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Storie di carne umana in salsa barbecue di Riccardo Walchhutter


Libri a Spazio Tadini. MERCOLEDì 13 DICEMBRE 2017 alle ore 21, presentazione del libro Storie di carne umana in salsa barbecue di Riccardo Walchhutter.

Copertina Storie di carne umana

Spazio Tadini presenta il primo romanzo di Riccardo Walchhutter edito da Il Seme Bianco, gruppo editoriale parte di Lit e di Castelvecchi Editore, nella Collana Magnolia.

Un romanzo pulp da leccarsi i baffi.

Sinossi:

Mauro è l’addetto smaltimento rifiuti organici della San Gerolamo, rinomata clinica di chirurgia estetica del nord Italia. Un giorno ha l’idea che può farlo diventare ricco: produrre salamelle di carne umana con gli scarti di carne e grasso, che la San Gerolamo deve smaltire dopo gli interventi. Assieme al cognato Angelo e alla sorella Silvana, titolari della storica macelleria Rebecchi ora però con pochi clienti, Mauro realizza la sua idea. Incredibilmente, la macelleria Rebecchi torna agli antichi splendori: le Saluman, le salsicce di carne umana, sono un successo. Tanto da attirare in pochi mesi l’interesse della Multibon, potente multinazionale alimentare, disposta a spendere un’ingente cifra per impadronirsi dell’idea. Attorno intanto, si intrecciano le storie degli abbienti pazienti della San Gerolamo, molti costretti a confrontarsi con la crisi, una vera liposuzione sociale. E alla lunga l’idea di Mauro deve misurarsi con le leggi di mercato e il cinismo di questo periodo storico.

Riccardo Walchhutter

Riccardo Walchhutter scrive da sempre. Ha pubblicato racconti e scritto diversi testi di teatro messi in scena con la compagnia OpificioTrame Physical Dance Theatre, di cui è fondatore insieme a Federicapaola Capecchi. Nato nel 1970 a Milano, dove vive. Copywriter, in un’importante agenzia di pubblicità.

Relatrice: Luciana La Stella 

Luciana La Stella

Psicoanalista e Filosofa da sempre aperta alla multidisciplinarietà e alla contaminazione dei vari saperi. Presidente Opifer (Organizzazione Psicoanalisti Italiani Federazione e Registro, confederata AAIPDP American Association International Psychoanalitic and Dynamic Psychiatry). Ha lo studio in Milano ma svolge attività di formazione anche in altre città. Svolge altresì attività di studio e di ricerca. Ha organizzato nel 2016 presso l’università di Pistoia il convegno ‘Parola Simbolo e Narrazione tra Psicoanalisi e Neuroscienze con Psicoanalisti e Neuroscienziati e professori universitari al fine di dibattere sulla modifica attestata anche dalle neuroscienze delle mappe cerebrali nel percorso psicoterapeutico. Direttore Editoriale della Collana Inconscio e Società – Aracne Editrice – con cui ha curato oltre 40 volumi nei diversi indirizzi quali Studi e Formazione, Poietica, Cinema Psicoanalisi Arte e Filosofia. È autrice di libri e articoli su stampa specializzata. Iscritta alla Scuola Lacaniana di cui segue attività e congressi nazionali e internazionali. Condivide le attività del Centro Studi Assenza di Paolo Ferrari in Milano ed è relatore nei seminari multidisciplinari mensili nell’anno accademico.

Per chi lo desideri può prenotare la propria partecipazione via email: federicapaola@spaziotadini.it

Fotografia: la mostra “In viaggio con” alle Gallerie Civiche di Palazzo Ducale, Pavullo nel Frignano


IN VIAGGIO CON … Dario Apostoli, Alberto Gandolfo, Hermes Mereghetti, Samantha Selene Caligaris, Gianluca Micheletti, Marco Tagliarino

a cura di Federicapaola Capecchi

in collaborazione con Paolo Donini

DAL 21 LUGLIO AL 17 SETTEMBRE 2017

GALLERIE CIVICHE DI PALAZZO DUCALE, Pavullo nel Frignano (Mo)

