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francesca magro e mario de leo dialogo a due


Il Comune di Milano ha dedicato il palinsesto del 2020 alle donne e la Casa Museo Spazio Tadini ha deciso di proporre un approfondimento sulla figura femminile nell’arte fino ai giorni nostri. Si parte dal lavoro di Emilio Tadini, con la mostra Parlami di lei tenerAmente forte con riferimenti alla storia dell’arte e alla letteratura fino al 900 e si termina con due artisti contemporanei: Mario di Leo e Francesca Magro con la mostra Parlami di Lei Dialogo a due.

I due autori, presentano una visione del femminile molto particolare sottolineando interrogativi aperti sul maschile e femminile oggi: Mario De Leo lavora sul tema della Figura Amazzonica riflettendo sugli archetipi e Francesca Magro sul corpo e la sua simbologia con la serie di opere Il corpo e la carne.

Mario De Leo, da uomo, rincorre la donna mito, la donna che dialoga con l’Universo e si ammanta di sacralità, mentre Francesca Magro, da donna, parte dal corpo, mette in discussione l’oggetto e soggetto condiviso dagli uomini quanto dalle donne: il corpo femminile, ovvero quel corpo che ognuno di noi ha vissuto, anche solo in parte, nell’arco della sua vita. La donna della Magro è bionica, è una donna di un futuro possibile e la astrae fino all’eccesso aprendo una riflessione anche sulla biotica e il futuro dell’Umanità. L’elemento tecnologico è comune in entrambi, come elemento imprescindibile della contemporaneità. In De Leo si fa suono e musica del cosmo, in Magro si fa sostituto della carne che perde espressione, dialogo e forse futuro.

I testi che accompagnano le presentazioni delle singole mostre spiegano come entrambi questi artisti entrano in dialogo con Emilio Tadini e con i maestri dell’arte che li hanno preceduti.

Mario De Leo Figura Amazzonica

Tratto dal testo di Melina Scalise Figura Amazzonica

La figura amazzonica è uno dei primi cicli pittorici in cui l’artista Mario De Leo sperimenta l’uso di frammenti di circuiti elettrici nella composizione iconografica dell’umano. Non è un caso che inizi dal volto femminile e questo lo chiami figura. E’ una scelta che potremmo interpretare alla maniera di Emilio Tadini. Per quest’ultimo la madre è il primo volto che impariamo a riconoscere e ci appare come una figura perché è solo rappresentazione della “condizione originaria” ovvero quella in cui non avevamo ancora sperimentato l’esperienza della distanza e quindi della separazione dal corpo materno.  (La distanza, Emilio Tadini Einaudi)

Per Mario De Leo cominciare dalla donna è quindi come dare nascita a una nuova dimensione che segna una nuova era. E’ una figura che rappresenta la generazione di un nuovo mondo dominato dal linguaggio elettronico e dal suono, che l’artista esprime attraverso l’inserimento sulla tela di circuiti elettrici. Lo sviluppo tecnologico e l’uso dell’energia elettrica costituiscono una svolta per l’umanità che l’artista enfatizza negli anni 80 quasi presagendo la contemporanea comunicazione via web….. In questa serie Mario De Leo riconosce dunque alla figura femminile sia un ruolo primordiale e determinante per la nostra nascita e identità, sia un ruolo da combattente. Una donna dunque volitiva, determinata, addestrata alla difesa prima ancora che all’accudimento e alla devozione verso il figlio o marito. Amazzonia poi richiama alla memoria anche l’Amazzonia in Brasile la zona forestale più estesa del Pianeta cosiddetta “polmone del mondo”. Nel nostro immaginario quindi questa parola e di conseguenza questa “figura amazzonica” evoca anche una Madre Terra protettrice della vita…..” (leggi tutto)

Francesca Magro Il corpo e la carne

Tratto dal testo di Melina Scalise Il corpo e la Carne

Il lavoro artistico di Francesca Magro, docente d’arte, ha attinto da questo immaginario del femminile nell’arte e nelle rivoluzioni sociali femministe del 900 e, come donna e artista ha scelto di parlare del corpo in un modo singolare e innovativo. I suoi lavori si presentano in prima istanza come denuncia della donna-oggetto e di un ruolo della donna “bambola” enfatizzato ancor più negli anni 80, sia nel linguaggio televisivo, che della pubblicità e della moda nonostante le conquiste della rivoluzione femminile. Francesca Magro sente l’urgenza di strappare ferocemente quel corpo femminile da tutto ciò che è modello estetico stereotipato esasperato anche dalla chirurgia estetica, ma anche dal sacro e simbolicamente angelicato per riportarlo alla carne e alla manipolazione della carne fino alla sua trasformazione artificiale (corpo bionico).

