Archivi categoria: mostre milano

Rapsodia in Blu: raccontata e ascoltata con Alberto Mancini

La Rapsodia in Blu di Gershwin ascoltata e raccontata da Alberto Mancini venerdì 24 febbraio 2023 alla Casa Museo Spazio Tadini (mappa) alle ore 21 (ingresso 10 euro). Cosa si intende per “Rapsodia”? E perché “in blu?” Come è nato uno dei più famosi e iconici brani jazz di tutti i tempi? A queste e altre domande daremo risposta in questo incontro, dove il brano non verrà solo eseguito, ma anche raccontato nel suo contesto storico tra proibizionismo, boom economico e la scena jazz newyorkese.  

La Casa Museo Spazio Tadini è lieta di invitarvi a scoprire la storia di uno dei brani che ha segnato la storia.

Inoltre, grazie all’aiuto di video e immagini preparati per l’occasione, la rapsodia verrà spiegata in maniera fruibile anche a coloro che non si intendono di musica, e questo ci porterà poi ad apprezzare ancora di più l’esecuzione di un brano che già conoscevamo, ma che abbiamo imparato a capire. 

Il concerto prevede l’esecuzione del brano (circa 15 minuti) preceduto da una conferenza di circa mezz’ora. La conferenza è a sua volta divisa in due sezioni: nella prima si inquadra il brano nel suo periodo storico e nel suo ambiente sociale, raccontando l’autore e la genesi dell’opera, arrivando a capire come e perché questo brano è diventato l’icona di New York, e un periodo storico, i ruggenti anni 20. Nella seconda parte dello spettacolo il concerto viene analizzato grazie a supporti audiovisivi.

Vengono esposti tutti i temi presenti nell’opera, analizzata l’influenza della musica blues, del kletzmer, delle canzoni di broadway. Vengono raccontate le particolarità della composizione e come la sua esecuzione è cambiata nel corso dei decenni. 

Alla fine della conferenza, il pubblico potrà quindi ascoltare il brano riuscendo a coglierne le particolarità e le caratteristiche, arrivando ad assaporare, attraverso la musica, tutta la vibrazione di un mondo musicale nel suo periodo storico. 

Lo spettacolo ha avuto la sua prima durante Piano City 2022 ed è stato un grande successo; così ho deciso di riproporlo in modo che più persone possano godere di questo lavoro.  

Video di presentazione del concerto: 

Alberto Mancini

Nato nel 1990 a Milano e cresciuto in Brianza, ha studiato musica classica con il Maestro Massimo della Bassa, poi specializzandosi in jazz prendendo il diploma a pieni voti in pianoforte jazz sotto la guida dei Maestri Franco D’Andrea e Paolo Peruffo. Segue inoltre le masterclass di Dave Holland, Dado Moroni, Gil Goldstein, Joe Lovano, Antonio Ciacca. Vincitore della borsa di studio U.N.C.L.A. nel 2016 per meriti compositivi nell’ambito della composizione Jazz per uno dei brani del gruppo Deaf Kaki Chumpy, di cui è fondatore e autore. Tolta l’attività nel gruppo prog-jazz Motel Kaiju con all’attivo diversi concerti internazionali, la sua attività concertistica si svolge per lo più nell’ambito del jazz milanese. Alberto è inoltre arrangiatore e assistente del corso di musica d’insieme del Maestro Tony Arco presso i Civici Corsi di Jazz di Milano. Fondatore e vicepresidente dell’associazione Play Now, si occupa stabilmente di didattica musicale. Attualmente studente di Musica Applicata al Conservatorio di Rovigo, nel 2021 ha iniziato un canale tiktok e instagram per condividere approfondimenti sulla musica e le colonne sonore. 

Dialogue – mostra fotografica Nella Tarantino e Francesco Tadini

Dall’11 febbraio al 5 marzo 2023 la mostra fotografica Dialogue vi propone un duplice sguardo e lavoro di ricerca quello di Nella Tarantino e di Francesco Tadini che la ospita nel suo studio fotografico all’interno della Casa Museo Spazio Tadini. Una selezione di foto dove ogni autore mette in mostra una scelta di ciò che più rappresenta la propria ricerca fotografica. Nella Tarantino vi trascinerà nei suoi chiaroscuri e nelle sue ombre, mentre Francesco Tadini, vi farà seguire i suoi movimenti, la sua luce, i suoi colori. Apertura 11 febbraio ore 18.00 Casa Museo Spazio Tadini via Jommelli, 24 Milano.

Ricerche diverse e per questo interessanti da vedere insieme per offrire allo spettatore un modello di fotografia che non si pone l’obiettivo di documentare, né di aderire al reale o a qualche forma di verità o di raffinata ricerca tecnica, ma semplicemente di raccontare come una penna un pensiero, come un pennello un profilo, come un colore una luce.

La mostra Dialogue nasce da un approccio all’arte maturato dal vissuto di Francesco Tadini. Dopo la morte di suo padre, Emilio Tadini, pittore e scrittore, ha scelto di creare per lui un luogo espositivo e di archivio, la Casa Museo Spazio Tadini, e di metterlo in dialogo con il contemporaneo. Francesco è cresciuto ascoltando e vedendo suo padre dialogare con pittori, scrittori, giornalisti, filosofi per cui l’arte non può prescindere dal confronto. Così quando dalla regia televisiva si è avvicinato alla fotografia non poteva che farlo come aveva imparato. Ha iniziato a “dialogare” costituendo un gruppo social PhotoMilano che oggi catalizza e indaga la ricerca di centinaia di fotografi internazionali. Adesso che il suo percorso fotografico ha acquisito un’identità forte e riconosciuta, questa esigenza di confronto è passata dall’on line al mondo reale.

