Non solo vernice: incontri ravvicinati con gli artisti contemporanei


Venerdì 28 giugno alle ore 18 in occasione della mostra RACCONTAMI… con 27 artisti da 14 paesi del mondo proponiamo un incontro con alcuni artisti milanesi che si presenteranno al pubblico e ad altri artisti per raccontare e raccontarsi (Casa Museo Spazio Tadini via Niccolò Jommelli, 24). Un evento che vuole avvicinare il pubblico a conoscere meglio gli artisti di oggi, i loro percorsi di ricerca i loro linguaggi e, al tempo stesso, un’opportunità di dialogo e confronto tra gli stessi artisti.

Quante volte sei andato ad un inaugurazione e avresti voluto parlare all’artista per capire meglio il suo lavoro? Quante volte sei andato a una mostra con la promessa che ci saresti tornato per vederla con calma? Ebbene se partecipi a Non solo vernice l’artista si presenta, parla della sua ricerca artistica e si confronta con il pubblico e con gli artisti. Il dialogo, il confronto sull’arte, la scoperta e ricerca di nuovi scopi sociali dell’arte sono le basi per ricollocare l’arte contemporanea oltre il mercato, per far uscire dagli studi pittori spesso lontani dalle opportunità di confronto sull’arte, invece, che erano così accesi fino al Novecento.

Nel 2000 da dove si riparte? Un gruppo di artisti milanesi ha scelto di raccontarsi cogliendo lo stimolo della mostra internazionale che si svolge proprio a Spazio Tadini a cura di Monteoliveto Gallery fino al 13 luglio.
C’è chi è già pronto con performace, chi ha pronta l’opera da mostrare e di cui parlare, mancate solo voi…vi aspettiamo e concluderemo con un brindisi alla Casa Museo (ingresso con visita alle mostre 5 euro, solo all’incontro ingresso gratuito anche ai non soci).

Profughi, VIDEO della mostra alla Casa Museo Spazio Tadini


Sessantotto artisti contemporanei hanno cercato di raccontare di cosa siamo profughi oggi in una mostra suggestiva che tocca varie tematiche. Il video e i grandi trittici di Emilio Tadini sono in esposizione fino al 13 luglio presso la Casa Museo Spazio Tadini in via Jommelli, 24 a Milano.

Un percorso emozionante, un viaggio che parte dalla riflessione sulla condizione dell’uomo di Emilio Tadini, dalla sua considerazione che tutti gli uomini sono destinati nella loro vita a diventare prima o poi profughi, a perdere le loro certezze, a dover ricominciare.

mostra internazionale arte contemponea a Milano: Raccontami…


Arriva a Milano nella Casa Museo Spazio Tadini Raccontami… mostra internazionale d’arte dopo Berlino, Parigi e Londra. Apre al pubblico il 6 giugno alle 18.30 fino al 7 luglio 2019. E’ un progetto a cura di Monteoliveto Gallery, Cities of Europe, con la finalità di creare un progetto condiviso e di taglio internazionale di arte contemporanea. Nell’esposizione Milanese hanno partecipato 27 artisti da 14 Paesi: Cile, Germania, Canada, Portogallo, Italia, Libano, Australia, Islanda, Belgio, Usa, Danimarca, Germania, Francia, Ucraina. Una coralità di opere internazionali, dove in assenza di correnti o movimenti pittorici e di riferimenti ideologici sociali, si manifesta una centralità della Natura e dell’Uomo nella ricerca artistica contemporanea.

Analisi critica

Emilio Tadini pittore e scrittore del Novecento italiano diceva che l’immaginazione è l’unica vera libertà dell’uomo. L’arte chiaramente ne è espressione. Oggi questo universo immaginifico può esprimersi più liberamente rispetto al passato. L’arte è sempre meno su commissione, sempre meno asservita a un credo o a un’ideologia, sempre meno espressione di movimenti artistici che identificavano “gruppi di pensiero”.

In un mondo in evoluzione veloce è sempre più evidente quanto sia difficile trovare riferimenti duraturi e condivisibili. L’individuo vive in costante cambiamento. L’arte oggi è espressione di questa condizione dell’uomo e pertanto è sempre più racconto di singoli.

La mostra Raccontami… nasce con l’intento di interrogare questi “solisti” per scoprire la coralità, per cogliere l’insieme di una narrazione. Monteoliveto Gallery, che lavora da anni in ambito internazionale nelle fiere di settore, ha invitato alcuni artisti a provare a raccontarsi anche con le parole per provare a far emergere quale sia il senso di fare arte per ciascuno di loro. Questa esposizione fa parte del progetto Cities of Europe  inaugurato a Berlino, poi a Parigi e Londra e ora a Milano.

Hanno partecipato 27 artisti da 14 Paesi: Cile, Germania, Canada, Portogallo, Italia, Libano, Australia, Islanda, Belgio, Usa, Danimarca, Germania, Francia, Ucraina. L’insieme offre un percorso ovviamente vario nella scelta dei soggetti ed emerge in modo evidente che esiste una tendenza a riproporre la figurazione, a rappresentare nuovamente la forma e non la sua distruzione come ha fatto prevalentemente la pittura del 900.

In questa ricerca della forma, della figura, dell’uomo, della riconoscibilità del soggetto si esprime tutto il bisogno di sicurezza dell’individuo contemporaneo che cerca, al tempo stesso, costruzione e solidità.

Emerge altresì un forte riferirsi alla Natura, a Madre Natura, alla sua maestosità e a un maggior senso di rispetto e contemplazione degli elementi naturali in netta contrapposizione all’esaltazione tecnologica e all’euforia di potenza, sottomissione e dominio dell’Uomo sulla Natura che aveva contraddistinto tutto il 900. L’attenzione verso l’Uomo e la donna, quanto l’attenzione al ritratto è anch’esso evidente. Lo sguardo si riporta quindi sulla persona ed esprime un bisogno di ricerca interiore, un voler indagare su equilibri possibili.

Ecco in sintesi cosa spinge gli artisti in mostra alla loro ricerca. Gli stralci di testo riportati danno uno spaccato degli aspetti su citati anche se le parole, ancorate a segni, significati e suoni di una lingua sono meno libere delle immagini e delle figure, per loro natura universali.

La donna latina soffre di discriminazione, machismo, violenza” Karin Barrera del (Cile)

“L’inspiegabile è molto più intrigante, poiché risiede oltre il piano pittorico” Petra Bernstein (Germania)

“Credi nella grandezza dell’Universo che indica la via” Theérèse Boisclair (Canada)

“Tutto è dentro di noi: la capacità di approfondire il sé perdonando e liberandosi da conflitti e ferite, favorisce una trasformazione spirituale” Cristina Maya Caetano del Portogallo

« Facciamo finta che … », questa è la formula magica che usano tutti i bambini quando giocano per vivere la loro storia fantastica. Anche solo per qualche minuto.. » Guendalina De Luca (Italia)

“il tipico “Macho Ma ” mediorientale (o” JAGAL “in libanese) con tutte le sue valutazioni emotive, pregiudiziali e mentali per riflettere sul modo in cui percepisce le donne in generale” Roger De Tanios (Libano)

“Appello all’estensione armoniosa e sensibilmente colorata del deserto fiorito del nord del Cile” Horacio Fernandez (Cile)

“Sviluppo la percezione irrazionale della felicità nella società di oggi” Rodrigo Nevsky (Cile)

“mondi immaginari e universi paralleli bidimensionali via di fuga alternative alla logica delle cose” Gianmaria Giannetti (Italia)

“Il loto riguarda l’energia positiva, l’espressione creativa, la contentezza, la pace della mente e la felicità …. Insieme lavorano in armonia universale per madre oceano.” Spiega Megan Janine HARMER (Australia)

“Chakra del sole. Abbiamo bisogno di questa energia per il nostro sviluppo futuro” Laufey Johansen (Islanda)

 “la mia creazione si basa su forme morbide, organiche e semplici, ispirate alla perfezione della Natura” Milena Lehmann Jeftanovic (Cile)

 “Il cambiamento del clima, le emissioni nocive con le quali riempiamo il nostro caro pianeta, minacciano il nostro ambiente e distruggerà la vita se non facciamo qualcosa !!!” Maribel Matthews (Gibilterra)

 “Nelle mie opere gioco con lo spazio bidimensionale, dove i corpi in equilibrio mostrano tutta la loro energia e movimento in una congiunzione simultanea di dinamismo muscolare e mentale” Jeannette Moris (Cile)

