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Contro il bullismo la fotografia di Malena Mazza per Natale con gli Autori


NATALE CON GLI AUTORI® 2017 un progetto di Stefania Nascinbeni.

UNA MOSTRA FOTOGRAFICA CONTRO IL BULLISMO SPONSORED BY ASPESI CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI MILANO A SPAZIO TADINI.

Dall’ 1  al 19 Dicembre 2017 un percorso fotografico di Malena Mazza, curato da Monica Nascimbeni  sarà ospitato presso la Casa Museo Spazio Tadini, in via Jommelli, 24 a Milano. Il 5 Dicembre 2017 avrà luogo il vernissage di presentazione della Mostra parte del biglietto sarà devoluto a Casa Pediatrica Fatebenefratelli-Sacco e parte a sostegno delle attività culturali, artistiche ed educative della Casa Museo Spazio Tadini che dal 2008 si pone come uno dei luoghi più attivi di Milano sul piano artistico e culturale.

ATT00397La mostra si concluderà poi nell’ultima tappa culturale, dal 20 Dicembre 2017 al 30 gennaio 2018 presso lo Spazio Coworking e Libreria Open, in viale Monte Nero, 6 a Milano (aperta al pubblico).

Gli autori si possono ammirare all’opera nel bellissimo video backstage e realizzato da Dar Dotanyroad , visibile al seguente link:

https://m.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=ItnkBqKUYGY

 

IL PROGETTO ED I PROTAGONISTI

Milano – Il cuore pulsante di questa quinta edizione di Natale con gli Autori®, un progetto di sensibilizzazione alla lettura e scrittura nato a scopo benefico da un’idea di Stefania Nascimbeni e con la direzione artistica di Valeria Merlini, vedrà un’importante collaborazione con il mondo della moda.

Gli scrittori, che lo scorso settembre si sono prestati all’obiettivo della fotografa Malena Mazza, la quale insieme a Daniela Stopponi sono la direzione creativa del progetto, diventeranno protagonisti di una mostra fotografica di denuncia contro il bullismo e il cyberbullismo che sarà presentata in anteprima durante un grande evento di raccolta fondi a favore di Casa Pediatrica Fatebebefratelli, all’hotel Magna Pars di Milano, il prossimo 30 Novembre 2017 (su invito).

La mostra, sponsorizzata interamente da Aspesi, sarà curata da Monica Nascimbeni, esperta d’arte contemporanea, già ideatrice del progetto Tombini Art, nonché sorella di Stefania.

In tanti hanno voluto dare il loro contributo per sostenere questa iniziativa che si prefigge specialmente di aiutare a divulgare il lavoro che Casa Pediatrica svolge dal 2015 per bambini e adolescenti in crisi.

Ma non ci sono solo comunicazione e sponsorship a rendere questo progetto sinergico nelle sue varie parti: il marchio Aspesi ha anche realizzato delle t-shirt in edizione limitata che riporteranno un forte messaggio anti bullismo; t-shirt naturalmente indossate dagli autori durante gli scatti e che saranno vendute esclusivamente presso lo store monomarca di via Montenapoleone 13 a Milano (dal 1 Dicembre fino a esaurimento).  Si tratta di un’ottantina di magliette da 70€ l’una, il cui intero ricavato andrà devoluto alla Casa Pediatrica.

Dal 1° Dicembre 2017, all’interno della boutique sarà poi esposta la riproduzione dell’immagine istituzionale della Mostra a sostegno dell’iniziativa di charity sale.

Bullismo e cyberbullismo sono una forma di violenza fisica e psicologica alla quale ci opponiamo con forza. Abbiamo scelto di realizzare una t-shirt con i volti iconici del marchio, i “Kinky Atoms”, insieme ad una comunicazione forte, rubata al linguaggio attuale dei social. #StopBullying quindi come messaggio di educazione e di opposizione. È questo il motivo che ci ha spinti a partecipare con determinazione e fermezza a questo progetto.”

Fabio Gnocchi – Amministratore Delegato di Aspesi

Malena Mazza in merito al progetto dice: “Credo che l’immagine possa rendere particolarmente vivi e toccanti i sentimenti che provano i ragazzi vittime del bullismo”. E Daniela Stopponi aggiunge “Sono convinta che l’interpretazione da parte di adulti, in questo caso i nostri autori, abbia saputo rendere con forza la drammaticità delle emozioni che provano i ragazzi vittime del bullismo”.

Gli autori che hanno prestato il proprio volto a scopo benefico sono: Paola Barbato, Lorenza Bernardi, Federica Bosco, Matteo Bussola, Irene Cao, Giovanni Gastel Jr, Isa Grassano, Lucia Tilde Ingrosso, Roberta Lippi, Antonio Mancinelli, Saturnino Celani, Giovanni Terzi, Amir Isaa e naturalmente Stefania Nascimbeni e Valeria Merlini, a loro volta scrittrici e giornaliste.

Gli autori si possono ammirare all’opera nel bellissimo video backstage e realizzato da Dar Dotanyroad , visibile al seguente link:

https://m.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=ItnkBqKUYGY

Si ringraziano anche: lo Studio Terenzi, di Mara Terenzi, per aver coordinato la comunicazione tra le istituzioni e i principali attori, Maurizio Lucchese per il Make Up e l’istituto comprensivo Rinnovata Pizzigoni per aver messo a disposizione la location.

Tutte le info e i dettagli sono reperibili sul sito internet www.natalecongliautori.org

 

Il Format / Cos’è Natale con gli Autori®

Natale con gli Autori® è un progetto no profit di valorizzazione della lettura e della scrittura nato nel 2011 da un’idea della scrittrice Stefania Nascimbeni e cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi 5 anni grazie alla preziosa collaborazione con la giornalista Valeria Merlini, direttrice artistica delle passate 4 edizioni e della presente. Partner dell’iniziativa al 50%. Ogni anno, sotto le Feste, Natale con gli Autori® raduna un gruppo di importanti scrittori che si mette a disposizione della comunità per fare del bene, non solo portando la letteratura dove c’è più bisogno (ospedali, case di cura, scuole, biblioteche, etc…), ma partecipando in maniera attiva ai bisogni degli “ultimi della lista”, persone sole, malate, abbandonate e che hanno diritto a un po’ di umanità e calore soprattutto a Natale, quando il divario si avverte in maniera più forte. Il fine ultimo di questo progetto è quello di far conoscere gli Autori in qualità di persone comuni, raggiungibili, più che capaci di contribuire al bene della comunità, non solo intellettualmente. Ecco perché una volta gli scrittori partecipano al “gioco” per esempio realizzando un video “Harlem Shake” per i pazienti del reparto oncologico di un ospedale quale il San Carlo Borromeo (PRIMA EDIZIONE 2013), un’altra registrando i propri racconti sugli audiolibri per i non vendenti dell’Istituto dei Ciechi di Milano e partecipando insieme alla mostra percorso “Dialogo nel buio” (SECONDA EDIZIONE 2014), un’altra ancora scendendo in strada per distribuire pasti caldi e coperte ai senzatetto, guidati dai “City Angels” (TERZA EDZIONE 2015), fino a vivacizzare con la propria verve una cena per 120 persone in un ristorante cool di Milano, con tanto di lotteria personificata, dove gli autori sono i premi stessi per raccogliere fondi per i bambini di Haiti, destinando tutti i proventi alla “Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus” (questo è ciò che è accaduto durante l’ultima edizione nel 2016, da Filippo La Mantia Oste e Cuoco).

