Archivi categoria: eventi a Spazio Tadini

Il teatrodanza di Federicapaola Capecchi – dal 19 aprile 2018


bodygame-danza-federicapaola-capecchi-opificiotrame

Da giovedì 19 aprile 2018 ha inizio a Casa Museo Spazio Tadini la Rassegna Il teatrodanza di Federicapaola Capecchi.

Una selezione dei suoi migliori spettacoli e di quelli più amati dal pubblico.

Si inizia il 19 aprile con AB [Against Bodies], spettacolo che replica dal 2010, poi andranno in scena Jai P’as…, CORPO 2.0, Resistenze, Raft of Medusa, L’occhio della pittura, BodyGame, Bambini non tirate gli estintori ai carabinieri lo spettacolo con il quale è nata la compagnia OpificioTrame Physical Dance Theatre, per terminare con E Ancora e il debutto della nuova produzione a Gennaio 2019.

La rassegna prevede uno spettacolo al mese e alcune altre performance inserite in eventi e mostre; serate di proiezioni video, incontri e interviste dal vivo con la compagnia, gli ideatori di Coreografia d’Arte e Spazio, Corpo e Potere (Federicapaola Capecchi e Francesco Tadini), colleghi coreografi di Federicapaola Capecchi, giornalisti e drammaturghi.

AB [Against Bodies] di Federicapaola Capecchi, Foto Stefania Patrizi
AB [Against Bodies] di Federicapaola Capecchi, Foto Stefania Patrizi

Il primo spettacolo di questa rassegna è AB [Against Bodies], giovedì 19 aprile 2019, ore 21. Uno spettacolo che mette in primo piano il corpo, il suo significato sociale, il suo “esistere oggi” toccando vari aspetti come la guerra, l’uso commerciale, la detenzione (in varie forme), la percezione individuale del corpo alterata da canoni estetici e da una cultura che penalizza o altera il corretto equilibrio tra mente e corpo. Lo spettacolo prosegue la ricerca sul corpo, tra bellezza, crudeltà e inappagato, iniziata da Federicapaola Capecchi e Lutz Gregor con “Raft of Medusa“, all’interno di Choreographic Collision Part 2, 6° Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia.

AB [Against Bodies] di Federicapaola Capecchi, Foto Francesco Tadini
AB [Against Bodies] di Federicapaola Capecchi, Foto Francesco Tadini
AB [Against Bodies] di Federicapaola Capecchi,Foto Francesco Tadini
AB [Against Bodies] di Federicapaola Capecchi,Foto Francesco Tadini

Jai P’as… è nato per il progetto Spazio, Corpo e Potere – un’idea di Federicapaola Capecchi e Francesco Tadini – [https://spaziocorpoepotere.wordpress.com]. Lavoro la cui attenzione si è incentrata, soffermata e soppesata su una parola: esclusione. L’atto, l’effetto dell’escludere; lasciar fuori, non ammettere. Con un mirino preciso: il punto di vista femminile e il prendere atto di un ambiente, di una condizione sociale, di un confine psicologico: l’esclusione.

CORPO 2.0 parafrasando ciò che dice il filosofo Jean Luc Nancy, rappresenta un tentativo di svelare il corpo, il suo valore e la sue potenzialità, portandolo fuori rotta. Fuori rotta: incamminandosi su un percorso che, poi, tradisce sé stesso. Fuori rotta: un andare senza seguire il senso della corrente, sempre in cerca di un approdo da abbandonare. Al di là di ogni limite, e di ogni pudore ad esprimere un senso “altro”, incurante della coerenza e della costanza. È un tentativo di iniziare un processo di svelamento del corpo, contemporaneamente da un punto di vista maschile e da un punto di vista femminile, per poi prescindere, forse paradossalmente, da entrambi, andando, letteralmente, fuori strada. Quale corpo abbiamo oggi? A che grado, a che punto di corpo siamo? Cosa può il corpo? In un’epoca come la nostra, inebetita dal governo politico delle passioni tristi cos’è il corpo?