«Ho lavorato su ritratti di pittura ad olio, con gli occhi spesso ravvicinati per massimizzare i sentimenti dei personaggi » Lieve Ophalvens (Belgio)

“Questi lavori nascono dal rifiuto della serializzazione” Daniela Orlandi (Cile)

“Il mio lavoro esplora il potenziale della Natura e la sua integrazione con l’ingegno umano » Michael Pantuso (USA)

“sono ispirata dalla vita delle persone moderne nella grande città contemporanea e anche il ritratto ha un posto molto speciale” Sanne Rasmussen (Danimarca)

«cerco l’ispirazione nella Natura che è il mio modello perfetto » Baerbel Ricklefs-Bahr (Germania)           

”indago le possibilità della pittura figurativa dal taglio espressionista, dove il quotidiano diventa un evento magico” Catalina Rojas (Cile)

“Il telefono portatile e la chiesa, il primo ci isola e rende persone disconnesse dalla realtà….Il sacro..NotreDame (divorata dalle fiamme) ..una bestia divora è il marcio, l’umano oggi in crisi” Domingo Santa Maria (Cile)

 «L’origine della vita : la cellula dell’acqua, fonte di vita si innalza alla ricerca della conoscenza non senza un riferimento legato alla spiritualità » Serenella SossiI  (Italia/Francia)

 «la pittura è il suo banco di prova ideale, agire istintivamente … riprendere il proprio respiro, il proprio ritmo, il proprio corpo » Alissa Thor (Francia)

“Faremo un viaggio. Da seduti o stesi sul tappeto a guardare le crepe del soffitto ci incammineremo ad esplorare la vita lunga una vita. Fulvio Tornese (Italia)

”Il messaggio delle mie opere d’arte ..sono le esperienze di vita di fronte alla forza e alla potenza della natura.” Paulina Troncoso (Cile)

“Non sono un artista del paesaggio, un surrealista o un realista, . … ma forse, sono tutte queste cose contemporaneamente » Max Werner (Belgio)

« Insoddisfatta del carattere mimetico e narrativo dell’arte accademica, seguendo il passo dell’avanguardia degli anni 1910-1920 e ricordando la connessione dei suoi pezzi con il Suprematismo….”scolpisce” lo spazio e ne cambia profondità e densità attraverso tonalità, intensità e combinazioni. » Vladislava Yakovenko (Ucraina)

Melina Scalise

Alcuni degli artisti in mostra. SCARICA BROCHURE PER VEDERE TUTTI I PARTECIPANTI

Francesco Falciola Naturalmente Milano


Francesco Falciola Naturalmente Milano dal 6 giugno al 7 luglio 2019, una mostra per scoprire “Il sublime a chilometro zero” presso la Casa Museo Spazio Tadini in via Niccolò Jommelli, 24. La mostra è inserita nel calendario del Photofestival e del Photoweek. Durante la mostra puoi contribuire a far scoprire il verde a Milano con una tua foto del verde in città e sarai in mostra con Francesco Falciola.

Apertura al pubblico 6 giugno ore 18.30

Il Parco Lambro, il Forlanini, viale Piave, i giardini di Porta Venezia, Parco Sempione, il giardino sotto casa e il viale della strada accanto, visti con gli scatti di Francesco Falciola, ti fanno riscoprire la potenza della Natura proprio là dove credevi fosse domata, asfittica e soccombente. Gli alberi sono maestosi anche davanti alla fermata del tram e Falciola racconta la natura a casa tua, a Milano, con lo stesso sguardo di un esploratore di boschi di pioppi, risaie e vette silenziose. Guarda le foglie caduche con tutto il silenzio di cui hanno bisogno, anche se si riflettono in una pozzanghera. Attraverso le sue foto si scopre che un dialogo con la Natura è possibile anche tra un marciapiede e l’altro e scopri che “il sublime” può essere a chilometro zero.

Francesco Falciola, milanese, cresciuto nella Milano che ha visto perdere i prati tra gli anni 60 e 70, ha saputo guardare tutto ciò che restava. Oggi esalta tutto ciò che l’acqua, i viali, i parchi e gli alberi stanno tornando a portare in città. Si perché a Milano la Natura sta tornando tra le case dalla porta principale come le palme nella piazza del Duomo, come gli specchi d’acqua in Gae Aulenti e a Tre Torri, spazi attorno ai quali “riflettere” fino alla biblioteca degli alberi per stimolare la cultura della biodiversità e ridare respiro prospettico alla città. Ancor più ci aspetta per il futuro con nuovi percorsi pedonali e ciclabili e vie navigabili e aree balneari, ma intanto Francesco Falciola ha colto l’essenza di questi alberi urbani e della loro percezione visiva. Le sue foto ci regalano una testimonianza della resistenza della Natura e della conquista di una nuova etica tra l’Uomo e la Natura. Ci propongono “Naturalmente Milano” tra architettura e natura.

La mostra vuole essere anche uno stimolo per porre l’attenzione non solo sulle architetture urbane, ma sulle piante urbane tanto che Francesco Falciola lancia un contest al pubblico e ai fotografi. Durante la mostra sarà possibile proporre, postando sulla pagina dell’evento della mostra su Facebook 5 scatti sul verde a Milano e l’immagine o le immagini selezionate da Francesco Falciola e i curatori della mostra, potrà essere esposta su video o in formato cartolina su una parete dedicata in seno alla mostra Naturalmente Milano. Ogni foto deve riportare l’indicazione del luogo di scatto (via o parco), la stampa è a cura dell’autore.

BIOGRAFIA DI FRANCESCO FALCIOLA

Francesco Falciola

Classe 1968. Nato e vissuto a Milano, ha sempre amato la fotografia fin dai tempi della pellicola con la precisa intenzione di inseguire liberamente i soggetti preferiti senza alcuna limitazione da parte di un committente. Da qui la scelta di non vivere questa arte come professione nel senso stretto del termine.

Le ore che dedicate alla fotografia sono spesso le ultime del giorno e quelle notturne. Da qui nasce un amore per alcune atmosfere particolari della città in cui vive che fanno dimenticare la sua dimensione frenetica per riscoprire il fascino del passato. Un lavoro difficilmente classificabile con un genere di fotografia, fondato più su dei canoni estetici che su dei soggetti specifici. Lo sguardo è spesso rivolto al bello che si nasconde goffamente vicino a noi ed è sempre a portata di mano. E’ una ricerca del piacevole nel luogo comune, guidata più dalla curiosità verso quello che ci circonda che dall’intenzione di stupire. E’ spesso la luce a dettare il momento dello scatto. All’incontro con l’immagine ci si reca con la giusta predisposizione, frutto di una sincera osservazione della realtà. Che si tratti di un paesaggio o di un dettaglio, di un’architettura cittadina o di una scena di natura poco importa. Le fotografie non nascono per documentare. A volte raccontano, altre suggeriscono.

Vincitore della prima call di “Milano Meravigli, La città in una foto” nel 2017 e finalista del Premio Arte di Cairo Editore nel 2018.

Ha partecipato a mostre collettive a Spazio Tadini e Palazzo Reale di Milano.

Casa Museo Spazio Tadini

indirizzo Niccolò Jommelli, 24, 20131 Milano

telefono 02 2611 6574

Aperti da mercoledì a domenica dalle 15.30 alle 19.30

Ingresso alla Casa Muso Spazio Tadini e visita a tutte le mostre in corso: 5 euro.

www.spaziotadini.com

per informazioni: Melina Scalise museospaziotadini@gmail.com

Emilio tadini 1967-1972 alla Fondazione Marconi


Emilio Tadini domina la scena artistica milanese della primavera 2019 con due grandi mostre a Milano: la prima, inaugurata presso la Casa Museo a lui dedicata, Spazio Tadini, con “Profughi” (fino al 20 aprile 2019) e la seconda dal 28 di marzo al 28 giugno, presso Fondazione Marconi che presenta “Emilio Tadini 1967-1972”, la terza mostra dedicata all’artista e intellettuale milanese Emilio Tadini. Dopo Emilio Tadini 1960-1985. L’occhio della pittura del 2007 e Emilio Tadini 1985-1997. I profughi, i filosofi, la città, la notte del 2012, questo nuovo progetto espositivo pone l’attenzione sugli esordi della produzione artistica di Tadini, dal 1967 al 1972, ovvero dal primo ciclo Vita di Voltaire, che segna la nascita del suo linguaggio pittorico, fino ad Archeologia.
Considerato uno tra i personaggi più originali del dibattito culturale del secondo dopoguerra italiano, fin dagli anni Sessanta Emilio Tadini sviluppa la propria pittura per grandi cicli, popolati da un clima surreale in cui confluiscono elementi letterari, onirici, personaggi e oggetti quotidiani, spesso frammentari, dove le leggi
di spazio e tempo e quelle della gravità sono totalmente annullate.

