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Fotografia: Milano negli anni 60


Rivedere Milano negli anni 60 attraverso gli scatti di tre fotografi dal 19 settembre al 15 ottobre a Spazio Tadini.

MILANO NEGLI ANNI ’60 E LA FOTOGRAFIA DI DOCUMENTO

Lo sguardo di Ernesto Fantozzi, Virgilio Carnisio e Valentino Bassanini

Tre mostre personali di 25 foto ciascuno.

Da un’idea di Francesco Tadini

A cura di Federicapaola Capecchi e Lucia Laura Esposto

in collaborazione con Circolo Fotografico Milanese

apertura mostra al pubblico 19 settembre ore 18,30

Le mostre indagano sulla Milano degli anni ’60 e la fotografia di documento.

75 fotografie – 25 per ciascun autore – che si muovono tra le trasformazioni e la vita quotidiana di Milano, nei reportage di tre autori significativi per Milano e per la fotografia di documento degli anni ’60. Ernesto Fantozzi, è ideatore e fondatore insieme a Mario Finocchiaro del Gruppo ’66,  Valentino Bassanini, ne è uno dei membri, e Virgilio Carnisio, celebre fotografo milanese.

In queste tre mostre – scrive Federicapaola Capecchiguardiamo fotografie che hanno contribuito allo studio e alla comprensione di quel tempo, tra gli anni ’60 e i primi anni ’70, una stagione della fotografia milanese forse irripetibile, animata anche da una sorta di missione narrativa. […] conosciamo il senso del fotografare di Ernesto Fantozzi, Virgilio Carnisio e Valentino Bassanini: essere testimoni onesti e attenti del loro tempo. […] ci muoviamo in una preziosa mappatura della città di Milano, soprattutto per quanto riguarda i quartieri periferici. Una testimonianza di inestimabile valore architettonico, urbanistio e storico; un’ancor più preziosa documentazione della cultura, delle abitudini e trasformazioni contraddittorie nei modi di vivere, che hanno accompagnato Milano nel passaggio dal boom economico alla contestazione.”

Tre mostre in cui, scrive Lucia Laura Espostogli autori ci presentano immagini prive di qualsiasi estetismo, che documentano la realtà, così come si presentava sotto i loro occhi.[…] documentano la città e la vita di tutti i giorni, restituendoci un prezioso ricordo di un preciso periodo storico, una fotografia che sa di nostalgia per chi quel periodo l’ha vissuto e che ha un grande valore storico e di conoscenza soprattutto per le nuove generazioni.”

Nel percorso delle mostre ogni fotografia documenta manifestazioni pubbliche (la Settimana Britannica del 1965, i festeggiamenti per il Primo Maggio e le manifestazioni di piazza); i nuovi luoghi di aggregazione, come La Rinascente del 1967; le varie celebrazioni religiose e civili (la Processione del Corpus Domini o il Cimento invernale). Vecchi cortili, case di ringhiera, osterie e antiche botteghe; persone e lavori, alcuni ormai scomparsi. Protagonista il cuore della storia e della cultura di Milano negli anni ’60.

 

I racconti del terrore a Milano – tra Spazio Lambrate e Spazio Tadini


Teatro Milano – sabato 27 e domenica 28 maggio –  da Spazio Lambrate a Spazio Tadini – dalle 20.30 alle 22.30.

Siete pronti per vivere una serata che vi toglierà il fiato?
Avete mai provato paura in teatro?
Bene, segnatevi le date.

Solo per le serate del week end 27 e 28 maggio 2017 potrete assistere ad uno spettacolo che letteralmente vi terrorizzerà.
Organizzato come spettacolo itinerante, avrà come luogo di ritrovo per il pubblico lo Spazio Lambrate (viale Rimembranze di Lambrate,16).
Ci sposteremo poi, accompagnati nel racconto da Jennifer Radulovic, (storica, divulgatrice e saggista che ci introdurrà anche storicamente e letterariamente Edgar Allan Poe), verso un altro spazio, lo Spazio Tadini di via Jommelli, 24, dove lo spettacolo continuerà.

