Archivi tag: Melina Scalise

INAUGURAZIONE ANDRE’ CHE ISSE – 27 ottobre 2011 dalle ore 18.30 fino alle 21.30.

DANZATORI DI LUCE

dal 27 ottoble all’11 novembre 2011

performace con alla viola Paolo Botti.

Spazio Tadini, via Jommelli, 24

apertura da martedì a sabato dalle 15.30 alle 19

Il pensiero e i muscoli di un danzatore hanno attraversato lo spazio per tramutarsi in oggetto altro, in rappresentazione di quel legame tra corpo e mente capace di accendere o spegnere un’emozione come schiacciando l’interruttore della luce.
Il lavoro di André Che Isse è il risultato di due percorsi artistici diversi: danza e pittura. Entrambi convivono in lui e nella tela, dove traspone la sua visione del corpo e rappresenta la condizione umana.

iL 5 ottobre alle ore 21: L’OMBRA DEL VERO

LA FOTOGRAFIA TRA REALTA’ E FINZIONE

Un appuntamento da non perdere con:

Cesare Colombo, fotografo, curatore, saggista.
Sergio Giusti, critico e saggista
Roberta Valtorta, critico, saggista, direttore scientifico del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo
Pio Tarantini, fotografo e pubblicista

Spazio Tadini, via Jommelli, 24 ore 21 (MM1 Loreto – MM2 Piola bus 62 e 81) – Ingresso gratuito – E’ gradita la tessera sostenitori per la nuova stagione a partire da 1 euro per le iniziative culturali.

In occasione della mostra fotografica di Pio Tarantini, Imago, presso Spazio Tadini fino al 14 ottobre 2011, si propone un incontro pubblico di approfondimento sulla fotografia tra finzione e realtà prendendo spunto dalle opere in esposizione.

Il lavoro proposto da Pio Tarantini a Spazio Tadini espone degli studi sul “mosso” in cui la presenza dell’uomo, nel contesto paesaggistico prescelto da Tarantini, prevalentemente di tipo rurale,  è evanescente, spesso solo un’ombra, una traccia che non ha nulla a che vedere con la realtà percepita ad occhio nudo. Si immortala una sorta di visione onirica che allude alla precarietà della presenza dell’uomo nell’ambiente, che ne sottolinea tempi di permanenza e di visione differenti, dando più rilievo al percepito che alla reale visione delle cose.

Inevitabile dunque riflettere sulla fotografia come strumento di racconto più che di documentazione, avviando una riflessione sull’orientamento della fotografia oggi, sempre più lontana dal piacere di riportare il vero, e più vicina all’andare oltre l’osservazione di un vero che non può prescindere da un’osservazione soggettiva.

Su un tema così dibattuto nel mondo della fotografia non potevamo che coinvolgere esperti del settore come Roberta Valtorta, Sergio Giusti e Cesare Colombo.

MOSTRA – I muri dopo Berlino si chiamano frontiere

L'opera di Iudice per I muri dopo Berlino

16 giugno, ore 18.30

Una mostra per parlare d’immigrazione fino al 29 luglio

Correlate alla mostra una serie di iniziative.

L’Italia, negli ultimi mesi, è diventata terra d’approdo di migliaia di persone, provenienti da Paesi poveri e in guerra, in cerca di una vita migliore. Loro, quelli che arrivano, sono i profughi, i disperati, noi, quelli che accogliamo e soccorriamo, la “breccia” nel muro dell’Europa. Noi siamo: la spiaggia, l’ultima, la frontiera, la prima, la speranza, sempreverde, il lavoro, nero, il diritto, violato, cercato, preteso, esteso, difeso. La Francia è arrivata a chiedere il blocco dei treni dall’Italia e il nostro Paese si ritrova con “gli ultimi” e come gli ultimi, fuori dalla porta. Mentre il Mar Mediterraneo è diventato il cimitero di centinaia di disperati.

Vai alla pagina per leggere tutto l’articolo