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Street Photography a Milano: il libro di Diego Bardone


Sarà presentato in anteprima assoluta alla Casa Museo Spazio Tadini (mappa) il libro tanto atteso dello street photographer del momento: Street Life Milano fotografie di Diego Bardone il 29 settembre dalle ore 18.30 fino alle 23 alla presenza dell’autore e seguirà un rinfresco. Una sintesi per immagini di un mood della metropoli milanese che rispecchia la sua attuale dimensione  tra innovazione e tradizione, tra frenesia produttiva e industria dell’intrattenimento con un occhio – quello di Diego Bardone – sempre puntato sulle persone. E’ una fotografia capace di cogliere contraddizioni, aspetti ironici o semplicemente far emergere tutto ciò che la confusione della metropoli ci offre per farci sorridere e noi non lo vediamo. Ebbene a Diego Bardone non sfugge nulla che non possa far sorridere alla vita anche in una città che corre e sembra votata alla distrazione e, dopo aver guardato e letto il libro si riesce a vedere Milano sotto una luce diversa scoprendo quanto il nostro sguardo possa migliorarci l'”umore” anche in una giornata stile “dalle 8 alle 17 orario continuato”.

Alla presentazione sarà presente Diego Bardone, gli autori, l’editore e sarà possibile acquistare copia del libro.

Street life Milano copertina del libro di Diego Bardone

Comunicato stampa

Le Edizioni del Foglio Clandestino in collaborazione con la Casa Museo Spazio Tadini e PhotoMilano presentano il volume fotografico STREET LIFE MILANO dello street photographer Diego Bardone. Più di cento immagini in bianco e nero raccontano Milano e il suo teatro infinito di situazioni, gesti e occasioni, materializzando l’illusione che oggetti, persone, animali e la città stessa possano sempre entrare in relazione tra loro, scambiarsi uno sguardo. Sfogliando Street Life Milano è subito chiaro che la strada è l’habitat naturale di Diego Bardone. Nelle sue fotografie ironiche, affettuose e spesso poetiche si scopre una città meno grigia di quanto ce la immaginiamo, che apre al sorriso e alla meraviglia, che trova sempre qualcosa di originale da mostrare. L’essere umano è una presenza costante e centrale in queste immagini, Milano anche. E in questa città, suo Teatro delle Meraviglie, Bardone si muove con garbo e rispetto verso i soggetti fotografati, riuscendo a raccogliere come suggerisce Francesco Tadini, fondatore della Casa Museo Spazio Tadini e ideatore di PhotoMilano «lezioni poetiche milanesissime, intrise di ironia e realismo al tempo stesso, quali le parole di Delio Tessa – o le surrealtà di Dino Buzzati! – e tradurre le migliaia di occasioni in lampi di racconto». Il volume, quasi un diario quotidiano, è un perenne omaggio a Milano e a tutti coloro che, inconsapevoli attori, Diego Bardone ha incontrato nel suo peregrinare per le strade della città.

Il suo sguardo cerca proprio là dove meno te lo aspetti e ti ruba un sorriso. Si insinua come un segugio tra il portone all’angolo e la galleria, aspetta paziente il momento esatto in cui si compone la scena, che lui prevede quasi come un indovino. Come sottolinea Melina Scalise, presidente della Casa Museo Spazio Tadini: «Le immagini di Diego Bardone sono strumenti terapeutici dell’umore metropolitano. Dopo aver conosciuto Bardone la città è meno grigia, le persone sono più originali, le storie più divertenti, gli appuntamenti mancati meno tristi e Milano è meravigliosa anche per innamorarsi. E noi, ci osserviamo nelle sue fotografie come in una storia che ci appartiene e ci scopriamo più divertenti di quanto pensassimo, più straordinari di quanto ci abbiano mai fatto credere». Il libro raccoglie 116 fotografie di Diego Bardone, i testi di Melina Scalise e Francesco Tadini, una conversazione di Diego Bardone con Maurizio Garofalo e gli interventi di Bruno Panieri, Stefano Pia, Roberto Pireddu, Roberto Ramirez. La traduzione inglese è di Donatella D’Angelo. Il passo narrativo e il ritmo del volume sono affidati alle mani esperte del photo editor Maurizio Garofalo.

