 10 MARZO 2012 – ore 21

E

compagnia NUT con LACRIME ANTICHE di e con Barbara Geiger e Franco Reffo – VENERDI’ 16, SABATO 17 E DOMENICA 18 MARZO 2012 ore 21

Emanuel Gat

SUBITO A SEGUIRE: INTERVISTA DAL VIVO

EMANUEL GAT A MILANO

Il coreografo israeliano, uno dei maggiori della scena internazionale, a Milano, a Spazio Tadini, per Spazio, corpo e potere. – MARTEDI’ 20 MARZO 2012 ore 20:45

La stagione 2011/2012 di Spazio Tadini è strettamente legata al progetto Spazio, corpo e potere – ciclo di interviste dal vivo e spettacoli.

Spazio, corpo e potere è il nucleo centrale, tematico e di indagine, della nuova edizione di Coreografia d’Arte (dal 24 al 30 novembre 2012) festival di coreografia arte e teatrodanza, nonché della programmazione spettacoli 2011/2012 di Spazio Tadini. A partire dalle infinite sollecitazioni nate da questo nucleo tematico, ha preso il via un ciclo di interviste dal vivo e la selezione di spettacoli e protagonisti del mondo del teatro e della danza che, per loro percorso e storia, trattano e indagano regolarmente queste tematiche, e di spettacoli il cui tema, spunto o sviluppo toccasse questo nucleo tematico. Sia il ciclo di interviste dal vivo che gli spettacoli proseguono fino a dicembre 2012, quando si svolgerà il Festival Coreografia d’Arte.

Chiuso il mese di febbraio con il successo dello spettacolo “BELLA TUTTA! I miei grassi giorni felici” di Elena Guerrini, monologo teatrale divenuto il suo primo romanzo edito da Garzanti, il mese di Marzo 2012, propone due spettacoli ed un grande evento in unica data: la presenza a Milano del coreografo israeliano Emanuel Gat, che sarà protagonista di un’intervista dal vivo, aperta al pubblico.

SABATO 10 MARZO 2012 alle ore 21 va in scena DARKROOM 7, 51 € per una bandiera italiana, compagine ELEKTROMOVE Feat. MAIVIDEO, di e con Marco De Meo.

DARKROOM è una performance di danza, teatro e visual. Indaga – l’essere – nel – tempo. Attinge dal vivere quotidiano per raccoglierne e capire l’essenza della verità e la sua brutale bellezza. Un viaggio parallelo, visionario e suggestivo al tempo stesso, che riporta alla luce il ruolo e l’importanza dell’essere umano, proprio in un momento storico così topico come quello dell’attuale cambiamento che tutta l’umanità sta vivendo. Bianco, Rosso e Nero. I colori dell’uomo. Elektromove è un progetto teatrale di danza e animazione notturna che unisce gli amanti del sound elettronico a quelli del teatro, andando a costruire uno scenario notturno nuovo, del disincanto. L’arte viene colta in una nuova visione, quella della sua inutilità, e la musica rappresenta il collante sociale. Deboli testimoni di fronte a quello che accade nel mondo, Elektromove (Marco De Meo) e Maivideo (Marco Burzoni ed Enzo Di Sciullo) adottano l’unico strumento a loro disposizione: l’inutile arte e il puro intrattanimento, che diviene utile di fronte all’inutilità di quello che accade.” Elektromove

