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Fotografia sportiva al Milano Bici Festival: Alessandro Trovati incontra Paolo Ciaberta a Spazio Tadini


Alessandro Trovati, Pentaphoto / MateImage
93 Giro d’Italia. 7 tappa Carrara Montalcino 222km.
14, Maggio 2010 (photo/Pentaphoto- Rcs Alesandro Trovati)

La fotografia sportiva al Milano Bici Festival: Alessandro Trovati, il più grande fotografo sportivo italiano, incontra il fotografo Paolo Ciaberta, reporter appassionato di ciclismo.

Lunedì 5 giugno 2017, alle ore 19:30, in collaborazione con Upcycle Milano Bike Café, e inserita nel Milano Bici Festival, un’altra serata dedicata alla fotografia sportiva e al ciclismo. Mercoledì 31 maggio, Alessandro Trovati con Andrea Berton, voce storica della radiocronaca ciclistica ed esperto sportivo, hanno raccontato come nascono alcuni degli scatti più famosi tra Giro d’Italia e Tour De France; e affascinato il pubblico con aneddoti e storie vere del “dietro le quinte” del Giro d’Italia.

Lunedì 5 giugno, Alessandro Trovati e Paolo Ciaberta parleranno di fotografia e di fotografia sportiva, sollecitati da Federicapaola Capecchi – curatrice della mostra “Lo sport in bianco e nero” di Alessandro Trovati in corso a Spazio Tadini fino al 18 giugno 2017-, e Francesco Tadini – fondatore di Spazio Tadini e ideatore del Milano Bici Festival -.

Alessandro Trovati, Pentaphoto/MateImage1
Matteo Fontana, Passo dello Stelvio 2015, PH. Alessandro Trovati, Pentaphoto/MateImage

Un’occasione per chiedere, indagare e incuriosirsi, tra le scelte, le azioni, le abitudini, le passioni del più grande fotografo sportivo italiano (Alessandro Trovati), e di un reporter appassionato di ciclismo (Paolo Ciaberta).

Un appuntamento che rientra nell’ambito della mostra “Lo Sport in Bianco e Nero” e del Milano Bici Festival.

Alessandro Trovati, tra i più grandi fotografi sportivi e grande esperto di giochi olimpici. Da Atene 2004 a Pechino 2008 a Londra 2012 a Pechino 2012 possiamo dire che Alessandro Trovati ha fotografato i più grandi momenti e protagonisti della storia delle recenti Olimpiadi. Alessandro Trovati, Canon ambassador, figlio d’arte di Armando fondatore dell’agenzia Pentaphoto, da più di 25 anni segue le più importanti manifestazioni sportive mondiali. Ha vinto numerosi premi tra cui “Foto dell’anno 2012” con uno scatto sul triathlon, “Momenti di Sport Campione d’Italia” 2012 e 2014 e altrettanti riconoscimenti nazionali e internazionali.

Fotografo freelance e ciclista amatoriale, Paolo Ciaberta è nato a Torino nel 1972. Ha iniziato a lavorare come fotografo professionista nel 2000 sui palcoscenici teatrali. Negli anni ha sviluppato un’attenzione particolare per il reportage, che cerca di trasferire in altri lavori, dai servizi giornalistici agli articoli sportivi. Da anni lavora con le principali riviste internazionali di ciclismo ed aziende del settore.

Alessandro Trovati, Pentaphoto/MateImage2
Giro d’Italia 2013–Il gruppo pedala sulla salita Anghiari 9° tappa San Sepolcro-Firenze km 170 11 Maggio 2013. (AlessandroTrovati/Pentaphoto)

PROSSIMI APPUNTAMENTI DEL MILANO BICI FESTIVAL:

Mercoledì 7 giugno ore 19.30

Simone Lunghi tra i membri storici di Critical Mass riferimento per giri di massa serali in bicicletta dialoga con Marco Mazzei esperto di ciclismo e mobilità

Giovedì 8 giugno ore 19:30
Roberto Peia autore di “E’ tutta mia la città”
Alberto Soana autore di “Milano e dintorni in bicicletta”
in collaborazione con Ediciclo Editore

