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giornalista, psicologa

Danza: mercoledì 18 luglio, Fragile Un question de confiance – di OpificioTrame


DANZA  mercoledì 18 luglio 2018 ore 21

Fragile. un question de confiance

danza, teatrodanza
Federicapaola Capecchi, Foto Walter Ciceri

Fragile. Un question de confiance” è una performance di danza che si muove tra momenti  di gruppo, di coppia e assoli. Mercoledì 18 luglio 2018 viene proposto uno dei momenti di assolo, in scena la fondatrice e coreografa di OpificioTrame, Federicapaola Capecchi.

Ispirato alla fragilità, alla possibilità di parlare gioiosamente della fragilità, come un gesto, un atto di fiducia. Gioca anche sul doppio: ordine e caos, luce e buio, gioca su quella sensazione propria della fragilità di quando i confini sembrano così sfuocati. Lo spazio scenico grezzo, nudo è voluto. Per poter stare solo con il corpo e questo spazio di confine sfuocato, dove una cosa può diventare improvvisamente un’altra, come l’acqua ghiaccio.

danza, teatrodanza
Federicapaola Capecchi, Foto Roberto Manfredi

Nell’assolo la danzatrice cerca costantemente di trovare un equilibrio, tra forze e impulsi sconosciuti, per mantenere il controllo del corpo … una risposta positiva, secca e precisa al senso di tristezza e solitudine che spesso, invece, si associa alla fragilità. E lo spazio gioca con lei. Si camuffa, indossa una maschera, sorride, nasconde e finge nel ballo delle conformità. Ma quando riesce a trovare il pieno equilibrio e il controllo del corpo svela cosa succede a quelli che non possono fingere … lasciando aperta una domanda. La nostra paura di fidarci quando siamo fragili ci fa spesso tacere, ma quando si rompe il silenzio diventa un atto di coraggio … o semplicemente pura follia?

È necessaria la prenotazione- Chi partecipa al workshop del 17/19/20 luglio ha l’ingresso ridotto alla performance.

Fragile è una performance di OpificioTrame Physical Dance Theatre, parte della Rassegna “Il Teatrodanza di Federicapaola Capecchi” iniziata a febbraio 2018 e che sospende i lavori con questa serata,  per poi riprendere da fine settembre.

Alle ore 19, prima della performance, presentazione del libro Elogio alle Tag di Andrea Cegna, giornalista. Il tutto nel contesto della mostra Walls Of Milano del fotografo Giovanni Candidata che racconta 12 anni di Street Art a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise.

IL TEATRO DANZA DI FEDERICAPAOLA CAPECCHI

Fragile. Un question de confiance

Mercoledì 18 luglio 2018 ore 21

SPAZIO TADINI CASA MUSEO

Info e prenotazioni: ms@spaziotadini.itopificiotrame@opificiotrame.org

Tel +39 02 26 11 04 81

 

Playground Milano League e PhotoMilano di Francesco Tadini mostrano lo sport


playgroundIl vincitore dello Street Art Contest di Adidas Playground Milano League, Christian Lovati, avrà la possibilità di esporre l’opera vincitrice (più altre sue 3 opere) alla Pocket Exhibition @ Spazio Tadini – Casa Museo. PhotoMilano, il club fotografico milanese fondato da Francesco Tadini con sede a Spazio Tadini è stato partner ufficiale ed esclusivo per la fotografia. Un evento unico tutto raccontato per immagini grazie al lavoro dei Photomilanesi.

Insieme alle fotografie le vincitore saranno esposte anche quelle di tutti i partecipanti al contest: Angelo D’Ambrosio, Rodolfo Cammarata, Ilde Mancuso, Debora Ciamberlini, Roberto Crepaldi, Alain Jean Pietrolongo, Raffaella Bizzarri, Giangaetano Sabbati, Patrizia Massoli, Marina Labagnara.

Ecco tutte le informazioni sull’evento sportivo

http://www.playgroundmilanoleague.com/

 

Mostre estate a Milano: Street in cartolina con Federico Marcoaldi


La città offre tante suggestioni e l’artista Marcoaldi si lascia affascinare dai mezzi pubblici, dalla calca nelle ore di punta, come nei momenti di maggior silenzio, per cogliere spunti da fissare in cartoline. La mostra alla Casa Museo Spazio Tadini, inserita all’interno di un insieme di mostre sulla Street Art, è una presentazione da vedere camminando, con il naso all’insù, come per osservare le costruzioni di questa città che cresce.

