Archivi categoria: ARTE E CULTURA A MILANO

Usciamo dalla crisi: lavoratori in aiuto dei lavoratori


Il 15 marzo alle ore 19 si presenta lo sportello di aiuto: Usciamo dalla crisi ideato e organizzato da un gruppo di professionisti a favore dei lavoratori presso la Casa Museo Spazio Tadini. (mappa)L’evento si svolge durante la mostra Profughi a Casa Museo Spazio Tadini perchè “profughi” sono anche quelli che perdono il loro lavoro, che rischiano di chiudere la loro azienda e non sanno come ricominciare o a chi chiedere un aiuto. (ingresso gratuito).

Stiamo cercando un team di persone (con o senza competenze specifiche) che forniranno consulenza gratuita ai cittadini più colpiti dalla crisi economica, che, però, non possono permettersi un avvocato o rivolgersi a uno studio di consulenza. La recente “ripresa” economica – spiega Tommaso Senni, uno degli organizzatori – che molti mettono giustamente in dubbio, non solo non hanno ridotto le disuguaglianze, ma ne ha createdi nuove (accentuando, tra l’altro, la disuguaglianza intergenerazionale) Occorre organizzarsi ed intervenire! Ne parleremo il 15 marzo a Spazio Tadini. Vi aspettiamo”.

La solidarietà tra le persone, la dove la politica non riesce e lo Stato non arriva è sempre stata la forza motrice che ha permesso al nostro Paese di vincere grandi sfide.

Siria: storie di fuga e accoglienza. Mostra fotografica di Simone Margelli


Parallelamente alla Mostra Profughi, mercoledì 27 febbraio, apre al pubblico la mostra fotografica “Siria: storie di fuga e accoglienza Al Mafraq Close to home”A Cura di Federicapaola Capecchi.  Un progetto realizzato a quattro mani da Simone Margelli, fotoreporter, insieme ad Enrico Nardi, giornalista. Racconta storie di alcune famiglie siriane.

La mostra è inserita nel Festival Fotografico Europeo 2019

Simone Margelli, Siria, Storie di fuga e accoglienza; Fatima è arrivata nel 2013 dal Golan; nella guerra ha perso 3 figli e il marito

Un reportage fotogiornalistico sui profughi siriani, nel delicato confine tra Siria e Giordania.

Yahia, Fatima, Ahmed, Ibrahim, Sali e Hassna hanno aperto le loro abitazioni per condividere l’esperienza dell’esilio e delle nuove vite che si sono dovuti costruire. Testimonianze che regalano un punto di vista reale di cosa sia stata la Primavera Araba, la guerra, le contraddizioni di un conflitto di tali dimensioni. E di cosa sia l’accoglienza in un paese, la Giordania, che ha visto arrivare dal 2011 circa 670 mila emigrati siriani; un paese dove, però, la lingua, la cultura e la religione sono patrimoni comuni a entrambe le popolazioni.

Fotografie che riportano le persone, le famiglie e Mafraq, una “polverosa e congestionata città di frontiera” – come scrive Enrico Nardi – a poco più di 15 chilometri dal confine Siriano, vicino a casa dunque, ma non casa.

In mostra un reportage non predatorio – cosa che sarebbe potuta essere facile nella cruenza di un territorio soggetto ad una guerra devastante ormai da sette anni – e che vive anche di molti ritratti. Simone Margelli documenta e trascrive il tempo e la situazione, rendendo evidente lo spirito umano delle vicende, degli accadimenti e anche della terra, di quel particolare pezzo di terra, La Giordania, che confina a sud con la Siria.

Simone Margelli, Siria, Storie di fuga e accoglienza, Famiglia di Yahia

A metà tra letteratura e giornalismo – scrive Federicapaola Capecchi – “Simone Margelli ed Enrico Nardi uniscono il ruolo del reportage e dell’inviato speciale. E scrivono un pezzo di storia, non quella che finisce nei libri, ma quella del presente, della realtà contingente, degli esseri umani. Descrivono un evento e lo contestualizzano, dando un nome e un volto alla loro storia e a questo presente; conducono per mano osservatore e lettore, che probabilmente non ha mai avuto modo di approfondire né di vedere determinati luoghi o fatti; riescono a trovare un punto di incontro tra cause ed effetti; provano a dare un’interpretazione dei fatti. Un’esplorazione a tutto tondo – unendo fotografia e parola – su un’esperienza che diviene scrittura. Segno e icona”.