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.” Marcel Proust

Una collettiva, esposta in anteprima a Spazio Tadini Casa Museo (Milano) ad Aprile 2017, nata dall’esigenza di affrontare un’amplia riflessione sul viaggio, sull’andare, sull’incontro, unire luoghi e persone, e l’attraversare confini. I 6 fotografi si interrogano sul viaggio non inteso come scoperta di nuove terre ma come possibilità di intessere un vero dialogo e confronto tra uomini e territori. Si racconta dunque una storia contemporanea, dove i collegamenti e la comunicazione sono un fatto, anche comodo, veloce e immediato, ma dove, ancora, si deve molto lavorare sul dialogo, l’ascolto, la voglia di conoscere e costruire, insieme. Si attraversano così le storie di uomini e territori come la Palestina, il continente africano, i nostri luoghi italiani dove insistono i centri di prima accoglienza per gli immigrati, le soglie della propria autocoscienza, l’Asia e l’Oriente. Questa volta, ad ospitare la mostra e il viaggio sono le suggestive Gallerie Civiche di Palazzo Ducale, con sede nell’ottocentesco edificio voluto da Francesco IV d’Este come residenza estiva, gestite dall’Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Pavullo nel Frignano, e che si compongono nella Galleria d’Arte Contemporanea, nella Galleria dei Sotterranei e Ghiacciaia del Duca e nella Fonoteca dei Sotterranei.

Viaggiare, per alcuni passione irrefrenabile, per altri non sempre è scelta volontaria, ma dettata da cogente necessità di sopravvivenza o di speranza di una vita diversa, e migliore. Alberto Gandolfo è in mostra con 1,2,4,5…volti, racconto di viaggi in ritratti, per una comprensione più profonda di quel che si cela dietro la migrazione, in special modo l’immigrazione di genti provenienti dal continente africano e dal Vicino Oriente in Europa. I messaggi trasmessi dalle televisioni tendono a sottolineare una grande diversità tra noi europei e gli “altri”, in tal senso Palermo – città natale di Alberto Gandolfo – può essere un esempio da seguire: città formatasi grazie agli arrivi di popoli che si sono amalgamati con gli autoctoni nel corso dei millenni. Il progetto fotografico è una metafora: dal particolare segno, che viene introdotto nel cambiamento del volto di ogni ritratto, si realizza uno scambio culturale che cambia e arricchisce culturalmente i singoli, un valore aggiunto alla personalità.

Alberto Gandolfo, 1245...volti
Alberto Gandolfo, 1245…volti

E quando si fugge, si viaggia migrando, la fine del viaggio, a volte, è asfalto, fango, polvere, pietre … dure da digerire. Emarginazione e luoghi anonimi dove sostare in attesa del permesso definitivo di rifugiato, di ritrovare sé stessi, e la possibilità di costruire. Hermes Mereghetti presenta una selezione di We come from. Intensi ritratti di migranti che, nella selezione per la mostra, giocano sul ruolo delle mani. Le mani del fare, le mani che sono la personalità e la forza, che sanciscono il carattere; le mani del dare, del carezzare, cui appoggiare la fronte e per coprire gli occhi. Le mani, ricche di simbologie e significati specifici a seconda delle culture e religioni, ma universalmente associate al potere, alla forza, alla lealtà, all’amicizia, alla fiducia. Le mani da stringere. Gli occhi da guardare”.

Hermes Mereghetti, Kelvin (Nigeria)
Hermes Mereghetti, Kelvin (Nigeria)

Quale la metafora del viaggio? Quante soglie da varcare durante il percorso? Quali soglie? “Quello di Dario Apostoli, in mostra con una selezione di Soglie, è un viaggio e un racconto nelle relazioni umane e la nostra società, la propria autocoscienza e la distorta percezione del mondo e degli altri. Luoghi ordinari urbani, abituali, normali, di semplice passaggio, spazi intrisi dall’animo umano, anche se sembrano quasi vuoti, o svuotarsi. Una luce quasi accecante che cancella, brucia ed egualmente da forma a individui soli e disinteressati, ma al tempo stesso carichi di potenziale, qualora varchino la soglia che apre lo sguardo su tutto ciò che ha davvero un senso e un valore al mondo. Così le Soglie sono i varchi da oltrepassare verso qualcosa di nuovo, verso una presa di coscienza, e alla volta di relazioni che portino fuori dal torpore ego-riferito in cui, oggi, ci si chiude al mondo e agli altri”.