VENERDI’ 16, SABATO 17 E DOMENICA 18 MARZO 2012 alle ore 21, protagonisti del ciclo di spettacoli di Spazio, corpo e potere, sono Barbara Geiger e Franco Reffo, compagnia NUT, con LACRIME ANTICHE. NUT è una compagnia indipendente nell’ ambito della danza contemporanea, basa il proprio lavoro sulla ricerca di materiale fisico in relazione a contenuti di drammaturgie originali. La danza della compagnia si discosta dai conosciuti parametri del contemporaneo seguendo una rotta differente, sottoposta a un costante processo di evoluzione nella ricerca di un teatro che narra. NUT é il seguito della collaborazione tra Barbara Geiger e Franco Reffo, duo che ha avuto origine tredici anni fa all’ interno di Corte Sconta, uno dei più rappresentativi gruppi contemporanei in Italia degli ultimi due decenni. Con la necessità di continuare un percoso di ricerca personale sul teatro di movimento, iniziato da tempo nel lavoro didattico, Barbara Geiger e Franco Reffo fondano nell’ estate 2007 NUT, che, riconoscendo la realtà fisica delle relazioni, ne indaga la sostanza. Il teatro, la danza, la coreografia della compagnia NUT racconta, elegante, sgombra da effetti speciali, e un sottotesto emotivo sostiene un’accurata ricerca coreografica. Barbara Geiger e Franco Reffo sono due danzatori e coreografi di livello: essenza, sintesi, autenticità segnano e disegnano i loro corpi, in stasi o in movimento. Ora le braccia, ora i visi, ora il tronco, ora tutte le altre parti del corpo, soffermarsi con attenzione su ognuna di esse apre le porte verso la sensibilità di due danzatori/autori che sentono il significato di quello che fanno, così come dei gesti che fanno.

LO SPETTACOLO: Quel suono del flauto nuziale, quella lamentosa melodia, appartenevano alla realtà o aveva sognato? Un odierno Adamo che precipitato in un arcaico stato, vive un angoscioso déjà vû: averLa soffocata in un tremendo abbraccio. Alla luce di un nuovo giorno ritroverà la sua identità. Lacrime Antiche chiude il lavoro sull’ androgino diviso, su quell’ Uno che eravamo, aprendo la strada al richiamo di altri miti d’ amore, Lilith la Luna Nera, Amor e Psiche, Dafne e Febo.

cortometraggio Mi sposeresti tu?

Lo spettacolo dal vivo è preceduto dal cortometraggio MI SPOSERESTI TU?

Titolo sospeso tra domanda e pretesa. Cortometraggio ambientato in una Venezia invernale e desolata. Una corsa affannata verso un luogo dove realtà e sogno si confondono nell’eterno incontro/scontro tra un uomo, Marcello, e una Maddalena dei nostri tempi.

Per l’ occasione Lacrime Antiche é presentato in un adattamento allo spazio che va ben oltre alla visione originale dello spettacolo. Nuove prospettive e angolazioni sveleranno un aspetto più concreto del duetto. www.compagnianut.org

LUNEDI’ 19 e MARTEDI’ 20 MARZO 2012, durante la giornata, dalle 15:30 alle 19, sarà aperta al pubblico una sezione/installazione, Emanuel Gat’s glance – open days on Emanuel Gat Dance, dove saranno proiettati alcuni spettacoli del coreografo Israeliano Emanuel Gat. Un omaggio al suo lavoro in attesa della sua presenza, dal vivo, martedì 20 marzo 2012, alle ore 20:45.

Emanuel Gat Dance Brilliant Corners

PER EMANUEL GAT A MILANO VEDI COMUNICATO STAMPA ALLEGATO

SPAZIO CORPO E POTERE

Tra i primi protagonisti della Stagione 2011/2012 di Spazio Tadini: Elisabetta Salvatori, Elektromove Animation Theatre, Maivideo, compagnia NUT, Matilde Facheris, Teatri di Vita, Bologna (con due spettacoli), Il cantiere/Sara Marasso, Eleonora Francesca Cordovani, Teatro della Centena di Rimini/Maurizio Argan (con due spettacoli), Elena Guerrini, Sara Poli, Giulia Abbate|Container Teatro.

Di volta in volta comunicheremo data, spettacolo e protagonista

mercoledì 14 dicembre 2011 la stagione è iniziata con lo spettacolo Viola di e con Elisabetta Salvatori. La storia della vita di Dino Campana, straordinario autore di pagine di poesia, morto nel 1932, a 46 anni, in manicomio, dopo esservi stato recluso per 14 anni. Il testo dello spettacolo costruito su fonti e documentazioni originali. Le musiche, eseguite da Matteo Ceramelli (violino) originali, composte appositamente per lo spettacolo.

sabato 14 gennaio 2012 è proseguita con lo spettacolo Pigs, operazione finale: del maiale non si butta via nientedi e con Maurizio Argàn, magistrale prova d’attore nell’ affrontare il tema della depressione, troppo spesso scambiata e curata come malattia mentale.

