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Novecento Italiano: Il ‘900 di Emilio Tadini nella Casa Museo Spazio Tadini


 A cura di Francesco Tadini e Melina Scalise

Dal 23 febbraio al 18 marzo

Casa Museo Spazio Tadini, via Niccolò Jommelli, 24 Milano

Apertura al pubblico 23 febbraio ore 18.30 ingresso 5 euro

Un percorso inedito sui cicli pittorici e le pubblicazioni più importanti dell’artista, scrittore, poeta e saggista italiano nella sua casa natale, un’antica casa editrice degli anni Venti, nonchè suo atelier. Per la prima volta in mostra Tadini pittore e scrittore con il contributo narrativo di 80 fotografi che arricchiscono il percorso letterario e concettuale mostrando la forte attualità del suo pensiero.

(orari mostra: 24 e 25 febbraio dalle 15 alle 18 – in queste due giornale l’orario subisce una variazioni – per tutte le settimane successive rimane valido l’orario seguente: da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30 e domenica dalle 15 alle 18.30)

Con il patrocinio di Municipio 3 di Milano e Comune di Milano

All’interno della rassegna Novecento Italiano organizzata dal Comune di Milano per porre l’attenzione sui processi storici, culturali e artistici del secolo appena trascorso, non poteva mancare un approfondimento su uno degli autori milanesi più eclettici della cultura italiana del Novecento: Emilio Tadini.

Il suo amico Umberto Eco lo definì “Un pittore che scrive e un artista che dipinge” e queste “due anime” sono state per Tadini un irresistibile ed instancabile strumento di analisi della cultura del suo secolo, ma soprattutto della condizione umana:

ll senso della vita credo stia proprio nel cercarne il senso. E credo che l’arte, la cultura e anche le passioni rispondano proprio a questo: contribuire a dare un senso alla vita.“ (Emilio Tadini)
Per conoscere la ricca e significativa opera letteraria e artistica di Emilio Tadini dal 23 febbraio al 18 marzo 2018 si svolge a Milano un’esposizione nella sua casa natale, in via Jommelli, 24, una traversa di via Porpora, tra Loreto e Lambrate, luogo di riferimento anche di alcuni suoi racconti. Nella Casa Museo Spazio Tadini, a lui dedicata e sede dell’archivio, fondata dal figlio, Francesco Tadini (regista e autore televisivo) e Melina Scalise ( psicologa e giornalista), tutte le sale connesse all’atelier dell’artista proporranno un percorso duplice tra arte e scrittura, tra immagini e figure. Le sale, appartenute all’ex tipografia del padre di Emilio, Grafiche Marucelli & Co, ospiteranno i grandi trittici, opere pittoriche rappresentative di vari periodi della ricerca artistica di Emilio Tadini, disegni, sculture, opere di design, lavori pittorici inediti. In altre sale, compreso l’ex studio, una mostra di quadri rappresentativi di diversi cicli pittorici, arricchiti anche da appunti, quaderni e lavori letterari: romanzi, poesie, saggi e fotografie di una vita. Un percorso costellato da momenti di riflessione sulla sua visione dell’arte nel 900 e sulla sua ricerca filosofica con il supporto di contributi fotografici prodotti da fotografi contemporanei aderenti al gruppo PhotoMilano che documenta il capoluogo lombardo per immagini (www.photomilano.org).

I fotografi di PhotoMilano sono:
Diego Bardone, Francesco Falciola, Cesare Augello, Elisabetta Gatti Biggi, Luigi Alloni, Giovanni Paolini, Walter Ciceri, Gian Paolo Grignani, Alberto Scibona, Gianfranco Bellini, Laura Caligiuri, Francesca Giraudi, Giovanni Gianfranco Candida, Domenico Sestito, Fabio Zavattieri, Andrea Rossato, Francesco Summo, Adele Caracausi, Daniela Loconte, Alberto Grifantini, Michele Salvezza, Alessandra Antonini, Francesca Gernetti, Franco De Luca, Tiziana Granata, Rodolfo Cammarata, Giuseppe Di Terlizzi, Elvira Pavesi, Rosario Mignemi, Corrado Formenti, Armando Melocchi, Anna Limosani, Giovanna Paolillo, Maria Luisa Paolillo, Angelica Mereu, Cinzia Beatrice Stecca, Roberto Ramirez, Federica Tamagnini, Cristina Risciglione, Renato Corpaci, Matteo Garzonio, Romina Pilotti, Silvia Questore, Roberto Longoni, Fabio Natta, Antonella Fiocchi, Stefano Barattini, Luca Barovier, Michele De Fusco, Fabio Bonfanti, Maria Grazia Scarpetta, Marvi Hetzer, Walter Turcato, Claudio Stefanoni, Magda Chiarelli, Mimma Livini, Cristiano Vassalli, Roberto Crepaldi, Marisa di Brindisi, Marco Simontacchi, Claudio Manenti, Nerella Buggio, Giuliano Leone, Paola Fortunato, Lorena Tortora, Roberto Manfredi, Maria Cristina Pasotti, Bruno Panieri, Marina Labagnara, Antonia Rana, Alberto Chignoli, Andrea Fraccaro, Emanuele Cortellezzi, Daniele Rossi, Maurizio Buttazzo, Marco Bellavita.
A tale gruppo si aggiunge, con alcuni suoi disegni, l’artista Eleonora Prado.