 

STREET IN CARTOLINA, LA CITTÀ CHE VA

 apertura mostra 12 luglio ore 18.30

Aperta dal 12 luglio al 9 agosto 2018

a cura di Melina Scalise

L’impronta de “La città che sale” di Boccioni stava nel suo dinamismo, oggi, quella città è diventata metropoli ed è una “città che va”, che non si ferma, che si dirama in un labirinto di strade, che ospita gente di tutte le razze, che si muove, che corre, che sale e che scende da auto e da tram, assorta nel suo viaggio interiore, sempre più spesso monopolizzato da un cellulare. In questa “frenesia statica”, come la definisce Federico Marcoaldi, lui trova ispirazione: seduto sulla panchina di un vecchio tram, tanto di un bus o dell’ultima linea del metrò, lui disegna e dipinge cartoline, mentre la gente lo guarda e lo spinge, mentre ascolta. Il suo segno e il suo colore si modificano tra una fermata e l’altra, tra una frenata e l’altra, tra uno spintone e uno sguardo gettato di nascosto da un passeggero.

L’arte di Marcoaldi è intrisa del sapore della strada delle città da quando ha iniziato come street artist negli anni 90 e si firmava 2P. Oggi, al posto dei muri, di quei mattoni e quelle pareti di cemento, Federico sceglie di dipingere sulla fragilità della carta, sul supporto nostalgico di una cartolina che non sarà mai spedita ad alcuno perché nata già in viaggio tra Cadorna e Duomo, tra la fermata della 62 e il tram numero 1.

Le “strade in cartolina” sono un ciclo del suo lavoro che riguarda prevalentemente sculture di carta con materiali di recupero. Le cartoline saranno esposte alla Casa Museo Spazio Tadini in occasione di una mostra fotografica sulla Street Art, Walls of Milano di Giovanni Candida. Il lavoro di Federico Marcoaldi è l’evoluzione e declinazione del tratto e segno pittorico della street su un altro supporto, con un senso che valica l’ormai noto valore di protesta e appropriazione anche simbolica della città, per raccontare la metropoli  nei suoi labirinti, nei suoi spesso imprevedibili e reconditi risvolti di cui fanno parte anche le persone che nel caos e nella casualità si muovono nella loro ricerca di identità.

Breve biografia di Federico Marcoaldi

Federico Marcoaldi nasce a Bolzano nel 1973 ma cresce tra Pisa, Vicenza, Bruxelles. A Milano frequenta le scuole d’arte e inzia giovanissimo la sua attività di graffiti nel 1990 con la firma 2P. realizza anche graffiti su commissione come all’esterno di fabbriche a Porto Marghera o all’interno di uffici a Milano. Una svolta decisiva alla sua esperienza artistica è la frequentazione della bottega di Ninì Santoro a Roma, dove inizia a produrre, con maggior rigore stilistico, un’arte informale di colori acrilici dai toni accessi.

Dal 2005 comincia ad esporre al pubblico le sue opere in mostre collettive, dalla galleria Pentart a Trastevere alla Biblioteca del Corviale all’Hotel Sheraton. Poi con un amico artista apre una galleria-caffè-libreria al Testaccio, RGB46, che ospita molte collettive, che accanto alle opere di molti artisti comprendono spesso quelle di Marcoaldi (”incubi collettivi”, ”nel bosco delle soluzioni”, ”flatlandia”, ”arte e biciclette”) e qualche sua personale (”A-strati” del 2008 e ”Giassai” nel 2010). Nel 2010 espone anche a Bolzano ”Schwer Abstrakt”.

Oggi vive ora a Milano, facendo lavori diversi, dall’imputazione dei dati al computer alla gestione del magazzino di grandi alberghi, ma anche vendendo i suoi quadri. Per la maggior parte a Roma e a Milano, un paio delle sue opere sono state acquistate negli Stati Uniti.

