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Giovanni Raspini Milano Mood Portrait: Premiazione e Inaugurazione mostra


Premiazione dei vincitori del Premio Fotografico Giovanni Raspini Milano Mood Portrait e apertura mostra fotografica collettiva con i finalisti.

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Giovedì 17 gennaio 2019 alle ore 18.30 presso la Casa Museo Spazio Tadini, in via Niccolò Jommelli 24 a Milano si svolge la serata evento che vedrà la consegna del trofeo creato per l’occasione da Giovanni Raspini ai primi classificati nelle due sezioni Street Style & Fashion e Urban Design & People, oltre che la premiazione dei secondi e terzi classificati. I sei vincitori riceveranno infatti premi in denaro per un valore complessivo di 5.000 euro. I nomi dei sei vincitori sono di seguito indicati in ordine alfabetico: Bonanno Fabio, Galimberti Giorgio, Origgi Ivan, Perotti Graziano, Pollice Daniele, Scibona Alberto. Giovedì 17 gennaio 2019 Giovanni Raspini svelerà primo, secondo e terzo classificato di ogni sezione.

Il nuovo volto di Milano attraverso il premio fotografico Milano Mood Portrait istituito da Giovanni Raspini, marchio internazionale del gioiello italiano, è in mostra dal 17 gennaio al 17 febbraio 2019.

Il Giovanni Raspini Milano Mood Portrait, organizzato dal brand toscano di gioielleria in partnership con PhotoMilano e la Casa Museo Spazio Tadini, ha visto, durante il periodo di apertura del concorso conclusosi lo scorso dicembre, la partecipazione di più di 300 fotografi, tra professionisti ed emergenti, i cui lavori sono stati esaminati da una giuria composta da personalità del mondo della fotografia, del giornalismo e della moda.

La giuria costituita da – Giovanni Raspini (designer e presidente azienda promotrice), Francesco Tadini (fondatore di PhotoMilano – Club fotografico milanese), Roberto Mutti (direttore artistico del Milano Photo Festival), Michele Smargiassi (giornalista e curatore del blog Fotocrazia), Alessia Glaviano (photo editor e caporedattore Vogue Italia), Leonello Bertolucci (Fotografo, photoeditor, giornalista, docente all’Istituto Italiano di Fotografia), Federicapaola Capecchi (curatrice indipendente e coreografa), Melina Scalise (giornalista, psicologa e presidente Casa Museo Spazio Tadini), Francesco Maria Rossi (giornalista, scrittore e copywriter azienda promotrice) – sarà presente alla Premiazione dei Vincitori.

L’evento è anche occasione per l’inaugurazione della mostra dedicata al concorso. Le fotografie premiate, infatti, insieme a quelle giunte alle de fasi di selezione finale, sono esposte in mostra per un mese. Queste saranno poi pubblicate in un libro fotografico che, in seguito, verrà stampato e distribuito in libreria a cura del comitato organizzatore.

GIOVANNI RASPINI MILANO MOOD PORTRAIT

Giovedì 17 gennaio 2019 ore 18:30

Spazio Tadini Casa Museo

Via Niccolò Jommelli 24

20131 Milano – MM 1 Loreto, MM2 Piola – Bus 81,62

Info per la Stampa: Sara Badii +39 345.9520595

sara@raspini.it

Argenterie Giovanni Raspini spa

www.giovanniraspini.com

Origami tra arte e scienza: Il mondo magico dei frattali


Origami tra arte e scienza, Conferenza sabato 27 ottobre dalle 14 alle 16 –  a cura di Serena Cicalò  

Serena Cicalò
Serena Cicalò

Titolo:“ Il magico mondo dei Frattali”

« Si ritiene che in qualche modo i frattali abbiano delle corrispondenze con la struttura della mente umana, è per questo che la gente li trova così familiari. Questa familiarità è ancora un mistero e più si approfondisce l’argomento più il mistero aumenta » (Benoit Mandelbrot).

Un frattale è un oggetto geometrico che si ripete nella sua struttura allo stesso modo su scale diverse. La stessa natura produce oggetti simili ai frattali. Nascono da funzioni matematiche ma possono essere belli come opere d’arte. In questa conferenza parlerò della costruzione e delle proprietà matematiche di alcuni importanti frattali, in particolare del triangolo di Sierpinski e della spugna di Menger. Racconterò di come, diversi esemplari di queste strutture sono state realizzate negli ultimi decenni attraverso l’origami modulare.

