In occasione dell’Artweek la Casa Museo Spazio Tadini vi propone sabato 18 aprile alle ore 17 una visita alla Casa Museo con presentazione del lavoro fotografico di Francesco Tadini a cura di Federicapaola Capecchi e, a seguire, alle 18, un concerto con letture in collaborazione con Società Italiana di Musica Contemporanea e Melina Scalise.
Un dialogo tra tre linguaggi in un luogo come la Casa Museo Spazio Tadini che nasce in memoria di Emilio Tadini, pittore e scrittore del Novecento, con l’intento di mantenere vivo lo spirito con cui si approcciava all’arte tutta. Il concerto prevede la proiezioni di una selezione di fotografie di Francesco Tadini e la lettura di testi e favole di Melina Scalise. Presenta Francesco Trocchia, suona Artemis duo Gabriela Clelia Cuna e Emma BaigueraChitarra e flauto.
Doppia Inaugurazione con il progetto Opificio della Fotografia – che nasce e vive all’interno della Casa Museo Spazio Tadini – mercoledì 21 gennaio 2026 alle ore 19
CIÒ CHE RESTA di MIRKO MORIERO – Da un’idea e a cura di Federicapaola Capecchi – Dal 22 gennaio al 21 febbraio 2026
“Ciò che resta“, mostra personale del fotografo Mirko Moriero, un progetto ideato e curato da Federicapaola Capecchi che esplora il confine sottile tra presenza e assenza, tra corpo e spazio, tra apparizione e dissolvenza. La mostra si sviluppa come un’esperienza immersiva articolata in tre movimenti coreografici che costruiscono un paesaggio emotivo ed una riflessione sulla condizione umana, il tempo e la dissoluzione. Profezia dell’Ombra | Orizzonti che respirano | Il corpo che resta La ricerca fotografica di Mirko Moriero si intreccia con la pratica curatoriale di Federicapaola Capecchi in un dialogo sul contemporaneo che fa del corpo un luogo di produzione di senso.
“Ciò che appare nelle immagini di Mirko non è figura né paesaggio, ma un attraversamento. È corpo che non si lascia afferrare, è identità che si affaccia e subito si ritrae. I suoi soggetti non sembrano persone: sono vibrazioni, forme e scie in movimento. Il mondo sembra esistere solo per accogliere questa apparizione. È una scommessa sull’incertezza e sulla persistenza del corpo come traccia, non più soggetto nitido ma residuo di gesto”. Federicapaola Capecchi
ORWELL 1984/2025 VISIONI E DISSIDENZE Racconti dall’anno che non finisce mai | Da un’idea e a cura di Federicapaola Capecchi | Con: COLLETTIVO CHRIS & KAT ART – ILARIA SIDDI – ROBERTO MENARDO – ROBERTO MANFREDI
In un’epoca in cui la distinzione tra verità e finzione si dissolve quotidianamente tra deepfake, algoritmi predittivi e narrazioni manipolate, la profezia orwelliana non è mai stata così attuale. una mostra che interroga il presente attraverso la lente distopica del capolavoro di George Orwell. Nel 75° anniversario della prima edizione italiana Federicapaola Capecchi, curatrice della mostra/progetto, ha ideato e lanciato il bando e ora, nel 2026, attraverso i risultati della selezione, affrontiamo l’argomento. Ovvero la realtà che supera la distopia.
Viviamo nell’anno che non finisce mai: quello in cui le intelligenze artificiali generano volti inesistenti ma credibili, in cui la sorveglianza è volontaria e condivisa sui social, in cui gli archivi digitali riscrivono la memoria collettiva con un click. Il Grande Fratello di Orwell aveva bisogno di teleschermi per controllarci; noi pubblichiamo spontaneamente ogni dettaglio della nostra esistenza. Il Ministero della Verità riscriveva il passato; oggi bastano algoritmi che selezionano cosa vediamo, cosa crediamo, cosa ricordiamo.
SEZIONE PERMANENTE DEDICATA ALLA FOTOGRAFIA DI FRANCESCO TADINI
Fotografo, regista e fondatore – insieme a sua moglie Melina Scalise Tadini – della Casa Museo Spazio Tadini, al suo interno ha il suo studio. E una sezione permanente dedicata alla sua ricerca ospita più di 35 fotografie in parete ed altre possono essere visionate su richiesta.