 

 

Elogio alle tag, il libro di Andrea Cegna a Spazio Tadini


Elogio alle Tag di Andrea Cegna, giornalista, sarà presentato a Spazio Tadini, via Jommelli, 24 mercoledì 18 luglio alle 19 nel contesto della mostra Walls Of Milano del fotografo Giovanni Candidata che racconta 12 anni di Street Art a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise.

andrea cegna elogio alle tag

Il writing è una forma di espressione urbana, un movimento legato alla città e presente ormai da diversi decenni ovunque nel mondo. Già dagli anni settanta i treni della metropolitana di New York partivano dai sobborghi ricoperti di scritte a spray, invadendo con segni e colori il salotto del centro storico. Per quei giovani figli di schiavi o di migranti era un modo per dire ai residenti dei quartieri alti che esistevano anche loro. Grazie al suo elevato valore simbolico questa pratica illegale è diventata, nel giro di poco tempo, una delle più diffuse tra coloro che provano a intraprendere il tortuoso cammino della critica alle ingiustizie sociali. Il primo passo di questo percorso si chiama tag, una semplice firma, uno scarabocchio su un muro di una città qualsiasi, anonima e respingente, su cui apporre il proprio nickname di strada. Qualcuno le ha chiamate pisciate di cane, altri le hanno giudicate come l’elemento principale del degrado, in pochi si sono posti degli interrogativi sulla resistenza di questo fenomeno, nessuno ha mai elaborato un pensiero su quanto le tag possono essere preziose nel creare uno specifico senso di solidarietà diffusa nelle comunità che vivono in periferia.
Elogio alle tag è un volume che indaga le relazioni tra writing, street art e logiche repressive anti degrado da un punto di vista inedito, con brevi saggi dell’autore e approfondimenti di sociologi, urbanisti, scrittori e avvocati, ma soprattutto con importanti testimonianze di molti artisti italiani di diverse generazioni.

“noi abbiamo immaginazione, loro hanno solo schemi con opzioni definitive.
Per questo il loro mondo crolla. Per questo il nostro risorge, proprio come quella lucina che anche se piccola riesce a proteggere dall’ombra.
Bene. Salve e che compiamo gli anni molto felici, cioè, lottando”  

SubComandante Marcos

I partecipanti alla presentazione editoriale potranno visitare la mostra di Giovanni Candida gratuitamente, gradita un’offerta liberale a sostegno dell’associazione.

andrea cegna

Andrea Cegna è redattore di Radio Onda d’Urto, collaboratore di Radio Popolare, un instancabile agitatore sociale e organizzatore di concerti. Ha pubblicato 20zln. Vent’anni di zapatismo e liberazione  e  di Strade strappate. Storia rappata dell’hip hop italiano.

Twitter: a_cegna
FaceBook: https://www.facebook.com/ACantipa

 

A Proposito di Street Art a Spazio Tadini (leggi) 

 

 

Street art: Walls of Milano mostra fotografica di Giovanni Candida


WallsOfMilano
WallsOfMilano

La fotografia di Giovanni Candida, in arte, Walls of Milano, racconta la Street art nella veste di fotografo “ufficiale” della maggior parte degli arstisti da strada di Milano e delle loro crew. Da 12 anni “vive” con loro, prevalentemente di notte, ma anche di giorno, a raccontare le loro storie, le loro evoluzioni e tracce stilistiche, la loro passione per ridisegnare tratti di periferia degradata, ma anche zone centrali della città dove la Street Art è riuscita a conquistarsi un ruolo ufficiale. La mostra alla Casa Museo Spazio Tadini racconta parti fondamentali del suo percorso e dell’evoluzione della Street a Milano.

WallsOfMilano
WallsOfMilano

Apertura al pubblico

Mostra a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise

12 luglio alle ore 18.30

Durata della mostra da 12 luglio al 9 agosto 2018

(ingresso su invito e a pagamento con aperitivo di benvenuto)

Spazio Tadini via Niccolò Jommelli, 24 Milano

Orari: da Mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30 e domenica dalle 15 alle 18.30 – Ingresso 5 euro

wallsofmilano prima
wallsofmilano prima
wallsofmilano dopo

La mostra presenta diversi percorsi che raccontano luoghi della città che si sono trasformati nel tempo con l’intervento di vari artisti, che documentano il lavoro impegnativo e difficile di questi “artigiani dei muri” – come li definisce Giovanni –, racconta di personaggi, dell’uso del colore e delle sue evoluzioni tecniche.

