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giornalista, psicologa

La Couleur d’un Poème: concorso di poesia


Sabato 23 settembre 2017 alle ore 16,00 , si terrà presso la Casa Museo Spazio Tadini la cerimonia di premiazione della seconda edizione del Concorso Nazionale d’Arte per Poesia, Vernacolo, Haiku e Pittura organizzato da ImmagineArte a favore della FONDAZIONE FRANCESCA RAVA N.P.H. ITALIA ONLUS.

La Casa Museo Spazio Tadini ospita per il secondo anno l’edizione del premio ideato da Maria Grazia Vai: 

” “La Couleur d’un Poème” nasce con l’intento di promuovere la poesia italiana contemporanea in lingua e in vernacolo, divulgare la bellezza della natura e dell’universo in 17 sillabe, quella che gli antichi maestri giapponesi chiamarono haiku, nonché l’estro creativo espresso attraverso la pittura. Nella seconda edizione è stata inserita anche una sezione di poesia a tema ispirato dall’opera pittorica “ La camera da letto “ di Emilio Tadini. Al vincitore verrà consegnata una targa in cristallo che riproduce l’opera su gentile concessione degli eredi”.

Intervento musicale a cura del pianista Luca Pina. 

Intervento canoro di Giulia Pettineo

locandina musica3

 

Durante la cerimonia verrà presentata e consegnata l’Antologia Artistica Inchiostri d’Amore “ che racchiude le opere più belle pervenute al concorso, la cui copertina è stata realizzata con l’opera pittorica vincitrice del concorso e la Silloge del Vincitore della sezione Poesia la cui copertina è stata realizzata con un’opera del Maestro Alessandro Merlo.

Presenzia l’evento una delegazione della Fondazione Francesca Rava N.P.H. Onlus a cui verrà consegnato il ricavato della vendita delle Antologie.

Comitato d’Onore a cura della Giuria del Premio: Alessandro Merlo, Nunzio Buono, Gianluca Regondi, Giuseppe Guidolin, Lia Grassi, Eufemia Griffo, Davide Benincasa

Comitato di accoglienza a cura del Presidente del Premio: Maria Grazia Vai

 Verranno premiati i Finalisti delle 5 sezioni in concorso

(in ordine alfabetico)

Sez. A – Poesia tema libero

Anita Barbaglia  ( Carnevale )

Mirella Bolondi  (Hai strappato la mia collana di perle)

Pietro Catalano  (Un istante prima)

Agata Corsino   (Nebbie)

Vincenzo D’Ambrosio  (L’ultimo spolverio di luce ambrata)

Valeria D’Amico  ( Preghiera – Ai miei figli )

Franca Donà  (Dice cose il giorno)

Carlo Giacobbi   (Elementi)

Vanni Giovanardi  (Invenzioni)

Dario Marelli  (Ho bussato alla tua porta)

Aurora Pace  (Mutazione)

Mara Penso  ( Queste sere )

Flavio Provini  (Ancora un giorno)

Monica Schiaffini (La resa del giorno)

Rita Stanzione  (Tendere d’aria sospesa)

Raffaele Ventola (Il primo brivido)

 

Premio speciale (assegnato dal Presidente del Premio)

Tripepi Matteo ( Milano )

 

Sez. B – Poesia a tema ispirata all’opera di E. Tadini: la “Camera da letto” (leggi testo sull’opera)

La camera da letto opera di EMILIO TADINI
La camera da letto opera di EMILIO TADINI

Anita Barbaglia  (Solo la fanciulla)

Alessandra Beratto (Divertissement ovvero La stanza di Giulia)

Pietro Baccino  (Mi serbo ancora)

Agata Corsino   (Nuda sul tuo letto)

Chiara Marinoni  (La piega dei sogni)

Giovanni Odino  (Domandi ancora)

Flavio Provini  (Voci nel buio )