Febbraio 2012 ha visto tre giornate dedicate allo spettacolo BELLA TUTTA! I miei grassi giorni felici”, di Elena Guerrini, ognuno dei quali seguiti, alla fine dello spettacolo, da incontri gratuiti aperti al pubblico, per discutere del libro, dello spettacolo e dell’accettazione/non accettazione del proprio corpo con: Oliviero Ponte di Pino, critico teatrale e direttore editoriale della Garzanti, Martina Liverani, giornalista collaboratrice per Vogue Italia, Mariafrancesca Garritano, ballerina, autrice del libro “La verità vi prego sulla danza”. Ex ballerina de La Scala oggi al centro di infinite polemiche

Per Spazio, Corpo e Potere vedi comunicato stampa (allegato)

Per Emanuel Gat a Milano vedi comunicato stampa (allegato)

Danzatori di luce Personale di André Che Isse


27 ottobre – 11 novembre 2011
Inaugurazione giovedì 27 Ottobre 2011 ore 18,30
con performance accompagnata dal vivo dalla viola di Paolo Botti

 

Il pensiero e i muscoli di un danzatore hanno attraversato lo spazio per tramutarsi in oggetto altro, in rappresentazione di quel legame tra corpo e mente capace di accendere o spegnere un’emozione come schiacciando l’interruttore della luce.

Il lavoro di Andrè Che Isse è il risultato di due percorsi artistici diversi: danza e pittura. Entrambi convivono in lui e nella tela, dove traspone la sua visione del corpo e rappresenta la condizione umana.

Ho creato una danza di immagini pittoriche – dice Andrè Che Isse – ricercando nella plasticità del corpo e nel disegno geometrico degli arti. Dopo 16 anni di danza ho sentito la necessità di fissare il pensiero sulla tela. Trovai una tecnica che rappresentasse il tono muscolare del corpo: corda cucita su tessuto intelaiato, che mi permettesse di rivelare la plasticità coreografica nella sua materia, nel suo geometrico perimetro di filo”.

Il tessuto e il filo sono elementi importanti nel suo lavoro. Al corpo è data la possibilità di animarsi perché esiste un collegamento tra mente e muscolo, tra materiale e immateriale. Il filo conduttore scelto da Che Isse è una corda che ne disegna la figura, i suoi muscoli e ne rivela, al tempo stesso, la complessità di legami e vincoli a cui il corpo deve sottomettersi. Per compiere questo svelamento Che Isse usa la luce:

La luce posta dietro la tela svela l’anima, manifestando il “labirinto” dell’artefice. Percorsi molteplici di filo in una costruzione geometrica, un’architettura vista in pianta, stanze infinite della mente in complesse connessioni, sinapsi, come punti di fuga in un quadro rinascimentale. Due opere diverse in una stessa tela”.

Un intreccio che è una trama, un nuovo ordito sulla tela, che colloca quel corpo nel pieno delle sue possibilità espressive, all’interno di una storia, di un ambiente sottoposto a rigide regole fisiche e matematiche. Tutto questo si scopre agli occhi dell’osservatore, quando le tele si illuminano. Allora quello che prima si vedeva, ovvero un corpo che aveva trasformato e liberato in un gesto la sua energia psichica, in una visione bidimensionale, piatta, pesante e priva di ombre o chiaroscuri, si trasforma, in altro. Il corpo acquista volume, rilievo, colore, calore, svela i suoi tratti compositivi e i fili che lo reggono, quasi lo imprigionano, evocando uno scenario da teatro per burattini. Come nei pittori classici, nel lavoro di Che Isse, la luce acquista dunque una simbologia forte che entra nel corpo e lo colloca in un nuovo spazio nuovo, vicino al divino, così come facevano i pittori del XV secolo che davano solo ai personaggi vicini a Dio il potere di emanare luce. Ma questa sua vicinanza alla divinità ne evidenzia il suo dualismo tra autore e attore.

Emerge così una dialettica: la luce è ciò che scopre la trama, i legami che vincolano il corpo, ma dallo svelamento nasce un nuovo senso dell’essere e di libertà.