La sua frammentazione del corpo e dell’anatomia perde qualsiasi vezzo estetico e “sacro”. Oggi, nel 2000, la donna di Francesca Magro sembra in costante mutamento e costruzione, come un palazzo con delle impalcature il cui lavoro cerca di coniugare antropico e naturale, come quello dell’uomo sulla superficie terrestre, sulla “pelle” di Madre Terra. E’ un corpo possibile senza alcuna restrizione etica, materia da plasmare in cui la stessa donna sembra esserne autrice perché la Magro non raffigura esseri agenti su questi corpi. La ricerca di una Super Donna? Di una donna nuova? O semplicemente la distruzione della donna e della Terra insieme? Gli uomini sono quasi assenti o presenti in altre sembianze come nella serie dedicata al mito di Leda che si accoppia con un cigno (Zeus) e partorisce un uovo e quindi viene fecondata a tradimento: come una fanciulla ingannata dal suo giocattolo. Tuttavia, nella maggior parte delle opere i figli sembrano addirittura possibili senza la presenza dell’uomo: metà uomini e metà robot a loro immagine e somiglianza. La donna sembra artefice e vittima di sè stessa in una sorta di delirio tecnologico di dominio sulla Natura da cui sembra cercare di prendere le distanze e rompere il legame simbolico madre-terra nonché biologico con la ciclicità della Natura”. (leggi tutto)

Mario De Leo (1944 Ruvo di Puglia)

Pittore e musicista vive a Monza e ha lo studio a Lissone. Suoi lavori sono presenti in collezioni permanenti di istituzioni museali in particolare Italia e negli Stati Uniti. L’ultima acquisizione nel 2013 alla Galleria d’Arte Contemporanea di Mosca con tre opere e l’ultima mostra nel 2018 presente al Red Dot Miami Fair su selezione del direttore Rich Ferrante. La Casa Museo Spazio Tadini ha ospitato altre due mostre dell’artista.

Francesca Magro (Bergamo)

Artista internazionale espone dall’84 in Europa, Asia e USA. Sue opere figurano in collezioni e musei in Italia e all’estero. La sua ricerca è incentrata sul rapporto corpo/mente e sulle trasformazioni che il contesto attuale produce su di esso. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni sulla sua ricerca artistica nonché collaborazioni con Enti ed Università. Vive e lavora ad Arese. http://www.francescamagro.it Instagram: francescamagroartist

CASA MUSEO SPAZIO TADINI

PARLAMI DI LEI: DIALOGO A DUE

FRANCESCA MAGRO E MARIO DE LEO

DAL 28 FEBBRAIO AL 28 MARZO

APERTURA DA MERCOLEDÌ A SABATO DALLE 15.30 ALLE 19.30, DOMENICA SOLO SU PRENOTAZIONE PER VISITE GUIDATE.

INGRESSO LIBERO, VISITE GUIDATE A PAGAMENTO 7 EURO. IL SABATO VISITE GUIDATE A INTERVALLI DI UN’ORA SENZA PRENOTAZIONE.

PER INFORMAZIONI E DETTAGLI: www.spaziotadini.com

Contatti: museospaziotadini@gmail.com

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Nina for the dogs – a sostegno degli animali


Fuorisalone 2017– dal 1 al 16 aprile Spazio Tadini Milano -Il Design solidale a sostegno degli animali è un’idea di Angela Resina che ha progettato NINA. E’ una riproduzione fedele del suo piccolo cagnolino che diventa simbolo dell’amore per i cani tra gioco e arredo design. L’esposizione presso la Casa Museo Spazio Tadini comprende la produzione artistica personalizzata da diversi artisti. La sua esposizione si colloca all’interno di un percorso espositivo dedicato al design dedicato ai bambini e ai ragazzi che inizia con l’esposizione della riproduzione del quadro La camera da Letto di Van Gogh realizzata da maestri falegnami per Max Camerette, la prima azienda ad aver progettato camere per ragazzi e termina con la mostra di Lino Giussani che realizza opere attraverso la tecnica dell’intarsio.

ARTISTI ESPOSTI A SPAZIO TADINI CHE SONO INTERVENUTI SU NINA: Tobia Ravà, Luisa Pineri, Valeria Pontoglio, Peter Hide 311065, Gabriella Magaldi, Gianfranco Testagrossa, Mario De Leo, Francesca Magro, Gabriele Poli, Sergio Fiorentino, Bruno Donzelli, Hackatao ( Sergio Scalet ), Giuseppe Restano, Laura Nazzaro, Sergio Gioielli, Nicoletta Nava, Demetrio Di grado, Adriana Gomez, Giampaolo Atzeni, Giuseppe Gusinu, Carmen Bertacchi, Giorgio Franco, Rosa Di Stefano, Piero Colombani, Ernesto Colombo, Gian Pietro Arzuffi, Beppe Francesconi, Don Corleone, Alessandro Sansoni