MERCOLEDì 14 giugno 19.40

Dalle ciclofficine milanesi alla bottega del verde del pedale
Paolo Malara di Cascina Cuccagna e Marco di Bici e Radici

 

GIOVEDì 15 giugno 19.30

Pedalare verso l’alto

Riccardo Barlaam La vertigine della salita e Stefano Scacchi A quarantotto tornanti dal paradiso

in collaborazione con Ediciclo Editore

16 giugno 19.30

Paolo Pilo reading musicale

Milano Bici Festival – l’arte della mobilità su due ruote


MILANO BICI FESTIVAL

dal 27 maggio al 18 giugno 2017

apertura dalle 15.30 alle 19.30 da mercoledì a sabato – domenica 15-18.30

ingresso al festival e alle mostre in corso 5 euro. Primo giorno, 27 maggio ingresso dalle ore 18.30 a 3 euro.

a cura di CASA MUSEO SPAZIO TADINI 

 

Primo evento dedicato interamente alla bicicletta dall’uso alla rappresentazione, dai campioni alla sua editoria. Per conoscere la nuova vita da protagonista di questo storico mezzo di locomozione.

Chi l’avrebbe detto negli anni 70 che la bicicletta avrebbe superato l’automobile? Ebbene, questo è accaduto per tante ragioni dalla difesa dell’ambiente, all’economia e flessibilità del mezzo, ai vantaggi per la salute. Tutto questo lo vogliamo scoprire con un evento dedicato presso la Casa Museo Spazio Tadini, dedicata a Emilio Tadini, pittore e scrittore milanese noto per essere sempre in giro per la città solo ed esclusivamente in sella alla sua bicicletta.

Sabato 27 maggio 2017 apre i lavori il primo Milano Bici Festival un’idea di Francesco Tadini e Melina Scalise (fondatori di Spazio Tadini), organizzato in questa sua prima edizione da Maria Zizza e Federicapaola Capecchi. Si anima di una serie di incontri, eventi e laboratori destinati a un pubblico di ciclisti e non, adulti e bambini, con l’obiettivo di stimolare e far riflettere sull’uso della bici sia nel contesto urbano, che sportivo che di vacanza. L’evento vedrà l’esposizione di biciclette d’epoca e moderne, presentazioni di libri, momenti spettacolo, proiezioni cinematografiche, mostre di fotografia e numerose altre sorprese. Tra i Partner di Milano Bici Festival, solo per anticiparne alcuni, Rossignoli, Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo, Ediciclo, La Ciclistica Milano, Upcycle Café.

La prima edizione del Milano Bici Festival nasce nell’ambito delle attività che Spazio Tadini dedica all’arte ma altrettanto al lifestyle e allo stare bene. Si tratta di una serie di incontri, eventi e laboratori destinati a un pubblico di ciclisti e non, adulti e bambini, che ha l’obiettivo di stimolare e far riflettere sull’uso della bici sia nel contesto urbano, che sportivo che di vacanza. Tutti gli eventi e serate si svolgono in contemporanea alla mostra fotografica personale – “Lo sport in bianco e nero” – di Alessandro Trovati, uno dei più grandi fotografi sportivi italiani, e alla mostra di Gabriele Poli, Tappe Cromatiche, che esporrà alcuni dipinti  del ciclo pittorico che l’artista ha dedicato ai ciclisti traendo spunto dalla patafisica di Alfred Jarry.

Rossignoli, Museo del Ciclismo e La Ciclistica sono i protagonisti della parte espositiva: le sale della Casa Museo Spazio Tadini ospiteranno biciclette d’epoca, da corsa, E-Bike, MTB, trekking e city.

TUTTI GLI EVENTI IN PROGRAMMA

Mercoledì 31 maggio 2017 alle ore 19:30

PH Alessandro Trovati

Alessandro Trovati, uno dei più grandi fotografi sportivi italiani, in mostra con “Lo sport in bianco e nero” e Andrea Berton voce storica della radiocronaca ciclistica ed esperto sportivo, raccontano come nascono alcuni degli scatti più famosi tra Giro d’Italia e Tour De France.