Prezzo a persona: 8 rid (ridotto studenti) /10 int 

Gradita prenotazione museospaziotadini@gmail.com

Vedi tutte le conferenze in programma durante la mostra Origami tra arte e scienza

Serena Cicalò 3Menger
Serena Cicalò 3Menger
Nata a Cagliari nel 1974, laureata in Matematica, Serena Cicalò ha scoperto l’origami al tempo dei suoi studi universitari. Ha condiviso per la prima volta la sua nuova passione durante la discussione per il conseguimento del titolo finale, presentando un approfondimento sulle proprietà geometriche dell’origami. Nel 2005 si è trasferita a Trento per frequentare il dottorato di Ricerca in Matematica, entrando in contatto con un gruppo locale di origamisti che l’ha invitata a diventare membro del CDO (Centro Diffusione Origami), l’associazione nazionale che raggruppa gli origamisti italiani e non solo. Dal 2011 partecipa con regolarità ai convegni organizzati dal CDO e nel 2017 è entrata a far parte del comitato che cura la parte scientifica del Convegno “Origami, Dinamiche educative e Didattica”.  Dopo un periodo dedicato alla ricerca scientifica, dal 2012 si occupa a tempo pieno dell’insegnamento della Matematica e della Fisica nei licei. Da alcuni anni organizza corsi di aggiornamento destinati ai docenti di scuola superiore per sensibilizzarli all’uso dell’origami come strumento per l’insegnamento della matematica e in particolare della geometria. Nel 2013, durante la prima edizione del convegno “Origami, Dinamiche educative e Didattica”, è venuta a conoscenza dell’esistenza della spugna di Menger, un affascinante cubo frattale di grande interesse matematico, e della tecnica con la quale Jeannine Mosely ha realizzato il primo esemplare di livello 3 in origami. Nel 2015, per superare i limiti della tecnica utilizzata dalla Mosely, ha ideato un nuovo procedimento, da lei chiamato “PJS technique” (dove PJS sta per “pleat and join strips”). La “PJS technique”, che garantisce grande stabilità e compattezza, le ha permesso di realizzare, nell’agosto dello stesso anno, la prima spugna di Menger di livello 3 italiana e, nel novembre del 2016, il primo esemplare mondiale di livello 4 in origami. Successivamente si è dedicata all’analisi delle possibili applicazioni della sua nuova tecnica, progettando anche modelli dinamici, puzzle ed esempi di “origami pixel art”.

Origami tra arte e scienza in mostra a Milano


La prima mostra sugli origami che ne racconta le origini, l’evoluzione, il significato, l’espressione artistica e tecnologica fino ai moderni impieghi nell’ingegneria aerospaziale, nella chirurgia, nell’ingegneria e nell’architettura. Dall’arte alla scienza in un percorso espositivo di taglio internazionale che comprende anche laboratori, convegni, incontri didattici. Tutto questo presso la Casa Museo Spazio Tadini dal 20 ottobre al 16 dicembre 2018, via Niccolò Jommelli, 24 con il Patrocinio del Comune di Milano, del Municipio 3, la collaborazione del Politecnico di Milano e Torino e Centro Diffusione Origami.

La mostra è curata da Melina Scalise e Francesco Tadini con la collaborazione dei Politecnici di Milano e il Politecnico di Torino, nello specifico il Dipartimento di Architettura e Design e di Scienza Matematiche G.L. Lagrange. Sponsor tecnici il Centro Diffusione Origami e Pubblistampa, Arti grafiche edizioni che, per l’occasione presenterà  il libro Origami tra Arte e scienza che segue il percorso concettuale della mostra. SCARICA Comunicato Mostra Origami tra arte e scienza

A4 Locandina BD

L’esposizione è costituita da un percorso scientifico e divulgativo e uno d’arte con in mostra i lavori di: Paolo Bascetta, Alessandro Beber, Elisabetta Bonuccelli, Serena Cicalò, Daniela Cilurzo, Silvana Fusari, Alessandra Lamio. Con la presenza straordinaria di un traittico della serie Il ballo dei filosofi di Emilio Tadini riletto e analizzato in chiave filosofico-matematica a cura di Melina Scalise e dei Politecnici di Milano e Torino.

L’origami ha una storia per certi aspetti misteriosa. Sospesa tra Oriente e Occidente, segue i percorsi della carta che dalla Cina si diffonde in Giappone e Corea, giungendo a noi grazie agli Arabi come conseguenza della loro espansione nei nostri territori.

Quindi arte tradizionale giapponese, certo, ma anche tecnica ben conosciuta in Europa, soprattutto come forma di piegatura dei tessuti.

Va pur detto che l’origami vive una curiosa condizione: quella di essere conosciuto da tutti o quasi nelle sue forme più elementari (chi non ha mai piegato una barchetta di carta, un aeroplanino, un ventaglio, tanto per citare dei modelli popolari?), ma da pochissimi – perlopiù “addetti ai lavori” – nelle sue varie evoluzioni artistiche, tecniche o applicative.