I lavori di Che Isse tradiscono questa ricerca di libertà anche quando non sono retro illuminati. Esprimono un desiderio dell’uomo di oltrepassare i limiti imposti dalla fisiologia e dalla “trama” di cui l’artefice rimane misterioso: il divino? Noi stessi?. Lo si evince da alcune pose o movimenti impossibili dei corpi o di parti di esso che Che Isse ha dato ad alcune sue figure.

Egli gioca con il vedo non vedo, con il sono e appaio, con il posso e non posso.

L’interruttore, strumento dell’osservatore, trasforma lo stesso in deus ex machina, colui che interviene svelandone la trama e può decidere in maniera decisiva sulla storia o la coreografia e, quindi, il movimento del danzatore sul palcoscenico. L’osservatore – uomo può quindi decidere di accendere o spegnere la luce, di guardare dentro o limitarsi a guardare lo specchio, di riconoscersi o conoscersi.

Shakespeare lasciava che Amleto si tormentasse con la domanda “Essere o non essere?”. Ieri come oggi la danza tra i due opposti rimane, ma con la consapevolezza che abbiamo acquisito più strumenti di illuminazione e che siamo, forse, noi stessi a scegliere di smorzare la nostra libertà ed intensità espressiva restando, di conseguenza, al buio.

Melina Scalise
ANDREA CHE ISSE
Dal 1996 al 2011: 20 personali di cui 14 in cui era sempre correlato il lavoro pittorico alla danza.
2006 – Galleria Annovi-Arte Contemporanea (Sassuolo, Mo) personale “I Danzatori degli dei”, venti tele retroilluminate davanti alle quali avvenivano performance con musicisti dal vivo.
2010 – Spazio Tadini, Milano. Collettiva “La Natività”
per la danza:
Acquisita una base di tecnica tersicorea ‘Classica’ da maestri quali Jozo Borcic, Robert Strajner, Deborah Weaver, René LeJeune, ho condotto per una quindicina d’anni ricerca sulle qualità del moto, sulla plasticità del corpo, sulla geometria degli arti e delle direzioni nello spazio acentrico, in fieri ad architetture coreografiche di matrice astratta.
Ha danzato le sue ideazioni in differenti appuntamenti:
RECITARCANTANDO ’86 di Cremona – ‘Omaggio a Kingo’ presso la galleria d’arte Il Mercante a Brera (Mi);
BIENNALE ’88, Palazzo Re Enzo a Bologna; allestimento estivo del teatro Romolo Valli a Reggio Emilia, 1989; seminario tenuto all’ACTOR STUDIO di Roma nell’ ’89; rassegna culturale estiva dei ‘Cortili’ a Modena, 1990;
BIENNALE DES JEUNES CREATEURES D’EUROPE DE LA MEDITERRANEE; MARSEILLE 1990;
sala ‘Corto Circuito’ TIRDANZA, 1991, Modena;
sala ‘Corto Circuito’, TIRDANZA, 1992, Modena;
auto-video-produzione 1992;
partecipazione con video a DANZA VIDEO 1992 Milano;
auto-video-produzione 1993;
libreria Croce a Roma con la presentazione di Giorgio Albertazzi;
auto-video-produzione 1994;
spettacolo teatrale ‘Sotto il segno di Caino’ al Teatro Spazio Zero di Roma per la regia di Giorgio Albertazzi, gennaio 1995;
‘Performance per Kingo’ presso lo Studio D’Ars a Milano, 1996;
performance al Forte Crest di Milano, estate 1996
Orario apertura mostra: da martedì a sabato 15:30-19; in occasione di eventi serali fino alle 22:30


Corsi di danza, coreografia, benessere, bellezza e cinematografia


Spazio Tadini riapre la propria stagione con workshop e corsi di danza, teatrodanza, benessere, bellezza e cinematografia.

Per i corsi di danza:

Le donne e l’estetica: venerdì 30 settembre alle ore 21 un incontro con le tre esperte Eleonorita Acquaviva, Chiara Garrone e Hilary McKown per conoscere i dettagli dei corsi che partiranno ad ottobre. Ingresso libero.

           

Presto informazioni sul corso di cinematografia a cura di Alessandra Montesanto.