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Novecento italiano: Il 900 di Emilio Tadini


Nella Rassegna Novecento Italiano organizzata dal Comune di Milano per celebrare il secolo scorso più di 150 eventi tra cui la mostra “Il ‘900 di Emilio Tadini” presso la Casa Museo Spazio Tadini, via Niccolò Jommelli 24 dal 23 febbraio – 18 marzo 2018.
Una mostra di opere, scritti e sculture di Emilio Tadini per raccontare l’autore, ma anche la sua visione del Novecento. La mostra presenterà anche i testi critici da lui redatti e i video delle trasmissioni televisive che lo hanno visto commentatore di scrittori, artisti e correnti del Novecento. Raccoglie il meglio di Tadini nella casa museo a lui dedicata, dal figlio Francesco Tadini e Melina Scalise. Emilio Tadini è  stata una figura importante del panorama artistico e culturale italiano e milanese.

900 logo

Fiaba del niente, Emilio Tadini
Fiaba del niente, Emilio Tadini

Il Novecento secondo Emilio Tadini nel video di Rai Storia

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La mostra organizzata presso la Casa Museo sarà accompagnata da un percorso fotografico esplorativo in chiave contemporanea della visione del 900 secondo Emilio Tadini risultato di un lavoro di ricerca di un gruppo di fotografi del club fotografico Photomilano.

Tadini, nato a Milano il 5 giugno del 1927 e morto a Milano il 23 settembre del 2002 è stato è stato un pittore, scrittore e saggista.

Oltremarerid tadiniUmberto Eco, suo carissimo amico, lo definì “un pittore che scrive e uno scrittore che dipinge”. Queste due anime si sono tradotte nel suo lavoro pittorico anche in un costante dialogo tra la figura e la parola, tra la filosofia, la psicoanalisi e una lucida capacità di analisi dell’immagine e del lavoro artistico e pittorico: “L’occhio della pittura Garzanti 1999).

Esordisce come poeta ad appena 20 anni con un poema: La passione secondo Matteo pubblicato sulla rivista Il Politecnico di Elio Vittorini e gli viene conferito il premio Serra con alla giuria Montale, Solmi e Muscetta. Inizia a guadagnarsi da vivere come traduttore. Traduce anche opere importanti del Novecento come Stendhal, Pound, Eliot, Céline Faulkner per editori come Einaudi e tanti altri. Intanto frequenta tutti gli intellettuali dell’epoca. Frequentatore del Giamaica conosce tanti artisti. Diventa amico di Fo, Adami, Cavalieri, Fontana, Crepax, Eco, ma anche Furio Colombo, De Bortoli, Armani, Fendi etc…..diventando negli anni una figura di riferimento della cultura.

La sua prima mostra di pittura è al Cavallino di Venezia negli anni 60 e il suo primo collezionista è Tancredi Parmeggiani, noto artista.

Prosegue il suo lavoro artistico con lo Studio Marconi di Milano ed è con Valerio Adami, Lucio Del Pezzo e Mario Schifano tra gli artisti che apre la prima mostra di questa galleria che contribuisce alla storia artistica della città di Milano negli anni d’oro.

emilio tadini bicicletta manifesto

Mentre dipinge scrive diversi romanzi e saggi per cui vince il premio Campiello con La lunga Notte e La Tempesta. Quest’ultimo diventa uno spettacolo teatrale al Franco Parenti per la regia di Ruth Shammah e l’interpetazione di Piero Mazzarella.

Scrive per il Corriere della Sera, conduce trasmissioni televisive sull’arte come Contesto e per la Televisione svizzera.

Nel 2001 a Palazzo Reale viene a lui dedicata un’importante retrospettiva (vedi la mostra raccontata da Emilio Tadini). 

E’ stato direttore dell’Accademia di Brera, membro del premio Bagutta e ricevuto anche diversi incarichi da imprenditori come consulente d’immagine, comunicazione e ideazione.

Una figura a tutto tondo di cui ancora oggi molti giovani dedicano studio e tesi di laurea. Solo lo scorso anno (2017) sono stati pubblicati su di lui due libri: Parole e figure e Quando l’orologio si ferma.

Ecco un breve profilo di Sergio Mandelli sul lavoro artistico di Tadini.