CORPO 2.0 di Federicapaola Capecchi, Foto Alvise Alessandro Crovato
CORPO 2.0 di Federicapaola Capecchi, Foto Alvise Alessandro Crovato

Resistenze racconta la necessità e le resistenze dei rapporti umani. La necessità e le resistenze dell’amare, del volere qualcuno accanto a noi, in modo forte. La perdita di una persona importante, cui questo lavoro è dedicato, non è sulla scena in quanto storia, perché personale, intima, privata, riservata. Ma ci sono le riflessioni e le emozioni che questo rapporto umano ha generato e lasciato. Perché circoli un po’ d’amore, ognuno come vorrà. Questo spettacolo ha vinto il Premio Nazionale La Torretta, “destinato a tutti coloro che con il loro lavoro contribuiscono all’esaltazione dell’arte, della cultura, della solidarietà e ad elevarne i contenuti”, ed è valso a Federicapaola Capecchi la selezione internazionale della Biennale Internazionale di Danza Contemporanea per debuttare come giovane coreografa italiana.

Resistenze di Federicapaola Capecchi, Foto Stefania Villani
Resistenze di Federicapaola Capecchi, Foto Stefania Villani

BodyGame terzo spettacolo della trilogia sul corpo iniziata con AB [Against Bodies] e CORPO 2.0, è un lavoro strettamente legato al pubblico e ad un gioco che si innesca fin dall’inizio: provare a dare spazio al corpo, senza troppi perché né parole, i danzatori attori che lo svelano, il pubblico che lo accoglie. Il corpo popolato di ricordi personali e culturali, fantasie, accadimenti. Tracce che permangono nel corpo di ognuno, nella memoria, nella vita di ognuno. “[…] ma che è esplosiva affermazione … che esiste qualcosa a cui fare posto: il mio corpo.” Antonin Artaud – Per farla finita con il giudizio di Dio

BodyGame di Federicapaola Capecchi, Foto Francesco Tadini
BodyGame di Federicapaola Capecchi, Foto Francesco Tadini

Raft of Medusa è lo spettacolo con il quale Federicapaola Capecchi ha debuttato come giovane coreografa italiana alla 6° Biennale Internazionale di Danza Contemporanea di Venenzia. In un tempo che succede al già accaduto, fra i relitti e le rovine, gli orrori e le distruzioni dell’indifferenza di ognuno, i corpi dei danzatori negoziano azioni fisiche e simboliche che rivendicano all’umanità un’ancora possibile, e affermativa, bellezza. Lutz Gregor ha realizzato un film, del quale una parte è parte integrante dello spettacolo e interagisce con i danzatori.

Raft of Medusa di Federicapaola Capecchi, Film e Foto di Lutz Gregor
Raft of Medusa di Federicapaola Capecchi, Film e Foto di Lutz Gregor
Raft of Medusa di Federicapaola Capecchi, Film di Lutz Gregor, Foto Alvise Nicoletti
Raft of Medusa di Federicapaola Capecchi, Film di Lutz Gregor, Foto Alvise Nicoletti

L’occhio della pittura è ispirato all’omonimo quadro di Emilio Tadini, un’opera di 8 metri che è, per Federicapaola Capecchi, forma e sintesi, equilibrio e maestria affabulatoria e pittorica. Un’enorme equazione in cui è discussa la forma d’arte per eccellenza: la vita. E questo spettacolo muove e racconta una storia dove visibile e invisibile, detto e non detto si contendono lo spazio, che non riesce a contenere la narrazione. Dove non si riesce a prescindere dalle persone: chi sono, il loro soggettivo, il carattere, la natura. Dove infanzia ed età adulta sono legate da un filo che tesse domande e trame all’infinito, senza mai riuscire a colmarle. Dove in un mondo in cui tutto procede per significati indotti, la semplicità è una delle cose più difficili da ottenere, da riconquistare, insieme alla propria identità.

L'occhio della pittura di Federicapaola Capecchi
L’occhio della pittura di Federicapaola Capecchi
L'occhio della pittura di Federicapaola Capecchi, Foto Alvise Alessandro Crovato
L’occhio della pittura di Federicapaola Capecchi, Foto Alvise Alessandro Crovato

E Ancora ispirato all’opera Fiaba/Image Magie di Emilio Tadini è un desiderio. Un sogno, una passione, uno stupore, una speranza, un atto d’amore. Un viaggio verso il possibile. Non vuole essere altro che questo. Un viaggio verso un’umanità possibile.