Antonella Santoro  ( Sopra un cielo di vetro )

Oliva Tentori  (La camera da letto)

Pier Quirica Tola  (L’evoluzione del pensiero )

 

Sez. C – Haiku

Elisa Allo

Pasquale Asprea

Maria Luisa Bandiera

Marina Bellini

Lida De Polzer

Paola Meneghin

Doris Pascolo

Nazarena Rampini

Roberto Timo

Maria Laura Valente

Mara Zilio

 

Sez. D – Pittura

Matteo Bona  (Naturally regained – Primer fotografico e lavorazione digitale)

Anna Rita Cacciatore  (Ho paura di dimenticare – Acrilico su tela alta)

Antonio Cinelli  (Petrol pomp – Acrilico e olio su tela)

Simona De Arcangelis  (Prisma di luce – Acrilico a spatola)

Anna Maria De Bellis   ( Desti-Nation – Acrilici su tela)

Lia Fantoni   (La luce rivelata  –  Acrilici su tela)

Giuliano Giuliani  (China Girl – Olio e acrilico)

Paola Meneghin    ( Sandy – Acquarello e matite)

Sergio Riviera  (Gran Canyon  – Acrilico, iuta, cartone canettato, lamine d’oro e d’argento)

Mariella Zoppi  (Lunaria – Inchiostri )

 

 

Sez. E – Vernacolo “Memorial Antonio Regondi”

Renato Arosio   (Un amur cal dura amo’ )

Pietro Baccino  (Moŕe)

Stefano Baldinu  (Una antiga cantone)

Fabrizio Bregoli   (Tèrã raìs e sèner)

Emilia Fragomeni  (Duci profumi )

Luciano Gentiletti   (Er peso de la vecchiaja)

Vanni Giovanardi   (L’è al mè sangue )

Gaetano Lia  (Quantu famigghi…)

Rosaria Lo Bono  (Pinzeri novi e stanchi)

Elena Maneo   (Eroine de a me infansia)

Patrizia Ortalli  (Al me’ bell marinar )

Calogero Pettineo  (Ammucciuni)

Enrico Sala  (I dòn del la bügàda)

Andreina Solari  (Domàn)

 

“ la Vita è una tela che ci disegna prima ancora che i nostri passi conoscano la luce. Quando questo accade, lei ci passa i colori, lasciandoci tra le mani del tempo il compito di continuare a riempire ciò che oggi è bianco e che domani lo sarà di nuovo. E quello che ci rende speciali è il coraggio di desiderare ogni giorno una nuova tinta. E raccontarla… “

Maria Grazia Vai

Fashion week Milano: Dalla testa ai piedi:


Spazio Tadini segnala un evento da non perdere per la settimana della moda a Milano

INAUGURAZIONE E PRESENTAZIONE DELLA COLLEZIONE

Mercoledì 20 settembre 2017

Ore 18.30

Gallia e Peter, via della Moscova 60 Milano (MM Moscova)

In via della Moscova, 60, presso l’atelier della famosa modisteria Gallia e Peter, Bottega storica del Comune di Milano, Laura Marelli, titolare e stilista di cappelli, con Carla Foca, stilista di scarpe, vi presentano una collezione estrosa, sorprendente per una femminilità pronta a rompere schemi e conformismi composta dall’abbinamento di sei paia di scarpe e sei cappelli  ispirati ad animali, fiori e ortaggi.

 Un vero elogio a Madre Natura.

Due donne, due imprenditrici, con alle spalle storie ed esperienze diverse, si sono contagiate l’un l’altra. Laura, dopo anni di lavoro per grandi case della moda come Armani, Gigli, Versace, trova, nelle scarpe di Carla, una nuova occasione di sfida per il suo estro creativo. Carla, instancabile disegnatrice e stilista, decide, nella seconda parte della sua vita, di produrre scarpe che esprimono la donna contemporanea, rigorosamente senza età, con una femminilità sicura e dirompente, lontana dagli stereotipi di seduzione e che esalta il suo dialogo con la Natura.