Ma il suo lavoro è questo e molto di più. Un intreccio straordinario che racchiude in un’opera tutta la sua visione del mondo, tutto il suo straordinario talento di avere visioni d’insieme. E per averne un’idea basta entrare in questo dipinto (leggi) 

La camera da letto opera di EMILIO TADINI
La camera da letto opera di EMILIO TADINI

 

Scarica tutto il palinsesto di 900 Italiano Palinsesto Novecento italiano – primo trimestre 2018.pdf

Fotografia: Giovanni Mereghetti, mostra personale Placespast dal 17 gennaio 2018


Basketball, Gobi desert, Mongolia
Basketball, Gobi desert, Mongolia

Mostra fotografica personale di Giovanni Mereghetti Placespast

17 gennaio – 18 febbraio 2018

A cura di Francesco Tadini, Federicapaola Capecchi

Apertura al pubblico mercoledì 17 gennaio 2018 ore 18:30

Mercoledì 17 gennaio 2018 apre la mostra fotografica Placespast del fotoreporter Giovanni Mereghetti.

Una mostra che ci porta da Lapaz a New York, da Malpensa a Trinidad, da Marrakech a Pushkar, da Kathmandu al Goageb. Che innesca un affascinante viaggio anche nel senso del ricordo e di come questo, inesorabilmente, nella mente cambi.

Quarantadue fotografie (bianco e nero analogico) selezionate da molteplici viaggi e reportage di Giovanni Mereghetti, unite in questa mostra attraverso il fille rouge del senso del viaggio di scoperta, di documentazione e di ciò che tutto questo muove dentro il fotografo e negli occhi di chi guarda. Geometrie. Stati d’animo. Frammenti di vita. Memorie, reminescenze, riflessioni, emozioni passate, impressioni presenti.

Trinidad (Cuba)
Trinidad (Cuba)

Baghdad in quegli anni era un punto inarrivabile. In seguito alla prima guerra del Golfo l’embargo era molto severo. Arrivare lì era varcare la frontiera del proibito” – “ L’Iran era un luogo per me meditato e studiato per anni […] Decisi di partire e scoprire questa terra chiamata Persia per lungo tempo […] e quanto <contrastato> era questo Paese nonostante si fosse già nel terzo millennio”. – dice Mereghetti –

Perché i ricordi nella mente cambiano?

Eppure faccio il fotografo. Ho la fortuna di mettere a fuoco. Non solo di guardare.

Marrakech 2006
Marrakech 2006

Racconti di terre lontane, di mercanti e pescatori, il racconto del viaggio. La messa a fuoco e la grana di porzioni di mondo che fanno spaziare la nostra curiosità dall’antropologia alla letteratura. Un diario di viaggio, cultura, reportage e piccole grandi notizie dal mondo. Giovanni Mereghetti illustra seriamente queste porzioni di mondo, racconta pienamente il viaggio e l’avventura vissuta in queste esplorazioni, dà spazio, tempo, narrazione e luce ad ogni aspetto: naturalistico, culturale, umano, antropologico, politico. Insegna come viaggiare, con il rispetto e lo stupore consustanziale alla fotografia. Fotografie che esprimono il senso e il sentimento di un luogo e di un tempo, ritraggono le persone, una cultura, la terra. A volte guarda dal basso verso l’alto proprio come quando si cammina per le strade di una città, altre volte ritrae volti alla ricerca di una condizione sociale; altri scatti sono poco nitidi ma carichi di emotività e dell’istante. A tratti diretto e incisivo, a tratti minimalista, le fotografie in mostra trasportano fino in fondo in ogni diversa situazione, ambiente e mondo e immergono in un racconto da cui difficilmente distogliamo lo sguardo con rapidità, curiosi di sentirne tutte le voci della storia.

Questa è Placespast.