La mostra dunque non si presenta come una carrellata di opere di street fotografate, ma guarda anche i dettagli e i contorni, è un insieme di racconti che permettono al visitatore di entrare nel back stage.

mappatura WallsofMilano
mappatura WallsofMilano

“Quando, nel 2006, ho iniziato a scattare foto dei muri di Milano, non avrei mai immaginato che la street art sarebbe diventata la grande passione della mia vita – racconta Giovanni Candida, soprannominato dagli Street Artist, Walls of Milano – Senza fotografia, senza immagini, sin dai suoi inizi negli anni ’70, gran parte di quest’arte non esisterebbe proprio. L’aver documentato con costanza questo movimento artistico, in un contesto preciso e geograficamente connotato, permette non solo di godere della bellezza delle opere, ma anche di mantenerne memoria laddove, per sua stessa natura, la street art è effimera.

Ho costruito un archivio di immagini che custodisce la street art milanese; una documentazione lunga 12 anni che continua ad evolversi ed arricchirsi giorno dopo giorno.

Col tempo WallsOfMilano, con le sue mostre e la relativa pagina FB ( http://www.facebook.com/wallsofmilano), è diventato un  punto di riferimento della street art milanese”.

Il 18 luglio alle ore 19 presentazione del libro di Andrea Cegna, giornalista di Radio Popolare Elogio alle tag. con Giovanni Candida.
A seguire alle ore 21, per completare la serata alla Casa Museo appuntamento con la danza di Federicapaola Capecchi.

 

Biografia

Giovanni “Gianfranco” Candida in arte Walls of Milano

E’ fotografo di street art ma di professione fa il dirigente in una importante multinazionale. Nato nel 1958, solo nel 2006 inizia ad interessarsi di Street art. Ovunque si trovi a viaggiare scatta foto di “muri” ma per dare coerenza al suo lavoro di fotografo e collezionista di opere di Street art e Writing ha deciso di focalizzarsi sulla città di Milano dove vive. La sua pagina Facebook www.facebook.com/wallsofmilano è punto di riferimento delle scena della Street art milanese. Ha una moglie molto paziente che tollera le lunghe giornate da lui passate con i giovani artisti.
Mostre
  • Marzo 2014: ‘’Streetartists in action’’ c/o Spazio Seicentro Milano
  • Marzo 2015: ‘’WallsOfMilano’’ c/o Neurotitan gallery Berlino
  • 2014 fotografie per scenografie trasmissione Anno Uno – La7

 

Testimonianze sul Giovanni Candida da parte di alcuni Street Artist

WOF by Zed
WOF by Zed

Poesia lo scatto e il fuoco.

Ritratto per Gianfranco (Giovanni) La notte gelata

di Ivan

 

ad essere obbiettivo ricordo quel tuo scatto avanti

quel metter a fuoco la vita poco distanti

che fa luce la notte gelata

la rincorsa la città più salata

e gianfranco che rincorre la vernice

una sera milano raccolta di buio

i pugni gelati per il freddo

la tua rincorsa che non scordo

e dietro a far foto ricordo

a far memoria la bufera dello scempio

 

se occorre alla strada far strada

dietro le tue foto ci si ricorda che nessuno è straniero

che si dipinge un sentiero comune

muro contro muro

grigio contro le parole che pigio a muso duro

l’asfalto divampo di gianfranco che ci rincorre

e rimbomba la chiamata alle arti

 

non è arte ma solo aver parte la sorte

mille e poi mille scatti ancora la stessa corsa

l’ancora cui gettarsi se il mare fa burrasca

una passione la tua che resiste la risacca

di questa loro autorità che attacca

non tanto la vernice ma gli scuri del pensiero

giovanni mi ricorda noi

tutti diversi

spesso sparsi

che c’abbiam creduto

e s’è avverato davvero

 

ritratto gianfranco il ponteggio e la neve che cade

poesia le sirene d’incanto da cui scappare

ch’ora si confonde questo tuo guardare pacato

gentile il tatto e ancora il parlato

della tua voce piana come l’alba una notte d’assalto

se noi siam il burrone

giovanni

tu ne sei il salto

 

ivan


Casa Museo Spazio Tadini

Apertura della mostra al pubblico il 12 luglio alle ore 18.30 (ingresso su invito e a pagamento)

Orari: da Mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30 e domenica dalle 15 alle 18.30

 

Ingresso 5 euro con visita guidata a richiesta gratuita anche nella sezione di mostra permanente dedicata a Emilio Tadini.

