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Crisi economica? Gli artisti del Nord e quelli del Sud si incontrano a Spazio Tadini per unire le forze e sostenere arte e cultura


Saranno 12 gli artisti del Sud che, grazie alla collaborazione tra Spazio Tadini e Spazioinstabile, saranno in mostra a Milano con IL DOGMA DEL DEBITO, per tenere viva l’importanza della cultura e dell’arte nello scenario del cambiamento economico, politico e culturale che stiamo vivendo. La mostra, dal 21 settembre al 12 ottobre,  il giorno dell’inaugurazione vivrà un momento cerimoniale in cui gli artisti del Nord e quelli del Sud si scambieranno dei Soldi D’artista come gesto simbolico di unione contro la crisi e di volontà di mantenere viva l’arte e la cultura in base alla Carta dei Soldi D’artista.

 

ARTISTI:

Arturo Barbante: Nasce nel 1944 a Vittoria, dove ha insegnato fino al 2001 Disegno e Storia dell’Arte, contribuendo significativamente alla vita culturale della città in cui ancor oggi vive.  Una forte vocazione pittorica, corroborata da un lungo e intenso itinerario d’artista e di studioso, per giungere alla padronanza della forma e del colore…

Ezio Cicciarella: Nato a Vittoria nel 1976, dopo varie esperienze decide di votarsi interamente alla scultura, come costretto da una fatale predestinazione.  L’attitudine per la pietra e l’arnese, l’intimo rapporto con la materia, un’innata vocazione per l’arte, intesa come libertà e costrizione, istinto e consapevolezza…

Gabriela Costache: Nata a Bucarest nel 1974, fin da giovanissima inizia ad amare tutto ciò che è arte, e dopo gli studi si trasferisce in Italia, nel 1996. Attualmente vive e lavora a Scicli.  Una stringente necessità di comunicare tramite la pittura, un percorso di ricerca silenzioso ed appartato per soddisfare la propria intima esigenza di espressione…

Salvatore Difranco: Nasce nel 1988 a Comiso, dove vive e lavora. Fin da giovanissimo ha manifestato una forte propensione per il disegno, ed attualmente studia Belle Arti a Ragusa.  Delicatezza, costanza, sensibilità…Il cuore e la mano di un giovane artista che ha raggiunto una grande qualità formale…

Mariagrazia Galesi: E’ nata nel 1988 a Scicli, dove attualmente vive e lavora, dopo aver studiato Belle Arti a Ragusa.  Artista visiva che si esprime elaborando linguaggi e materiali innovativi, realizzando installazioni, scenografie, progetti grafici…

Graziella Gangi: Nasce a Torino nel 1979, e dopo aver studiato Belle Arti a Firenze vive e lavora oggi in Sicilia, dove insegna pittura presso l’Accademia di Ragusa.  Cercare l’identità di ogni Corpo dipinto, la sua integrità, consapevolezza, recettività… Una ricerca incessante che coinvolge tutti i sensi, come una sorta di preghiera o meditazione…

Francesco Iacono: Nasce nel 1956 a Vittoria, dove ancor oggi vive e lavora. Coltiva fin da piccolo la passione per l’arte, spesso privilegiando nelle sue opere tematiche sociali e culturali.  Pacatezza e riserbo, ma anche denuncia, indignazione… E ancora…luce, contemplazione, energia di colori, densità e rarefazione…

Michele Nigro: Nasce nel 1975 a Vittoria dove attualmente vive e lavora. L’inclinazione per l’arte lo conduce ben presto a intraprendere la ricerca di un autonomo linguaggio creativo, al di là di ogni riconoscimento ufficiale.  Una fede assoluta nell’arte, la necessità di esprimersi coi segni ed il colore, per dare voce al proprio ricchissimo mondo interiore…

Irina Ojovan: Nata in Moldavia nel 1988, ha studiato Belle Arti prima a Torino e poi a Roma, dove attualmente vive e lavora.  Gli scenari naturali sono assunti come spazio dei valori, etici ed estetici, come donazione di senso e stimoli spirituali…

Catalin Pislaru: Nato in Moldavia nel 1988, dipinge dall’età di 7 anni ed ha studiato belle arti a Roma, dove attualmente vive e lavora.  Le sue opere sono legate alla musica, ai suoni, a un ideale spartito che egli tenta di rappresentare tramite i colori…Accostare la musica al colore, in un inquieto, travagliato processo di costruzione, cancellazione e sovrapposizioni…