Emilio Tadini 009 ph.MariaMulas, 1984,
Emilio Tadini 009 ph.MariaMulas, 1984,

Nato nel 1929 e morto nel 2002, Emilio Tadini ha vissuto appieno i momenti salienti del 900 dalla Grande Guerra fino alle soglie della rivoluzione linguistica e relazionale data dal web. Ha vissuto l’urgenza della ricostruzione, ha dovuto elaborare il dolore della perdita dei suoi genitori ancora ragazzo, ha saputo costruire nuove visioni sulla città collaborando anche con le istituzioni pubbliche, ha progettato la sua vita attorno alla curiosità culturale che gli è sempre appartenuta divorando libri tanto da entrare nelle commissioni di diversi premi letterari tra cui il Bagutta, di cui fu anche presidente.  Davanti a un bicchiere al bar Giamaica, nei piccoli atelier di pittori allora sconosciuti, tanto quanto nelle sale dell’informazione dei grandi quotidiani, come il Corriere della Sera, o negli studi della Rai o della Radiotelevisione Svizzera, nelle sale riunione di importanti aziende italiane, come l’Eni, nei palazzi dell’Arte, come l’Accademia di Brera, Emilio Tadini era il pensatore, il produttore di idee, il commentatore, il critico, il designer, l’uomo della comunicazione e l’intellettuale a tutto tondo.

Nei suoi dipinti e nei suoi scritti, tanto quanto nelle sue recensioni e testi critici sull’arte del 900 emerge una straordinaria capacità di sintesi frutto di uno studio attento di artisti, scrittori, poeti, filosofi e psicoanalisti. “Quando mio padre non dipingeva – ricorda il figlio, Francesco Tadini – era perché mia madre, Antonia, lo portava fuori da Milano, nella nostra casa in Valsesia, a Campertogno, condivisa per un breve periodo con la famiglia Fallaci, quella dell’”Oriana”. Lì, in tre mesi, scriveva un romanzo. Era instancabile e qualunque cosa producesse era naturalmente un’edizione degna d’interesse o addirittura di un premio Campiello. Del resto esordì scrittore ad appena vent’anni, con un poemetto di poesie “La passione secondo Matteo” sulla rivista Il Politecnico scelto da Vittorini e Montale.  Tradusse autori significati del 900 come Pound, Eliot, Auden, Stendhal, Melville, Shakespeare, Joyce e di tutto questo mondo lui e noi figli, io e Michele, ne fummo intrisi. Ricordo sere in cui io appena ventenne rinunciavo ad uscire con gli amici perché a cena c’erano Umberto Eco e Furio Colombo. Mi divertivo più con loro che con i coetanei, rimanevo incantato ad ascoltarli nei loro discorsi seri e poi subito a ridere di ogni cosa, perché l’approfondimento culturale colmava sempre con il paradosso e non c’era filosofia che tenesse rispetto al piacere di stare felicemente tra scherzi e battute insieme”.

EVENTI CORRELATI ALLA MOSTRA

Il 24 e 25 febbraio, dalle 18.30 la mostra sarà visitabile nel contesto di un approfondimento sull’arte e la moda africana che tanto ha influenzato la produzione artistica del 900 in collaborazione con Afro Fashion Week e in esposizione una serie di maschere Africane collezionate da Tadini.

Il 28 febbraio e il 9 marzo ore 21 sono in calendario due spettacoli di danza – ideati coreografati da Federicapaola Capecchi –  in Omaggio a Emilio Tadini.

A finissage della mostra, il 18 marzo alle ore 18.30  è previsto il concerto a tre voci e fisarmonica di The Apricot Tree con musica del repertorio jazz anni 40 in particolare con brani del Quartetto Cetra.

Emilio Tadini 013 ph.Franco Pardi, New York 1983,
Emilio Tadini 013 ph.Franco Pardi, New York 1983,

Breve Biografia di Emilio Tadini

Emilio Tadini (Milano 5 giugno 1927-Milano 25 settembre 2002) è stato uno scrittore, un pittore, un critico d’arte, un poeta, un drammaturgo, un giornalista (della carta stampata e della televisione), un intellettuale civilmente impegnato.

Ha detto di lui il suo amico Umberto Eco: “uno scrittore che dipinge, un pittore che scrive”.

La giovinezza

Emilio Tadini nasce a Milano il 5 giugno del 1927. Rimane orfano di madre a 6 anni e pochi anni dopo anche del padre per un incidente stradale. Vive la sua giovinezza prevalentemente accudito e accompagnato nella sua crescita dalla zia e dalla nonna. Con suo fratello eredita la tipografia e Casa Editrice Grafiche Marucelli acquistata dal nonno in via Jommelli, 24. In quella palazzina su due piani, sfiorata dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale tra il quartiere Casoretto e piazzale Loreto, vivrà poi tutto il resto della sua vita. E’ cresciuto tra l’odore degli inchiostri, nella piccola impresa di famiglia dove venivano stampati i primi giornali economici: l’Esercente e il Corriere Agricolo, poi schiacciati dalla concorrenza di nuove testate economiche come Il Sole 24 Ore. Quest’attività fu poi seguita dal fratello Gianni, mentre Emilio ereditò dal padre la passione per la scrittura a cui dovette rinunciare per ragioni economiche e vi si dedicò da giovanissimo.

 

Scrittore

Emilio ad appena vent’anni, nel 1947, mostra i suoi interessi intellettuali e pubblica un poemetto sulla rivista di Elio Vittorini “Politecnico”: La passione secondo San Matteo per il quale riceve un premio da Montale, Solmi e Muscetta. Si laurea in Lettere ed inizia un mai interrotto lavoro di scrittura: poesie, saggi, romanzi. Nel 1960 pubblica Tre poemetti , nel 1963 per Rizzoli il romanzo Le armi l’amore, dedicato all’impresa di Carlo Pisacane. Poi seguirono L’Opera(Einaudi 1980); La lunga notte(Rizzoli) 1987 (vince il Premio Campiello); L’insieme delle cose, poesia edito da Garzanti (1991), La tempestaEinaudi 1993 (Premio Strega), La deposizione ( Einaudi 1997), La distanza ( Einaudi 1998), L’Occhio della pittura 1999, Eccetera ultimo romanzo pubblicato post mortem 2002 a cura del figlio Francesco Tadini e a seguire, a cura di Anna Modena in collaborazione Fondazione del Correre della Sera Poemetti e poesie (Einaudi 2011).