Scopo della mostra è, perciò, quello di promuovere la conoscenza dell’origami nelle sue “incarnazioni” più contemporanee. Come espressione artistica astratta, come manifestazione tangibile di teorie matematiche e geometriche, come risorsa da impiegare a livello scientifico, industriale, commerciale.

Per questa ragione si è scelto di mettere insieme un gruppo di autori che si muove prevalentemente in ambito non figurativo, allontanandosi volutamente da un’idea di origami più tradizionale, legata alla rappresentazione della realtà.

In parallelo, si è pensato al coinvolgimento dei Politecnici di Milano e Torino per curare la parte scientifica, che prevede anche ragguardevoli contributi provenienti da varie realtà di ricerca di grande profilo internazionale.

Il team coinvolto è composto da architetti, ingegneri e matematici che illustreranno la matematica dell’origami presente nelle sue maggiori applicazioni tecnologiche, quali lenti solari, strutture architettoniche e micro-robot, solo per citarne alcuni.

Presentazione d’eccezione, invece, in omaggio al lavoro artistico di Emilio Tadini, pittore e scrittore a cui è dedicata la Casa Museo Spazio Tadini è la lettura “origami-geometrica” di alcuni suoi quadri a cura dei due Politecnici, con la collaborazione di Melina Scalise e Francesco Tadini.

Si prevedono inoltre, per tutta la durata della mostra, laboratori e conferenze come ulteriore supporto divulgativo e come modalità di coinvolgimento del pubblico, con particolare attenzione alle scuole di ogni ordine e grado.

Il fine è trasportare lo spettatore in una visione complessiva del mondo degli origami oggi.

Più in dettaglio,  Artisti origamisti in mostra. (LEGGI)

LE CONFERENZE E I LABORATORI (clicca per vedere gli argomenti e il calendario)

COMITATO SCIENTIFICO

  •  Lorenzo Mussone: professore di Sistemi di Trasporti al Politecnico di Milano, si occupa di modelli matematici (dalla regressione logistica alla intelligenza artificiale) applicati all’ingegneria dei trasporti con particolare attenzione ai modelli di domanda, alla sicurezza stradale, ai modelli di deflusso veicolare e di controllo del traffico (con specifico approfondimento sulle prestazioni delle rotatorie), alla capacità delle reti ferroviarie, ai modelli comportamentali del guidatore, alla pianificazione a breve e medio termine delle grandi reti di trasporti. Attualmente è referente del laboratorio interdipartimentale i.Drive.
  • Roberto Notari: professore associato di Geometria del Dipartimento di Matematica “F. Brioschi” del Politecnico di Milano. Svolge l’attività di ricerca in Algebra Commutativa e Geometria Algebrica, principalmente su problemi di natura teorica, ma anche su problemi più applicativi. Ha recentemente iniziato ad interessarsi all’origami ed alle sue potenzialità.
  • Maria Luisa Spreafico: ricercatore di Geometria del Dipartimento di Scienze Matematiche del Politecnico di Torino. Utilizza l’origami nella sua ricerca scientifica e nello sviluppo di nuove modalità didattiche relative all’insegnamento della matematica in scuole di ogni ordine e grado.
  • Ursula Zich: ricercatore di Disegno del Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino. Utilizza l’origami per osservare, interpretare e visualizzare le forme, costruite e non, nell’ambito della propria ricerca e della didattica.

L’evoluzione dell’origami oggi uno dei video in mostra selezionato dai Politecnici

Robot Origami: Robot self-folds, walks, and completes tasks, autorizzato da “MIT CSAIL” per la mostra alla Casa Museo Spazio Tadini

 

Casa Museo Spazio Tadini
La mostra si svolge all’interno della Casa Museo Spazio Tadini, inserita all’interno del circuito di case museo di Milano Storiemilanesi.org. La sede ospitava sia l’atelier di Emilio Tadini, pittore e scrittore di rilievo del 900 italiano, sia una delle prime case editrici di informazioni economiche del nostro Paese, Grafiche Marucelli. Lo spazio oggi ospita la sede dell’associazione culturale no profit Spazio Tadini fondata nel 2008 da Francesco Tadini e Melina Scalise, in memoria del padre, Emilio Tadini ed è luogo di eventi culturali.

 

Casa Museo Spazio Tadini – Via Niccolò Jommelli, 24 Milano www.spaziotadini.com
Apertura al pubblico: da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30- domenica dalle 15 alle 18.30. Biglietto 5 euro.
Visite guidate con origamisti su prenotazione 10 euro (durata circa un’ora e su prenotazione). Per Conferenze e laboratori (clicca).
Visite scolastiche su prenotazione per gruppi: museospaziotadini@gmail.com

 

Raphael Mazzucco in mostra alla Casa Museo Spazio Tadini


Raphael Mazzucco, fotografo e artista di fama internazionale, in mostra alla Casa Museo Spazio Tadini a cura di Oblyon, società di Art Business Intelligence dal 18 settembre al 2 ottobre 2018.

