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Gabriele Poli: la mostra Tappe Cromatiche aperta fino al 2 luglio 2017


Gabriele Poli Tappa 2 tecnica mista su tela

PROROGATA FINO AL 2 LUGLIO 2017 la mostra “Tappe Cromatiche” di Gabriele Poli A cura di Francesco Tadini e Melina Scalise

Il ciclo pittorico che l’artista Gabriele Poli ha dedicato ai ciclisti sarà visibile ancora fino al 2 luglio 2017. Uno studio del movimento del corpo/bici molto evidente. Il ciclista o il gruppo di ciclisti, sono ritratti sotto diverse angolazioni. Cambiano costantemente le prospettive dell’osservatore e lo spazio sembra trasformarsi, plasmarsi attraverso questo corpo che fende o attraversa lo spazio. Una metafora del vivere e del condividere vittorie e fatiche in un corpo unico con il mezzo in uno spazio e in un destino che si plasma con la volontà del movimento.

Una ricerca – QUI MAGGIORI INFORMAZIONI E IL TESTO DELLA MOSTRA – dove tutto è movimento e il colore è pura emozione enfatizzata da uno straordinario uso dei bianchi e dunque della luce. L’uomo è sempre al centro, è un individuo che lotta e che cerca il riscatto sociale tanto quanto una sua spiritualità.

Gruppo 2012 .- serie tappa cromatica Gabriele Poli

L’uomo, la fatica, l’obiettivo e il traguardo da raggiungere sono anche al centro delle fotografie di Alessandro Trovati – in mostra fino al 2 luglio 2017 – che vi introdurranno o chiuderanno il Vostro viaggio tra la materia e i colori di Gabriele Poli.

TAPPE CROMATICHE

A cura di Francesco Tadini e Melina Scalise

PROROGATA FINO AL 2 LUGLIO 2017

da mercoledì a sabato dalle 15:30 alle 19:30

domenica dalle 15 alle 18:30

Milano Bici Festival: Roberto Peia e Alberto Soana presentano due libri di Ediciclo giovedì 8 giugno 2017


Roberto Peia e Alberto Soana, Ediclico, Milano Bici Festival

Giovedì 8 giugno 2017, alle ore 19:30, tra gli eventi del Milano Bici Festival, in collaborazione con Ediciclo, Partner del Festival, Roberto Peia e Alberto Soana presentano i libri “Tutta mia la città” e “Milano e dintorni in bicicletta”. Un romanzo e una guida per scoprire insieme i segreti della città.

Alberto Soana, Milano e dintorni in biciclettaMilano e dintorni in bicicletta. 20 itinerari in città e fuori porta, lungo le vie d’acqua, di Matteo Scarabelli e Alberto Soana, svela l’anima di una città complessa e dai mille volti. Le vie d’acqua di Milano sono una formidabile possibilità di fuga dalla metropoli: bastano pochi chilometri per ritrovarsi lontani dalle frenesie del traffico, al cospetto di ville superbe, castelli e antiche cascine. Ma anche le grandi aree verdi dell’hinterland riservano al ciclista spazi per pedalare in tranquillità lungo piste adatte a tutte le esigenze, comprese quelle delle famiglie con bambini piccoli. Scappare da Milano, comunque, non è obbligatorio: la città si sta trasformando e la mobilità sostenibile è una colonna portante di questo cambiamento. Con un po’ di attenzione, e i consigli di questa guida e i suoi 20 itinerari ciclabili, la bicicletta può portare a scoprire, tra nuove architetture, tesori di storia e archeologia industriale, l’anima di una città complessa e dai mille volti.

Alberto Soana

Alberto Soana è milanese ed è un architetto con la passione della bicicletta. Sulle due ruote ha curiosato in Italia, Francia e Slovenia, fino ad attraversare gli Stati Uniti da Ovest a Est.

Roberto Peia, tutta mia la cittaTutta mia la città di Roberto Peia, racconta del primo servizio di consegne in bicicletta milanese. Gli Urban Bike Messenger, messaggeri urbani a pedali, oggi hanno il volto di Roberto Peia, ex giornalista ora devoto alle due ruote e al suo uso metropolitano come mezzo per una mobilità alternativa ecosostenibile e silenziosa. Dopo due anni e mezzo di consegne, con alle spalle la certezza di un lavoro che è ormai garantito e apprezzato da molte aziende, l’autore ci racconta la sua esperienza a cominciare dalle corse pazze per la città, gli incontri e gli scontri; riesce così a raccontare da un punto di vista inedito, luoghi e persone, fatti di cronaca e a intrappolare nei raggi della sua bicicletta i mille volti di una Milano che è per definizione in continuo movimento. Il suo è uno stile meticcio, forgiato dalla strada, che va dal resoconto giornalistico alla narrazione pura, con un tono a volte arrabbiato a volte sognante, che fa restare il lettore attaccato alla terra per volare con la mente. Prefazione di Chris Carlsson.

Roberto-Peia-UBM
Roberto Peia

Roberta Peia giornalista professionista con esperienze sia su carta stampata, che Tv e radio, scrittore e presidente di Upcycle cafè. Ha fondato UBM – URBAN BIKE MESSENGERS, la prima compagnia di corrieri in bicicletta a Milano.

Durante l’evento del Milano Bici Festival con Roberto Peia e Alberto Soana è possibile visitare la mostra fotografica Lo sport in Bianco e Nero di Alessandro Trovati e la mostra di pittura Tappe Cromatiche di Gabriele Poli

Informazioni + 39 02 26 11 04 81 – federicapaola@spaziotadini.it

Francesco Tadini: al Castello Sforzesco, Palazzo Reale, Palazzo Marino mostre ed eventi a Milano


Milano
Milano, foto Francesco Tadini

Francesco Tadini – al Castello Sforzesco, Palazzo Reale, Palazzo Marino mostre ed eventi a Milano da non perdere. Oltre, naturalmente, a consigliarvi di fare un salto a Spazio Tadini, questa settimana, per la mostra fotografica dei Sony World Photography Awards – davvero esclusiva e di rilievo internazionale – e per la presentazione, venerdì 30 settembre ore 18:30 di un libro fresco di stampa: Emilio Tadini parole&figure edito da Pagine d’Arte, di cui parleranno (leggi al > LINK, sul sito ufficiale di Francesco Tadini) anche stralci dai testi) il grande storico e critico d’arte Arturo Carlo Quintavalle, Paolo Di Stefano del Corriere della Sera,  l’artista e disegnatore Tullio Pericoli, il gallerista Giorgio Marconi, Anna Modena, Silvia Pegoraro, Gianni Turchetta, Giacomo Raccis, Rosa Pierno, Francesca Priori, segnalo – a turisti o lavoratori di passaggio a Milano, magari per la Fashion Week 2017 – un panorama milanese di “cose da fare e vedere” estremamente stimolante.