Los Angeles, 2013 (Dario Apostoli 2013 - Soglie n° 43) grigio 253
Los Angeles, 2013 (Dario Apostoli 2013 – Soglie n° 43) grigio 253

Viaggiare è un impulso insito nella natura umana. Da sempre interi popoli scelgono una vita nomade. La maggioranza degli arabi erano nomadi che non possedevano niente... e questo è stato motivo di numerose ingerenze storiche e sociologiche da parte di chi cerca di dimostrare se la Palestina sia dei Palestinesi o meno. E infatti tutt’oggi della Palestina parliamo solo come storia di non dialogo e di una guerra infinita della quale non si vede spiraglio alcuno. Il viaggio di Samatha Selene Caligaris, con “Nessun Pregiudizio – Viaggio in Terra Santa” ha posto lo sguardo, privo di ogni pregiudizio, a mostrare una terra in conflitto, fatto non solo di violenza e di armi ma anche interiore, vissuto da chi ha visto la guerra nascere sotto i suoi occhi e da chi non conosce realtà differente.

Samantha Caligaris Klein Melagrana Granata
Samantha Caligaris Klein

Gianluca Micheletti, con “Sandland – Sharm el-Sheikh” ci introduce in un viaggio inusitato, lontano dalle vacanze e dai villaggi turistici, immergendoci in un mondo post-apocalittico … come è realmente Sharm el-Sheikh, una volta fuori dai Resort. Una terra desertica da cui sembrano crescere rigogliosi rifiuti e carcasse che, in silenzio, attendono speranzosi una seconda vita. Quello che il turismo consuma e rompe, sembra trovarsi tutto su questa terra di sabbia che l’autore ha voluto chiamare “Sandland”. Il disordine qui è sinonimo di vita, di presenza dell’uomo, dei suoi veri / finti abitanti.

Gianluca Micheletti, Sandland Sharm El-Sheikh 1
Gianluca Micheletti, Sandland Sharm El-Sheikh

Con Marco Tagliarino il viaggio di scoperta è dentro gli occhi dei bambini e nella fatica del lavoro. Le fotografie di Marco Tagliarino, nella sequenza scelta da Federicapaola Capecchi, creano quasi un rituale: della preghiera e del lavoro. “Una preghiera laica, dove ci si augura che l’uomo scelga un modo esclusivo di abitare il mondo, e con esso un modo peculiare di rapportarsi alle cose che lo circondano, riconoscendo valore e futuro ai bambini, troppo spesso vittime in questi territori di miseria e abbandono. Un rituale del lavoro dove la dignità e la bellezza di corpi, mani e volti segnati dalla fatica diano la capacità di annullare le distanze tra esseri umani. O semplicemente riconoscano la distanza come la intendeva il filosofo Emmanuel Lévinas, che considera la distanza la cifra stessa della relazione umana, e in particolare della relazione etica, e la caratteristica peculiare del dialogo, che non si riduce alla pura e semplice comunicazione, ma inaugura un contatto che è invocazione, avvicinamento pacifico all’altro e rispetto del segreto inviolabile della sua intimità”.

Marco Tagliatino, Tuc tuc wagon
Marco Tagliatino

Non sappiamo se un altro mondo sia possibile” scrive la curatrice Federicapaola Capecchi – “Però pensiamo che divulgare sia uno dei tanti compiti della fotografia. Non siamo scienziati, non siamo sociologi, non siamo politici. E prima che qualsiasi altra definizione ci possa essere incollata, ci dichiariamo cittadini, cittadini del mondo. E con questo viaggio fotografico speriamo che la voglia di conoscere e comunicare veramente tra uomini, culture e territori, si insinui ancor più come un’urgenza”.

COLLETTIVA: “In viaggio con … Dario Apostoli, Alberto Gandolfo, Hermes Mereghetti, Samantha Selene Caligaris, Gianluca Micheletti, Marco Tagliarino”

Gallerie Civiche di Palazzo Ducale

Via Giardini, 3 – 41026 Pavullo nel Frignano (MO)

Ufficio 0536/29022

Fax 0536/ 29025

Sito Internet: http://www.comune.pavullo-nel-frignano.mo.it

INFO PER LA STAMPA

Paolo Donini – Gallerie Civiche di Palazzo Ducale +39 0536/29022

+39 347 71 34 066 Federicapaola Capecchi – federicapaola@spaziotadini.it | http://www.spaziotadini.com

Gabriele Poli: la mostra Tappe Cromatiche aperta fino al 2 luglio 2017


Gabriele Poli Tappa 2 tecnica mista su tela

PROROGATA FINO AL 2 LUGLIO 2017 la mostra “Tappe Cromatiche” di Gabriele Poli A cura di Francesco Tadini e Melina Scalise

Il ciclo pittorico che l’artista Gabriele Poli ha dedicato ai ciclisti sarà visibile ancora fino al 2 luglio 2017. Uno studio del movimento del corpo/bici molto evidente. Il ciclista o il gruppo di ciclisti, sono ritratti sotto diverse angolazioni. Cambiano costantemente le prospettive dell’osservatore e lo spazio sembra trasformarsi, plasmarsi attraverso questo corpo che fende o attraversa lo spazio. Una metafora del vivere e del condividere vittorie e fatiche in un corpo unico con il mezzo in uno spazio e in un destino che si plasma con la volontà del movimento.