La sua attività letteraria fu accompagnata e influenzata dalla sua attività di studio e traduzione di autori importanti e, all’epoca ancora poco noti, come Pound, Eliot, Celine Faulkner, Malevic. Frequenta intellettuali da cui trae ispirazione come Vittorini, Solmi, Albe Steiner, ma soprattutto, in quella Milano del dopoguerra allaccia amicizia con molti giovani intellettuali e artisti da Umberto Eco a Dario Fo, da Lucio Fontana e Valerio Adami, da Alik Cavalieri a Gianfranco Pardi, da Mario Schifano a Lucio Del Pezzo e tanti altri. Tadini ama anche il teatro e all’interno del “circolo Diogene” con cui andava a teatro tre volte a settimana conosce e frequenta Grassi e Strehler.

 

Pittore

Accanto al suo amore per la scrittura si affianca negli anni ’50 l’amore per la pittura sviluppando un linguaggio pittorico molto autonomo a ricordare figure simboliche di quadri di Bosch. Su questo ciclo di pittura per lo più inserito nella serie “Saggio sul Nazismo” (1960) la galleria Renzo Cortina di Milano dedicò nel 2008 un’ampia esposizione accompagnata da un catalogo.  Negli anni a seguire Tadini si avvicinò al realismo esistenziale e alla  “Pop Art” inglese. Fortemente influenzato dalla Pop art è “Il posto dei bambini” (1966).

Di questo periodo è il ciclo “Vita di Voltaire” (1967) . La sua prima esposizione personale è del 1961 alla Galleria del Cavallino di Venezia e il suo primo collezionista è stato il pittore Trancredi. ma  l’inizio della sua ascesa artistica avviene con la partecipazione alla collettiva presso lo Studio Marconi nel 1965, della quale fecero parte anche altri tre grandi: Mario Schifano, Valerio Adami e Lucio Del Pezzo. Fin dagli esordi, Tadini sviluppa la propria pittura per grandi cicli, costruendo il quadro secondo una tecnica di sovrapposizione di piani temporali in cui ricordo e realtà, tragico e comico, giocano di continuo uno contro l’altro. Seguì il ciclo “L’uomo dell’organizzazione” (1968), Color & Co del 1969, Viaggio in Italia 1970, Paesaggio di Malevic 1971, Archeologia 1972, Magazine Réunis 1973, Museo dell’Uomo, 1974 e Disordine in corpo classico 1981. Nel 1978 e nel 1982 viene invitato alla Biennale di Venezia

Nel 1986 organizza un’importante esposizione alla Rotonda della Besana a Milano dove espone una serie di tele che preannunciano il ciclo dei “Profughi” e quello dedicato alle “Città italiane”, poi presentato nel 1988 alla Tour Fromage di Aosta. Nel 1990 espone allo Studio Marconi una serie di grandi trittici. Del 1992 è la serie Oltremare alla Galerie du Centre di Parigi. Nel 1995 alla Villa delle Rose di Bologna vengono presentati otto grandi trittici de “Il ballo dei filosofi”. A partire dall’autunno 1995 fino all’ estate 1996 una grande mostra antologica e itinerante ha avuto luogo in Germania nei musei di Stralsund, Bochum e Darmstadt accompagnata da una monografia a cura di A.C.Quintavalle. Nel 1996 la mostra de “Il ballo dei filosofi” viene presentata alla galleria Giò Marconi. Nel 1997 espone presso la Galerie Karin Fesel a Düsseldorf, la Galerie Georges Fall a Parigi e il Museo di Castelvecchio a Verona. Gli ultimi cicli dipinti sono quelli delle “Nature morte” e delle “Fiabe che nel 1999 sono presentate alla Die Galerie di Francoforte. Nel 2001 la città di Milano gli rende omaggio con una mostra antologica Emilio Tadini: Opere 1959/2000, a Palazzo Reale. Del 2001 è la celebre sede di Palazzo Reale a Milano ad ospitare l’ultima mostra antologica a lui dedicata, all’interno della quale esponenti del mondo della cultura quali Umberto Eco, Arturo Carlo Quintavalle, Alan Jouffroy gli hanno reso l’ultimo omaggio.

Nell’arco della sua carriera pittorica lo invitano a realizzare esposizioni personali a Parigi, Stoccolma, Bruxelles, Londra, Anversa, Stati Uniti e Sudamerica, sia in gallerie private che presso istituzioni pubbliche e Musei.

Dopo la sua morte (2002) dal 24 al25 settembre 2004, presso il Palazzo Reale di Milano, Fondazione Corriere della Sera organizza il convegno Le figure, le cose a cui partecipano personaggi di spicco della cultura, dell’arte, del giornalismo come Ferruccio de Bortoli, Umberto Eco, Paolo Fabbri, Arturo Carlo Quintavalle, Valerio Adami.
Nella primavera del 2005 il Museo Villa dei Cedri di Bellinzona gli dedica un’ampia mostra antologica. Nel 2007 si tiene a Milano la grande mostra Emilio Tadini 1960-1985. L’occhio della pittura negli spazi espositivi della Fondazione Marconi, della Fondazione Mudima e dell’Accademia di Brera, con un ricco catalogo edito da Skira.

Nel 2008 il figlio Francesco Tadini e la giornalista Melina Scalise fondano l’associazione Spazio Tadini in suo omaggio inglobando negli spazi della tipografia di famiglia, lo studio dell’artista. Nel 2015, Spazio Tadini diventa Casa Museo nel circuito Storie milanesi che raccoglie 15 luoghi della città dove hanno vissuto dei personaggi (artisti, scrittori, designer) che hanno dato un contributo artistico e culturale alla città. Nelle sale della casa museo è possibile visitare l’ex studio e vedere opere dell’artista, oltre alla sua biblioteca. Presso Spazio Tadini ha sede l’archivio degli eredi Francesco Tadini, regista e autore televisivo,  e suo fratello, Michele Tadini, compositore.