Milano, la capitale italiana della moda, città internazionale e crocevia d’Europa, vivace centro industriale e culturale, merita sempre più una visita e offre qualcosa di nuovo, curioso e attraente a ogni personalità. Anche se l’avete già vista più volte, visitando le sue bellezze architettoniche, dal Duomo al Castello Sforzesco, le sue opere d’arte più ammirate come il Cenacolo di Leonardo da Vinci o la Pietà Rondanini di Michelangelo, e i suoi musei più famosi, quali il museo della Scienza e della Tecnica o la Pinacoteca di Brera, troverete sicuramente qualcosa di inedito in grado di suscitare il vostro interesse.
Ogni settimana non si contano le inziative, le mostre, le fiere e gli eventi che la città riesce ad offrire.
Che abbiate a disposizione una sola giornata, un weekend o un’intera settimana, non avrete che l’imbarazzo della scelta e non vi annoierete di sicuro

Musica e spettacoli

Se amate la musica classica apprezzerete certamente il ricco calendario di concerti proposto dalla Casa della Musica di Milano. Più di 140 appuntamenti, sotto il titolo di “Palazzina Liberty in Musica” che hanno preso il via il 10 settembre e si concluderanno a giugno del prossimo anno. Gli appuntamenti per il prossimo fine settimana sono:
– sabato 1 ottobre spettacolo musicale “Con Enzo” con Paolo Jannacci. Ingresso libero
-domenica 2 ottobre concerto “Segnali” a cura dell’orchestra Milano Classica. Ingresso intero 13€, ridotto 10€

Continua, dopo ormai 5 anni di attività, l’iniziativa Palazzo Marino in Musica, organizzata da Equivoci Musicali. Una serie di concerti gratuiti tenuti nella sala Alessi presso la sede del Comune di Milano.

Expo ha ormai chiuso i battenti ma, dopo la riapertura dello spettacolare Albero della Vita simbolo dell’Esposizione Universale 2015, il parco ha ripreso vita e offre un nutrito programma di esibizioni live inserite nella rassegna Experience On Stage. Teatro, danza, musica, mostre e laboratori, hanno trovato qui una cornice suggestiva ed accogliente. Gli appuntamenti proseguono fino al 30 Settembre.

Il “Bonaventura Jazz” festival presso il Bonaventura Music Club è l’occasione per ascoltare del buon jazz se ne siamo appassionati o di avvicinarci a questo genere musicale se invece non lo conosciamo. Le proposte, varie e numerose, si dipanano nei mesi di settembre, ottobre e novembre, ogni martedi e giovedi alle ore 21. Le prossime date, da oggi alla fine del mese sono:
– mar 22/9 Annamaria Musajo Tango Trio
– gio 29/9 Giovanni Falzone Border Trio

Preferite il rock? Ecco ciò che fa per voi: il Rock in Park festival. Dal 14 settembre al 2 ottobre si esibiscono i migliori artisti nazionali ed internazionali. Ecco il LINK per info e prenotazioni

Il 30 settembre al Teatro Nuovo di Milano va in scena la quarta edizione di “Buon compleanno Mimì“, spettacolo dedicato all’arte e alla voce indimenticabile e inimitabile di Mia Martini. Si alterneranno sul palco vari artisti italiani per interpretare una canzone della grande artista scomparsa e raccontare aneddoti e curiosità sulla vita della cantante. Biglietti in prevendita su Ticketone.

Milano è anche una delle location italiane più frequentemente scelta da artisti nazionali ed internazionali per i loro concerti, qui l’elenco dei live in programma a Settembre 2016. Per citarne uno: il 29 e 30 settembre 2016 il concerto di Sarah Jane Morris & Antonio Forcione al Blue Note.

Cinema
Si avvia alla conclusione l’iniziativa “Le vie del cinema” che propone il meglio dei film presentati ai festival nazionali ed internazionali, come la
Mostra del cinema di Venezia, il Festival del film Locarno e il Milano Film Festival.
Lunedi 26 Settembre
All’Arcobaleno Film Center alle ore 15.00 The Journey, alle 18.30 Nocturnal animals, alle 20.30 Liberami
Presso la Multisala Plinius alle ore 19 Los Nadie, alle 21.00 The light between oceans
Martedi 27 Settembre
The woman who left alle ore 15.00 presso Eliseo Multisala e alle ore 19.00 presso Anteo Spazio Cinema.

Il cinema che non c’è è un evento particolare che si prefigge l’obiettivo di raccogliere fondi, con l’hastag #IWant #Cinewall, per creare una nuova location cinematografica alternativa a Milano, un luogo dove valorizzare il cinema in particolare e la cultura in senso generale. Sono in programma diversi film che hanno partecipato a rassegne internazionali, proiettati in lingua originale. Il programma completo, davvero interessante, è disponibile sulla pagina FB dell’evento.

Rassegne
Ha preso il via, il 14 settembre L’acqua di Milano che spettacolo, iniziativa nata con un duplice scopo: prima di tutto sensibilizzare ad un uso responsabile di un bene prezioso come l’acqua, poi ricordare che Milano è una città che è nata sull’acqua dei canali che la attraversano e che quindi dall’acqua ha preso vita. La maggior parte dei corsi d’acqua sono stati purtroppo interrati o comunque coperti nel corso dei secoli, ma alcuni rimangono alla vista e alla memoria dei milanesi nella suggestiva zona dei Navigli. Il programma della rassegna, che chiuderà il 18 Ottobre 2016, prevede incontri, conferenze e spettacoli informativi, oltre che la possibilità di vedere alcuni impianti cittadini normalmente chiusi al pubblico usufruendo gratuitamente di una visita guidata. La prenotazione obbligatoria.

Sempre in tema di acqua, Francesco Tadini segnala volentieri la rassegna di arti performative “Habitat – Scenari Possibili” ambientata lungo la pista ciclo-pedonale del Naviglio Martesana. Sono in programma 15 appuntamenti aperti a tutti, il prossimo a Cassano d’Adda domenica 2 ottobre.

Food & Drink
Fino al 2 Ottobre gli amanti della buona cucina – Tadini non fa certo eccezione, insieme a Melina Scalise! – troveranno pane per i loro denti all’International street food festival presso lo scalo Porta Romana. Rappresentanti di tutte le regioni italiane, con anche alcune presenze internazionali, presentano il meglio della gastronomia da asporto e da consumare in strada. Sono previsti anche spettacoli folkoristici e di danze tradizionali.