Reteconomy dall’arte alla gestione del territorio


Dall’arte all’economia con il giornalista Enzo Argante nelle sue trasmissioni su Terzo Canale Show in collaborazione con Reteconomy (anche Canale 512 Sky e Lanuova Tv Economia) che argomenta di temi di attualità anche attraverso l’arte perchè l’operatività dell’uomo non ha come unico fine la produzione di cose materiali. La casa Museo Spazio Tadini dedicata a Emilio Tadini è diventata per questo una fucina utile allo scopo, perchè da anni propone, oltre alla permanente di Emilio Tadini, mostre che possano essere spunto di riflessione sui cambiamenti sociali.

La sede dell’associazione è diventata pertanto un luogo interessante per la registrazione di diverse puntate della trasmissione condotta da Argante. L’arte finalmente è presentata come linguaggio di racconto della società e non solo come mercato o estetica e con questo intendiamo sia la pittura, che la scultura, che la fotografia, in particolare con PhotoMilano il gruppo di ormai più di 2500 fotografi che si propone di raccontare proprio la metropoli, i suoi eventi, le sue attività.

Ecco l’ultima puntata di Reteconomy, la nuova visione dell’economia che parte dalla riflessione concettuale dell’artista australiano Ian Kingsford Smith in mostra alla Casa Museo Spazio Tadini fino al 6 luglio 2018 insieme a Luigi Alloni, fotografo di PhotoMilano e 20 fotografi provenienti da diverse parti del mondo con Cities per raccontare le metropoli contemporanee in collaborazione con Monteoliveto Gallery.

Clicca per vedere Puntata di Reteconomy a Spazio Tadini mostra Ian Kingsford Smith
Puntata di Reteconomy a Spazio Tadini mostra Ian Kingsford Smith

La presentazione di Spazio Tadini (Melina Scalise) e PhotoMilano (Francesco Tadini) su Reteconomy

Vedi Reteconomy Secolo Urbano puntata registrata alla Casa Museo dedicata ad Emilio Tadini e ne racconta la storia
Reteconomy Secolo Urbano puntata registrata alla Casa Museo dedicata ad Emilio Tadini

 

 

Danza: workshop estivo a Milano con Federicapaola Capecchi


Danza a Spazio Tadini: workshop di physical dance theatre e contact a Spazio Tadini martedì 17,  giovedì 19 e venerdì 20 luglio 2018  dalle ore 19:30 -22:30.  Aperto a tutti. 

In quegli stessi giorni l’ultima data estiva – mercoledì 18 luglio 2018, ore 21:30 – per poi riprendere a Settembre prossimo, della Rassegna ” Il Teatrodanza di Federicapaola Capecchi”.

BodyGame di Federicapaola Capecchi, Foto Rodolfo Cammarata

COME MI VEDI

workshop di contact e physical dance theatre

con Federicapaola Capecchi

aperto a tutti

martedì 17,  giovedì 19 e venerdì 20 luglio 2018 19:30 -22:30

Rivolto a tutti coloro che sono interessati ad approfondire lo studio del corpo e del corpo in movimento, come strumento di conoscenza di sé, dell’altro e delle infinite potenzialità e bellezze della danza. E non solo come strumento scenico. Non è dunque necessario essere per forza già danzatori o attori o professionisti.

