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NONSOLOMOSTRE: Il cabaret degli artisti torna a Spazio Tadini domenica 30 novembre 2014


hero-oz3Lo sciopero dei mezzi pubblici, le manifestazioni in piazza e la pioggia del giorno in cui avevamo fissato il cabaret degli artisti venerdì 14 ci ha costretto a rimandare la serata a Domenica 30. Gli artisti inscritti potranno ritornare con i loro lavori e dei nuovi potranno aggiungersi secondo le consuete modalità. Il Cabaret degli artisti è un’occasione per far conoscere il proprio lavoro, per essere votati dal pubblico e avere un’esposizione a Spazio Tadini, ma soprattutto è un’opportunità di conoscenza, convivialità e piacere tra arte, cultura e…..

Vi aspettiamo numerosi dunque per iscriversi inviare o alla curatrice Caterina Seri sericate@icloud.com o a Melina Scalise ms@spaziotadini.it.

SCRIVE Francesco Tadini:

“Ero presente con i miei dodici figli quando Tzara pronunciò per la prima volta questa parola che ha destato in tutti noi un entusiasmo legittimo. Ciò accadeva al caffè Terrasse di Zurigo mentre portavo una brioche alla narice sinistra.” (Georges Ribemont-Dessaignes)

Immaginatevi nella rarefatta atmosfera di una mostra in un luogo completamente sterile dove il mercante parla dell’opera x dell’artista y lasciandovi intuire che, pur non comprendendo nulla d’arte contemporanea, state per diventare proprietari di qualcosa che alzerà il tono del vostro salotto…

Dimenticavi, ora, il terribile selfie e proiettatevi in una festa rumorosa e affollata – aperta fino a tardi – dove alcune opere issate su un cavalletto altissimo assumono anche il volto – e la voce – degli ideatori. Pane e salame e musica e arte. Anche qualche strizzata d’occhio. Il luogo ideale per conoscere gli artisti e i loro seguaci.

Regole del gioco? Divertirsi a votare gli imbonitori: gli artisti in carne e ossa che, da un pulpito elevato, parleranno (5 minuti di cronometro a testa) delle proprie mercanzie decantandone qualità e prezzo. L’elevazione del pulpito (dal latino pulpitum: impalcatura, piattaforma) permetterà a voi di osservare e commentare anche il minimo tic facciale – smascherando ogni enfasi ciarlatana o apprezzando la genuinità del verbo e delle intenzioni.

Dopo l’inesorabile successo della prima edizione di Cabaret degli Artisti, Caterina Seri, Melina Scalise e Francesco Tadini ripropongono in versione aumentata la serata dedicata alla scoperta dei nuovi nuovi, emergenti, emersi… Arte senza rete per una giuria popolare. Le prime tre opere classificate saranno esposte per una settimana presso Spazio Tadini.

Agli artisti si chiede la disponibilità di confrontarsi con il pubblico, vincere indugi ed eventuali timidezze e desiderio di contribuire a un dialogo sull’arte contemporanea che sia anche frutto del confronto con gli altri artisti.

Costo d’iscrizione al Cabaret degli Artisti? 1- Offrire “generi di conforto” al pubblico, dall’acqua al pane, dal vino al salame, perché i visitatori della serata saranno i loro ospiti da coccolare e da affascinare. 2 – Obbligo di tessera annuale dell’associazione culturale Spazio Tadini (12 Euro).

 

SOLDI D’ARTISTA –


Dal 6 dicembre al 21 gennaio

Spazio Tadini, via Jommelli, 24 – Milano

Un insieme di artisti conia nuove monete e banconote per restituire al denaro il valore originario di strumento e risultato del lavoro creativo dell’uomo. Un’iniziativa che coinvolge le realtà culturali del territorio per sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore della cultura, dell’arte, della danza, del teatro e della musica che oggi vivono una crisi del settore senza precedenti. Il ricavato della vendita dei soldi coniati dagli artisti è destinato a sostenere i progetti culturali degli aderenti all’iniziativa.