Sollecitati da Federicapaola Capecchi – curatrice della mostra – e Francesco Tadini – fondatore di Spazio Tadini- Alessandro Trovati e Andrea Berton si muoveranno tra racconti, immagini e personaggi che hanno fatto la storia del ciclismo nel nostro paese. (leggi di più)


LUNEDì – 5 giugno ore 19.30

Alessandro Trovati e Paolo Ciaberta 

in collaborazione con UPCYCLE


MERCOLEDì 7 giugno ore 19.30

Simone Lunghi tra i membri storici di Critical Mass riferimento per giri di massa serali in bicicletta dialoga con Marco Mazzei esperto di ciclismo e mobilità


GIOVEDì 8 giugno  ore 19.30

in collaborazione 

Roberto Peia autore di E’ tutta mia la città 

Alberto Soana autore di Milano e dintorni in bicicletta


MERCOLEDì 14 giugno 19.40

Dalle ciclofficine milanesi alla bottega del verde del pedale

Paolo Malara di Cascina Cuccagna e Marco di Bici e Radici


GIOVEDì 15 giugno 19.30

Pedalare verso l’alto

Riccardo Barlaam La vertigine della salita e Stefano Scacchi A quarantotto tornanti dal paradiso


16 giugno 19.30

Paolo Pilo reading musicale

 

 

Tappe Cromatiche mostra di Gabriele Poli


Mostre a Milano – Tappe Cromatiche di Gabriele Poli dal 27 maggio al 18 giugno – Casa Museo Spazio Tadini (mappa)

Il ciclo pittorico che l’artista Gabriele Poli ha dedicato ai ciclisti trae spunto dalla patafisica di Alfred Jarry:

Ho spesso pensato a una definizione di Jarry relativa al ciclismo, dove la passione di Gesù veniva paragonata a una  “pedalata in salita”. Essenziale e illuminante – spiega Poli – Coglie pienamente alcuni aspetti: fatica sofferenza e riscatto. Storicamente questo sport ci ha consegnato grandi imprese di campioni o di umili gregari. La consonanza va pure al di là del semplice dato di abnegazione fisica, sudore e sangue. Si connota anche nel confronto di un corpo con una struttura rigida: questa è estranea ma anche solidalmente connessa: la croce in un caso, il telaio metallico nell’altra. Ecco, questo rapporto tra una struttura rigida e l’ elasticità corporea ha creato in me un dispositivo particolarmente stimolante per affrontare in modo più diretto una riflessione sulla figura e sulle sue articolazioni nello spazio”.

Lo studio del movimento del corpo/bici è molto evidente nel suo lavoro. Il ciclista o il gruppo dei ciclisti, sono ritratti sotto diverse angolazioni. Cambiano costantemente le prospettive dell’osservatore e lo spazio sembra trasformarsi, plasmarsi attraverso questo corpo che fende o attraversa lo spazio.

L’esercizio esplorativo dell’artista sulla relazione corpo/spazio è parte fondamentale del suo lavoro di ricerca. Poli usa la spatola per definire figure e spazi con tagli sempre molto dinamici.  Tutto è movimento e il colore è pura emozione enfatizzata da uno straordinario uso dei bianchi e dunque della luce. L’uomo è sempre al centro, è un individuo che lotta e che cerca il riscatto sociale tanto quanto una sua spiritualità.

Come dice lo stesso Gabriele Poli nei campioni del ciclismo lui vede l’uomo della strada che trova nello sport il suo riscatto. E’ tuttavia singolare che questo ciclo lo abbia denominato Tappe Cromatiche.

Forse questa tappa non riguarda il ciclista quanto, piuttosto, l’artista stesso. Ogni opera della serie, infatti, ha un colore dominante e ognuno di questi è un nuovo quadro e una nuova tappa. Un racconto a colori o in bianco e nero della fatica del pittore. Egli pedala con il mezzo che è un corpo unico con la sua mano: il pennello/spatola/colore. Ogni tappa è un’esplorazione cromatica, un’emozione. Una metafora del vivere e del condividere vittorie e fatiche in un corpo unico con il mezzo in uno spazio e in un destino che si plasma con la volontà del movimento.