I lavori presenti a Milano fanno parte della collezione appena esposta questa estate lungo le strade di Porto Cervo, in Sardegna con grande riscontro di pubblico e attenzione da parte della stampa.

Foto di Raphael Mazzucco

Si tratta di opere uniche che rispecchiano uno stile che coniuga l’arte pittorica con la fotografia. Esprimono un dialogo carico di emozioni tra il corpo femminile e la terra da quella più selvaggia a quella più addomesticata e modificata dall’uomo. Quadri di grandi dimensioni in cui immergersi con lo sguardo fino a perdere la dimensione fotografica per diventare ambientazioni, scenari da riempire lo sguardo e offrire all’osservatore un luogo emozionale che lo accoglie come la terra e lo guarda con la seduzione di una donna. In queste opere i ritratti alludono a valori simbolici, sembrano emergere da archeologie di civiltà dimenticate, appartenere a racconti onirici che evocano le grandi tele surrealiste di Max Ernst.

Raphael Mazzucco, dopo anni passati ad affinare le sue creazioni in Italia, Francia e Amsterdam, ha attirato l’attenzione dell’élite della moda a New York, creando immagini iconiche per personaggi come Victoria’s Secret, Guess Jeans, L’Oreal, Ralph Lauren e Bergdorf Goodman. Le sue fotografie sono apparse su L’Officiel, Vogue francese e italiana, L’Uomo Vogue, Marie Claire, Playboy e Vanity Fair, con non solo le sue immagini di moda editoriale, ma anche ritratti di famosi attori, tra cui Benicio Del Toro, Matt Damon, Susan Sarandon e Elizabeth Banks.

L’esposizione di Mazzucco si sposa perfettamente con il percorso di mostre fotografiche che inaugura sempre il 18 settembre alla Casa Museo Spazio Tadini che parla di donne fotografe -mostra antologica su Giuliana Traverso a cura di Fondazione 3M – e di donne fotografate negli anni 60, Belle e possibili a cura di Roberto Mutti,  e Immagina: il femminile oggi a cura di Federicapaola Capecchi.

 

Rapahel Mazzucco
Raphael Mazzucco (1965) è un influente fotografo di moda e artista contemporaneo acclamato dalla critica per il suo occhio singolare e l’estetica accattivante. Dopo anni passati ad affinare le sue creazioni in Italia, Francia e Amsterdam, il suo arrivo a New York ha attirato l’attenzione dell’élite della moda, creando immagini iconiche per personaggi come Victoria’s Secret, Guess Jeans, L’Oreal, Ralph Lauren e Bergdorf Goodman. Le sue fotografie sono apparse su L’Official, Vogue francese e italiana, L’Uomo Vogue, Marie Claire, Playboy e Vanity Fair, con non solo le sue immagini di moda editoriale, ma anche ritratti di famosi attori, tra cui Benicio Del Toro, Matt Damon, Susan Sarandon e Elizabeth Banks.La narrativa visiva di Mazzucco cattura la forma umana e la pone sullo sfondo di paesaggi sorprendenti, dai ghiacciai islandesi alla fauna africana, dall’entroterra dell’Australia occidentale alle risaie vietnamite. Egli incorpora queste forme documentarie nella costruzione di una narrazione stratificata attraverso dipinti, collage e testi scritti a mano. Attraverso questi lavori, viaggiamo insieme a Raphael attraverso terreni sia geografici che emotivi. L’arrivo di Mazzucco sulla scena artistica è stato accolto con ampi consensi della critica, con Damien Hirst che ha acquistato l’intera esposizione per oltre $ 750.000. Appena sbarcato nel Regno Unito, le mostre di Mazzucco avvenute nel 2014 e 2015 sono andate entrambe esaurite.

Le donne in fotografia: dagli anni sessanta ai giorni nostri.


Fotografia e Immgine femminile. Spazio Tadini Casa Museo per  la stagione 2018/2019,  in contemporanea alla  mostra fotografica antologica di Giuliana Traverso “L’eclettismo come stile“, propone una mostra incentrata sull’immagine femminile. La mostra è costituita da una parte storica e storicizzata – grazie alla Fondazione 3M – con fotografie dell’archivio Ferrania, a cura di Roberto Mutti, e da una parte attuale, a cura di Federicapaola Capecchi, che va ad indagare quali siano la visione e le forme dell’immagine femminile odierna.  