Gli appassionati di funghi sono attesi alla Sagra del fungo porcino fino al 2 ottobre, per assaggi e degustazioni di questo prezioso e versatile ingrediente. Bruschette, risotti e polenta saranno i protagonisti della sagra.

Bottiglie aperte presso Palazzo delle Stelline nei giorni 1-2-3 ottobre 2016, è la rassegna dove più di 150 aziende vitivinicole si raccontano agli appassionati del settore o a semplici curiosi tramite degustazioni di vino personalizzate. Al termine potrete esprimere la vostra preferenza tramite una votazione

How to cook“, invito al social dinner e corso di cucina tutto in uno. Una serata all’insegna della convivialità, socialità e naturalmente della cucina. Ogni sabato sera, fino ad aprile 2017, prenotazione obbligatoria chiamando il nr 339/8937143

Mostre e visite guidate
Se amate il macabro, a Milano c’è una mostra imperdibile.La mostra Real bodies espone 40 cadaveri e oltre 300 organi umani veri. L’obiettivo è scientifico e divulgativo, cioè informare e sensibilizzare i visitatori riguardo gli effetti nefasti sul corpo umano di una cattiva alimentazione e di stili di vita non esattamente salutari. La mostra sarà visitabile dall’1 ottobre al 31 dicembre 2016. Maggiori info e la presentazione della mostra da parte di Alessandro Cecchi Paone a questo collegamento.

Francesco Tadini non può che suggerirvi anche una buona giornata a Palazzo Reale che offre tre mostre differenti per gli appassionati di vari generi:
– dal 22 Settembre il Giappone è in mostra con la rassegna Hokusai, Hiroshige, Utamaro. Luoghi e volti del Giappone che ha conquistato l’Occidente.
– fino a Gennaio 2017 possiamo lasciarci sorprendere dalle opere impossibili di Escher, tra futurismo e surrealismo. Opere ancora oggi attuali e molto apprezzate
– la notissima canzone di Enzo Jannacci Ho visto un re presta il titolo ad una collaborazione tra Alcantara (l’azienda produttrice dell’omonimo materiale) e il Comune di Milano. Ne nasce una mostra ironica ed irriverente intorno agli appartamenti del principe
Date, orari e prezzi sul portale istituzionale.

Fino al 30 settembre Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, è visitabile gratuitamente grazie all’iniziativa “Palazzo Museo”. Ogni martedi, mercoledi e venerdi sono previsti 4 ingressi, in orari diversi, mattutini e pomeridiani, con ritrovo in Piazza della Scala 2. La visita, in gruppi di max 20 persone, dura circa 45 minuti. Per prenotazioni contattate direttamente il comune di Milano scrivendo a
DSCOM.VisitePalazzoMarino@comune.milano.it.
Sempre all’interno dell’iniziativa “Palazzo Museo” e sempre fino al 30 settembre, è visitabile la mostra fotograficaPalazzo Marino incontra Villa Litta” ospitata nella Sala del Consiglio Comunale.

Se siete interessati all’arte contemporanea, ecco due eventi per voi:
– lo studio Guastalla espone numerose opere di artisti del novecento quali Fontana, Klein, Christo, Warhol e tanti altri sotto il titolo di “La lune en rodage”. Fino al primo ottobre.
– presso la sede dell’Università Bocconi è in corso la sesta edizione di BAG (Bocconi Art Gallery) evento creato per promuovere la conoscenza dell’arte moderna perchè “L’arte contemporanea, anche dove non la si comprende appieno, è arricchimento e apertura della mente”. La mostra, che dura un anno, chiuderà il 12 maggio 2017.

Le Mani Sapienti è il titolo dell’iniziativa ospitata al Castello Sforzesco fino a dicembre 2016 con lo scopo di divulgare l’arte della liuteria. Sono previsti laboratori di liuteria con riparazione e restauro di strumenti, alternati a momenti musicali. Il tutto in una cornice davvero unica. Da non perdere. Se andate sulla blogzine di Francesco Tadini Milano Arte Expo troverete una rubrica fissa dedicata alla musica a cura della Fondazione Antonio Carlo Monzino, promotrice degli eventi periodici di Le Mani Sapienti.

Alla Triennale di Milano va in scena la storia del design con particolare attenzione alla sua declinazione al femminile. Storia, curiosità e moda nella mostra W.Women in Italian Design, aperta fino a febbraio 2017 .

Visto il successo ottenuto, è stata prorogata fino al 16 ottobre la mostra dedicata ai vulcani presso il Museo di Storia Naturale. Origine, evoluzione, storie e segreti dei vulcani, con laboratori didattici. I vostri bambini ne rimarranno affascinati!

Libri e Fumetti

Sei stato fulminato dalla Pokémon Go mania? La mostra che fa per te è al museo Wow spazio fumetto. Troverai di tutto e di più su questi personaggi e anche uno spazio aperto adibito a palestra dove far scontrare i propri Pokemon con quelli di altri visitatori.

Teatro

Racconti di zafferano è uno spettacolo teatrale davvero insolito, scritto ed interpretato da Maria Pilar Pérez Aspa. Un viaggio sulla storia dell’alimentazione, una paiella preparata in scena al momento, spettatori che sono anche commensali intorno ad una lunga tavolata in legno. Spettacolo (e cena) a 22 euro, con prenotazione obbligatoria, presso il Teatro Ringhiera.

Tournèe da bar, tutte le sere fino al primo ottobre, porta invece l’Amleto nei bar storici di Milano, con l’obiettivo di avvicinare il teatro alla gente. Un’iniziativa davvero particolare!

Chiudo questa lista di consigli su cosa fare e vedere a Milano con un’iniziativa simpatica ed alternativa che vi impegnerà nella giornata domenica 2 ottobre.
Il museo Bagatti Valsecchi – parte del circuito delle Case Museo di Milano, come Spazio Tadini: Storie Milanesi – organizza una caccia al tesoro per valorizzare e riscoprire alcuni angoli della città. Si comincia con un brunch a mezzogiorno e poi fino alle 18 si va in giro per le strade e per le piazze cercando la soluzione ai quesiti sottoposti ai partecipanti. La giornata si conclude con una grande festa con musica dal vivo e open bar in un luogo che verrà rivelato al termine della caccia. Per partecipare è necessario iscriversi con la propria squadra (composta da 4/6 persone) seguendo le istruzioni sul sito www.cacciallafesta.it/

Non ci rimane che augurarvi buon divertimento!