Una ricerca – QUI MAGGIORI INFORMAZIONI E IL TESTO DELLA MOSTRA – dove tutto è movimento e il colore è pura emozione enfatizzata da uno straordinario uso dei bianchi e dunque della luce. L’uomo è sempre al centro, è un individuo che lotta e che cerca il riscatto sociale tanto quanto una sua spiritualità.

Gruppo 2012 .- serie tappa cromatica Gabriele Poli

L’uomo, la fatica, l’obiettivo e il traguardo da raggiungere sono anche al centro delle fotografie di Alessandro Trovati – in mostra fino al 2 luglio 2017 – che vi introdurranno o chiuderanno il Vostro viaggio tra la materia e i colori di Gabriele Poli.

TAPPE CROMATICHE

A cura di Francesco Tadini e Melina Scalise

PROROGATA FINO AL 2 LUGLIO 2017

da mercoledì a sabato dalle 15:30 alle 19:30

domenica dalle 15 alle 18:30

Milano Bici Festival: presentazione del libro Il Centogiro 99 storie più una dal Giro d’Italia


il Centogiro - 99 storie (più una) dal Giro d'Italia

Domenica 18 giugno 2017 alle ore 18, per la chiusura della prima edizione del Milano Bici Festival, Bidon ed Ediciclo Editore presentano il Centogiro – 99 storie (più una) dal Giro d’Italia, nato dall’idea di lavorare a una raccolta di storie e visioni sulla storia del Giro d’Italia, e quindi di ripescare consistenti pezzi di passato. Non nasce in contraddizione con l’impegno anti-nostalgico di Bidon, anzi prova a rafforzarlo. È la risposta che ci siamo dati alla domanda sulle origini della nostra passione. È una presa di coscienza, la consapevolezza che estendere un ricamo presupponga la conoscenza della trama. Non è un compendio storico, ma una vivace pedalata attraverso 99 «domeniche», un concentrato di fatti noti e ricordi ritrovati per ciascuna delle edizioni fin qui disputate della Corsa Rosa.

il Centogiro: 99 storie dal Giro d’Italia è scritto dalle firme di Bidon e da un “parterre de rois” di ospiti, come lo avrebbe definito Adriano De Zan: Claudio Gregori, Marco Pastonesi, Alessandra Giardini, Marco Ballestracci, Silvio Martinello, Marco Pinotti, Maurizio Ricci, Gino Cervi, Giorgio Burreddu e Oscar Cini.

Bidon Ciclismo allo stato liquido
Bidon Ciclismo allo stato liquido

Bidon Ciclismo allo stato liquido nasce dall’esperienza della Redazione Ciclismo di Crampi Sportivi che – rafforzata per l’occasione – si toglie le rotelline e prova a pedalare sul pavé, col manubrio che già trema; nasce inizialmente come semplice officina che produce contenuti originali e che raccoglie quello che la redazione propone altrove; vuole essere, ora e finché ne avremo, un luogo con poche news e nessuna classifica, senza l’assillo dei clic, il conteggio delle battute, la ricerca del virale e il richiamo dell’hype. Un posto per storie e visioni, per raccontare di biciclette senza scadenze fisse, ma soltanto quando vien voglia di un sorso fresco. Per la sete, o anche solo per il gusto.  http://www.bidonmagazine.org/bidonmagazine  

Terminata la presentazione del libro, alle ore 20, Roberto Lun & Federicapaola Capecchi – Contact Improvisation

La prima edizione del Milano Bici Festival termina qui. Ci rivediamo l’anno prossimo. Intanto ringraziamo ancora i nostri Partner: Rossignoli – Giovanna e Mattia Rossignli -, La Ciclistica Milano – Alberto Biraghi -, Ediciclo Editore, Upcycle Café, Museo della Madonna del Ghisallo.