Gabriele Poli
 Vive e lavora a Milano dove è nato nel 1957 e dove si é diplomato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera nel 1979. Dai primi anni ’80 comincia la sua attività espositiva partecipando a numerose mostre e rassegne di pittura nazionali e internazionali. Sue opere sono attualmente presenti in diversi luoghi pubblici milanesi tra i quali: Ospedale Fatebenefratelli- reception, Pio Albergo Trivulzio- ingresso, Asilo dei Monelli – Martinitt di Milano- decorazione pavimentale. Sue opere sono presenti inoltre al Museo d’Arte Contemporanea della Città di Montichiari, al Museo d’ Arte Contemporanea Paolo  Pini  di Milano, al Civico Museo Parisi-Valle di Maccagno e alla Galleria d’Arte Contemporanea di San Donato Milanese, Sede provinciale CISL di Milano – Sala congressi. Nel 2012 e successiva edizione esegue un dipinto murale nel centro storico di Rho nell’ambito della prima Biennale d’Arte “Lasciamo il segno “ Organizzata dalla galleria Quadrifoglio. Nel 2013 esegue “Il Portale della Periferia”, grande struttura dipinta situata all’interno de “Il Mercatino di Baggio” e visibile della tangenziale Ovest tra le uscite di Bisceglie e Settimo Milanese (MI)
Tra le mostre personali e collettive ricordiamo:
“la zattera della Medusa”, Spazio Tadini, Milano 2009
“Anges de banlieu”, Orenda Art International, Parigi 2010
“Angeli, Muri e Paesaggi”, Studio d’Arte Bazzini 15, Milano 2011
Merate, Palazzo Municipale, “Territori della Luce”  2011
Magreglio Museo del Ciclismo, Madonna del Ghisallo “Tappe cromatiche” 2012
Milano, Studio d’Arte Bazzini 15 “Percorsi Cromatici” 2012
Milano, Spazio Tadini “Laocoonte – metafora dell’uomo contemporaneo” 2013
Milano, Spazio Emmaus “Sinergie Parallele”, 2013
Villa Faraldi (IM) “XXX Festival Internazionale” (IM) 2013
Palazzo Ducale di Sabbioneta (Mn) “Al-kimya”, Fondazione Manfredi 2013
Uboldo (VA) Weartgallery “Cromo materia” 2013
Parigi Orenda Art International “Nos Mediterranee” 2014
Villa Faraldi” (IM) XXXV Festival Internazionale  “Territorio e paesaggio” vele dipinte en plein air da
Gabriella Goransson e  Gabriele Poli 2015
Comune di Nova Milanese (MI), Villa Brivio “Apologia della Pittura” 2016
Milano, “Baggio a ruota libera” mostra itinerante a tema 2016
Villa Faraldi” (IM) III Masterclass Internazionale “Orchestra Celeste” installazione arazzi dipinti, 2017
Milano, Casa Museo Tadini, “L’uomo, la Terra, i pianeti: energie dall’universo, 2017
Rho (MI) Galleria Quadrifoglio  “Artisti della Galleria in mostra” 2017
Torino, Biblioteca Nazionale, Sala Vivaldi, in collaborazione con l’associazione musicale Alchimea, “Orchestra Celeste” 2017
Milano, Food Film Festival, Biblioteca di Baggio “Terra” 2017

Mostra inserita all’interno del Milano BiciFestival

Tappe Cromatiche di Gabriele Poli

Da sabato 27 maggio a domenica 18 giugno 2017

Inaugurazione sabato 27 maggio dalle ore 19 ingresso 3 euro

Apertura: da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30- domenica 15-18.30

Ingresso alla Casa Museo con visita a tutte le mostre 5 euro.

Casa Museo Spazio Tadini via Niccolò Jommelli, 24 Milano

 

Fuorisalone 2017: i gioielli di Rina Sicignano


Una linea di gioielli che esalta il colore delle pietre e la fattura artigianale. Rina Sicignano propone, durane il Fuorisalone 2017, dal 4 al 9 aprile, presso la casa museo Spazio Tadini la sua collezione.