Simone Margelli, Siria, Storie di fuga e accoglienza, Famiglia di Hassna

In mostra un linguaggio fotografico ben caratterizzato: Simone Margelli già con Take Refuges (storie di profughi e rifugiati) ha mostrato di non voler essere un fotografo d’assalto ma di voler indagare la “normalità” e le conseguenze successive all’accadimento bellico o migratorio che sia. Fotografie concatenate l’una con l’altra, come le frasi di un discorso. Un racconto che ha in sé il concetto di unità tanto quanto di identità di un luogo fisico.

Venticinque fotografie di un reportage che fonde l’accaduto all’esperienza individuale, che permette di porsi domande per iniziare una reale analisi del problema. Fatto anche di sensazione – che non è certo sconveniente – tanto nelle domande che si pone e che pone a chi guarda, quanto nella scelta della rappresentazione.

E quando ci troviamo dinanzi ai volti, questi ci guardano, diretti. Una scelta precisa, non solo di approccio del fotografo, che sembra voler dire: questa lotta vi riguarda.

Simone Margelli, Siria, Storie di fuga e accoglienza, Famiglia di Hassna

La mostra fotografica di Simone Margelli è parallela a “Profughi” – a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise – incentrata su un ciclo pittorico emblematico ed attuale di Emilio Tadini e sulle opere di circa 50 tra artisti e fotografi che raccontano cosa significa essere profughi oggi; che raccontano questa umanità in viaggio nell’Era globale. Una mostra per parlare di profughi non solo nelle sedi della Politica, ma anche e soprattutto in quelle della Cultura.

Leggi il testo di Federicapaola Capecchi QUI 

SIRIA: STORIE DI FUGA E ACCOGLIENZA – AL MAFRAQ, CLOSE TO HOME

DI SIMONE MARGELLI

A CURA DI FEDERICAPAOLA CAPECCHI

Spazio Tadini Casa Museo

Via Niccolò Jommelli 24, 20131 Milano – MM1 Loreto, MM2 Piola, Bus 81-62

Orari apertura Casa Museo: dal mercoledì al sabato 15:30/19:30 – domenica 15:00/18:30 – lunedì e martedì: chiuso

Ingresso € 5

INFO PER LA STAMPA

Federicapaola Capecchi

Tel +39 347 71 34 066

federicapaola@spaziotadini.it

Reteconomy dall’arte alla gestione del territorio


Dall’arte all’economia con il giornalista Enzo Argante nelle sue trasmissioni su Terzo Canale Show in collaborazione con Reteconomy (anche Canale 512 Sky e Lanuova Tv Economia) che argomenta di temi di attualità anche attraverso l’arte perchè l’operatività dell’uomo non ha come unico fine la produzione di cose materiali. La casa Museo Spazio Tadini dedicata a Emilio Tadini è diventata per questo una fucina utile allo scopo, perchè da anni propone, oltre alla permanente di Emilio Tadini, mostre che possano essere spunto di riflessione sui cambiamenti sociali.

La sede dell’associazione è diventata pertanto un luogo interessante per la registrazione di diverse puntate della trasmissione condotta da Argante. L’arte finalmente è presentata come linguaggio di racconto della società e non solo come mercato o estetica e con questo intendiamo sia la pittura, che la scultura, che la fotografia, in particolare con PhotoMilano il gruppo di ormai più di 2500 fotografi che si propone di raccontare proprio la metropoli, i suoi eventi, le sue attività.

Ecco l’ultima puntata di Reteconomy, la nuova visione dell’economia che parte dalla riflessione concettuale dell’artista australiano Ian Kingsford Smith in mostra alla Casa Museo Spazio Tadini fino al 6 luglio 2018 insieme a Luigi Alloni, fotografo di PhotoMilano e 20 fotografi provenienti da diverse parti del mondo con Cities per raccontare le metropoli contemporanee in collaborazione con Monteoliveto Gallery.