E ringraziamo i giornalisti, gli sportivi e i fotografi che hanno animato gli appuntamenti serali del Milano Bici Festival: Andrea Berton, Alessandro Trovati,  Simone Lunghi, Roberto Peia, Filippo Cauz, Francesco Bozzi, Milena Morena Tartagni, Riccardo Barlaam, Stefano Scacchi, Paolo Ciaberta, Marco di Bici E Radici.

Milano Bici Festival

un’idea di Francesco Tadini

Organizzazione: Federicapaola Capecchi, Maria Zizza

Spazio Tadini Casa Museo

Fotografia sportiva al Milano Bici Festival: Alessandro Trovati incontra Paolo Ciaberta a Spazio Tadini


Alessandro Trovati, Pentaphoto / MateImage
93 Giro d’Italia. 7 tappa Carrara Montalcino 222km.
14, Maggio 2010 (photo/Pentaphoto- Rcs Alesandro Trovati)

La fotografia sportiva al Milano Bici Festival: Alessandro Trovati, il più grande fotografo sportivo italiano, incontra il fotografo Paolo Ciaberta, reporter appassionato di ciclismo.

Lunedì 5 giugno 2017, alle ore 19:30, in collaborazione con Upcycle Milano Bike Café, e inserita nel Milano Bici Festival, un’altra serata dedicata alla fotografia sportiva e al ciclismo. Mercoledì 31 maggio, Alessandro Trovati con Andrea Berton, voce storica della radiocronaca ciclistica ed esperto sportivo, hanno raccontato come nascono alcuni degli scatti più famosi tra Giro d’Italia e Tour De France; e affascinato il pubblico con aneddoti e storie vere del “dietro le quinte” del Giro d’Italia.

Lunedì 5 giugno, Alessandro Trovati e Paolo Ciaberta parleranno di fotografia e di fotografia sportiva, sollecitati da Federicapaola Capecchi – curatrice della mostra “Lo sport in bianco e nero” di Alessandro Trovati in corso a Spazio Tadini fino al 18 giugno 2017-, e Francesco Tadini – fondatore di Spazio Tadini e ideatore del Milano Bici Festival -.

Alessandro Trovati, Pentaphoto/MateImage1
Matteo Fontana, Passo dello Stelvio 2015, PH. Alessandro Trovati, Pentaphoto/MateImage

Un’occasione per chiedere, indagare e incuriosirsi, tra le scelte, le azioni, le abitudini, le passioni del più grande fotografo sportivo italiano (Alessandro Trovati), e di un reporter appassionato di ciclismo (Paolo Ciaberta).

Un appuntamento che rientra nell’ambito della mostra “Lo Sport in Bianco e Nero” e del Milano Bici Festival.

Alessandro Trovati, tra i più grandi fotografi sportivi e grande esperto di giochi olimpici. Da Atene 2004 a Pechino 2008 a Londra 2012 a Pechino 2012 possiamo dire che Alessandro Trovati ha fotografato i più grandi momenti e protagonisti della storia delle recenti Olimpiadi. Alessandro Trovati, Canon ambassador, figlio d’arte di Armando fondatore dell’agenzia Pentaphoto, da più di 25 anni segue le più importanti manifestazioni sportive mondiali. Ha vinto numerosi premi tra cui “Foto dell’anno 2012” con uno scatto sul triathlon, “Momenti di Sport Campione d’Italia” 2012 e 2014 e altrettanti riconoscimenti nazionali e internazionali.

Fotografo freelance e ciclista amatoriale, Paolo Ciaberta è nato a Torino nel 1972. Ha iniziato a lavorare come fotografo professionista nel 2000 sui palcoscenici teatrali. Negli anni ha sviluppato un’attenzione particolare per il reportage, che cerca di trasferire in altri lavori, dai servizi giornalistici agli articoli sportivi. Da anni lavora con le principali riviste internazionali di ciclismo ed aziende del settore.