Nato dal laboratorio condotto da Alberto Oliva, presso la Scuola Teatri Possibili, il progetto è pensato proprio per portare il teatro fuori dagli spazi convenzionali al fine di trovare un nuovo rapporto tra il pubblico e gli spazi scenici.
Un doppio primo appuntamento dall’atmosfera thrilling, tra il noir, il giallo e l’horror, che non mancherà di divertirci ed emozionarci.

Per prenotazioni inviare una mail a organizzazione@teatripossibili.org indicando nome, cognome e numero di telefono.
Costo biglietto: 10 euro per tutto il percorso che inizia da Lambrate.

Museo City- Spazio Tadini


La Casa Museo Spazio Tadini dedicata a Emilio Tadini, pittore e scrittore milanese, fondata nel 2008 da Francesco Tadini, regista e Melina Scalise, giornalista, è inserita all’interno della prima edizione di Museo City organizzata dal comune di Milano in collaborazione con l’associazione Museo City dal 3 al 4 marzo 2017.

logoL’obiettivo dell’iniziativa è dare visibilità al patrimonio museale della città.  Milano viene riletta e proposta come un grande Museo a cielo aperto dal 3 al 5 marzo. Tre giorni per valorizzare la sua bellezza e il suo patrimonio artistico e storico grazie al coinvolgimento di oltre 70 tra musei d’arte, di storia, musei scientifici, case museo, case d’artista e musei d’impresa diffusi su tutto il territorio cittadino con alcune “incursioni” nell’area metropolitana – spiegano gli organizzatori – I musei coinvolti si apriranno al pubblico con iniziative speciali. Inoltre, dal 5 marzo al 1 maggio Palazzo Reale ospiterà, nella Sala delle Cariatidi, la mostra multimediale Muse a Milano. Accoppiamenti giudiziosi. Le nove Muse, simbolo della creatività, guideranno i visitatori nei luoghi dell’arte di Milano, invitandoli a seguirle in un percorso di emozioni fra tante immagini di opere milanesi“.

La Casa Museo Spazio Tadini è gemellata con il Centro artistico Alik Cavaliere, pertanto, durante i tre giorni di Museo City, oltre a visitare la mostra in corso dedicata alla fotografia Francesco Cito e la fotografia di reportage, nelle sale del museo sarà possibile vedere un’opera di Alik Cavaliere, grande amico di Emilio Tadini.

n154a_cavaliereridViceversa, presso Il Centro artistico Alik Cavaliere metterà in mostra un’opera di Emilio Tadini. L’iniziativa si inserisce all’interno del progetto Storie Milanesi un unico racconto.

Così Francesco Tadini e Fania Cavaliere ricordano i due amici artisti: “Emilio e Alik sono stati amici da sempre, difficile risalire a un inizio, a una data. Hanno cercato la loro strada in un’epoca nuova, aperta al futuro, che affiorava dalle macerie di una Milano sfregiata dalla guerra. Alik ricordava spesso l’entusiasmo con cui lui, Emilio e il loro gruppo di giovani amici incontravano, per la prima volta, la realtà della cultura e dell’arte internazionali, che il regime aveva occultato con una severa censura. In questa temperie cosi innovativa, nell’entusiasmante scoperta di un confronto libero e aperto, Emilio e Alik sono particolarmente accomunati dalla pluralità delle vocazioni, l’amore per la letteratura, l’attrazione per il teatro e il cinema, e la sempre più assorbente passione per l’arte figurativa, interpretata al di là dei confini di genere. Questa complessità di ispirazioni, che si integra con la profonda sensibilità culturale di entrambi, ha fatto sì che tra loro vi fosse un dialogo aperto, costante, anche polemico e conflittuale in certi casi, ma sempre ricco di cultura e fecondo di suggestioni”

 

Presso la Casa Museo Spazio Tadini sono esposte alcune opere del maestro Tadini. Alcune stanze della sede erano il suo atelier e un corner con il lavello ricorda il suo luogo di lavoro. Sono custoditi anche diversi libri d’arte e libri scritti da Tadini.

