Leonello bertolucci e federicapaola capecchi: fotografare la danza DAL 22 al 24 novembre 2019


La fotografia di danza e la fotografia di spettacolo tornano a Spazio Tadini Casa Museo che, fin dal 2013 ha visto nascere e svilupparsi questa idea di Federicapaola Capecchi.

Dal 22 al 24 novembre 2019 in una tre giorni full immersion un Laboratorio per fotografi consentirà di apprendere e approfondire molto della foto di scena e più specificamente delle foto di danza. Il laboratorio è strutturato attraverso teoria e pratica, consigli, confronti e sperimentazioni.

Con Leonello Bertolucci, specializzato sulla foto di spettacolo si svolge la parte teorica e di tecnica fotografica.

Con Federicapaola Capecchi, nella sua duplice veste sia di coreografa-danzatrice che di curatrice di fotografia, proveremo a non guardare dal di fuori il movimento ma a esservi dentro, fors’anche a danzarlo, per poter poi saperlo restituire onesto e vero, in una fotografia di racconto e di senso e non in una fotografia puramente estetica.

Il fotografo ospite (di volta in volta cambia) partecipa alle sessioni con danzatori e i fotografi del laboratorio apportando in fase pratica e di consiglio operativo non solo la sua personale esperienza nel campo ma anche e soprattutto la propria visione.

INFORMAZIONI DETTAGLIATE QUI

FOTO DI ALICE BELLATI

libri d’arte: Franca Maschio con Miano editore


Presentazione della monografia d’arte “Sentimento e Incisività” dell’artista Franca Maschio con prefazione di Laura Serena e Michele Miano, sabato 30 novembre alle ore 18.30 presso la Casa Museo Spazio Tadini, via Jommelli, 24 a Milano. Un’occasione per parlare di pittura ed entrare nel merito di un progetto artistico.

Presenterà il lavoro l’editore Michele Miano e Franca Maschio per l’occasione presenterà dal vivo alcuni lavori.

La collana “Esempi di arte moderna  racchiude la più significativa esperienza dell’attività editoriale in ambito artistico di questa Casa Editrice. La collana pubblicava già negli anni 70,  80 e 90   monografie degli artisti più rappresentativi dell’arte contemporanea quali ad esempio:  Giovanni Conservo, Giovanni Blandino, Gianfranco Testagrossa. Franca Maschio, già trattata nell’opera storica Lexicon dell’Arte italiana pubblicata da questa casa editrice negli Anni 70, con il volume  Sentimento e Incisività si rivolge al pubblico più sensibile con i suoi dipinti più significativi, confermando la volontà di condividere il progetto editoriale di questa casa editrice in una visione più ampia. La ricerca artistica di Franca Maschio è una esigenza interiore, è una volontà di trovare nuove ispirazioni, di cogliere nuovi nessi e legami intimi fra le cose, è capire meglio la realtà che ci circonda. In questa ottica diventa fondamentale anche la ricerca storica, lo studio delle tradizioni popolari. L’arte è studio dell’uomo e della natura. Ma anche l’uomo e la storia sono un connubio inscindibile. La storia è realizzata e raccontata dagli esseri umani, in questa dimensione si fondono tanti elementi. La storia è fatta dei grandi eventi ma anche da tante piccole storie, da tanti episodi di un microcosmo sconosciuto, da culture popolari, da tradizioni. Se da un lato la pittrice recupera i valori tradizionali di un mondo ormai perduto, dall’altra si rende conto che l’uomo moderno soffre di solitudine: di una solitudine demoralizzante, angosciosa, di una solitudine psicologica, di natura morale e spirituale, una difficoltà a comunicare con gli altri.

Un percorso artistico che abbraccia mezzo secolo quello di Franca Maschio, e che ha ancora tanto da dire e da raccontare alle nuove generazioni.

