Archivi categoria: ARTE MILANO

Playground Milano League e PhotoMilano di Francesco Tadini mostrano lo sport


playgroundIl vincitore dello Street Art Contest di Adidas Playground Milano League, Christian Lovati, avrà la possibilità di esporre l’opera vincitrice (più altre sue 3 opere) alla Pocket Exhibition @ Spazio Tadini – Casa Museo. PhotoMilano, il club fotografico milanese fondato da Francesco Tadini con sede a Spazio Tadini è stato partner ufficiale ed esclusivo per la fotografia. Un evento unico tutto raccontato per immagini grazie al lavoro dei Photomilanesi.

Insieme alle fotografie le vincitore saranno esposte anche quelle di tutti i partecipanti al contest: Angelo D’Ambrosio, Rodolfo Cammarata, Ilde Mancuso, Debora Ciamberlini, Roberto Crepaldi, Alain Jean Pietrolongo, Raffaella Bizzarri, Giangaetano Sabbati, Patrizia Massoli, Marina Labagnara.

Ecco tutte le informazioni sull’evento sportivo

http://www.playgroundmilanoleague.com/

 

Mostre estate a Milano: Street in cartolina con Federico Marcoaldi


La città offre tante suggestioni e l’artista Marcoaldi si lascia affascinare dai mezzi pubblici, dalla calca nelle ore di punta, come nei momenti di maggior silenzio, per cogliere spunti da fissare in cartoline. La mostra alla Casa Museo Spazio Tadini, inserita all’interno di un insieme di mostre sulla Street Art, è una presentazione da vedere camminando, con il naso all’insù, come per osservare le costruzioni di questa città che cresce.

 

STREET IN CARTOLINA, LA CITTÀ CHE VA

 apertura mostra 12 luglio ore 18.30

Aperta dal 12 luglio al 9 agosto 2018

a cura di Melina Scalise

L’impronta de “La città che sale” di Boccioni stava nel suo dinamismo, oggi, quella città è diventata metropoli ed è una “città che va”, che non si ferma, che si dirama in un labirinto di strade, che ospita gente di tutte le razze, che si muove, che corre, che sale e che scende da auto e da tram, assorta nel suo viaggio interiore, sempre più spesso monopolizzato da un cellulare. In questa “frenesia statica”, come la definisce Federico Marcoaldi, lui trova ispirazione: seduto sulla panchina di un vecchio tram, tanto di un bus o dell’ultima linea del metrò, lui disegna e dipinge cartoline, mentre la gente lo guarda e lo spinge, mentre ascolta. Il suo segno e il suo colore si modificano tra una fermata e l’altra, tra una frenata e l’altra, tra uno spintone e uno sguardo gettato di nascosto da un passeggero.

L’arte di Marcoaldi è intrisa del sapore della strada delle città da quando ha iniziato come street artist negli anni 90 e si firmava 2P. Oggi, al posto dei muri, di quei mattoni e quelle pareti di cemento, Federico sceglie di dipingere sulla fragilità della carta, sul supporto nostalgico di una cartolina che non sarà mai spedita ad alcuno perché nata già in viaggio tra Cadorna e Duomo, tra la fermata della 62 e il tram numero 1.

Le “strade in cartolina” sono un ciclo del suo lavoro che riguarda prevalentemente sculture di carta con materiali di recupero. Le cartoline saranno esposte alla Casa Museo Spazio Tadini in occasione di una mostra fotografica sulla Street Art, Walls of Milano di Giovanni Candida. Il lavoro di Federico Marcoaldi è l’evoluzione e declinazione del tratto e segno pittorico della street su un altro supporto, con un senso che valica l’ormai noto valore di protesta e appropriazione anche simbolica della città, per raccontare la metropoli  nei suoi labirinti, nei suoi spesso imprevedibili e reconditi risvolti di cui fanno parte anche le persone che nel caos e nella casualità si muovono nella loro ricerca di identità.