E Ancora 2018 Foto Francesco Falciola
E Ancora 2018 Foto Francesco Falciola

Bambini non tirate gli estintori ai carabinieri Uno spettacolo di riflessione a partire dalla cronaca, da inchieste, testimonianze, filmati, parola, multimedialità, corpi e musica. Una narrazione che attraversa i dati ufficiali forniti da associazioni nazionali e internazionali. Tutto il materiale informativo in scena proviene direttamente dagli archivi di Medici Senza Frontiere e Mani Tese, di Onu e Unicef, da articoli e inchieste. È una manifestazione di disagio – o forse un manifesto di dolore – della generazione nata negli anni ’70. Cresciuta con le prime tv a colori, con l’imposizione dell’immagine, con il boom delle televisioni private, che ha scoperto il sesso con la paura dell’aids, che ha assistito spettatrice alla caduta del muro di Berlino e alla proliferazione degli spot pubblicitari, ma alla quale sono stati insegnati da sempre valori alti e il politically correct. C’è dell’ironia, della malinconia, dell’accusa, dell’impotenza. Non parla di Genova, non parla dei G8, non istituisce processi, non beatifica vittime. Non è la soluzione, è un dubbio.

opificiotrame-spettacoli-bambini-non-tirate-gli-estintori-ai-carabinieri
Bambini non tirate gli estintori ai carbinieri

Passione e desiderio. Sono queste le due parole chiave della vita di Federicapaola Capecchi, tanto come curatrice di fotografia quanto come coreografa. Da quando ha iniziato a collaborare con la Casa Museo Spazio Tadini, nel 2008, ed è divenuta socia nel 2010, con passione e competenza ha sviluppato da un lato un lavoro di ricerca, qualità, accessibilità e valorizzazione dello spettacolo dal vivo, dall’altro sta portando avanti il dialogo di fotografia e danza (non solo come curatrice di mostre fotografiche). Il suo sguardo sul movimento e sul corpo ha, infatti, interessato diversi fotografi, che già la conoscevano come curatrice, che l’hanno chiamata per progetti e workshop.

E ideatrice, insieme a Francesco Tadini di Coreografia d’Arte – Festival Internazionale – di cui sono state fatte 5 edizioni e un libro; a questo si aggiunge la rassegna internazionale Spazio, Corpo e Potere – teatro e danza – che ha visto ospiti celebri come il coreografo Israeliano Emanuel Gat. Per la Casa Museo ha gestito diverse rassegne di musica Jazz, ospitato registi e attori noti ed emergenti, il tutto in una ricerca di visione della scena che appassiona il pubblico perchè lo rende partecipe in prima persona di un evento ogni volta su misura.

Questa rassegna nasce proprio in risposta allapprezzamento del pubblico e alla richiesta di rivedere alcuni spettacoli che sono comunque sempre espressione di una ricerca costante finalizzata allarte alla portata di tutti e con unattenzione alla contaminazione dei linguaggio che è quanto contraddistingue la proposta artistica della Casa Museo Spazio Tadini che ha come fonte primaria dispirazione il pittore e scrittore del 900 Emilio Tadini e la sua passione per larte tutta.

 

IL TEATRODANZA DI FEDERICAPAOLA CAPECCHI

dal 19 aprile 2018 – ogni mese

CASA MUSEO SPAZIO TADINI

Via Niccolò Jommelli 24, 20131 Milano

Info e prenotazioni: +39 02 26 11 04 81 – ms@spaziotadini.it

Federicapaola Capecchi | OpificioTrame Physical Dance Theatre

http://www.opificiotramemilanodanza.wordpress.com

https://opificiotramespettacoli.wordpress.com/

https://issuu.com/mastmedia/docs/si-n.02-donne

http://www.lastampa.it/2014/03/12/blogs/culturanatura/il-teatro-danza-di-federica-paola-capecchi-oE6EhOc1hf5RyN5MEhjnXL/pagina.html

QUI Biografia FOTOGRAFIA di Federicapaola Capecchi, QUI Biografia DANZA, QUI Comunicato Stampa della prima data giovedì 19 aprile 2018

Danza, musica, fotografia in dialogo a Spazio Tadini Casa Museo


Danza, musica, fotografia in dialogo a Spazio Tadini Casa Museo.

