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Aeroporto di Malpensa e arte con Spazio Tadini: Fernando De Filippi e Alessandro Docci in mostra


Per i vacanzieri e non solo, la società Sea ha organizzato, in collaborazione con l’associazione culturale Spazio Tadini di Milano due nuove esposizioni d’arte presso le sale Lounge dell’aeroporto internazionale: la sala Pergolesi e la Monteverdi. Questa volta a testimoniare l’arte del Belpaese sono due artisti milanesi: Fernando De Filippi e Alessandro Docci. Dopo il successo di pubblico della mostra di Rodolfo Guzzoni, Goffredo Radicati di Primeglio e Giuseppe Farina, appena concluse, accoglieranno nelle sale i passeggeri estivi le tele con palme multicolore di Fernando De Filippi e le visioni aeree delle città d’Italia interpretate dalla fantasia di Alessandro Docci.

La collaborazione tra Spazio Tadini e Club Sea nasce nel 2010 con la finalità di promuovere la creatività e l’arte soprattutto Made in Italy. Da allora hanno Spazio Tadini ha esposto 25 artisti (Mario De Leo, Emilio Tadini, Francesco Faravelli, Maria Mulas, Lucio Perna, Paolo Basevi, Lucio Perna, Silvia Battisti, Francesca Magro, Dominguez, Gianfranco Testagrossa, Gabriele Poli, Lorenzo Piemonti, Giovanna Pesenti, Dario Zaffaroni, Giordano Morganti, Paolo Valle, Lazzaro Fornoni, Giorgio Ulivi, Giampaolo Osele, Goffredo Radicati, Giuseppe Farina, Rodolfo Guzzoni tutti visibili con i loro lavori sul sito: www.spaziotadiniatmalpensa.wordpress.com). Lo scalo internazionale dell’aeroporto di Malpensa ogni giorno vede transitare migliaia di passeggeri. Nelle sale Vip del Club Sea i clienti possono godere non solo di una pausa durante il viaggio in un ambiente confortevole, ma anche cogliere l’occasione per conoscere alcuni artisti che vivono nel nostro Paese. Le sale in cui si espone sono attualmente tre: sala Pergolesi, sala Monteverdi, sala Montale. Nasce così l’idea di avviare una collaborazione con l’associazione culturale Spazio Tadini che non è una galleria, ma un luogo di promozione e diffusione delle arti. Presso la sua sede, infatti, in via Jommelli, 24 a Milano, a pochi minuti da Piazzale Loreto, è possibile visitare mostre, vedere spettacoli teatrali, di danza, ascoltare concerti, ma anche seguire dibattiti culturali e seguire workshop e rassegne. Per conoscere le iniziative in corso basta cliccare sul blog di Spazio Tadini.

Fernando De Filippi – Sala Pergolesi

La sala Pergolesi dell’aeroporto che accoglie le opere dell’artista milanese Fernando De Filippi propone una selezione rappresentativa dei lavori realizzati negli ultimi anni. I cicli rappresentati sono: Vento che parli con voce leggera di foglie, Paesaggi tropicaliI quattro elementi, Mithos, Cuba Cuba.

De Filippi non ha mai abbandonato nel tempo il suo gusto per il disegno, per un figurativo che spazia dal racconto della storia, come l’impegno politico e i riferimenti al mito, fino all’esaltazione della natura che si manifesta nella ricerca quasi maniacale del dettaglio. I colori accessi, la vivacità e la ricchezza di espressione hanno sempre contraddistinto il lavoro di De Filippi.

L’artista,  nato a Lecce nel 1940, espone dalla fine degli anni 50, ha insegnato all’accademia di Brera di cui ne è diventato direttore, ha partecipato ad importanti mostre nazionali e internazionali.

 

Alessandro Docci- Sala Monteverdi

Sono esposte una serie di tele che raffigurano diverse città italiane riprese dall’alto, per ognuna delle quali l’artista ha individuato una forma animale. Un lavoro singolare che suscita curiosità e che non poteva trovare collocazione espositiva più idonea che in un aeroporto dal momento che Alessandro Docci ha lavorato su immagini aeree.

Egli ripensa al contesto urbano in chiave ludica e creativa cercando e trovando nell’assetto urbanistico di alcune città una visione immaginaria che restituisce all’abitare umano un riferimento con il mondo animale. La città, nonostante l’apparente lontananza dall’ambiente naturale, assume sembianze che non si discostano da ciò che si conosce in natura. Docci, forte di questa intuizione si trasforma in un cacciatore e, come nelle favole, trova, nella planimetria di ciascuna città, un animale imprigionato per la sua “tavola” in ogni città. Così nella planimetria aerea di Milano scopriamo un’aquila, in quella di Roma una lupa, in quella di Cagliari un passero, in quella di Firenze una cavalletta, in quella di Campobasso un Capriolo e così via.