Ma Laura e Carla insieme a questa visione della donna hanno condiviso anche l’interesse di esaltare la sapienza artigianale, la capacità creatività del Made in Italy e la moda fatta su misura.

Le scarpe sono tutte realizzate da maestri artigiani di Vigevano e di pelle finissima, mentre i copricapi sono il risultato di una esperta e raffinata tecnica di modisteria che dagli anni 30, ad oggi, fa ancora grande nel mondo il marchio italiano Gallia e Peter.

 

Per informazioni e contatti

Via Sarzana, 30 Milano – Tel.02 6070216 – Cell. 3334638220 – carla.foca@libero.it – www.carlafoca.com

Apertura: da martedì a venerdì 10.00/12.30 – 15.00/18.30

Via Moscova, 60 – 20121 Milano – tel: +390276002628   email: info@galliaepeter.it – www.galliaepeter.it

Virgilio Carnisio: Milano negli anni 60 e la fotografia di documento


 Progetto di Francesco Tadini

Mostra a cura di Federicapaola Capecchi

e Lucia Laura Esposto

in collaborazione con Circolo Fotografico Milanese

19 settembre – 15 ottobre 2017

Spazio Tadini via Niccolò Jommelli 24

apertura al pubblico 19 settembre ore 18.30

VIRGILIO CARNISIO2

Martedì 19 settembre 2017 apre al pubblico, alle ore 18,30 la mostra fotografica personale Virgilio Carnisio, per la serie MILANO NEGLI ANNI ’60 E LA FOTOGRAFIA DI DOCUMENTO. Da un’idea di Francesco Tadini, a cura di Federicapaola Capecchi e Lucia Laura Esposto, in collaborazione con Circolo Fotografico Milanese, presenta 25 fotografie della Milano di Virgilio Carnisio (acquista on line il biglietto per visitare tutte le mostre presso la Casa Museo Spazio Tadini)

La mostra inaugura parallelamente alla PHOTOMILANO Collettiva N°1 (con 90 autori presenti) – a cura di Francesco Tadini, a segnare l’atto di nascita del club fotografico milanese da lui ideato e fondato attraverso l’omonimo gruppo Facebook. Il fil rouge che unisce questa mostra a Photo Milano è l’indagare la Milano di oggi e la Milano degli anni ’60 attraverso il reportage ed una delle funzioni della fotografia, quella di fonte storica.

Virgilio Carnisio si è sempre definito fotografo di strada e le strade che più ha percorso – e ancora oggi percorre – sono quelle della sua città, Milano: metropoli e anima con la quale Virgilio Carnisio ha un legame profondo e sentito. Gli piace molto Milano, e nel percorso delle 25 fotografie in mostra questa cosa si evince in modo importante; come gli piace molto testimoniarne i cambiamenti nel corso dei decenni attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica. Degli anni ’60, ha documentato le metamorfosi di Milano e delle sue persone in un periodo culturale e storico intenso e produttivo, in cui la città lombarda era laboratorio internazionale di idee e saperi, ma anche città del terziario e dei distretti industriali, città della politica, del boom economico e dei movimenti studenteschi. E lo ha fatto con una predilezione visiva: “I soggetti preferiti sono vecchi cortili, case di ringhiera, osterie e antiche botteghe – precisa Lucia Laura Esposto, presidente del Circolo Fotografico Milaneseattraverso cui rivediamo la cosiddetta “vecchia Milano”.

Virgilio Carnisio – aggiunge Federicapaola Capecchice la racconta in un bianco e nero di estrema eleganza che ci riporta la normalità, senza costruzione; nessuna fotografia costruita, spettacolare, ricercata. Insieme al suo sguardo e alla sua macchina fotografica, scatto dopo scatto, inquadratura dopo inquadratura, solo una delle tante proprietà della fotografia, per lui la più autentica, che è quella di esserelo strumento di testimonianza vero”.