I gioielli di Rina hanno già ricevuto dei riconoscimenti dal pubblico e dalla critica tanto da guadagnarsi, nel 2013, la copertina di “Vougue accessori”.

Gli accostamenti cromatici che propone rendono i suoi gioielli molto vivaci e capaci di abbinarsi perfettamente ad uno stile fresco e contemporaneo. Perfetti con un abbigliamento monocromatico esaltano lo stile dell’abito e danno vivacità alla figura. I suoi gioielli si abbinano pertanto sia ad un abito classico che sportivo conferendo luce al volto e allo sguardo giocando sugli accostamenti cromatici delle pietre.

Nel suo lavoro creativo usa prevalentemente la pietra dura e semi preziosa naturale. Predilige l’argento come base dal filo al gancio rendendo pertanto i gioielli sicuri e non a rischio allergie.


Rina Sicignano

Diplomata in orificeria all’istituto d’arte di Marino (RM) . Dopo aver eseguito un percorso lavorativo per vari orafi di Roma, ha avviato una sua produzione . La sua creatività offre il meglio nella combinazione dei colori e nell’accurata selezione delle pietre e nella cura nei dettagli della fattura.

 

Apertura dell’esposizione presso la Casa Museo Spazio Tadini

dal 4 al 9 aprile dalle ore martedì 4 mercoledì 5 e giovedì 7 dalle 15.30 alle 19.30.  Sabato 8 e domenica 9 dalle 11 alle 19.30 orario continuato. 

L’ingresso, 5 euro,  prevede la visita a tutte le esposizioni:

La camera da letto di Van Gogh in scala reale  con Max Camerette e la storia della nascita della camera per i ragazzi nella casa degli italiani a cura di Melina Scalise . Con l’esposizione di un pezzo originale degli anni 70 dell’Abitacolo di Murari e di due opere importanti di Emilio Tadini sulla camera da letto e su Pampurio.

L’esposizione di Nina for the dogs un progetto di Angela Resina il cui ricavato va anche a sostegno della lotta al randagismo.

Lino Giussani con ‘esposizione dei suoi lavori di intarsio.

 

Fuorisalone 2017- Intarsio in legno con l’arte di Lino Giussani


La Brianza è terra di falegnami ed è il distretto artigianale e industriale più popolato del settore. In quest’area lombarda non poteva che nascere e svilupparsi il talento creativo di Lino Giussani, artista dell’intarsio. La qualità della meticolosa fattura tanto quanto

il desiderio di sperimentare l’applicazione di questa tecnica su progetti sempre più complessi e liberi dagli stereotipi tradizionali, lo hanno portato oggi alla realizzazione di opere originali.

Presso la Casa Museo Spazio Tadini in occasione di un’esposizione legata alla maestria creativa dei designer italiani nella realizzazione delle camerette per ragazzi, Lino Giussani espone una serie di lavori, alcuni dei quali con attinenza al gioco e al mondo infantile.

Ogni tavola richiede ore di lavoro compositivo – spiega Giussani – perché c’è prima la scelta dell’essenza del legno in base al suo valore cromatico, poi il taglio e la composizione come un mosaico”.

Nella sala a lui dedicata sarà allestita una zona per far vedere al pubblico il modo in cui si svolge la tecnica dell’intarsio. Tecnica antica che vede la sua più ampia diffusione  tra la metà del Quattrocento e la metà del Cinquecento, essa consiste nella costruzione di un’immagine mediante l’accostamento di elementi di vario colore declinando materiali diversi. Esistono intarsi in legno, in pietra, in avorio, madreperla etc.

Per gli amanti di questa tecnica e dell’arte della lavorazione del legno la Casa Museo Spazio Tadini avrà in esposizione al piano superiore una riproduzione in scala reale della Camera da letto di Arles di Van Gogh realizzata dai maestri falegnami del consorzio San Luca e al piano inferiore la possibilità di completare le possibilità applicative del legno con il lavoro artistico di Lino Giussani.