Programma della casa museo Spazio Tadini per Museo City

  • venerdì 3 marzo apertura dalle 15.30 alle 19.30 e alla 18.30  con ingresso 5 euro che comprende visita al museo e alle mostre in corso (Francesco Cito e la fotografia di reportage). Alle 18.30 sarà ospitato un dibattito: “Siamo tutte Artemisia” in occasione delle Festa della donna per approfondire il rapporto delle donne con l’arte tra ieri e oggi.
  • sabato 4 marzo apertura dalle 15.30 alle 19.30 ingresso 5 euro che comprende visita al museo e alle mostre in corso (Francesco Cito e la fotografia di reportage).
  • domenica 5 marzo apertura dalle 15 alle 18.30 con ingresso gratuito che comprende visita al museo e alle mostre in corso (Francesco Cito e la fotografia di reportage) e visite guidate al costo di 5 euro.
La nicchia dello studio di Emilio Tadini presso Spazio Tadini
La nicchia dello studio di Emilio Tadini presso Spazio Tadini

Tanka giapponesi e italiani – Cinquanta foglie


Spazio Tadini mercoledì 8 febbraio 2017 alle ore 18.30 Paolo Lagazzi, saggista, scrittore e tra i maggiori esperti di poesia nel panorama letterario nazionale presenta in anteprima assoluta il suo ultimo libro: Cinquanta foglie (五十枚の葉) : Tanka giapponesi e italiani in dialogo – casa editrice Moretti e Vitali (ingresso libero).

cop-lagazzi-662-8-1L’autore, ispirandosi a quell’antico cerimoniale per cui il tanka era veicolo di messaggi amorosi, o di scambi di pensieri tra amici nel libro raccoglie venticinque tanka giapponesi recenti proposti a venticinque poeti italiani invitandoli a rispondere con un loro tanka. Un vero e proprio dialogo.

LA MOSTRA

La presentazione del libro sarà accompagnata da una mostra di opere di Satoshi Hirose e Daniela Tomerini dall’8 al 19 febbraio .opera di daniela-tomerini-e satoshi_hirosefoglie

Anch’essa un dialogo tra un artista giapponese e un’artista italiana.  Secondo Paolo Lagazzi la libertà intima della poesia è la via più vera per ritrovare ciò che unisce gli uomini, ciò che li fa sentire, anche nei momenti più oscuri della storia, partecipi della stessa magia, dello stesso mistero del mondo.

Alla serata inaugurale, ad ingresso gratuito, parteciperanno, insieme al curatore, Yasuko Tatsumura (traduttrice), Alberto Moro (presidente dell’Associazione Culturale “Giappone in Italia”), i poeti Giancarlo Consonni, Adele Desideri, Umberto Fiori, Tomaso Kemeny e il maestro zen Fausto Taiten Guareschi.

Durante la serata brani di musica giapponese saranno interpretati all’arpa da Floraleda Sacchi.

LA CONFERENZA SULLA POESIA GIAPPONESE

Paolo Lagazzi a Spazio Tadini
Paolo Lagazzi

Come appendice di questo evento, sabato 11 febbraio, a partire dalle ore 18, Paolo Lagazzi terrà presso lo Spazio Tadini una conferenza sulla poesia giapponese antica e moderna. (ingresso 5 euro)

Stralcio dal libro Cinquanta foglie: Tanka giapponesi e italiani in dialogo – casa editrice Moretti e Vitali :

“Ciò che più mi affascina del tanka è la plasticità, il carattere
insieme sciolto e concreto, la schietta vocazione metamorfica. Se,
da un lato, ha resistito nei secoli senza modificare il suo impianto
metrico, dall’altro si è dischiuso ai contenuti più disparati, da quelli
tipicamente “cortesi” (l’amore e la natura, le galanterie, i sospiri,
le lacrime, le lune, i fiori di ciliegio, le brezze che increspano i momenti…) fino a quelli peculiari dei tempi moderni (treni, metropoli, luci artificiali, malattie o ansie di nuovo genere…) scivolando in souplesse attraverso le innumerevoli pieghe dell’umana esperienza, nutrendosi di tutto e spostandosi senza tregua verso altre prospettive, occasioni, visioni.
Mentre lo haiku richiede un esercizio tagliente, vertiginoso dello
sguardo che solo, forse, chi si sia nutrito in modo radicale dell’insegnamento zen può liberare dal fondo del suo essere, il tanka si offre alla pratica artigiana dei poeti come uno strumento duttile,
come un oggetto agile e discreto. Rispetto alla brevità lirica, assoluta
e fiammante dello haiku, il tanka porta in sé un germe narrativo o
discorsivo, è sensibile a temi che sono, in nuce, racconti, ma, come
10 un ventaglio aperto e subito richiuso, li contiene in uno stringato e vibrante intarsio contrappuntistico, in un disegno circoscritto, allusivo. Proprio per questa sua natura disponibile al dialogo e insieme protetta dagli dèi della forma, al tanka fu, per molto tempo, affidato il compito di messaggero, di confidente, di postino dell’anima”.