Street Life Milano sarà presentato al pubblico sabato 29 settembre alle ore 18,30 presso la Casa Museo Spazio Tadini, casa museale in memoria del pittore e scrittore Emilio Tadini fondata da Francesco Tadini e Melina Scalise. Proprio in questo luogo di sinergia tra le arti e gli artisti si è creato l’incontro che ha dato vita a “Street Life Milano” tra le indipendenti Edizioni del Foglio Clandestino, già attive con diverse pubblicazioni in ambito fotografico e il fotografo Diego Bardone che proprio a Spazio Tadini e attraverso Photo Milano club fotografico milanese si è fatto conoscere dal grande pubblico con una mostra e attraverso i suoi frequentati workshop. Cercata e apprezzata la collaborazione di Maurizio Garofalo, giornalista professionista già art director e photo editor della rivista “Diario”.

Diego Bardone foto di Maria Grazia Scarpetta

Diego Bardone si avvicina alla fotografia a metà degli anni ‘80, collaborando con «Il Manifesto» e due piccole agenzie per alcuni anni. Gli accadimenti della vita lo portano altrove ma la fotografia resta una passione mai sopita, rinata quasi per caso dodici anni fa. Tra i suoi riferimenti Cartier-Bresson e Doisneau ma anche Boubat e Izis Bidermanas, Erwitt, Berengo Gardin, Branzi, Uliano Lucas, Tano D’Amico e Francesco Cito. Fotografare per Bardone è come osservarsi in una sorta di specchio virtuale che trova la sua dimensione nel reale quotidiano. Come lui stesso racconta: «Abbiamo tutti gli stessi volti, le stesse gioie, le stesse speranze: io sono loro, loro la trasposizione in immagini della mia allegria vagabonda. Vorrei dimostrare che la semplicità è sinonimo di bellezza, vorrei mostrare, come era solito dire Doisneau, un mondo “gentile”, un mondo che amo e che mi renda in qualche modo felice». Diego Bardone ha fondato, insieme a Bruno Panieri, Stefano Pia, Roberto Pireddu e Roberto Ramirez il gruppo fotografico “The Strippers”.

Street Life Milano si inserisce con il formato 21×21 nella collana Gleis 13 delle Edizioni del Foglio Clandestino che aveva già ospitato il saggio fotografico-narrativo Doppia esposizione. Berlin 1985-2015 di Natascia Ancarani e il libro fotografico Autori & Opere di Giuseppe Varchetta.

STREET LIFE MILANO
di Diego Bardone
Edizioni del Foglio Clandestino 2018
in collaborazione con Casa Museo Spazio Tadini e PhotoMilano
Testi: Maurizio Garofalo, Bruno Panieri, Stefano Pia, Roberto Pireddu, Roberto Ramirez, Melina Scalise, Francesco Tadini
Traduzione: Donatella D’Angelo
Photoediting: Maurizio Garofalo

FORMATO 21×21
PREZZO 25 €uro
ISBN 978-88-943302-0-5

PER MAGGIORI INFORMAZIONI
www.edizionidelfoglioclandestino.eu
redazione@edizionidelfoglioclandestino.it

http://www.diegobardonephotographer.com/
https://spaziotadini.com/
https://photomilano.org/
http://www.thestrippers.it/
Maurizio Garofalo

UFFICIO STAMPA
Giovanna Daniele
mail ufficiostampa@edizionidelfoglioclandestino.it

Tadini e la Valsesia: riaperta la casa dell’artista


tadiniEmilio Tadini ha frequentato dagli anni ’70 la Valsesia, amante della montagna scelse questa valle come luogo di vacanza dopo un viaggio con Guido Perazzi, giornalista, cognato di Oriana Fallaci. Insieme acquistarono l’antica casa di un fabbro nel comune di Campertogno a circa 10 minuti da Alagna Valsesia, ai piedi del Monte Rosa. La casa, nell’800, era officina e abitazione in prossimità del fiume Sesia, oggi meta di canoisti da tutta Europa.