Gustavo Millozzi, Ritratto di Livia,
Gustavo Millozzi, Ritratto di Livia, Fondazione 3M, Archivio Ferrania

In mostra a Spazio Tadini Casa Museo, dal 18 settembre fino al 15 ottobre 2018, Belle e possibili, a cura di Roberto Mutti, 33 ritratti in bianconero realizzati fra la fine degli anni Cinquanta e i Sessanta. Stampe vintage prints originali dell’epoca. Gustavo Millozzi, Giovanni Massara, Tino Carretto, Pino Dal Gal Monica, Ezio Marsili, Giovanni Tosi, Osvaldo Savoini, Walter Campara, Renzo Pavanello, Silvio Vanni, Pinotto Marogna, Enzo Passaretti, Nino Galzighan, Alessandro Brembilla, Roberto Spampinato, Giorgio Giacobbi, Enrico Luigi Bacci, Renato Fioravanti, Carlo Amorati, Mario Bonzuan, Michele Ghigo, Antonio Masotti, Paolo A. Pellegrineschi, Alberto Venturini Giorgiia, Luigi Micheli, Giuseppe Alario, Luigi Arrigoni, Stanislao Farri, Luigi Spina, Franz Benedikter, Ugo Nespolo.

Alessandro Brembilla, Ritratto di Gabry,
Alessandro Brembilla, Ritratto di Gabry, Fondazione 3M, Archivio Ferrania

L’archivio della rivista “Ferrania” è un tesoretto da cui si possono costantemente ricavare fotografie di sorprendente bellezza che sono anche documenti storici ricchi di spunti e di suggestioni antropologiche”. Scrive Roberto Mutti – “La rivista è stata un punto di riferimento importante per tutti gli appassionati di fotografia che in quelle pagine, così ben stampate e mirabilmente impaginate da Luigi Veronesi, trovavano il gusto per la bella immagine. Per questa ragione moltissimi fotografi non professionisti ma dotati di grandi capacità inviavano le loro opere, le migliori delle quali venivano pubblicate e conseguentemente conservate negli archivi della rivista oggi passati a quelli della Fondazione 3M”.

Questa la parte “storica” della mostra. Un percorso attraverso il ritratto femminile che diviene anche uno spaccato della società degli anni Sessanta quando, dimenticato il Dopoguerra, l’Italia intraprendeva un periodo di inaspettato benessere. In mostra volti, posture, sguardi, abiti che svelano speranze e aspettative di un’intera, nuova generazione.

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Foto Monica Silva, Tilda Swington

La parte attuale, Immagina: il femminile oggi, a cura di Federicapaola Capecchi, si muove anch’essa tra speranze e aspettative, ma forse scomparse o inibite o negate, o solo molto diverse da quelle degli anni Sessanta, una stagione forse irripetibile, e non solo in Italia. La selezione di fotografie e di autori vuole indagare i concetti di identità e relazione, i canoni di bellezza dettati dalle mode che si riflettono sull’immagine femminile, il cambiamento della concezione della donna, il mutamento del rapporto uomo-donna, l’ambiguità dei generi, la mancanza, spesso, di nuovi immaginari. Mogli, compagne, amiche, condottiere, martiri, serve … ogni tipo di ruolo è ricoperto dal sesso femminile? Ancora oggi? Immaginario e realtà corrono a velocità diverse? Ce lo domandiamo anche con un breve exursus all’interno dell’autoritratto, fenomeno tipicamente femminile.

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Monica Silva, Shannyn Sossamon

In questa sezione dedicata all’immagine femminile oggi, Monica Silva, fotografa di fama internazionale, stimata ed esperta ritrattista, nonché versatile artista, espone quattro suoi ritratti di donne famose: Tilda Swington, Noemi, Fiona May, Shannyn Sossamon. Gli altri autori – Zoe Vincenti,  Francesco Faraci,  Virginia Bettoja, Marco Tagliarino, Marco De Iasi, Claudio Argentiero – conducono in visioni molto differenti del corpo e dell’immagine femminile.

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Zoe Vincenti, Burlesque Voodoo

Zoe Vincenti espone Burlesque Voodoo e Feminine Anatomy: il primo, un viaggio nel mondo del Burlesque dove, insieme ai personaggi, al corpo come strumento espressivo e di uguaglianza, si introduce anche un nuovo modo di pensare al femminile e di vivere la femminilità, che prescinde dal sesso biologico; il secondo è la storia di un padre con una figlia che sta diventando un adolescente. Una storia su un corpo che sta cambiando e l’incapacità di trovare le parole giuste per preparare la figlia, al fine di dirle la donna che sta per diventare.

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Missincat- Tu con me (i capelli), Zoe-Vincenti-Feminine-Anatomy

Francesco Faraci e Marco Tagliarino offrono una visione del femminile quotidiana, reportagistica, legata al giorno e al luogo, spesso a storie di normalità; un racconto moderno di eventi del quotidiano familiare, lavorativo e cittadino.