 

Incarichi professionali e istituzionali di Emilio Tadini

E’ stato presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera dal 1997 al 2000.

Dal 1992 inizia un’intensa collaborazione con il Corriere della Sera come critico d’arte ed editorialista.

Il 28 novembre 1997 Ha condotto e ideato la trasmissione televisiva sull’arte Contesto su Tele +. Al termine del ciclo di 100 puntate condotte, così si è espresso Aldo Grasso sulle pagine del Corriere della Sera, parlando della trasmissione ideata e presentata da Emilio: “Tadini fa 100 e chiude vincendo la sfida dei libri Che peccato, alla vigilia di Natale ha chiuso i battenti una delle poche trasmissioni civili, intelligenti, pacate della tv italiana (…)” Mentre Alessandro
Baricco disse: “Contesto” ha un’idea del tempo che non nasce dalla cultura televisiva
ma da quella libresca. Solo così è possibile articolare le proprie opinioni”.

Dal 2000 al 2001 collabora con la RSI Cultural (Radio televisione Svizzera)

Direttore Premio Bagutta

Membro della giuria del Premio IX Italo Calvino 1996

 

RICONOSCIMENTI E PREMI

« La passione secondo san Matteo », che vinse il premio “Renato Serra”

Premio Campiello con La lunga Notte

Premio Campiello con L’armi l’amore 

La tempesta, Einaudi 1993 (Premio Strega)

Penclubitalia

 

Il suo pensiero

In uno scritto del 1960, Possibilità di relazione, Tadini aveva chiarito la poetica alla quale, malgrado l’incessante ricerca e metamorfosi del suo lavoro, è rimasto sempre fedele: il principio cui mi attengo, diceva, è quello di “una possibile libertà integrale della ragione…che porta a far saltare ogni diaframma tra il mondo ‘fisico’ e quello ‘spirituale’ (…). È questa presa di posizione che porta logicamente a superare ogni alternativa superficiale di realismo e spiritualismo (o di arte fantastica) proponendo qualcosa che si potrebbe chiamare realismo integrale, nella cui sfera devono essere risolte tutte insieme le funzioni dell’uomo in ogni particolare momento della sua storia”.

Tadini dichiarò la sua avversione nei confronti dell’espressionismo astratto americano, per contro l’espressionismo cinematografico tedesco condizionò non poco la sua visione dello spazio urbano. Se distinse la pop art americana da quella inglese, è perché mentre dalla prima prese le distanze, la seconda gli fu per molti versi congeniale. Non ebbe nessun timore di sperimentare nuovi linguaggi, ma mai per puro gusto avanguardistico o di accumulazione citazionistica post-moderna; al contrario, per arricchire e spostare il patrimonio di una tradizione classica che conosceva a menadito.

In una realtà come quella odierna, ormai definitivamente “sottosopra”, l’uomo sia destinato a sopportare una nuova croce: quella di vivere dentro un universo sconnesso, privo di riferimenti stabili, di territori sicuri, di valori condivisi. Il protagonista ricorrente, una sorta di Pinocchio metafisico e vagamente ridicolo, brancola nel vuoto: anche la forza di gravità sembra non sostenerlo più.

Detta altrimenti: certo che a Tadini premeva dipingere, colorare, distribuire le ombre e le luci. Ma gli premeva in funzione di quel “realismo integrale” ricordato nel suo testo del ’60, gli premeva in funzione di una lettura allegorica del presente, al modo di Beckmann. Gli premeva perché voleva raffigurare, raccontandolo e teatralizzandolo, L’insieme delle cose (come suona il titolo di un suo libro di poesie pubblicato da Garzanti).

 

È nell’intermittenza tra la razionalità e un’oscurità sempre incombente che vivono i personaggi dei suoi quadri. Basti citare, per tutti, il ciclo sul “ballo dei filosofi”, laddove il refrain verbale (un immaginoso e sgangherato “ego fuit”) suona a evidente sberleffo dell’Io cartesiano, che tutto sa e tutto controlla. Qui l’Io, invece, poco sa e meno ancora controlla. Ma non per questo demorde. In fin dei conti l’avventura cui è chiamato è sì tremenda, ma insieme affascinante. Chi infatti vede tra le maglie allentate del reale, il nulla, l’abisso, è ovviamente terrorizzato, ma può anche giovarsi del senso di assoluta libertà che ne discende.

Andata gambe all’aria ogni sistemazione definitiva del mondo, la luce di questa nuova ragione – affidata negli ultimi trittici a una ricorrente, piccola candela, sempre periclitante – sarà magari più fioca, più incerta. Ma finalmente propria: unica, singolare, irripetibile. Così come è stato, ed è, assolutamente unico, singolare, irripetibile, il tragitto artistico ed esistenziale di Emilio Tadini.

 

Casa Museo Spazio Tadini

Fondata nel 2008 da Francesco Tadini e Melina Scalise oggi è inserita nel circuito di case museali, Storiemilanesi (www.storiemilanesi.org)

Apertura mostra Spazio Tadini via Jommelli, 24 Milano

Durata della mostra: dal 23 febbraio al 18 marzo

Apertura 23 febbraio ore 18.30 apertura al pubblico – ingresso 5 euro.