Breve biografia di Federico Marcoaldi

Federico Marcoaldi nasce a Bolzano nel 1973 ma cresce tra Pisa, Vicenza, Bruxelles. A Milano frequenta le scuole d’arte e inzia giovanissimo la sua attività di graffiti nel 1990 con la firma 2P. realizza anche graffiti su commissione come all’esterno di fabbriche a Porto Marghera o all’interno di uffici a Milano. Una svolta decisiva alla sua esperienza artistica è la frequentazione della bottega di Ninì Santoro a Roma, dove inizia a produrre, con maggior rigore stilistico, un’arte informale di colori acrilici dai toni accessi.

Dal 2005 comincia ad esporre al pubblico le sue opere in mostre collettive, dalla galleria Pentart a Trastevere alla Biblioteca del Corviale all’Hotel Sheraton. Poi con un amico artista apre una galleria-caffè-libreria al Testaccio, RGB46, che ospita molte collettive, che accanto alle opere di molti artisti comprendono spesso quelle di Marcoaldi (”incubi collettivi”, ”nel bosco delle soluzioni”, ”flatlandia”, ”arte e biciclette”) e qualche sua personale (”A-strati” del 2008 e ”Giassai” nel 2010). Nel 2010 espone anche a Bolzano ”Schwer Abstrakt”.

Oggi vive ora a Milano, facendo lavori diversi, dall’imputazione dei dati al computer alla gestione del magazzino di grandi alberghi, ma anche vendendo i suoi quadri. Per la maggior parte a Roma e a Milano, un paio delle sue opere sono state acquistate negli Stati Uniti.

 

 

Street art: Walls of Milano mostra fotografica di Giovanni Candida


WallsOfMilano
WallsOfMilano

La fotografia di Giovanni Candida, in arte, Walls of Milano, racconta la Street art nella veste di fotografo “ufficiale” della maggior parte degli arstisti da strada di Milano e delle loro crew. Da 12 anni “vive” con loro, prevalentemente di notte, ma anche di giorno, a raccontare le loro storie, le loro evoluzioni e tracce stilistiche, la loro passione per ridisegnare tratti di periferia degradata, ma anche zone centrali della città dove la Street Art è riuscita a conquistarsi un ruolo ufficiale. La mostra alla Casa Museo Spazio Tadini racconta parti fondamentali del suo percorso e dell’evoluzione della Street a Milano.

WallsOfMilano
WallsOfMilano

Apertura al pubblico

Mostra a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise

12 luglio alle ore 18.30

Durata della mostra da 12 luglio al 9 agosto 2018

(ingresso su invito e a pagamento con aperitivo di benvenuto)

Spazio Tadini via Niccolò Jommelli, 24 Milano

Orari: da Mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30 e domenica dalle 15 alle 18.30 – Ingresso 5 euro

wallsofmilano prima
wallsofmilano prima
wallsofmilano dopo

La mostra presenta diversi percorsi che raccontano luoghi della città che si sono trasformati nel tempo con l’intervento di vari artisti, che documentano il lavoro impegnativo e difficile di questi “artigiani dei muri” – come li definisce Giovanni –, racconta di personaggi, dell’uso del colore e delle sue evoluzioni tecniche.

La mostra dunque non si presenta come una carrellata di opere di street fotografate, ma guarda anche i dettagli e i contorni, è un insieme di racconti che permettono al visitatore di entrare nel back stage.

mappatura WallsofMilano
mappatura WallsofMilano

“Quando, nel 2006, ho iniziato a scattare foto dei muri di Milano, non avrei mai immaginato che la street art sarebbe diventata la grande passione della mia vita – racconta Giovanni Candida, soprannominato dagli Street Artist, Walls of Milano – Senza fotografia, senza immagini, sin dai suoi inizi negli anni ’70, gran parte di quest’arte non esisterebbe proprio. L’aver documentato con costanza questo movimento artistico, in un contesto preciso e geograficamente connotato, permette non solo di godere della bellezza delle opere, ma anche di mantenerne memoria laddove, per sua stessa natura, la street art è effimera.

Ho costruito un archivio di immagini che custodisce la street art milanese; una documentazione lunga 12 anni che continua ad evolversi ed arricchirsi giorno dopo giorno.