 

Alcuni amici di Natale con gli Autori® delle passate edizioni: Ospedale San Carlo Borromeo, IEO, City Angels Lombardia, Istituto dei Ciechi di Milano, Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus, Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi, Comune di Amatrice, Biblioteca Comunale di Via Boifava Milano, Love Therapy by Elio Fiorucci, La Petite Robe by Chiara Boni, Crystal Couture, Hotel Manin, Grand Hotel Miramare, Park Hotel Desenzano, Metroweb S.P.A., Chi è Chi della Moda, Morino Studio, Terenzi Communication, Kitchen Society, Filippo La Mantia, Ferrari Trento, Cantine Settesoli Mandrarossa, FornoVegano, Cascina Caremma, Pinky Nails On The Road e gli autori: Stefania Nascimbeni, Andrea G. Piketts, Donato Carrisi, Guido Bagatta, Irene Cao, Federico Baccomo, Chiara Moscardelli, Giovanni Gastel Jr, Lucia Tilde Ingrosso, Isa Grassano, Rosa Teruzzi, Carlo Adolfo Martigli, Stefano Guindani Fotografo, Lorenza Bernardi, Ilaria Sicchirollo, Massimo Milone, Davide Roma, Roberto Rasia Dal Polo, Chiara Beretta Mazzotta, Eva Clesis, Rossella Calabrò, Valeria Benatti, Marina Perzy, Sonia Rottichieri, Emanuele Zaccalà, Stefano Emanuele  Ferrari, Giulia Stolfa, Assunta Corbo, e molti altri.

Street Photography workshop di Diego Bardone


PhotoMilano, club fotografico milanese, presenta: Diego Bardone – workshop di “Street Photography”. Le date: sabato 25 novembre “teoria” (dalle ore 16 alle ore 19.30) a Spazio Tadini, domenica 26 novembre “pratica” in centro a Milano (10-13.30), domenica 3 dicembre (dalle ore 10 alle ore 13.30) “pratica” in centro a Milano. E’ possibile partecipare anche a solo una delle due mezze giornate di “pratica”.
diego bardoneworkshop
Al workshop seguirà una Pocket Exhibit alla Casa Museo Spazio Tadini con una selezione delle foto scattate durante il corso da ogni partecipante.

Il numero di partecipanti max è di 15 persone (coloro che interessati non potranno rientrare in questo ciclo saranno inseriti in un prossimo appuntamento).

La TEORIA comprende: Introduzione con brevi cenni storici. Approfondimento degli aspetti tecnici per ottenere il miglior risultato possibile dalle nostre fotocamere. L’uso delle focali. Come approcciare i nostri soggetti. La ricerca di una cifra stilistica che ci contraddistingua. Visione immagini dell’autore.

Verrà un gruppo facebook dedicato al corso e all’analisi /selezione che Diego Bardone farà nel corso del workshop.

Il costo di partecipazione prevede due opzioni:

100 euro (+ritenuta d’acconto) per la lezione di teoria (sabato 25 novembre) e una sola lezione di pratica (domenica 26 novembre o domenica 3 dicembre)

130 euro (+ritenuta d’acconto) per la lezione di teoria e entrambe le lezioni di pratica (domenica 26 novembre + domenica 3 dicembre).

Per confermare la partecipazione e per ulteriori informazioni, anche sulle modalità di pagamento: diego.bardone@gmail.com – Tel. 346 371 88 83

Siti web di riferimento:
pagina Facebook di PhotoMilano, club fotografico milanese: https://www.facebook.com/groups/photomilano/
Siro: https://photomilano.org/
http://www.diegobardonephotographer.com/

Teatro- S)oggetti smarriti – Un percorso lungo le vie dell’immigrazione


Sabato 2 dicembre alla Casa Museo Spazio Tadini di Milano si svolgerà alle ore 21,15 l’evento (S)OGGETTI SMARRITI del gruppo teatrale Kaleidos. Sarà una serata focalizzata sul tema dell’immigrazione.
teatroNucleo del progetto è il desiderio di rivivere l’esperienza traumatica del viaggio dei profughi, e di fronteggiare il dramma di un’identità che si frantuma, che troppo spesso viene inghiottita dall’oceano, di cui non rimangono che effetti personali ridotti a brandelli, testimoni silenziosi di una vita destinata all’oblio.

La serata si aprirà con la performance teatrale Gocce – Relitti di naufragi, ideata e interpretata dal gruppo teatrale Kaleidos. Una sinergia di musica, voci, movimento restituisce il viaggio del profugo attraverso il mare. I performers si spogliano dei loro attributi per divenire idealmente dei profughi, e distillano gocce di esistenze tratte da testimonianze, cronache, articoli, oggetti rinvenuti sui luoghi reali dei naufragi.
A seguire, interverranno alcuni volontari di Emergency, per illustrare i loro interventi e condividere un’esperienza che spesso si è imbattuta in tragedie affini a quella precedentemente rappresentata.

(S)OGGETTI SMARRITI
Un percorso lungo le vie dell’immigrazione
2 dicembre 2017 ore 21,15
Spazio Tadini – Via Niccolò Jommelli, 24 – Milano

Ingresso ad offerta libera, consigliata a partire da 5 euro.
Parte del ricavato sarà devoluto ad EMERGENCY

Libri: Luisa Ferrari presenta Bar all’angolo


Giovedì 30 novembre alle 18:30 alla Casa Museo Tadini in via Jommelli 24 a Milano verrà presentato il primo libro di Luisa Ferrari, la raccolta Bar all’angolo e altri racconti.
Libri/Bar all'angolo di Luisa Ferrari, storie di "stupore verso il mondo"

Il volume, edito dal Seme Bianco di Roma, nasce dopo anni di lavoro nelle carceri
milanesi, dove Luisa Ferrari continua a tenere i suoi corsi di scrittura. L’assiduo contatto
con le storie personali – a volte dolorose, a volte tragiche – dei detenuti, filtrato attraverso la sua storia personale, è stato la molla che ha fatto scattare l’esigenza di scrivere.
L’autrice, che è stata insegnante di lettere e filosofia al liceo, dopo un volume di storia
della letteratura italiana edito dalla SEI e un manuale di Bioetica per i tipi di AnankeLab di Torino, si cimenta per la prima volta con la forma a lei più congeniale, il racconto.
Così Luisa Ferrari parla dei suoi racconti: “Sono come sfere, più o meno grandi, di
materiali differenti, che nascondono momenti e situazioni in cui i protagonisti traghettano da una iniziale fiducia, da un’attesa quasi sicura che tutto può procedere secondo le aspettative e le promesse, alla scoperta che gli eventi incrinano quella fiducia, la trasformano in qualcosa d’altro o addirittura la rompono inesorabilmente. Proprio perché quelle sfere, che rappresentano mondi diversi e talora molto lontani, sono costruite in materiali differenti, possiedono la trasparenza del vetro, la lucentezza della ceramica o la morbidezza della stoffa, il modo in cui avviene la trasformazione può comportare un esito drammatico, semplicemente inaspettato o più probabilmente disturbante.”
Converserà con l’autrice Raffaele Mangano, giornalista, scrittore e direttore artistico del concorso letterario dedicato a Vitaliano Brancati.