Apertura settimanale

24 e 25 febbraio dalle 15 alle 18  (in queste due giornale l’orario subisce una variazione)

Per tutte le settimane successive rimane valido l’orario seguente:

Da mercoledì a sabato: Dalle 15.30 alle 18.30

Domenica dalle 15 alle 18.30

Francesco Tadini: Bruno Munari, lo spazio del gioco


Francesco Tadini
Francesco Tadini, su Bruno Munari – “Lo spazio del gioco”

Francesco Tadini: Bruno Munari, lo spazio del gioco. In memoria ci sono attimi ai quali torno volentieri e immancabilmente. Come nuotare. Come galleggiare e non andare a fondo. (Che siano proprio le immagini che la memoria ci propone, in un film montato in modo apparentemente sgangherato, a impedirci di affondare troppo nel presente e nei suoi gorghi immani?). Una di queste sequenze cinememografiche riguarda il personaggio che è entrato in scena nella mia vita truccato da letto: Bruno Munari con l’Abitacolo, 1971.  (Lo potete vedere a > questo LINK) Continua a leggere Francesco Tadini: Bruno Munari, lo spazio del gioco

Francesco Tadini: al Castello Sforzesco, Palazzo Reale, Palazzo Marino mostre ed eventi a Milano


Milano
Milano, foto Francesco Tadini

Francesco Tadini – al Castello Sforzesco, Palazzo Reale, Palazzo Marino mostre ed eventi a Milano da non perdere. Oltre, naturalmente, a consigliarvi di fare un salto a Spazio Tadini, questa settimana, per la mostra fotografica dei Sony World Photography Awards – davvero esclusiva e di rilievo internazionale – e per la presentazione, venerdì 30 settembre ore 18:30 di un libro fresco di stampa: Emilio Tadini parole&figure edito da Pagine d’Arte, di cui parleranno (leggi al > LINK, sul sito ufficiale di Francesco Tadini) anche stralci dai testi) il grande storico e critico d’arte Arturo Carlo Quintavalle, Paolo Di Stefano del Corriere della Sera,  l’artista e disegnatore Tullio Pericoli, il gallerista Giorgio Marconi, Anna Modena, Silvia Pegoraro, Gianni Turchetta, Giacomo Raccis, Rosa Pierno, Francesca Priori, segnalo – a turisti o lavoratori di passaggio a Milano, magari per la Fashion Week 2017 – un panorama milanese di “cose da fare e vedere” estremamente stimolante.

Milano, la capitale italiana della moda, città internazionale e crocevia d’Europa, vivace centro industriale e culturale, merita sempre più una visita e offre qualcosa di nuovo, curioso e attraente a ogni personalità. Anche se l’avete già vista più volte, visitando le sue bellezze architettoniche, dal Duomo al Castello Sforzesco, le sue opere d’arte più ammirate come il Cenacolo di Leonardo da Vinci o la Pietà Rondanini di Michelangelo, e i suoi musei più famosi, quali il museo della Scienza e della Tecnica o la Pinacoteca di Brera, troverete sicuramente qualcosa di inedito in grado di suscitare il vostro interesse.
Ogni settimana non si contano le inziative, le mostre, le fiere e gli eventi che la città riesce ad offrire.
Che abbiate a disposizione una sola giornata, un weekend o un’intera settimana, non avrete che l’imbarazzo della scelta e non vi annoierete di sicuro

Musica e spettacoli

Se amate la musica classica apprezzerete certamente il ricco calendario di concerti proposto dalla Casa della Musica di Milano. Più di 140 appuntamenti, sotto il titolo di “Palazzina Liberty in Musica” che hanno preso il via il 10 settembre e si concluderanno a giugno del prossimo anno. Gli appuntamenti per il prossimo fine settimana sono:
– sabato 1 ottobre spettacolo musicale “Con Enzo” con Paolo Jannacci. Ingresso libero
-domenica 2 ottobre concerto “Segnali” a cura dell’orchestra Milano Classica. Ingresso intero 13€, ridotto 10€

Continua, dopo ormai 5 anni di attività, l’iniziativa Palazzo Marino in Musica, organizzata da Equivoci Musicali. Una serie di concerti gratuiti tenuti nella sala Alessi presso la sede del Comune di Milano.

Expo ha ormai chiuso i battenti ma, dopo la riapertura dello spettacolare Albero della Vita simbolo dell’Esposizione Universale 2015, il parco ha ripreso vita e offre un nutrito programma di esibizioni live inserite nella rassegna Experience On Stage. Teatro, danza, musica, mostre e laboratori, hanno trovato qui una cornice suggestiva ed accogliente. Gli appuntamenti proseguono fino al 30 Settembre.

Il “Bonaventura Jazz” festival presso il Bonaventura Music Club è l’occasione per ascoltare del buon jazz se ne siamo appassionati o di avvicinarci a questo genere musicale se invece non lo conosciamo. Le proposte, varie e numerose, si dipanano nei mesi di settembre, ottobre e novembre, ogni martedi e giovedi alle ore 21. Le prossime date, da oggi alla fine del mese sono:
– mar 22/9 Annamaria Musajo Tango Trio
– gio 29/9 Giovanni Falzone Border Trio

Preferite il rock? Ecco ciò che fa per voi: il Rock in Park festival. Dal 14 settembre al 2 ottobre si esibiscono i migliori artisti nazionali ed internazionali. Ecco il LINK per info e prenotazioni

Il 30 settembre al Teatro Nuovo di Milano va in scena la quarta edizione di “Buon compleanno Mimì“, spettacolo dedicato all’arte e alla voce indimenticabile e inimitabile di Mia Martini. Si alterneranno sul palco vari artisti italiani per interpretare una canzone della grande artista scomparsa e raccontare aneddoti e curiosità sulla vita della cantante. Biglietti in prevendita su Ticketone.

Milano è anche una delle location italiane più frequentemente scelta da artisti nazionali ed internazionali per i loro concerti, qui l’elenco dei live in programma a Settembre 2016. Per citarne uno: il 29 e 30 settembre 2016 il concerto di Sarah Jane Morris & Antonio Forcione al Blue Note.

Cinema
Si avvia alla conclusione l’iniziativa “Le vie del cinema” che propone il meglio dei film presentati ai festival nazionali ed internazionali, come la
Mostra del cinema di Venezia, il Festival del film Locarno e il Milano Film Festival.
Lunedi 26 Settembre
All’Arcobaleno Film Center alle ore 15.00 The Journey, alle 18.30 Nocturnal animals, alle 20.30 Liberami
Presso la Multisala Plinius alle ore 19 Los Nadie, alle 21.00 The light between oceans
Martedi 27 Settembre
The woman who left alle ore 15.00 presso Eliseo Multisala e alle ore 19.00 presso Anteo Spazio Cinema.