Kathmandù 2004
Kathmandù 2004

Giovanni Mereghetti

Giovanni Mereghetti, fotogiornalista. Inizia la sua attività di fotografo nel 1980 come free-lance. Successivamente collabora con le più importanti agenzie italiane specializzandosi in reportage geografico e fotografia sociale. Nel corso della sua carriera ha documentato l’immigrazione degli anni ’80 a Milano, il ritiro delle truppe vietnamite dalla Cambogia, la via della seta da Pechino a Karachi, l’embargo iracheno, il lavoro minorile in Malawi, gli aborigeni nell’anno del bicentenario australiano nonché numerose spedizioni sahariane. Le sue fotografie sono state esposte in mostre personali e collettive presentate in Italia e all’estero. E’ autore dei libri “Bambini e bambini” (1996), “Piccoli campioni” (Pubblinova, 1997), “Ciao Handicap!” (1999), “Omo River e dintorni” (Periplo Edizioni, 2002), “Bambini neri” (Les Cultures – Sahara el Kebira, 2004), “Friendship Highway …verso il Tibet” (Bertelli Editori, 2005), “Destinazione Mortirolo” (Bertelli Editori, 2006), “Nuba” (Bertelli Editori, 2006), “Da Capo Nord a Tombouctou… passando per il mondo” (Immagimondo-Bertelli Editori, 2007) e “Veli” (Les Cultures Edizioni, 2008); “Hotel Bel Sit. Storie di Migranti” (Bertelli Editori). Fonda nel 2010 Spazio Foto Mereghetti. Le sue fotografie sono esposte, in mostre personali e collettive, sia in Italia che all’estero. Il suo lavoro fa parte dell’Archivio Fotografico Italiano. Vive e lavora in provincia di Milano.

Giovanni Mereghetti
Giovanni Mereghetti

http://www.giovannimereghetti.com/new/pages/about/

PLACESPAST

17 gennaio – 18 febbraio 2018

Spazio Tadini Casa Museo

Via Niccolò Jommelli 24

20131 Milano – MM1 Loreto MM2 Piola

dal mercoledì al sabato dalle 15:30 alle 19:30 – domenica dalle 15 alle 18:30 – e su appuntamento – lunedì e martedì Chiuso

http://www.spaziotadini.com

Info per la stampa:

Federicapaola Capecchi + 39 347 71 34 066 – federicapaola@spaziotadini.it

Francesco Tadini + 39 366 26 32 523 – francescotadini61@gmail.com

Info per il il pubblico: +39 02 26 11 04 81

Valerio Bispuri fotoreporter: Masterclass a Spazio Tadini sabato 27 gennaio 2018


Fotografia e reportage. Sabato 27 gennaio 2018, dalle 17 alle 20, organizzata da Federicapaola Capecchi, si tiene la Masterclass “Dentro una storia – Il lavoro del fotoreporter oggi e il rapporto che ha con le storie che racconta” con il fotoreporter Valerio Bispuri.

Ho sempre pensato che la difficoltà, ma anche la forza della fotografia, sia nella capacità di bilanciare il proprio sentire con la realtà. E solo riuscendo a calibrare le proprie emozioni profonde in un concetto reale senza che una prevalga sull’altra si arriva a poter raccontare una storia. Solo nel momento in cui riesco a toccare quello che sento, scatto“. Valerio Bispuri

Cosa vuol dire essere un fotoreporter oggi. Come è cambiata l’idea di fotografia negli ultimi decenni. Quanto l’estetica prevale sul racconto della realtà nel reportage contemporaneo. Come si entra in profondità in una storia. Cosa vuol dire lavorare per dieci anni ad un progetto. Come si definisce l’itinerario interiore che porta a realizzare un grande reportage.

valerio bispuri
Valerio Bispuri

Sono questi alcuni dei temi che Valerio Bispuri affronterà nella sua masterclass sul reportage. A partire da una riflessione teorica, ripercorrendo i concetti fondamentali per la costruzione di una storia, l’autore mostrerà quanto la fotografia possa essere allo stesso tempo mezzo di espressione personale e strumento di racconto della realtà. Questo percorso sarà fondato sul racconto diretto dell’esperienza di Valerio Bispuri, sull’analisi dei suoi lavori e sullo scambio di impressioni con i partecipanti.

La masterclass è rivolta a tutti gli appassionati di fotografia di reportage e a chi intende confrontarsi più da vicino con il lavoro del fotoreporter.

La parte conclusiva dell’incontro sarà dedicata alla lettura portfolio dal vivo di due progetti, scelti previamente da Valerio Bispuri tra quelli dei primi venti che confermeranno la loro partecipazione e invieranno un proprio lavoro fotografico.

