Fuorisalone 2017- Intarsio in legno con l’arte di Lino Giussani


La Brianza è terra di falegnami ed è il distretto artigianale e industriale più popolato del settore. In quest’area lombarda non poteva che nascere e svilupparsi il talento creativo di Lino Giussani, artista dell’intarsio. La qualità della meticolosa fattura tanto quanto

il desiderio di sperimentare l’applicazione di questa tecnica su progetti sempre più complessi e liberi dagli stereotipi tradizionali, lo hanno portato oggi alla realizzazione di opere originali.

Presso la Casa Museo Spazio Tadini in occasione di un’esposizione legata alla maestria creativa dei designer italiani nella realizzazione delle camerette per ragazzi, Lino Giussani espone una serie di lavori, alcuni dei quali con attinenza al gioco e al mondo infantile.

Ogni tavola richiede ore di lavoro compositivo – spiega Giussani – perché c’è prima la scelta dell’essenza del legno in base al suo valore cromatico, poi il taglio e la composizione come un mosaico”.

Nella sala a lui dedicata sarà allestita una zona per far vedere al pubblico il modo in cui si svolge la tecnica dell’intarsio. Tecnica antica che vede la sua più ampia diffusione  tra la metà del Quattrocento e la metà del Cinquecento, essa consiste nella costruzione di un’immagine mediante l’accostamento di elementi di vario colore declinando materiali diversi. Esistono intarsi in legno, in pietra, in avorio, madreperla etc.

Per gli amanti di questa tecnica e dell’arte della lavorazione del legno la Casa Museo Spazio Tadini avrà in esposizione al piano superiore una riproduzione in scala reale della Camera da letto di Arles di Van Gogh realizzata dai maestri falegnami del consorzio San Luca e al piano inferiore la possibilità di completare le possibilità applicative del legno con il lavoro artistico di Lino Giussani.

Biografia

Lino Giussani Ph E. Conte

LINO GIUSSANI è nato nel 1952 a Lissone, dove vive e lavora. Ha frequentato giovanissimo le botteghe locali del legno. Dal 1967 al 1974 ha frequentato le scuole serali di disegno tecnico a Lissone e Monza, ma anche la Libera Accademia di Pittura a Bovisio Masciago.
Se nelle scuole ha affinato le tecniche di composizione e le logiche di uso e di accostamenti dei colori,  in bottega ha invece appreso come trattare il legno e come sfruttare dal punto di vista espressivo le sue caratteristiche. Giussani opera esclusivamente con il legno, ritagliando da sottilissimi fogli (di legno) colorati quei frammenti, in gran parte geometrici, che costituiscono le “tessere” di composizioni delle sue figure, dei suoi paesaggi, dei suoi racconti

A lui è stata dedicata una grande mostra presso il Museo di Lissone nel 2011.

 

 

Mostra:

Casa Museo Spazio Tadini

dal 1 al 16 aprile 2017

orari da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30

domenica dalle 15 alle 18.30

Sabato 8 e domenica 9 aprile apertura dalle 11 alle 19

Nina for the dogs – a sostegno degli animali


Fuorisalone 2017– dal 1 al 16 aprile Spazio Tadini Milano -Il Design solidale a sostegno degli animali è un’idea di Angela Resina che ha progettato NINA. E’ una riproduzione fedele del suo piccolo cagnolino che diventa simbolo dell’amore per i cani tra gioco e arredo design. L’esposizione presso la Casa Museo Spazio Tadini comprende la produzione artistica personalizzata da diversi artisti. La sua esposizione si colloca all’interno di un percorso espositivo dedicato al design dedicato ai bambini e ai ragazzi che inizia con l’esposizione della riproduzione del quadro La camera da Letto di Van Gogh realizzata da maestri falegnami per Max Camerette, la prima azienda ad aver progettato camere per ragazzi e termina con la mostra di Lino Giussani che realizza opere attraverso la tecnica dell’intarsio.