Il cinema che non c’è è un evento particolare che si prefigge l’obiettivo di raccogliere fondi, con l’hastag #IWant #Cinewall, per creare una nuova location cinematografica alternativa a Milano, un luogo dove valorizzare il cinema in particolare e la cultura in senso generale. Sono in programma diversi film che hanno partecipato a rassegne internazionali, proiettati in lingua originale. Il programma completo, davvero interessante, è disponibile sulla pagina FB dell’evento.

Rassegne
Ha preso il via, il 14 settembre L’acqua di Milano che spettacolo, iniziativa nata con un duplice scopo: prima di tutto sensibilizzare ad un uso responsabile di un bene prezioso come l’acqua, poi ricordare che Milano è una città che è nata sull’acqua dei canali che la attraversano e che quindi dall’acqua ha preso vita. La maggior parte dei corsi d’acqua sono stati purtroppo interrati o comunque coperti nel corso dei secoli, ma alcuni rimangono alla vista e alla memoria dei milanesi nella suggestiva zona dei Navigli. Il programma della rassegna, che chiuderà il 18 Ottobre 2016, prevede incontri, conferenze e spettacoli informativi, oltre che la possibilità di vedere alcuni impianti cittadini normalmente chiusi al pubblico usufruendo gratuitamente di una visita guidata. La prenotazione obbligatoria.

Sempre in tema di acqua, Francesco Tadini segnala volentieri la rassegna di arti performative “Habitat – Scenari Possibili” ambientata lungo la pista ciclo-pedonale del Naviglio Martesana. Sono in programma 15 appuntamenti aperti a tutti, il prossimo a Cassano d’Adda domenica 2 ottobre.

Food & Drink
Fino al 2 Ottobre gli amanti della buona cucina – Tadini non fa certo eccezione, insieme a Melina Scalise! – troveranno pane per i loro denti all’International street food festival presso lo scalo Porta Romana. Rappresentanti di tutte le regioni italiane, con anche alcune presenze internazionali, presentano il meglio della gastronomia da asporto e da consumare in strada. Sono previsti anche spettacoli folkoristici e di danze tradizionali.

Gli appassionati di funghi sono attesi alla Sagra del fungo porcino fino al 2 ottobre, per assaggi e degustazioni di questo prezioso e versatile ingrediente. Bruschette, risotti e polenta saranno i protagonisti della sagra.

Bottiglie aperte presso Palazzo delle Stelline nei giorni 1-2-3 ottobre 2016, è la rassegna dove più di 150 aziende vitivinicole si raccontano agli appassionati del settore o a semplici curiosi tramite degustazioni di vino personalizzate. Al termine potrete esprimere la vostra preferenza tramite una votazione

How to cook“, invito al social dinner e corso di cucina tutto in uno. Una serata all’insegna della convivialità, socialità e naturalmente della cucina. Ogni sabato sera, fino ad aprile 2017, prenotazione obbligatoria chiamando il nr 339/8937143

Mostre e visite guidate
Se amate il macabro, a Milano c’è una mostra imperdibile.La mostra Real bodies espone 40 cadaveri e oltre 300 organi umani veri. L’obiettivo è scientifico e divulgativo, cioè informare e sensibilizzare i visitatori riguardo gli effetti nefasti sul corpo umano di una cattiva alimentazione e di stili di vita non esattamente salutari. La mostra sarà visitabile dall’1 ottobre al 31 dicembre 2016. Maggiori info e la presentazione della mostra da parte di Alessandro Cecchi Paone a questo collegamento.

Francesco Tadini non può che suggerirvi anche una buona giornata a Palazzo Reale che offre tre mostre differenti per gli appassionati di vari generi:
– dal 22 Settembre il Giappone è in mostra con la rassegna Hokusai, Hiroshige, Utamaro. Luoghi e volti del Giappone che ha conquistato l’Occidente.
– fino a Gennaio 2017 possiamo lasciarci sorprendere dalle opere impossibili di Escher, tra futurismo e surrealismo. Opere ancora oggi attuali e molto apprezzate
– la notissima canzone di Enzo Jannacci Ho visto un re presta il titolo ad una collaborazione tra Alcantara (l’azienda produttrice dell’omonimo materiale) e il Comune di Milano. Ne nasce una mostra ironica ed irriverente intorno agli appartamenti del principe
Date, orari e prezzi sul portale istituzionale.

Fino al 30 settembre Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, è visitabile gratuitamente grazie all’iniziativa “Palazzo Museo”. Ogni martedi, mercoledi e venerdi sono previsti 4 ingressi, in orari diversi, mattutini e pomeridiani, con ritrovo in Piazza della Scala 2. La visita, in gruppi di max 20 persone, dura circa 45 minuti. Per prenotazioni contattate direttamente il comune di Milano scrivendo a
DSCOM.VisitePalazzoMarino@comune.milano.it.
Sempre all’interno dell’iniziativa “Palazzo Museo” e sempre fino al 30 settembre, è visitabile la mostra fotograficaPalazzo Marino incontra Villa Litta” ospitata nella Sala del Consiglio Comunale.

Se siete interessati all’arte contemporanea, ecco due eventi per voi:
– lo studio Guastalla espone numerose opere di artisti del novecento quali Fontana, Klein, Christo, Warhol e tanti altri sotto il titolo di “La lune en rodage”. Fino al primo ottobre.
– presso la sede dell’Università Bocconi è in corso la sesta edizione di BAG (Bocconi Art Gallery) evento creato per promuovere la conoscenza dell’arte moderna perchè “L’arte contemporanea, anche dove non la si comprende appieno, è arricchimento e apertura della mente”. La mostra, che dura un anno, chiuderà il 12 maggio 2017.