Info, costi, iscrizione: federicapaola@spaziotadini.it

DENTRO UNA STORIA
Il lavoro del fotoreporter oggi e il rapporto che ha con le storie che racconta.
Masterclass con Valerio Bispuri
27 gennaio 2018 h 17
Spazio Tadini – Casa Museo
via Niccolò Jomelli 24, Milano

Un reportage molto bello di Valerio Bispuri è descritto nel secondo numero del Tg Fotografia https://youtu.be/KLnAoAXi-RE 

TG Fotografia è condotto e redatto da Federicapaola Capecchi, ideato e realizzato (regia, riprese ed editing) da Francesco Tadini. La sigla musicale originale è prodotta da Kroserz / Francesco Basile.

 

Emilio Tadini in Traduzionetradizione


Traduzionetradizione, i quaderni di Claudia Azzola dedicati alla traduzione di poeti internazionali, comincia il nuovo anno con un numero che vede in copertina un’opera di Emilio Tadini e un doppio appuntamento: in Sormani (12 gennaio ore 17.30) e presso la Casa Museo Spazio Tadini dedicata all’artista, scrittore e saggista milanese fondata da Francesco Tadini e Melina Scalise. Il 13 gennaio alle ore 18.30 nella sala che ospitava lo studio dell’artista si svolgerà una performance di poesia con Mystis (Gabriella Cinti), Lyndon Davies, Anthony Mellors, Silvia Pio, Claudia Azzola.

 

12 gennaio 2018 – ore 17,30
MILANO – Sala del Grechetto di Palazzo Sormani – Via Francesco Sforza, 7
presentazione di Traduzionetradizione n. 14
Con la presenza degli Autori pubblicati in questo numero: Silvio Aman,
Gabriella Galzio, Gabriella Cinti, Claudia Azzola, Fausta Squatriti,
Gilberto Isella, Antonietta Dell’Arte, Silvia Pio e con Lyndon Davies

Locan La sonorità delle lingue-

13 gennaio 2018 – ore 18,30
MILANO – Spazio Tadini – Via Niccolò Jommelli, 24
“La Sonorità delle lingue” Dai lirici greci alla poetica lingua inglese al
bell’italiano oggi impoverito e logorato.
Performance poetica di Mystis (Gabriella Cinti), Lyndon Davies,
Anthony Mellors, Silvia Pio, Claudia Azzola

I quaderni Traduzionetradizione – diretti da Claudia Azzola – sono dedicati alla traduzione di Autori europei. Ogni testo poetico presenta una o più versioni linguistiche con testo a fronte.
I quaderni sono reperibili presso librerie,  biblioteche, istituti universitari e sono presentati a festival ed eventi letterari in Italia e in Europa.

Corsi di tango argentino 2018 a Spazio Tadini


 

Il 13 gennaio dalle 14.30 alle 15.30 lezione aperta e dalle 15.30 alle 19,30 pomeriggio pratica di tango Argentino.

Dal 15 gennaio 2018 riprendono i corsi di tango con prove gratuite fino a fine gennaio, presso Casa Museo Spazio Tadini, in Via Jommelli, 24 (MI) organizzati e curati da Clelia Fumanelli.

Il Tango argentino è un percorso di continua ricerca e vive la sua evoluzione, non solo attraverso la didattica dei passi,ma tenendo anche conto di tutte quelle componenti che ne hanno creato una vera e propria filosofia di vita.

clelia

Durante il corso base si affronteranno tutti i codici ed i fondamentali del Tango Argentino ponendo attenzione alla gestione degli spazi in rapporto a se stessi ed agli altri, alla relazione con la pista e allo studio musicale dei generi tango, milonga e vals.

Il percorso intermedio si propone di lavorare su di una gestione più completa e complessa delle componenti coreografiche, attraverso lo studio di giri, adornos, camminate ed all’evoluzione dei movimenti conosciuti legandoli alla relazione musicale, delineando una personale e consapevole libertà di interpretazione.

Il corso proposto è finalizzato all’uso del Tango Argentino come risultato di uno stato emozionale, usando la didattica come mezzo di comunicazione, per un’ espressione creativa che, oltre ad essere un insieme di passi, cura la personalità e l’identità dell’ interprete stesso, rendendo l’esecuzione, per questo, unica nel suo genere.