La raccolta di racconti comprende dodici testi composti in momenti diversi, ma accomunati da un medesimo intento narrativo: afferrare una porzione di realtà, talvolta molto piccola, talvolta più ampia e dipanantesi per un certo numero di anni, a tracciare un percorso esistenziale caratterizzato da uno sguardo curioso e stupito verso il mondo. Sono come sfere, più o meno grandi, di materiali differenti, che nascondono momenti e situazioni in cui i protagonisti traghettano da una iniziale fiducia, da un’attesa quasi sicura che tutto può procedere secondo le aspettative e le promesse, alla scoperta che gli eventi incrinano quella fiducia, la trasformano in qualcosa d’altro o addirittura la rompono inesorabilmente. Proprio perché quelle sfere, che rappresentano mondi diversi e talora molto lontani, sono costruite in materiali differenti, possiedono la trasparenza del vetro, la lucentezza della ceramica o la morbidezza della stoffa, il modo in cui avviene la trasformazione può comportare un esito drammatico, semplicemente inaspettato o più probabilmente disturbante.

I protagonisti hanno età diverse: dalla bambina impaziente, a due uomini adulti spinti dall’ansia di perfezione, dalla donna matura timorosa del nuovo, a un gruppo di ragazze dalla preadolescenza all’età adulta alle prese con gli inciampi della vita, da un gruppo di ragazzini che si misurano con le piccole invidie e il gusto di mettere in scacco i “grandi”, alla giovane donna desiderosa di conquistare la propria autonomia, da un uomo solitario intento a inseguire un progetto di riscatto, alla scoperta dell’orrore che incrina il mondo perfetto di una bambina curiosa ; tutti indomiti, inesausti. Sono animati da buone intenzioni, fanno i loro conti, tentano di organizzare una vita ordinata e tesa al raggiungimento di uno scopo, ma qualcosa si increspa sulla superficie apparentemente liscia delle circostanze, qualcosa non torna, anche una piccola sbavatura, un cambio impercettibile di rotta mettono in discussione scelte e attese, progetti e speranze. Potrebbe apparire che si voglia in questi testi offrire una visione pessimistica del vivere, un disincanto che non conduce mai a una possibilità di autentica presa sulla realtà; non è questo il senso, piuttosto un richiamare l’attenzione alla necessità di pagare un prezzo, che un certo atteggiamento comporta. In questo caso è proprio lo sguardo curioso e stupito, per certi versi inoffensivo e disarmante, per altri quasi provocatorio e irridente, a richiedere che le carte vengano scombinate, attraverso un sottile gioco di crudeltà o semplicemente di accidenti fortuiti, che la trama del vivere offre a chiunque.

Come un reticolo a cui è impossibile sfuggire, nonostante tutti i contorcimenti, le ribellioni o gli espedienti: forse proprio in questa dinamica – perché queste esistenze non sono mai condannate all’immobilismo – si nasconde la possibilità di conseguire le attese, di perseguire lo scopo che si è a lungo covato, desiderato senza avvedersene, senza volerlo ammettere, anzi cercando altro, affannandosi su altro.

Luisa Ferrari

luisa-ferrari

Nata a Ivrea, dove ha frequentato il liceo classico, si è laureata in Filosofia all’Università Statale di Milano. Ha insegnato Lettere all’istituto tecnico e Filosofia al liceo scientifico tecnologico. Dal 2009 si occupa di Bioetica organizzando seminari, conferenze e corsi di eccellenza per avvicinare gli studenti alle grandi tematiche etico/scientifiche della contemporaneità. E’ membro della Consulta di Bioetica, associazione culturale di respiro nazionale che promuove convegni, dibattiti e pubblica una rivista, Bioetica. Rivista interdisciplinare, sulla quale sono comparsi alcuni miei articoli.

Nel 2014 ha pubblicato come coautrice per la casa editrice SEI un’antologia di Letteratura per il biennio del liceo, dal titolo Leggere senza fine.

Nel 2015 ha pubblicato con Norma Trezzi un testo filosofico-scientifico dal titolo Questioni di Bioetica. Metodologie didattiche e strumenti, per la casa editrice ANANKElab di Torino.

Nel luglio 2017 ha pubblicato la raccolta Bar all’angolo e altri racconti, per la casa editrice IL SEME BIANCO di Roma.

Dal 2013 svolge lavoro di volontariato presso il Reparto “La Nave” del Carcere di San Vittore di Milano, organizzando un Laboratorio di scrittura creativa, che si è concretizzato nella pubblicazione di nove Antologie dei lavori prodotti dai partecipanti al Corso, per uso interno e degli addetti ai lavori (avvocati, magistrati, psicologi). Dal marzo 2016 svolge analogo lavoro presso la Casa di reclusione di Milano – Opera.

 

Concerto d’arpa di Sangineto: Synantys


Domenica 26 novembre, alle ore 18, Adriano Sangineto presenta il suo lavoro: SYNANTYS. Ingresso 5 euro.

Adriano Sangineto - Official_previewEnergia e dolcezza, goliardia ed eleganza, il tutto confezionato in una performance spumeggiante, guidata dall’imprevedibilità della musica. L’arpa si manifesta in tutte le sue variabili ritmiche e melodiche, eludendo qualsiasi connotazione ed esplorando delle sonorità innovative. Le composizioni originali di Adriano Sangineto attingono da molteplici repertori musicali e convergono in uno stile perennemente improvvisato, in cui il sentimento diventa guida di tutta la performance. Nessuno spettacolo sarà uguale ai precedenti.

Presentazione del CD

“Synantys è la colonna sonora della vita di un musicista”. Il CD è una fotografia di una creatività musicale condivisa poiché mette in mostra come musicisti di grande classe possano creare dei ricami, alcuni improvvisati, sulle melodie originali di Adriano Sangineto. Ogni brano reca in sé un’ambientazione differente, un colore ben marcato ma in costante divenire, con l’intenzione di creare uno spettacolo di immagini sonore. Il timbro dell’arpa celtica si completa con i lunghi periodi musicali dell’organetto, si contrappone alla goliardia degli ottoni, dialoga in maniera serrata con le percussioni, e si amplifica con la magia classica di un quartetto d’archi.

 

Sono intervenuti:

Caterina Sangineto – salterio ad arco e voce

Marco e Angela Ambrosini – Nickelharpa

Riccardo Tesi – organetto diatonico

Jacopo Ventura – chitarra acustica e bouzouki

Matteo Luraghi – basso elettrico

Feyzi Brera – violini e viola

Irina Solinas – Violoncello

Raffaele Kohler – tromba

Luciano Macchia – trombone

Domenico Mamone – sax baritono

Daithì O Cearùill – flauto irlandese

Federico Sanesi – zarb e tabla

Stefano Corsi – armonica a bocca

Nadio Marenco – fisarmoniche e fischio melodico

Adalberto Ferrari – clarinetto e clarinetto basso

 

Il CD è stato inciso presso lo studio “Registrazioni Moderne” di Roberto Colombo.