Francesco Tadini

Se volete segnalarmi i vostri eventi, mostre, spettacoli, concerti, performance … o se volete confrontarvi con me e Melina Scalise sulle vostre opere, idee, progetti (lo spazio di di Jommelli 24 serve soprattutto a questo) scrivete alla mail: francescotadini61@gmail.com

Mostre Milano: Yes – Uno sguardo su nuovi autori e tendenze. Fotografia di matrimonio


cARTOLINA-CollettivaMOSTRA COLLETTIVA

YES

UNO SGUARDO SU NUOVI AUTORI E TENDENZE

Maurizio Beucci, Lucia Dovere, Fabio Bortot, Alessandra Fuccillo, Mattia Colombi, Alessandro Della Savia, Domenico Lops, Nicodemo Luca Lucà, Nicasio Ciaccio, Mauro Parma, Max Allegritti

A CURA DI FEDERICAPAOLA CAPECCHI

dal 19 marzo al 8 APRILE 2016

Mostre fotografiche Milano: YES uno sguardo su nuovi autori e tendenze: Maurizio Beucci, Lucia Dovere, Fabio Bortot, Alessandra Fuccillo, Mattia Colombi, Alessandro Della Savia, Domenico Lops, Nicodemo Luca Lucà, Nicasio Ciaccio, Mauro Parma, Max Allegritti

a cura di Federicapaola Capecchi alla Casa Museo Spazio Tadini dal 19 marzo al 8 aprile 2016.

Apertura da martedì a sabato dalle 15.30 alle 19 o su appuntamento.

IL MATRIMONIO OGGI. UN FOCUS CHE PARTE DALLA FOTOGRAFIA PER RACCONTARE L’ITALIA CHE CAMBIA TRA COSTUME, TRADIZIONE E CULTURA. UNA MOSTRA, MA ANCHE EVENTI E APPROFONDIMENTI SUL TEMA.

Inaugura sabato 19 marzo, alle ore 18:30, a Spazio Tadini la mostra fotografica collettiva YES – Uno sguardo su nuovi autori e tendenze, parallelamente alla Mostra Personale di Carlo Carletti La fotografia di matrimonio di Carlo Carletti”.

fotografo matrimoni leica ambassador wedding
Ph Maurizio Beucci

Spazio Tadini avvalora la convinzione che una certa fotografia di matrimonio sia un importante linguaggio che richiede un grande mestiere e fini capacità, ancor più oggi tra infiniti e continui mutamenti sociali; una forma di neorealismo. Vuole dimostrare come la fotografia di matrimonio abbia una sua integrità artistica oltre che intima e sociale.

LA DANZA_Lucia Dovere
Ph Lucia Dovere

Spazio Tadini, attento anche ai cambiamenti significativi dei linguaggi, ha così deciso di volgere uno sguardo sui numerosi fotografi, giovani e non, appassionati e preparati, che perseguono una ricerca di tipo narrativo, descrittivo e non celebrativo della fotografia di matrimonio. YES – Uno sguardo su nuovi autori e tendenze è una collettiva nata da un invito aperto a fotografi di tutt’Italia su cui si è poi svolta una selezione. Gli 11 fotografi scelti sono eterogenei, tutti accomunati dalla lontananza da scatti stereotipati, attenti al ritratto, al racconto, ad un approccio autentico alla narrazione, ad uno sguardo spontaneo ma anche intimo, di ricerca e discreto. Questa evoluzione o cambiamento in seno alla fotografia di matrimonio è un tema attuale, sul quale Spazio Tadini vuole stimolare il confronto incentrato sul valore della foto di matrimonio, sul suo percorso culturale, sull’evoluzione del linguaggio, sulla scelta dello sguardo e sugli stili.

TI MERITI UN AMORE_Lucia Dovere
Ph Lucia Dovere

La collettiva, con le fotografie di Maurizio Beucci, Lucia Dovere, Fabio Bortot, Alessandra Fuccillo, Mattia Colombi, Alessandro Della Savia, Domenico Lops, Nicodemo Luca Lucà, Mauro Parma, Nicasio Ciaccio, Max Allegritti è un percorso attraverso alcuni momenti “topici” – la preparazione della sposa, i momenti privati degli sposi, della coppia o dei parenti, l’evento matrimonio e il suo contesto (urbano o non), la collettività, il gruppo, gli invitati, le modalità di festività collettiva, solo per citarne alcuni – visti con lo sguardo e la discrezione di un approccio vero e naturale e narrativo.

Maurizio-Beucci
Ph Maurizio Beucci

Uno sguardo volto verso il reportage, cogliendo e restituendo situazioni, eventi, episodi e fatti senza alterazione; in una ricerca di storytelling che liberi e riporti contenuti e idee, che si dedichi più alla “storia da raccontare”, che esplori la strada migliore per esprimerla e restituirla, che integri contenuti, strumenti e percorsi. In questa direzione agiscono Lucia Dovere, fotografa napoletana; Maurizio Beucci fotografo di eventi, jazz, moda e matrimonio; Fabio Bortot fotografo e videomaker Menzione d’onore al premio per la creatività fotografica Tau Visual, finalista al premio Hystrio – occhi di scena; Alessandra Fuccillo, fondatrice di Camera Off, matrimonialista e fotografa di scena; Mattia Colombi, fondatore di Camera Off, matrimonialista e fotografo di eventi; Alessandro Della Savia fondatore di DS Visual Membro dell’Associazione Nazionale Fotografi Matrimonialisti; Domenico Lops; Luca Nicodemo Lucà matrimonialista e ritratti; Mauro Parma, musica-reportage-eventi; Nicasio Ciaccio matrimonialista e Max Allegritti, matrimonialista.

Nicasio Ciaccio
Ph Nicasio Ciaccio

 

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Federicapaola Capecchi + 39 347 71 34 066

federicapaola@spaziotadini.it

Info per il pubblico

+39 02 26 11 04 81

Riccardo Venturi: workshop di fotogiornalismo a Spazio Tadini


Kabul, October 1996, A Taleban watching the town from the hills Ph Riccardo Venturi
Kabul, October 1996, A Taleban watching the town from the hills Ph Riccardo Venturi

RICCARDO VENTURI

workshop di fotogiornalismo

sabato 20, domenica 21 e lunedì 22 febbraio 2016

IN OCCASIONE DELLA MOSTRA

RICCARDO VENTURI REPORTE Dall’Afghanistan alla Libia i reportage e lo stile di un grande fotografo”

dal 2 al 15 febbraio 2016

a cura di Federicapaola Capecchi

A Spazio Tadini, nei giorni 20, 21 e 22 febbraio 2016, all’interno della mostra “Riccardo Venturi Reporter – Dall’Afghanistan alla Libia i reportage e lo stile di un grande fotografo”, Riccardo Venturi tiene due workshop sul fotoreportage.