IL TANKA

Il tanka è una forma lirica giapponese molto antica, precedente il celebre haiku di tre versi; il suo ruolo-chiave nella storia della poesia nipponica comincia nell’ottavo secolo d.C. (allora si chiamava waka) e si protrae fino ai nostri giorni. La struttura metrica del tanka è di cinque versi privi di rime: quinario / settenario / quinario / settenario / settenario.

Si legge nel libro  Cinquanta foglie: Tanka giapponesi e italiani in dialogo – casa editrice Moretti e Vitali

“il tanka fu per secoli inteso come la forma lirica per eccellenza del
Sol Levante, tanto da essere battezzato in un primo tempo waka,
che significa semplicemente “poesia giapponese” (il termine tanka,
“poesia breve”, sarebbe stato introdotto solo nella modernità).
A partire dal Man’yoshu, la “Raccolta di diecimila foglie” (mitica,
vastissima antologia realizzata nell’ottavo secolo dopo Cristo), e
poi attraverso le ventuno antologie allestite per ordine imperiale, il
tanka si impose rispetto ad altre forme metriche in quanto strumento
asciutto e flessibile per rêveries innervate dallo spirito dell’allusione,
dal piacere dell’evocazione rapida e palpitante, dal gusto
leggero della toccata e fuga delle immagini. Soltanto assai più tardi
dal tanka si sarebbe staccato, come per un processo di gemmazione
o per un bisogno di condensazione lirica portato al grado estremo
d’incandescenza, lo haiku di tre versi (quinario, settenario, quinario);
ma questa è un’altra storia, una storia che è già stata raccontata
molte volte e che qui non ripeterò”.

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Premio Gustavo Bonora a Spazio Tadini


Spazio Tadini ospita la prima edizione del Premio Gustavo Bonora dedicato ad un artista recentemente scomparso amico del pittore e scrittore Emilio Tadini.

immagine-premio-gustavo-bonoraAssegnazione del premio di 3mila euro per l’opera alla memoria e un premio acquisto di 3mila euro per l’opera alla carriera

giovedì 15 alle ore 18 alla presenza del Comitato.

 

Per combattere la profonda crisi in cui è immerso il sistema dell’arte italiana è stato inaugurato dal Comitato alla Tutela delle opere di Gustavo Bonora (composto da esponenti di rilievo del panorama artistico italiano: il critico d’arte Giorgio Seveso, la storica d’arte Nicoletta Colombo, la giornalista e curatrice Chiara Gatti, l’ex assessore alla cultura di Milano Guido Aghina e la curatrice e vedova dell’artista Rosy Menta) all’artista Gustavo Bonora un premio rivolto agli artisti che, pur validi e riconosciuti, sono stati messi in ombra dal mercato che privilegia metodologie sempre più speculative.

Il Premio si articola con premio “alla memoria” (artista scomparso) e uno “alla carriera” (artista vivente), poiché questi artisti possono restituire tramite la loro opera valori antagonisti a quelli correnti, e permettere ai contemporanei di riscoprire contenuti e qualità vere dell’arte senza omologarsi ad un ambiente sempre più disorientato e privo di qualità.

 

Gustavo Bonora
Gustavo Bonora

Gustavo Bonora artista contemporaneo recentemente scomparso, aveva già intuito anni addietro la deriva in cui il contesto artistico italiano si apprestava ad ancorarsi.

E’ stata quindi proposta una rosa di 8 artisti votabili sul sito www.gustavobonora.com, 4 per ogni categoria dei quali sono risultati vincitori Mino Ceretti alla carriera e Piero Leddi alla memoria.