Registrato, editato, mixato e masterizzato da Massimo Faggioni.

 

Adriano Sangineto

Nato e cresciuto nell’ambiente della liuteria paterna, Adriano si forma come musicista venendo a contatto con personalità di spicco della cultura popolare internazionale, come Alan Stivell, Carlos Nunez, i Chieftains e altri. Appassionato degli strumenti popolari in generale, esprime un eclettismo in svariati ambiti musicali, dalla musica antica a quella moderna, passando per la musica classica, il new age, il pop, e rivalutando la musica popolare italiana ed europea con arrangiamenti originali. Adriano suona numerosi strumenti a fiato e a corda e si specializza in clarinetto al conservatorio di Milano e in arpa celtica compiendo degli studi da autodidatta. Impegnato nella costante ricerca di nuove sonorità, ha sviluppato una tecnica personalizzata che trasforma l’arpa celtica in uno strumento di grande coinvolgimento stravolgendo ogni connotazione. Grazie all’approfondimento della composizione classica in conservatorio a Milano e alla sua coniugazione con la cultura musicale popolare, ha composto brani per numerose destinazioni, colonne sonore, attività teatrali, pubblicità.

Nel 2012 ottiene un riconoscimento al “Golfo dei Poeti film festival” di Lerici come compositore della migliore colonna sonora tra i cortometraggi in gara.

Insieme alla sorella gemella, Caterina, fonda il nucleo principale di alcuni gruppi musicali, quali Ensemble Sangineto (dedicato alla musica popolare italiana e celtica), Antica Liuteria Sangineto (incentrato sugli strumenti che il padre ha realizzato a partire da quadri di pittori rinascimentali) e LyraDanz (dal repertorio originale destinato al ballo).

Con l’uscita dell’album “Arpa Creativa” Adriano inaugura la carriera solistica in Italia e all’estero, dove viene chiamato a tenere workshop e approfondimenti sulla versatilità del proprio stile. Ha tenuto masterclass presso l’Edinburgh International Harp Festival (Scozia), Swiss Harp Festival (Svizzera), Glasbury Harp Summer School (Galles), Arfavita (Mosca), Cadansa (Olanda) ed è attualmente tra gli insegnanti fondatori della prima Scuola d’Arpa Internazionale Online.

 

Giacomo Raccis – Una nuova sintassi per il mondo. L’opera letteraria di Emilio Tadini


Giacomo Raccis Una nuova sintassi per il mondo. L’opera letteraria di Emilio Tadini(Quodlibet, Macerata 2018) – – Unanimemente riconosciuto come pittore, stimato come Intellettuale e apprezzato come divulgatore, Emilio Tadini è stato anche uno scrittore di grande levatura, continuatore di una tradizione sperimentale che passa per Faulkner, Gadda e Céline. Tra romanzi, poesie, saggi e testi teatrali, Tadini ha saputo dare vita a una scrittura eclettica, mimetica rispetto alle diverse forme del pensiero e del linguaggio parlato, e comunque sempre fedele a un unico rovello: restituire, attraverso la parola, l’«integrale» complessità dell’umana esperienza del mondo.
Utilizzando di volta in volta la fenomenologia, la tradizione del pensiero negativo o la psicanalisi, Tadini si è confrontato con i principali passaggi culturali del secondo Novecento: dal neorealismo alla nuova avanguardia, dal postmodernismo alla letteratura cannibale. Ha trasformato la sua scrittura, e in particolare quella romanzesca, nel terreno entro cui affrontare questioni teoriche ed espressive senza mai appiattirsi sulle posizioni dominanti. E lo ha fatto dimostrando un’eccezionale coerenza con il parallelo lavoro pittorico, che resta un riferimento ineludibile per comprendere anche la sua poetica letteraria. Ideatore di personaggi memorabili e affabulatore di rara maestria, con il suo espressionismo erudito Tadini si presenta al lettore di oggi come uno scrittore “eccentrico”, ma di sicura attualità nel panorama del secondo Novecento italiano.

Qui di seguito verranno proposte (a partire dal giorno di pubblicazione del libro di Giacomo Raccis) a colori e in alta definizione le riproduzioni delle tele di Emilio Tadini che nel volume compaiono in bianco e nero.

Vita di Voltaire. Il caso Calas, 1967
acrilici su tela
162 x 130 cm
Le vacanze inquiete, 1965
acrilici su tela
65 x 81 cm

Angelus Novus, 1978
acrilici su tela
195 x 150 cm

Profugo, 1988
acrilici su tela
150 x 200 cm

Saggio sul nazismo, 1960
olio su tela
50 x 60 cm

Il pasto del grande metafisico, 1989
acrilici su tela, trittico
200 x 108 cm – 200 x 90 cm – 200 x 108 cm

Fiaba, 1999
acrilici su tela
61 x 50 cm

REAL ART VOLUME #3 – 2017 – arte e solidarietà


Torna la pubblicazione-portfolio d’arte a carattere benefico con opere uniche ed autografe di 13 artisti contemporanei

copertina REAL ART

Dopo il successo della delle prime due edizioni, torna REAL ART, progetto artistico, nato con l’idea di realizzare annualmente una pubblicazione-portfolio con opere uniche ed autografe di artisti contemporanei e l’intero incasso devolverlo in beneficienza ad enti del territorio.

L’edizione del volume #3, limitata a 130 copie (100 destinate alla diffusione), presenta lavori unici di:

Andrea Bassani

Gianni Cella

Mattia Consonni

Mario De Leo

Marcello Diotallevi

Nataly Maier

Renzo Nucara e Carla Volpati

Claudio Parentela

Peter Hide 311065

Alfredo Rapetti Mogol

Tobia Rava’

Isabella Rigamonti

Tetsuro Shimizu

 

Il progetto ha saputo coinvolgere artisti, stampatori, editori, giornalisti uniti nel nome dell’arte e dalla solidarietà. Il ricavato dell’alienazione, infatti, ogni anno andrà a sostenere un’associazione che opera senza fine di lucro sul territorio. Quest’anno il contributo verrà devoluto alla “MENSA DEI POVERI DI VIA B. LUINI” di Varese, gestita dalle suore della Riparazione -ORFANOTROFIO FEMMINILE ADDOLORATA-  che fornisce, tramite donazioni e volontari, più di 300 pasti giornalieri a famiglie in momentaneo stato di bisogno.

Il volume originale e interdisciplinare coinvolge artisti anche molto differenti tra di loro, invitati a confrontarsi, rimanendo aderenti al loro percorso artistico, al concetto di serialità all’interno di un lavoro “unico”.

Ciascun artista è presente nel volume con una doppia pagina: un’opera stampata ed una originale applicata, una sorta di piccolo museo su carta, che invita ad un rapporto anche tattile con il prodotto artistico.