 

 

 

 

Nina for the dogs nasce a giugno 2015 da un’idea di Angela Resina.
Il progetto fonde la passione per l’arte, il design e l’amore per gli animali in un’unica creazione d’autore.
Da un canile siciliano Angela adotta una piccola cagnolina; Nina diventa la sua musa ispiratrice, cosi’ Angela disegna il primo
modello di Nina.
Dopo varie prove e test sui materiali, si realizzano i primi esemplari in miscele di resine e polveri di marmo, colore bianco.
Nina, piccola cagnolina di design e’ completamente un Made in Italy; ogni esemplare e’ realizzato da maestri artigiani
italiani ed e’ disponibile in diverse finiture superficiali che vanno dal colore bianco, a differenti coloriture ed effetti come
quelle oro, argento, bronzo e quella completamente trasparente fino alla versione piu’ preziosa con il mantello in foglie
d’oro.
Completano la collezione Nina for the dogs alcuni pezzi unici d’autore reinterpretati da artisti italiani.
Ogni Nina realizzata contribuisce al sostegno di strutture che si occupano e promuovono l’adozione dei cani abbandonati
in sud Italia.
Partecipazione:
– Mostra collettiva arte durante il Taormina Film Fest 2015 presso Belmond Grand Hotel Timeo di Taormina, Giugno 2015
– Mostra collettiva arte “ Anamorfi/Forme e Percezioni” presso Palazzo Ducezio di Noto, Agosto 2015
– Vogue Fashion Night Out 2015 presso Atelier Gambari di Milano
– Mostra collettiva arte e design “Silence” presso il MAD (Milano Art Design) del Nhow Hotel di Milano, Novembre 2015-
Marzo 2016
– Mostra collettiva arte “Ciao Dolcezza” con Accademia di Brera e Universita’ di Pollenzo presso Art Design Box di Rho,
Dicembre 2015
– Affordable Art Fair 2016 in collaborazione con KoArt Gallery, Febbraio 2016
– Fuori Salone del Mobile 2016 in via Tortona, Aprile 2016

Casa Museo Spazio Tadini

dal 1 al 16 aprile 2017

orari da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30

domenica dalle 15 alle 18.30

Sabato 8 e domenica 9 aprile apertura dalle 11 alle 19

ingresso 5 euro.

Visita guidata su prenotazione 8 euro.

Mostre fotografiche: Marco Tagliarino racconta Storie di Molti


Una mostra di due giorni (18 e 19 marzo) per proporre un punto di vista del reportage di viaggio attraverso l’occhio di Marco Tagliarino.

Orari dalle sabato 15.30 alle 19.30 , domenica 15-18.30.

“Quello che cerco mentre sono “al lavoro” (anche se per me la fotografia è una passione e non un lavoro) sono gli sguardi delle persone, i costumi, il modo di vivere, la naturalezza – racconta Tagliarino -. Ritengo che tutto questo, per funzionare in una fotografia, debba essere inserito in un contesto ambientato che in taluni casi è più importante dei soggetti stessi.
Infine, le ultime tre cose che rendono una fotografia unica sono la luce ambientale, il punto di ripresa, e la spontaneità dei soggetti ritratti. Non uso mai il flash. Non chiedo mai che le persone riprese si mettano in posa, anzi cerco sempre di fotografarle mentre si dedicano ai loro affari quotidiani cercando di essere meno invadente possibile, anche se usando focali come il 24mm, il 35mm e il 50mm non è affatto semplice”.

L’occhio curioso del fotografo si unisce a quello del turista alla scoperta dei costumi e delle tradizioni. E’ così che Tagliarino si allontana dalla Street Photography per guardare oltre i confini e raccontare stimolando una visione non solo documentativa. Infatti ama lavorare sui soggetti in post produzione, come lui stesso dice “ho cominciato ad imparare ad osservare la realtà non più solo attraverso i miei occhi ma “immaginandola”” e il risultato è fatto di scatti che non perdono mai il loro valore documentale, ma acquisiscono atmosfere e suggestioni.

L’esposizione a Spazio Tadini propone un doppio percorso: il bianco e nero e quello a colori. Due mondi che per Tagliarino viaggiano in parallelo: “Amo le fotografie monocrome dotate di carattere. Per questo motivo amo lavorare al limite dell’istogramma toccando tutte le gradazioni di grigio senza però eccedere in termini di contrasto e nitidezza”.

La mostra sarà ospitata in una delle sale della Casa Museo Spazio Tadini e i visitatori potranno completare il percorso con una visita alla mostra  a cura di Federicapaola Capecchi Francesco Cito e la fotografia di Reportage che è ospitata nelle altre sale.

Un week end a Spazio Tadini all’insegna della fotografia dando spazio a soggetti,  percorsi  ed esperienze  diverse.