Le iscrizioni sono aperte fino al 15 febbraio 2016 (ore 22:00). Allievi delle scuole di fotografia hanno diritto ad uno sconto del 15% sulla quota di iscrizione.

Il giornalismo fotografico o fotogiornalismo, nacque alla fine degli anni 20 ed ebbe alcuni notevoli precursori impegnati in un’attività molto simile a quella che oggi viene definita reportage di approfondimento: ricordiamo Jacob A. Riis e Lewis W. Hine. Si apre con loro il filone dell’impegno che caratterizzò gran parte della fotografia di documentazione e che è proseguito fino ai giorni nostri Pionieri della professione per citarne solo alcuni furono Andrè Kertesz, Arthur Fellig (in arte Weegee), W. Eugene Smith, Margaret BourkeWhite, Andreas Feininger, Gordon Parks ed altri dello staff americano di Life. La chiave di volta nella storia del fotogiornalismo è senz’altro rappresentato dalla nascita dell’Agenzia Magnum, nel 1947, ad opera di Robert Capa, Henri CartierBresson, David Seymour , George Rodger: un manipolo di avventurieri mossi da un’etica (come lo stesso Bresson amava definire il gruppo).

Il lavoro di Riccardo Venturi, fotogiornalista di fama internazionale, si collega a questa grande tradizione. Venturi ha documentato per oltre dieci anni la guerra in Afghanistan e con il suo lavoro sull’emergenza umanitaria ad Haiti ha vinto il World Press Photo.

Riccardo Venturi Copertina Haiti Aftermath
Riccardo Venturi Copertina Haiti Aftermath

Con la sua lunga esperienza nel settore propone un workshop intensivo a tutti coloro che vogliono intraprendere la difficile professione di fotogiornalista.

Il workshop condotto da Riccardo Venturi serve ad approfondire le competenze di tutti quei fotografi specializzati e appassionati nella fotografia di reportage. Articolato in 3 giornate, più una o due finali (a seconda dei lavori prodotti) a distanza di 10/14 giorni, perché al terzo giorno Riccardo Venturi assegnerà un compito, un tema da sviluppare fotograficamente, lasciando dunque il tempo per sviluppare il tema assegnato. Venturi farà la lettura dei lavori prodotti. Saranno proiettate le foto realizzare e si discuterà insieme sulla tecnica e sulla composizione. Riccardo Venturi spiegherà inoltre il processo di editing di un reportage con riferimento alle differenti destinazioni editoriali e di comunicazione, alla sua organizzazione in mostra e in libro, alla sua promozione.

Riccardo Venturi Haiti Aftermath Port au Prince gennaio 2010 Sopravvisuti fanno il bagno in mezzo alla strada dopo aver rotto le tubature
Riccardo Venturi Haiti Aftermath Port au Prince gennaio 2010 Sopravvisuti fanno il bagno in mezzo alla strada dopo aver rotto le tubature

DESCRIZIONE DEI WORKSHOP

1 giorno

Presntazione del lavoro e della carriera dell’autore, l’esperienza di fotografo di agenzia e di freelance. Proiezione di alcuni suoi reportage di genere, conflitti, viaggio, feautures, portrait, etc. Guida assistita dal docente all’analisi e alle differenze tecniche e narrative di ogni lavoro, la possibilità da parte degli studenti di sapere cosa si nasconde dietro ogni singola immagine e come si realizza sotto il profilo tecnico e compositivo.

2 giorno

Breve introduzione sul fotoreportage e sulla sua storia recente, sull’etica del fotogiornalismo e sull’informazione in generale, con proiezioni a tema di alcune immagini iconiche di autori internazionali. Proiezione e lettura portfolio individuale dei partecipanti al workshop, consigli e suggerimenti tecnici di composizione e di carattare narrativo. Discussione collettiva per l’assegnazione in gruppi di tre (4) persone dell’elaborato da sviluppare durante il workshop.

3 giorno

Editing, suggerimenti e consigli sui primi scatti realizzati dagli studenti. Analisi e studio di alcuni autori “classici” del fotogiornalismo con l’ausilio di libri e materiale audiovisivo e il commento guidato da Riccardo Venturi. Assegnazione del tema da sviluppare fotograficamente nei 10-14 giorni che intercorranno con la chiusura del workshop

chiusura workshop

Analisi e studio di alcuni autori “classici” del fotogiornalismo con l’ausilio di libri e materiale audiovisivo e il commento guidato da Riccardo Venturi. Costruzione e presentazione di un portfolio professionale. Introduzione teorica alla professione, possibilità di impiego, analisi dei settori professionali, ricerca possibili clienti dall’editoria alle fondazioni, alle Ong e altro.

Riccardo Venturi in mostra a Spazio Tadini
Riccardo Venturi

RICCARDO VENTURI

Riccardo Venturi si avvicina alla fotografia negli ultimi anni di liceo e di seguito, studiando presso l’Istituto Superiore di Fotografia di Roma, intraprende la carriera di fotogiornalista sul finire degli anni 80 coprendo le notizie e gli eventi nazionali ed Europei e seguendo alcuni temi di carattere sociale come l’immigrazione, i movimenti studenteschi e il disagio giovanile, una ricerca personale sulla citta di Napoli, un inchiestadossier sullo scandalo dei fondi per il terremoto in Irpinia che gli ha procurato le prime importanti pubblicazioni sui quotidiani e settimanali Italiani. Negli anni 90 allarga il proprio cerchio di interesse agli avvenimenti di livello Internazionale; dall’Albania, con un reportage sulle tragiche condizioni del paese dopo l’era comunista, alla Thailandia, con un approfondito e toccante lavoro d’indagine sulla prostituzione minorile, alla Germania, dedicandosi all’inquietante emergere del fenomeno dei naziskin; con questi e con altri reportage pubblica i suoi primi lavori sulla stampa internazionale.

Dalla metà degli anni Novanta nasce il suo interesse per i paesi in conflitto primo fra tutti l’Afghanistan con cui conquista il prestigioso Premio del World Press Photo nel 1997, e poi con le cronache dalla guerra del Kosovo vince nel 1999 la Leica Honorable Mention. Da allora fino ad oggi ha continuato a seguire ed a viaggiare attraverso innumerevoli paesi in guerra molti dei quali in Africa. Tra questi la Sierra Leone, il Burundi, la Somalia, la Liberia, il Rwanda.