Le Mani Sapienti è il titolo dell’iniziativa ospitata al Castello Sforzesco fino a dicembre 2016 con lo scopo di divulgare l’arte della liuteria. Sono previsti laboratori di liuteria con riparazione e restauro di strumenti, alternati a momenti musicali. Il tutto in una cornice davvero unica. Da non perdere. Se andate sulla blogzine di Francesco Tadini Milano Arte Expo troverete una rubrica fissa dedicata alla musica a cura della Fondazione Antonio Carlo Monzino, promotrice degli eventi periodici di Le Mani Sapienti.

Alla Triennale di Milano va in scena la storia del design con particolare attenzione alla sua declinazione al femminile. Storia, curiosità e moda nella mostra W.Women in Italian Design, aperta fino a febbraio 2017 .

Visto il successo ottenuto, è stata prorogata fino al 16 ottobre la mostra dedicata ai vulcani presso il Museo di Storia Naturale. Origine, evoluzione, storie e segreti dei vulcani, con laboratori didattici. I vostri bambini ne rimarranno affascinati!

Libri e Fumetti

Sei stato fulminato dalla Pokémon Go mania? La mostra che fa per te è al museo Wow spazio fumetto. Troverai di tutto e di più su questi personaggi e anche uno spazio aperto adibito a palestra dove far scontrare i propri Pokemon con quelli di altri visitatori.

Teatro

Racconti di zafferano è uno spettacolo teatrale davvero insolito, scritto ed interpretato da Maria Pilar Pérez Aspa. Un viaggio sulla storia dell’alimentazione, una paiella preparata in scena al momento, spettatori che sono anche commensali intorno ad una lunga tavolata in legno. Spettacolo (e cena) a 22 euro, con prenotazione obbligatoria, presso il Teatro Ringhiera.

Tournèe da bar, tutte le sere fino al primo ottobre, porta invece l’Amleto nei bar storici di Milano, con l’obiettivo di avvicinare il teatro alla gente. Un’iniziativa davvero particolare!

Chiudo questa lista di consigli su cosa fare e vedere a Milano con un’iniziativa simpatica ed alternativa che vi impegnerà nella giornata domenica 2 ottobre.
Il museo Bagatti Valsecchi – parte del circuito delle Case Museo di Milano, come Spazio Tadini: Storie Milanesi – organizza una caccia al tesoro per valorizzare e riscoprire alcuni angoli della città. Si comincia con un brunch a mezzogiorno e poi fino alle 18 si va in giro per le strade e per le piazze cercando la soluzione ai quesiti sottoposti ai partecipanti. La giornata si conclude con una grande festa con musica dal vivo e open bar in un luogo che verrà rivelato al termine della caccia. Per partecipare è necessario iscriversi con la propria squadra (composta da 4/6 persone) seguendo le istruzioni sul sito www.cacciallafesta.it/

Non ci rimane che augurarvi buon divertimento!

Francesco Tadini

Se volete segnalarmi i vostri eventi, mostre, spettacoli, concerti, performance … o se volete confrontarvi con me e Melina Scalise sulle vostre opere, idee, progetti (lo spazio di di Jommelli 24 serve soprattutto a questo) scrivete alla mail: francescotadini61@gmail.com

CARLOTTA BALDAZZI Stylist a modo mio – mostra curata da Melina Scalise e Francesco Tadini


Spazio Tadini
Spazio Tadini – mostra Carlotta Baldazzi

Mostre a Milano giugno e luglio 2015 – CARLOTTA BALDAZZI Stylist a modo mio – mostra curata da Melina Scalise e Francesco Tadini.  Alla Casa Museo Spazio Tadini di via Jommelli 24 dal 17 giugno al 10 luglio 2015, con inaugurazione mercoledì 17 giugno dalle ore 18,30 a sera.   Continua a leggere CARLOTTA BALDAZZI Stylist a modo mio – mostra curata da Melina Scalise e Francesco Tadini

Carla Foca SCARPE DA MANGIARE CON GLI OCCHI, a cura di Melina Scalise e Francesco Tadini


Francesco TadiniCarla Foca SCARPE DA MANGIARE CON GLI OCCHI, mostra a cura di Melina Scalise e Francesco Tadini. Alla Casa Museo Spazio Tadini dal 17 giugno al 10 luglio 2015, con inaugurazione mercoledì 17 giugno dalle ore 18,30, Carla Foca sarà protagonista dell’esposizione “Scarpe da mangiare con gli occhi ”.   Continua a leggere Carla Foca SCARPE DA MANGIARE CON GLI OCCHI, a cura di Melina Scalise e Francesco Tadini

Fausta Bonfiglio L’età della donna – a cura di Melina Scalise e Francesco Tadini


Fausta BonfiglioFausta Bonfiglio L’età della donna: a cura di Melina Scalise e Francesco Tadini. Alla Casa Museo Spazio Tadini dal 17 giugno al 10 luglio 2015, con inaugurazione il 17 giugno dalle ore 18,30, la scultrice Fausta Bonfiglio sarà protagonista dell’esposizione “L’età della donna”.   Continua a leggere Fausta Bonfiglio L’età della donna – a cura di Melina Scalise e Francesco Tadini

Francesco Tadini – Street Art: Numbers, Spazio Tadini incontra Atomo


Atomo@SpazioTadini
Atomo, Numbers

Francesco Tadini news – Sabato 28 febbraio, nell’ambito della mostra “la street art vince la metropoli”, dalle ore 1530 live painting e dalle ore 17 incontro con Atomo.