Le opere di Tadini nascono da un clima emotivo, da un flusso mentale “in qualche zona semibuia della coscienza” dove le immagini emergono in un procedimento freudiano di relazioni e associazioni e dove le situazioni “reali” che il pittore raffigura sono immerse nell’atmosfera allucinata del sogno, in un clima
surrealista-metafisico. Questo processo automatico si sviluppa, più che sulla prima immagine del quadro, sulla serie: da un’immagine ne scaturiscono altre, modificandola e alterandola.
Ogni volta l’artista produce un racconto, tanto che la sua pittura cresce a cicli, come una serie di romanzi a puntate.
La lettura delle sue opere richiede strumenti di natura concettuale, le immagini apparentemente semplici e immediate, nascondono molteplici significati (“tutto accade davanti ai nostri occhi… il pensiero si ripara… dietro lo sguardo”), non mancano i riferimenti al Surrealismo e alla Metafisica di de Chirico, come anche alla psicanalisi di Lacan e Freud.
Tadini domina con singolare capacità due tipi di linguaggi, il visivo e il letterario, lavorare per cicli lega anche la sua pittura alla cultura letteraria e in particolare alla pratica della scrittura, di cui è maestro. Il suo lavoro è dunque luogo di convergenza di linguaggi differenti.
Tra il 1967 e il 1972 l’attività pittorica dell’artista è particolarmente prolifica e va delinandosi la sua modalità operativa e stilistica.
Punto di partenza è la pop art: le prime due grandi serie di opere per cui Tadini concepisce un linguaggio pop sono la Vita di Voltaire, del 1967, e L’uomo dell’organizzazione, dell’anno successivo. Seguono, nell’ordine, Color & Co. (1969), Circuito chiuso (1970), Viaggio in Italia (1971), Paesaggio di Malevič e Archeologia (1972).
Non sono tuttavia le aggressive manifestazioni tipiche del pop americano a interessarlo, bensì le varianti più introspettive e personali, a volte intellettuali, politiche e critiche, del pop britannico. Un occhio particolare è rivolto all’arte di Kitaj, Blake, Hockney e Allen Jones ma anche a Francis Bacon e Patrick Caufield,
alla Figuration narrative di Adami, Arroyo e Télémaque. Sarà questa una fase di passaggio che l’artista abbandonerà negli anni Ottanta, destinata comunque a lasciare un segno indelebile nei suoi lavori successivi. Accanto ai quadri, la mostra presenta una selezione di disegni e opere grafiche a testimonianza del fatto che Tadini ha sempre affiancato nei suoi “racconti per immagini” tela e carta, pittura e disegno.
Obiettivo finale del progetto espositivo Emilio Tadini 1967-1972 è riportare “alla luce” il lavoro grafico e pittorico del maestro milanese per ricostruire la figura di un artista totale (pittore, disegnatore, intellettuale, scrittore e poeta) colto e profondo, anche alla luce del particolare rapporto con Giorgio Marconi, gallerista, collezionista e soprattutto amico di Tadini.

“L’incontro con Marconi è stato importante, mi ha dato una grande fiducia di potere fare questo lavoro di pittore professionalmente”, racconta lo stesso Tadini. “E subito dopo, lavorando, viene fuori la prima grande serie che è quella della ‘Vita di Voltaire’, dove si vede l’influenza della Metafisica, si alleggerisce la materia pittorica, uso fondi chiari monocromi e comincia un po’ la storia della mia pittura. A questo punto c’è ormai questa come attività professionale, tanto che io sospendo il lavoro letterario: prendo appunti, per me, come se volessi autorizzare davanti a me stesso una scelta.” (A.C. Quintavalle, Emilio Tadini, Fabbri Editori, 1994)

Note biografiche Nato a Milano nel 1927, Emilio Tadini si laurea in lettere e si distingue subito tra le voci più vive e originali nel dibattito culturale del secondo dopoguerra. Nel 1947 esordisce su “Il Politecnico” di Elio Vittorini con un poemetto, cui fa seguito un’intensa attività critica e teorica sull’arte (Possibilità di relazione, 1960; Alternative attuali, 1962; l’ampio
saggio Organicità del reale, su “Il Verri”). Nel 1963 esce il suo primo romanzo, Le armi l’amore (Rizzoli), cui seguono nel 1980 L’opera (Einaudi), nel 1987 La lunga notte (Rizzoli), nel 1991 il libro di poesie L’insieme delle cose (Garzanti) e nel 1993 l’ultimo romanzo, La tempesta (Einaudi).
Al lavoro critico e letterario Tadini affianca, sin dalla fine degli anni Cinquanta, la pratica della pittura. La sua prima esposizione personale è del 1961 alla Galleria del Cavallino di Venezia.
Fin dagli esordi sviluppa il proprio lavoro per grandi cicli, costruendo il quadro secondo una tecnica di sovrapposizione di piani temporali in cui ricordo e realtà, tragico e comico giocano di continuo uno contro l’altro.
Dal 1965 espone regolarmente allo Studio Marconi e nel corso degli anni Settanta tiene esposizioni personali all’estero, a Parigi, Stoccolma, Bruxelles, Londra, Anversa, negli Stati Uniti e in America Latina, sia in gallerie private che in spazi pubblici e musei. È presente in numerose collettive. Dopo la partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1978 e nel 1982, allestisce una grande personale alla Rotonda di via Besana nel 1986, dove espone una serie di tele che preannunciano i successivi cicli dei Profughi e delle Città italiane, quest’ultimo presentato poi nel 1988 alla Tour
Fromage di Aosta. Nel 1990 espone allo Studio Marconi sette grandi trittici. Del 1992 è la mostra Oltremare alla Galerie du Centre di Parigi. Nel 1993 la mostra Oltremare, con nuovi quadri, è riproposta da Marconi a Milano. Nel 1995 espone alla Villa delle Rose di Bologna otto trittici del ciclo Il ballo dei filosofi. A partire dall’autunno del 1995 fino all’estate del 1996 ha luogo in
Germania una grande mostra antologica nei musei di Stralsund, Bochum e Darmstadt, accompagnata da una monografia a cura di Arturo Carlo Quintavalle. Nel 1996 Il ballo dei filosofi è riproposto alla Galleria Giò Marconi. Nel 1997 tiene mostre personali presso la Galerie Karin Fesel di Düsseldorf, la Galerie Georges Fall di Parigi e il Museo di Castelvecchio a Verona. Gli ultimi cicli esposti sono quelli delle Fiabe e delle Nature morte. Nel 1999 presenta il ciclo delle Fiabe alla Die Galerie di Francoforte.
Per alcuni anni è commentatore del “Corriere della Sera” e dal 1997 al 2000 è presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 2001 gli è dedicata un’ampia retrospettiva nel Palazzo Reale di Milano.
Muore nel settembre 2002. Nella primavera del 2005 il Museo Villa dei Cedri di Bellinzona gli dedica una grande mostra antologica. Nel 2007 viene inaugurata a Milano la mostra Emilio Tadini 1960-1985. L’occhio della
pittura, negli spazi espositivi delle Fondazioni Marconi e Mudima e dell’Accademia di Brera. Opere di Emilio Tadini sono state recentemente oggetto di personali e collettive alla Fondazione Marconi (2009, 2011, 2012, 2015 e 2016); alla Fondazione Roma (Gli irripetibili anni ’60, curata da L.M. Barbero, 2011); alla Permanente (2012) e alla Galleria Cortina di Milano (2013); alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo e a Villa Olmo di Como (2016). Alla Casa Museo Spazio Tadini, tra le ultime iniziative dedicate all’artista, si segnalano Il ’900 di Emilio Tadini, all’interno della rassegna “Novecento Italiano”, organizzata dal Comune di Milano (2018) e la mostra Profughi, attualmente in corso fino al 20 aprile 2019, che presenta l’omonimo ciclo degli anni Ottanta-Novanta, quanto mai attuale ed emblematico .