Tesseramento annuale ACSI FAITANGO

La bellissima sala in parquet con lucernario, immersa sempre in una collezione di quadri diversa, di artisti di fama nazionale e internazionale, ci accoglierà durante l’anno ad iniziative ed eventi quali: stage, pratiche di Tango e piccole Milonghe in Arte .

Immagine

Per il 13 pomeriggio con pratica di Tango Contributo di €5

INGRESSO RISERVATO SOCI ACSI FAITANGO O CSEN !!!

Potete sottoscrivere il tesseramento all’Ente ACSI FAITANGO inviando una email a:

lacle.asd@gmail.com

Con scritto:
nome, cognome, data di nascita, indirizzo di residenza e Codice Fiscale

Per maggiori informazioni sui corsi di La Clè de l’Art

Clelia 377. 984 9208 – lacle.tango@gmail.com – www.cleliafumanelli.com

La prima lezione gratuita si svolge lunedì 15 gennaio. I corsi cominceranno la settimana successiva, lunedì 22 gennaio. Si raccomanda la prenotazione, in modo da favorire l’organizzazione delle coppie, grazie.

Orari dei corsi

Zona Loreto –  città Studi

Lunedì :

Ore 20.00 ≤ 21.00 Principianti

Ore 21.00 ≤ 22.00 Intermedi

c/o Spazio Tadini
Via Niccolò Jommelli, 24 (MI)

Fulvio Tornese in mostra a Milano: Siamo solo il nostro sguardo


Siamo solo il nostro sguardo, Mostra personale di Fulvio Tornese, in collaborazione con la Galleria internazionale Monteoliveto – Dal 17 gennaio al 18 febbraio 2018- Casa Museo Spazio Tadini – Via Niccolò Jommelli, 24 Milano – Inaugurazione su invito 17 gennaio 2018 ore 18- Apertura al pubblico 17 gennaio ore 18.30 .

Fulvio Tornese -Siamo solo il nostro sguardo_ cm 100x100- acrilico su tela
Fulvio Tornese -Siamo solo il nostro sguardo_ cm 100×100- acrilico su tela

Fulvio Tornese, artista leccese, è uno degli artisti più interessanti del panorama nazionale con un lavoro artistico di ricerca sull’uomo contemporaneo. La casa Museo Spazio Tadini, in collaborazione con la galleria internazionale Monteoliveto, presenta una personale sulla sua ultima produzione dopo il notevole successo di pubblico e critica ricevuto a luglio 2017 alla mostra al Museo di Arte contemporanea di Matino promossa dal Comune e patrocinata da Regione Puglia, Provincia di Lecce, Ordine degli Architetti, Paesaggisti e Pianificatori della Provincia di Lecce, Puglia Promozione.

La mostra milanese presenta un nutrito corpo di opere della più recente produzione di Fulvio Tornese, che sin dagli anni Ottanta ha individuato nella disciplina pittorica la sua ideale traduzione formale, attraversando un’estetica che si intreccia con la poetica delle immagini sulla città e trova i suoi riferimenti nei maestri del ‘900 dell’arte, dell’architettura e della letteratura.

Le forme regolari, il segno definito, la declinazione del bianco e le figure antropomorfe in primo piano, caratterizzano la selezione di opere appartenenti al progetto che Fulvio Tornese suole chiamare i bianchi. Riuniti in questa personale sotto il titolo “Siamo solo il nostro sguardo”, i bianchi sembrano invitare all’attenzione verso il sé e verso ciò che lo circonda, un suggerimento a volgere lo sguardo in un continuo movimento dall’esterno verso l’interno e viceversa, ad acquisire una costante e disinvolta predisposizione sulla contemporaneità. In questa narrazione, le scenografie del mondo in cui siamo abituati a muoverci quotidianamente sembrano provvisoriamente annullarsi e svelano la forma della loro essenza artificiosa, la ragione della loro presenza e la natura della loro funzione. Le architetture sbilanciate mostrano piccole porzioni di strade e piazze in cui si aggira il protagonista incontrastato di questa serie, l’uomo. La figura antropomorfa senza lineamenti del volto, sembra sospesa nella tonalità fredda del colore, utile ad annullare la congiunzione tra cielo e terra per farla emergere come unità irripetibile. Equilibrio superiore e assenza di gravità per una pittura che si fa corporea e incorporea, come le nuvole che spesso ricorrono nella trama delle sue tele narranti.