25 GENNAIO – 2 FEBBRAIO 2018 DANZA MUSICA E FOTOGRAFIA LIVE – CLUSTER performance in live sound

Da giovedì 25 gennaio 2018, alle ore 21, parte la prima serie di un ciclo di serate di performance dove danza, musica e fotografia creano insieme. Ognuna delle serate avrà un suo tema e la serie di performance sono strutturate in diverse fasi nelle quali la fotografia e i fotografi, gradualmente, passeranno dall’essere ‘a proscenio’ all’essere attori in scena tanto quanto danzatori, musicisti e racconto.

Danza, musica, fotografia in dialogo a Spazio Tadini Casa Museo

Giovedì 25 gennaio 2018 la prima performance è “More than a portrait”. “Un Ring. Al cui interno giocano la musica di oggi, le elaborazioni live di un giovane Dj che produce e mixa EDM, e la potenza del physical dance theatre e della contact. Punto di partenza comune il ruolo e la potenza del corpo e della musica, nel fornire forma, immagine e suono concreti di storie della vita di ogni giorno. Addentrandoci a capofitto nelle maglie degli individui, dei rapporti umani. Giochiamo e parliamo delle persone, di noi, delle cose che ci muovono. Corpo e musica insieme mettono in gioco e in discussione ogni percezione e ogni senso. Un ritratto di ciascuno di noi; corpo e suono in un ritratto dei moti da cui, in fondo, nessuno può esimersi.

Il dialogo tra due generazioni, la mia e quella di Kroserz, è per noi due – che ci siamo visti crescere a vicenda (io solo nel senso più letterale del termine conoscendolo da quando aveva 9 anni) – un susseguirsi di emozioni contrastanti, e così le lasceremo fluire sulla scena, proprio come si addice al live, al qui e ora.

In questa occasione la fotografia – ma solo per questa volta – è a bordo ring. Cercherà di cogliere e restituire dei veri ritratti. Non la riproduzione del soggetto o del movimento ma il racconto di un’intenzione, suscitando una reazione tanto nel soggetto ritratto quanto nell’osservatore. Cercando una sorta di istantanea dell’animo, della potenza del corpo, di un sentimento, di un’idea. Farà della fotografia luce, come la danza è materia viva che vibra, respira nei corpi e si concretizza. Cercherà di cogliere la parte non evidente/manifesta del carattere del soggetto ritratto, di non fermare quell’espressione, volto e movimento, ma di comporre una fotografia che restituisca davvero il senso di quel corpo e un sentimento. Nel tentativo di ritrarre una qualità interiore. More than a portrait. A cimentarsi in questa impresa a bordo ring: Francesco Falciola, Laura Caligiuri, Francesco Summo e Anna Limosani”. (Federicapaola Capecchi)

Le fotografie verranno proiettate direttamente a fine performance per un dialogo diretto tra interpreti, fotografi e pubblico.

I fotografi che partecipano a questa serata sono del Club Fotografico Milanese PHOTOMILANO Fondato e diretto da Francesco Tadini.

La serata successiva è venerdì 2 febbraio 2018 sempre alle ore 21. Le altre date verranno comunicate successivamente.

GIOVEDì 25 GENNAIO 2018

SPAZIO TADINI CASA MUSEO

Via Niccolò Jommelli 24, 20131 Milano

www.spaziotadini.com

MORE THAN A PORTRAIT

Kroserz, Federicapaola Capecchi | OpificioTrame Physical Dance Theatre

ore 20:30 ingresso pubblico, ore 21 inizio

Consigliata la prenotazione

Info e prenotazioni: +39 02 26 11 04 81

opificiotrame@opificiotrame.org

Info e materiale per la stampa ufficiostampa@opificiotrame.org

QUI Biografia di Federicapaola Capecchi

KROSERZ

https://www.facebook.com/djkroserz/

PHOTOMILANO

https://photomilano.org

La Couleur d’un Poème: concorso di poesia


Sabato 23 settembre 2017 alle ore 16,00 , si terrà presso la Casa Museo Spazio Tadini la cerimonia di premiazione della seconda edizione del Concorso Nazionale d’Arte per Poesia, Vernacolo, Haiku e Pittura organizzato da ImmagineArte a favore della FONDAZIONE FRANCESCA RAVA N.P.H. ITALIA ONLUS.