Francesco Faraci
Francesco Faraci
Marco Tagliarino
Marco Tagliarino

Virginia Bettoja gioca con l’autoritratto: la forza dell’obiettivo fotografico non rivolta a ciò che ha intorno, ma puntato verso di sé. “Poso, so che sto posando, voglio che voi lo sappiate, ma questo supplemento di messaggio non deve minimamente alterare … la preziosa essenza della mia persona” (Roland Barthes) Da un lato l’inestinguibile desiderio di sondare sé stessi e a che punto siamo della vita, che fa parte della tradizione dell’autoritratto, dall’altro Virginia Bettoja gioca con la consapevolezza della propria immagine digitale, lavora su sé stessa per imparare a non eccedere, a fornire un’immagine il più sincera possibile. Con una grammatica del sé da approfondire e da raffinare. Marco De Iasi, nato come fotografo di moda ma negli ultimi tempi dedito alla ricerca personale ed al ritratto, espone lavori differenti accomunati dall’indagare il concetto di vanità attraverso il volto e il corpo femminile.

Giordana, Foto Marco De Iasi, Roma
Giordana, Foto Marco De Iasi, Roma

Claudio Argentiero pone l’accento su un nuovo immaginario femminile, dove il sesso biologico non ha importanza, mentre lo ha una concezione e una sensazione di fascinazione e femminilità.

Foto Claudio Argentiero
Foto Claudio Argentiero

SPAZIO TADINI CASA MUSEO

BELLE E POSSIBILI

A cura di Roberto Mutti

IMMAGINA: il femminile oggi

A cura di Federicapaola Capecchi

Apertura al pubblico martedì 18 settembre 2018 ore 18:30

Apertura Spazio Tadini Casa Museo

Dal mercoledì al sabato dalle 15:30 alle 19:30 – domenica dalle 15:00 alle 18:30

Posibili visite guidate e su appuntamento

Ingresso € 5

Via Niccolò Jommelli 24

20131 Milano

Tel +39 26 11 04 81

Spazio Tadini è anche Sede di PHOTOMILANo Club Fotografico Milanese, fondato e diretto da Francesco Tadini,  www.photomilano.org

Mostra fotografica antologica di Giuliana Traverso: dal 18 settembre 2018


Francisco Copello, Foto Giuliana Traverso
Francisco Copello, Foto Giuliana Traverso

Spazio Tadini Casa Museo apre la stagione 2018/2019 con la mostra fotografica antologica di Giuliana Traverso,  una delle figure più rappresentative della fotografia contemporanea. A cura di Fondazione 3M.

Dal 18 settembre fino al 15 ottobre 2018. Una selezione di 80 fotografie a documentare l’impegno e il carattere di una fotografa interessata alle idee, all’identità, alla società domestica e al quotidiano tanto quanto al suo mondo di sentimenti interiori. Attenta e determinata nell’affermare il ruolo della donna come protagonista della società, e a sollecitare la coscienza pubblica.

La mostra antologica propone un percorso che muove attraverso i ritratti di personaggi più o meno famosi, indagini su luoghi lontani (come Chicago e la Cina) e vicini come la sua Genova, ricerche sul teatro, per evidenziare l’eclettismo caratteristico di Giuliana Traverso, e che invita a soffermarsi sulla sua capacità di documentazione che va oltre gli accadimenti e il sociale, per comporsi anche in una profonda ricerca introspettiva quanto estetica.

Ci sono autori che si specializzano in un genere e risultano così ritrattisti, reporter, paesaggisti, ricercatori” – scrive Roberto Mutti – “Giuliana Traverso ha preferito la strada dell’eclettismo: questa è la ragione per cui questa sua antologica indaga sulle più diverse direzioni privilegiando il bianconero ma concedendosi digressioni nel colore, usando un linguaggio classico non privo di qualche audacia, dando altrettanto valore alle persone e ai segni.

< Con la fotografia si indaga e si interpreta la realtà esteriore, ma ciò che più conta è quello che si scopre di noi stessi – Giuliana Traverso >

Il percorso qui offerto, dunque, non scorre su una sola linea ma chieda all’osservatore di soffermarsi su diversi temi che appaiono come capitoli di un unico discorso”. – continua Roberto Mutti – “L’interesse per le persone che l’ha indotta a dedicare una parte considerevole del suo lavoro ai ritratti di persone famose e non è frutto di un’attenzione rivolta agli altri che si ritrova in una parte importante della sua attività, quella didattica. Con le sue allieve di “Donna fotografa”, il corso tenuto per un lungo periodo, addirittura cinquant’anni, rivolto al solo mondo femminile, Giuliana Traverso ha stabilito un rapporto empatico di grande intensità e il suo eclettismo è stato la chiave di volta per far emergere le potenzialità di tutte, per dare loro consapevolezza (il famoso progetto sull’autoritratto a questo mirava), per lanciare proposte mai costrette in confini troppo netti né espressivi né tanto meno tecnici. E’ la stessa filosofia che l’ha guidata nel suo cercare sempre qualcosa o qualcuno che valesse la pena di fermare in un fotogramma per farlo diventare un istante di vita”.