Biografia

Lino Giussani Ph E. Conte

LINO GIUSSANI è nato nel 1952 a Lissone, dove vive e lavora. Ha frequentato giovanissimo le botteghe locali del legno. Dal 1967 al 1974 ha frequentato le scuole serali di disegno tecnico a Lissone e Monza, ma anche la Libera Accademia di Pittura a Bovisio Masciago.
Se nelle scuole ha affinato le tecniche di composizione e le logiche di uso e di accostamenti dei colori,  in bottega ha invece appreso come trattare il legno e come sfruttare dal punto di vista espressivo le sue caratteristiche. Giussani opera esclusivamente con il legno, ritagliando da sottilissimi fogli (di legno) colorati quei frammenti, in gran parte geometrici, che costituiscono le “tessere” di composizioni delle sue figure, dei suoi paesaggi, dei suoi racconti

A lui è stata dedicata una grande mostra presso il Museo di Lissone nel 2011.

 

 

Mostra:

Casa Museo Spazio Tadini

dal 1 al 16 aprile 2017

orari da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30

domenica dalle 15 alle 18.30

Sabato 8 e domenica 9 aprile apertura dalle 11 alle 19

Nina for the dogs – a sostegno degli animali


Fuorisalone 2017– dal 1 al 16 aprile Spazio Tadini Milano -Il Design solidale a sostegno degli animali è un’idea di Angela Resina che ha progettato NINA. E’ una riproduzione fedele del suo piccolo cagnolino che diventa simbolo dell’amore per i cani tra gioco e arredo design. L’esposizione presso la Casa Museo Spazio Tadini comprende la produzione artistica personalizzata da diversi artisti. La sua esposizione si colloca all’interno di un percorso espositivo dedicato al design dedicato ai bambini e ai ragazzi che inizia con l’esposizione della riproduzione del quadro La camera da Letto di Van Gogh realizzata da maestri falegnami per Max Camerette, la prima azienda ad aver progettato camere per ragazzi e termina con la mostra di Lino Giussani che realizza opere attraverso la tecnica dell’intarsio.

ARTISTI ESPOSTI A SPAZIO TADINI CHE SONO INTERVENUTI SU NINA: Tobia Ravà, Luisa Pineri, Valeria Pontoglio, Peter Hide 311065, Gabriella Magaldi, Gianfranco Testagrossa, Mario De Leo, Francesca Magro, Gabriele Poli, Sergio Fiorentino, Bruno Donzelli, Hackatao ( Sergio Scalet ), Giuseppe Restano, Laura Nazzaro, Sergio Gioielli, Nicoletta Nava, Demetrio Di grado, Adriana Gomez, Giampaolo Atzeni, Giuseppe Gusinu, Carmen Bertacchi, Giorgio Franco, Rosa Di Stefano, Piero Colombani, Ernesto Colombo, Gian Pietro Arzuffi, Beppe Francesconi, Don Corleone, Alessandro Sansoni

Storia

Nina for the dogs nasce a giugno 2015 da un’idea di Angela Resina.
Il progetto fonde la passione per l’arte, il design e l’amore per gli animali in un’unica creazione d’autore.
Da un canile siciliano Angela adotta una piccola cagnolina; Nina diventa la sua musa ispiratrice, cosi’ Angela disegna il primo
modello di Nina.
Dopo varie prove e test sui materiali, si realizzano i primi esemplari in miscele di resine e polveri di marmo, colore bianco.
Nina, piccola cagnolina di design e’ completamente un Made in Italy; ogni esemplare e’ realizzato da maestri artigiani
italiani ed e’ disponibile in diverse finiture superficiali che vanno dal colore bianco, a differenti coloriture ed effetti come
quelle oro, argento, bronzo e quella completamente trasparente fino alla versione piu’ preziosa con il mantello in foglie
d’oro.
Completano la collezione Nina for the dogs alcuni pezzi unici d’autore reinterpretati da artisti italiani.
Ogni Nina realizzata contribuisce al sostegno di strutture che si occupano e promuovono l’adozione dei cani abbandonati
in Sud Italia.
Partecipazione:
– Mostra collettiva arte durante il Taormina Film Fest 2015 presso Belmond Grand Hotel Timeo di Taormina, Giugno 2015
– Mostra collettiva arte “ Anamorfi/Forme e Percezioni” presso Palazzo Ducezio di Noto, Agosto 2015
– Vogue Fashion Night Out 2015 presso Atelier Gambari di Milano
– Mostra collettiva arte e design “Silence” presso il MAD (Milano Art Design) del Nhow Hotel di Milano, Novembre 2015-
Marzo 2016
– Mostra collettiva arte “Ciao Dolcezza” con Accademia di Brera e Universita’ di Pollenzo presso Art Design Box di Rho,
Dicembre 2015
– Affordable Art Fair 2016 in collaborazione con KoArt Gallery, Febbraio 2016
– Fuori Salone del Mobile 2016 in via Tortona, Aprile 2016