Clicca per vedere Puntata di Reteconomy a Spazio Tadini mostra Ian Kingsford Smith
Puntata di Reteconomy a Spazio Tadini mostra Ian Kingsford Smith

La presentazione di Spazio Tadini (Melina Scalise) e PhotoMilano (Francesco Tadini) su Reteconomy

Vedi Reteconomy Secolo Urbano puntata registrata alla Casa Museo dedicata ad Emilio Tadini e ne racconta la storia
Reteconomy Secolo Urbano puntata registrata alla Casa Museo dedicata ad Emilio Tadini

 

 

Photography Cities video


Una mostra che racconta le città dal mondo con il contributo di fotografi di varie Paesi, dall’Europa all’oltreoceano. Sono i luoghi dell’abitare contemporaneo, tra contraddizioni, somiglianze e prospettive sostenibili.

Spazio Tadini AMARCORD 10 anni: Alessandra Appiano e Nanni Delbecchi


La notizia della scomparsa di Alessandra Appiano ci lascia senza parole. Francesco Tadini e Melina Scalise e tutto Spazio Tadini vogliono ricordarla così dolcissima, donna intelligente e sempre gentile e disponibile, le auguriamo che questo nuovo viaggio sia per lei più lieto. Grazie per averci sostenuto e per aver portato il tuo lavoro da noi.

Melina Scalise

Alessandra Appiano fu la prima giornalista e scrittrice a presentare un libro a Spazio Tadini. Era il 30 novembre del 2006 e aveva scritto per Sperling & Kupfer Le vie delle signore sono finite.

le-vie-del-signore-sono-finite Scrisse:

“L’eterna giovinezza, un baluardo da conquistare a tutti i costi, come se invecchiare fosse una colpa. Veronica, Erminia, Mara, Federica, sono donne diversissime tra loro, ma che si trovano a fare i conti con i fatidici  “anta” e con i crolli (e per fortuna anche le rinascite) che ne conseguono.In una girandola di avventure tragicomiche (ambientate nei luoghi di culto dove ci si immola all’altare del dio bisturi e della dea magrezza) le nostre eroine scopriranno man mano il piacere della solidarietà femminile, convincendosi che è un potentissimo antiage“.

alessandra-appianoAlessandra Appiano ha vinto il premio Bancarella nel 2003 con  Amiche di salvataggio . Da allora sono usciti altri sei romanzi, tra cui Il cerchio…

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Marie Antonazzo in concerto a Spazio Tadini


La mia vita una canzone, domenica 10 giugno ore 18.30 il concerto della cantante Marie Antonazzo alla Casa Museo Spazio Tadini presenta tre brani inediti del suo ultimo lavoro e racconta il suo percorso musicale, che ne scandisce il ritmo della sua vita, ne accompagna i passaggi, ma soprattutto ne sostiene i cambiamenti. (ingresso 5 euro).

La musica metafora delle emozioni e anche strumento di lotta e condivisione per vincere la malattia a cui sopravvive e che la porta a trasformarsi da interprete in autrice. Marie Antonazzo passa dalla musica popolare, appartenuta alla sua terra d’origine, la Puglia, con i ritmi e la musica autoriale di Mario De Leo, alla musica dei chansonnier francesi, lingua d’adozione, per avvicinarsi alla grinta del jazz e della musica elettronica contemporanea che al concerto si propone anche con degli arrangiamenti di Kroserz. Un cerchio che si chiude, ma anche un nuovo inizio qui a Milano, la città dove vive e lavora anche come insegnate di canto.

Il concerto si svolge all’interno della sala espositiva di un artista australiano Ian Kingford Smith, per la prima volta in Italia, il cui lavoro dialoga perfettamente con il senso del concerto. L’unione di segni di varie culture, apposti sulle sue sculture raffiguranti uomini, donne e bambini, rimandano alle diverse musicalità e fasi della vita presentate. Il lavoro artistico di an Kingford Smith sottolinea quanto la ricerca di senso della vita sia nel racconto collettivo, nel linguaggio, nei vari  linguaggi espressivi: la costruzione della storia dell’umanità supera il progetto biologico di riproduzione della specie.