PhotoMilano: fotografia dal web all’intervento civile


Francesco Tadini – Ho fondato due anni fa PhotoMilano club fotografico milanese pensando a come la fotografia possa produrre “memoria e cultura” per la nostra città al di là del reportage giornalistico in senso stretto e unendo gli autori con uno scopo: partecipare a cause di rilevanza civile. La piattaforma d’incontro – in partenza – è stata “virtuale”: un gruppo Facebook (questo è il link per chi si volesse iscrivere) nel quale confrontarsi e, soprattutto, darsi appuntamento per attività dal vivo. Ciò ha dato – molto rapidamente – a PhotoMilano migliaia di iscritti.

PhotoMilano, club fondato da Francesco Tadini, inaugurazione settembre 2017, foto di Nicola Claudio Palermo
PhotoMilano, club fondato da Francesco Tadini, inaugurazione settembre 2017, foto di Nicola Claudio Palermo

Fotografia come azione sociale: PhotoMilano

Ci si trova per parlare di fotografia (abbiamo organizzato anche dei corsi) e, soprattutto per realizzarla a beneficio di Fondazioni, Associazioni e gruppi che operano per migliorare Milano . L’amore per le cause sociali e civili, delle quali diventiamo partecipi, ha contribuito a consolidare tra gli iscritti a PhotoMilano un’amicizia profonda e un’alleanza che difficilmente può nascere parlando solo di “tecniche fotografiche”. Potete farvi un’idea delle numerose attività in corso e in programma sfogliando le pagine del sito di PhotoMilano (apre in una nuova scheda)” href=”https://photomilano.org/” target=”_blank”>> sito di PhotoMilano.

Mostre di fotografia, premi fotografici, contest e i diMercoledì

PhotoMilano ha sede alla Casa Museo Spazio Tadini. Luogo d’arte dedicato al monumentale lavoro di mio padre, Emilio Tadini, lo spazio di via Jommelli 24 ha funzionato da subito come “base” di incontro e progettazione per ogni attività del club fotografico. Dal piacere di “portare avanti il discorso” alla realizzazione di mostre fotografiche collettive e personali, alla collaborazione con premi fotografici di rilievo – e con grandi personalità del mondo della fotografia in giuria – come nel caso del Giovanni Raspini Milano Mood Portrait (vedi LINK) . I veloci contest fotografici a tema, poi, fanno da contorno quasi stabilmente anche alle proiezioni fotografiche e alle fertili discussioni dell’incontro settimanale di ogni “diMercoledì“.

Quasi un Jamaica, a Milano

Il bar e bistrot Jamaica – storico locale di Milano situato a poche decine di metri dall’Accademia di Brera – è stato (infiniti e divertenti i racconti di mio padre Emilio Tadini, a riguardo) fucina di risate e idee. Adoro pensare che ridere e “fare cultura” siano parenti. Là, nel clima della ricostruzione del dopoguerra, decine di artisti, fotografi, poeti, scrittori, musicisti e giornalisti si incontravano e – mattone su mattone – rialzavano le case degli ideali fatti a pezzi dai bombardamenti, dall’Olocausto, dal regime fascista. Qui, a PhotoMilano, si parla del ruolo dell’arte fotografica (non v’è alcun dubbio che lo sia) in questo presente in bilico tra l’apparente assenza di ideali e la costruzione di un futuro che non si fonda, certo, solo sull’economia e sulla tecnologia, ma sulla rigenerazione dei rapporti sociali e culturali e sui “valori da condividere”.

Due anni di PhotoMilano – testimonianze

Ho chiesto a molti photomilanesi (così ci si chiama, scherzando, da queste parti!) di buttar giù due righe che testimoniassero la vita di questo magnifico gruppo di persone, di amici, di fotografi (fotografo, per me, è chi la fotografia la pensa, la fa, la condivide … e non solo chi ha una partita iva o chi si è iscritto a qualche “accademia” o a qualche gilda professionale!). Ecco, a seguire, pubblicati in ordine di arrivo, le prime testimonianze – accompagnate da una fotografia di ogni autore. Ne seguiranno altre che, per certo, giungeranno nelle prossime settimane. – Francesco Tadini


Maria Luisa Paolillo

PhotoMilano: due anni vissuti pericolosamente
Gruppi fotografici che garantiscono cure contro la supponenza, gruppi che da blog documentaristico ed autocelebrativo diventano reali luoghi di incontri workshops e mostre, gruppi fotografici che si prendono troppo sul serio e gruppi che di serio hanno ben poco. Gruppi fotografici di provincia, di campagna, di città. Collettivi politicizzati e collettivi di militanza, fanzine propagandistiche e fanzine di alto livello. Un panorama fotografico variegato, basso mediocre e di altissima qualità, ma sempre o troppo spesso monodirezionale. È il motivo per cui non frequento i comuni circoli fotografici, i gruppi di poesia o i caffè letterari. La monotematicità. Quell’unidirezionalità che stronca il respiro ed impedisce il formarsi delle più alte espressioni artistiche. Questo non significa che chi fa poesia debba essere anche pittore, o che un fotografo debba cimentarsi in pièces de théâtre, ma se non ci si apre anche a tutte le arti, conoscendole e facendosi contaminare, il respiro resterà corto e non si potrà fare cultura, quella vera. È una scelta, forse, o un limite. In ogni caso è una scelta che PhotoMilano non ha fatto.
Quando incontrai su Facebook il gruppo PhotoMilano, a tre giorni dalla sua creazione, mi incuriosì la location che il suo fondatore, Francesco Tadini, affermava di usare quale luogo del reale. Così cercai informazioni e rimasi esterrefatta: una Casa Museo abitazione e studio di una delle più influenti voci della cultura del nostro Novecento, Emilio Tadini, artista a tuttotondo e padre di Francesco, focalizzato su Milano ma dal respiro così ampio e trasversale da oltrepassare il limite geografico e sconfinare in una costellazione di mondi paralleli. Un luogo di incontri multiculturali, di mostre d’arte, pittura, scultura, spettacoli di danza, musica, presentazioni di poesia e di letteratura. E su tutto questo un neonato gruppo fotografico che prometteva spaghettate uscite di gruppo feste incontri workshops contest e mostre. L’intuizione di seguirlo e poi di viverlo, è diventata in breve tempo la certezza di avere trovato il luogo che cercavo da quando, lasciata la mia Bologna, mi ero trasferita a Milano.
Due anni vissuti intensamente e pericolosamente. Due anni di successi, di vittorie e di sconfitte, di fatiche, di tanti progetti riusciti ed alcuni falliti. Due anni in cui il corpo di PhotoMilano si è formato crescendo intorno ad un’anima inquieta, adulta e adolescente, curiosa e riservata, esuberante creativa ed accogliente. Un’anima bella e multiforme plasmata dal suo fondatore e dai suoi angeli custodi Melina Scalise e Federicapaola Capecchi. Un’anima umana.
Due anni durante i quali alcuni rapporti si sono stretti e fortificati, accompagnando la mia crescita, i miei studi, accogliendo i miei successi le mie crisi i miei rallentamenti. Due anni di esperienze, di occasioni e di amicizia. Due anni di umanità, due anni di vita.
Senza umanità la bellezza esisterà sempre e comunque, ma non potrà ferire.
Senza umanità l’arte non ha volto.
Senza umanità non vi può essere un luogo nel quale crescere, essere accolti e potere sentirsi a casa.