Per diversi anni la famiglia Perazzi-Fallaci e Tadini-Perazzoli dividettero la casa in cui, Emilio, ricavò anche uno studio tutto per sè nella dependance, probabilmente una volta utilizzata come ricovero per animali e fienile.

Successivamente i Perazzi- Fallaci vendettero il piano inferiore a Tadini ed oggi lo stabile si presenta come una casa dall’architettura Valsesiana con interventi strutturali, architettonici e di arredo curati dall’architetto Giandomenico Belotti, amico di Emilio Tadini. La progettazione di Belotti fa di questa casa un esempio interessante di riqualificazione secondo i principi di design del noto architetto famoso anche per la progettazione della “spaghetti chair” oggi esposta al MOMA a New York. Il cemento che consolida la struttura dell’abitazione si confonde con la pietra dell’architttura Walser e il legno massello dei mobili di Belotti si sposa con i soffitti, gli infissi e le pareti di legno che ancora conservano le impronte dell’antica attività del fabbro ferraio.

Dettagli

 

La casa Tadini, infatti, è circondata da un prato che arriva fino al fiume e, un tempo, attorno alla casa c’era una roggia che alimentava un mulino utilizzato a lavorare il metallo nella fucina al piano terreno dove sono conservati segni evidenti dell’antica attività.

La casa è stata riaperta dopo un lavoro di restyling a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise, fondatori della Casa Museo Spazio Tadini di Milano in memoria di Emilio Tadini e da anni curatori dell’archivio e della conservazione delle opere di Emilio.

Immagini dall’appartamento al piano terra.

La casa Valsesiana di Tadini ora è di nuovo visitabile e si prospetta come un nuovo luogo di eventi culturali, aziendali e privati, al tempo stesso sarà disponibile per vacanze in relax, tra arte, cultura e natura per tutti coloro che vorranno una vacanza in un luogo di memoria, di storia e carico di suggestioni.

Immagini dal piano secondo

Saranno in particolar modo benvenuti artisti, scrittori, pittori, fotografi etc che, se vorranno, potranno richiedere di usufruire proprio dello studio di Emilio Tadini dove scrisse tutti i suoi romanzi dalla Lunga Notte in poi.

La dependance ex studio e luogo di lavoro di Emilio Tadini.

 

Dintorni

Informazioni turistiche sulla valle

Mappa

Per visite alla Casa Tadini in Valsesia e per informazioni per eventi e soggiorni/vacanze

Playground Milano League e PhotoMilano di Francesco Tadini mostrano lo sport


playgroundIl vincitore dello Street Art Contest di Adidas Playground Milano League, Christian Lovati, avrà la possibilità di esporre l’opera vincitrice (più altre sue 3 opere) alla Pocket Exhibition @ Spazio Tadini – Casa Museo. PhotoMilano, il club fotografico milanese fondato da Francesco Tadini con sede a Spazio Tadini è stato partner ufficiale ed esclusivo per la fotografia. Un evento unico tutto raccontato per immagini grazie al lavoro dei Photomilanesi.

Insieme alle fotografie le vincitore saranno esposte anche quelle di tutti i partecipanti al contest: Angelo D’Ambrosio, Rodolfo Cammarata, Ilde Mancuso, Debora Ciamberlini, Roberto Crepaldi, Alain Jean Pietrolongo, Raffaella Bizzarri, Giangaetano Sabbati, Patrizia Massoli, Marina Labagnara.

Ecco tutte le informazioni sull’evento sportivo

http://www.playgroundmilanoleague.com/

 

Elogio alle tag, il libro di Andrea Cegna a Spazio Tadini


Elogio alle Tag di Andrea Cegna, giornalista, sarà presentato a Spazio Tadini, via Jommelli, 24 mercoledì 18 luglio alle 19 nel contesto della mostra Walls Of Milano del fotografo Giovanni Candidata che racconta 12 anni di Street Art a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise.