Scrive sul suo lavoro Melina Scalise: “Siamo solo il nostro sguardo” è il titolo dell’ultima serie di lavori di Fulvio Tornese, eppure, ciò che manca a tutti i suoi personaggi che presenziano scenari, a volte Chagalliani a volte alla De Chirico, è proprio il volto.

Il volto non è solo l’elemento che dichiara la nostra  identità, ma è anche ciò che indica la nostra volontà, la nostra emozione attraverso il nostro sguardo.

Tornese toglie la volontà allo sguardo per conferirla al corpo. Le posture, le mani, i gesti, danno a quell’uomo qualunque uno spazio alla propria volontà. I corpi però sono ingessati in abiti che lasciano poca libertà di movimento e indicano un’appartenenza sociale che li colloca, come avrebbe detto il pittore e scrittore Emilio Tadini, tra gli “uomini dell’organizzazione” (noto ciclo di Tadini).

Per lo più in giacca e cravatta, i personaggi che popolano le tele di Tornese sembrano essere borghesi o individui che rivestono incarichi lavorativi di tipo istituzionale. Queste scelte non sono certamente un caso e l’analisi di questi elementi configura uno scenario di denuncia e di decadenza di un epoca. Si potrebbe dire che la cosiddetta “organizzazione sociale”, lascia, per Tornese, l’uomo “in bianco” tant’è che ne rappresenta solo il simulacro. Bianco è il coloro dominante dei suoi lavori. L’uomo è dunque solo con il suo apparire senza più l’essere, senza più la possibilità di esprimere la propria volontà (leggi tutto il testo critico di Melina Scalise)”.

Galleria internazionale Monteoliveto

“…quelle teste sfrangiate, quel dinamismo represso, non trasmettono un dramma, una tragedia incombente, tanto meno l’accettazione di una sconfitta, non il gemito con cui, dice Eliot, finisce il mondo, ma l’incompiutezza della gioventù (Alberto Cristofori. “ Il volo difficile” dal catalogo della Mostra “Siamo solo il Nostro Sguardo” Matino 2017).

Monteoliveto Gallery è lieta di collaborare alla realizzazione di questa mostra che costituisce un nuovo punto di partenza nella ricerca artistica di Fulvio Tornese, che abbandona le sue originarie immagini di paesaggi urbani e frammenti di città immaginarie per concentrarsi su una nuova poetica: la poesia urbana dell’uomo fra le nuvole, che non oscilla più, goffo e sproporzionato, tra le geometrie improbabili di campagna e città, ma sembra trovare un nuovo equilibrio soffermandosi sull’universo poetico delle proprie emozioni.

Monteoliveto Gallery rappresenta dal 2013 le opere di Fulvio TORNESE che riscontrano sempre gran successo oltre che in Italia, anche in tutti i saloni ed eventi internazionali in Francia, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Svizzera e prossimamente in Canada. Le sue opere, molto apprezzate dai collezionisti del Nord Europa, fanno oggi parte di collezioni pubbliche e private a Parigi, Amsterdam, Strasburgo, Losanna, Lussemburgo, Mulhouse e recentemente Capri.

Le opere di Fulvio Tornese proseguono il loro “volo difficile” e dopo il Palazzo Marchesale di Matino approdano a Milano, nelle sale della storica Casa Museo Spazio Tadini.

Monteoliveto Gallery è lieta di aprire il proprio programma artistico per l’anno 2018 con la collaborazione alla realizzazione di questo importante evento di arte contemporanea”.