Maria Luisa Paolillo
24 giugno 2019

PhotoMilano - Maria Luisa Paolillo, PaperCut
Maria Luisa Paolillo – PaperCut

Giuliano Leone

“Casa Museo Spazio Tadini, via Niccolò Jommelli (compositore negletto) 24, Milano:

  • una Casa che si apre con diverse chiavi, meglio se di lettura: di buon auspicio che lì in origine ci fosse una tipografia, luogo dove si dà forma alle parole;
  • un Museo dove è possibile gustare i trittici di un grande artista del Novecento assieme a ottime mezze maniche con l’anduja, cucinate per l’occasione dal figlio del medesimo – e magari dopo un reading alla Ferlinghetti con tanto di chewing-gum masticato tra le strofe;
  • uno Spazio che fa davvero il suo mestiere di Spazio: intanto quello di averlo, lo spazio, poi quello di darlo, e quindi – cosa non del tutto scontata anche per uno Spazio che di spazio ne ha – di darlo spaziando. Dalla pittura alla poesia, dalla saggistica alla narrativa, dalla musica e la danza alla fotografia … Ce n’è per tutti, ma anche cene per tutti, in perfetto stile conviviale (se poi il riferimento è a Dante, oltre all’olio extra-vergine di oliva, buono per ogni condimento, viene in mente che con il Convivio il Sommo celebrò la lingua “volgare” nel senso di accessibile al volgo, cosa che il latino non poteva essere: peccato ci siano tanti nel nostro Bel Paese che, ancora sette secoli dopo, non hanno approfittato dell’occasione …)

Photomilano, club fotografico milanese, di questa Casa Museo e Spazio è l’ultimo nato, che oggi compie già i due anni. Gruppo variegato, quindi eterogeneo, ma anche omogeneo all’occorrenza, persino transgeneo, inter-intra e ultrageneo a ben vedere, partorito dalla mente pirotecnica del Chief Commander, al secolo e per gli umani certo Francesco Tadini (sì, quello dell’anduja). E tirato su a sale e spezie, il Gruppo dico, tanto peperoncino e zenzero non solo nei piatti, con un mix di lapilli, lava incandescente e lingue di fuoco, si pensi, a fare da estintore. E la super-visione – a debita distanza per evitare ustioni di terzo grado – dei due pilastri (two pillars of wisdom, verrebbe da dire) della Casa, declinati, meno male, al femminile: Melina e Federicapaola, che per i curiosi fanno Scalise e Capecchi di cognome. Non è un Paese per vecchi, recitava il titolo del film … Beh, anche PhotoMilano non scherza. Basta vedere location visitate e gallery prodotte. Chapeau! ” Giuliano Leone, membro “anziano”, 25.06.19

Giuliano Leone
Giuliano Leone

Diego Bardone

Non ho mai amato i gruppi fotografici. Generalmente non li frequento, non mi danno stimoli e, spesso, servono solo per giocare a chi ce l’ha più lungo o, peggio, a ‘perdersi’ in inutili querelle. Quando Francesco Tadini ha creato il gruppo mi sono iscritto più che altro per curiosità. L’eccezione conferma sempre la regola, la mia curiosità è stata ampiamente ripagata. Alla Casa Museo Spazio Tadini mi sento come se fossi a casa, Francesco, Melina Scalise e Federicapaola Capecchi, sono diventati un sorta di seconda famiglia. Sono cresciuto molto in questi due anni, ho, grazie a loro, avuto ottime occasioni per mostrare la mia fotografia vagabonda e allegra. Non potrei chiedere nulla di più. Posso solo ringraziare loro e tutti coloro che fanno parte del gruppo. Persone speciali.

Diego Bardone
Diego Bardone


Claudio Manenti

Ho conosciuto lo Spazio Tadini visitando una mostra di un grande fotografo e da subito ho conosciuto il cuore pulsante Federicapaola Capecchi in veste di curatrice di una mostra parallela; immediatamente ho capito che questo non era solo uno spazio espositivo ma c’era molto di più.
Al nascere del gruppo Facebook PHOTOMILANO ho da subito aderito trovando tanti fotografi (diventati poi amici) con la medesima passione.

La prima mostra di 90 autori – nel settembre 2017 – è stata da subito il collante per fare gruppo e ogni volta che mi confronto con gli altri, portando a volte la mia piccola esperienza, mi accorgo che lo scambio spesso è a mio vantaggio, imparando sempre nuove cose e affinando la mia passione.

Il motore di questo Spazio / casa / gruppo sono Melina Scalise e Francesco Tadini che trasmettono passione e cultura in ogni evento o idea che propongono.
Da subito mi hanno accolto con gentilezza e stima, che io ricambio ogni volta che ci incontriamo, per una serata del Mercoledì, o durante un’uscita fotografica.

Claudio Manenti ©Geometrie Avvolgenti,  progetto “Milanoin8mm” , Maggio 2016
Claudio Manenti ©Geometrie Avvolgenti, progetto “Milanoin8mm” , Maggio 2016

Alina Migliori

Faccio parte di PhotoMilano da gennaio 2019 ma è come si ci fossi dal primo giorno di nascita, per come sono stata accolta calorosamente, sia nel gruppo di fb, sia fisicamente, agli incontri diMercoledì. Mi piace partecipare alla vita del gruppo, primo perchè ci sono veramente bravi fotografi e da quelli si può solo imparare e poi perchè è sempre pieno di eventi che danno la possibilità di mettersi in gioco con se stessi.

Alina Migliori
Alina Migliori

Danilo Borrelli

Per tutta la mia vita di fotografo ho desiderato trovare una realtà come PhotoMilano.
Mi piacciono le uscite di documentazione dei quartieri di periferia e tutte le volte in cui ci mettiamo a disposizione per iniziative generose. E naturalmente la Gemütlichkeit del gruppo in ogni circostanza.

Danillo Borrelli
Danillo Borrelli

Anna Roberto

PhotoMilano è uno spazio meravigliosamente “aperto”. Alle idee, alle sperimentazioni, alle diversità di sguardi, alla convivialità. Un luogo meno virtuale che reale, volutamente condiviso e per questo raro. Puoi farne parte o sfiorarlo appena, ma non puoi dimenticarne il senso di appartenenza e di accoglienza. Tutto è restituito con grande amore, professionalità e bellezza. Ed è solo l’umanità a poter salvare la bellezza.

Anna Roberto
Anna Roberto

Roberto Longoni

Ci sono dei momenti nella vita fotografica di una persona, professionista o per diletto, che lasciano il segno.

Magari non subito, ma poi, con il passare del tempo, capisci che qualcosa è cambiato da quel preciso istante nell’approccio che si avverte quando si fotografa: nel vedere il soggetto, nello svolgimento tecnico, nel gestire le situazioni che si presentano dinnanzi agli occhi e tante altre piccole problematiche.

Una data da ricordare: 7 agosto 2015.
Mai avrei immaginato che quel primo giorno all’Expo Milano avrebbe cambiato per sempre il mio modo di fotografare.
Nelle 14 volte che mi sarei recato ad Expo successivi a quel giorno per il progetto Archiexpo, sarebbe stato come passare da giocare una partita di pallone all’oratorio all’essere catapultato nella Champion. Tutto il mondo era presente, tutto il mondo palleggiava tra un padiglione e l’altro, tutti osservavano e venivano osservati.
È stato mettere in pratica tutta la conoscenza che avevo sviluppato negli anni precedenti, tutto il sapere veniva ora usato per poter lavorare in maniera sicura, decisa, senza tentennamenti e incertezze.

29 agosto 2017: un’altra data che ha segnato la mia esperienza fotografica, ovvero l’iscrizione a PhotoMilano.
Ancora Milano, la grande Milano, per chi come me arriva dalla provincia.
E ancora agosto: quando si è in ferie si dispone di maggior tempo per pensare al proprio hobby.
Anche stavolta non ci si rende conto subito del cambiamento in atto.
Un vero cambio epocale: come entrare nel rinascimento attraverso l’umanesimo lasciandosi alle spalle il medioevo.
Si acquisiscono fattori nuovi che accrescono la cultura dell’arte, in base alla quale l’arte, e in particolare l’arte fotografica, è vista non più come uno strumento, ma come una creazione che ha il proprio fine in se stessa e può essere apprezzata per i suoi contenuti intrinseci di bellezza e umanità. In questo modo incomincia un nuovo percorso di apprendimento culturale superiore al comune pensiero fotoamatoriale.

Tale processo diventa ancora più evidente con l’incontro di personaggi che ruotano attorno a spazio Tadini: da Francesco stesso a Diego Bardone, dai maestri riconosciuti Ferdinando Scianna, Joe Oppedisano e Maria Mulas ( solo alcuni dei giganti ) ma anche tanti altri professionisti e non dai quali puoi apprendere nozioni, dialogare e magari condividere una spaghettata. Falciola, Ciceri, Grignani, Biggi, Galimberti Alloni, Paolini, Cortellezzi…sono solo alcuni dei tanti fotografi, soci e amici con i quali passare piacevoli momenti sul web, ma sopratutto live.