andrea cegna elogio alle tag

Il writing è una forma di espressione urbana, un movimento legato alla città e presente ormai da diversi decenni ovunque nel mondo. Già dagli anni settanta i treni della metropolitana di New York partivano dai sobborghi ricoperti di scritte a spray, invadendo con segni e colori il salotto del centro storico. Per quei giovani figli di schiavi o di migranti era un modo per dire ai residenti dei quartieri alti che esistevano anche loro. Grazie al suo elevato valore simbolico questa pratica illegale è diventata, nel giro di poco tempo, una delle più diffuse tra coloro che provano a intraprendere il tortuoso cammino della critica alle ingiustizie sociali. Il primo passo di questo percorso si chiama tag, una semplice firma, uno scarabocchio su un muro di una città qualsiasi, anonima e respingente, su cui apporre il proprio nickname di strada. Qualcuno le ha chiamate pisciate di cane, altri le hanno giudicate come l’elemento principale del degrado, in pochi si sono posti degli interrogativi sulla resistenza di questo fenomeno, nessuno ha mai elaborato un pensiero su quanto le tag possono essere preziose nel creare uno specifico senso di solidarietà diffusa nelle comunità che vivono in periferia.
Elogio alle tag è un volume che indaga le relazioni tra writing, street art e logiche repressive anti degrado da un punto di vista inedito, con brevi saggi dell’autore e approfondimenti di sociologi, urbanisti, scrittori e avvocati, ma soprattutto con importanti testimonianze di molti artisti italiani di diverse generazioni.

“noi abbiamo immaginazione, loro hanno solo schemi con opzioni definitive.
Per questo il loro mondo crolla. Per questo il nostro risorge, proprio come quella lucina che anche se piccola riesce a proteggere dall’ombra.
Bene. Salve e che compiamo gli anni molto felici, cioè, lottando”  

SubComandante Marcos

I partecipanti alla presentazione editoriale potranno visitare la mostra di Giovanni Candida gratuitamente, gradita un’offerta liberale a sostegno dell’associazione.

andrea cegna

Andrea Cegna è redattore di Radio Onda d’Urto, collaboratore di Radio Popolare, un instancabile agitatore sociale e organizzatore di concerti. Ha pubblicato 20zln. Vent’anni di zapatismo e liberazione  e  di Strade strappate. Storia rappata dell’hip hop italiano.

Twitter: a_cegna
FaceBook: https://www.facebook.com/ACantipa

 

A Proposito di Street Art a Spazio Tadini (leggi) 

 

 

Street art: Walls of Milano mostra fotografica di Giovanni Candida


WallsOfMilano
WallsOfMilano

La fotografia di Giovanni Candida, in arte, Walls of Milano, racconta la Street art nella veste di fotografo “ufficiale” della maggior parte degli arstisti da strada di Milano e delle loro crew. Da 12 anni “vive” con loro, prevalentemente di notte, ma anche di giorno, a raccontare le loro storie, le loro evoluzioni e tracce stilistiche, la loro passione per ridisegnare tratti di periferia degradata, ma anche zone centrali della città dove la Street Art è riuscita a conquistarsi un ruolo ufficiale. La mostra alla Casa Museo Spazio Tadini racconta parti fondamentali del suo percorso e dell’evoluzione della Street a Milano.

WallsOfMilano
WallsOfMilano

Apertura al pubblico

Mostra a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise

12 luglio alle ore 18.30

Durata della mostra da 12 luglio al 9 agosto 2018

(ingresso su invito e a pagamento con aperitivo di benvenuto)

Spazio Tadini via Niccolò Jommelli, 24 Milano

Orari: da Mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30 e domenica dalle 15 alle 18.30 – Ingresso 5 euro

wallsofmilano prima
wallsofmilano prima
wallsofmilano dopo

La mostra presenta diversi percorsi che raccontano luoghi della città che si sono trasformati nel tempo con l’intervento di vari artisti, che documentano il lavoro impegnativo e difficile di questi “artigiani dei muri” – come li definisce Giovanni –, racconta di personaggi, dell’uso del colore e delle sue evoluzioni tecniche.

La mostra dunque non si presenta come una carrellata di opere di street fotografate, ma guarda anche i dettagli e i contorni, è un insieme di racconti che permettono al visitatore di entrare nel back stage.

mappatura WallsofMilano
mappatura WallsofMilano

“Quando, nel 2006, ho iniziato a scattare foto dei muri di Milano, non avrei mai immaginato che la street art sarebbe diventata la grande passione della mia vita – racconta Giovanni Candida, soprannominato dagli Street Artist, Walls of Milano – Senza fotografia, senza immagini, sin dai suoi inizi negli anni ’70, gran parte di quest’arte non esisterebbe proprio. L’aver documentato con costanza questo movimento artistico, in un contesto preciso e geograficamente connotato, permette non solo di godere della bellezza delle opere, ma anche di mantenerne memoria laddove, per sua stessa natura, la street art è effimera.