Nella Tarantino è una delle fotografe di PhotoMilano e arriva alla fotografia dall’architettura. L’attenzione per la composizione, per i volumi e il suo rapporto con l’ombra sono molto importanti. Dichiara che per lei la fotografia è un respiro, uno sguardo sulla bellezza. La foto, dunque, non è lo scatto di un mezzo meccanico che permette di mostrare qualcosa in quel momento, ma l’immagine che lei cerca di dare al respiro di qualcuno, forse anche al suo. In mostra ci saranno diversi suoi scatti e il libro “We always return” (

Note a margine su Richard Hamilton – mostra fotografica

Note a margine, dal 21 febbraio al 5 marzo 2023. Opening sabato 21 gennaio dalle ore 18:00, Casa Museo Spazio Tadini, via Niccolò Jommelli 24, Milano. Note visive a partire da due opere di Richard Hamilton: Portrait of the artist by Francis Bacon e Just what is it that makes today’s homes so different? A questi due lavori si sono ispirati i fotografi: Patrizia Eichenberger, Mauro Tozzi, Annalisa Ceolin, Aldo Moglie, Maria Elvira Mora, Walter Ciceri, Luca Barovier, Angelo Zzaven, Alberto Mancinii, F. Romana Semerano, Donatella Sarchini, Daniele Fumagalli, Corrado Formenti, Emanuele Ortoleva, Sergio Catitti.

VISITA LA PAGINA PER SCOPRIRE LE OPERE E I DETTAGLI DEL PROGETTO

Questa è la prima tappa di un progetto che, progressivamente, percorrerà l’intera collezione museale della Casa Museo Spazio Tadini – luogo consacrato alla figura del grande artista e scrittore del Novecento italiano Emilio Tadini – alle cui pareti sono esposte opere di artisti che, con Tadini, hanno stretto amicizia e svolto collaborazioni in vari decenni di attività. L’idea è quella di affiancare – alle opere della collezione – note visive (fotografie, ma non solo) derivanti dalla visita museale e dalla sua rielaborazione. Con Note a margine si guarda un’opera, la si gode, la si studia (recuperando anche delle informazioni che ci permettano di contestualizzarla nell’ambito storico e artistico del momento in cui è stata creata)… poi la si riguarda e si lascia che la facoltà associativa strutturi qualcosa…. fino alla produzione di un’opera che ne sia una “nota”.

Richard Hamilton – uno dei padri della Pop Art – con Emilio Tadini ha stretto sodalizio fin dalla sua prima mostra milanese, negli anni Settanta allo Studio Marconi, stessa galleria dalla quale Tadini è stato trattato per decenni. Richard Hamilton noto per essere il padre della pop art inglese, è difficilmente classificabile. Per quanto nel corso della sua carriera abbia utilizzato una grande varietà di tecniche, le opere eseguite a collage sono tra le più riconoscibili. Centrale è l’interesse per il lavoro di Marcel Duchamp che lo induce a sperimentare negli anni tecniche e linguaggi diversi, al punto da utilizzare sempre più spesso dispositivi digitali per la manipolazione di immagini creando un dialogo tra tecnica, tecnologia ed estetica.

Richard Hamilton nasce a Londra nel 1922, si forma al Westminster Technical College, alla St. Marthin’s School of Art alla Royal Academy School e infine alla Slade School of Art, e inizia a lavorare nel campo della pubblicità. Nel 1950 presenta una selezione di opere grafiche nella sua prima personale che si tiene alla Gimpel Fils Galery, e l’anno seguente inizia a collaborare con l’Institute of Contemporary Art di Londra. Membro fondatore dell’Independent Group, che si propone di analizzare i mutamenti culturali in atto nella società contemporanea. Alla metà degli anni Cinquanta, inizia a realizzare collages che rappresentano la mitografia del quotidiano, con i quali si impone come uno dei precursori e dei massimi esponenti del pop britannico. Cos’è che rende le nostre case così diverse, così attraenti? è l’emblema della mostra This is Tomorrow che si tiene nel 1956 alla Whitechapel Art Gallery, curata dallo stesso Hamilton e da altri membri dell’Independent Group. Gli interni domestici, le immagini che ricorrono ossessivamente nei mass media e gli status symbol della società dei consumi sono il tema prevalente delle sue opere successive. ($he, 1958-61; Adonis in Y Fronts, 1962; Interior, 1964-65). Alla metà degli anni Sessanta, dopo un viaggio negli Stati Uniti, lavora alla serie dedicata al Guggenheim Museum di New York, che espone alla Robert Fraser Gallery e in seguito anche allo Studio Marconi. Inoltre inizia la ricostruzione del Grande vetro di Marcel Duchamp, di cui nel 1966 organizza una retrospettiva alla Tate Gallery. Invitato ad insegnare nei più prestigiosi istituti britannici, ottiene numerosi riconoscimenti e dagli anni Settanta ha importanti retrospettive in tutto il mondo (1974, New York, Monaco e Tubinga; 1979, 1982 e 1992, Tate Gallery, Londra). Una raccolta di suoi scritti viene pubblicata da Thames and Hudson nel 1982. Nel 2003 la Serpentine Gallery di Londra dedica all’artista un’importante personale. Richard Hamilton muore nel settembre del 2011.