FRANCA MASCHIO, SENTIMENTO E INCISIVITA’, prefazione di Laura Serena e  Michele Miano, nella collana  Esempi di arte moderna,  GUIDO MIANO EDITORE, pagg.  88, con riproduzioni a colori, Euro 18,  settembre 2019.

Andrea Cattania a Spazio Tadini con Miano editore


Una doppia presentazione editoriale sull’opera di Andrea Cattania a cura di Miano Editore. Sabato 16 novembre ore 18.30 alla Casa Museo Spazio Tadini in via Niccolò Jommelli, 24 Milano. SArà presentato il volume monografico Analisi ragionata dei saggi critici riguardo Andrea Cattania a cura di Enzo Concardi, inserito nella collana Il Cammeo e il libro “Andrea Cattania, I Colori delle Parole con la prefazione di Rossella Cerniglia inserito nella collana Parallelismo tra le arti. Saranno presenti, l’autore, l’editore Michele Miano, Enzo Concardi , poeta e critico letterario della casa editrice e Luca Monticelli che accompagnerà la lettura poetica.

ANALISI RAGIONATA DEI SAGGI CRITICI RIGUARDO ANDREA CATTANIA

Gli strumenti di lavoro disponibili nell’ambito della ricerca bibliografica non esauriscono sempre le esigenze di saggisti e storici della letteratura. D’altra parte il rinnovato interesse verso le nuove poetiche, le motivazioni e gli autori d’oggi induce a valutazioni polivalenti, raffronti e analogie. In tal senso i profili bibliografici di questa collana, la cui parte centrale è spesso costituita da un’ampia antologia critica, intendono offrire un contributo allo studio e alla interpretazione estetica di poeti e narratori contemporanei.   Già nel libro di  Andrea Cattania  Paesaggi e amore (2018) edito da questa casa editrice veniva inserita nell’ultima parte una rassegna antologica essenziale dei contributi critici, come supporto al lettore per individuare chiavi di lettura interpretativa dei significati più riposti del suo messaggio poetico. Con la presente pubblicazione s’intende ampliare tale discorso, rendendolo più completo, sia dal punto di vista quantitativo che sotto l’aspetto storico-filologico, dal momento che tutto il materiale prodotto dalla critica è stato analizzato in relazione alle principali  tendenze  contemporanee, alle metodiche d’indagine e di classificazione, ai risvolti comparativi testuali, alle esegesi delle diverse scuole di pensiero. La collana Il Cammeo analizza autori che possono vantare un’attività letteraria di rilievo, con una continuità temporale ininterrotta e, soprattutto, con esiti qualitativi di alto livello, come nel caso di Andrea  Cattania.  Infatti l’autore in questione non solo ha ottenuto recensioni e valutazioni più che lusinghiere, ma anche diversi libri di poesia sono stati tradotti in lingua straniera, comparati nelle tematiche più significative a scrittori di dimensione europea e a maestri del  Novecento italiano. Le sue liriche sanno coniugare il “cosa dire” con il “come dirlo”, risolvendo l’eterno problema del rapporto tra forma e contenuto, che è sempre stato ed è uno dei problemi centrali della riflessione di filologi e critici di ogni tempo.

ANDREA CATTANIA, I COLORI DELLE PAROLE

La monografia “I COLORI DELLE PAROLE” è un significativo connubio tra i testi poetici di ANDREA CATTANIA con varie opere pittoriche, confermando la volontà di condividere il progetto editoriale di questa casa editrice in una visione più ampia. L’obiettivo è quello di rafforzare la tensione a comuni intenti tra autore e pittore, dove le tematiche dell’autore sono messe in parallelo alla fonte di ispirazione dell’artista.