Questo workshop si compone di una parte dedicata al training così come di momenti di improvvisazione e di composizione scenica vera e propria. Cercheremo un linguaggio e un approccio personale al movimento, vissuto, che arriva dal corpo e vi respira, senza automatismi né artifici tecnicistici.

danza-contact-improvisation-federicapaola
Prove Spettacolo Resistenze – Foto Stefania Villani

Attraverso il physical dance theatre cercheremo cosa si muove e se la persona è pronta a rispondere. Il corpo in movimento, il carattere e gli strumenti della performance. Fiducia e sentirsi a proprio agio come motori di ricerca e di creazione. Affinare la percezione del proprio corpo e dell’ambiente in cui agisce come fonte d’ispirazione, svegliare o affinare la capacità di rischio e il piacere della sperimentazione del movimento, usare il corpo pienamente, sono l’obiettivo. L’importante è l’autenticità del movimento, danzato o non, la sua espressione, il suo carattere. Le proposte sono costruite anche in modo tale che i partecipanti si esibiscano gli uni per gli altri. Guardare l’altro, lo sviluppo di una sensibilità, l’ascolto per i nostri corpi, sia come esecutore che come un osservatore, sarà fondamentale. Rifletteremo insieme, daremo un feedback  per tutto il corso del lavoro.

Con la contact cercheremo di fare una cosa preziosissima che, spesso nella quotidianità, perdiamo di vista: ridere, sorridere, ascoltare, avere cura, premura e attenzione. E non avere nessuna fretta né alcuna aspettativa. Wow!!

La contact improvisation come approccio globale al corpo e interrogativo principe sui processi creativi e motori percettivi, un’ esplorazione. Flusso d’energia che scorre fra corpi, pressione e spostamento del peso. L’altro: un territorio fatto di sorprese e imprevisti, di limiti e di abitudini percettive. Pensiero e azione insieme.  Dare e ricevere il peso del corpo esplorando i ruoli del guidare e del seguire l’altro, attraverso la sensibilità del contatto corporeo. Scambio del peso, l’impulso, il sostegno, la sospensione, la leggerezza, l’equilibrio ed il flusso del movimento stesso avvalendosi di alcuni dei principi delle discipline orientali e della Release Tecnique.

COME MI VEDI

Iscrizioni entro il 14 luglio 2018

Info e iscrizioni: ms@spaziotadini.itopificiotrame@opificiotrame.org 

Chi partecipa al workshop ha il biglietto ridotto per la performance di mercoledì 18 luglio 2018 ore 21:30

Biografia Danza Federicapaola Capecchi QUI

Biografia Fotografia Federicapaola Capecchi QUI

Resistenze research, Foto Stefania Villani
Resistenze research, Foto Stefania Villani

Fondatrice, coreografa di OpificioTrame Physical Dance Theatre, ha debuttato come giovane coreografa italiana al 6° Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia.

Febbraio 2014 vede l’assegnazione del Leone d’Argento per la creatività di Biennale Educational al progetto “Leggo capisco e sono” per l’uso della danza nella formazione nelle scuole di cui Federicapaola è coordinatrice e docente in aula. Ha ideato, insieme a Francesco Tadini, il Festival Coreografia d’Arte ormai giunto alla sua V° edizione e il progetto Spazio, corpo e potere, ciclo di interviste dal vivo e spettacoli di cui è stato ospite il coreografo israeliano Emanuel Gat. Il suo lavoro è citato in alcune pubblicazioni sulla danza come, per esempio, Creatori di senso. Identità, pratiche e confronti nella danza contemporanea italiana a cura di Massimo Schiavoni.

Quando ha scelto la danza e la coreografia come la sua vita ha avuto la fortuna di partecipare subito ad una produzione internazionale della Change Performing Arts, lo spettacolo “Luna di Terra” di Kayo e Yukio Mikami (Teatro Franco Parenti, Milano), di incontrare e lavorare con Marco Baliani nel progetto “Le Antigoni della Terra” (Bologna), di incontrare e studiare con Kazuo Ohno e il figlio Yoshito Ohno (Teatro Comunale di Ferrara), solo per citarne alcuni.

Nel 2005 fonda con la compagnia OpificioTrame

Nel 2006 è invitata al Festival Internazionale di Gorazde “Prijateljstva”, Bosnia Erzegovina, con lo spettacolo “Hybris” del quale cura lo studio del movimento e le coreografie.