 

BIOGRAFIA

Marco Tagliarino nasce a sesto san Giovanni il 14 marzo del 1977. Dopo il diploma da perito elettrotecnico si scrive ad ingegneria aerospaziale al politecnico di Milano, ma per ragioni economiche accelera il suo ingresso nel mondo del lavoro. La passione per la fotografia arriva in età adulta, quando riceve in regalo una macchina fotografica compatta che inizia a utilizzare quasi per gioco è che ben presto abbandona per la sua prima reflex Canon.  Da assoluto autodidatta, si documenta attraverso blog e forum di fotografia per migliorare la tecnica e al contempo scatta continuamente senza selezione per alcuni anni fino a trovare la sua predilezione per i volti e il catturare le persone in scene di vita quotidiane. Alla passione per la fotografia si unisce quella per i viaggi che  diventano meta fotografica oltre a svago e scoperta culturale in compagnia di sua moglie.

Fuorisalone 2017 ed entri nella camera dal letto di Van Gogh a Spazio Tadini


Presso la Casa Museo Spazio Tadini, in via Jommelli 24, dal 1 al 16 aprile, nell’ambito del Fuori Salone del Mobile, Milano 2017, viene esposta a grandezza reale la riproduzione del quadro La camera di Arles, di Vincent Van Gogh.

Un’opera d’arte nota in tutto il mondo riprodotta dall’abilità di artigiani del Consorzio S. Luca del capoluogo piemontese e da Arredare In, azienda con sede a Torino. La camera è esempio dell’abilità artigiana che contraddistingue il Made in Italy che, in questo caso, ha richiesto una particolare attenzione anche nella ricerca di riproduzione dei colori prediligendo quelli ecologici. Arredare In predilige la filiera artigianale italiana e ha portato in Italia, quarant’anni fa, ispirandosi al fuorisalone 2017, il concetto di “cameretta”, come luogo dove vivere, crescere, studiare.

Accanto al quadro di Van Gogh, nel quale il visitatore può liberamente “entrare”, si affianca una cameretta dei nostri giorni per mettere così a confronto ieri e oggi, il passato e la tecnologia attuale dove la cameretta, luogo di vita e crescita per i giovani, diventa anche capacità di saper utilizzare e riutilizzare gli spazi, spesso ristretti delle case moderne.

Un confronto passato – presente che ci coinvolge nell’evoluzione dei tempi e delle abitudini, in un vortice culturale di rara suggestione.

In questo modo, Arredare In, fondata e gestita dalla famiglia Teifreto, azienda con una lunga storia sui mercati e una grande specializzazione nella creazione delle camerette più funzionale e vivibili, dà ai visitatori del Fuori Salone, una testimonianza di come il mobile possa essere, oltre che tecnologia e funzionalità, anche cultura e divulgazione.

Su tutto, regna l’atmosfera senza tempo di un luogo sinonimo d’arte e cultura come Spazio Tadini, da molti anni testimone del far conoscere e divulgare l’arte e la cultura a Milano.

I visitatori seguiranno un percorso che li accompagna a conoscere quando e come è stata introdotto la camera per i ragazzi nelle case degli italiani. Scopriranno l’abilità artigiana di maestri falegnami, la capacità di trasformazione e innovazione degli spazi dell’abitare per i ragazzi, la dimensione del gioco con l’esposizione di NINA, un cagnolino tra l’arte e il design, e il lavoro artistico di intarsio di Lino Giussani.

A completare il percorso la presenza di lavori indimenticabili del maestro Emilio Tadini come il quadro “La camera da letto” che ha rappresentato la cultura italiana presso la Casa della cultura Italiana a Parigi per sette anni e l’opera dedicata a Pampurio il personaggio del Corriere dei Piccoli.