L’arte come strumento di verità per lasciare il proprio messaggio nella caducità e precarietà del nostro vivere terreno. Arte come anelito di vita e giustificazione alla nostra breve esistenza. Arte come strumento che giustifica il significato del nostro breve esistere. Arte come scrittura, arte come raffigurazione pittorica, ma anche fotografica. In ciò risiede il profondo significato della collana Parallelismo delle Arti: una poesia supportata, impreziosita, incastonata, valorizzata da riproduzioni artistiche vive, palpitanti, nel segno della condivisione dei valori imperituri di tutte le arti. Poesia come pittura e pittura come poesia.

Questa nuova pubblicazione dell’ingegnere Andrea Cattania,  dal titolo I COLORI DELLE PAROLE, è costituita da liriche inedite e da versi scelti da raccolte precedentemente pubblicate.

Il titolo non ci indica in concreto il tema di questi versi, ma l’anima di essi, dal momento che una molteplicità di spunti prende vita nell’opera a dire come l’amore, il pensiero e gli accadimenti tutti dell’esistere si intreccino a formare un reticolo di rimandi che costituisce la ricchezza stessa della nostra realtà.

Il tema amoroso è preponderante e condensato attorno alla figura di una donna, la moglie Lila, alla quale il poeta ha dedicato versi dolci e appassionati mentre era in vita, e altri, toccanti e intrisi di un amore sconfinato e di un profondo sentimento nostalgico, dopo la morte di lei. In questi ultimi, che hanno il titolo di Lila è tornata, l’immagine della donna acquista la centralità e il senso di un’icona che il poeta pare devotamente custodire dentro il sacrario della propria anima. Tuttavia, anche le altre raccolte sono pervase della sua aura: una presenza sottile, che pure emerge perennemente viva dal sentimento e dal ricordo del poeta.

Andrea Cattania ha pubblicato vari volumi tra cui ricordiamo almeno i più recenti: Tra natura e tensione metafisica (2015), Il gioco degli specchi (2016), Da qui ai margini del tempo (2016), Immagini del tempo (2017 in due volumi con traduzione delle poesie in tedesco, spagnolo , francese e inglese), Paesaggi e amore (2018), La natura delle cose (2018).

Analisi ragionata dei saggi critici riguardo ANDREA CATTANIA,  nella collana Il Cammeo Guido Miano Editore – Milano , pag 78, Euro 22   dicembre  2018.

I COLORI DELLE PAROLE di ANDREA CATTANIA prefazione di Rossella Cerniglia , nella collana  Parallelismo delle Arti,  GUIDO MIANO EDITORE, pagg.  79, con riproduzioni a colori, Euro 24, settembre 2019.

Electroclassic festival alla casa museo spazio tadini


Due appuntamenti, dell’ElectroCLassic festival alla Casa Museo Spazio Tadini il giovedì 21 novembre 2019 ore 21 con Infinito con letture poetiche di Paolo Lagazzi e il laboratorio d’informativa musicale e UNIMI. Giovedì 28 novembre 2019 ore 21 – ingresso con libera offerta a sostegno delle attività culturali.

La Casa Museo Spazio Tadini è lieta di ospitare la prima edizione milanese di un Festival che mette in dialogo le tecnologie digitali con gli strumenti acustici estendendo le potenzialità timbriche.

Electroclassic Festival è ricerca sul suono in senso armonico e creatività per un pubblico curioso alla ricerca di musiche nuove di qualità.

Electroclassic Festival si svolge a Milano, all’interno di spazi culturali differenti, tutti caratterizzati da un’apertura alla contaminazione e alla multidisciplinarietà artistica.

La Casa Museo Spazio Tadini non poteva dunque mancare a questo appuntamento con la musica, la sperimentazione e la contaminazione tra i linguaggi.

  • Il primo appuntamento è il 21 novembre ore 21 con un percorso tra musica e poesia.