Cetty Previtera: Nasce in Svizzera nel 1976, ma ritorna presto alle proprie radici in Sicilia, a Zafferana, dove cresce ed ancor oggi vive. Terminata l’Università, approfondisce lo studio della pittura ad olio, da sempre coltivata per passione.  Una ricerca pittorica connotata da un forte senso del colore, grumi vibranti di materia, densi impasti cromatici…

Giovanni Robustelli: Nato a Vittoria nel 1980, ha studiato Beni Culturali e Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Genova. Vive e lavora oggi nella sua città natale.  Non espressione o rappresentazione, non sentimento od emozioni, bensì il metodo, il ritmo, l’astrazione… Insieme alla maestria del segno, la classe e un innato talento…

SOLDI D’ARTISTA –


Dal 6 dicembre al 21 gennaio

Spazio Tadini, via Jommelli, 24 – Milano

Un insieme di artisti conia nuove monete e banconote per restituire al denaro il valore originario di strumento e risultato del lavoro creativo dell’uomo. Un’iniziativa che coinvolge le realtà culturali del territorio per sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore della cultura, dell’arte, della danza, del teatro e della musica che oggi vivono una crisi del settore senza precedenti. Il ricavato della vendita dei soldi coniati dagli artisti è destinato a sostenere i progetti culturali degli aderenti all’iniziativa.

Mentre a New York gli artisti scendono in piazza per la manifestazione Occupy Waal Street e oggi centinaia di italiani, in particolare giovani, sfilano nelle piazze romane come Indignados, un gruppo di artisti pone l’accento sul valore dei soldi e della cultura.

Dal 6 dicembre al 21 gennaio Spazio Tadini esporrà monete e banconote coniate da artisti. Durante l’esposizione produrrà multipli dalle matrici trasformando l’associazione in una “zecca” dove il valore dei soldi è dato solo ed esclusivamente dal lavoro creativo dell’artista/uomo.

I tagli pubblici alla cultura e la ridotta capacità d’acquisto delle famiglie gettano in sofferenza il settore artistico. Il risultato è un impoverimento anche di “ricette anticrisi” che inficiano l’umore delle persone, la loro capacità di trovare soluzioni creative, di sognare, di ideare. La mostra “Soldi” non urla nelle piazze, né vuole avvicinarsi alla volgarità sociale catturata da Cattelan e fatta monumento in Piazza Affari, ma semplicemente invogliare le persone ad attribuire un valore alla creatività, alle idee, alle persone, prima ancora che ai soldi. Il ricavato di vendite e offerte ricevute per i Soldi d’artista è un gesto di recupero del valore umano nel processo di produzione e un piccolo contributo/aiuto al mondo dell’arte e della cultura.

I teatri, le associazioni culturali e gli artisti interessati a partecipare potranno trovare contatti e informazioni su www.spaziotadini.it.

CHI ADERISCE ALL’EVENTO ARTISTICO CONDIVIDE LA

Carta dei soldi d’artista

Il crollo delle borse del ‘29 segnò il primo capitolo nero della storia economica mondiale. Fu definito: la grande depressione. Dovrebbe far riflettere a tutti questa definizione perché sottolineò la stretta relazione tra denaro e individuo: a una crisi economica corrispondeva uno stato d’animo che, in psichiatria, è una malattia.

Oggi, a distanza di tanti anni, questa malattia sociale colpisce di nuovo tutti. Le borse crollano e noi ci affliggiamo, perdiamo prospettive, ci chiudiamo in noi stessi, abbiamo paura, ci sentiamo vittime di un sistema contro il quale ci sembra di non poter fare nulla e ci sentiamo privi di forza, come rassegnati all’inevitabile.

In sintesi: perdiamo soldi o non abbiamo soldi e ci sentiamo tristi e svalutati, senza un posto nel mondo. Attraverso il denaro leggiamo la misura del nostro valore sociale e misuriamo il nostro successo.

Tanto più una società è depressa, tanto più svaluta le potenzialità dell’individuo e non lo aiuta a reagire, ideare, sognare, generare, creare. In pratica si verifica il fenomeno a cui oggi assistiamo: una forte crisi di denaro corrisponde a una forte crisi di ideali e a una diminuzione degli investimenti sull’uomo. Si resta catturati dal teatrino del mercato borsistico dove, con accanimento, si osserva il denaro come una sorta di alter ego dal quale si dipende, mentre si perde la percezione di noi stessi quali creatori di valore.

