Archivi categoria: MOSTRE

Dimercoledì sulla fotografia analogica


La Fotografia Analogica – Back to the Past  ogni mercoledì con PHOTOMILANO nella sua sede @ Spazio Tadini Casa Museo. Mercoledì 16 ottobre alle ore 19.30 dibattito sulla fotografia analogica a cura di Angelo Cucchetto, in dialogo con la curatrice di fotografia Federicapaola Capecchi, Francesco Tadini fondatore di PHOTOMILANO e di SPAZIO TADINI e i fotografi Beppe Bolchi, Stefano Pensotti e Giuseppe Pons.

Di mercoledì sulla fotografia con PhotoMilano e Cities

I tre Autori lavorano spesso in analogico, e nel corso della serata verrà presentato Back to the Pastun volume che raccoglie estratti sintetici di 20 progetti fotografici realizzati con tecniche diverse, dalle macchine analogiche (ad esempio Yemen di Graziano Perotti tra gli altri progetti realizzati con macchine tradizionali Nikon, Canon, Olympus, Afga), a tecniche di Fotografia istantanea (Instant Cities di Giorgio Galimberti per esempio) al Foro Stenopeico di Città senza tempo di Beppe Bolchi, al transfer Polaroid su carta d’acquerello di Ricordi D’Armenia di Luigi Vigliotti.

Si tratta del primo volume realizzato della collana autoriale che fa parte del progetto editoriale Cities.

Il libro (di cui vi saranno copie cartacee alla serata) è sfogliabile online a https://issuu.com/isp-italianstreetphotography/docs/issuu_bttp_book

all’interno della serata i tre Autori presenteranno in proiezione i tre progetti completi che compaiono nel volume Back to the Past, oltre ad altri loro lavori in analogico. Stefano Pensotti presenterà anche anche alcune sue immagini analogiche B&W tratte dal volume Milano, la città raccontata da 15 grandi scrittori, Periplo Edizioni 1992

Beppe Bolchi con Città senza Tempo

Stefano Pensotti con Azalai

Giuseppe Pons con a west di Hollywood

Seguirà dibattito con il pubblico, con domande agli autori su loro progetti ed in generale sulla fotografia analogica

Renzo Ferrari: Insonnia mostra a SPazio Tadini


Renzo Ferrari presenta il suo ultimo ciclo di opere di pittura e in anteprima alcuni lavori su carta che accompagnano il romanzo “Solaris – parte seconda” di Sergej Roic. Dal 25 ottobre al 24 novembre 2019 – Inaugurazione 25 ottobre ore 18.30 – Casa Museo Spazio Tadini via Niccolò Jommelli 24, Milano

Idola Blau 2019 olio su tavola 31×23 cm

La mostra “Insonnia” è una sequenza di “short stories”, formati brevi con variazioni soprattutto esistenziali. La canicola dell’ultima estate ha avuto la sua parte come tema segnale dello squilibrio ecologico e di come la natura ci avverta con continui allarmi. È poi presente un “minimalismo” che concentra le tensioni figurali attraverso l’azione dello spazio, del segno e del colore.

notturno e forme scure , 2019, olio su carta 29,5×21 cmRenzo Ferrari

“Il vero tema di questi nuovi quadri (…) è il paesaggio – scrive Pietro Luca Nicoletti, storico dell’arte – o meglio un sentimento di natura che prende una fondamentale sfumatura ‘ecologica’: Renzo si accosta al tema dell’ecologia nel momento in cui uno stato di natura è minacciato in maniera sempre più aggressiva e allarmante, e si rende conto di un ritorno circolare a motivi che avevano

caratterizzato l’avvio della sua vita d’artista. Parlare di ‘natura’ senza cadere nell’equivoco

del ‘naturalismo’, infatti, significa uno sguardo posato su luoghi che fanno parte di un

patrimonio genetico e di memoria: un paesaggio rurale del Ticino della sua infanzia che

si è molto trasformato e spesso selvaggiamente cementificato, mettendo in evidenza

una componente artificiale che insidia l’integrità di un contesto”.

Gineceo 2019 olio su tavola 20×44 c, Renzo F

Scrive invece Sergej Roic, giornalista e scrittore circa l’insonnia:

“Per quel che riguarda l’insonnia, il noto stato per cui la mancanza costante di sonno mette

a soqquadro la quotidianità o addirittura l’intera esistenza, vale invece la seguente affermazione:

chi soffre d’insonnia ha un unico desiderio, quello di dormire. Eppure, spesso e volentieri l’arte, la massima espressione del gioco inventivo e combinatorio consentita a un essere vivente, il fin troppo razionale essere umano, immagina, congettura, costruisce e realizza le sue opere proprio ‘in mancanza di qualcosa’, ovvero agognando a raggiungere uno stato di soddisfazione all’apparenza irraggiungibile. L’arte ‘insonne’ configura, insomma, la rincorsa di un creativo pié veloce alla lenta ma inesorabile tartaruga della materia/contesto piegata alla volontà dell’artista ma mai del tutto, mai fino in fondo. L’arte assume allora un significato ‘insonne’ essendo compiuta ma anche incompiuta, conclusa ma pure aperta ad altre combinazioni, accostamenti, ulteriori

percorsi”.