Alessandro Docci è nato a Desio (MB) nel 1951. Dal 1990 si dedica interamente alla pittura, imponendo il suo talento innovativo e visionario capace di cogliere, nelle piccole cose di ogni giorno, impressioni ricche di inattese sfumature. Ha esposto in musei, strutture pubbliche e conta diverse esposizioni personali e partecipazioni collettive in Italia e all’estero.

INDIAN PATTERN: MOSTRA DI LAURA ZENI – giovedì 21 febbraio 2013- Spazio Tadini


Trittico di Laura Zeni alla mostra Indian Pattern a Spazio Tadini
Trittico di Laura Zeni alla mostra Indian Pattern a Spazio Tadini

Inaugurazione mostra dalle ore 18 alle 21  e

presentazione libro “Laura Zeni. Illuminazioni” edito Skira

A CURA DI FORTUNATO D’AMICO

Giovedì 21 febbraio alle ore 18.00 inaugura presso lo Spazio Tadini di Milano la mostra   personale Laura Zeni. Indian pattern a cura di Fortunato D’Amico.  L’esposizione delinea la cifra artistica di Laura Zeni tramite diverse opere, principalmente su carta e su tela, fra cui numerosi inediti ed alcuni lavori creati specificatamente per l’occasione come i dittici e i trittici di medie e grandi dimensioni. Ne nasce un percorso interessante in cui spiccano le tipiche teste con i relativi pensieri, i corpi in costante movimento e le forme stilizzate composte da elementi geometrici che si ripetono e si intrecciano in composizioni molto fitte.   L’accuratezza del dettaglio e le superfici equilibrate, si accompagnano in una alternanza di pieni e  di vuoti, richiamando le texture di alcuni tessuti ed in particolare i pattern indiani, sia per i lavori in cui si accostano colori accesi sia per le opere calibrate sui toni dei grigi.  La creatività delle opere di Laura Zeni corre sul filo di schemi immateriali che diventano linee concrete, dai quali prendono forma i suoi concetti e la sua espressione artistica. Infatti un riferimento costante del percorso di Laura Zeni è l’attenzione alle aree spirituali, colme di storia e di tradizioni. La sua ricerca si rifà a matrici ancestrali, antiche, che incontrano il  mondo contemporaneo, dando vita a creazioni in sintonia con la realtà attuale, e con nuove forme compositive, legate alla sensibilità di ognuno di noi. Proprio a questa sensibilità fanno riferimento le opere che ritraggono: le teste – il luogo dove nascono i pensieri e le emozioni –  e i corpi – espressione di noi stessi e del divenire.  In occasione dell’inaugurazione verrà presentato il libro “Laura Zeni. Illuminazioni” edito da SKIRA.

 

Note biografiche

Laura Zeni nasce a Milano nel 1962. Frequenta l’Accademia di Brera sotto la guida di Saverio Terruso e Raffaele De Grada. Terminati gli studi, lavora per un breve periodo alla De Agostini e presso alcune aziende come disegnatrice.

Dagli anni ’80 a oggi, partecipa a diverse mostre di pittura e fiere in varie città quali Milano, Lodi, Pompei, Amalfi e Venezia.

Parallelamente alle opere pittoriche, Laura Zeni negli anni ’90, inizia a creare libri d’artista, gioielli e complementi d’arredo. Nel gennaio 2007 partecipa, ospite del gruppo di RistorArte, al Macef dove viene conosciuta e apprezzata per l’originalità delle sue creazioni. Con il team di RistorArte realizza, inoltre, nell’ottobre 2007 il libro d’artista dal titolo “Il mondo di Will”, presentato a Milano. In aprile 2008 è al Fuori Salone del Mobile” con Jannelli & Volpi, con cui instaura una splendida collaborazione tuttora in corso. Nel 2010 esce per Italia Press Edizioni il libro “Un cuore a quattro zampe”, presentato al Circolo della Stampa. A settembre 2012 in occasione della fiera White inaugura la personale “Laura Zeni. Illuminazioni” a cura di Fortunato D’Amico, alla MyOwnGallery di Superstudiopiù a Milano, con un esaustivo catalogo Skira. A novembre 2012 realizza, presso la storica Sala Colonne della Banca Intermobiliare di Via Meravigli (Milano), la personale “Laura Zeni… che Meraviglia!” a cura di Fortunato D’Amico.