Ho costruito un archivio di immagini che custodisce la street art milanese; una documentazione lunga 12 anni che continua ad evolversi ed arricchirsi giorno dopo giorno.

Col tempo WallsOfMilano, con le sue mostre e la relativa pagina FB ( http://www.facebook.com/wallsofmilano), è diventato un  punto di riferimento della street art milanese”.

Il 18 luglio alle ore 19 presentazione del libro di Andrea Cegna, giornalista di Radio Popolare Elogio alle tag. con Giovanni Candida.
A seguire alle ore 21, per completare la serata alla Casa Museo appuntamento con la danza di Federicapaola Capecchi.

 

Biografia

Giovanni “Gianfranco” Candida in arte Walls of Milano

E’ fotografo di street art ma di professione fa il dirigente in una importante multinazionale. Nato nel 1958, solo nel 2006 inizia ad interessarsi di Street art. Ovunque si trovi a viaggiare scatta foto di “muri” ma per dare coerenza al suo lavoro di fotografo e collezionista di opere di Street art e Writing ha deciso di focalizzarsi sulla città di Milano dove vive. La sua pagina Facebook www.facebook.com/wallsofmilano è punto di riferimento delle scena della Street art milanese. Ha una moglie molto paziente che tollera le lunghe giornate da lui passate con i giovani artisti.
Mostre
  • Marzo 2014: ‘’Streetartists in action’’ c/o Spazio Seicentro Milano
  • Marzo 2015: ‘’WallsOfMilano’’ c/o Neurotitan gallery Berlino
  • 2014 fotografie per scenografie trasmissione Anno Uno – La7

 

Testimonianze sul Giovanni Candida da parte di alcuni Street Artist

WOF by Zed
WOF by Zed

Poesia lo scatto e il fuoco.

Ritratto per Gianfranco (Giovanni) La notte gelata

di Ivan

 

ad essere obbiettivo ricordo quel tuo scatto avanti

quel metter a fuoco la vita poco distanti

che fa luce la notte gelata

la rincorsa la città più salata

e gianfranco che rincorre la vernice

una sera milano raccolta di buio

i pugni gelati per il freddo

la tua rincorsa che non scordo

e dietro a far foto ricordo

a far memoria la bufera dello scempio

 

se occorre alla strada far strada

dietro le tue foto ci si ricorda che nessuno è straniero

che si dipinge un sentiero comune

muro contro muro

grigio contro le parole che pigio a muso duro

l’asfalto divampo di gianfranco che ci rincorre

e rimbomba la chiamata alle arti

 

non è arte ma solo aver parte la sorte

mille e poi mille scatti ancora la stessa corsa

l’ancora cui gettarsi se il mare fa burrasca

una passione la tua che resiste la risacca

di questa loro autorità che attacca

non tanto la vernice ma gli scuri del pensiero

giovanni mi ricorda noi

tutti diversi

spesso sparsi

che c’abbiam creduto

e s’è avverato davvero

 

ritratto gianfranco il ponteggio e la neve che cade

poesia le sirene d’incanto da cui scappare

ch’ora si confonde questo tuo guardare pacato

gentile il tatto e ancora il parlato

della tua voce piana come l’alba una notte d’assalto

se noi siam il burrone

giovanni

tu ne sei il salto

 

ivan


Casa Museo Spazio Tadini

Apertura della mostra al pubblico il 12 luglio alle ore 18.30 (ingresso su invito e a pagamento)

Orari: da Mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30 e domenica dalle 15 alle 18.30

 

Ingresso 5 euro con visita guidata a richiesta gratuita anche nella sezione di mostra permanente dedicata a Emilio Tadini.