Col tempo WallsOfMilano, con le sue mostre e la relativa pagina FB ( http://www.facebook.com/wallsofmilano), è diventato un  punto di riferimento della street art milanese”.

Il 18 luglio alle ore 19 presentazione del libro di Andrea Cegna, giornalista di Radio Popolare Elogio alle tag. con Giovanni Candida.
A seguire alle ore 21, per completare la serata alla Casa Museo appuntamento con la danza di Federicapaola Capecchi.

 

Biografia

Giovanni “Gianfranco” Candida in arte Walls of Milano

E’ fotografo di street art ma di professione fa il dirigente in una importante multinazionale. Nato nel 1958, solo nel 2006 inizia ad interessarsi di Street art. Ovunque si trovi a viaggiare scatta foto di “muri” ma per dare coerenza al suo lavoro di fotografo e collezionista di opere di Street art e Writing ha deciso di focalizzarsi sulla città di Milano dove vive. La sua pagina Facebook www.facebook.com/wallsofmilano è punto di riferimento delle scena della Street art milanese. Ha una moglie molto paziente che tollera le lunghe giornate da lui passate con i giovani artisti.
Mostre
  • Marzo 2014: ‘’Streetartists in action’’ c/o Spazio Seicentro Milano
  • Marzo 2015: ‘’WallsOfMilano’’ c/o Neurotitan gallery Berlino
  • 2014 fotografie per scenografie trasmissione Anno Uno – La7

 

Testimonianze sul Giovanni Candida da parte di alcuni Street Artist

WOF by Zed
WOF by Zed

Poesia lo scatto e il fuoco.

Ritratto per Gianfranco (Giovanni) La notte gelata

di Ivan

 

ad essere obbiettivo ricordo quel tuo scatto avanti

quel metter a fuoco la vita poco distanti

che fa luce la notte gelata

la rincorsa la città più salata

e gianfranco che rincorre la vernice

una sera milano raccolta di buio

i pugni gelati per il freddo

la tua rincorsa che non scordo

e dietro a far foto ricordo

a far memoria la bufera dello scempio

 

se occorre alla strada far strada

dietro le tue foto ci si ricorda che nessuno è straniero

che si dipinge un sentiero comune

muro contro muro

grigio contro le parole che pigio a muso duro

l’asfalto divampo di gianfranco che ci rincorre

e rimbomba la chiamata alle arti

 

non è arte ma solo aver parte la sorte

mille e poi mille scatti ancora la stessa corsa

l’ancora cui gettarsi se il mare fa burrasca

una passione la tua che resiste la risacca

di questa loro autorità che attacca

non tanto la vernice ma gli scuri del pensiero

giovanni mi ricorda noi

tutti diversi

spesso sparsi

che c’abbiam creduto

e s’è avverato davvero

 

ritratto gianfranco il ponteggio e la neve che cade

poesia le sirene d’incanto da cui scappare

ch’ora si confonde questo tuo guardare pacato

gentile il tatto e ancora il parlato

della tua voce piana come l’alba una notte d’assalto

se noi siam il burrone

giovanni

tu ne sei il salto

 

ivan


Casa Museo Spazio Tadini

Apertura della mostra al pubblico il 12 luglio alle ore 18.30 (ingresso su invito e a pagamento)

Orari: da Mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30 e domenica dalle 15 alle 18.30

 

Ingresso 5 euro con visita guidata a richiesta gratuita anche nella sezione di mostra permanente dedicata a Emilio Tadini.

Reteconomy dall’arte alla gestione del territorio


Dall’arte all’economia con il giornalista Enzo Argante nelle sue trasmissioni su Terzo Canale Show in collaborazione con Reteconomy (anche Canale 512 Sky e Lanuova Tv Economia) che argomenta di temi di attualità anche attraverso l’arte perchè l’operatività dell’uomo non ha come unico fine la produzione di cose materiali. La casa Museo Spazio Tadini dedicata a Emilio Tadini è diventata per questo una fucina utile allo scopo, perchè da anni propone, oltre alla permanente di Emilio Tadini, mostre che possano essere spunto di riflessione sui cambiamenti sociali.