INFINITO
Paolo Lagazzi (letture poetiche) +
LIM Laboratorio d’Informatica Musicale UNIMI (ri-letture musicali)

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Come si legge una poesia? Quanti modi di leggerla sono possibili e come si esprime l’arte di passare da uno all’altro di questi modi? Suggerito da una lezione tenuta da Paolo Lagazzi presso l’Università Cattolica di Milano, l’evento mette in relazione differenti modalità di lettura di una stessa poesia riconducibili ad analoghe modalità interpretative di una composizione musicale. Le caratteristiche dinamico/espressive delle letture di Lagazzi vengono applicate a una partitura musicale attraverso algoritmi creati appositamente dai ricercatori del LIM… con alcune sorprese. (scopri di più e registrati all’evento)

  • Il secondo appuntamento giovedì 28 novembre ore 21

THE SHAPE OF SOUND
Maria Luisa D’Eboli (action painting) +
Piero Chianura (elaborazioni elettroniche di sorgenti acustiche)

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La magia del suono racchiusa in un dipinto o il suono che guida il crearsi della tela?

Le note prendono forma in un viaggio emozionante che dalla musica confluisce sulla tela. L’esperimento di ascoltare e ascoltarsi, per poi utilizzare il pennello come strumento per fissare i vari stati d’animo su un’opera d’arte, nasce dalla profonda passione della D’Eboli per la musica. Il progetto The Shape of Sound che ha già coinvolto numerosi musicisti classici si contamina con i brani di Piero Chianura che elaborano suoni acustici e naturali, trasfigurandoli con l’elettronica. Un live set che accompagna il live painting in un dialogo astratto e minimale, fatto di bianchi o neri cangianti su tele di ampie dimensioni. L’abbondanza di colore crea superfici materiche, che ondeggiano come vibrazioni musicali o solchi di vinile, realizzati con un pennello fuori scala che cattura nel colore l’ondeggiare delle frequenze. (per maggiori info e iscrizione alla serata)

Giuliano Leone mostra fotografica Crossroads in-croci


Mostra fotografia di Giuliano Leone CrossRoads In-croci dal 25 ottobre al 24 novembre 2019 presso la Casa Museo Spazio Tadini inaugurazione 25 ottobre. Inaugurazione 25 ottobre ore 18.30 ingresso libero.

“Ci sono reportage che ci informano di un fatto. Ci sono fotografie che, oltre ad informarci di un accaduto sono capaci di sintetizzare il senso di una serie di fatti. E ci sono immagini che riescono a mostrarci – svelandolo, in qualche modo – un senso universale racchiuso in una serie di accadimenti che si sono svolti in un territorio e in un tempo circoscritti.

Giuliano Leone – con le 40 fotografie del progetto Crossroads In-croci  –  riesce a emozionarci a tal punto da farci riflettere.

La riflessione – e la nostra stessa riconoscibilità in quella immagine riflessa – parte da due pratiche ricorrenti: quella della cruenta preparazione del pesce per il mercato e quella della partecipazione di massa al culto Cristiano della Madonna Bianca di Portovenere.

Una prassi igienico-alimentare e un rito di redenzione e rinascita sono accostati come capitoli della stessa storia. Tappe di fondazione di una civiltà territoriale (quanto ci dicono della Liguria!) e, allo stesso tempo, particelle elementari di ogni cultura esistente.

Non è facile mangiare ricordando il “sacrificio” di un pesce. E non è lieto ricordare un corpo sacrificato sulla croce (Il pesce, tra l’altro, è proprio simbolo di Cristo…). Due cose che solo la fotografia, con la sua immediatezza, può dire in un lampo. Mettendoci la nostra umanità davanti agli occhi. Senza giudicare.

Giuliano Leone si avvicina a tal punto ai fatti da sfidare la possibilità di messa a fuoco della lente fotografica. E le sue immagini urlano. Al punto da divenire assordanti.

O si muove, Giuliano: davanti allo spettacolo notturno della fiaccolata (ancora fuoco!..) che sale sul  promontorio della chiesa (di San Pietro) con l’urgenza di innalzare al cielo l’invocazione di salvezza.  Le scie del fuoco, così come i gesti faticosi di chi innalza il redentore, fondono chi guarda a chi è guardato, come parti di una scena cosmica di fronte alla quale è difficile rimanere stabili.