Lo spettacolo “Resistenze“ le è valso la selezione Internazionale di Choreographic Collision, part 1 e part 2, Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia, Direzione Artistica Ismael Ivo, Associazione Danza Venezia – e, nel 2008, ha ricevuto il Premio Nazionale La Torrettadestinato a tutti coloro che con il loro lavoro contribuiscono all’esaltazione dell’arte, della cultura, della solidarietà e ad elevarne i contenuti”. Su tutto, danza, parole, gesti cerca un linguaggio vissuto, che arriva dal corpo e vi respira, senza automatismi né artifici tecnicistici.

In più di un’intervista si è definita un meticcio o un ibrido, attraversata fino in fondo e segnata da tutte le esperienze formative, gli stili e i percorsi incontrati e cercati, e perché ad ognuno di loro non è stata fedele. Li ha quasi sempre traditi. Ma nel senso che ha tradotto quanto aveva appreso in un suo percorso e in una sua personale ricerca.

Ha iniziato dalla danza classica presso la Scuola Aurelio Millos e poi alla C.S.C di Milano, oggi SPID, con Elisabeth Kahan e David Sutherland. È con un Residenziale di Adriana Borriello presso il Teatro Elfo di Milano il suo primo incontro con la danza contemporanea. Prosegue in questa direzione studiando con Susanna Beltrami, Brigitte Hyon, Dominique Dupuy, Franco Reffo, Michele Abbondanza e Antonella Bertoni. Il ’96 è un anno importante, nel quale incontra sia la danza butoh, che il teatrodanza. È l’incontro con il teatrodanza che segna il suo percorso formativo e di ricerca. In questo senso importanti per il suo percorso artistico sono i seminari e i corsi di aggiornamento di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, Felix Ruckert, Raffaella Giordano e Giorgio Rossi.

Nel tempo si dedica assiduamente allo studio e alla pratica della contact improvisation reinterpretandola ed elaborandola in un proprio codice coreografico. Decide di completare il suo percorso artistico approfondendo anche la formazione attorale, frequentando per diversi anni la scuola di teatro di Opus Personae a Milano, “Progetto Novecento” di M. Pernich e della Regione Lombardia e laboratori intensivi sul lavoro attorale con Danio Manfredini. La sua ricerca e curiosità la spingono costantemente a confrontarsi ed approcciare nuove e diverse esperienze, come la danza africana, tradizionale e di espressione, il bharatanatyam, l’afro-contemporaneo, e a seguire corsi di aggiornamento di drammaturgia e scrittura scenica parallelamente a quelli di danza.

Durante la sua permanenza alla Biennale di Venezia per il suo debutto, approfondisce il lavoro di coreografa e di danzatrice contemporanea con Ismael Ivo, Jacopo Godani, Ted Stoffer, Reinhild Hoffann e Mi Na Yoo. E incontra Pina Bausch cui, nel 2007, la Biennale conferisce il Leone d’oro alla carriera.

Dal 2008 collabora con Spazio Tadini, nel 2010 ne diviene socia onoraria e dal 2013 è nel consiglio direttivo. Dal 2014, con Spazio Tadini, sviluppa la congiunzione di fotografia e danza.
All’attivo – solo per citarne alcune – la curatela ( e testi critici) di Mostre Fotografiche come Afghanistan e Libia Martyrs del fotoreporter Riccardo Ventur; La Fotografia di Matrimonio di Carlo Carletti; “Franco Fontana & Quelli di Franco Fontana”; Francesco Cito e la fotografia di reportage; Berengo Gardin e 8 fotografi per Photofestival Milano 2017; “Lo sport in bianco e nero”  e “Olimpiadi” di Alessandro Trovati; Milano negli anni ’60 e la fotografia di documentoAutori: Virgilio Carnisio, Ernesto Fantozzi, Valentino Bassanini; Placespast di Giovanni Mereghetti; Dal reportage al sogno di Graziano Perotti, Olimpiadi di Alessandro Trovati. Redattrice e conduttrice del TG Fotografia

Photography Cities video


Una mostra che racconta le città dal mondo con il contributo di fotografi di varie Paesi, dall’Europa all’oltreoceano. Sono i luoghi dell’abitare contemporaneo, tra contraddizioni, somiglianze e prospettive sostenibili.