La mostra che noi di Spazio Tadini abbiamo organizzato ha l’ambizione di cercare di riportare l’attenzione sull’uomo: il vero protagonista della “crisi”. Una società che non investe più in cultura, arte, teatro, danza, musica, letteratura, educazione, ricerca, non può generare nuovo valore, non può trovare idee innovative capaci di disegnare nuovi futuri possibili. Bisogna cercare di distogliere lo sguardo dai grafici di Wall Street, bisogna uscire dalla volgarità sociale catturata da Cattelan e fatta monumento in Piazza Affari. L’invito di “Soldi d’artista” è quello di far uscire l’uomo dalla depressione e stimolarlo a ricominciare a osservare un quadro, leggere un romanzo, seguire uno spettacolo teatrale in uno spazio di periferia, sollevare lo sguardo da terra insieme all’elevazione di un danzatore, ascoltare un brano musicale e lasciare che tutto ciò lo trasporti al piacere di sentirsi vivo e produttivo. I soldi siamo noi. Noi siamo l’unico titolo azionario su cui dobbiamo investire per ricominciare a produrre denaro e migliorare la qualità della nostra vita, l’unico con il quale non funzionano menzogne e speculazioni.

In “Soldi d’artista” un gruppo di artisti di conia nuove monete e banconote da vendere. Ad ognuno è data libertà espressiva, l’importante è che il lavoro non sia intelaiato e assolvi alla funzione di trasportabilità proprio della moneta. Pertanto può essere in carta o tela, in ceramica o metallo. Saranno prodotte matrici e multipli trasformando Spazio Tadini in una sorta di “zecca” e i lavori si potranno acquistare anche senza usare denaro, ma con un semplice baratto concordato con l’artista. Il ricavato sarà devoluto a sostegno della cultura ovvero in parte agli artisti autori delle opere, in parte all’associazione culturale non profit Spazio Tadini che destinerà i proventi per altri eventi artistici (danza, musica, teatro o altro ancora), in parte a tutte le altre realtà culturali del territorio che aderiranno all’iniziativa.

PER RICHIEDERE LE SPECIFICHE TECNICHE E LE MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE INVIARE UN CURRICULUM O IL LINK AL PROPRIO SITO A Melina Scalise- ms@spaziotadini.it

SPECIFICHE TECNICHE PER LA PARTECIPAZIONE

SI PRECISA CHE LA PARTECIPAZIONE CHIEDE, AGLI ARTISTI NUOVI O CHE NON HANNO RINNOVATO IL CONTRIBUTO ANNUALE LA TESSERA DI 12 EURO.

Tutti gli interessati a partecipare all’iniziativa o ad ospitare l’iniziativa (teatri, negozi, cinema, scuole, etc..)

Posso chiedere indicazioni ulteriori  a: ms@spaziotadini.it – SI PRECISA CHE LA PARTECIPAZIONE CHIEDE, AGLI ARTISTI NUOVI O CHE NON HANNO RINNOVATO IL CONTRIBUTO ANNUALE LA TESSERA DI 12 EURO.

SPECIFICHE TECNICHE PER GLI ARTISTI E CONDIZIONI

  Gli artisti interessati ad aderire all’iniziativa devono riconoscersi nella carta dei “Soldi artista”   e, a loro volta, sostenitori delle iniziative culturali di Spazio Tadini.

Non si tratta di una mostra tradizionale, ma di un evento d’arte che vuole ridare voce al comparto artistico e culturale di questo Paese che è in forte sofferenza.

I lavori da produrre possono essere su carta o tela, nel caso in cui si tratti di banconote, di plastica, legno, metallo o altro materiale, nel caso in cui si tratti di monete. Le dimensioni sono libere, l’importante è che siano facilmente trasportabili così come lo sono i soldi, quindi nessun opera deve essere intelaiata o particolarmente pesante. Gli artisti devono concepire i lavori come matrici di multipli da produrre in sede (anche con semplice fotocopiatura) o da portare già in multiplo. L’obiettivo è distinguere il costo della matrice dal multiplo e così permettere, anche a modica spesa, l’acquisto del soldo d’artista.

Il ricavato sarà distribuito in modo equo tra l’artista e Spazio Tadini a sostegno delle attività culturali. Nel caso in cui i soldi vengano venduti in sede diversa, 2/4 del ricavato sarà devoluto a favore delle iniziative culturali scelte da chi ospita. Ciò che conta, non è ricavare molto, ma avvicinare il pubblico all’arte e ai problemi di sopravvivenza di chi lavora in ambito culturale. Questo è il primo beneficio importante per intravvedere prospettive di sviluppo.

Il soggetto sulle banconote è libero.