E in questo contesto è ben comprensibile come la nascita di Photomilano sia avvenuto proprio in questo periodo dove i social network imperversano, ma qui c’è una bellissima sede dove incontrarsi realmente, dei gestori che fanno della cultura e dell’accoglienza i primi comandamenti. Prende quindi piede un’idea sostanzialmente diversa da quella tipica del fotoclub, centrata sull’uomo e sull’orgogliosa fiducia nei poteri della comunicazione e della fantasia creatrice tipica di Milano
Questa idea, attuata sotto diverse opportunità nel pensiero e nelle azioni di Francesco Tadini, ma anche di Melina Scalise e Federica Paola Capecchi, rappresenta un motivo di forte integrità nell’evoluzione culturale dei partecipanti, anche quelli poco attivi per lontananza o mancanza di tempo, dove il solo comunicare via internet, crea già un forte legame affettivo tra i partecipanti.

Photomilano: se non ci fosse bisognerebbe inventarla.
Grazie Francesco Tadini, nostro Capitano.
Con affetto, stima e amicizia.
Roberto Longoni.

Roberto Longoni
Roberto Longoni

Silvia Questore

Ma c’e’ una porta, là, sulla sinistra, che apre quel passaggio dal virtuale al reale. Timidamente la attraversi e, all’improvviso, il locale si anima, ogni cosa prende forma: le idee, i sogni, i progetti, le emozioni. Smetti di osservare, e, come se fossi lì da sempre, con la stessa sete di sapere, conoscere, imparare, condividere, crescere….. semplicemente, partecipi!

Silvia Questore
Silvia Questore

Roberto Ferrigno

Descrivere la mia esperienza in PhotoMilano non è facile, è complesso, perché tocca molti aspetti della mia vita: conoscere persone con interessi comuni, passare del tempo insieme a parlare di fotografia, ma non solo, dopo un pò si diventa amici, si parla, si condivide, si esce insieme a fare foto o solo per vedersi, come si fosse amici da sempre. L’aspetto dell’esperienza umana è certamente il più importante e coinvolgente, ma poi per me c’è anche il continuo miglioramento della percezione della fotografia come modo di comunicare, di sperimentare continuamente nuove situazioni, di vedere come altri più bravi di me riescono a trasmettere emozione, o semplicemente vedere come vedono occhi diversi dai miei. Le mostre fotografiche visitate insieme, i commenti illuminanti che ti fanno crescere. E’ un percorso che inizia e che piano piano ti coinvolge e di cui non riesci più a fare a meno. Tutto questo ed altro ancora è PhotoMilano.
Altro aspetto non secondario è lo spazio fisico dove tutto questo succede, lo Spazio Tadini, che conoscevo da prima, ma del quale non conoscevo i gestori, Francesco Tadini, Melina Scalise e Federicapaola Capecchi, che con generosità non comune condividono con tutti i membri di PhotoMilano non solo il bellissimo spazio ma dedicano tempo ed energia alla vita di PhotoMilano.

Roberto Ferrigno
Roberto Ferrigno

Giovanni Paolini

Ciao Francesco ti invio una delle mie foto che più amo il titolo è scontato “Urban vision ” e queste sono le mie impressioni sul nostro fantastico gruppo:

Sono venuto casualmente a conoscenza di questo splendido gruppo due anni fa , ho partecipato alla prima esposizione mitica di 100 fotografi milanesi , fantastica serata e fantastica gente. Tante cose sono successe da allora tante mostre , tanti incontri ! Io sono timido e non amo essere invasivo , ho bisogno di tempo per conoscere la gente, ma nel gruppo sono stato subito a mio agio , gente che ama la fotografia e che non si fa menate . Sono stato subito contagiato dall’ ambiente e faccio il possibile per esserci il piu’ possibile , Francesco Tadini, Melina Scailse e Federicapaola Capecchi sono persone uniche e speciali è sicuramente grazie a loro che questo Gruppo funziona !
Un saluto a tutti i Photomilanesi e grazie di esistere ! Giovanni Paolini

Giovanni Paolini
Giovanni Paolini

Giovanni Gianfranco Candida

…aka WallsOfMilano da 13 anni seguo la scena della streetart milanese. Per me, fotografo autodidatta e solitario, PhotoMilano è stata l’occasione per potermi confrontare con esperienze diverse, imparare e stupirmi in un ambiente stimolante, culturalmente elevato e accogliente. Anche grazie a Photomilano nell’ultimo anno ho allestito 3 mostre personali, partecipato a due collettive e sto per pubblicare il mio primo libro. Grazie e un Big Up a tutti i Photomilano, Francesco Tadini, Melina Scalise e Federicapaola Capecchi.

Giovanni Gianfranco Candida
Giovanni Gianfranco Candida

Luigi Alloni

Arte, cultura, passione, entusiasmo, idee, proposte, impegno, disponibilità, amicizia, divertimento, umanità = PhotoMilano!

Non sono né un artista né un intellettuale, ma adoro l’Arte in ogni sua forma ed espressione. Mi occupo di Fotografia da più di 50 anni, “militando” in diversi circoli fotografici ed associazioni fotografiche. Per molti anni queste organizzazioni mi sono andate bene, erano in linea coi tempi e le conoscenze. Ma, da qualche anno, non mi trovo più a mio agio in queste organizzazioni, perché sono troppo legate al passato e fanno una fatica incredibile a rinnovarsi; inoltre, sono organizzazioni piramidali, con regolamenti farraginosi e limitanti. Da tempo cercavo una realtà che non fosse così rigida e che avesse fantasia e voglia di rinnovamento. Con l’avvento dei social network si sono venuti a costituire una miriade di “gruppi” dedicati alla fotografia e non solo, ma per la maggior parte “virtuali”. Io avevo bisogno di qualche cosa che fosse reale, che avesse uno spazio fisico dove incontrarsi e lavorare. Due anni fa ho conosciuto PhotoMilano, un gruppo fotografico creato da Francesco Tadini, con la collaborazione di Melina Scalise e di Federicapaola Capecchi, che metteva a disposizione il proprio spazio fisico presso la Casa Museo Spazio Tadini, via Jommelli 24, Milano, le proprie conoscenze, la propria cultura artistica e la propria umanità. Una scoperta, una rivelazione, un risultato. Mi sono subito iscritto al gruppo ed ho cominciato a frequentare lo Spazio ed a partecipare alle innumerevoli iniziative dal vivo che Francesco Tadini ed il suo staff proponevano. Un grande ed immediato successo! In pochissimo tempo, il numero degli iscritti e dei partecipanti è cresciuto in maniera impressionante (ad oggi siamo in circa 3000). E’ ovvio che non tutti partecipano fisicamente (anche perché molti non vivono a Milano e dintorni), ma chi c’è è lo zoccolo duro del Gruppo e dà sempre un grande e fondamentale contributo.
Presso lo Spazio Casa Museo Emilio Tadini si respira arte e cultura, passione, disponibilità ed amicizia. Il Gruppo PhotoMilano è forse l’ultima espressione artistica entrata a far parte delle proposte dello Spazio Tadini, ma si è subito totalmente integrata con l’arte della pittura, della scultura, della poesia, della danza e della musica. Iniziative che, in questo senso, vengono proposte in continuazione.
Non mancano certo gli umani contrasti e le umane incomprensioni, ma presso lo Spazio Tadini si affrontano e si risolvono guardandosi negli occhi!!!
Purtroppo io sono un po’ misantropo e di umore altalenante, ma sono sinceramente felice e grato a Francesco Tadini , Melina Scalise, Federicapaola Capecchi e a tutti gli iscritti a questo Gruppo, per quanto sanno proporre e dare a ciascuno di noi.
Io credo che il futuro dell’arte e della fotografia in particolare sia in questa forma di aggregazione e di collaborazione. Grazie a tutti. Luigi Alloni

Luigi Alloni
Luigi Alloni

Laura Caligiuri

“Una sera di inizio giugno di due anni fa ho scoperto che in una Galleria d’ Arte puoi cenare a tavola con circa cinquanta persone sconosciute, mangiare pasta con una pummarola superba preparata dallo squisito padrone di casa, Francesco Tadini, chiacchierare di Progetti belli tra una ciliegia e un’ albicocca, ascoltare il “chi è chi” di ciascuno con un ottimo bicchiere di vino (ROSSO!!!)… e tornare a casa
propria con la sensazione di essere appena stata a trovare qualcuno in un luogo più che accogliente.
Grazie Francesco Tadini, Melina Scalise e Federicapaola Capecchi, e a tutti quelli che erano gioiosamente là.”
Lo scrissi poche ore dopo aver vissuto la nascita di PhotoMilano e… confermo!!!