Alessandro Trovati, Pentaphoto/MateImage2
Giro d’Italia 2013–Il gruppo pedala sulla salita Anghiari 9° tappa San Sepolcro-Firenze km 170 11 Maggio 2013. (AlessandroTrovati/Pentaphoto)

PROSSIMI APPUNTAMENTI DEL MILANO BICI FESTIVAL:

Mercoledì 7 giugno ore 19.30

Simone Lunghi tra i membri storici di Critical Mass riferimento per giri di massa serali in bicicletta dialoga con Marco Mazzei esperto di ciclismo e mobilità

Giovedì 8 giugno ore 19:30
Roberto Peia autore di “E’ tutta mia la città”
Alberto Soana autore di “Milano e dintorni in bicicletta”
in collaborazione con Ediciclo Editore

MERCOLEDì 14 giugno 19.40

Dalle ciclofficine milanesi alla bottega del verde del pedale
Paolo Malara di Cascina Cuccagna e Marco di Bici e Radici

 

GIOVEDì 15 giugno 19.30

Pedalare verso l’alto

Riccardo Barlaam La vertigine della salita e Stefano Scacchi A quarantotto tornanti dal paradiso

in collaborazione con Ediciclo Editore

16 giugno 19.30

Paolo Pilo reading musicale

Mostra collettiva: Berengo Gardin e 8 fotografi per Photofestival Milano 2017


Mostra collettiva: Berengo Gardin e 8 fotografi per Photofestival Milano 2017 – In viaggio con Gianni Berengo Gardin, Massimo Zanti, Davide Ortombina, Luciano Marchi, Lorenzo Zoppolato, Alberto Gandolfo, Hermes Mereghetti,  Dario Apostoli”

a cura di Federicapaola Capecchi

in collaborazione con Mosé Franchi

DAL 20 APRILE AL 21 MAGGIO 2017  – PREVIEW SU INVITO MERCOLEDÌ 19 APRILE 2017 ORE 18:30

Inaugura a Spazio Tadini Casa Museo, mercoledì 19 aprile 2017 alle 18:30, la mostra fotografica collettiva “In viaggio con Gianni Berengo Gardin, Massimo Zanti, Davide Ortombina, Luciano Marchi, Lorenzo Zoppolato, Alberto Gandolfo, Hermes Mereghetti, Dario Apostoli”. La mostra è inserita nel Photofestival 2017 e ne apre di fatto ledizione.

Una collettiva, a cura di Federicapaola Capecchi, che vede in esposizione gli scatti su “La Ferrovia Transappenninica. Il viaggio, i territori, la gente”, viaggio fotografico incentrato sulla Transappenninica, vista da Gianni Berengo Gardin, Massimo Zanti, Davide Ortombina, Luciano Marchi. Fotografie di interesse sociale e paesaggistico, perché raccontano e documentano non un semplice “traforo”, ma una congiunzione complessa e preziosa tra Sud e Nord. La prima. Un’architettura industriale che ha coinvolto paesi, persone, famiglie, strade. La Porrettana, realizzata a fine Ottocento, è stata il primo attraversamento della dorsale appeninica permettendo il collegamento tra la l’Emilia Romagna e la Toscana. Un evento storico non solo per i trasporti, ma per la società, favorendo una contaminazione di lingue, costumi, usanze in un’Italia tutta ancora da costruire. Un’opera così imponente e di valore storico che, anche dopo 150 anni, è soggetto ideale per un racconto fotografico.

Gianni Berengo Gardin
Gianni Berengo Gardin
Davide Ortombina
Davide Ortombina

Da questo lavoro, prestato per lesposizione a Spazio Tadini da Mosè Franchi, il qualè è stato sia promotore che coautore del racconto fotografico sulla Porrettana, è nata lesigenza di ampliare il racconto fotografico e il nucleo narrativo con una più amplia riflessione sul viaggio, sull’andare, sull’incontro, unire luoghi e persone, e l’attraversare confini.

A questo scopo, Federicapaola Capecchi ha selezionato 4 fotografi, per stile, impronta e ricerca, con i quali raccontare una storia più contemporanea. Dove i collegamenti e la comunicazione sono un fatto, anche comodo, veloce e immediato, ma dove forse, ancora, si deve molto lavorare sul dialogo, l’ascolto, la voglia di conoscere e costruire, insieme.