La mostra INSONNIA è accompagnata da un catalogo edito da Zedia`

Renzo Ferrari nasce a Cadro l’8 febbraio 1939. Dopo le scuole dell’obbligo, si trasferisce a Milano dove frequenta il liceo artistico e l’Accademia di Brera e conclude gli studi con una tesi su James Ensor. Nel 1962 tiene una prima personale alla Galleria delle Ore di Milano con un significativo riscontro della stampa. La Galleria Annunciata lo invita alla mostra Una scelta (1963) che tenta di fare il punto sul nuovo contesto milanese. Nel 1964 gli viene conferito il Premio Diomira per il disegno e compie viaggi e mostre in Germania, visitando poi i principali Musei di Belgio e Norvegia. La visione della Pop americana alla XXXII Biennale di Venezia lo impressiona vivamente e lo sollecita a cimentarsi con il linguaggio pop. Una selezione del lavoro 1969 – 1972, connotata da una prima maturità espressiva, viene esposta alla Cupola d’Arte Casa a Lugano; tema dominante il confronto Artificio e Natura. Nel 1974 nell’ambito della XXVIII Biennale Nazionale D’Arte Città di Milano, Presenze e tendenze nella giovane arte italiana, ottiene il Premio Feltrinelli, seguito da numerosi riconoscimenti critici (De Micheli, Tassi, Bruno, Del Giudice). Nel 1977 espone alla Bergamini con opere improntate alla condizione esistenziale ”Urbani”, ”Mimesi”, “Teste”. Queste figure alla fine del decennio segnano un inoltro spaziale in un nero, combusto e notturno. Numerose le mostre di taglio generazionale: l’Opera dipinta 1960 – 1980 (1982); Dieci Pittori a Milano (1989) a cura di Quintavalle allo CSAC di Parma e alla Rotonda della Besana a Milano; di seguito Il segno della pittura e della scultura (1983); Cento anni di arte a Milano 1886 – 1986; Geografie oltre l’informale (1987) alla Permanente. Harald Szeemann cura una monografica di Ferrari al Monte Verità di Ascona nel 1985. Il Museo civico di Bellinzona gli dedica una antologica con Opere 1970 – 1990 e a distanza d’anni nel 1999 viene costituito il Fondo Ferrari con cronologia estesa dal 1960 al 1998. In questi anni aumenta l’attenzione critica rivolta all’artista da parte di Tadini, Crespi, Mauron, Montalto, Pontiggia, Porzio, Pontiggia e Goldin. Mostre itineranti Art-Transit (1998) a cura di Matteo Bianchi nei Musei di Vevey e Sciaffusa. A partire dal 1990 si produce una significativa

svolta nel suo lavoro con un impeto graffitista nel segno/disegno e un cromatismo acceso. Primo viaggio a New York (1995) e un secondo nel 2004. Mostre personali al Museo Epper (1993), Galleria Bergamini, Milano (1995), Galleria la Colomba, Lugano (1997), Galleria. Ceribelli Albini (2001), Villa Ciani, Museo civico di Lugano (2004), Centro svizzero (2006) e Spazio Tadini (2013), Milano.

È invitato alla rassegna “Artisti arabi e italiani” a Beirut, Damasco, Il Cairo (2008).

Nel 2009 riceve il premio Morlotti alla Carriera e l’editore Skira pubblica nella collana Arte Moderna le monografie Opere 1990 – 2010 (Pittura), Opere grafiche 1958 – 2013 e nel 2016 Le carte e i giorni 1958 – 2015. Nel biennio 2014 /2015 i Musei di Neuchâtel e Lugano in sinergia hanno proposto la retrospettiva

Visions nomades, 1958-2014. Nella sala del Collezionista della Fondazione Stelline, nel 2016 presenta la mostra Le Carte e i giorni, Formati a confronto a cura di Elena Pontiggia, una scelta di opere di piccolo e grande formato, lungo il percorso creativo 1958 – 2016. Curata nell’allestimento da Mario Botta.

Durante il 2017 ha esposto alla mostra Swiss Pop Art al Kunstmuseum di Aarau e con una personale Busillis Time alla galleria Wolf di Ascona. Nel 2018 espone alla casa museo Spazio Tadini a Milano un ciclo di opere con il titolo Cose Figure Luoghi 2017 – 2018 e al Centro Culturale Giuseppe Verdi partecipa alla mostra

Nuove immagini, nuovi segni. Opere del secondo Novecento dal Museo della Permanente a cura di Gianluca Poldi e Luca Pietro Nicoletti. Recenti le pubblicazioni a cura di Silvia editrice nella Collana i Libri d’Artista e due altri libri dedicati a Pop Art-Oggetti Ansiosi 1964 – 1975 e Taccuini anfibi 1989 – 2015. Nel 2019 ha esposto la mostra Rabisch 2003-2019 alla galleria la Colomba di Lugano. È presente nel catalogo della mostra Milano Pop – Pop Art e dintorni nella Milano degli anni 60/70 a cura di Elena Pontiggia. Di recente pubblicazione Una lunga amicizia di Renzo Ferrari e Piero del Giudice, edizioni Zedia’.