Mentre a New York gli artisti scendono in piazza per la manifestazione Occupy Waal Street e oggi centinaia di italiani, in particolare giovani, sfilano nelle piazze romane come Indignados, un gruppo di artisti pone l’accento sul valore dei soldi e della cultura.

Dal 6 dicembre al 21 gennaio Spazio Tadini esporrà monete e banconote coniate da artisti. Durante l’esposizione produrrà multipli dalle matrici trasformando l’associazione in una “zecca” dove il valore dei soldi è dato solo ed esclusivamente dal lavoro creativo dell’artista/uomo.

I tagli pubblici alla cultura e la ridotta capacità d’acquisto delle famiglie gettano in sofferenza il settore artistico. Il risultato è un impoverimento anche di “ricette anticrisi” che inficiano l’umore delle persone, la loro capacità di trovare soluzioni creative, di sognare, di ideare. La mostra “Soldi” non urla nelle piazze, né vuole avvicinarsi alla volgarità sociale catturata da Cattelan e fatta monumento in Piazza Affari, ma semplicemente invogliare le persone ad attribuire un valore alla creatività, alle idee, alle persone, prima ancora che ai soldi. Il ricavato di vendite e offerte ricevute per i Soldi d’artista è un gesto di recupero del valore umano nel processo di produzione e un piccolo contributo/aiuto al mondo dell’arte e della cultura.

I teatri, le associazioni culturali e gli artisti interessati a partecipare potranno trovare contatti e informazioni su www.spaziotadini.it.

CHI ADERISCE ALL’EVENTO ARTISTICO CONDIVIDE LA

Carta dei soldi d’artista

Il crollo delle borse del ‘29 segnò il primo capitolo nero della storia economica mondiale. Fu definito: la grande depressione. Dovrebbe far riflettere a tutti questa definizione perché sottolineò la stretta relazione tra denaro e individuo: a una crisi economica corrispondeva uno stato d’animo che, in psichiatria, è una malattia.

Oggi, a distanza di tanti anni, questa malattia sociale colpisce di nuovo tutti. Le borse crollano e noi ci affliggiamo, perdiamo prospettive, ci chiudiamo in noi stessi, abbiamo paura, ci sentiamo vittime di un sistema contro il quale ci sembra di non poter fare nulla e ci sentiamo privi di forza, come rassegnati all’inevitabile.

In sintesi: perdiamo soldi o non abbiamo soldi e ci sentiamo tristi e svalutati, senza un posto nel mondo. Attraverso il denaro leggiamo la misura del nostro valore sociale e misuriamo il nostro successo.

Tanto più una società è depressa, tanto più svaluta le potenzialità dell’individuo e non lo aiuta a reagire, ideare, sognare, generare, creare. In pratica si verifica il fenomeno a cui oggi assistiamo: una forte crisi di denaro corrisponde a una forte crisi di ideali e a una diminuzione degli investimenti sull’uomo. Si resta catturati dal teatrino del mercato borsistico dove, con accanimento, si osserva il denaro come una sorta di alter ego dal quale si dipende, mentre si perde la percezione di noi stessi quali creatori di valore.

La mostra che noi di Spazio Tadini abbiamo organizzato ha l’ambizione di cercare di riportare l’attenzione sull’uomo: il vero protagonista della “crisi”. Una società che non investe più in cultura, arte, teatro, danza, musica, letteratura, educazione, ricerca, non può generare nuovo valore, non può trovare idee innovative capaci di disegnare nuovi futuri possibili. Bisogna cercare di distogliere lo sguardo dai grafici di Wall Street, bisogna uscire dalla volgarità sociale catturata da Cattelan e fatta monumento in Piazza Affari. L’invito di “Soldi d’artista” è quello di far uscire l’uomo dalla depressione e stimolarlo a ricominciare a osservare un quadro, leggere un romanzo, seguire uno spettacolo teatrale in uno spazio di periferia, sollevare lo sguardo da terra insieme all’elevazione di un danzatore, ascoltare un brano musicale e lasciare che tutto ciò lo trasporti al piacere di sentirsi vivo e produttivo. I soldi siamo noi. Noi siamo l’unico titolo azionario su cui dobbiamo investire per ricominciare a produrre denaro e migliorare la qualità della nostra vita, l’unico con il quale non funzionano menzogne e speculazioni.