Giuliana Traverso, con AFI Archivio Fotografico Italiano, lo scorso maggio 2018 ha presentato alla Biblioteca Sormani di Milano la sua autobiografia – “Io sono qui” – frutto del lavoro di Giuliana Calvenzi e Orietta Bay, e sarà disponibile per tutto il periodo della mostra antologica, sia in visione che per l’acquisto.

Il giorno di apertura al pubblico della mostra, martedì 18 settembre ore 18:30, saranno presenti Roberto Mutti e Claudio Argentiero. Giovedì 20 settembre, alle ore 18, ci sarà invece l’incontro con l’autrice Giuliana Traverso.

BIOGRAFIA GIULIANA TRAVERSO

Genovese di nascita ha saputo coniugare la sobrietà e l’educata tolleranza delle sue origini con gli aneliti di libertà e il desiderio di rottura degli schemi tradizionali di fine novecento, di cui è stata testimone ma soprattutto protagonista.

Con il corso “Donna Fotografa” creato nel 1968 ha dato un sostanziale impulso alla creatività femminile, formando negli anni centinaia di professioniste e di fotografe amatoriali. Il corso ha avuto un successo straordinario: dal 1979 è stato istituito anche a Milano ed è a tutt’oggi una pietra miliare e un’isola a sé nell’ormai vasto panorama dei tanti percorsi formativi legati alla fotografia.

Nel 2003 ha deciso di offrire i suoi forti stimoli e le sue “dolci provocazioni” anche all’universo maschile: il corso “il galateo della fotografia” è stato un altro successo.

L’interesse costante riscosso dai suoi corsi l’ha portata a tenere seminari e workshops in Italia e all’estero; restano memorabili le sue presenze ad Arles, Roma, Milano, Torino, Venezia e in molte altre città. Sulla sua attività di insegnante si sono espressi i più importanti quotidiani e periodici di tutto il mondo. Centinaia di mostre in Europa, in America, in Asia, la presenza delle sue opere nelle più importanti collezioni del mondo, quindici volumi dedicati al suo lavoro da diversi editori e una lunga serie di premi e onoreficienze testimoniano una carriera di continui consensi di pubblico e di critica. Gli articoli e i servizi che le hanno dedicato le riviste specializzate di fotografia sono innumerevoli e quasi sempre lusinghieri.

Le sue fotografie sono state inserite a Parigi nella Collezione “Cabinet des Estampes de la Bibliothéque National”; nella Collezione Internazionale Polaroid; a Pechino nella “Galleria Arti Estetiche”; Gala di Barcellona “Epicentro”, Centro Culturale Polivalente; nella Fondazione Puebla, in Messico – Universidad Popular e Casa de Cultura; a Bergamo nella “Galleria d’Arte Moderna” a Cinisello Balsamo (Mi) nel Museo della Fotografia contemporanea grazie alla fondazione Lanfranco Colombo.

Vincitrice di numerosi premi e con all’attivo molteplici mostre personali e collettive nazionali e internazionali.

 

SPAZIO TADINI CASA MUSEO

GIULIANA TRAVERSO

Mostra Antologica

A cura di Fondazione 3M

Apertura al pubblico martedì 18 settembre 2018 ore 18:30

Apertura Spazio Tadini Casa Museo

Dal mercoledì al sabato dalle 15:30 alle 19:30 – domenica dalle 15:00 alle 18:30

Posibili visite guidate e su appuntamento

Ingresso € 5

Via Niccolò Jommelli 24

20131 Milano

Tel +39 26 11 04 81

 

Spazio Tadini è anche Sede di PHOTOMILANo Club Fotografico Milanese, fondato e diretto da Francesco Tadini,  www.photomilano.org

Playground Milano League e PhotoMilano di Francesco Tadini mostrano lo sport


playgroundIl vincitore dello Street Art Contest di Adidas Playground Milano League, Christian Lovati, avrà la possibilità di esporre l’opera vincitrice (più altre sue 3 opere) alla Pocket Exhibition @ Spazio Tadini – Casa Museo. PhotoMilano, il club fotografico milanese fondato da Francesco Tadini con sede a Spazio Tadini è stato partner ufficiale ed esclusivo per la fotografia. Un evento unico tutto raccontato per immagini grazie al lavoro dei Photomilanesi.