Il progetto ha avuto, già nelle sue fasi embrionali, grande sostegno da parte di sedi museali ed istituzionali, tanto da inserire REAL ART all’interno di un percorso itinerante tra alcune realtà importanti della provincia. Il volume sarà disponibile nelle migliori librerie di Varese e provincia, nei bookshop del Museo MA*GA di Gallarate, Museo Bodini di Gemonio, Museo Parisi Valle di Maccagno con Pino e Veddasca, Spazio Casa Museo E. Tadini di Milano, Galleria Biancoscuro di Pavia, Galleria Cart 70-10 di Monza, Meeting Art di Vercelli, Showcases Gallery di Varese.

Una lunga rassegna tra le istituzioni coinvolte presenterà in fasi alterne il solo volume e/o il volume e le opere degli artisti coinvolti con importanti mostre e rassegne.

Queste le prime tappe a cui se ne aggiungeranno altre in fase di definizione:

SPAZIO-CASA MUSEO EMILIO TADINI di Via Nicolò Jommelli 24 a 20131 Milano il sabato 25-11-2017 alle ore 17.00. In questa sede ci sarà la PRESENTAZIONE del Volume. Si potrà al contempo visitare le mostre in corso tra cui “CENTESIMI, C’ERA UNA VOLTA LA PICCOLA ECONOMIA”.

GALLERIA CART 70-10 di via Sirtori 7 a 20052 Monza -MB- (zona villa Reale) presentazione del volume e MOSTRA dei 13 artisti invitati con inaugurazione il sabato 02-12-2017 alle ore 18.00.

MUSEO PARISI VALLE di Maccagno con Pino e Veddasca PRESENTAZIONE del Volume REAL ART sabato 09-12-2017 (ora da fissare ma presumibilmente alle 17.30) durante l’inaugurazione della mostra invernale “PAINTINGS, DRAWINGS, SCULPTURES AND OTHER… MOORE – Mostra d’arte in ricordo di Sir John Drake-Moore”

Per la fine di novembre il volume REAL ART #3-2017 sarà in visione e prenotazione-vendita presso la CASA D’ASTE MEETING ART di Vercelli al front desk.

Dalla fine di novembre il volume REAL ART #3-2017 sarà in visione e prenotazione presso gli stand della rivista BIANCOSCURO (media partner) IN TUTTE le maggiori fiere d’arte italiane ed estere.

Per la fine di novembre il volume REAL ART #3-2017 sarà in visione e prenotazione presso SHOWCASES GALLERY di Via San Martino della Battaglia, 11 a Varese.

 

    Calendario delle prime presentazioni ed esposizioni di REAL ART #3-2017

SPAZIO-CASA MUSEO EMILIO TADINI

Via Nicolò Jommelli 24 a 20131 Milano

PRESENTAZIONE – sabato 25 novembre 2017 ore 17.00 con l’occasione si potranno visitare le mostre in corso, tra cui “CENTESIMI, C’ERA UNA VOLTA LA PICCOLA ECONOMIA”.

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GALLERIA CART 70-10

via Sirtori, 7 – Monza

PRESENTAZIONE E MOSTRA DEI 13 ARTISTI INVITATI – sabato 02 dicembre 2017 ore 18.00

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MUSEO CIVICO PARISI-VALLE

Via Gianpaolo 1 – Maccagno con Pino e Veddasca

PRESENTAZIONE – sabato 09 dicembre 2017 ore 17.00 in occasione dell’inaugurazione della mostra invernale “PAINTINGS, DRAWINGS, SCULPTURES AND OTHER… MOORE – Mostra d’arte in ricordo di Sir John Drake-Moore”

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Per la fine di novembre il volume REAL ART #3-2017 sarà in visione e prenotazione-vendita presso la CASA D’ASTE MEETING ART di Vercelli al front desk.

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Dalla fine di novembre il volume REAL ART #3-2017 sarà in visione e prenotazione presso gli stand della rivista BIANCOSCURO (media partner) IN TUTTE le maggiori fiere d’arte italiane ed estere.

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Per la fine di novembre il volume REAL ART #3-2017 sarà in visione e prenotazione presso SHOWCASES GALLERY di Via San Martino della Battaglia, 11 a Varese.

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REAL ART  è un progetto di Franco Crugnola Studio di architettura, via San Martino, 11 , Varese

 

BIOGRAFIE DEI 13 ARTISTI CHE PARTECIPANO E HANNO DONATO LE LORO OPERE A  REAL ART #3-2017

 

Andrea Bassani

Andrea Bassani nasce nel 1954 a Martinengo (BG) dove attualmente vive e lavora. Artista autodidatta, ha frequentato diversi studi di pittori. Inizia la sua carriera artistica partendo dal figurativo per approdare successivamente a soluzioni astratte, che più si adattano ai suoi intenti comunicativi e al suo sentire artistico. Inizia a esporre nel 1971.

Le creazioni di Andrea Bassani vanno oltre il normale concetto di quadro. Superando il confine della tela, si trasformano in semi-sculture. Le tavole sono tagliate in diverse forme, per poi essere di nuovo cucite e assemblate fra loro, a creare un unico elemento inscindibile.

Forma e colore sono la sintesi perfetta del significato intrinseco delle opere. Esse rappresentano, infatti, una continua sperimentazione di forme e di colori. Così da un’opera appena ultimata, nasce il progetto per realizzarne una nuova, alla ricerca continua e instancabile della perfezione finale. “…Una ricerca che si spinge verso nuove spazialità mentali, psicologiche, intellettuali, governate da una fisicità occulta resa ancor più intima e recondita dalla presenza della tela che copre il costrutto interiore, apparentemente “pseudo-artigianale”, la cui metodica realizzativa trasforma l’uomo-artista in “Faber”; artefice del proprio destino, del modo in cui esso viene manifestarsi e ad esplicarsi…”. – (Giosuè Allegrini 2013)

 

Gianni Cella

L’artista è nato a Pavia nel 1953, è un visionario della vita, prolifico, polimorfico e caleidoscopico che vive in un perenne isolamento adolescenziale. Nel gennaio 2000 ha abbandonato il collettivo Plumcake per sentirsi responsabile del suo mondo creativo ed iniziare un nuovo percorso individuale tra disegno, pittura e scultura.

L’artista punta la sua attenzione, con i suoi rilievi plastici e le sue maschere allestite, sul senso di inadeguatezza sempre più crescente nei confronti di noi stessi e degli altri. I suoi personaggi sono l’allegoria dell’insensatezza, dell’immaginazione fantastica, caratterizzata tuttavia da uno sguardo affettuoso e buffo nei confronti della vita che attenua la malinconia.

Spesso le sue opere sono una grottesca e caricaturale visione di volti con un occhio solo, sbuffanti, a forma di stella o asteroide, a raccontare una realtà concreta ma nel contempo “psichica”, che narra di pulsioni nascoste, stati d’animo attraverso un bernoccolo, un occhio solitario, una smorfia. La scelta ci parla del senso destabilizzante della vicinanza con “la gente”, della difficoltosa relazione che viene a crearsi tra noi e gli “altri”, amici o nemici che siano. (Sabina Melesi)

I suoi lavori sono collocati nei più importanti musei e gallerie internazionali.