In “Soldi d’artista” un gruppo di artisti di conia nuove monete e banconote da vendere. Ad ognuno è data libertà espressiva, l’importante è che il lavoro non sia intelaiato e assolvi alla funzione di trasportabilità proprio della moneta. Pertanto può essere in carta o tela, in ceramica o metallo. Saranno prodotte matrici e multipli trasformando Spazio Tadini in una sorta di “zecca” e i lavori si potranno acquistare anche senza usare denaro, ma con un semplice baratto concordato con l’artista. Il ricavato sarà devoluto a sostegno della cultura ovvero in parte agli artisti autori delle opere, in parte all’associazione culturale non profit Spazio Tadini che destinerà i proventi per altri eventi artistici (danza, musica, teatro o altro ancora), in parte a tutte le altre realtà culturali del territorio che aderiranno all’iniziativa.

PER RICHIEDERE LE SPECIFICHE TECNICHE E LE MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE INVIARE UN CURRICULUM O IL LINK AL PROPRIO SITO A Melina Scalise- ms@spaziotadini.it

SPECIFICHE TECNICHE PER LA PARTECIPAZIONE

SI PRECISA CHE LA PARTECIPAZIONE CHIEDE, AGLI ARTISTI NUOVI O CHE NON HANNO RINNOVATO IL CONTRIBUTO ANNUALE LA TESSERA DI 12 EURO.

Tutti gli interessati a partecipare all’iniziativa o ad ospitare l’iniziativa (teatri, negozi, cinema, scuole, etc..)

Posso chiedere indicazioni ulteriori  a: ms@spaziotadini.it – SI PRECISA CHE LA PARTECIPAZIONE CHIEDE, AGLI ARTISTI NUOVI O CHE NON HANNO RINNOVATO IL CONTRIBUTO ANNUALE LA TESSERA DI 12 EURO.

SPECIFICHE TECNICHE PER GLI ARTISTI E CONDIZIONI

  Gli artisti interessati ad aderire all’iniziativa devono riconoscersi nella carta dei “Soldi artista”   e, a loro volta, sostenitori delle iniziative culturali di Spazio Tadini.

Non si tratta di una mostra tradizionale, ma di un evento d’arte che vuole ridare voce al comparto artistico e culturale di questo Paese che è in forte sofferenza.

I lavori da produrre possono essere su carta o tela, nel caso in cui si tratti di banconote, di plastica, legno, metallo o altro materiale, nel caso in cui si tratti di monete. Le dimensioni sono libere, l’importante è che siano facilmente trasportabili così come lo sono i soldi, quindi nessun opera deve essere intelaiata o particolarmente pesante. Gli artisti devono concepire i lavori come matrici di multipli da produrre in sede (anche con semplice fotocopiatura) o da portare già in multiplo. L’obiettivo è distinguere il costo della matrice dal multiplo e così permettere, anche a modica spesa, l’acquisto del soldo d’artista.

Il ricavato sarà distribuito in modo equo tra l’artista e Spazio Tadini a sostegno delle attività culturali. Nel caso in cui i soldi vengano venduti in sede diversa, 2/4 del ricavato sarà devoluto a favore delle iniziative culturali scelte da chi ospita. Ciò che conta, non è ricavare molto, ma avvicinare il pubblico all’arte e ai problemi di sopravvivenza di chi lavora in ambito culturale. Questo è il primo beneficio importante per intravvedere prospettive di sviluppo.

Il soggetto sulle banconote è libero.