Casa Museo Spazio Tadini

dal 1 al 16 aprile 2017

orari da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30

domenica dalle 15 alle 18.30

Sabato 8 e domenica 9 aprile apertura dalle 11 alle 19

ingresso 5 euro.

Visita guidata su prenotazione 8 euro.

Mostre fotografiche: Marco Tagliarino racconta Storie di Molti


Una mostra di due giorni (18 e 19 marzo) per proporre un punto di vista del reportage di viaggio attraverso l’occhio di Marco Tagliarino.

Orari dalle sabato 15.30 alle 19.30 , domenica 15-18.30.

“Quello che cerco mentre sono “al lavoro” (anche se per me la fotografia è una passione e non un lavoro) sono gli sguardi delle persone, i costumi, il modo di vivere, la naturalezza – racconta Tagliarino -. Ritengo che tutto questo, per funzionare in una fotografia, debba essere inserito in un contesto ambientato che in taluni casi è più importante dei soggetti stessi.
Infine, le ultime tre cose che rendono una fotografia unica sono la luce ambientale, il punto di ripresa, e la spontaneità dei soggetti ritratti. Non uso mai il flash. Non chiedo mai che le persone riprese si mettano in posa, anzi cerco sempre di fotografarle mentre si dedicano ai loro affari quotidiani cercando di essere meno invadente possibile, anche se usando focali come il 24mm, il 35mm e il 50mm non è affatto semplice”.

L’occhio curioso del fotografo si unisce a quello del turista alla scoperta dei costumi e delle tradizioni. E’ così che Tagliarino si allontana dalla Street Photography per guardare oltre i confini e raccontare stimolando una visione non solo documentativa. Infatti ama lavorare sui soggetti in post produzione, come lui stesso dice “ho cominciato ad imparare ad osservare la realtà non più solo attraverso i miei occhi ma “immaginandola”” e il risultato è fatto di scatti che non perdono mai il loro valore documentale, ma acquisiscono atmosfere e suggestioni.

L’esposizione a Spazio Tadini propone un doppio percorso: il bianco e nero e quello a colori. Due mondi che per Tagliarino viaggiano in parallelo: “Amo le fotografie monocrome dotate di carattere. Per questo motivo amo lavorare al limite dell’istogramma toccando tutte le gradazioni di grigio senza però eccedere in termini di contrasto e nitidezza”.

La mostra sarà ospitata in una delle sale della Casa Museo Spazio Tadini e i visitatori potranno completare il percorso con una visita alla mostra  a cura di Federicapaola Capecchi Francesco Cito e la fotografia di Reportage che è ospitata nelle altre sale.

Un week end a Spazio Tadini all’insegna della fotografia dando spazio a soggetti,  percorsi  ed esperienze  diverse.

 

BIOGRAFIA

Marco Tagliarino nasce a sesto san Giovanni il 14 marzo del 1977. Dopo il diploma da perito elettrotecnico si scrive ad ingegneria aerospaziale al politecnico di Milano, ma per ragioni economiche accelera il suo ingresso nel mondo del lavoro. La passione per la fotografia arriva in età adulta, quando riceve in regalo una macchina fotografica compatta che inizia a utilizzare quasi per gioco è che ben presto abbandona per la sua prima reflex Canon.  Da assoluto autodidatta, si documenta attraverso blog e forum di fotografia per migliorare la tecnica e al contempo scatta continuamente senza selezione per alcuni anni fino a trovare la sua predilezione per i volti e il catturare le persone in scene di vita quotidiane. Alla passione per la fotografia si unisce quella per i viaggi che  diventano meta fotografica oltre a svago e scoperta culturale in compagnia di sua moglie.