La Casa Museo Spazio Tadini ospita per il secondo anno l’edizione del premio ideato da Maria Grazia Vai: 

” “La Couleur d’un Poème” nasce con l’intento di promuovere la poesia italiana contemporanea in lingua e in vernacolo, divulgare la bellezza della natura e dell’universo in 17 sillabe, quella che gli antichi maestri giapponesi chiamarono haiku, nonché l’estro creativo espresso attraverso la pittura. Nella seconda edizione è stata inserita anche una sezione di poesia a tema ispirato dall’opera pittorica “ La camera da letto “ di Emilio Tadini. Al vincitore verrà consegnata una targa in cristallo che riproduce l’opera su gentile concessione degli eredi”.

Intervento musicale a cura del pianista Luca Pina. 

Intervento canoro di Giulia Pettineo

locandina musica3

 

Durante la cerimonia verrà presentata e consegnata l’Antologia Artistica Inchiostri d’Amore “ che racchiude le opere più belle pervenute al concorso, la cui copertina è stata realizzata con l’opera pittorica vincitrice del concorso e la Silloge del Vincitore della sezione Poesia la cui copertina è stata realizzata con un’opera del Maestro Alessandro Merlo.

Presenzia l’evento una delegazione della Fondazione Francesca Rava N.P.H. Onlus a cui verrà consegnato il ricavato della vendita delle Antologie.

Comitato d’Onore a cura della Giuria del Premio: Alessandro Merlo, Nunzio Buono, Gianluca Regondi, Giuseppe Guidolin, Lia Grassi, Eufemia Griffo, Davide Benincasa

Comitato di accoglienza a cura del Presidente del Premio: Maria Grazia Vai

 Verranno premiati i Finalisti delle 5 sezioni in concorso

(in ordine alfabetico)

Sez. A – Poesia tema libero

Anita Barbaglia  ( Carnevale )

Mirella Bolondi  (Hai strappato la mia collana di perle)

Pietro Catalano  (Un istante prima)

Agata Corsino   (Nebbie)

Vincenzo D’Ambrosio  (L’ultimo spolverio di luce ambrata)

Valeria D’Amico  ( Preghiera – Ai miei figli )

Franca Donà  (Dice cose il giorno)

Carlo Giacobbi   (Elementi)

Vanni Giovanardi  (Invenzioni)

Dario Marelli  (Ho bussato alla tua porta)

Aurora Pace  (Mutazione)

Mara Penso  ( Queste sere )

Flavio Provini  (Ancora un giorno)

Monica Schiaffini (La resa del giorno)

Rita Stanzione  (Tendere d’aria sospesa)

Raffaele Ventola (Il primo brivido)

 

Premio speciale (assegnato dal Presidente del Premio)

Tripepi Matteo ( Milano )

 

Sez. B – Poesia a tema ispirata all’opera di E. Tadini: la “Camera da letto” (leggi testo sull’opera)

La camera da letto opera di EMILIO TADINI
La camera da letto opera di EMILIO TADINI

Anita Barbaglia  (Solo la fanciulla)

Alessandra Beratto (Divertissement ovvero La stanza di Giulia)

Pietro Baccino  (Mi serbo ancora)

Agata Corsino   (Nuda sul tuo letto)

Chiara Marinoni  (La piega dei sogni)

Giovanni Odino  (Domandi ancora)

Flavio Provini  (Voci nel buio )

Antonella Santoro  ( Sopra un cielo di vetro )

Oliva Tentori  (La camera da letto)

Pier Quirica Tola  (L’evoluzione del pensiero )

 

Sez. C – Haiku

Elisa Allo

Pasquale Asprea

Maria Luisa Bandiera

Marina Bellini

Lida De Polzer

Paola Meneghin

Doris Pascolo

Nazarena Rampini

Roberto Timo

Maria Laura Valente

Mara Zilio

 

Sez. D – Pittura

Matteo Bona  (Naturally regained – Primer fotografico e lavorazione digitale)

Anna Rita Cacciatore  (Ho paura di dimenticare – Acrilico su tela alta)