“La fotografia di Francesco Tadini è un intenso percorso attraverso narrazioni, fantasie, invenzioni, fughe dalla realtà, magie, riflessioni sull’oggi, temi come il dolore, l’amore, la politica, sogni, luoghi e trasformazioni visionarie. È un cammino in un’arte visiva che nasce dalla potenza della creatività, disegnata attraverso il movimento del corpo del fotografo e della macchina fotografica. Nelle immagini di Francesco Tadini, il corpo fotografico agisce insieme al corpo dell’autore generando un movimento che è il fulcro dell’invenzione e della creazione. Attraverso il movimento della mano, del braccio e talvolta di tutto il fisico, la macchina fotografica diventa trampolino di lancio per un’immersione tra tempo, spazio e luce; diviene strumento di creazione di narrazioni; di rimessa in gioco e in discussione dello spazio – anche fotografico – e del tempo […]”. [dal testo di Federicapaola Capecchi “Mentre la pelle si incide” – Libro DANZANDO CON LA LUCE di Francesco Tadini Edizioni Crowsbooks]
Il rapporto di Francesco Tadini con il tempo come materia fotografia e non solo, insieme alla sua poetica sono oggetto delle visite guidate curate da Federicapaola Capecchi. Possibili su prenotazione: federicapaola@gmail.com | +39 347 7134066 La sezione permanente è visitabile anche senza visita guidata e senza prenotazione dal mercoledì al sabato dalle 15:30 alle 19:30
Dal 1 al 6 aprile 2025 alla Casa Museo Spazio Tadini vi proponiamo in occasione del Miart e Milano Art Week i seguenti eventi: “Lettura de Il Profugo di Emilio Tadini” a cura di Melina Scalise alle 18,30 e Visite guidate “Focus sulla fotografia tra riflessioni sull’oggi, luce e movimento”sulla fotografia di Francesco Tadini a cura di Federicapaola Capecchi su prenotazione e a richiesta. Sabato 5 Aprile ore 19 Talk gratuito con prenotazione obbligatoria “Loïe Fuller luce e movimento” .
Per una settimana, la città si trasformerà in un grande palcoscenico dedicato all’arte in tutte le sue espressioni, celebrando i linguaggi e le visioni capaci di raccontare la complessità del nostro tempo. Chi siamo? Dove andiamo? Quali prospettive e qual’è il nostro rapporto con la realtà? Oggi passa tutto attraverso la luce? Noi ne parleremo con i temi trattati nelle opere di Emilio Tadini titolate “Il Profugo”, con le riflessioni sull’oggi e la trasfigurazione delle fotografie di Francesco Tadini e con la ricerca di Loïe Fuller, coreografa e danzatrice che ha rivoluzionato il mondo dello spettacolo con la sua danza innovativa che integrava movimento, luce e tessuti, anticipando le avanguardie artistiche e influenzando l’arte visiva, il cinema e la percezione del corpo femminile. Fil rouge, tra gli altri, come la luce e il movimento possano trasmutare la percezione della realtà, creando spazi di espressione innovativi e come, attraverso le loro opere, offrano nuove modalità di rappresentazione, di riflessione sul mondo e anche di percezione del corpo umano, in relazione allo spazio e alla luce. ECCO GLI APPUNTAMENTI IN DETTAGLIO
Pittura Dal 1 al 6 aprile 2025, unico turno alle ore 18:30 da martedì a sabato; domenica unico turno alle ore 15:30, su prenotazione a pagamento 10 euro: melina@spaziotadini.com “Lettura de Il Profugo di Emilio Tadini” A cura di Melina Scalise, responsabile Archivio Emilio Tadini, giornalista, curatrice d’arte e psicologa. Un’esperienza immersiva nella pittura di Emilio Tadini con la lettura simbolica dell’opera “Il Profugo”. Melina Scalise guiderà il pubblico nell’analisi di due dipinti dell’artista, rivelandone la stratificazione simbolica. Con una formazione che spazia dall’arte alla psicologia, e affinata con una tesi su Van Gogh, Melina Scalise offre una chiave di lettura unica per decifrare e comprendere il linguaggio visivo di Emilio Tadini. Come un moderno archeologo, Melina Scalise rivela nei suoi lavori un universo di segni, lettere e numeri, un vero e proprio rebus che invita a una riflessione profonda sulla condizione umana e sul mondo che ci circonda. “Il Profugo” diventa così il punto di partenza per un viaggio tra arte e significati nascosti, un’occasione per interrogarsi sul presente e sul futuro attraverso l’arte di Emilio Tadini. I partecipanti saranno invitati a esplorare i temi della solitudine, della perdita e della ricerca di senso in un mondo caotico e complesso, scoprendo come l’artista affronta queste tematiche con una profondità emotiva e intellettuale. Un’esperienza che stimola l’ immaginazione e offre nuove prospettive sulla realtà che ci circonda.