In questa mostra si cammina per tutta Milano, dal caffè trattoria di Via Bardolino all’antica osteria di Ronchettino, dalla trattoria della Briosca alla posteria M. Gendotti, dai Navigli a Via del Bollo, da Via del Torchio a Via San Maurillo, dalla Taverna Monferrina a Corso San Gottardo, e chilometri ancora, e mestieri ancora, e volti ancora. “In questa mostraprosegue Federicapaola Capecchiun quadro della città di Milano in bianco e nero intimo, rigoroso, autentico, intensamente narrativo. Un vero e proprio ritratto, attento e consapevole, del tessuto sociale e umano di questa grande città che è Milano”.

Breve Biografia

VIRGILIO CARNISIO si avvicina al mondo fotografico nel 1961-62 frequentando un corso di fotografia pubblicitaria presso l’Enalc (Ente nazionale addestramento lavoratori commercio). Socio storico del Circolo Fotografico Milanese , negli anni ‘60 inizia un lavoro di documentazione analitica del capoluogo lombardo, mosso dall’esigenza di immortalare quegli aspetti della città destinati a scomparire. Nel corso degli anni affina sempre più la sua ricerca, finalizzando il proprio linguaggio espressivo nell’ambito del reportage in bianconero di impostazione prevalentemente sociale, con cui affronta con successo anche altre realtà significative.

Numerose sue fotografie sono apparse su giornali e riviste, libri e enciclopedie e fanno parte di collezioni pubbliche e private; di lui hanno scritto alcuni tra i più importanti giornalisti, critici ed esperti del settore, pubblicando redazionali su prestigiose testate.

Carnisio prosegue ancora oggi, instancabilmente, la sua indagine fotografica e negli ultimi anni si è dedicato a osservare le radicali trasformazioni del quartiere Isola di Milano.

Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti, nel 1981 è nominato BFI (Benemerito della Fotografia Italiana), nel 1982 AFIAP (Artiste de la Federation Internationale de l’Art Photographique), e nel 1992 BFA (Benemerito della Fotografia Artistica); nel 2006 riceve il Premio Nazionale di Fotografia Pino Fantini e nel 2007 l’Onoreficenza di M.F.A. (Maestro della Fotografia Artistica). L’archivio di Carnisio è gestito dall’AFI.

Ernesto Fantozzi: Milano anni 60 e la fotografia di documento


Progetto di Francesco Tadini

Mostra a cura di Federicapaola Capecchi

e Lucia Laura Esposto

in collaborazione con Circolo Fotografico Milanese

19 settembre – 15 ottobre 2017

Spazio Tadini via Niccolò Jommelli 24

apertura al pubblico 19 settembre ore 18.30

Ernesto Fantozzi

Martedì 19 settembre 2017 inaugura la mostra fotografica personale Ernesto Fantozzi per la serie MILANO NEGLI ANNI ’60 E LA FOTOGRAFIA DI DOCUMENTO. Da un’idea di Francesco Tadini, a cura di Federicapaola Capecchi e Lucia Laura Esposto, in collaborazione con Circolo Fotografico Milanese, presenta 25 fotografie della Milano di Ernesto Fantozzi. (acquista biglietto on line per visitare tutte le mostre della Casa Museo Spazio Tadini)

La mostra inaugura parallelamente alla PHOTOMILANO Collettiva N°1 (con 90 autori presenti) – a cura di Francesco Tadini, a segnare l’atto di nascita del club fotografico milanese da lui ideato e fondato attraverso l’omonimo gruppo Facebook. Il fil rouge che unisce questa mostra a Photo Milano è l’indagare la Milano di oggi e la Milano degli anni ’60 attraverso il reportage ed una delle funzioni della fotografia, quella di fonte storica.