Antonio Cinelli  (Petrol pomp – Acrilico e olio su tela)

Simona De Arcangelis  (Prisma di luce – Acrilico a spatola)

Anna Maria De Bellis   ( Desti-Nation – Acrilici su tela)

Lia Fantoni   (La luce rivelata  –  Acrilici su tela)

Giuliano Giuliani  (China Girl – Olio e acrilico)

Paola Meneghin    ( Sandy – Acquarello e matite)

Sergio Riviera  (Gran Canyon  – Acrilico, iuta, cartone canettato, lamine d’oro e d’argento)

Mariella Zoppi  (Lunaria – Inchiostri )

 

 

Sez. E – Vernacolo “Memorial Antonio Regondi”

Renato Arosio   (Un amur cal dura amo’ )

Pietro Baccino  (Moŕe)

Stefano Baldinu  (Una antiga cantone)

Fabrizio Bregoli   (Tèrã raìs e sèner)

Emilia Fragomeni  (Duci profumi )

Luciano Gentiletti   (Er peso de la vecchiaja)

Vanni Giovanardi   (L’è al mè sangue )

Gaetano Lia  (Quantu famigghi…)

Rosaria Lo Bono  (Pinzeri novi e stanchi)

Elena Maneo   (Eroine de a me infansia)

Patrizia Ortalli  (Al me’ bell marinar )

Calogero Pettineo  (Ammucciuni)

Enrico Sala  (I dòn del la bügàda)

Andreina Solari  (Domàn)

 

“ la Vita è una tela che ci disegna prima ancora che i nostri passi conoscano la luce. Quando questo accade, lei ci passa i colori, lasciandoci tra le mani del tempo il compito di continuare a riempire ciò che oggi è bianco e che domani lo sarà di nuovo. E quello che ci rende speciali è il coraggio di desiderare ogni giorno una nuova tinta. E raccontarla… “

Maria Grazia Vai

Fotografia sportiva al Milano Bici Festival: Alessandro Trovati incontra Paolo Ciaberta a Spazio Tadini


Alessandro Trovati, Pentaphoto / MateImage
93 Giro d’Italia. 7 tappa Carrara Montalcino 222km.
14, Maggio 2010 (photo/Pentaphoto- Rcs Alesandro Trovati)

La fotografia sportiva al Milano Bici Festival: Alessandro Trovati, il più grande fotografo sportivo italiano, incontra il fotografo Paolo Ciaberta, reporter appassionato di ciclismo.

Lunedì 5 giugno 2017, alle ore 19:30, in collaborazione con Upcycle Milano Bike Café, e inserita nel Milano Bici Festival, un’altra serata dedicata alla fotografia sportiva e al ciclismo. Mercoledì 31 maggio, Alessandro Trovati con Andrea Berton, voce storica della radiocronaca ciclistica ed esperto sportivo, hanno raccontato come nascono alcuni degli scatti più famosi tra Giro d’Italia e Tour De France; e affascinato il pubblico con aneddoti e storie vere del “dietro le quinte” del Giro d’Italia.

Lunedì 5 giugno, Alessandro Trovati e Paolo Ciaberta parleranno di fotografia e di fotografia sportiva, sollecitati da Federicapaola Capecchi – curatrice della mostra “Lo sport in bianco e nero” di Alessandro Trovati in corso a Spazio Tadini fino al 18 giugno 2017-, e Francesco Tadini – fondatore di Spazio Tadini e ideatore del Milano Bici Festival -.

Alessandro Trovati, Pentaphoto/MateImage1
Matteo Fontana, Passo dello Stelvio 2015, PH. Alessandro Trovati, Pentaphoto/MateImage

Un’occasione per chiedere, indagare e incuriosirsi, tra le scelte, le azioni, le abitudini, le passioni del più grande fotografo sportivo italiano (Alessandro Trovati), e di un reporter appassionato di ciclismo (Paolo Ciaberta).

Un appuntamento che rientra nell’ambito della mostra “Lo Sport in Bianco e Nero” e del Milano Bici Festival.