 

I’m a fish concerto jazz a Spazio Tadini


I AM A FISH concerto jazz ospitato presso Casa Museo Spazio Tadini ore 21 – ingresso 5 euro. venerdì 1 giugno

Marco Carboni – Chitarra/Composizioni
Lorenzo Blardone – Piano
Gianluca Zanello – Sax alto
Andrea Bruzzone – Batteria
Stefano Dallaporta – Contrabbasso

Il quintetto propone un repertorio originale fortemente influenzato dal jazz contemporaneo newyorkese e dall’esplorazione sonora caratteristica della scena musicale nord europea. Il potenziale espressivo del gruppo è duplice poichè si presenta in formazione acustica ed elettrica sostituendo il piano con il Fender Rhodes ed il contrabbasso con il basso elettrico. Ad oggi la band ha all’attivo un disco registrato nel Dicembre 2017 presso l’Orlando Music Studio di Milano.

Omaggio alla meraviglia di Luigi Alloni


La mostra fotografica di Luigi Alloni alla Casa Museo Spazio Tadini dal 8 giugno all’8 luglio rende omaggio alla meraviglia del mondo che svela un modo di guardare del quotidiano che esalta colori e forme. Apertura 8 giugno alle ore 18.30. Mostra a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise. La mostra è inserita nel Photofestival e nel Photoweek e Luigi Alloni è parte di PhotoMilano.

 

dall’8 giugno all’8 luglio dalle Casa Museo Spazio Tadini

Il testo di una famosa canzone di Domenico Modugno  e Riccardo Pazzaglia recita: “Tu dici non ho niente, ti sembra niente il sole! La vita, l’amore…meraviglioso….”.

La fotografia di Luigi Alloni è la presentazione del “meraviglioso”, il risultato di una ricerca emozionale. E’  la testimonianza dell’esistenza del bello, non quello della maestria dell’artefatto, ma quello portato dalla luce che permette al nostro sguardo di cadere sulle cose del mondo e non limitarsi a vederle, ma di arrivare a contemplarle.

Alloni è un professionista delle geometrie e della luce. L’insieme di questi due elementi raggiungono una perfezione armonica nelle sue fotografie tanto da rappresentare con uguale intensità emotiva sia una cappella affrescata, quanto un paesaggio di lavanda. Non è un caso che nella sua ricerca fotografica trovino un posto importante gli scatti sulle scale, emblemi geometrici della sezione aurea – poi espressa in numeri da Leonardo Fibonacci – ovvero di quella forma armonica ricorrente in natura rivelatasi poi essere riprodotta nelle più celebri opere architettoniche ed artistiche della storia.

Luigi Alloni ha una straordinaria capacità di cogliere questi rapporti armonici, ma sarebbe troppo poco se non ci fosse, nelle sue fotografie, uno studio accurato della luce. La maestria tra diaframma, tempi e fuoco fa sì che si posi sulle cose come un canto sulla musica. La struttura matematica si traduce in un’emozione che passa attraverso le corde dello sguardo grazie alla macchina fotografica che ne costituisce il mezzo. Grazie alla sua luce, osservando le sue fotografie, arriva un colore, un’atmosfera e una suggestione quasi onirica del mondo, che lo trascende fino a trasformarsi in “una cosa meravigliosa”.

La meraviglia è un’emozione che ha a che fare con il “mirare” ovvero con l’osservare con attenzione, ma anche con il sentimento dello stupore che nasce o dalla scoperta di una cosa sconosciuta o da un nuovo modo di manifestarsi di ciò che già conosciamo.  Alloni dice del su lavoro: “Io fotografo ciò che mi “colpisce”, ciò che mi interessa dal punto di vista progettuale, ciò che mi emoziona”. Si vede. Ma non è da tutti saper comunicare e condividere questa emozione e  la fotografia è il suo linguaggio privilegiato.

La mostra raccogliere pertanto una serie di scatti esemplari, capaci di far emergere la meraviglia che ci circonda o perchè si tratta di luoghi lontani, o perché ci svela in modo nuovo ciò che ci appare tutti i giorni: a volte basta lo sguardo giusto per far sembrare magico ciò che ci lascia indifferente.

Melina Scalise