Reteconomy dall’arte alla gestione del territorio


Dall’arte all’economia con il giornalista Enzo Argante nelle sue trasmissioni su Terzo Canale Show in collaborazione con Reteconomy (anche Canale 512 Sky e Lanuova Tv Economia) che argomenta di temi di attualità anche attraverso l’arte perchè l’operatività dell’uomo non ha come unico fine la produzione di cose materiali. La casa Museo Spazio Tadini dedicata a Emilio Tadini è diventata per questo una fucina utile allo scopo, perchè da anni propone, oltre alla permanente di Emilio Tadini, mostre che possano essere spunto di riflessione sui cambiamenti sociali.

La sede dell’associazione è diventata pertanto un luogo interessante per la registrazione di diverse puntate della trasmissione condotta da Argante. L’arte finalmente è presentata come linguaggio di racconto della società e non solo come mercato o estetica e con questo intendiamo sia la pittura, che la scultura, che la fotografia, in particolare con PhotoMilano il gruppo di ormai più di 2500 fotografi che si propone di raccontare proprio la metropoli, i suoi eventi, le sue attività.

Ecco l’ultima puntata di Reteconomy, la nuova visione dell’economia che parte dalla riflessione concettuale dell’artista australiano Ian Kingsford Smith in mostra alla Casa Museo Spazio Tadini fino al 6 luglio 2018 insieme a Luigi Alloni, fotografo di PhotoMilano e 20 fotografi provenienti da diverse parti del mondo con Cities per raccontare le metropoli contemporanee in collaborazione con Monteoliveto Gallery.

Clicca per vedere Puntata di Reteconomy a Spazio Tadini mostra Ian Kingsford Smith
Puntata di Reteconomy a Spazio Tadini mostra Ian Kingsford Smith

La presentazione di Spazio Tadini (Melina Scalise) e PhotoMilano (Francesco Tadini) su Reteconomy

Vedi Reteconomy Secolo Urbano puntata registrata alla Casa Museo dedicata ad Emilio Tadini e ne racconta la storia
Reteconomy Secolo Urbano puntata registrata alla Casa Museo dedicata ad Emilio Tadini

 

 

PhotoFestival e Photoweek con autori internazionali a Spazio Tadini


PhotoFestival e Photoweek alla Casa Museo Spazio Tadini: Il mondo, le città, le sue meraviglie raccontate da più di 20 fotografi provenienti da varie parti del mondo. Dall’8 giugno al 8 luglio 2018. In mostra: Photography#cities ; Omaggio alla meraviglia di Luigi Alloni; Luca De Bono e la fotografia astronomica.

Alla Casa Museo Spazio Tadini un vero e proprio Festival della fotografia grazie a tre mostre che raccontano, con soggetti diversi, il mondo che ormai più ci appartiene.

BARROW Christchurch Art Gallery 810 x 400 mm
BARROW Christchurch

Quello delle città, delle metropoli è in mostra con Photography#Cities organizzata in collaborazione con Monteoliveto Gallery che raggruppa scatti di autori provenienti dall’Australia, dall’America, dall’Europa a rappresentare la vita urbana. Una visione di metropoli di culture diverse ormai sempre più simili. In mostra: Sam BARROW (Nuova Zelanda), Petra BERNSTEIN (Germania), Talia DUCLOS (Perù),  Raimund FEITER (Germania), Mark FORD (Germania), Ans JACOBS (Paesi Bassi), Olga LOSCHININA (Russia), Sarah LYNCH (Australia),  Hedy MAIMANN (Austria),  James NIVEN (Nuova Zelanda), Kristine NOELLE (USA),  Michael PANTUSO (USA),  Annette SCHREIBER (Germania),  Serenella SOSSI (Italia/Francia), Benny DE GROVE (Belgio).

Luigi Alloni daily nose-up in Milan
Luigi Alloni daily nose-up in Milan

Il mondo nelle sue spettacolarità create dall’uomo e naturali si svela attraverso l’occhio fotografico di Luigi Alloni, con la mostra Omaggio alla meraviglia dove ci si può incantare di fronte alla bellezza di un campo di lavanda tanto quanto di fronte ad’urchitettura.