Insieme alle fotografie le vincitore saranno esposte anche quelle di tutti i partecipanti al contest: Angelo D’Ambrosio, Rodolfo Cammarata, Ilde Mancuso, Debora Ciamberlini, Roberto Crepaldi, Alain Jean Pietrolongo, Raffaella Bizzarri, Giangaetano Sabbati, Patrizia Massoli, Marina Labagnara.

Ecco tutte le informazioni sull’evento sportivo

http://www.playgroundmilanoleague.com/

 

Mostre estate a Milano: Street in cartolina con Federico Marcoaldi


La città offre tante suggestioni e l’artista Marcoaldi si lascia affascinare dai mezzi pubblici, dalla calca nelle ore di punta, come nei momenti di maggior silenzio, per cogliere spunti da fissare in cartoline. La mostra alla Casa Museo Spazio Tadini, inserita all’interno di un insieme di mostre sulla Street Art, è una presentazione da vedere camminando, con il naso all’insù, come per osservare le costruzioni di questa città che cresce.

 

STREET IN CARTOLINA, LA CITTÀ CHE VA

 apertura mostra 12 luglio ore 18.30

Aperta dal 12 luglio al 9 agosto 2018

a cura di Melina Scalise

L’impronta de “La città che sale” di Boccioni stava nel suo dinamismo, oggi, quella città è diventata metropoli ed è una “città che va”, che non si ferma, che si dirama in un labirinto di strade, che ospita gente di tutte le razze, che si muove, che corre, che sale e che scende da auto e da tram, assorta nel suo viaggio interiore, sempre più spesso monopolizzato da un cellulare. In questa “frenesia statica”, come la definisce Federico Marcoaldi, lui trova ispirazione: seduto sulla panchina di un vecchio tram, tanto di un bus o dell’ultima linea del metrò, lui disegna e dipinge cartoline, mentre la gente lo guarda e lo spinge, mentre ascolta. Il suo segno e il suo colore si modificano tra una fermata e l’altra, tra una frenata e l’altra, tra uno spintone e uno sguardo gettato di nascosto da un passeggero.

L’arte di Marcoaldi è intrisa del sapore della strada delle città da quando ha iniziato come street artist negli anni 90 e si firmava 2P. Oggi, al posto dei muri, di quei mattoni e quelle pareti di cemento, Federico sceglie di dipingere sulla fragilità della carta, sul supporto nostalgico di una cartolina che non sarà mai spedita ad alcuno perché nata già in viaggio tra Cadorna e Duomo, tra la fermata della 62 e il tram numero 1.

Le “strade in cartolina” sono un ciclo del suo lavoro che riguarda prevalentemente sculture di carta con materiali di recupero. Le cartoline saranno esposte alla Casa Museo Spazio Tadini in occasione di una mostra fotografica sulla Street Art, Walls of Milano di Giovanni Candida. Il lavoro di Federico Marcoaldi è l’evoluzione e declinazione del tratto e segno pittorico della street su un altro supporto, con un senso che valica l’ormai noto valore di protesta e appropriazione anche simbolica della città, per raccontare la metropoli  nei suoi labirinti, nei suoi spesso imprevedibili e reconditi risvolti di cui fanno parte anche le persone che nel caos e nella casualità si muovono nella loro ricerca di identità.

Breve biografia di Federico Marcoaldi

Federico Marcoaldi nasce a Bolzano nel 1973 ma cresce tra Pisa, Vicenza, Bruxelles. A Milano frequenta le scuole d’arte e inzia giovanissimo la sua attività di graffiti nel 1990 con la firma 2P. realizza anche graffiti su commissione come all’esterno di fabbriche a Porto Marghera o all’interno di uffici a Milano. Una svolta decisiva alla sua esperienza artistica è la frequentazione della bottega di Ninì Santoro a Roma, dove inizia a produrre, con maggior rigore stilistico, un’arte informale di colori acrilici dai toni accessi.

Dal 2005 comincia ad esporre al pubblico le sue opere in mostre collettive, dalla galleria Pentart a Trastevere alla Biblioteca del Corviale all’Hotel Sheraton. Poi con un amico artista apre una galleria-caffè-libreria al Testaccio, RGB46, che ospita molte collettive, che accanto alle opere di molti artisti comprendono spesso quelle di Marcoaldi (”incubi collettivi”, ”nel bosco delle soluzioni”, ”flatlandia”, ”arte e biciclette”) e qualche sua personale (”A-strati” del 2008 e ”Giassai” nel 2010). Nel 2010 espone anche a Bolzano ”Schwer Abstrakt”.

Oggi vive ora a Milano, facendo lavori diversi, dall’imputazione dei dati al computer alla gestione del magazzino di grandi alberghi, ma anche vendendo i suoi quadri. Per la maggior parte a Roma e a Milano, un paio delle sue opere sono state acquistate negli Stati Uniti.