Una specie di Big Bang estetico e morale – a temperature davvero estreme  – che le fotografie di In-croci generano a velocità elevatissima, nel giro di una mostra. L’uscita dalla quale – in tutta sicurezza – non vi lascerà inerti.

Correva l’anno 1399 – la Liguria era occupata dai francesi –  e la peste nera aveva già ridotto di un terzo la popolazione di tutto il continente. E un tal Lucciardo si mise a pregare davanti a un dipinto salvato (in un tronco di cedro del libano) dalla furia del mare e dai pirati. E…. il resto lo scoprirete dal 25 ottobre al 24 novembre 2019 alla Casa Museo Spazio Tadini”.

Testo di Francesco Tadini

Crossroads In-croci

a cura di Francesco Tadini

25.10.2019/23.11.2019

INAUGURAZIONE: venerdì 25 ottobre 2019, ore 18:30

Spazio Tadini Casa Museo

Via Niccolò Jommelli 24, 20131, Milano

www.spaziotadini.com

MM 1 Loreto MM 2 Piola

Orari Mostra Apertura al Pubblico:

dal mercoledì al sabato dalle 15:30 alle 19:30

domenica: SOLO su appuntamento per visite guidate (visita guidata €5)

lunedì e martedì: chiuso

La fotografia di Calimero Elvio De Santis con Players


Fotografia, Ritratto. Inaugura venerdì 25 ottobre 2019, alle ore 18:30, a Spazio Tadini Casa Museo la Mostra Personale “PLAYERS” di Calimero Elvio De Santis con la curatela di Federicapaola Capecchi. (ingresso libero)

Quaranta ritratti a raccontare una generazione. Quaranta fotografie che diventano focus attuale di un tema sempre più scottante della nostra società e contemporaneità: l’identità.

Una mostra, un racconto e un’impaginazione fitti, serrati, quasi senza respiro, a chiedere che la si guardi senza pause e senza troppe scusanti.

 “Thick and slow. Deciso e riflessivo. Quando il ritratto si fa duro, forse anche un gioco rischioso”  -scrive Federicapaola Capecchi – “Quando un ritratto brucia. Quando cattura le persone nel gioco in cui loro stessi hanno scelto di recitare o di trovarsi. Fotografie che invitano alla contemplazione e alla riflessione, presentandoci i volti portati con prepotenza all’interno del piano dell’immagine. Quando il ritratto è essere lì col soggetto, col pensiero. Quando è un ritratto generazionale. Quando è un segreto svelato, alla Paul Strand, alla Otto Emil Hoppé. Players!”. 

La fotografia è da sempre chiamata a raccontare gli uomini, a ritrarne le espressioni e a intuire, dallo sguardo piuttosto che dall’abito, abitudini, status sociale e importanza. Poi si sono cercati frammenti di senso della persona ritratta. È tra questi frammenti di senso che si muovono Calimero Elvio De Santis e i suoi ritratti. Diversi negli intenti e nei modi dallo “sfacciatamente vicino” di Bruce Gilden – l’unica cosa che li accomuna è l’uso del flash – raccontano il volto umano come una mappa geografica dove si registrano smottamenti. Players è una mostra che si interroga – e ci interroga – sulle persone, sui ruoli che scelgono di giocare e vestire ogni giorno, su quelli che si trovano ad abitare senza volerlo, solo … perché è così. Quaranta volti alla ricerca della parte non evidente del carattere del soggetto ritratto, di restituire un sentimento, per quanto duro possa essere, di ritrarre una qualità interiore. Di ridare frammenti di senso all’uomo.