 

La fase conclusiva del Premio si tiene con una piccola mostra di tre giorni: da mercoledi 14 a venerdi 16 Dicembre, presso lo Spazio Tadini, che nel territorio Milanese si è impegnato costantemente alla valorizzazione dell’artista in onore delle sue qualità e della stretta amicizia che legava i maestri Emilio Tadini e Gustavo Bonora.

 

La premiazione dei vincitori avverrà giovedì 15 alle ore 16,30 e sarà seguita da un concerto alle ore 20:

Finlandia, Lapponia chitarra elettrica (Patrik Kleemola) voce sola (Wimme Saari) in una prima assoluta in Italia, a cura di Luigi Pestalozza.

 

Agli artisti prescelti con votazione vengono attribuiti un premio acquisto di 3mila euro per l’opera alla memoria e un premio acquisto di 3mila euro per l’opera alla carriera.

 

 

Per ulteriori informazioni sulle modalità e votazioni ai siti:

http://www.gustavobonora.com/premio-gustavo-bonora/

e

https://spaziotadini.files.wordpress.com/2016/03/immagine1.jpg

 

Libri-Sofia nel paese dei nuovi mostri di Samanta Airoldi


E rieccola Samanta Airoldi, la  filosofa che propone pillole di filosofia alla portata di tutti . A Spazio Tadini presenta venerdì 16 dicembre alle ore 19 il suo ultimo libro: Sofia nel paese dei nuovi mostri – Silele editore.

sofianuovimostriint“Un breve saggio in chiave Pop giocato sui toni ironici – spiega Samanta -per far emergere, con tagliente leggerezza e serenissima irriverenza le contraddizioni e le perversioni della nostra epoca dove la Politica si fa su Twitter e gli Slogano hanno sostituito i ragionamenti, dove unghie finte vengono prima dei diritti civili e i centri commerciali hanno invaso le piazze per impedirci di discutere”.

Sarà davvero così?

A completare la serata di presentazione l’artista Magda Chiarelli.

 

Astrologia: incontri sullo zodiaco per la mostra L’uomo, la Terra, i Pianeti


Due incontri sull’astrologia sabato 26 novembre e 3 dicembre alle ore 18 a Spazio Tadini con la collaborazione di Sarah Baccenetti. Cos’è un tema Natale? Qual è il senso del’oroscopo? Cosa cercano le persone nella lettura del proprio segno zodiacale? Più una previsione oppure la conoscenza di se stessi? A queste e altre domande risponderanno gli esperti che abbiamo invitato. 

Sabato 26 Novembre 2016 ore 18:00 incontreremo Alessandro Broveglio, astrologo, che esporrà al pubblico come l’astrologia ormai faccia parte del nostro quotidiano attraverso i simboli astrologici presenti nella città di Milano e ci regalerà anche Pillole previsionali per il 2017 segno per segno che ci aiuteranno a predisporci al meglio al nostro personale progetto di vita per il prossimo anno.

Anche il secondo incontro previsto nel corso della mostra si prospetta carico di densità emotiva e porrà l’attenzione sul rapporto tra cielo e terra o meglio su come i Pianeti vengono percepiti e interpretati dall’uomo.

Sabato 3 Dicembre 2016 ore 18:00 l’Astrologa Ornella Ventura affiancherà l’Astronomo Marco Gambassi in uno scambio dialettico che farà luce sui vantaggi che l’influsso dei pianeti portano agli esseri umani ed insieme elargiranno consigli su come migliorare la propria esperienza di vita in base ad una nuova consapevolezza del vivere attraverso il rapporto uomo, terra e pianeti.

Ornella si concentrerà sulla tematica principale dell’astrologia dal titolo: “Nessuno ci crede ma tutti sbirciano…” E’ risaputo infatti che il termine Astrologia desti interesse sia in senso positivo sia in termini più sfidanti. Ornella spiegherà la differenza tra l’oroscopo di massa e la lettura di un tema natale.

Marco invece affronterà il tema discusso dal mondo degli astronomi/astrologi di “Ofiuco” chiamato anche il tredicesimo segno, e farà chiarezza sulle differenze tra Costellazioni e Pianeti.

L’incontro è con ingresso alla mostra (ingresso 5,00 euro – 3 euro per i soci e per coloro che hanno già visitato la mostra e conservano il biglietto).