Fotografia Dal 1 al 12 aprile 2025 su prenotazione, a pagamento: federicapaola@gmail.com – info@opificiodellafotografia.it Visita guidata con focus sulla ricerca fotografica di Francesco Tadini: un’immersione nel lavoro di Francesco Tadini, esplorando la sua ricerca unica e portando i visitatori nelle sue narrazioni, fantasie, invenzioni, fughe dalla realtà, magie, riflessioni sull’oggi, temi come il dolore, l’amore, la politica, sogni, luoghi e trasformazioni visionarie. Un focus su un’arte visiva che nasce dalla potenza della creatività, disegnata attraverso il movimento del corpo del fotografo e della macchina fotografica. Non si tratterà solo di osservare ma di vivere un viaggio temporale ed esplorare la luce, diventando parte integrante delle immagini. Federicapaola Capecchi accompagnerà i visitatori in visioni enigmatiche e ammalianti che rimettono in discussione lo spazio, il tempo e persino la morte; che esplorano la realtà e stimolano l’inconscio dell’osservatore. Dal 15 marzo al 19 aprile 2025, ingresso gratuito dal mercoledì al sabato dalle 15:30 alle 19:30 Si potranno visitare le altre mostre di fotografia in corso tra cui “L’arte della fotografia sportiva” che espone opere del progetto Sport Photography Museum tra le quali anche 4 immagini storiche – di Tommie Smith John Carlos, Felice Gimondi e Eddy Merckx di Cesare Galimberti; Kristian Ghedina di Armando Trovati.
Talk Sabato 5 aprile 2025, ore 19, ingresso gratuito con prenotazione: federicapaola@gmail.com – info@opificiodellafotografia.it “Loïe Fuller luce e movimento”. Federicapaola Capecchi, nella sua duplice veste di curatrice di fotografia e di coreografa-danzatrice, mette in relazione la ricerca di Loïe Fuller con la ricerca fotografica di Francesco Tadini. Con lei Francesco Tadini a dialogare sul ruolo di luce e movimento nelle due ricerche e nella percezione della realtà e Melina Scalise ad approfondire alcune delle avanguardie artistiche con cui Loïe ebbe a che fare: simbolismo, Art Nouveau, Futurismo. Loïe Fuller coreografa e danzatrice rivoluzionaria, “la maga della luce”, che ha avuto un impatto significativo sulle avanguardie artistiche del suo tempo, contribuendo a una rivoluzione culturale che ha ridefinito la danza e l’arte visiva; Francesco Tadini, regista e fotografo, che svela la dimensione viscerale nel movimento, che crea e disegna qualcosa che fornisce un’illusione simile alla combustione. Entrambi si muovono tra la memoria della luce e la creazione. Entrambi esplorano la complessità del movimento e della luce, offrendo forme infinite di trasfigurazione, creazione e immaginazione.
MILANO ART WEEK 2025 PITTURA, FOTOGRAFIA E DANZA PER PARLARE DELL’OGGI FOCUS AL MUSEO SUGLI AUTORI: EMILIO TADINI, FRANCESCO TADINI E LOÏE FULLER CASA MUSEO SPAZIO TADINI Via Niccolò Jommelli 24 – 20131 – Milano federicapaola@gmail.com melina@spaziotadini.com
SPAZIO TADINI CASA MUSEO Fondatori Francesco Tadini, fotografo e regista; Melina Scalise, curatrice d’arte, giornalista, psicologa Il museo Spazio Tadini ha iniziato a svolgere i suoi primi eventi nel 2006, nel 2008 e stata fondata una associazione culturale che ha visto tra i soci soprattutto artisti, fotografi e appassionati o operatori in ambito artistico. La finalità dell’associazione è stata lavorare sul patrimonio culturale di Emilio Tadini e promuovere arte e cultura. Oggi è una casa museo privata gestita direttamente dai proprietari che condividono il loro spazio lavorativo e abitativo con il pubblico per continuare a rendere fruibile al pubblico il patrimonio culturale che custodiscono. Pertanto hanno mantenuto degli orari di apertura dove è possibile visitare la collezione Tadini, il materiale dell’antica tipografia e mostre temporanee, nonché partecipare ad eventi. È un luogo culturale che promuove l’arte, la cultura e l’espressione creativa in tutte le sue forme. Offre spazi e opportunità anche per artisti emergenti, celebrando la diversità culturale attraverso mostre, eventi e iniziative coinvolgenti. http://www.spaziotadini.com OPIFICIO DELLA FOTOGRAFIA Un opificio della fotografia, un luogo del fare, un luogo in cui vivere la fotografia ogni giorno. Un fare dedicato alla valorizzazione della fotografia in ogni sua forma e declinazione, dallo storicizzato al nuovo, dai noti agli emergenti. È un progetto interno a Casa Museo Spazio Tadini , negli spazi studio del Maestro Emilio Tadini. Troverai mostre, workshop, eventi, contest, letture portfolio, eventi, festival e rassegne, archiviazione, realizzazione audiovisivi e libri, book shop, stampa fine art. Nasce da e con le esperienze che Federicapaola Capecchi ha ideato e/o sviluppato negli anni. Un progetto e luogo di fruizione della fotografia in linea con il progetto del Museo Spazio Tadini, fondato da Francesco Tadini e Melina Scalise e di cui Federicapaola Capecchi fa parte dal 2008. I visitatori possono così passare dalla fotografia all’arte, dalla storia della vecchia tipografia che ospitava lo spazio nei primi del Novecento ai grandi trittici dell’artista Tadini scomparso nel 2002 con visite guidate e approfondimenti. https://www.opificiodellafotografia.it
CASA MUSEO in memoria di EMILIO TADINI- arte, cultura, eventi – Milano