CALIMERO ELVIO DE SANTIS

Calimero è un eclettico artista italiano dalle mille sfaccettature, che diventa difficile classificare sotto un’unica definizione. È stato un comico, un attore, un fantasista, un mimo, un clown, un prestigiatore ad alti livelli, come la collaborazione con Raul Cremona. Un personaggio che puo’ presentarsi in un luogo austero come il teatro, o piu’ semplicemente sulla pedana di un cabaret, o a tu per tu con il pubblico fino a raggiungere l’apoteosi all’interno del suo habitat naturale che è la strada, riuscendo ad improvvisare una storia fantastica dove gli attori di questa commedia sono i passanti che in modo inconsapevole e al contempo surreale, recitano fino in fondo una parte e dove lui stesso diventa attore e regista di una storia sempre a lieto fine. Come a lieto inizio è il suo viaggio nella fotografia. Da quando ha preso in mano la macchina fotografica ha iniziato a fare reportage, fotografia di strada e ritratti. Come fotografo collabora con diverse testate giornalistiche; con PhotoMilano Club Fotografico Milanese ha partecipato a due mostre collettive nel 2018 e ora debutta con la sua prima Mostra Personale.

PLAYERS

Mostra Personale di Calimero Elvio De Santis

A Cura di Federicapaola Capecchi

25.10.2019/23.11.2019

INAUGURAZIONE: venerdì 25 ottobre 2019, ore 18:30

Spazio Tadini Casa Museo

Via Niccolò Jommelli 24, 20131, Milano

www.spaziotadini.com

MM 1 Loreto MM 2 Piola

Orari Mostra Apertura al Pubblico:

dal mercoledì al sabato dalle 15:30 alle 19:30

domenica: SOLO su appuntamento per visite guidate (visita guidata €5)

lunedì e martedì: chiuso

federicapaola@gmail.com

Renzo Ferrari: Insonnia mostra a SPazio Tadini


Renzo Ferrari presenta il suo ultimo ciclo di opere di pittura e in anteprima alcuni lavori su carta che accompagnano il romanzo “Solaris – parte seconda” di Sergej Roic. Dal 25 ottobre al 24 novembre 2019 – Inaugurazione 25 ottobre ore 18.30 – Casa Museo Spazio Tadini via Niccolò Jommelli 24, Milano

Idola Blau 2019 olio su tavola 31×23 cm

La mostra “Insonnia” è una sequenza di “short stories”, formati brevi con variazioni soprattutto esistenziali. La canicola dell’ultima estate ha avuto la sua parte come tema segnale dello squilibrio ecologico e di come la natura ci avverta con continui allarmi. È poi presente un “minimalismo” che concentra le tensioni figurali attraverso l’azione dello spazio, del segno e del colore.

notturno e forme scure , 2019, olio su carta 29,5×21 cmRenzo Ferrari

“Il vero tema di questi nuovi quadri (…) è il paesaggio – scrive Pietro Luca Nicoletti, storico dell’arte – o meglio un sentimento di natura che prende una fondamentale sfumatura ‘ecologica’: Renzo si accosta al tema dell’ecologia nel momento in cui uno stato di natura è minacciato in maniera sempre più aggressiva e allarmante, e si rende conto di un ritorno circolare a motivi che avevano

caratterizzato l’avvio della sua vita d’artista. Parlare di ‘natura’ senza cadere nell’equivoco

del ‘naturalismo’, infatti, significa uno sguardo posato su luoghi che fanno parte di un

patrimonio genetico e di memoria: un paesaggio rurale del Ticino della sua infanzia che

si è molto trasformato e spesso selvaggiamente cementificato, mettendo in evidenza

una componente artificiale che insidia l’integrità di un contesto”.