Fuorisalone 2017 ed entri nella camera dal letto di Van Gogh a Spazio Tadini


Presso la Casa Museo Spazio Tadini, in via Jommelli 24, dal 1 al 16 aprile, nell’ambito del Fuori Salone del Mobile, Milano 2017, viene esposta a grandezza reale la riproduzione del quadro La camera di Arles, di Vincent Van Gogh.

Un’opera d’arte nota in tutto il mondo riprodotta dall’abilità di artigiani del Consorzio S. Luca del capoluogo piemontese e da Arredare In, Max Camerette azienda con sede a Torino. La camera è esempio dell’abilità artigiana che contraddistingue il Made in Italy che, in questo caso, ha richiesto una particolare attenzione anche nella ricerca di riproduzione dei colori prediligendo quelli ecologici. Arredare In predilige la filiera artigianale italiana e ha portato in Italia, quarant’anni fa, ispirandosi al fuorisalone 2017, il concetto di “cameretta”, come luogo dove vivere, crescere, studiare.

Accanto al quadro di Van Gogh, nel quale il visitatore può liberamente “entrare”, si affianca una cameretta dei nostri giorni per mettere così a confronto ieri e oggi, il passato e la tecnologia attuale dove la cameretta, luogo di vita e crescita per i giovani, diventa anche capacità di saper utilizzare e riutilizzare gli spazi, spesso ristretti delle case moderne.

Un confronto passato – presente che ci coinvolge nell’evoluzione dei tempi e delle abitudini, in un vortice culturale di rara suggestione.

In questo modo, Arredare In, fondata e gestita dalla famiglia Teifreto, azienda con una lunga storia sui mercati e una grande specializzazione nella creazione delle camerette più funzionale e vivibili, dà ai visitatori del Fuori Salone, una testimonianza di come il mobile possa essere, oltre che tecnologia e funzionalità, anche cultura e divulgazione.

Su tutto, regna l’atmosfera senza tempo di un luogo sinonimo d’arte e cultura come Spazio Tadini, da molti anni testimone del far conoscere e divulgare l’arte e la cultura a Milano.

I visitatori seguiranno un percorso che li accompagna a conoscere quando e come è stata introdotto la camera per i ragazzi nelle case degli italiani. Scopriranno l’abilità artigiana di maestri falegnami, la capacità di trasformazione e innovazione degli spazi dell’abitare per i ragazzi, la dimensione del gioco con l’esposizione di NINA, un cagnolino tra l’arte e il design, e il lavoro artistico di intarsio di Lino Giussani.

A completare il percorso la presenza di lavori indimenticabili del maestro Emilio Tadini come il quadro “La camera da letto” che ha rappresentato la cultura italiana presso la Casa della cultura Italiana a Parigi per sette anni e l’opera dedicata a Pampurio il personaggio del Corriere dei Piccoli.

Arredare In – Max Camerrette insignita del premio Chiave a Stella nel 2010 (premio istituito da Fondazine Magnetto, quotidiano La Repubblica e associazione piccole e medie imprese di Torino e provincia per capacità di esprimere e coniugare innovazione e tradizione sia per eccellenza del prodotto e valorizzazione del territorio in Italia e all’estero). L’azienda nasce negli anni Settanta, fondata da Ersilio e Pina Teifreto nel centro di Torino. Nel 1978, diventa azienda specializzata e nel giro di un decennio diventa leader. Nel frattempo, si sposta in uno spazio molto ampio, vicino all’aeroporto di Torino,  una ex fabbrica di vernici che bonifica e che diventa la sede dell’azienda e show room, dove si trova tuttora. Da circa dieci anni al timone dell’azienda c’è il figlio della coppia fondatrice, Massimiliano Teifreto.

http://maxcamerette.it/