Casa Museo Spazio Tadini

Via Niccolò Jommelli, 24 Milano (MM Piola/Loreto)

Apertura:

da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30 (Offerta libera)

Domenica apertura su richiesta e per visite guidate alle mostre temporanee e all’opera di Tadini (7 euro, durata un’ora).

Per informazioni dettagliate:

www.spaziotadini.com

Maria Mulas, mostra fotografica:Tadini&Co.


Esposizione fotografica di Maria Mulas dal 19 settembre al 20 ottobre 2019. Inaugurazione 19 settembre ore 18.30 Casa Museo Spazio Tadini, via Niccolò Jommelli, 24 Milano. Ingresso gratuito. Visite guidate 5 euro.

Maria Mulas, fotografa milanese, apre la rassegna di esposizioni Tadini & Co che segnerà un percorso di scoperta di artisti, fotografi, scrittori etc. che hanno accompagnato la fertile stagione intellettuale tra gli anni 70 e 90 a Milano di cui Emilio Tadini era figura di stimolo creativo e critico.

┬® Maria Mulas, Christo, New York 1979

Maria Mulas in quegli anni documentò, con una serie di ritratti, i tanti personaggi che hanno dato vitalità al fervore intellettuale del tempo, alla ricerca di dialogo con il resto del mondo e dove Milano è stata luogo di scambio di idee, contatti e originalità. Le sue foto sono fonte documentativa e narrativa importante dell’atmosfera di un periodo che ha gettato le basi della Milano di oggi. Moda, design, arte hanno viaggiato di pari passo con lo sviluppo economico di una città che è stata, ed è, sempre più aperta alle avanguardie e alla contaminazione culturale.

In esposizione non solo ritratti, ma anche una ricerca sulle architetture e sulle prime sperimentazioni del digitale da parte di una delle donne fotografe che ha saputo competere con i fotografi del tempo, tanto da aver costituito uno degli archivi più ricchi e ricercati, in particolare su Milano.

Maria Mulas inizia a fotografare su stimolo del fratello Ugo Mulas che le regala la prima macchina fotografica. Nei primi anni 70 si dedica alla fotografia teatrale, poi estende il suo interesse a tutto l’ambito artistico e culturale condividendo, con il fratello, diversi amici e contatti anche del noto bar Jamaica, luogo di ritrovo intellettuale, tanto quanto molte gallerie della città, tra cui lo Studio Marconi dove si aprivano gli orizzonti dell’arte oltre confine e di cui Tadini, Schifano, Del Pezzo, Pardi e altri ancora furono parte attiva e fondante del successo di Studio Marconi – fondato da Giorgio Marconi (oggi Fondazione Marconi).

Maria Mulas faceva parte del giro stretto di amici di Emilio Tadini e sua moglie Antonia con i quali si mischiava il divertimento con l’indiscutibile produzione di idee e stimoli intellettuali. Una grande e lunga amicizia che oggi la vede, ancor un volta, protagonista presso la Casa Museo fondata d Francesco Tadini e Melina Scalise in memoria di suo padre, Emilio.

Emilio Tadini 001 ph.MariaMulas, Valerio Adami Jean Louis Schefer, 1972
ph.MariaMulas, Valerio Adami Jean Louis Schefer, 1972

Dal libro Torno Subito: dedicato a Emilio Tadini alla sua morte:

Maria Mulas: “Ero sempre contenta quando Emilio veniva da noi la sera perchè della noia non c’era pericolo di sprofondare, con la sua vitalità elettrizzava la festa.

Oramai era scontato che avremmo venduto il nostro appartamento a un certo punto della serata l’argomento finiva lì.

Allora, vendi?

Si, rispondevo

Però un balcone come pièd a terre lo devi tenere. Così possiamo continuare a venire qui a fare i nostri party mettendo una scaletta di corda per salire e scendere liberamente. E faremo versacci verso l’interno ai nuovi inquilini. Ti raccomando, ascolta il mio consiglio. Come farebbe altrimenti Alberto a buttarti dal balcone dopo che tu gli hai nascosto i dieci chili del suo adorato taleggio per impedirgli di mangiarlo? E noi a testimoniare che lui è l’assassino? Senza il balcone non si può fare nulla.

Era così Emilio, aveva una fantasia completamente surreale.”

Emilio Tadini ritratto da Maria Mulas

scarica comunicato stampa

CASA MUSEO SPAZIO TADINI

Via Niccolò Jommelli, 254 Milano

(MM Loreto/Piola)

dal 19 settembre al 20 ottobre 2019

inaugurazione 19 settembre ore 18.30

Orario di apertura da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30 –

Domenica su prenotazione via mail: museospaziotadini@gmail.com o telefono: 3664584532 (entro venerdì).

Ingresso libero

Visite guidate al museo e alle mostre 5 euro.