Gineceo 2019 olio su tavola 20×44 c, Renzo F

Scrive invece Sergej Roic, giornalista e scrittore circa l’insonnia:

“Per quel che riguarda l’insonnia, il noto stato per cui la mancanza costante di sonno mette

a soqquadro la quotidianità o addirittura l’intera esistenza, vale invece la seguente affermazione:

chi soffre d’insonnia ha un unico desiderio, quello di dormire. Eppure, spesso e volentieri l’arte, la massima espressione del gioco inventivo e combinatorio consentita a un essere vivente, il fin troppo razionale essere umano, immagina, congettura, costruisce e realizza le sue opere proprio ‘in mancanza di qualcosa’, ovvero agognando a raggiungere uno stato di soddisfazione all’apparenza irraggiungibile. L’arte ‘insonne’ configura, insomma, la rincorsa di un creativo pié veloce alla lenta ma inesorabile tartaruga della materia/contesto piegata alla volontà dell’artista ma mai del tutto, mai fino in fondo. L’arte assume allora un significato ‘insonne’ essendo compiuta ma anche incompiuta, conclusa ma pure aperta ad altre combinazioni, accostamenti, ulteriori

percorsi”.

La mostra INSONNIA è accompagnata da un catalogo edito da Zedia`

Renzo Ferrari nasce a Cadro l’8 febbraio 1939. Dopo le scuole dell’obbligo, si trasferisce a Milano dove frequenta il liceo artistico e l’Accademia di Brera e conclude gli studi con una tesi su James Ensor. Nel 1962 tiene una prima personale alla Galleria delle Ore di Milano con un significativo riscontro della stampa. La Galleria Annunciata lo invita alla mostra Una scelta (1963) che tenta di fare il punto sul nuovo contesto milanese. Nel 1964 gli viene conferito il Premio Diomira per il disegno e compie viaggi e mostre in Germania, visitando poi i principali Musei di Belgio e Norvegia. La visione della Pop americana alla XXXII Biennale di Venezia lo impressiona vivamente e lo sollecita a cimentarsi con il linguaggio pop. Una selezione del lavoro 1969 – 1972, connotata da una prima maturità espressiva, viene esposta alla Cupola d’Arte Casa a Lugano; tema dominante il confronto Artificio e Natura. Nel 1974 nell’ambito della XXVIII Biennale Nazionale D’Arte Città di Milano, Presenze e tendenze nella giovane arte italiana, ottiene il Premio Feltrinelli, seguito da numerosi riconoscimenti critici (De Micheli, Tassi, Bruno, Del Giudice). Nel 1977 espone alla Bergamini con opere improntate alla condizione esistenziale ”Urbani”, ”Mimesi”, “Teste”. Queste figure alla fine del decennio segnano un inoltro spaziale in un nero, combusto e notturno. Numerose le mostre di taglio generazionale: l’Opera dipinta 1960 – 1980 (1982); Dieci Pittori a Milano (1989) a cura di Quintavalle allo CSAC di Parma e alla Rotonda della Besana a Milano; di seguito Il segno della pittura e della scultura (1983); Cento anni di arte a Milano 1886 – 1986; Geografie oltre l’informale (1987) alla Permanente. Harald Szeemann cura una monografica di Ferrari al Monte Verità di Ascona nel 1985. Il Museo civico di Bellinzona gli dedica una antologica con Opere 1970 – 1990 e a distanza d’anni nel 1999 viene costituito il Fondo Ferrari con cronologia estesa dal 1960 al 1998. In questi anni aumenta l’attenzione critica rivolta all’artista da parte di Tadini, Crespi, Mauron, Montalto, Pontiggia, Porzio, Pontiggia e Goldin. Mostre itineranti Art-Transit (1998) a cura di Matteo Bianchi nei Musei di Vevey e Sciaffusa. A partire dal 1990 si produce una significativa

svolta nel suo lavoro con un impeto graffitista nel segno/disegno e un cromatismo acceso. Primo viaggio a New York (1995) e un secondo nel 2004. Mostre personali al Museo Epper (1993), Galleria Bergamini, Milano (1995), Galleria la Colomba, Lugano (1997), Galleria. Ceribelli Albini (2001), Villa Ciani, Museo civico di Lugano (2004), Centro svizzero (2006) e Spazio Tadini (2013), Milano.