Chantal Lora e Antonio Nicola Ciervo

quotidiano Carmelo Cipriani

Biografia

 TORNESE-accanto-allAngelo--780x1024Fulvio Tornese nato a Lecce nel 1956, città in cui vive ed esercita la professione di architetto in una felice fusione con la sua pratica artistica. Lavora presso l’Università del Salento, dove ha firmato progetti di musei e biblioteche ed è responsabile degli allestimenti per le grandi mostre d’arte dell’Ateneo. I diversi traguardi conseguiti nella carriera professionale, si accompagnano a una incessante attività artistica che, sin dagli anni Ottanta, lo vede tra i protagonisti dello scenario artistico contemporaneo. La sua ricerca pittorica prosegue in maniera costante sin dagli esordi e i suoi riferimenti formali si rintracciano nella tradizione del Novecento italiano contaminato dalla Pop Art e dal fumetto. Le sue opere, realizzate con tecniche tradizionali su supporti quali tela, carta e tavola, vanno dalle monumentali pale d’altare fino ai piccoli formati su tavola e multistrato di carta. La produzione di multipli viene anche realizzata su tablet touch-screen e stampata a tiratura limitata. È presente con le sue opere in collezioni pubbliche e private. Tra le mostre più importanti si annoverano le personali di Barcellona nel 2009; presso l’Italy Point Gallery del Today Art Museum di Pechino nel 2011; presso l’Ambasciata d’Italia in Kuwait nel 2007. Numerose sono inoltre le mostre personali in gallerie di Milano, Roma e Firenze. Artista residente di Monteoliveto Gallery ha percorso i più importanti Saloni d’Arte Internazionali di Francia quali Strasburgo, Nizza, Parigi, Lione, Bordeaux, Mulhouse, Aix-en-Provence, e d’Europa come Principato di Monaco, Amsterdam, Lussemburgo, Stoccolma , Gent.

www.fulviotornese.com

Casa Museo Spazio Tadini, apertura dal mercoledì a sabato dalle 15,30 alle 19,30 e domenica dalle 15 alle 18.30- ingresso alla casa museo 5 euro.

 

 

Adamo e la Nuvola per un nuovo manifesto per l’arte


Spazio Tadini comincia l’anno 2018 con una mostra che propone una riflessione sull’arte contemporanea con una proposta che vede protagonisti 26 artisti e l’associazione romana in tempo.

Copertina libro adamo e la nuvola

Adamo e la nuvola è un progetto promosso e realizzato dall’Associazione, in tempo di Roma, il cui titolo identifica anche il libro-catalogo e la mostra a cura di Ida Mitrano e Rita Pedonesi. E’ una densa metafora dell’attuale stato delle cose e nel contempo, un modo per suggerire nuove relazioni tra i cambiamenti che vedono da un lato l’Uomo e dall’altro gli sviluppi, sempre più invasivi, delle nuove tecnologie.

La mostra Adamo e la Nuvola apre presso la Casa Museo Spazio Tadini il 17 gennaio alle 18 e alle 19.30 si terrà la presentazione pubblica del Manifesto per l’arte. Pittura e scultura dell’Associazione Culturale in tempo, alla presenza di Giorgio Seveso, il Presidente Onorario dell’Associazione Ennio Calabria, l’artista e giornalista Danilo Maestosi, la gallerista e critica d’arte Carla Mazzoni, la storica dell’arte Ida Mitrano e il Presidente dell’Associazione Rita Pedonesi.

Il titolo della mostra è un riferimento alla nuvola come cloud ma, al tempo stesso, come continuo metamorfico divenire delle cose, perdita del senso e di relazione con la realtà. La mostra si presenta da un lato come work in progress tra gli artisti dell’Associazione che condividono, pur nella diversità, per generazione e per percorso artistico, un comune sentire, un comune orientamento, di cui le loro opere sono espressione diretta e fortemente autentica, dall’altro si propone come dialogo aperto con altri artisti, non sulle ragioni momentanee, e troppo spesso casuali, di tante collettive che oggi si vedono, quanto invece sulla necessità dell’arte intesa come processo dell’essere e dell’opera come realtà viva di quell’essere, che è ben altra cosa da “tanto fare arte”, e “tanto per fare”, che connota il nostro tempo.

 Cercare le connessioni tra un’opera e l’altra, tra un artista e l’altro, consente di cogliere sensibilità e affinità che, a prescindere dalle scelte del singolo, dai caratteri linguistici e tecnici della sua ricerca, restituiscono l’impegno di questa iniziativa e di questa collettività – non collettiva – di artisti: Nunzio Bibbò, Ennio Calabria, Antonella Cappuccio, Antonella Catini, Giovambattista Cuocolo, Dario Falasca, Franco Ferrari, Antonio Bernardo Fraddosio, Carlo Frisardi, Simonetta Gagliano, Alessandra Giovannoni, Alessandro Kokocinski, Ernesto Lamagna, Stefania Lubrani, Danilo Maestosi, Ferruccio Maierna, Giuseppe Modica, Alfio Mongelli, Mario Moretti, Franco Mulas, Alessandra Pedonesi, Marilisa Pizzorno, Nino Pollini, Pino Reggiani, Nicola Santarelli  Tito.