Alessandro Trovati, tra i più grandi fotografi sportivi e grande esperto di giochi olimpici. Da Atene 2004 a Pechino 2008 a Londra 2012 a Pechino 2012 possiamo dire che Alessandro Trovati ha fotografato i più grandi momenti e protagonisti della storia delle recenti Olimpiadi. Alessandro Trovati, Canon ambassador, figlio d’arte di Armando fondatore dell’agenzia Pentaphoto, da più di 25 anni segue le più importanti manifestazioni sportive mondiali. Ha vinto numerosi premi tra cui “Foto dell’anno 2012” con uno scatto sul triathlon, “Momenti di Sport Campione d’Italia” 2012 e 2014 e altrettanti riconoscimenti nazionali e internazionali.

Fotografo freelance e ciclista amatoriale, Paolo Ciaberta è nato a Torino nel 1972. Ha iniziato a lavorare come fotografo professionista nel 2000 sui palcoscenici teatrali. Negli anni ha sviluppato un’attenzione particolare per il reportage, che cerca di trasferire in altri lavori, dai servizi giornalistici agli articoli sportivi. Da anni lavora con le principali riviste internazionali di ciclismo ed aziende del settore.

Alessandro Trovati, Pentaphoto/MateImage2
Giro d’Italia 2013–Il gruppo pedala sulla salita Anghiari 9° tappa San Sepolcro-Firenze km 170 11 Maggio 2013. (AlessandroTrovati/Pentaphoto)

PROSSIMI APPUNTAMENTI DEL MILANO BICI FESTIVAL:

Mercoledì 7 giugno ore 19.30

Simone Lunghi tra i membri storici di Critical Mass riferimento per giri di massa serali in bicicletta dialoga con Marco Mazzei esperto di ciclismo e mobilità

Giovedì 8 giugno ore 19:30
Roberto Peia autore di “E’ tutta mia la città”
Alberto Soana autore di “Milano e dintorni in bicicletta”
in collaborazione con Ediciclo Editore

MERCOLEDì 14 giugno 19.40

Dalle ciclofficine milanesi alla bottega del verde del pedale
Paolo Malara di Cascina Cuccagna e Marco di Bici e Radici

 

GIOVEDì 15 giugno 19.30

Pedalare verso l’alto

Riccardo Barlaam La vertigine della salita e Stefano Scacchi A quarantotto tornanti dal paradiso

in collaborazione con Ediciclo Editore

16 giugno 19.30

Paolo Pilo reading musicale

Discomusic ed EDM ne parlano Luca Pollini e Francesco Basile


Musica: generazioni a confronto

DALLA DISCOMUSIC All’EDM

 

 

 

 

 

Luca Pollini dialoga con Francesco Basile

12 maggio ore 18,30 Casa Museo Spazio Tadini 

Via Niccolò Jommelli, 24 Milano

Voi della generazione anni 70/80 cosa capite della musica dei vostri figli? E i nostri figli cosa hanno recepito del linguaggio musicale di quegli anni? La musica è sempre stata un elemento di comunicazione e aggregazione che ha segnato il passo dei cambi generazionali. Quali sono le nuove prospettive?

Ci parleranno di questi temi Luca Pollini, giornalista ed esperto di musica e un giovane dj Kroserz, Francesco Basile.

La premessa di Luca Pollini

RIBELLI IN DISCOTECA

 

Come una generazione allo sbando si rifugiò nella musica Disco

Raccontare la Discomusic e quello che ha contribuito a creare: questo è lo scopo della lecture che sviscera e seziona il periodo in cui la musica disco conquistò il mondo, andando oltre il semplice ascolto del brano di successo o la facile nostalgia dei tempi che furono.

Nel Travoltismo italiano di fine anni Settanta si vede un fenomeno di disimpegno sociale che allontana i giovani dalla cultura e dalla partecipazione di massa per portarli al qualunquismo, tanto che i politici lo bollano come «tomba dell’impegno politico giovanile». In effetti, quello è il periodo in cui lo spirito del Sessantotto è definitivamente abbandonato: i giovani non sognano più la rivoluzione ma solo di essere felici. E così che in Italia nella seconda metà degli anni Settanta chiede al fenomeno Disco solo un’occasione per evadere. La discomusic sarà stata un’arte “minore” e le discoteche un luogo di “evasione”, ma sono riuscite a fare da tampone alle tensioni sociali, stemperando le rabbie e le insoddisfazioni politiche accumulate nel decennio precedente dai giovani, restituendo energia e fiducia a una generazione che stava paurosamente sbandando.