Viaggiare è un impulso insito nella natura umana. Da sempre interi popoli scelgono una vita nomade. Lorenzo Zoppolato espone una selezione del progetto Racconti da Sainte Marie de la mer. Ogni anno nella piccola località di Saintes Maries de la Mer, nel sud della Francia, si festeggia una delle più importanti feste gitane d’Europa. Carovane di gitani provenienti da ogni angolo del vecchio continente raggiungo questa piccola città di mare per rendere onore alla loro santa protettrice. Durante questi giorni si viene totalmente coinvolti in balli, canzoni antiche, cavalli e riti religiosi, che culminano l’ultimo giorno con la processione della Santa verso il mare. Lorenzo Zoppolato ha cercato le storie nelle piccole realtà dei campi, delle feste e nelle danze. “L’accoglienza delle famiglie, i loro racconti ancestrali fatti di cavalli, viaggi e amori gitani sono stati fonte d’ispirazione per le fotografie che il fato mi concedeva e che io ho ritrovato sul mio percorso.” In questo suo racconto noi ci domandiamo, tra molti altri quesiti, cosa porta a lasciare giorno per giorno la propria quotidianità. Il solo bisogno e desiderio di scoprire cose nuove o anche la possibilità di svincolarsi dai legacci di un sistema sociale imperniato sulla immutabilità e fissità delle persone?

Lorenzo Zoppolato, Racconti da Sainte Marie de la mer
Lorenzo Zoppolato, Racconti da Sainte Marie de la mer
Lorenzo Zoppolato, Racconti da Sainte Marie de la mer
Lorenzo Zoppolato, Racconti da Sainte Marie de la mer

Viaggiare, per alcuni passione irrefrenabile, per altri non sempre è scelta volontaria, ma dettata da cogente necessità di sopravvivenza o di speranza di una vita diversa, e migliore. Alberto Gandolfo è in mostra con 1,2,4,5…volti, racconto di viaggi in ritratti, per una comprensione più profonda di quel che si cela dietro la migrazione, in special modo l’immigrazione di genti provenienti dal continente africano e dal Vicino Oriente in Europa. I messaggi trasmessi dalle televisioni tendono a sottolineare una grande diversità tra noi europei e gli “altri”, in tal senso Palermo – città natale di Alberto Gandolfo – può essere un esempio da seguire: città formatasi grazie agli arrivi di popoli che si sono amalgamati con gli autoctoni nel corso dei millenni. Il progetto fotografico è una metafora: dal particolare segno, che viene introdotto nel cambiamento del volto di ogni ritratto, si realizza uno scambio culturale che cambia e arricchisce culturalmente i singoli, un valore aggiunto alla personalità.

Alberto Gandolfo, 1245...volti
Alberto Gandolfo, 1245…volti
Alberto Gandolfo, 1245...volti
Alberto Gandolfo, 1245…volti

E quando si fugge, si viaggia migrando, la fine del viaggio, a volte, è asfalto, fango, polvere, pietre … dure da digerire. Emarginazione e luoghi anonimi dove sostare in attesa del permesso definitivo di rifugiato, di ritrovare sé stessi, e la possibilità di costruire. Hermes Mereghetti presenta una selezione di We come from. Intensi ritratti di migranti che, nella selezione per la mostra, giocano sul ruolo delle mani. Le mani del fare, le mani che sono la personalità e la forza, che sanciscono il carattere; le mani del dare, del carezzare, cui appoggiare la fronte e per coprire gli occhi. Le mani, ricche di simbologie e significati specifici a seconda delle culture e religioni, ma universalmente associate al potere, alla forza, alla lealtà, all’amicizia, alla fiducia. Le mani da stringere. Gli occhi da guardare.

Hermes Mereghetti, Ibrahim (Gambia)
Hermes Mereghetti, Ibrahim (Gambia)
Hermes Mereghetti, Kelvin (Nigeria)
Hermes Mereghetti, Kelvin (Nigeria)

Quale la metafora del viaggio? Quante soglie da varcare durante il percorso? Quali soglie? Quello di Dario Apostoli, in mostra con una selezione di Soglie, è un viaggio e un racconto nelle relazioni umane e la nostra società, la propria autocoscienza e la distorta percezione del mondo e degli altri. Luoghi ordinari urbani, abituali, normali, di semplice passaggio, spazi intrisi dall’animo umano, anche se sembrano quasi vuoti, o svuotarsi. Una luce quasi accecante che cancella, brucia ed egualmente da forma a individui soli e disinteressati, ma al tempo stesso carichi di potenziale, qualora varchino la soglia che apre lo sguardo su tutto ciò che ha davvero un senso e un valore al mondo. Così le Soglie sono i varchi da oltrepassare verso qualcosa di nuovo, verso una presa di coscienza, e alla volta di relazioni che portino fuori dal torpore ego-riferito in cui, oggi, ci si chiude al mondo e agli altri.