La sede dell’associazione è diventata pertanto un luogo interessante per la registrazione di diverse puntate della trasmissione condotta da Argante. L’arte finalmente è presentata come linguaggio di racconto della società e non solo come mercato o estetica e con questo intendiamo sia la pittura, che la scultura, che la fotografia, in particolare con PhotoMilano il gruppo di ormai più di 2500 fotografi che si propone di raccontare proprio la metropoli, i suoi eventi, le sue attività.

Ecco l’ultima puntata di Reteconomy, la nuova visione dell’economia che parte dalla riflessione concettuale dell’artista australiano Ian Kingsford Smith in mostra alla Casa Museo Spazio Tadini fino al 6 luglio 2018 insieme a Luigi Alloni, fotografo di PhotoMilano e 20 fotografi provenienti da diverse parti del mondo con Cities per raccontare le metropoli contemporanee in collaborazione con Monteoliveto Gallery.

Clicca per vedere Puntata di Reteconomy a Spazio Tadini mostra Ian Kingsford Smith
Puntata di Reteconomy a Spazio Tadini mostra Ian Kingsford Smith

La presentazione di Spazio Tadini (Melina Scalise) e PhotoMilano (Francesco Tadini) su Reteconomy

Vedi Reteconomy Secolo Urbano puntata registrata alla Casa Museo dedicata ad Emilio Tadini e ne racconta la storia
Reteconomy Secolo Urbano puntata registrata alla Casa Museo dedicata ad Emilio Tadini

 

 

Photography Cities video


Una mostra che racconta le città dal mondo con il contributo di fotografi di varie Paesi, dall’Europa all’oltreoceano. Sono i luoghi dell’abitare contemporaneo, tra contraddizioni, somiglianze e prospettive sostenibili.

Spazio Tadini AMARCORD 10 anni: Alessandra Appiano e Nanni Delbecchi


La notizia della scomparsa di Alessandra Appiano ci lascia senza parole. Francesco Tadini e Melina Scalise e tutto Spazio Tadini vogliono ricordarla così dolcissima, donna intelligente e sempre gentile e disponibile, le auguriamo che questo nuovo viaggio sia per lei più lieto. Grazie per averci sostenuto e per aver portato il tuo lavoro da noi.

Melina Scalise

Alessandra Appiano fu la prima giornalista e scrittrice a presentare un libro a Spazio Tadini. Era il 30 novembre del 2006 e aveva scritto per Sperling & Kupfer Le vie delle signore sono finite.

le-vie-del-signore-sono-finite Scrisse:

“L’eterna giovinezza, un baluardo da conquistare a tutti i costi, come se invecchiare fosse una colpa. Veronica, Erminia, Mara, Federica, sono donne diversissime tra loro, ma che si trovano a fare i conti con i fatidici  “anta” e con i crolli (e per fortuna anche le rinascite) che ne conseguono.In una girandola di avventure tragicomiche (ambientate nei luoghi di culto dove ci si immola all’altare del dio bisturi e della dea magrezza) le nostre eroine scopriranno man mano il piacere della solidarietà femminile, convincendosi che è un potentissimo antiage“.

alessandra-appianoAlessandra Appiano ha vinto il premio Bancarella nel 2003 con  Amiche di salvataggio . Da allora sono usciti altri sei romanzi, tra cui Il cerchio…

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PhotoFestival e Photoweek con autori internazionali a Spazio Tadini


PhotoFestival e Photoweek alla Casa Museo Spazio Tadini: Il mondo, le città, le sue meraviglie raccontate da più di 20 fotografi provenienti da varie parti del mondo. Dall’8 giugno al 8 luglio 2018. In mostra: Photography#cities ; Omaggio alla meraviglia di Luigi Alloni; Luca De Bono e la fotografia astronomica.

Alla Casa Museo Spazio Tadini un vero e proprio Festival della fotografia grazie a tre mostre che raccontano, con soggetti diversi, il mondo che ormai più ci appartiene.