Luca Pollini, milanese, è cresciuto nella Milano degli anni Settanta. Studioso di costume, all’attività di giornalista unisce quella di saggista e autore. Ha pubblicato, tra gli altri, I Settanta, gli anni che cambiarono l’Italia; Gli Ottanta, l’Italia tra evasione e illusione; Musica leggera. Anni di piombo; Amore e rivolta a tempo di rock; Ribelli in discoteca; Immortali, storia e gloria di oggetti leggendari. Per il teatro ha scritto gli spettacoli Hippie, a volte tornano e Ci hanno rubato la parola amore. Collabora con mensili e quotidiani, si occupa di storia contemporanea.
Crede nel rock e rimpiange il Parco Lambro (inteso come Festival).

 

La premessa di Francesco Basile

LA MUSICA DEI VENTENNI

BOUNCE GENERATION

Più musica meno parole, più festival e meno guerre

Musica elettronica, musica da ballare, musica da discoteca o da festival: semplicemente EDM (Electronic Dance Music). È questo il gigantesco raccoglitore che unisce l’immensa moltitudine di generi di musica elettronica nati e risorti sotto altre forme, in un velocissimo processo iniziato con la disco anni ’70. È una musica non solo ascoltata da una gran parte dei giovani, ma anche, da molti di questi, mixata e prodotta grazie alle nuove tecnologie sempre più accessibili a tutti. Dal club agli immensi festival, dal vinile alla chiavetta, dalle rockstar sui giornali ai dj produttori su tutti i social. Questo è il mondo in cui i giovani del nuovo millennio si esprimono e si identificano, questo è il mondo dell’elettronica. La musica dei ventenni è ricca di bassi e molto percussiva, l’importanza delle parole viene soppiantata dal ruolo delle basse frequenze, il ritornello diventa drop e il battito di cassa diventa il ritmo del movimento collettivo.

Francesco Basile (Kroserz)

Conseguita la qualifica di dj presso Recreative 12.0 a Milano a 17 anni da tre suona e produce e organizza eventi a Milano.

 

Danza: Instant you, performances e buon vino da sabato 14 maggio 2016


Instant-You-Estiva

INSTANT YOU

sabato 14 maggio 2016

martedì 1 e venerdì 10 giugno & tutti i giovedì di luglio a partire dal 7

Spazio Tadini, Via Niccolò Jommelli 24, Milano

Torna INSTANT YOU, in concomitanza con il cambio di apertura e orari estivi della Casa Museo Spazio Tadini: danzatori, performers, musicisti, fotografi, una casa museo da scoprire di stanza in stanza, un buon vino e tu! Continua a leggere Danza: Instant you, performances e buon vino da sabato 14 maggio 2016

Teatro Darkroom 7 euro e 51 centesimi per una bandiera italiana di e con Marco De Meo


teatro Marco De Meo Darkroom Spazio Tadini Teatro. All’ interno della sezione teatro-danza-musica curata da Federicapaola Capecchi, torna a Spazio Tadini Darkroom € 7.51 per una bandiera italiana. Lo spettacolo debuttò a Spazio Tadini il 10 marzo 2012 all’interno del progetto Spazio, corpo e potere – un’ idea di Federicapaola Capecchi e Francesco Tadini – e replica ora nella sua nuova versione, con la consulenza alla regia di Danio Manfredini. Continua a leggere Teatro Darkroom 7 euro e 51 centesimi per una bandiera italiana di e con Marco De Meo

Arte, danza e musica: instant you, sabato 4, mercoledì 8 e venerdì 10 luglio 2015


danza, musica, fotografiaINSTANT YOU

sabato 4, mercoledì 8 e venerdì 10 luglio 2015

@Spazio Tadini, Via Niccolò Jommelli 24, Milano

dalle 19 alle 21

Danzatori, performer, musicisti, anche dal vivo, un terrazzino, un cortile, una sala delle colonne, del buon vino e tu! Continua a leggere Arte, danza e musica: instant you, sabato 4, mercoledì 8 e venerdì 10 luglio 2015