LEGAMI: MOSTRA DI ISA LOCATELLI inaugurazione giovedì 21 febbraio 2013 – Spazio Tadini


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ISa Locatelli- Caos-separazione-tecnica-su-juta-app-su-tela60x120- 2003- Spazio Tadini

 

21 febbraio (ore 18)  – 12 marzo 2013

Inaugurazione: giovedì 21 febbraio, ore 18

Isa Locatelli è un’esploratrice del linguaggio delle cose. Sulle sue tele l’assemblaggio e la composizione dei materiali si mescola alla ricerca pittorica per dare a chi guarda un dimensione nuova delle cose e del loro significato. Come Burri usava materiali poveri per raccontare e per evocare alla memoria storie vissute, Isa Locatelli, usa le cose anche per evidenziare le relazioni tra di esse. L’artista trasferisce su un pennello o un sacco, su una sagoma o una forma, su un pezzo di iuta o una rete, su un legno o un fil di ferro tutta le potenzialità espressive dell’individuo. I titoli dei suoi lavori parlano di incontri, di sguardi che si scambiano, di coppie che si trovano, di luoghi di riflessione o semplicemente di accadimento. I suoi assemblaggi di materiali vengono collocati su tele lavorate ad hoc, sia con interventi pittorici, sia, più raramente, con inserti scultorei. Le cose selezionate e composte sulla tela è come se fossero attori su un palcoscenico allestito per lo spettacolo. La visione d’insieme conferisce ad ogni componente dell’opera un ruolo che può esistere solo in presenza delle parti richiamando al rapporto tra di essere: legami.

L’opera L’amour, per esempio, rappresenta una sorta di letto con lenzuola rosse di plastica da cui sbucano due fili di corrente che ricordano due occhi o due figure che si legano. I legami tra gli elementi compositivi sono un tema ricorrente. Spesso sono rappresentati da occhi che si uniscono con un filo, da reti che uniscono forme isolate, da involucri che rappresentano rifugi o luoghi dell’intimità pronti a smascherare emozioni. Questi fili però non hanno nulla a che vedere con quelli mossi da un burattinaio che muove corpi: questi saldano legami, suggellano relazioni. Le linee di Isa Locatelli non partono mai da un fulcro, ma sono sempre segmenti rettilinei o curvi (ved. per esempio Messaggi, Complicità, Girotondo o Plastica). Nel caos della vita, in cui ci riempiamo di tante cose, per l’artista sembra che ci sia sempre un senso che non è dato da un destino precostituito, ma dalle circostanze che possono cambiare improvvisamente le relazioni e i pesi gravitazionali. Il tempo è senz’altro un protagonista di questi cambiamenti, perchè Isa Locatelli spesso impiega materiali usurati e costruisce tessiture o forme che ricordano spartiti musicali. Forse non è un caso che nelle sue opere, per esempio, le sagome ricorrenti che entrano in relazione sono sempre cerchi o sfere, in qualche caso con un corpo costituito da forme allungate simili a vasi o semplici filamenti da sembrare note musicali capovolte (vedasi per esempio i lavori Intrecci o Complicità). In una nota di quattro quarti, è come se ci fosse tutto il pensiero, tutta la pienezza dell’essere. Un intero che si scompone solo quando entra in movimento (vedasi l’opera Inseguimento). E’ solo allora che comincia il ritmo, e nei lavori di Isa scopriamo allora forme spezzettate e ripetute e si moltiplicano i colori. Quando si evidenzia questa molteplicità, i fili delle relazioni sembrano più tesi, più lunghi, come se rischiassero di essere spezzati. Forse l’individuo rischia di perdersi nel caos? Certo è che per Isa la coppia, la relazione a due, che sia l’amore o l’amicizia, è l’unica cosa che restituisce ordine, composizione, pulizia, altrimenti impossibile là dove esiste la presenza degli uomini. E’ come se per l’artista solo l’ambiente naturale permettesse l’equilibrio delle cose in quell’apparente scorrere del caos che altro non è che un rigoroso ed ordinato passaggio attraverso inevitabili  cicli biologici.

di Melina Scalise

 

Breve biografia dell’artista Isa Locatelli

Isa Locatelli al lavoro
Isa Locatelli al lavoro

 

Nata a Milano, si diploma all’Accademia di Belle arti di Brera dopo essersi dedicata per

dieci anni allo studio del pianoforte presso il Conservatorio G. Verdi di Milano.

Allieva di Luciana Manelli, docente dal 1971 all’Accademia, fu allieva di Silvio Consadori e Ugo Vittore Bartolini. La sua passione per l’arte l’ha spinta anche ad aprire uno spazio espositivo e di degustazione del vino, GAV, a Milano dove ha ospitato e supportato diversi artisti contemporanei.

Tra le mostre più significative:

1997 personale Palazzo Comunale di Sarzana ( La Spezia)

1995 collettiva Galleria Bassin a Seattle (Washington),

2002 collettiva studio Art Galeries Dusseldorf

2005 collettiva Sala SS.Filippo e Giacomo-Associazione Arnaldo Da Brescia (Brescia

2007 personale Villa Brasca Mezzago (Milano)

2009 collettiva in Fortezza Firmafede Sarzana (La Spezia)

2009 collettiva I Muri dopo Berlino Spazio Tadini Milano

2010 collettiva in Galleria Emmediarte Milano

2010 collettiva Soldi D’artista Spazio Tadini Milano

2011 Fiera di Forlì e di Bergamo

2012 collettiva in Spazio Heart  Vimercate

2012 ( Milano), personale in Galleria Miniaci Milano.