Arredare In – Max Camerrette insignita del premio Chiave a Stella nel 2010 (premio istituito da Fondazine Magnetto, quotidiano La Repubblica e associazione piccole e medie imprese di Torino e provincia per capacità di esprimere e coniugare innovazione e tradizione sia per eccellenza del prodotto e valorizzazione del territorio in Italia e all’estero). L’azienda nasce negli anni Settanta, fondata da Ersilio e Pina Teifreto nel centro di Torino. Nel 1978, diventa azienda specializzata e nel giro di un decennio diventa leader. Nel frattempo, si sposta in uno spazio molto ampio, vicino all’aeroporto di Torino,  una ex fabbrica di vernici che bonifica e che diventa la sede dell’azienda e show room, dove si trova tuttora. Da circa dieci anni al timone dell’azienda c’è il figlio della coppia fondatrice, Massimiliano Teifreto.

http://maxcamerette.it/

Fotografia: Photo Pocket Exhibit dal 8 al 12 marzo 2017


Gieffesse a Spazio Tadini

Fotografia. Inaugura mercoledì 8 marzo 2017 la PHOTO POCKET EXHIBIT di Gieffesse fotografia, fondato nel 1979 da Antonio Grassi. 6 soci di Gieffesse e 5 storie di volontariato e di umanità.

Riprende il ciclo di Pocket Exhibit a Spazio Tadini. Mostre di breve durata (da mercoledì a domenica), che danno spazio ad una o più storie, racconti, idee. Sono molti i Circoli fotografici che accolgono una foto documentazione spontanea, fatta direttamente da cittadini e da foto amatori. Spazio Tadini vuole dare un’opportunità di confronto con un pubblico e di visibilità anche a loro.

Storie che non sarebbero commissionate da testate editoriali o documentate da fotoreporter, ma che hanno lo spazio e l’interesse di chi vive direttamente un territorio.

gieffesse

Nerella Buggio racconta il Banco Alimentare di Lombardia “Danilo Fossati”

Roberto Testini espone alcune fotografie di Barabba’s Clown

Fabio Cintura racconta una giornata di Ciupa e Fischietto i Dottor Sorriso

Mauro Conti e Maria De Toni propongono N.O.P.C. E NO – X -RAY

Gianluca Colonnese propone Puliamo il mondo

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CASA MUSEO SPAZIO TADINI

PHOTO POCKET EXHIBIT

GIEFFESSE FOTOGRAFIA

8/12 MARZO 2017

Apertura al pubblico: da mercoledì a sabato dalle 15:30 alle 19:30; domenica dalle 15 alle 18:30; lunedì e martedì: chiuso. Possibili visite guidate e su appuntamento

Ingresso € 5

Nelle sale della Casa Museo Spazio Tadini è in corso fino al 26 marzo 2017 la Mostra Francesco Cito e la fotografia di reportage, a cura di Federicapaola Capecchi, che vede esposte le fotografie del grande maestro Francesco Cito e di 8 reporter selezionati per l’occasione.

L’ultimo saluto a Luigi Pestalozza


In una sala gremita di gente al cimitero di Lambrate in questo sabato assolato è stato dato l’ultimo saluto a Luigi Pestalozza. Presenti l’assessore Del Corno a nome dell’amministrazione comunale, i rappresentanti dell’Anpi, tanti amici, tantissimi musicisti. Letto un ricordo del suo caro amico Giorgio Napolitano. Un saluto commosso e sentito non solo dal figlio e dai famigliari. Si sono susseguiti interventi per più di un’ora e mezza e altri ce ne sarebbe stati per non lasciarlo andar via. Ma così è stato. A Spazio Tadini lui diceva di sentirsi “a casa” e ci disse che per il 2018 voleva organizzare ancora un paio di concerti qui da noi perchè era come stare in famiglia. Ed era vero.

Ci ha regalato momenti di musica indimenticabili, ma ci è stato vicino anche come amico, come un padre, a me e Francesco insieme alla sua adorata Miki. L’ultimo concerto lo ha presentato da noi. La rassegna Musica Lontana? E’ stata l’ultimo suo impegno finalizzato a guardare oltre i confini, alla scoperta di suoni e suggestioni per sfuggire, come sempre ha voluto, a qualsiasi forma di conformismo che non fosse quello della difesa della democrazia e dei diritti civili, a suo modo, con le sue scelte di campo. All’ultimo appuntamento il 15 dicembre 2016 con ospiti i musicisti lapponi non ce l’ha fatta a venire di persona. Fortemente debilitato ha tuttavia trovato ancora una volta il modo per esserci, per telefono e tramite un video girato velocemente, in extremis,  da uno dei musicisti che lo hanno aiutato nell’organizzazione. Noi ringraziamo per questo video che oggi abbiamo deciso di pubblicare per ricordarlo così come avrebbe voluto, pronto a salire su un palcoscenico a parlare di musica e società per sempre.