Laura Caligiuri
Laura Caligiuri

Emanuele Cortellezzi

PhotoMilano, due anni di straordinario fotografare
senza retorica, senza cavilli e stucchevoli distinguo, solo confronto e condivisione, stimoli e critiche affettuose e pertinenti, occasioni per imparare e mettersi alla prova.
Tanti fotografi, ma tanti, e tutti in carne, ossa e fotografie, dal professionista rinomato all’ultimo dei fotoamatori o apprendisti tali, come il sottoscritto.
Forse il segreto sta in quelle mura, che non solo trasudano cultura ma te la fanno respirare grazie ai magnifici padroni di casa Francesco Tadini e Melina Scalise che hanno fatto dell’accoglienza una filosofia di vita per prolungare nel tempo la vocazione di quel luogo all’incontro delle menti e delle arti
buoncompleanno photomilano fortunato ed orgoglioso di esserci

Emanuele Cortellezzi
Emanuele Cortellezzi

Luisa Grassi

Fotografare in libertà infrangendo le regole, chiaro e scuro in controluce, all’orizzonte al primo piano.

Luisa Grassi
Luisa Grassi

Roberto Manfredi

Ho conosciuto Photomilano poco dopo la sua nascita, in un periodo in cui la mia passione per la fotografia, che covavo da tempi remoti, già si stava risvegliando. Photomilano e tanti generosi Photomilanesi hanno contribuito ad alimentare questa fiamma, offrendomi la loro amicizia e permettendomi di crescere insieme e condividere con loro l’interesse per la fotografia. Senza trascurare che così ho potuto apprezzare il loro lavoro, spesso interessante, talvolta notevole.
Personalmente non mi piacciono le classificazioni e le suddivisioni in generi: quando mi domandano “tu cosa fotografi?” rispondo provocatoriamente, ma non troppo, “quello che capita”. Ma se, per capirci, proprio dobbiamo riferirci a dei generi, dirò che da sempre amo la fotografia naturalistica, che non intendo come semplice documentazione e rappresentazione ma piuttosto come interpretazione. Grazie a Photomilano ho poi potuto cominciare a conoscere e praticare anche altri “generi”, come la fotografia d’architettura e la street e, soprattutto, quello che non rientra in alcun genere!

Roberto Manfredi
Roberto Manfredi

Nerella Buggio

PhotoMilano descritta con una sola parola è un’OCCASIONE.
Una grande occasione. Per conoscere gente appassionata di fotografia e con una grande passione per la vita, non potrebbe essere altrimenti, fotografare è un modo di raccontare le emozioni, i pensieri più nascosti, gli stati d’animo e il nostro sguardo sul mondo. Nella fotografia c’è tutto il vissuto di ognuno, se la foto è banale forse è lo sguardo di chi fotografa ad esserlo, ma se la foto muove un sentimento, un pensiero, risveglia una storia sopita allora vuol dire che è viva.
PhotoMilano è l’occasione di imparare dai Maestri, di confrontarsi tra amici, di conoscere fotografi, aspiranti fotografi, artisti della fotografia o amanti delle arti tutte, e quindi anche della fotografia.
“Essere di PhotoMilano” vuol dire essere sempre in – work in progress – perché si colgono le occasioni, si fanno sogni, ma anche progetti che guardano a Milano in ogni sua piega e nessuna città più di Milano in questo momento è un progetto in continua evoluzione, una città in fermento nella quale PhotoMilano si muove con sguardo curioso, attento e propositivo.

Nerella Buggio
Nerella Buggio

Corrado Formenti


Sono nel gruppo di Photomilano da praticamente gli inizi, prima dell’estate 2017 e subito sono stato catapultato nella prima iniziativa che era la Prima Mostra Collettiva, alla quale ho avuto l’onore di partecipare con una mia fotografia. Non avevo mai fatto una mostra e questo mi ha fatto molto piacere. Sono stato conquistato dallo spirito di condivisione ed amicizia che anima il gruppo, che si propone di creare eventi molto poco virtuali e molto reali, con incontri in sede o con ritrovi fotografici che si organizzano in vari contesti, piuttosto che davanti ad un piatto di spaghetti e un bicchiere di vino.

Ho avuto modo, ed ancora lo sto facendo, di migliorarmi attraverso il confronto sia fotografico sia personale con i tanti fotografi professionisti e non che ci sono in Photomilano. Ed ho avuto la possibilità di cimentarmi a scattare nei diversi eventi nei quali Photomilano era Media-partner.

Per me Photomilano rappresenta anche la possibilità di avvicinarmi ad una forma di arte che esula dalla semplice rappresentazione di quello che vedo, anche se per il momento devo confessare che molto ho da imparare su questo. Ma attraverso i corsi che organizzano su diverse tematiche, ma anche con la Vulcanica attività di Francesco Tadini che – Con Melina Scalise e Federicapaola Capecchi– anima Photomilano, spero di poter sviluppare un occhio particolare e di continuare ad esprimermi attraverso la fotografia.

Corrado Formenti
Corrado Formenti

Donatella Sarchini

Sono davvero molto felice di far parte del Gruppo PhotoMilano e di condividerne le iniziative, i progetti e le emozioni.
Un Gruppo in cui l’energia, lo spirito di innovazione e la grande carica emotiva di Francesco Tadini, ideatore e organizzatore del Gruppo, sono un elemento propulsore imprescindibile.
L’immagine fotopittorica che ho scelto non è un’icona atta a rappresentare me come autrice, perché in realtà ognuna delle mie opere mi rappresenta, per un motivo o per l’altro – e non vorrei mai, scegliendone una in particolare, dare un dispiacere a tutte le altre.
Perciò ho scelto quest’immagine in particolare per simboleggiare il mio rapporto collettivo con il Gruppo PhotoMilano, che è un’entità concreta e al tempo stesso fluida, il cui universo ruota attorno a un obbiettivo comune, ai mille racconti che la luce, illuminando il mondo intorno a noi, ci può ispirare.
Ciascuno di noi è un frammento di quel mondo policromo in movimento, in cui più sono i colori che vi partecipano, più è bello.
Questa mia immagine vuole simboleggiare l’accoglienza, la poliedricità e il dinamismo di un Gruppo in cammino armonioso verso un orizzonte di comunicazione, non solo visiva e artistica, tra gli esseri umani.

(Donatella Sarchini – 25 giugno 2019)

Donatella Sarchini
Donatella Sarchini

Antonio Fumagalli

Tutto è cominciato qualche Di Mercoledì fa, quando incuriosito da un lancio sulla presentazione dell’opera di alcuni fotografi, mi sono affacciato allo Spazio Tadini. Da allora ho saltato un solo mercoledì, ma ero giustificato. Cominciare a conoscere le opere degli altri di Photomilano, ascoltarli e conversare con loro è una delle più belle esperienze che mi siano mai capitate. L’opportunità di mettermi in gioco, consentirmi le esperienze di ripresa come nell’occasione di Sport senza Barriere (vedi foto) e la partecipazione ai WorkShop sono solo una parte della convivialità che caratterizza lo spirito del gruppo. Grazie

Antonio Fumagalli
Antonio Fumagalli

Roberto Crepaldi

PhotoMilano, una parola magica, una esperienza umana e fotografica unica che mi ha fatto crescere ed è stata uno stimolo a riscoprire la città dove sono nato 69 anni fa, si effettivamente avevo trascurato Milano in favore del magico mondo lacustre (in particolare il lago Maggiore) ora ho trovato il giusto equilibrio, complice il cambiamento in atto in questa grande città, rivivere i nuovi insediamenti e pensare come erano una volta crea a volte sconcerto e qualche dispiacere, ma la nostra città è sensazionale, uno stimolo a crescere e progredire in tutti i sensi, tutto questo grazie a questo grande gruppo, ci sono e ne sono orgoglioso. La mia immagine è l’emblema del cambiamento di Milano, la darsena l’ho vissuta da bambino, e la sua evoluzione rappresenta al meglio il connubio tra moderno e classico, l’anima milanese c’è ed è intatta, lo stile moderno ne ha conservato tutta la forza morale e culturale.