Ernesto Fantozzi è ideatore e fondatore insieme a Mario Finocchiaro del Gruppo ’66, già membro del Circolo Fotografico Milanese da quando inizia a fotografare nel 1959.

Ernesto Fantozzi trovava irritante ogni fotografia ove il soggetto fosse trasfigurato, idealizzato, soggettivizzato. Definiva quelle fotografie sentimentalistiche, inconcepibilmente lontane dal vero. E del desiderio del mondo reale, del bisogno di tracce del reale e del quotidiano fece manifesto.

Per dirla con le parole di Ernesto Fantozzi, di cui anche Valentino Bassanini faceva parteriporta Lucia Laura Esposto, presidente del Circolo Fotografico Milanese“Il nostro scopo era produrre una fotografia di tipo documentale, in cui vengono ignorati estetismi e personalismi a favore di un’oggettività di tipo testimoniale. Una fotografia che sia in grado di trasmettere allo spettatore e ai posteri un’immagine quanto più possibile neutra della realtà esaminata”.

Le 25 fotografie selezionate per la mostra accompagnano proprio dentro all’approccio diretto e aderente alla realtà dei luoghi della sua città, Milano; dentro ad un preciso concetto di fotografia.

[…] le cose fotografate come sono, con naturalezza, senza alcun sovraccarico d’orpelli stilistici […] – 1° comandamento del Gruppo ’66Vietati flash e teleobiettivi; obiettivo da 35 mm, che chiede una ripresa da vicino; campo d’applicazione: Milano, la propria città […]”

Nel percorso della mostra ci si muove tra la costruzione della metropolitana in corso Venezia, i nuovi luoghi di aggregazione come La Rinascente, vie e quartieri periferici, le attività e il clima dell’ortomercato di Viale Umbria e le stazioni di servizio, soggetto di grande fascino per Fantozzi. Ci si sofferma su una fotografia priva di qualsiasi estetismo e con un grande valore storico. Una narrazione fluida che fa scorrere nei nostri occhi (non solo davanti) casi cittadini, che rende anche noi dei passanti per quei cortili, vicoli, vie, bar, botteghe … chiedendoci uno sguardo ed una partecipazione attenti e particolari verso i nostri simili, e verso il territorio e contesto metropolitano in cui storie e persone si muovono. Nessun ambiente, situazione o soggetto manomesso, nessuna posa. Solo la testimonianza del vero. Fotografia di documento. Ed un fotografo, Ernesto Fantozzi, attento osservatore e testimone del suo tempo.

Breve biografia

ERNESTO FANTOZZI inizia a fotografare nel 1958 e da allora è fedele al Circolo Fotografico Milanese.

Ama il reportage. Sin dalle primissime fotografie è evidente la sua formazione giovanile iniziata sfogliando le riviste straniere, osservando e studiando immagini sportive e di guerra, realizzate nel modo che ancor oggi preferisce: nessuno spazio all’estetica fine a sé stessa, ma grande attenzione al significato documentario che l’immagine può trasmettere.

Nel 1962 riceve la nomina di AFIAP (Artiste de la Federation Internationale de l’Art Photographique).

Nel 1965 è ideatore e cofondatore del “Gruppo 66”.

Nel 2002 la FIAF lo nomina “Autore dell’anno” e nel 2003 “Maestro della Fotografia Italiana”.

La sua attività è tuttora intensa: workshop, conferenze, mostre personali e collettive.

Le sue foto continuano a essere pubblicate su libri e riviste.