In collaborazione con  Graffitishop Continua a leggere Francesco Tadini – Street Art: Numbers, Spazio Tadini incontra Atomo

Francesco Tadini segnala: ISTITUTO FRANCESE A MILANO E SPAZIO TADINI PRESENTANO LANDAU


Francesco Tadini segnala – LANDAU, Père & fils -Sigmund & Jean Pierre Landau

Dal 17 al 27 febbraio 2015

 Invito_xWebIMMAGINE MOSTRA ISTITUTO FRANCESCE

Istituto Francese di cultura, Corso Magenta, 63 Milano

Catalogo a cura di Fortunato D’Amico

 

L’artista Jean Pierre Landau presenta a Milano in occasione dell’EXPOun ciclo di mostre che parte dal segno del padre e porta alla parola della madre con la mostra “Il gusto delle parole: energia per la vita” presentandoper la prima volta in Italia il gruppo di arte e psicoanalisti Mnemoart

Jean Pierre Landau, pittore e psicoanalista francese, figlio d’arte propone a Milano, nell’anno dell’Expo, un percorso di riflessione sulla nutrizione che parte dal segno del padre, con una mostra all’istituto Francese di Milano (“Landau Padri e Figli” dal 17 al 27 febbraio catalogo a cura di Fortunato D’Amico), passa per la sua pittura (“Jean-Pierre Landau: l’ascolto all’opera ” dal 27 aprile al 6 maggio a Spazio Tadini) e si conclude con la presentazione ed esposizione per la prima volta in Italia del gruppo di arte e psicoanalisi Mnemoart di cui è cofondatore insieme a Tamara landau(“Il gusto delle parole: energia per la vita” dal 8 al 23 maggio a Spazio Tadini).

Non è un caso che Jean Pierre e Tamara Landau abbiamo scelto di presentarsi per la prima volta in Italia a Milano durante un’esposizione universale dal tema Nutrire il Pianeta: energia per la vita. In questo evento trovano il terreno fertile per presentare il gruppo d’arte e psicoanalisi su cui lavorano da anni, Mnemoart. Un insieme di artisti che porta avanti l’importanza di un dialogo costante tra il gesto e la mente di cui la parola è strumento più ricco e complesso.

L’etimologia della parola Arte non può prescindere dal movimento e dall’”arto”. L’arte è innanzitutto movimento attraverso un mezzo che trasforma in azione un pensiero. La scoperta della psiconanalisi ha liberato l’arte dall’abilità di raffigurazione della realtà e di racconto dell’ambiente circostante l’individuo, per trasformarla in strumento di espressione dell’inconscio e dell’individualità. Tutta la seconda metà del secolo scorso ha beneficiato di questa “liberazione” e di questo viaggio interiore raccontato in capolavori dell’arte del Novecento come Pollock, Picasso, Ernst, Magritte.

La pittura di Jean Pierre Landau trova le sue radici in un ambiente familiare fertile all’arte. Il padre, Sigmund Landau, contagia il figlio nella sua passione per la pittura. In essa Jean Pierre ritrae spesso in figure le difficoltà espressive verbali. Il segno e la composizione arriva o supplisce là dove la parola non riesce a schematizzare e a trovare un suono: il pensiero non viene raccontato, ma “fotografato”. In questa ricerca la sua professione di psicoanalista lo ha portato a fondare, con sua moglie, Tamara il gruppo Mnemoart che raccoglie diversi artisti/psicoanalisti.

“Mnemoart   – spiega Tamara Landau – vuole far conoscere, al pubblico che arriverà a Milano per l’Expo, un altro aspetto dell’energia per la vita dell’essere umano: la parola. L’uomo ha un bisogno primario di essere nutrito tanto di parole quanto di cibo per sopravvivere, sviluppare la sua creatività e vivere in armonia con l’ambiente. Il  silenzio reattiva  la crudeltà melanconica e  la pulsione di distruzione. Con questa mostra milanese, il gruppo Mnemoart si propone di evidenziare  come il bimbo si struttura già prima della nascita tramite i colori e il gusto delle parole pronunciate  dalla madre e dal  cibo da lei  ingerito. Sin dall’inizio, è la varietà dei colori  e dei sapori  delle sue parole che gli permette di pensare e, in seguito, di parlare e scrivere. Se si analizza quali siano le parole che vengono per prima a perdersi in una lingua che “muore” sono proprio quelle che  denotano  i colori. I sapori dei cibi dell’infanzia restano invce indelebili nei ricordi di ognuno di noi anche in chi subisce gli effetti di una malattia degenerativa. La vita è musica, gusto e colore delle parole».

CALENDARIO MOSTRE ED EVENTI CORRELATI

17 – 27 febbraio 2015 – ISTITUTO FRANCESE DI MILANO

Bipersonale: LANDAU, père & fils -Sigmund & Jean Pierre Landau

Catalogo a cura di Fortunato D’Amico

 

17 febbraio 2015

Inaugurazione mostra Istituto Francesce ore 19-22

Performance video-poetico musicale con

Catherine Fava-Dauvergne e Claude Yvans

 

24 febbraio 2015 ore 20-22.30

Presentazione libro Istituto Francesce

“Le funambule dell’oblio. Origini prenatali

dell’anoressia e della bulimia”

di Tamara Landau

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27 aprile al 6 maggio 2015 – SPAZIO TADINI

Personale di Jean Pierre Landau” Jean-Pierre Landau: l’ascolto all’opera “

 

27 Aprile Inaugurazione mostra a Spazio Tadini ore 18.30

Performance video-poetico musicale con

Catherine Fava-Dauvergne e Claude Yvans

 

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8 al 23 maggio 2015 – SPAZIO TADINI

Il gusto delle parole: energia per la vita – collettiva gruppo Mnemoart

Tamara e Jean-Pierre  Landau, Sharon Kivland, Louise Narbo, Bruno Contensou, Tobia Rava, Ilaria Borraccino, Sophie Sainrapt. Testi teatrali Irène Krassilchik, Sophie Jabes, contribuzioni Maria-Luisa Trevisan, Aida Balabane, Patrizia Crippa, Piero Andujar, Jemima Zeller, Olivier Courtemanche, Bice Benvenuto, Didier Arnoux, Claire Faugeron … ed altri

 

8 maggio performances con Catherine Fava-Dauvergne, Claude Yvans e un piccolo dialogo teatrale

 

Venerdì 15 maggio performances animata da Laura Pigozzi Voce e psicoanalisi

Francesco Tadini

fondatore della Casa Museo di via Jommelli 24