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La pandemia per il Covid 19 ci ha costretto a una pausa forzata per cui abbiamo scelto di non “traghettare” tutte le nostre attività on line e di progettare il Post Covid per aspettarvi alla “Mostra a lume di candela”.

Abbiamo svolto qualche incontro su Emilio Tadini e la fotografia e ci siamo presi una pausa perchè, in certi momenti così radicali, il tempo della riflessione richiede anche silenzio.

Il ballo dei filosofi, Emilio Tadini, Museo City, marzo 2021 Museo Segreto

Il comune di Milano per Museo City, tramite una lettera dell’assessore Filippo Del Corno, ha proposto ai musei, per marzo, di svolgere iniziative sul tema I MUSEI CURANO LA CITTA’ . Quest’idea della cura della città che avviene tramite la cultura ci è piaciuta molto e stiamo lavorando per questo.

Volevamo aprire in febbraio, ma i tempi del Coronavirus ci costringono a slittare ancora le nostre programmazioni. Così per marzo, con la primavera, speriamo si riaprano non solo i boccioli per regalarci dei fiori, ma anche i musei per regalare un risveglio di bellezza e di futuro.

Il 5, 6 e 7 marzo 2021 vi accoglieremo a lume di candela per una visita guidata notturna in cui ci si immedesima nella condizione del “profugo” secondo la poetica di Emilio Tadini che equivale alla condizione dell’Uomo in quanto costretto a viaggiare, al cambiamento, ad abbandonare le sue certezze per cercare nuovi luoghi da “abitare”.

Ci sentiamo un pò tutti così, come profughi del mondo che avevamo prima.

Per prenotazioni alle visite guidate a cura di Melina Scalise museospaziotadini@gmail.com orario dalle 21 alle 23. Purtroppo è difficile programmare e non possiamo sapere se saremo nelle condizioni di svolgerle, ma programmare il futuro è cominciare ad abitare il mondo possibile.

In occasione di Museo City vi presenteremo un’opera mai esposta nelle mostre di Emilio Tadini della serie il Ballo dei filosofi che è l’emblema della visione dell’uomo, che è l’esaltazione dell’importanza dell’altro nelle nostre vite.

Alessandro Trovati e lo sport in bianco e nero


La mostra fotografica Lo sport in bianco e nero inaugura Lunedì 19 ottobre 2020 a Palazzo Castiglioni Mariotti, Milano, all’interno di PhotoFestival

A cura di Federicapaola Capecchi e in collaborazione con Canon Italia Spa è giunta ad una sua nuova fase e tappa.

Noi di Spazio Tadini siamo orgogliosi di vederla crescere e svilupparsi continuamente perché lo Sport in bianco e nero, da un’idea di Federicapaola Capecchi, ha visto la sua nascita e la sua anteprima assoluta proprio qui, a Spazio Tadini Casa Museo, con una grande mostra personale. Era il maggio 2017, e tanto ebbe successo che dovemmo prorogarla fino a luglio.

Siamo soddisfatti di vedere che la scelta della nostra socia Federicapaola Capecchi di investire sul fotografo Alessandro Trovati, che segue in esclusiva ormai da 4 anni, non solo era fondata ma soprattutto sta portando entrambi a costruire sempre nuovi progetti che modificano la percezione odierna della fotografia sportiva, liberandola dalle maglie della sola visione commerciale o giornalistica.

Lunedì 19 ottobre 2020 alle ore 18 anche noi di Spazio Tadini Casa Museo saremo a Palazzo Castiglioni Mariotti .

“[…] Se leggiamo di sport ci viene in mente il colore rosa della Gazzetta, se parliamo di sport abbiamo nelle orecchie i battibecchi dei salotti affollati dai commentatori sportivi, ma se guardiamo lo sport, questo è rigore, disciplina, passione. Forse è per questo che Federicapaola Capecchi, curatrice e agente del fotografo sportivo Alessandro Trovati, guardando i suoi scatti, pensati al di là della cronaca degli eventi, ha visto nelle sue foto in bianco e nero, un sapore nuovo da proporre a chi ama lo sport e la fotografia“. […] LEGGI TUTTO QUI

In mostra sedici fotografie in grande formato, tra le più significative di Alessandro Trovati – Canon Ambassador – parte di un progetto in continua evoluzione: “Lo sport in bianco e nero”. Questa esposizione, ospite della quindicesima edizione del PhotoFestival, propone un ulteriore step della ricerca iniziata da Alessandro Trovati con lo sport in bianco e nero. L’intensità, il carattere delle sue foto, la bellezza formale a raccontare lo sport, o meglio, la sua anima. Una selezione ed un percorso di chi sa cos’è la luce, vi gioca con maestria, fa emergere ombre e dettagli, ritmo, tempo, pause. Inquadrature equilibrate, articolate che chiedono all’osservatore di essere attivo in ogni spazio della fotografia. Anche nei coni d’ombra. È in questa formula che si svela il senso delle sue storie, con cui rende atleti leggenda, oltre il tempo ed anche della sua padronanza del colore. Due bottoni di colore, nella mostra, sanciscono questa espressione. INFORMAZIONI DETTAGLIATE -QUI –