BARROW Christchurch Art Gallery 810 x 400 mm
BARROW Christchurch

Quello delle città, delle metropoli è in mostra con Photography#Cities organizzata in collaborazione con Monteoliveto Gallery che raggruppa scatti di autori provenienti dall’Australia, dall’America, dall’Europa a rappresentare la vita urbana. Una visione di metropoli di culture diverse ormai sempre più simili. In mostra: Sam BARROW (Nuova Zelanda), Petra BERNSTEIN (Germania), Talia DUCLOS (Perù),  Raimund FEITER (Germania), Mark FORD (Germania), Ans JACOBS (Paesi Bassi), Olga LOSCHININA (Russia), Sarah LYNCH (Australia),  Hedy MAIMANN (Austria),  James NIVEN (Nuova Zelanda), Kristine NOELLE (USA),  Michael PANTUSO (USA),  Annette SCHREIBER (Germania),  Serenella SOSSI (Italia/Francia), Benny DE GROVE (Belgio).

Luigi Alloni daily nose-up in Milan
Luigi Alloni daily nose-up in Milan

Il mondo nelle sue spettacolarità create dall’uomo e naturali si svela attraverso l’occhio fotografico di Luigi Alloni, con la mostra Omaggio alla meraviglia dove ci si può incantare di fronte alla bellezza di un campo di lavanda tanto quanto di fronte ad’urchitettura.

Luca De Bono
luca de bono

Poi c’è il cielo, il firmamento, quel mondo che ci appartiene e che resta lontano, ma che la fotografia di Luca De Bono con la mostra Fotografia Astronomica, a cura di Roberto Mutti, ci riporta ad una dimensione del visibile, del terreno.

Le mostre si articolano in sale diverse della Casa Museo che ha in permanenza la mostra di Emilio Tadini, pittore e scrittore a cui è dedicata la casa museo e che, sempre dal 8 giugno all’8 luglio ospita la mostra straordinaria dell’artista australiano per la prima volta in Italia, Ian Kinsford Smith: Narrative Fragments of Life in collaborazione con Monteoliveto Gallery.

 

Casa Museo Spazio Tadini (fondata da Francesco Tadini e Melina Scalise)

Apertura

Da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30

Domenica dalle 15 alle 18.30

 

Biglietto per visitare tutte le mostre e, a richiesta, con breve visita guidata gratuita alla collezione Tadini 5 euro.

Marie Antonazzo in concerto a Spazio Tadini


La mia vita una canzone, domenica 10 giugno ore 18.30 il concerto della cantante Marie Antonazzo alla Casa Museo Spazio Tadini presenta tre brani inediti del suo ultimo lavoro e racconta il suo percorso musicale, che ne scandisce il ritmo della sua vita, ne accompagna i passaggi, ma soprattutto ne sostiene i cambiamenti. (ingresso 5 euro).

La musica metafora delle emozioni e anche strumento di lotta e condivisione per vincere la malattia a cui sopravvive e che la porta a trasformarsi da interprete in autrice. Marie Antonazzo passa dalla musica popolare, appartenuta alla sua terra d’origine, la Puglia, con i ritmi e la musica autoriale di Mario De Leo, alla musica dei chansonnier francesi, lingua d’adozione, per avvicinarsi alla grinta del jazz e della musica elettronica contemporanea che al concerto si propone anche con degli arrangiamenti di Kroserz. Un cerchio che si chiude, ma anche un nuovo inizio qui a Milano, la città dove vive e lavora anche come insegnate di canto.

Il concerto si svolge all’interno della sala espositiva di un artista australiano Ian Kingford Smith, per la prima volta in Italia, il cui lavoro dialoga perfettamente con il senso del concerto. L’unione di segni di varie culture, apposti sulle sue sculture raffiguranti uomini, donne e bambini, rimandano alle diverse musicalità e fasi della vita presentate. Il lavoro artistico di an Kingford Smith sottolinea quanto la ricerca di senso della vita sia nel racconto collettivo, nel linguaggio, nei vari  linguaggi espressivi: la costruzione della storia dell’umanità supera il progetto biologico di riproduzione della specie.