Storia

Nina for the dogs nasce a giugno 2015 da un’idea di Angela Resina.
Il progetto fonde la passione per l’arte, il design e l’amore per gli animali in un’unica creazione d’autore.
Da un canile siciliano Angela adotta una piccola cagnolina; Nina diventa la sua musa ispiratrice, cosi’ Angela disegna il primo
modello di Nina.
Dopo varie prove e test sui materiali, si realizzano i primi esemplari in miscele di resine e polveri di marmo, colore bianco.
Nina, piccola cagnolina di design e’ completamente un Made in Italy; ogni esemplare e’ realizzato da maestri artigiani
italiani ed e’ disponibile in diverse finiture superficiali che vanno dal colore bianco, a differenti coloriture ed effetti come
quelle oro, argento, bronzo e quella completamente trasparente fino alla versione piu’ preziosa con il mantello in foglie
d’oro.
Completano la collezione Nina for the dogs alcuni pezzi unici d’autore reinterpretati da artisti italiani.
Ogni Nina realizzata contribuisce al sostegno di strutture che si occupano e promuovono l’adozione dei cani abbandonati
in Sud Italia.
Partecipazione:
– Mostra collettiva arte durante il Taormina Film Fest 2015 presso Belmond Grand Hotel Timeo di Taormina, Giugno 2015
– Mostra collettiva arte “ Anamorfi/Forme e Percezioni” presso Palazzo Ducezio di Noto, Agosto 2015
– Vogue Fashion Night Out 2015 presso Atelier Gambari di Milano
– Mostra collettiva arte e design “Silence” presso il MAD (Milano Art Design) del Nhow Hotel di Milano, Novembre 2015-
Marzo 2016
– Mostra collettiva arte “Ciao Dolcezza” con Accademia di Brera e Universita’ di Pollenzo presso Art Design Box di Rho,
Dicembre 2015
– Affordable Art Fair 2016 in collaborazione con KoArt Gallery, Febbraio 2016
– Fuori Salone del Mobile 2016 in via Tortona, Aprile 2016

Casa Museo Spazio Tadini

dal 1 al 16 aprile 2017

orari da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30

domenica dalle 15 alle 18.30

Sabato 8 e domenica 9 aprile apertura dalle 11 alle 19

ingresso 5 euro.

Visita guidata su prenotazione 8 euro.

Siamo tutte Artemisia – Donne dell’arte raccontano


In occasione della Festa della donna, il 3 marzo alle ore 18.30 la Casa Museo Spazio Tadini  vi propone un modo nuovo di pensare alle donne invitandovi a prendere parte a Siamo tutte Artemisia registrazione del primo talk show che sarà pubblicato sul canale web Milanoartexpo per la regia di Francesco Tadini, la cura di Melina Scalise e la conduzione dell’opinionista e conduttrice televisiva Ketty Caraffa nonchè autrice dell’omonima rubrica sulla webzine Milanoartexpo che parla di professionalità e vittorie al femminile (vedi)

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OSPITI

Milano Arte
Fausta Bonfiglio nel suo laboratorio

Fausta Bonfiglio, racconta la sua esperienza di donna scultrice e insegnante in un settore dominato dagli uomini. La sua arte è sempre stata incentrata sul ruolo della donna nella relazione di coppia e nella società e conduce un laboratorio di scultura rivolto alle donne. L’arte è la sua professione e la sua famiglia.

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Rosanna Forino, è stata prima artista italiana ad essere invitata a Mosca dopo la caduta del muro di Berlino. Ed era tra i selezionati artisti “informali” seguiti da Zita Vismara, la prima donna che a Milano aprì una galleria d’arte a cui Spazio Tadini e lo Spazio Pestalozzi dedicarono una mostra omaggio dal titolo:  “Anni 70: L’ Arte e le donne”.mostra Milano in arte dal 1945 al 2015 Anni 70 le donne e l'arte tutto

 

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1978 Giuliana Maldini

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2009- Giuliana Maldini per La mostra di Spazio Tadini I muri dopo Berlino a cura di Melina Scalise e Francesco Tadini

 Giuliana Maldini, fumettista autrice di libri e fumetti fin dagli anni 70’ . Portavoce dei diritti delle donne e instancabile e ironica osservatrice dei paradossi della vita di coppia.
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Francesca Magro, artista e insegnante d’arte che sviluppa tra disegni e dipinti il tema del corpo “rifatto” e automatizzato in cerca dell’eternità tra natura e artificio.

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Chiara Canali curatrice d’arte contemporanea e mamma
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Laura Pigozzi, psicoanalista, scrittrice e artista indagatrice del femminile oggi nelle sue numerose sfaccettature: figlie, donne, madri, matrigne e “creatrici d’arte”.

 

 Alla fine del dibattito sarà offerto un aperitivo.

Ingresso 5 euro

 

www.milanoartexpo.com