Lisbona, 2010 (Dario Apostoli 2010 - Soglie n°8) grigio 253
Lisbona, 2010 (Dario Apostoli 2010 – Soglie n°8) grigio 253
Los Angeles, 2013 (Dario Apostoli 2013 - Soglie n° 43) grigio 253
Los Angeles, 2013 (Dario Apostoli 2013 – Soglie n° 43) grigio 253

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.” Marcel Proust

COLLETTIVA: “In viaggio con Gianni Berengo Gardin e Massimo Zanti, Davide Ortombina, Luciano Marchi, Lorenzo Zoppolato, Alberto Gandolfo, Hermes Mereghetti, Dario Apostoli, ”

SPAZIO TADINI CASA MUSEO: Via Niccolò Jommelli 24, 20131 Milano- +39 02 26 11 04 81

DAL 20 APRILE AL 21 MAGGIO 2017 – PREVIEW SU INVITO 19 APRILE 2017 ore 18:30

da mercoledì a sabato 15:30/19:30 – domenica 15:00/18:30 – lunedì e martedì CHIUSO

Ingresso 5 euro

INFO PER LA STAMPA +39 347 71 34 066 Federicapaola Capecchi – federicapaola@spaziotadini.it

http://www.spaziotadini.com

Fotografia: Photo Pocket Exhibit dal 8 al 12 marzo 2017


Gieffesse a Spazio Tadini

Fotografia. Inaugura mercoledì 8 marzo 2017 la PHOTO POCKET EXHIBIT di Gieffesse fotografia, fondato nel 1979 da Antonio Grassi. 6 soci di Gieffesse e 5 storie di volontariato e di umanità.

Riprende il ciclo di Pocket Exhibit a Spazio Tadini. Mostre di breve durata (da mercoledì a domenica), che danno spazio ad una o più storie, racconti, idee. Sono molti i Circoli fotografici che accolgono una foto documentazione spontanea, fatta direttamente da cittadini e da foto amatori. Spazio Tadini vuole dare un’opportunità di confronto con un pubblico e di visibilità anche a loro.

Storie che non sarebbero commissionate da testate editoriali o documentate da fotoreporter, ma che hanno lo spazio e l’interesse di chi vive direttamente un territorio.

gieffesse

Nerella Buggio racconta il Banco Alimentare di Lombardia “Danilo Fossati”

Roberto Testini espone alcune fotografie di Barabba’s Clown

Fabio Cintura racconta una giornata di Ciupa e Fischietto i Dottor Sorriso

Mauro Conti e Maria De Toni propongono N.O.P.C. E NO – X -RAY

Gianluca Colonnese propone Puliamo il mondo

LEGGI QUI 

CASA MUSEO SPAZIO TADINI

PHOTO POCKET EXHIBIT

GIEFFESSE FOTOGRAFIA

8/12 MARZO 2017

Apertura al pubblico: da mercoledì a sabato dalle 15:30 alle 19:30; domenica dalle 15 alle 18:30; lunedì e martedì: chiuso. Possibili visite guidate e su appuntamento

Ingresso € 5

Nelle sale della Casa Museo Spazio Tadini è in corso fino al 26 marzo 2017 la Mostra Francesco Cito e la fotografia di reportage, a cura di Federicapaola Capecchi, che vede esposte le fotografie del grande maestro Francesco Cito e di 8 reporter selezionati per l’occasione.

Spazio Tadini: Francesco Cito e la fotografia di reportage


Francesco Cito, Hebron-Bet-Hadassa
Francesco Cito, Hebron-Bet-Hadassa

Fotografia d’autore: Francesco Cito e la fotografia di reportage -Torna la fotografia d’autore nella Casa Museo Spazio Tadini e inauguragiovedì 23 febbraio 2017, una intensa mostra fotografica dedicata alla Fotografia di Reportage che ha come autore – ospite d’onore Francesco Cito. La mostra è una selezione di scatti tratti dai suoi principali reportage di guerra – Palestina, Afghanistan, Arabia Saudita.

La mostra di Francesco Cito si accompagna alla selezione di 8 fotografi di reportage individuati per stile, impronta e ricerca. Hermes Mereghetti, Simone Margelli, Andrea Brera, Luca Monelli, Gianluca Micheletti, Massimo Allegro, Virginia Bettoja, Stefania Villani presentano 8 scatti del reportage per cui sono stati selezionati completando il percorso della fotografia di reportage proposto nella Casa Museo: dalla tematica di guerra di Cito si passa al reportage sociale, antropologico, documentaristico e alla street photography.

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