La mostra L’uomo, la Terra, i Pianeti, a cura di Melina Scalise e Francesco Tadini è un percorso ricco di suggestione emotiva e denso di significato olistico che introduce lo spettatore ad una vera e propria commistione con il Cosmo.

Gli artisti si lasciano guidare nei loro lavori artistici dalla forza di gravità, dalla sabbia, dal vento, dal Sole, dall’energia prodotta dalla materia organica, dalla metafisica dell’Universo, dalla luce delle lettere cosmiche e da strumenti percettivi.

Più che una mostra è un vero e proprio viaggio, del tutto esperienziale e pieno di stimoli che arricchiranno lo spettatore del suo personale “significato della vita”.

 

 

A completare l’esperienza il pubblico troverà un’esposizione di magliette originali realizzate da artisti vari tra cui proprio il Tredicesimo segno, Ofiuco, realizzato da Gabriele Poli. Un angolo per un regalo di Natale originale e all’insegna delle “Buone stelle”.

 

BIOGRAFIA

Alessandro Broveglio ha iniziato ad appassionarsi di Astrologia e Tarocchi durante l’adolescenza. Studia da oltre vent’anni tali discipline ed è stato allievo di astrologi collaboratori di Lisa Morpurgo. Ha imparato a maneggiare con agilità i Tarocchi grazie ad Alejandro Jodorowsky, Marianne Costa e all’Accademia dei Tarocchi diretta da Carlo Bozzelli. Ha presentato come relatore due studi sui Cartomanti e sugli Astrologi nei congressi organizzati dal gruppo “Gli Amici di Lisa”. Conduce una rubrica  tutta sua su FB dal nome “Astrologia e Tarologia di Alessandro Broveglio”. Tuttora prosegue appassionatamente il suo percorso di studioso con la ferma convinzione che Astrologia e Tarocchi siano ottimi strumenti di conoscenza, consapevolezza e crescita personale.
Ornella Ventura, nasce a Bergamo sotto il segno dei gemelli con l’ascendente in vergine. Da giovane intraprende una brillante carriera di imprenditrice nel campo della ristorazione ma dopo tanti anni di attività nel settore decide di trasferirsi a Firenze. Lì, nel 1992, frequenta un corso presso l’Accademia di Astrologia del Prof. Cesare Bartalesi e dopo tre anni riesce a trasformare una piacevole passione in un lavoro. Ma la voglia di sapere sconfina verso nuovi traguardi e prosegue gli studi verso una astrologia psicologica ed evolutiva che la porta a specializzarsi “come operatrice olistica con formazione nel riequilibrio Emozionale di Roy Martina”. Attingendo alla sua sete di sapere decide di apprendere nuovi metodi e strumenti che migliorino la qualità della vita dell’essere umano, metodi che possono aiutare a conoscersi meglio e a portare più pace dentro ogni individuo. Continua ad evolvere e studiare basando il suo percorso sull’amore per la vita e su una visione spirituale dell’esistenza, unica via secondo lei per raggiungere il senso profondo dell’esistenza.
Marco Gambassi, toscano, vive a Firenze. E’ poeta e scrittore, studioso di scienze delle stelle (astronomia, astrofisica, astrologia), che insegna dal 1989. Ha fatto studi e ricerche sulla dimensione fisica e spirituale del tempo. Vuole contribuire all’abbattimento delle barriere della vita e della conoscenza. Impegnato nella ricerca scientifica e astrologica, ha pubblicato vari saggi su astrologia, scienza e fantascienza e raccolte di poesie. Applica all’insegnamento dell’astrologia le sue originali ricerche astronomiche su mappe del cielo, stelle, galassie, asteroidi, ecc…

Mostre Milano: L’uomo, la Terra, i pianeti: le energie dell’Universo


Le energie dell’Universo diventano arte e vita per l’Uomo –  per scoprire come visita il percorso d’arte nella Casa Museo Spazio Tadini dal 25 novembre -24 dicembre 2016