Nel libro, edito dalla Nemapress, scritti e opere, più voci, più punti di vista dialogano tra loro spaesati e diversi, interrogandosi sul senso stesso della vita e dell’arte. Su questi contenuti intervengono esperti di varie discipline, dall’arte alla musica, ai linguaggi multimediali, e pittori, scultori, fotografi. All’interno, il testo critico di Ida Mitrano, i contributi di Rita Pedonesi, Presidente dell’Associazione, Ennio Calabria, Alberto Gianquinto, Roberto Gramiccia, Giulio Latini, Alessandro Sbordoni, Gabriele Simongini, le riflessioni degli artisti partecipanti al work in progress, di Tiziana Caroselli, psicologa, Carla Mazzoni, gallerista, Angelo Sagnelli, poeta.

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Manifesto per l’arte. Pittura e scultura dell’Associazione in tempo. Dopo il Manifesto fondativo, l’Associazione presenta un nuovo Manifesto con il quale prende una netta posizione sull’arte, in particolare sulla pittura e scultura. Sulle problematiche attuali che riguardano non solo l’arte, in rapporto ai grandi mutamenti della nostra epoca, si è confrontata sin dall’inizio della sua costituzione l’Associazione in tempo, dalle cui riflessioni emerge la necessità di rifondare le ragioni dell’arte e di dare centralità alla potenza “rivoluzionaria” dei processi creativi dell’essere, perché è là che si manifesta il “non conosciuto”, input generativo della vita.

Nella premessa si legge: “Muoviamo da uno specifico riferimento alla pittura e alla scultura in quanto, per loro natura, si pongono potenzialmente come l’antitesi più profonda nei confronti della società della “superficie”, che esclude il valore fondante della soggettività. Nella pittura e nella scultura la forza conoscitiva dell’inconsapevolezza ha un ruolo decisivo nel sottrarle a quel frequente sostituire la verità dell’autore con una presunta verità e, come tale, opinione. Intendiamo iniziare a definire un processo creativo il cui spirito riteniamo contenga un orientamento nuovo e vitale estensibile agli altri ambiti disciplinari […] Intendiamo promuovere un futuro Manifesto sulle arti e sulla cultura in rapporto alle grandi mutazioni del tempo, che dovrà derivare dalla coesistenza dei Manifesti generati dai diversi punti di vista disciplinari.”

 In alcuni passi del Manifesto si dichiara: “Sosteniamo l’originale, unicità creativa come antitesi allo spirito di un’epoca che vive la norma della riproducibilità dei processi mentali”.

“Muoviamo dalla pittura e dalla scultura, perché ci consentono una prima occasione per esemplificare l’ipotesi di un processo creativo agito dall’inedito ingresso della soggettività dellessere nella storia.“

IL MANIFESTO

Associazione culturale in tempo

 Immagine LOGO IN TEMPO

 MANIFESTO PER L’ARTE

Pittura e Scultura

Per  aderire  al  Manifesto  scrivere  a  intempo@live.it

Spazio Tadini Casa Museo augura buone feste


Spazio Tadini Casa Museo da venerdì 22 dicembre è chiuso per le festività natalizie.

Vi auguriamo Buon Natale e uno splendido 2018 carico di bellezza e sorrisi.

Riapriremo mercoledì 17 gennaio 2018 alle ore 18:30 con l’inaugurazione di 3 mostre:

la mostra fotografica di Giovanni Mereghetti “Places Past

Basketball, Gobi desert, Mongolia, Giovanni Mereghetti

la mostra di pittura di Fulvio Tornese in collaborazione con la Galleria Monteoliveto

il segreto ecco una vita sana, acrilico su tela, Fulvio Tornese

e la mostra collettiva “Adamo e la nuvola” organizzata dall’Associazione Culturale “In Tempo” di Roma.

Auguri: Francesco Tadini, Melina Scalise, Federicapaola Capecchi.