Nel 2008 Riccardo Venturi vince la sezione Miran Hrovatin del Premio Luchetta per la migliore immagine, uno scatto in Uganda tratto dal progetto a lungo termine sulla tubercolosi nel mondo, realizzato in collaborazione con il WHO.

Nel 2010 pubblica un libro sull’identità medioorientale, sponsorizzato da Fundación Tres Culturas e realizzato in collaborazione con il giornalista Eduardo del Campo.

Nel 2011 vince il Primo Premio nella categoria “General News – single pictures” del World Press Photo con il progetto “Haiti Aftermath”. (LEGGI QUI)

Riccardo Venturi negli ultimi anni ha continuato a seguire alcuni tra i più significativi eventi internazionali quali lo Tsunami in Sri Lanka prima ed in Indonesia poi e il terremoto in Iran nel 2004 alternando così il suo interesse per le notizie di carattere internazionali con le ricerche personali come quella che sta attualmente seguendo sulla Cina.

Nella sua attività ha lavorato spesso per e in collaborazione con le più importanti agenzie umanitarie mondiali, dall’UNICEF all’UNHCR, dal WHO a MSF.

Il primo libro di Riccardo Venturi, “Sette minuti”, contiene una raccolta di immagini realizzate nei suoi primi dieci anni di carriera ed è pubblicato nel Marzo del 2000 da Pizzi editore mentre il libro “Afghanistan il nodo del tempo” è il racconto di sette anni di reportage sul paese e viene pubblicato dalla Contrasto editore nel 2004.

Nel 2007 lavora con l’ANMIL (Associazione Nazionale Mutilati Italiani sul Lavoro) a un progetto sulle morti bianche, e sulle persone che sono rimaste vittime di incidenti sul lavoro.

Riccardo Venturi è un fotografo dell’agenzia Contrasto dal 2001.

Riccardo Venturi Haiti
Riccardo Venturi Haiti

INFORMAZIONI SULLA MOSTRA

per il pubblico

+39 02 26 11 04 81

per la Stampa

Federicapaola Capecchi +39 347 71 34 066

federicapaola@spaziotadini.it

INFORMAZIONI & ISCRIZIONI SUL WORKSHOP

+39 02 26 11 04 81

federicapaola@spaziotadini.it

CASA MUSEO SPAZIO TADINI

www.spaziotadini.it

http://www.storiemilanesi.org/en/character/emilio-tadini/

Via Niccolò Jommelli n°24, 20131 Milano – MM 1 Loreto – MM 2 Piola – Bus 62, 81

Milano Arte Expo MAE International Art Events

MILANO ARTE EXPO Magazine di Spazio Tadini

http://www.milanoartexpo.com

Expo – Milano in arte dal 1945 al 2015 – Pignatelli, Adami, Del Pezzo, Tadini: focus sugli anni ’60 a cura di Francesco Tadini e Anna Daelli


MILANO 1945-2015 CARTELLONE

Inaugurazione 15 maggio 2015 ore 18.30 a Spazio Tadini . Parte la seconda tappa della Rassegna curata da Francesco Tadini e Anna Daelli su Milano e l’arte dal dopoguerra ad oggi. Spazio Tadini ha già ospitato la prima tappa sugli anni ’50 correlata da un approfondimento sulla figura di Gustavo Bonora. Il 15 maggio apre la retrospettiva sugli anni ’60 un approfondimento su alcune figure significative del periodo: Ercole Pignatelli, Valerio Adami, Lucio Del Pezzo ed Emilio Tadini a cui è dedicato lo Spazio Tadini fondato da Francesco Tadini e Melina Scalise, oggi inserita tra le case museo di Milano.
La mostra si svolge in collaborazione con Fondazione Marconi.

Collaborazione con Fondazione Marconi

I protagonisti dell’arte, dell’architettura, della fotografia, del design e della moda che hanno fatto grande Milano dalla fine della Seconda Guerra Mondiale a Expo 2015 rappresentati e raccontati con una serie di mostre e incontri a Spazio Tadini a cura di Francesco Tadini e Anna Daelli. L’Expo 2015 a Milano rappresenta un’occasione unica per una retrospettiva sul mondo artistico e culturale della città. Continua a leggere Expo – Milano in arte dal 1945 al 2015 – Pignatelli, Adami, Del Pezzo, Tadini: focus sugli anni ’60 a cura di Francesco Tadini e Anna Daelli

Arte a Milano: Ernesto Terlizzi presenta a cura di Antonello Tolve: APOLOGIA DELLA SUPERFICIE – testo in catalogo anche di Francesco Tadini


Inaugurazione 29 marzo 2014 ore 18.30- mappa Spazio Tadini

Dal 29 marzo al 18 aprile 2014

La mostra è composta da 30 carte tutte realizzate nel corso del 2013. In questi particolari fogli, l’autore, pur spaziando attraverso discipline e materie diverse, conferma la sua precisa riconoscibilità grazie al costante utilizzo del suo segno grafico contaminato nei vari risvolti della sua lunga ricerca. Un costante rinnovamento grazie a intelligenti espedienti immaginativi, fenditure, brecce e segni sempre tesi a coniugare, il manuale e il mentale, la pratica dell’arte e la teoria ad essa dedicata, in un processo di destrutturazione dell’immagine carico di rimandi ed allusioni.  Nei testi che accompagnano il catalogo Melina Scalise, Francesco Tadini e Antonello Tolve così scrivono: “…Terlizzi arriva a Spazio Tadini con una sua personale in questo luogo d’arte e cultura dedicato al maestro Emilio Tadini di cui conserva stima e ricordi. Ad ospitare la carte di Terlizzi, le pareti dello studio di Tadini, per riallacciare un dialogo mai interrotto come solo l’arte sa fare. I suoi lavori sono il racconto di un corpo, di un viaggio… Frammenti di quei paesaggi visibili a occhio nudo si ritrovano, staccati dalla prospettiva naturale, e collocati nelle opere di Terlizzi… Un dosatore perfetto del bianco e del nero e di tutte le sfumature del grigio… affascinato dalla semplicità e dall’essenzialità” (Melina Scalise)