È invitato alla rassegna “Artisti arabi e italiani” a Beirut, Damasco, Il Cairo (2008).

Nel 2009 riceve il premio Morlotti alla Carriera e l’editore Skira pubblica nella collana Arte Moderna le monografie Opere 1990 – 2010 (Pittura), Opere grafiche 1958 – 2013 e nel 2016 Le carte e i giorni 1958 – 2015. Nel biennio 2014 /2015 i Musei di Neuchâtel e Lugano in sinergia hanno proposto la retrospettiva

Visions nomades, 1958-2014. Nella sala del Collezionista della Fondazione Stelline, nel 2016 presenta la mostra Le Carte e i giorni, Formati a confronto a cura di Elena Pontiggia, una scelta di opere di piccolo e grande formato, lungo il percorso creativo 1958 – 2016. Curata nell’allestimento da Mario Botta.

Durante il 2017 ha esposto alla mostra Swiss Pop Art al Kunstmuseum di Aarau e con una personale Busillis Time alla galleria Wolf di Ascona. Nel 2018 espone alla casa museo Spazio Tadini a Milano un ciclo di opere con il titolo Cose Figure Luoghi 2017 – 2018 e al Centro Culturale Giuseppe Verdi partecipa alla mostra

Nuove immagini, nuovi segni. Opere del secondo Novecento dal Museo della Permanente a cura di Gianluca Poldi e Luca Pietro Nicoletti. Recenti le pubblicazioni a cura di Silvia editrice nella Collana i Libri d’Artista e due altri libri dedicati a Pop Art-Oggetti Ansiosi 1964 – 1975 e Taccuini anfibi 1989 – 2015. Nel 2019 ha esposto la mostra Rabisch 2003-2019 alla galleria la Colomba di Lugano. È presente nel catalogo della mostra Milano Pop – Pop Art e dintorni nella Milano degli anni 60/70 a cura di Elena Pontiggia. Di recente pubblicazione Una lunga amicizia di Renzo Ferrari e Piero del Giudice, edizioni Zedia’.

Casa Museo Spazio Tadini

Via Niccolò Jommelli, 24 Milano (MM Piola/Loreto)

Apertura:

da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30 (Offerta libera)

Domenica apertura su richiesta e per visite guidate alle mostre temporanee e all’opera di Tadini (7 euro, durata un’ora).

Per informazioni dettagliate:

www.spaziotadini.com

JazzMi al Museo Spazio Tadini: AB QUartet


JazzMi sabato 9 novembre alle ore 11.00 alla Casa Museo Spazio Tadini appuntamento con la musica.

Si esibiranno gli AB QUARTET, un quartetto che nasce nel 2009 come progetto di sperimentazione. Riscuote consensi fin dall’inizio in diverse situazioni concertistiche principalmente in Italia e Svizzera (Saxofontage (CH), Orticolario, JazzMI e vari jazzclub tra Milano e Ticino) e perfezionando il suo sound unico fino al lancio del primo album in studio “OUTSIDING” (2016). Nel 2018 ABQ ha proposto un progetto basato su arrangiamenti di musica di Debussy in occasione del centenario dalla morte mentre per il 2019 è in programma DO ut Des,  un nuovo progetto ispirato alla musica antica e in particolare al canto gregoriano.

intero programma di Jazzmi nel quartiere Casoretto via Padova.

Novembre 2019 in musica a Spazio Tadini


Un novembre con diversi appuntamenti musicali alla Casa Museo Spazio Tadini. Non perdetevi i concerti tutti ad ingresso con offerta libera.

Ecco il calendario:

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Preannunciamo che anche quest’anno la Casa Museo Spazio Tadini sarà tra i luoghi prescelti per ospitare la Prima Diffusa della Scala.

CASA MUSEO in memoria di EMILIO TADINI- arte, cultura, eventi – Milano

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