Roberto Crepaldi
Roberto Crepaldi

Daniele Fumagalli

“Imparare la Fotografia: oltre lo scatto”
Dopo molti, molti anni, ho ripreso a scattare foto per passione. L’input è arrivato percorrendo i diversi cammini di Santiago, con panorami spettacolari (poi ho scoperto Franco Fontana), lungo i viaggi nei capoluoghi d’Europa, tentando di avvicinarmi alla street photography (scoprendo Vivian Maier).
Fotografare per “raccontare”, “condividere”, ed “emozionare”.
Ma non basta.
Occorre andare oltre, e conoscere tutti gli aspetti della fotografia e non solo.
Per fortuna, tramite mio fratello Antonio, ho conosciuto Spazio Tadini e, successivamente Photomilano.
Dopo i primi timori di confrontarmi con “Fotografi”, con la “F” maiuscola, frequentando le sessioni “diMercoledi”, non posso avere altro che parole di grande stima, per il gruppo, e per coloro che lo coordinano con tutte le attività correlate.
Il motivo è molto semplice: incontri di enorme livello culturale, di alta professionalità, ma soprattutto, di grande umanità.
Un’esperienza di crescita culturale e umana con maestri dell’arte e della conoscenza!

Daniele Fumagalli
Daniele Fumagalli

Francesco Viceconti

Torri-Gratosoglio
Anche se non è una fotografia forte, che prende subito l’occhio estetico, è un’immagine sognante. Fotografia d’Architettura sì, ma che cerco di sporcare per renderla meno asettica, scientifica e lontana, usando pellicole morbide e carte ancor più setose per la stampa! La fotografia che cerco di portare avanti è l’indagine della città che parte da studi scientifici e teorici per essere poi filtrata dall’obiettivo che la racconterà sulla pellicola. Questo sono io tramite la fotografia è tramite essa sono arrivato a Photomilano. Quasi per caso, per presenziare ad una mostra a cui partecipavano degli amici e da lì non me ne sono più andato. La forza di questo club (anche se più che un club è un ritrovo di appassionati che poi diventano amici) è la naturalezza con cui si instaurano legami, professionali e non, e la facilità di interazione che si può avere con l’arte. Per me Photomilano è un rifugio in cui prendo del tempo per me, per arricchirmi e conoscere, ogni volta che varco la soglia del portone mi sento a mio agio e a loro agio sono i visitatori.

Francesco Viceconti
Francesco Viceconti

Mauro Lazzari

Milanese di nascita, milanese nel cuore e photomilanese di adozione fino dai primi giorni.
Un luogo che mi ha regalato la possibilità di conoscere nuovi amici dove la fotografia si lega a tutti gli aspetti dell’arte, dove a tutti è concessa la possibilità di mettersi in gioco senza venire tacciati come accade in molti circoli fotografici, dove l’incontrarsi è trovarsi in una grande famiglia, la mia fotografia …danza e spettacolo ma sopratutto la “fotografia”. Questa è la foto che è parte delle prima mostra di PhotoMilano

Mauro Lazzari
Mauro Lazzari

Gianpaolo Tampoia

PhotoMilano è una delle cose a cui devo dire grazie.
Grazie perchè qui i consigli e le critiche arrivano da tutti e per tutti
Grazie perchè mi ha fatto ritrovare il piacere di fotografare solo per il gusto di farlo
Grazie perchè i miei migliori scatti li sto facendo anche grazie a voi

Gianpaolo Tampoia
Gianpaolo Tampoia

Marco Simontacchi

Photomilano anima e melting pot.
Incocciai nei prodromi di Photomilano, non ricordo esattamente come e quando, prima che prendesse l’attuale forma e consistenza.
Vi è una sorta di magnetismo che vorticosamente ha attirato me e molti altri verso il centro, minimo comun denominatore la passione per la fotografia.
Non una fotografia in particolare, bensì l’atto stesso di immortalare qualcosa su un supporto, digitale o argentico che fosse.
Al centro del movimento, ben saldi sul ponte di comando, Francesco Tadini, Melina Scalise e Federicapaola Capecchi.
Catturare una immagine, se non atto compulsivo fine a se stesso, necessita di un fine e di una motivazione o dopo un po’ viene a noia e ci fa riporre l’attrezzo.
Il primo grande impegno che mi dette entrambe le cose fu l’omaggio a Emilio Tadini, la prima grande mostra collettiva del gruppo.
Più che gruppo scuola, con periodiche nuove opportunità e avventure.
Altri impegni e altre sfide, senza non si cresce, e si cresce ancor più rapidamente nel confronto con gli altri.
Qui si gioca la carta vincente: il confronto.
Photomilano è un robusto collettivo formato da individualità a cui non è richiesta omologazione ma piena espressione di sè e nella diversità crea un melting pot unico e irripetibile.
É un collettivo avanti con i tempi, un gruppo virtuale poggiato su un solido cooperativismo reale fatto di carne, ossa, cuori, menti e attrezzi che fungono da naturale antidoto alla nausea da iper individualismo.
Speriamo che sia il segnale di un nuovo periodo sociale e politico.
Foto rappresentativa: La campagna ad ovest (agfa Click II con Ilford Fp4 plus 125)

Marco Simontacchi
Marco Simontacchi

Flavio Savio

Frequento da poco lo Spazio Tadini e il gruppo Photo Milano: cercando la sintesi delle impressioni avute la trovo nell’idea di contaminAZIONI.

Accadono contaminAZIONI dove la storia evocata dal torchio per la stampa a caratteri mobili si affianca al megaschermo per le proiezioni delle serate diMercoledi, nell’accostamento costante tra pittura e fotografia e altre forme di espressione e tra le diverse sensibilità, nel confronto opinioni, stili e gusti delle persone che lo animano.

Le persone e le loro azioni.
Ho visto gesti gentili, amichevoli già dalla mia prima visita.

Ho vissuto uno spazio inclusivo, accogliente.

Azioni politiche, nel senso più nobile del termine: essere presenti, per raccontarli per immagini, a eventi cittadini non è solo palestra per chi ha da imparare o esercizio di bravura per chi può anche insegnare.
È esserci, è scelta di presenza nella pòlis, che ricorda le parole di un illustre milanese: libertà è partecipAZIONE.

A corredo di queste righe, simbolicamente, la mia prima foto publicata sul gruppo Photo Milano che ringrazio anche da qui: #ritrattodellalbero.

Flavio Savio
Flavio Savio

continua nelle prossime ore e giorni >> in pubblicazione altre testimonianze su PhotoMilano 🙂 …


Tam Tam A sPAZIO tADINI TRA ARTE E POESIA


Mercoledì 19 giugno alle ore 18 alla Casa Museo Spazio Tadini non mancate all’appuntamento con l’arte e la poesia di Tam Tam Bum Bum, librorivista internazionale che, nel secondo numero dedica un’intera sezione, a cura di Agnese Coppola, all’opera di Emilio Tadini. “Ho scoperto la Casa Museo Spazio Tadini in occasione della mostra Profughi e ne sono rimasta affascinata – spiega – ho quindi dedicato un’intera parte della rivista al tema del Profugo stimolata dalla mostra in corso a Spazio Tadini. Interessante il concetto di Profugo alla condizione dell’uomo, interessante l’arte che entra in gioco su un argomento d’attualità come questo come solo “l’arte” sa fare”.

19 giugno ore 18 a Spazio Tadini presentazione della libro rivista Tam Tam

Agnese Coppola ha amplificato la mostra Profughi di Emilio Tadini,che ha già visto coinvolti diversi artisti, con questa pubblicazione di taglio più letterario. Durante la serata conosceremo anche i suoi invitati a cimentarsi sul tema del profugo che sono anche fotografi e artisti, ma soprattutto poeti, i quali, hanno aggiunto nuovi spunti di riflessione sul tema.

Dal focus sul Profughi estenderemo l’attenzione anche sui contenuti e il senso di una rivista come Tam Tam che rimette al centro il dialogo tra poeti e artisti.

Infatti, la rivista Tam Tam Bum Bum vuole riproporre la poesia e la sua pluralità espressiva riprendendo lo scopo della rivista originaria fondata negli anni 70 da Adriano Spatola e Giulia Niccolai.

Oggi i curatori sono Barbara Bonazzi, Agnese Coppola, Elisa Longo, Enrico Ratti, Bruno Rullo, Anje Stehn, Mauro Toffetti, Tito Truglia.

Salone Spazio Tadini con la mostra Profughi di Emilio Tadini

CASA MUSEO in memoria di EMILIO TADINI- arte, cultura, eventi – Milano

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