 

Mattia Consonni

“Musica per gli occhi” è il nome che meglio definisce la prolifica attività artistica di Mattia Consonni, Modellando principalmente vinili come materia pura e duttile, ma anche CD, seppur in minor parte, Mattia forgia nuove forme per i dischi, che integrati con le tele, assumono una nuova identità ispirata dall’ascolto degli amatissimi brani. Nascono, dunque, soggetti astratti e simbolici che svelano ed esprimono attraverso la sinergia del colore e dei materiali, le più svariate emozioni ed i messaggi che l’autore intenzionalmente vuole trasmettere per raccontarsi e raccontare.

Eloquente e di grande effetto è osservare come l’artista interpreti e si avvicini al significato del brano musicale che intende rappresentare nella maggior parte delle tele realizzate.

“Musica per gli occhi” propone uno stile inedito, un’arte contemporanea ed ecocompatibile, in cui gli oggetti in disuso, riciclati ed elaborati, acquisiscono una sorta di immortalità in una connotazione nuova, emozionante, eclettica che svela anticonformismo ed ironia.

 

Mario De Leo

Mario De Leo, pittore, musicista e poeta, nasce a Ruvo di Puglia, in provincia di Bari, nel 1944.

Si trasferisce a Milano all’inizio degli anni ’60.

Negli anni Settanta alterna l’attività di pittore a quella di musicista collaborando con il maestro Giancarlo Disnann, curatore degli arrangiamenti di tutte le sue composizioni, raccolte nel primo LP dal titolo “Suonata Situazione”. L’eclettismo di De Leo lo porta a esplorare la scrittura, e nei primi anni Ottanta scrive il suo primo breve racconto, “Corpo Circuito”.

Alcuni testi poetici del1’artista sono inseriti nel volume “Canti dell’immigrazione”, edito da Garzanti (MI), “Antologia interdisciplinare per la scuola media”, edito Ape – Mursia, e “Canti sociali e politici”, edito da Gamma Libri (MI).

Con l’attore Moni Ovadia e il musicista Riccardo Sinigaglia (tra gli altri) fonda la cooperativa di musica popolare “l’Orchestra”. Insieme a Michele Straniero, etnomusicologo, dà vita allo studio nazionale di musica etnica. Riceve numerosi riconoscimenti nella veste sia di pittore che di musicista, e nel 1980 compone la colonna sonora del film “Sole, acqua, terra, vento”, della regista americana Jane R. Speiser, prodotto dal regista torinese Daniele Segre. Con Luigi Bianco, poeta, performer e giornalista, e altri artisti, fonda la rivista culturale “Osaon” e, in seguito, il bimestrale di interscambio culturale “Harta”. In quegli anni di grande fermento artistico, De Leo partecipa a premi, concorsi, rassegne tematiche ed esposizioni collettive in Italia e all’estero.

Nel 2011 viene segnalato da Vittorio Sgarbi per il progetto “54ma Biennale Internazionale d’Arte di Venezia – Padiglione Italia”, in occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia.

 

Marcello Diotallevi

Marcello Diotallevi è nato il 24 aprile del 1942 a Fano.

Ha vissuto a Roma dal 1946 al 1974 dove, per un decennio, ha esercitato l’attività di restauratore presso il Laboratorio di restauro in Vaticano. Ha inizio in quegli anni anche la sua attività artistica all’insegna dell’irrequietezza. Come pittore prima, poi come scultore nei primi anni Settanta -, quindi per un po’ si occupa di grafica e infine inizia a scrivere. Sul finire degli anni Settanta hanno inizio le sue incursioni nell’area della Mail Art e della Poesia Visiva. In oltre quarant’anni di costante attività ha collaborato con suoi interventi a libri e riviste nazionali e internazionali. Ha allestito mostre personali nelle maggiori città italiane e all’estero, partecipando nel contempo a esposizioni collettive in tutto il mondo. Fa parte del gruppo di intervento artistico “I metanetworker in spirit”. Si occupa in prevalenza di Poesia Visiva, Mail Art, installazioni e libri d’artista. E’ l’autore della copertina della Guida al Musée National d’Art Moderne-Centre Georges Pompidou di Parigi (Hazan Editeur, 1983). Nel 2007 è invitato al 52° Biennale di Venezia, Eventi Collaterali, “Camera 312 – promemoria per Pierre”. Figura nella Storia dell’arte italiana del ‘900, Generazione anni Quaranta di Giorgio Di Genova, edizioni Bora, Bologna 2007. Dal 1974 abita a Fano.

 

Nataly Maier

Nataly Maier nasce a Monaco di Baviera, nel 1957, vive e lavora a Milano e Starnberg. Dopo gli studi di filosofia al Leibniz-Kolleg di Tübingen, frequenta a Monaco la scuola di fotografia. Dalla fine degli anni ’80 si dedica al superamento bidimensionale della fotografia, applicando alcune immagini su dei supporti tridimensionali, ri-attribuendo loro un valore plastico. Dal 2002 nella sua ricerca artistica emergono sconfinamenti verso la pittura, sempre concentrandosi sul colore stesso.

La sua prima mostra personale nel 1992 è alla Galleria L’Attico di Roma, ha esposto inoltre al Goethe Loft di Lione, nel 2001 installa una grande limone per la mostra Hommage an eine Sehnsucht alla Villa Romana di Firenze. Altre personali: presso Galleria Fumagalli, Bergamo, Galleria Il Milione, Milano, MEB arte studio, Borgomanero, Antonella Cattani a Bolzano contemporary, Galleria Artesilva, Seregno e alla Galerie Heufelder, Monaco. La Fondazione Calderara di Vacciago ha ospitato nel 2015 la sua mostra Pregnanza del colore.

 

Renzo Nucara e Carla Volpati

Il progetto ARBRE MAGIQUE che Renzo Nucara e Carla Volpati portano avanti da alcuni anni nasce dall’incontro dei singoli percorsi artistici: gli animali di Renzo Nucara e i personaggi immaginifici, chiamati Puppet di Carla Volpati. Popolato o ricreato con la leggerezza delle sue sagome sospese, l’albero si trasforma in un Arbre Magique, sorprendendo lo spettatore e al tempo stesso trasmettendo a chi lo guarda un messaggio di attenzione nei confronti della natura e salvaguardia della biodiversità. Renzo Nucara è tra i fondatori del gruppo Cracking Art. Alle installazioni con il gruppo ha sempre affiancato la sua ricerca artistica, che negli anni recenti si è focalizzata su opere in plexiglas: Stratofilm (strati di metacrilato che inglobano oggetti ritrovati o del quotidiano) e Shape (forme e animali che contengono altre forme). Carla Volpati ha iniziato il suo percorso artistico alla fine degli anni novanta, con opere composte da “frammenti di natura” (ciottoli, piccoli sassi) dall’impronta quasi zen per arrivare a sequenze più complesse, all’uso deciso del colore e a maggiore varietà di materiali. A partire dal 2010, con la serie “Made in Italy”, realizza cicli di opere: In fila per sette, Puppets e Inabox.