Luca De Bono
luca de bono

Poi c’è il cielo, il firmamento, quel mondo che ci appartiene e che resta lontano, ma che la fotografia di Luca De Bono con la mostra Fotografia Astronomica, a cura di Roberto Mutti, ci riporta ad una dimensione del visibile, del terreno.

Le mostre si articolano in sale diverse della Casa Museo che ha in permanenza la mostra di Emilio Tadini, pittore e scrittore a cui è dedicata la casa museo e che, sempre dal 8 giugno all’8 luglio ospita la mostra straordinaria dell’artista australiano per la prima volta in Italia, Ian Kinsford Smith: Narrative Fragments of Life in collaborazione con Monteoliveto Gallery.

 

Casa Museo Spazio Tadini (fondata da Francesco Tadini e Melina Scalise)

Apertura

Da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30

Domenica dalle 15 alle 18.30

 

Biglietto per visitare tutte le mostre e, a richiesta, con breve visita guidata gratuita alla collezione Tadini 5 euro.

Omaggio alla meraviglia di Luigi Alloni


La mostra fotografica di Luigi Alloni alla Casa Museo Spazio Tadini dal 8 giugno all’8 luglio rende omaggio alla meraviglia del mondo che svela un modo di guardare del quotidiano che esalta colori e forme. Apertura 8 giugno alle ore 18.30. Mostra a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise. La mostra è inserita nel Photofestival e nel Photoweek e Luigi Alloni è parte di PhotoMilano.

 

dall’8 giugno all’8 luglio dalle Casa Museo Spazio Tadini

Il testo di una famosa canzone di Domenico Modugno  e Riccardo Pazzaglia recita: “Tu dici non ho niente, ti sembra niente il sole! La vita, l’amore…meraviglioso….”.

La fotografia di Luigi Alloni è la presentazione del “meraviglioso”, il risultato di una ricerca emozionale. E’  la testimonianza dell’esistenza del bello, non quello della maestria dell’artefatto, ma quello portato dalla luce che permette al nostro sguardo di cadere sulle cose del mondo e non limitarsi a vederle, ma di arrivare a contemplarle.

Alloni è un professionista delle geometrie e della luce. L’insieme di questi due elementi raggiungono una perfezione armonica nelle sue fotografie tanto da rappresentare con uguale intensità emotiva sia una cappella affrescata, quanto un paesaggio di lavanda. Non è un caso che nella sua ricerca fotografica trovino un posto importante gli scatti sulle scale, emblemi geometrici della sezione aurea – poi espressa in numeri da Leonardo Fibonacci – ovvero di quella forma armonica ricorrente in natura rivelatasi poi essere riprodotta nelle più celebri opere architettoniche ed artistiche della storia.

Luigi Alloni ha una straordinaria capacità di cogliere questi rapporti armonici, ma sarebbe troppo poco se non ci fosse, nelle sue fotografie, uno studio accurato della luce. La maestria tra diaframma, tempi e fuoco fa sì che si posi sulle cose come un canto sulla musica. La struttura matematica si traduce in un’emozione che passa attraverso le corde dello sguardo grazie alla macchina fotografica che ne costituisce il mezzo. Grazie alla sua luce, osservando le sue fotografie, arriva un colore, un’atmosfera e una suggestione quasi onirica del mondo, che lo trascende fino a trasformarsi in “una cosa meravigliosa”.

La meraviglia è un’emozione che ha a che fare con il “mirare” ovvero con l’osservare con attenzione, ma anche con il sentimento dello stupore che nasce o dalla scoperta di una cosa sconosciuta o da un nuovo modo di manifestarsi di ciò che già conosciamo.  Alloni dice del su lavoro: “Io fotografo ciò che mi “colpisce”, ciò che mi interessa dal punto di vista progettuale, ciò che mi emoziona”. Si vede. Ma non è da tutti saper comunicare e condividere questa emozione e  la fotografia è il suo linguaggio privilegiato.

La mostra raccogliere pertanto una serie di scatti esemplari, capaci di far emergere la meraviglia che ci circonda o perchè si tratta di luoghi lontani, o perché ci svela in modo nuovo ciò che ci appare tutti i giorni: a volte basta lo sguardo giusto per far sembrare magico ciò che ci lascia indifferente.

Melina Scalise