Photomilano

http://www.photomilano.org

Circolo Fotografico Milanese

http://www.circolofotograficomilanese.it

SPAZIO TADINI CASA MUSEO

Via Niccolò Jommelli 24, 20131 Milano – MM1 Loreto, MM2 Piola; Bus 62-81-55

Apertura mostra da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19 e domenica dalle 15 alle 18.30

Ingresso alla Casa Museo e visita a tutte le mostre in corso: biglietto 5 euro.

http://www.spaziotadini.com

Valentino Bassanini, Milano negli anni 60


Milano negli anni ’60 e la fotografia di documento

VALENTINO BASSANINI

Valentino Bassanini2Progetto

di Francesco Tadini

Mostra a cura di Federicapaola Capecchi

e Lucia Laura Esposto

in collaborazione con Circolo Fotografico Milanese

19 settembre – 15 ottobre 2017

Spazio Tadini via Niccolò Jommelli 24

apertura al pubblico 19 settembre ore 18.30

Valentino Bassanini, membro del Circolo Fotografico Milanese dal 1961 e del Gruppo ’66 dal 1965, inizialmente fotografa paesaggi alpini e momenti di vita contadina. L’incontro con Ernesto Fantozzi, in occasione della mostra collettiva “Milano 64. Il Centro” esposta al Circolo Fotografico Milanese dove lui partecipa segna il suo passaggio al reportage urbano e alla sua attenzione per Milano. (acquista on line il biglietto per visitare tutte le mostre in corso alla Casa Museo Spazio Tadini )

In mostra, attraverso 25 fotografie, alcuni degli eventi di Milano che hanno richiamato l’interesse di Valentino Bassanini come il Primo Maggio, Il Corpus Domini, la festa di liberazione del 25 aprile, il Carnevale, ma anche il quartiere Isola, i cortili interni e il centro cittadino. Valentino Bassanini cerca situazioni, sceglie metodicamente fatti e aspetti dei fatti. E così si è mossa la selezione delle fotografie per la mostra. Un percorso nella costruzione visiva delle immagini di Bassanini che lascia ampio spazio al contesto, che induce l’osservatore a sentirsi egli stesso spettatore dell’evento fotografato, senza enfasi, priva di interpretazioni personali e di “protagonismo”. In questa mostra l’osservatore si muove tra funzioni religiose, bambini e un carnevale fatto di soli avanzi dei vestiti di mamma e papà, abiti da lavoro, intabarramenti cerimoniali, processioni, manifestazioni politiche. In ogni fotografia in mostra, pur fedele all’asciuttezza di stile e composizione, alla semplice documentazione, Valentino Bassanini sembra proporre una riflessione. Fatti, persone e cose rimangono protagonisti ma la narratività introduce, in qualche inquadratura, la voglia del fotografo di raccontare anche le sue valutazioni del suo mondo.

[…] queste situazioni riflettono modi di vivere autentici e semplici – dichiara Valentino Bassanini – per il modo in cui le ho fotografate, le situazioni stesse assumono significati emblematici di ‘valori buoni’, di piccole ma credibili testimonianze di umanità”.

La mostra completa un percorso alla scoperta di Milano ieri e oggi presso la Casa Museo Spazio Tadini che apre la stagione espositiva 2017/2018 con una mostra di 90 fotografi sulla Milano di oggi con Photo Milano, gruppo fotografico milanese ideato da Francesco Tadini e con altri tre autori sulla Milano anni 60, Carnisio e Fantozzi.

Breve Biografia

VALENTINO BASSANINI sin da ragazzo coltiva le sue inclinazioni artistiche. Attorno agli anni ’50 si iscrive alla Scuola di pittura di Brera e alla Scuola d’Arte del Castello. Quasi contemporaneamente si avvicina anche alla fotografia, nel ’61 si iscrive al Circolo Fotografico Milanese (di cui è tuttora socio), dove incontra Ernesto Fantozzi, con cui instaura un legame di profonda amicizia che continua tuttora.

Già nel ’64 alcune sue fotografie fanno parte della Mostra collettiva “Milano 1964. Il centro”, esposta al CFM; quindi diviene cofondatore del “Gruppo ‘66”.

Nel 1965 riceve la nomina di AFIAP (Artiste de la Federation Internationale de l’Art Photographique).