 

 

Claudio Parentela

Nasce a Catanzaro nel 1962, dove vive e lavora. Claudio Parentela è un illustratore, pittore, fotografo, mail artista, collagista, cartoonist, giornalista free lance…attivo da molti anni nella scena underground internazionale. Ha collaborato e collabora con tantissime zines magazines di arte contemporanea, letterarie e di comics in Italia e nel mondo. Scrive di sé:

“Amo disegnare e dipingere i forti contrasti, i contrasti assoluti, i contrasti ingarbugliati e contraddittoriamente annodati in inestricabili fili. Mi piace disegnare emozioni assolute e indescrivibili, cercare di comprendere quello che sento e che non riesco ad afferrare. Il pennello, la penna, l’inchiostro nero sono il mezzo elettivo, il bianco della carta è l’anima e la mente vuote…l’inchiostro le riempie di significato…dà loro forma e le deforma e le trasforma… e le consuma e si consuma in esse. Il bianco e il nero sono l’assoluto contrasto, l’eterna guerra che non ha mai inizio né fine…la guerra tra tutto e tutti, senza sopravvissuti…con tante vittime e con nessuna vittima…nella mia anima ci sono sempre stati così tante contraddizioni, il tempo e col tempo le ho ridotte di volta in volta le ho accorpate in poche contraddizioni in un’unica contraddizione, la contraddizione e opposizione palese, definita e nettissima del bianco contro e del nero. Amo descrivere le mille sfumature dell’animo umano, i mille pensieri che si mescolano con le emozioni, i colori, i rumori, nella mente, negli occhi, nell’inchiostro e d’inchiostro e di carta bianca… nel cuore trafitto e perennemente vincitore e vinto”.

 

Peter Hide 311065

Peter Hide 311065 (Franco Crugnola) nasce a Varese nella notte di Halloween del 1965.

Di sé scrive: “Ho scelto nel 2004 il nome d’arte Peter Hide 311065 (mi chiamo Franco Crugnola) derivandolo dall’ossimoro tra Peter Pan (noto sempiterno bambino buono) e mr. Hyde (la parte brutale e “cattiva” del dottor Jekyll). I due nomi hanno la stessa notorietà e rappresentano il primo il bene, l’innocenza, la purezza e la bellezza, il secondo il male, la cruenta e la forza bruta. Come nel romanzo di R. Stevenson ove la lotta impari che oppone il bene e il male tra Jekyll a Hyde, mette in gioco temi di grande suggestione, la metamorfosi e il doppio, lo specchio e il sosia, fino a toccare le corde più segrete e inconfessate dell’animo umano, cosi nei miei lavori cerco di ricreare il male che può prevaricarci attraverso un’immagine allegra e scanzonata.

Cerco di rappresentare attraverso immagini che fanno parte del nostro vivere quotidiano, ed apparentemente concilianti, gli opposti che esse stesse rappresentano e di aprire nella mente dello spettatore, che vorrà approfondirne la lettura, una porta immaginaria verso il pericolo della sopraffazione dell’effimero. In una società contemporanea, dove tutto è misurabile col e dal denaro e dove spesso si ha la sensazione che non solo il materiale ne sia soggiogato, ma anche l’immateriale, la parte più unica che contraddistingue l’individuo, il denaro, ha per me il valore simbolico di rappresentare il pericolo di una vasta decadenza culturale e per opposto il degrado che la sua mancanza ne produce. Non voglio rappresentare graficamente la povertà, la violenza fisica o psicologica, il degrado ambientale, ma neppure la bellezza generata solo ed unicamente dalla manipolazione della ricchezza, la sensazione di potenza quasi divina ed il sogno di felicità, ma voglio far riflettere su che cosa genera ciò per cui tutti noi ci affanniamo, viviamo e a volte moriamo: il denaro.”

 

Alfredo Rapetti Mogol

Nato a Milano nel 1961, la formazione artistica di Alfredo Rapetti Mogol risente del clima famigliare, dove da generazioni si respirano musica, letteratura, poesia. Giovanissimo, Rapetti è introdotto dal nonno materno, Alfredo De Pedrini, Presidente dell’Associazione Arti Grafiche, nell’ambiente artistico milanese, arrivando a maturare la passione per la pittura, alla quale si uniscono la formazione presso la scuola del Fumetto a Milano, le collaborazioni in ambito editoriale, mentre l’esercizio pittorico viene sperimentato in diverse direzioni, destinate a confluire, nel 1996, nello studio degli artisti Alessandro Algardi e Mario Arlati che invitano Rapetti a condividere con loro la ricerca pittorica. Nell’atelier di Via Nota Rapetti lavora quattro intensi anni, arrivando a maturare l’esigenza di coniugare le sue due più grandi passioni: la scrittura e la pittura, intendendole quali visualizzazioni del processo mentale e psicologico. Grazie ad una tecnica particolare, detta impuntura, l’azione del dipingere si fonde così con l’atto dello scrivere, e le parole iniziano ad essere segnate non solamente su fogli ma anche nelle tele.

Segni, tracce, graffiti di un’umanità creativa e consapevole, le opere di Rapetti proseguono quell’ideale tragitto di una scrittura pittorica che tanto più è universale, quanto più sa frantumarsi e confrontarsi con i secoli della storia dell’arte, dalle avanguardie storiche al concettuale, passando per le esperienze spazialiste di Lucio Fontana e le grafie astratte degli anni Cinquanta.

Trovata la forma espressiva congeniale alla sua poetica, fra la fine degli anni Novanta ed oggi è davvero notevole l’attività espositiva, sia personale che collettiva, conseguita dall’artista, instancabile come la sua opera sempre in viaggio fra l’Italia e il resto del mondo: universale, appunto.

 

Tobia Rava’

Tobia Ravà (Padova, 1959), lavora a Venezia e a Mirano. Ha frequentato la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia ed Urbino. Si è laureato in Semiologia delle Arti all’Università di Bologna, dove è stato allievo di Umberto Eco, Renato Barilli, Omar Calabrese e Flavio Caroli. Ha iniziato a dipingere nel 1971 ed espone dal 1977 in mostre personali e collettive in Italia, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Argentina, Cina, Israele, Giappone, Stati Uniti. È presente in collezioni sia private che pubbliche, in Europa, Stati Uniti, America Latina e in Estremo Oriente. Dal 1988 si occupa di iconografia ebraica. Nel 1993 è il promotore del gruppo Triplani, che, partendo dalla semiologia biplanare, prende il nome dall’ipotesi di un terzo livello percettivo derivato dall’aura simbolica, accanto a quelli del significato e del significante. Nel 1998 è tra i soci fondatori di Concerto d’Arte Contemporanea, associazione culturale che si propone di riunire artisti con le stesse affinità per riqualificare l’uomo ponendolo in sintonia con l’ambiente e rendere l’arte contemporanea conscia dei suoi rapporti con la storia e la storia dell’arte, anche interagendo espositivamente con parchi, ville, edifici storici e piazze di città d’arte. Dal 1999 ha avviato un ciclo di conferenze, invitato da università e istituti superiori d’arte, sulla sua attività nel contesto della cultura ebraica, della logica matematica e dell’arte contemporanea. Nel 2004 con Maria Luisa Trevisan ha dato vita a PaRDeS Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea a Mirano dove artisti di generazioni e culture diverse si confrontano su temi naturalistici e scientifici.

 

Isabella Rigamonti

Isabella Rigamonti nasce nel 1969 e dopo gli studi artistici ed un esordio nel campo pittorico figurativo, inizia un percorso di sperimentazione artistica di natura percettiva informale con tecniche e materiali espressivi inconsueti, che la porta, nel tempo, ad avvicinarsi alla fotografia.