“Essere apparentemente lieti mentre l’animo brucia ferocemente e, mentre la storia divora gli umani con le stesse fauci e la violenza di sempre, affidare a forme profughe – non certo solo object trouvé – il verbo futuro di ogni racconto possibile. Questo sembra essere il progetto radicale di Ernesto Terlizzi. E delle sue rudi eleganze in guisa di continuità iper raffinate tra disegno, pittura e brandelli vari. “La vera armonia sta nella disarmonia”, chiosa Ernesto nella video intervista sopracitata. E forse, con garbo e coerenza progettuale proprie di ogni grande artista, a conseguenza della conseguenza delle premesse gettate quarant’anni fa, la disarmonia di queste forme profughe è vero antidoto all’inquinamento oftalmico corrente. Mi sveglierò ancora di notte per vedere con desiderio queste trenta carte perfette di Ernesto, che saranno inondate dalla luce che meritano” (Francesco Tadini)

Irrimediabilmente legato ad un tessuto fragile e irrequieto che fa i conti con la vita, Terlizzi esercita non a caso sulla superficie una spinta morbida e morbosa che volge verso la crisi del riferimento tra la realtà e il linguaggio della pittura per costruire, così, uno spazio concreto, bidimensionale, mentale. Ogni sua opera recente, comprese queste nuove carte che ascoltano (accolgono e rappresentano)il silenzio del mare, rappresenta dunque un gioco linguistico, un processo di destrutturazione della realtà per erigere un discorso del linguaggio sul linguaggio mediante una modalità sinonimica attraverso la quale generare «l’attivazione di fasce potenti di equivalenza e di identità a livello profondo, le quali compromettono le articolazioni differenziali e oppositive delle strutture semiche di superficie»” (Antonello Tolve)

Catalogo in galleria

BREVE BIOGRAFIA  ERNESTO TERLIZZI

Ernesto Terlizzi nasce ad Angri (Sa) dove vive e lavora. Dal 1965, dopo gli studi presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli, è presente nel panorama artistico nazionale e internazionale

con mostre di gruppo, premi e personali. Sue opere sono inserite in numerose collezioni pubbliche permanenti tra cui: Museo d’Arte Moderna, Durazzo Albania; Museo d’Arte Contemporanea, Ripe San Ginesio, Macerata; Consolato Venezuelano di Napoli; Pinacoteca e Musei Comunali,

Macerata; FRAC Prima collezione permanente, Baronissi (Sa); Pinacoteca Comunale, Termoli; Museo delle generazioni italiane del 900, Pieve di Cento, Bologna; CAM Art Museum Contemporary, Casoria (Na); Museo d’Arte Contemporanea, Gazoldo degli Ippoliti, Mantova; MUMI Fondazione Michetti, Francavilla al Mare (Ch).

TESTO INTEGRALE ANTONELLO TOLVE

Apologia della superficie

di Antonello Tolve

Gli oggetti formano la sostanza del mondo

Ludwig Wittgenstein

Ci sono artisti che, con esercizio (l’arte è esercizio, costante verifica, determinazione, pratica quotidiana ha suggerito, nel 1994, Alan Charlton)[1], costruiscono ambienti vivaci, tragitti luminosi, brillanti destini progettuali, passionali trame formali e personali visioni future sul mondo dell’arte. Ci sono artisti che, nel tempo, disegnano una rotta, un filo sottile. Artisti che seguono, per tutta la vita, un progetto di ricerca, un programma estetico volto a farsi, negli anni, sempre più chiaro, evidente, elegante, determinante. A questa categoria – una categoria che non dimentica mai il nucleo e il grumo originario della riflessione, che non disperde mai il territorio intimo del lavoro pur ampliando il proprio orizzonte in diverse direzioni, in un processo di attivazione del pensiero – appartiene Ernesto Terlizzi (Angri, 1949), pittore la cui pittura, «tra la fisicità irriducibile della materia e la misura costruttiva del disegno»[2] suggerisce puntualmente Stefania Zuliani, spinge lo sguardo al di della natura per mostrare un panorama iconografico che elogia via via la leggerezza, la sintesi, la pulizia formale. E non mancano, poi, in questo elogio, i giochi delle trasparenze che «attirano lo sguardo in una seducente trappola policroma, facendolo quasi scivolare nella precipitosa successione dei piani scaglionati, l’uno dietro l’altro, a scandire ritmicamente le cadenze»[3] del discorso.

Accanto ad una indagine irrequieta sui brani della realtà (di una natura artificializzata con lo scopo di creare un reale immaginario – il Paesaggio nero del 1977, l’Origine del 1978, il Bulbo del 1981, la Forma di natura del 1983 o le varie condizioni della Composizione organica del 1984 ne sono alcuni esempi) e ad un approccio artigianale necessario a consolidare, sulla superficie, una riflessione legata al silenzio della materia e della forma, Ernesto Terlizzi mostra, da tempo, un vocabolario la cui forza scommette sul rischio del gesto e sull’azzardo di una massa pittorica capace di suscitare impressioni inaspettate e altrettanto inaspettate manifestazioni poetiche.

Alla ricerca di un disegno culturale capace di scansare i fossi paludosi della verosimiglianza, la prospettiva estetica messa in campo da Terlizzi nell’arco degli ultimi decenni esprime difatti aperture, brecce, fenditure critiche mediante una serie di progetti che lasciano confluire, all’interno di uno stesso ambiente operativo, intelligenti espedienti immaginifici volti a coniugare il manuale e il mentale, la pratica dell’arte e la teoria ad essa dedicata. Dal collage alla stampa a rilievo, dal disegno alla pittura, dalla scultura all’installazione, il suo lavoro procede con un fondamentale eclettismo stilistico e grammaticale che accentua un circuito virtuoso segnato dalla presenza di collaudi, sforzi, tentativi, prove di volo. Da volontarie (e anche involontarie direi) analisi logiche che depurano la mente dall’inquinamento oftalmico d’oggi per costruire visioni preziose, contaminate dal solo gesto del pensiero.

Dopo un primo periodo legato alla stagione informale, ad una materia raggrinzita e ripulita d’orpelli barocchi, Terlizzi delinea un vocabolario espressivo in cui le variazioni di tono, lo studio di luci ed ombre, l’illusione di spazi naturalistici e la ricchezza della tecnica (sempre ricercata con cura) costruiscono una dimensione fantastica che trasfigura il mondo per ampliarlo all’interno di vortici transdecorativi, di fregi, di guarniture, di flussi e flutti coinvolgenti. Si tratta di una verifica costante di alcuni luoghi e di alcune occasioni del tempo che l’artista utilizza (e stilizza) per scavare, con cura, nei prati della memoria e concepire, così, un’enorme cassa di risonanza materica che sposta la scrittura delle cose verso un differente modo di fare e di pensare. Dal décollage (e dagli affiches lacerées) di Rotella al Combine painting di Rauschenberg, dalla smagliatura (e dalla bruciatura) di Burri al silenzio di Fontana, per giungere, man mano, ad alcune posizioni legate ai nomi di Achille Perilli, di Barisani, di Del Pezzo, di Tatafiore, di Gianni Pisani[4], il suo orizzonte si nutre di materie della mente, di forme delicate e impure, erotiche e croccanti. Forme che lasciano intravedere una dolcezza di fondo che pare guardare alla stagione dell’Art Nouveau, al Sezessionstil in particolare. Con un gusto e una minuzia esclusiva, Terlizzi propone infatti dissolvimenti, lievi tracce di cose, corpi gioiosi ed erotici che vibrano sulla superficie adoprata per stuzzicare lo sguardo e condividere (con lo spettatore) le tracce mezzo cancellate di un sogno lontano.