Diverse le pubblicazioni e le mostre che comprendono alcuni suoi scatti, da “Popular Photography Italiana” del 1965, alla mostra “Realismo, neorealismo e realtà” del 2016.

Rassegna musicale: Risvegli di città


Casa Museo Spazio Tadini rinnova la sua proposta musicale per la città di Milano grazie alla collaborazione con SIMC, la società italiana di musica contemporanea con sede a Parma presieduta da Andrea Talmelli. Apre la stagione espositiva con un concerto di ben 13 giovani compositori: Carla Rebora, Umberto Bombardelli, Luca Cori, Andreina Costantini, Paolo Germiniani, Elisabetta Capurso, Ada Gentile, Amanuela Ballio, Carla Magnan, Giuseppe Colardo, Rossano Pinelli, Sonia Bo, Giovanni Grosskopf. L’esecuzione con violini, clarinetti, basso e chitarra è di New MADE Ensemble in residenza al Centro di Musica Contemporanea di Milano: Raphael Negri, violino, Raffaele Bertolini (clarinetto basso), Leopoldo Saracino (chitarra).

19settembre

Il primo concerto della rassegna Risvegli di città si terrà il 19 settembre alle ore 17 con ingresso a offerta libera (si consiglia la prenotazione). Con il concerto si apre anche la stagione espositiva della casa museo alle ore 18.30 con l’apertura al pubblico di quattro mostre di fotografia Photo Milano (gruppo di 90 fotografi con scatti tutti dedicati alla città di Milano) e le personali di Fantozzi, Carnisio e Bassanini  per Milano negli anni 60 e la fotografia di reportage e la personale di pittura di Andrea Gnocchi #Instacity.

La rassegna Risvegli di Città prevede un ciclo di altri appuntamenti musicali sempre alla Casa Museo Spazio Tadini il 20 ottobre e gli altri due concerti al Museo del Novecento.

locandina primo ciclo

 

Corso tango argentino a Spazio Tadini


Corsi di Tango Argentino

con

Clelia Fumanelli e Graziano Brambilla
2017/2018
tango rid

LUNEDI 25 SETTEMBRE

LEZIONI DI PROVA GRATUITE !!!

Casa Museo Spazio Tadini

Via Jommelli, 24 (MI)

Il Tango argentino è un percorso di continua ricerca e vive la sua evoluzione, non solo attraverso la didattica dei passi, ma tenendo anche conto di tutte quelle componenti che ne hanno creato una vera e propria filosofia di vita.

Durante il corso base si affronteranno tutti i codici ed i fondamentali del Tango Argentino ponendo attenzione alla gestione degli spazi in rapporto a se stessi ed agli altri, alla relazione con la pista e allo studio musicale dei generi tango, milonga e vals.

Il percorso intermedio si propone di lavorare su di una gestione più completa e complessa delle componenti coreografiche, attraverso lo studio di giri, adornos, camminate ed all’evoluzione dei movimenti conosciuti legandoli alla relazione musicale, delineando una personale e consapevole libertà di interpretazione.

Il corso proposto è finalizzato all’ uso del Tango Argentino come risultato di uno stato emozionale, usando la didattica come mezzo di comunicazione, per un’ espressione creativa che, oltre ad essere un insieme di passi, cura la personalità e l’identità dell’ interprete stesso, rendendo l’esecuzione, per questo, unica nel suo genere.


Studieremo in una location davvero unica

La Casa Museo “Spazio Tadini” apre le porte al Tango, ospitando i corsi tenuti da Clelia Fumanelli e Graziano Brambilla.

Tesseramento annuale ACSI FAITANGO

La bellissima sala in parquet con lucernario, immersa sempre in una collezione di quadri diversa, di artisti di fama nazionale e internazionale, ci accoglierà durante l’anno ad iniziative ed eventi quali: stage, pratiche di Tango e piccole Milonghe in arte.