L’artista da anni utilizza un linguaggio artistico originale in cui la fotografia è contaminata con il collage e rivolge la sua attenzione ad alcuni temi specifici.

I suoi “luoghi non luoghi”, abitati da architetture e personaggi dove gli equilibri fra gli spazi mutevoli diventano, grazie all’intervento artistico, aree di relazione e di immaginazione sorprendenti, ed i “riflessi”, in cui l’artista indaga le infinite possibilità che l’architettura ha di essere specchio storico e sociale e generatrice di contesti urbani sempre nuovi.

Negli ultimi anni ha intensificato la sua presenza nel settore artistico partecipando a numerose mostre personali e collettive in gallerie private e spazi museali.

Diverse sue opere sono presenti in musei pubblici e collezioni private.

Nel 2017 è stata invitata ad esporre in Padiglione Tibet durante la 57° Biennale d’Arte di Venezia.

 

Tetsuro Shimizu

Tetsuro Shimizu è nato a Tokyo (Giappone) nel 1958. Nel 1987 si trasferisce in Italia, a Milano, dove si diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.

Il lavoro di Tetsuro Shimizu parte da una solida conoscenza del lessico dell’Informale per spingersi quasi verso una negazione dello stesso. L’artista pratica una pittura che conosce bene i suoi confronti e che riesce continuamente a mettersi in rapporto con una prospettiva di ricerca. Se la texture punta a ricavare un effetto di densità e movimento attraverso il colore, l’impianto dei lavori tende a creare una direzione di fuga e di frammentazione dei piani di superficie, che raffredda e nega l’assunto pittorico. Accade che la stessa immediatezza e splendida brutalità dell’Informale, entri in conflitto con una scansione degli spazi visivi che frammentano l’unità originaria. Se la pittura gestuale possiede la caratteristica di dare rappresentazione immediata al pensiero e all’emozione, Shimizu consapevolmente rompe l’unità di luogo e azione. In questo modo crea dei lavori concettualmente elaborati, in cui l’idea compositiva è calcolata e mai affidata alla casualità del momento. Per questi motivi il suo lavoro risulta interessante e nuovo. Lo spazio non è abbandonato al flusso che però mantiene intatta la sua pienezza e forza. Lo spazio viene rilanciato in una forma che è chiusa eppure modulabile. Le opere di Tetsuro vengono fuori dalla parete, non ne sentono più i vincoli, ma vogliono abitare lo spazio. Se i segmenti delle opere lasciano dei vuoti delle fessure, è l’idea di pittura a riempirli. Quindi l’incertezza diventa provvisoria e serve a stabilire un contatto con lo spettatore. L’artista crea uno spazio ibrido, poetico ed indefinito, in cui gli elementi dell’opera accennano ad un linguaggio comune. (Valerio Deh)

Dal 1985 espone le sue opere in gallerie private, spazi pubblici in Italia e all’estero.

 

Fotografia e libri: Come mi senti di Stefania Spadoni per Bookcity


SABATO 18 NOVEMBRE 2017 ore 18:30 

COME MI SENTI di STEFANIA SPADONI

Bookcity: Presentazione libro Come mi senti – Stefania Spadoni e Federicapaola Capecchi

&

Inaugurazione Photo Pocket Exhibit “L’autoritratto come racconto” – a cura di Federicapaola Capecchi

Sabato 18 novembre 2017 alle ore 18:30 ha luogo la presentazione del libro Come mi senti di Stefania Spadoni e, contestualmente, l’apertura della mostra fotografica con una selezione delle fotografie contenute nel libro presentato. La mostra rimane aperta fino al 30 novembre 2017.

La presentazione del libro rientra nelle iniziative di Bookcity Milano http://bookcitymilano.it/eventi/2017/come-mi-senti

Stefania Spadoni è scrittrice e fotografa, in questo suo libro che si divide in due parti ha raccontato la sua esperienza personale. Un’esperienza dolorosa legata alla grave malattia che l’ha colpita da alcuni anni e dalla quale lentamente si sta liberando. Come mi senti si presenta come una scatola, nella quale l’autrice ha messo dentro delle storie e ha riflettuto su come si affrontano la notizia di una malattia, la strada verso una possibile guarigione, le privazioni, gli ostacoli, le gioie, le delusioni, gli incontri. Un libro, insomma, che cerca di tirare fuori un magma di emozioni e da questo incontro vorremmo riflettere su come queste emozioni sono state, attraverso le parole e le foto dell’autrice, trasmesse ai lettori.

Durante l’incontro, verrà inaugurata la mostra fotografica di Stefania Spadoni, con una selezione delle fotografie contenute nel libro presentato. Incontro e mostra vogliono focalizzare l’attenzione sul fotografare di Stefania Spadoni. La scelta della Photo Pocket Exhibit è incentrata sugli autoritratti. “L’autoritratto è uno studio privilegiato” – scrive Federicapaola Capecchi – “esalta e accresce le normali dinamiche di ogni processo di autorappresentazione. La fotografia è sempre investita di quella porzione di identità che si vuole o si deve mostrare. Stefania Spadoni sembra riuscire a navigare nel grado dell’autoritratto dove la fotografia ha la capacità di bloccare e oggettivare l’immagine allo specchio […] L’autoritratto è un laboratorio di esplorazione, analisi e scoperta e Stefania Spadoni ha fotografato così anche frustrazioni, emozioni, attraverso un linguaggio, a volte concettuale, a volte allegorico. I suoi autoritratti hanno la capacità di raccontare storie e catturare così le “nostre” immagini, mosse tutte dal profondo dell’animo. Riesce a guardare sé stessa e noi da diversi punti di vista, cercando quello che sfugge e, spesso, scovando l’insospettabile. Ogni foto racconta una storia che apre fusioni tra il suo reale e l’immaginario, tra il nostro reale e il nostro bagaglio immaginativo … e di paure. Immagini che stupiscono per una forza narrativa ed emozionale non legata alla malattia! Non è questo il vincolo emotivo. A volte sembra persino restituire una ricostruzione surreale della quotidianeità”.

Come ti senti senti se ti racconto che correndo sono caduta e mi sono sbucciata un ginocchio? Ti fa male come se fossi caduto tu, oppure avverti solo un certo senso di empatia che poi una volta svoltato l’angolo ti è già scivolato via? Mi senti? Ti dico che sto bene. Perché non mi credi? E se invece ti dicessi che ho paura? Vuoi scappare? Vuoi restare? Io voglio vedere”. Stefania Spadoni

SPAZIO TADINI CASA MUSEO

SABATO 18 NOVEMBRE 2017 ore 18:30

Bookcity: Presentazione libro Come mi senti

Inaugurazione Photo Pocket Exhibit “L’autoritratto come racconto”

Mostra: dal 18 al 30 novembre 2017

dal mercoledì al sabato: 15:30/19:30 – domenica 15:00/18:30 – lunedì e martedì CHIUSO

Ingresso Mostra € 5

QUI: presentazione libro dell’editore Gallucci e foto

Informazioni per la stampa

Federicapaola Capecchi +39 347 71 34 066 – federicapaola@spaziotadini.it