La sua lucidità di analisi, l’instancabile bisogno vitale di poter essere sempre vigile e partecipe al mondo sono un esempio per tutti. Caro Luigi  così sei meno lontano.

Grazie

Melina Scalise e Francesco Tadini, fondatori di Spazio Tadini

Siamo tutte Artemisia – Donne dell’arte raccontano


In occasione della Festa della donna, il 3 marzo alle ore 18.30 la Casa Museo Spazio Tadini  vi propone un modo nuovo di pensare alle donne invitandovi a prendere parte a Siamo tutte Artemisia registrazione del primo talk show che sarà pubblicato sul canale web Milanoartexpo per la regia di Francesco Tadini, la cura di Melina Scalise e la conduzione dell’opinionista e conduttrice televisiva Ketty Caraffa nonchè autrice dell’omonima rubrica sulla webzine Milanoartexpo che parla di professionalità e vittorie al femminile (vedi)

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OSPITI

Milano Arte
Fausta Bonfiglio nel suo laboratorio

Fausta Bonfiglio, racconta la sua esperienza di donna scultrice e insegnante in un settore dominato dagli uomini. La sua arte è sempre stata incentrata sul ruolo della donna nella relazione di coppia e nella società e conduce un laboratorio di scultura rivolto alle donne. L’arte è la sua professione e la sua famiglia.

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Rosanna Forino, è stata prima artista italiana ad essere invitata a Mosca dopo la caduta del muro di Berlino. Ed era tra i selezionati artisti “informali” seguiti da Zita Vismara, la prima donna che a Milano aprì una galleria d’arte a cui Spazio Tadini e lo Spazio Pestalozzi dedicarono una mostra omaggio dal titolo:  “Anni 70: L’ Arte e le donne”.mostra Milano in arte dal 1945 al 2015 Anni 70 le donne e l'arte tutto

 

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1978 Giuliana Maldini
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2009- Giuliana Maldini per La mostra di Spazio Tadini I muri dopo Berlino a cura di Melina Scalise e Francesco Tadini

 Giuliana Maldini, fumettista autrice di libri e fumetti fin dagli anni 70’ . Portavoce dei diritti delle donne e instancabile e ironica osservatrice dei paradossi della vita di coppia.
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Francesca Magro, artista e insegnante d’arte che sviluppa tra disegni e dipinti il tema del corpo “rifatto” e automatizzato in cerca dell’eternità tra natura e artificio.

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Chiara Canali curatrice d’arte contemporanea e mamma
Pigozzi

Laura Pigozzi, psicoanalista, scrittrice e artista indagatrice del femminile oggi nelle sue numerose sfaccettature: figlie, donne, madri, matrigne e “creatrici d’arte”.

 

 Alla fine del dibattito sarà offerto un aperitivo.

Ingresso 5 euro

 

www.milanoartexpo.com

 

Video della mostra di Tobia Ravà a Spazio Tadini


Ci sono mostre che quando se ne vanno lasciano un vuoto. Così è quella di Tobia Ravà che era riuscita a riempirci lo spazio di numeri attraverso le immagini. Le sue opere sono uno stimolo continuo alla ricerca del senso del mondo e delle cose. Con Tobia ci siamo avvicinati a una fetta di interpretazione della realtà che non ha lasciato nessuno spettatore nell’indifferenza. Il suo raccontare il mondo come il risultato di una relazione stretta tra numeri e parole ci ha avvicinato ad alcuni arcani della Kabbalah e della Ghematrià, ovvero della corrispondenza tra lettere e numeri partendo dall’alfabeto ebraico. Ma ci ha anche ricordato che il mondo sta a delle regole, matematiche e fisiche e che il linguaggio di appartenenza con cui lo conosciamo e riconosciamo è parte integrante della nostra visione, ovvero dell’immagine che abbiamo di esso. Tobia è partito dallo studio della Kabbalà di Luria, noi, potremmo partire da una riflessione anche superficiale della fisica e del linguaggio per riconoscerci comunque in un’opera di Tobia Ravà come appartenenti ad un tutto che è l’Universo. Dall’antichità ad oggi, non smetteremo mai di cercare un senso delle cose e dietro ogni chiaroscuro c’è la nostra volontà di scegliere il buio o la luce. Per non dimenticare la mostra di Tobia e delle sue suggestioni ecco il video ricordo.

CASA MUSEO in memoria di EMILIO TADINI- arte, cultura, eventi – Milano

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