Opere realizzate usando un pendolo e la forza di gravità, altre dove i pennelli hanno preso il posto di lenti costruite ad hoc per bruciare con l’energia solare, installazioni di frutti per produrre luce, opere del vento e con il vento esposte insieme a macchine percettive per “osservare l’energia”, queste e altre opere suggestive vi inviteranno ad immergervi in un percorso d’arte e riflessione su L’uomo, la Terra, i pianeti nella Casa Museo Spazio Tadini. La mostra è a cura di Melina Scalise e Francesco Tadini

ARTISTI IN MOSTRA

Marco Ulivieri (forza di gravità),

Giuseppe Lo Schiavo (energia eolica)

Stefano Russo (macchine percettive),

Stefano Marangon (energia solare)

Luciano Maciotta (energia biologica)

Pio Tarantini (Cosmogonie)

Gioni David Parra (Orione come Metafora),

Mario De Leo (lettere Cosmiche)

 

A completare il percorso l’esposizione della collettiva di magliette d’artista Il Tredicesimo Segno:  opere originali create da artisti sui segni dello Zodiaco in occasione della mostra il cui ricavato sarà in parte devoluto all’associazione a sostegno delle sue attività. Simbolo d’eccellenza Ofiuco, rappresentato dalla Metafora di Laocoonte di Gabriele Poli. 

Gabriele Poli: il tredicesimo segno Laocoonte come Ofiuco
Gabriele Poli: il tredicesimo segno Laocoonte come Ofiuco

 

 

 

 

 

 

 

Gabriele Poli (Ofiuco come Laocoonte)

Il tutto nella cornice di una selezione di scatti fotografici sui luoghi di Milano con riferimenti astrologici e astronomici (Milano Celeste)

Inaugurazione ad invito il 24 novembre 2016

Apertura al pubblico dal 25 novembre 2016 – ingresso 5 euro (soci 3 euro)

Il rapporto tra l’Uomo e la Terra ha subito cambiamenti importanti. Oggi abbiamo una maggiore consapevolezza degli equilibri da tenere tra i nostri bisogni e l’ambiente in cui viviamo. Nei centri urbani ci muoviamo sempre più in bicicletta, stiamo limitando l’uso del petrolio, abbiamo abbandonato i sacchetti di plastica, abbiamo imparato e riciclare, mangiamo cibi biologici, usiamo lampadine a led, cerchiamo di dedicare del tempo all’attività fisica. Una rivoluzione importante che è accompagnata da scoperte scientifiche sempre più rivoluzionarie anche sul rapporto non solo tra noi e la Terra, ma anche tra noi e i Pianeti. Ad ottobre di quest’anno, per esempio, la Nasa ha recepito che dall’ultima mappatura del cielo c’è una nuova costellazione, Ofiuco (dal 30 novembre al 18 dicembre), risultato di uno spostamento dell’asse terrestre. Questa costellazione ha avviato una discussione tra astronomi e astrologi sull’aggiunta o meno di un Tredicesimo Segno allo Zodiaco. Si potrebbe dire, “segno dei tempi” in quanto è stato raffigurato come Laocoonte, figura della mitologia greca che lotta con il serpente per salvare i suoi figli e mai, come in questa fase storica, l’Umanità lotta per salvare le sorti del Pianeta e quindi il futuro dei suoi figli. A completare il percorso della mostra troverete anche un’esposizione di magliette originali realizzate da artisti vari tra cui il Tredicesimo segno, Ofiuco, realizzato da Gabriele Poli.

Che si creda all’astrologia o meno l’Uomo ha sempre subito il fascino e l’influenza delle stelle e, nel corso dell’esposizione si svolgeranno degli incontri sul tema con astronomi, astrologi, geologi, ambientalisti.

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Sabato 26 Novembre 2016 ore 18:00 – per la mostra L’uomo, la Terra, i Pianeti : Alessandro Broveglio , astrologo

“Milano e i suoi simboli zodiacali: pillole previsionali per il 2017”


Sabato 3 Dicembre 2016 ore 18:00 per la mostra L’uomo, la Terra, i Pianeti

Ornella Ventura e  Marco Gambassi

Ornella: “Nessuno ci crede ma tutti sbirciano… Differenza tra l’oroscopo di massa e la lettura di un tema natale.”

Marco: “Ofiuco: il tredicesimo segno. Costellazione o Pianeta? Facciamo chiarezza”.