Città Studi/Lambrate

Lunedì :

Ore 20.00 ≤ 21.00 Principianti

Ore 21.00 ≤ 22.00 Intermedi

c/o Spazio Tadini
Via Niccolò Jommelli, 24 (MI)

Vi aspettiamo per la prima lezione gratuita lunedì 25 settembre 🙂


I corsi cominceranno la settimana successiva, lunedì 2 ottobre.

Per chi volesse provare il corso la “PRIMA“ LEZIONE E’ ​ GRATUITA FINO A FINE OTTOBRE

Si raccomanda la prenotazione, in modo da favorire l’organizzazione delle coppie, grazie.

Per Info e Prenotazioni o per saperne di più…

Clelia 377. 984 9208
tangovosotros@gmail.com

www.cleliafumanelli.com

Fotografia: Milano negli anni 60


Rivedere Milano negli anni 60 attraverso gli scatti di tre fotografi dal 19 settembre al 15 ottobre a Spazio Tadini.

MILANO NEGLI ANNI ’60 E LA FOTOGRAFIA DI DOCUMENTO

Lo sguardo di Ernesto Fantozzi, Virgilio Carnisio e Valentino Bassanini

Tre mostre personali di 25 foto ciascuno.

Da un’idea di Francesco Tadini

A cura di Federicapaola Capecchi e Lucia Laura Esposto

in collaborazione con Circolo Fotografico Milanese

apertura mostra al pubblico 19 settembre ore 18,30

Le mostre indagano sulla Milano degli anni ’60 e la fotografia di documento.

75 fotografie – 25 per ciascun autore – che si muovono tra le trasformazioni e la vita quotidiana di Milano, nei reportage di tre autori significativi per Milano e per la fotografia di documento degli anni ’60. Ernesto Fantozzi, è ideatore e fondatore insieme a Mario Finocchiaro del Gruppo ’66,  Valentino Bassanini, ne è uno dei membri, e Virgilio Carnisio, celebre fotografo milanese.

In queste tre mostre – scrive Federicapaola Capecchiguardiamo fotografie che hanno contribuito allo studio e alla comprensione di quel tempo, tra gli anni ’60 e i primi anni ’70, una stagione della fotografia milanese forse irripetibile, animata anche da una sorta di missione narrativa. […] conosciamo il senso del fotografare di Ernesto Fantozzi, Virgilio Carnisio e Valentino Bassanini: essere testimoni onesti e attenti del loro tempo. […] ci muoviamo in una preziosa mappatura della città di Milano, soprattutto per quanto riguarda i quartieri periferici. Una testimonianza di inestimabile valore architettonico, urbanistio e storico; un’ancor più preziosa documentazione della cultura, delle abitudini e trasformazioni contraddittorie nei modi di vivere, che hanno accompagnato Milano nel passaggio dal boom economico alla contestazione.”

Tre mostre in cui, scrive Lucia Laura Espostogli autori ci presentano immagini prive di qualsiasi estetismo, che documentano la realtà, così come si presentava sotto i loro occhi.[…] documentano la città e la vita di tutti i giorni, restituendoci un prezioso ricordo di un preciso periodo storico, una fotografia che sa di nostalgia per chi quel periodo l’ha vissuto e che ha un grande valore storico e di conoscenza soprattutto per le nuove generazioni.”

Nel percorso delle mostre ogni fotografia documenta manifestazioni pubbliche (la Settimana Britannica del 1965, i festeggiamenti per il Primo Maggio e le manifestazioni di piazza); i nuovi luoghi di aggregazione, come La Rinascente del 1967; le varie celebrazioni religiose e civili (la Processione del Corpus Domini o il Cimento invernale). Vecchi cortili, case di ringhiera, osterie e antiche botteghe; persone e lavori, alcuni ormai scomparsi. Protagonista il cuore della storia e della cultura di Milano negli anni ’60.