Dai vari filamenti sinuosi che caratterizzano molta produzione degli anni Settanta alle geometrie degli anni Ottanta – Collage (1985), Struttura pompeiana (1986), Notturno (1987), Materie con sacco oro (1988) e i vari Senza titolo (1988) ne sono alcune – in cui si intravede il segno di Burri, dagli sfiancamenti materici degli anni Novanta alle varie assenze e abrasioni degli ultimi decenni, Terlizzi sente l’esigenza (e fa avvertire l’esigenza anche al suo pubblico) di spingersi in un ambiente analitico, in uno spazio che fa della semanalisi (la semanalisi «formalise pour décostruire»)[5] il centro di un discorso teso ad accogliere lacerazioni leggere e avvincenti, riduzioni necessarie a elaborare un discorso – quello specifico della pittura – segnato essenzialmente dal mondo della superficie, dei segni (che «si presentano come tratti semici elementari») e delle figure suggerirebbe Filiberto Menna da una angolazione più strettamente semiotica, ovvero di «unità elementari prive di significato […] il cui valore è dato per differenze posizionali e opposizionali all’interno di un contesto sistemico»[6].

Irrimediabilmente legato ad un tessuto fragile e irrequieto che fa i conti con la vita, Terlizzi esercita non a caso sulla superficie una spinta morbida e morbosa che volge verso la crisi del riferimento tra la realtà e il linguaggio della pittura per costruire, così, uno spazio concreto, bidimensionale, mentale. Fino ad approdare (La geografia degli approdi è, non a caso, il titolo di una sua mostra recente),  all’astrazione. Ad una astrazione che è, nel contempo, creazione di un segno astratto e metodo logico attraverso il quale ottenere concetti ricavati dalla conoscenza sensibile di cose e di oggetti svuotati del loro carattere temporospaziale.

Ogni sua opera recente, comprese queste nuove carte che ascoltano (accolgono e rappresentano) il silenzio del mare, rappresenta dunque un gioco linguistico, un processo di destrutturazione della realtà per erigere un discorso del linguaggio sul linguaggio mediante una modalità sinonimica attraverso la quale generare «l’attivazione di fasce potenti di equivalenza e di identità a livello profondo, le quali compromettono le articolazioni differenziali e oppositive delle strutture semiche di superficie»[7].

Lotta con le onde, Arrampicamento tra le acque, Sogni sommersi, Contenitore di memorie, Emersione, Nero di luna, Frammenti nell’acqua o La casa dell’infanzia che ricorda un romantico paesaggio veneziano. Sono, assieme ad un unico grande lavoro del 2014 (formato da 6 carte che costituiscono un manto atmosferico ancora una volta legato alla fluidità e alla pungente morbidezza di residui lontani), soltanto alcune delle immagini proposte dall’artista – tutte realizzate con carta thailandese kozo martellata – per rivisitare la natura, oggi, mediante angolazioni differenti, efficaci interpunzioni estetiche, sensuali sfumature, tonalità liquide cristallizzate in segni, in disegni, in ammiccanti annotazioni tonali.

È un nuovo mondo dunque, un mondo che – dopo il mondo sporgente e spigoloso della vita quotidiana al quale l’artista ha dedicato una serie di carte pregiate – si immerge, ora, nell’acqua dell’autobiografia, in un liquido amniotico che genera una sorta di manifesto della mente, in un paese fatto di sbiaditi fantasmi, di creature lontane, di storie silenziose, di fiabe senza finale che si rincorrono tra loro per disegnare un epilogo originario, una nebulosa di segni da decifrare con cura, un ambiente in cui le acque sommergono e paradossalmente illuminano la scena.


[1]    Cfr. P. T. Murphy, Conversation pieces: Alan Charlton, Thomas Chimes, Hamish Fulton, Bill Walton, Richard Torchia, Richard Wentworth, Institute of Contemporary Art, University of Pennsylvania 1994.

[2]    S. Zuliani, Terlizzi. Il piacere di moltiplicare gli elementi, in «Il Mattino», 3 aprile 1996, p. 21.

[3]    V. Corbi, Per Ernesto Terlizzi, in Ernesto Terlizzi. Nel battito della natura, Edizioni Asir, Pontecagnano (SA) 1989, p. 83.

[4]    Per un ampio sguardo sul lavoro di Terlizzi si veda almeno il testo di M. Bignardi, L’urgenza della pittura, in Ernesto Terlizzi. Nel battito della natura, cit., pp. 7-13.

[5]    J. Kristeva, Semiotiké. Recherches pour une sémanalyse, Seuil, Paris 1969, p. 22.

[6]    F. Menna, La linea analitica dell’arte moderna. Le figure e le icone, Einaudi, Torino 1975, p. 14.

[7]    S. Agosti, Cinque analisi, Feltrinelli, Milano 1982, p. 169.

Diritti Umani: EVROS porta orientale d’Europa, martedì 11 marzo


per i diritti umani, Evros, Spazio TadiniL’Associazione per i Diritti Umani si presenta attraverso il suo primo evento rivolto in particolare agli alunni della 3° media dal titolo EVROS, porta orientale d’Europa. Un muro contro l’immigrazione

Spazio Tadini, martedì 11 marzo 2014, dalle ore 9.00.

L’evento è un incontro rivolto agli studenti, i futuri cittadini, per sensibilizzarli alla tutela del diritto alla vita che deve essere il diritto di base di tutti.

Vedrà la partecipazione di Mauro Prandelli, fotografo e ideatore di “EVROS – Porta orientale d’Europa. Un muro contro l’immigrazione”,  di cui alcune immagini saranno esposte e proiettate negli spazi messi a disposizione da Spazio Tadini. Continua a leggere Diritti Umani: EVROS porta orientale d’Europa, martedì 11 marzo