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Nina for the dogs – a sostegno degli animali


Fuorisalone 2017– dal 1 al 16 aprile Spazio Tadini Milano -Il Design solidale a sostegno degli animali è un’idea di Angela Resina che ha progettato NINA. E’ una riproduzione fedele del suo piccolo cagnolino che diventa simbolo dell’amore per i cani tra gioco e arredo design. L’esposizione presso la Casa Museo Spazio Tadini comprende la produzione artistica personalizzata da diversi artisti. La sua esposizione si colloca all’interno di un percorso espositivo dedicato al design dedicato ai bambini e ai ragazzi che inizia con l’esposizione della riproduzione del quadro La camera da Letto di Van Gogh realizzata da maestri falegnami per Max Camerette, la prima azienda ad aver progettato camere per ragazzi e termina con la mostra di Lino Giussani che realizza opere attraverso la tecnica dell’intarsio.

ARTISTI ESPOSTI A SPAZIO TADINI CHE SONO INTERVENUTI SU NINA: Tobia Ravà, Luisa Pineri, Valeria Pontoglio, Peter Hide 311065, Gabriella Magaldi, Gianfranco Testagrossa, Mario De Leo, Francesca Magro, Gabriele Poli, Sergio Fiorentino, Bruno Donzelli, Hackatao ( Sergio Scalet ), Giuseppe Restano, Laura Nazzaro, Sergio Gioielli, Nicoletta Nava, Demetrio Di grado, Adriana Gomez, Giampaolo Atzeni, Giuseppe Gusinu, Carmen Bertacchi, Giorgio Franco, Rosa Di Stefano, Piero Colombani, Ernesto Colombo, Gian Pietro Arzuffi, Beppe Francesconi, Don Corleone, Alessandro Sansoni

Storia

Nina for the dogs nasce a giugno 2015 da un’idea di Angela Resina.
Il progetto fonde la passione per l’arte, il design e l’amore per gli animali in un’unica creazione d’autore.
Da un canile siciliano Angela adotta una piccola cagnolina; Nina diventa la sua musa ispiratrice, cosi’ Angela disegna il primo
modello di Nina.
Dopo varie prove e test sui materiali, si realizzano i primi esemplari in miscele di resine e polveri di marmo, colore bianco.
Nina, piccola cagnolina di design e’ completamente un Made in Italy; ogni esemplare e’ realizzato da maestri artigiani
italiani ed e’ disponibile in diverse finiture superficiali che vanno dal colore bianco, a differenti coloriture ed effetti come
quelle oro, argento, bronzo e quella completamente trasparente fino alla versione piu’ preziosa con il mantello in foglie
d’oro.
Completano la collezione Nina for the dogs alcuni pezzi unici d’autore reinterpretati da artisti italiani.
Ogni Nina realizzata contribuisce al sostegno di strutture che si occupano e promuovono l’adozione dei cani abbandonati
in Sud Italia.
Partecipazione:
– Mostra collettiva arte durante il Taormina Film Fest 2015 presso Belmond Grand Hotel Timeo di Taormina, Giugno 2015
– Mostra collettiva arte “ Anamorfi/Forme e Percezioni” presso Palazzo Ducezio di Noto, Agosto 2015
– Vogue Fashion Night Out 2015 presso Atelier Gambari di Milano
– Mostra collettiva arte e design “Silence” presso il MAD (Milano Art Design) del Nhow Hotel di Milano, Novembre 2015-
Marzo 2016
– Mostra collettiva arte “Ciao Dolcezza” con Accademia di Brera e Universita’ di Pollenzo presso Art Design Box di Rho,
Dicembre 2015
– Affordable Art Fair 2016 in collaborazione con KoArt Gallery, Febbraio 2016
– Fuori Salone del Mobile 2016 in via Tortona, Aprile 2016

Casa Museo Spazio Tadini

dal 1 al 16 aprile 2017

orari da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30

domenica dalle 15 alle 18.30

Sabato 8 e domenica 9 aprile apertura dalle 11 alle 19

ingresso 5 euro.

Visita guidata su prenotazione 8 euro.

Siamo tutte Artemisia – Donne dell’arte raccontano


In occasione della Festa della donna, il 3 marzo alle ore 18.30 la Casa Museo Spazio Tadini  vi propone un modo nuovo di pensare alle donne invitandovi a prendere parte a Siamo tutte Artemisia registrazione del primo talk show che sarà pubblicato sul canale web Milanoartexpo per la regia di Francesco Tadini, la cura di Melina Scalise e la conduzione dell’opinionista e conduttrice televisiva Ketty Caraffa nonchè autrice dell’omonima rubrica sulla webzine Milanoartexpo che parla di professionalità e vittorie al femminile (vedi)

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OSPITI

Milano Arte
Fausta Bonfiglio nel suo laboratorio

Fausta Bonfiglio, racconta la sua esperienza di donna scultrice e insegnante in un settore dominato dagli uomini. La sua arte è sempre stata incentrata sul ruolo della donna nella relazione di coppia e nella società e conduce un laboratorio di scultura rivolto alle donne. L’arte è la sua professione e la sua famiglia.

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Rosanna Forino, è stata prima artista italiana ad essere invitata a Mosca dopo la caduta del muro di Berlino. Ed era tra i selezionati artisti “informali” seguiti da Zita Vismara, la prima donna che a Milano aprì una galleria d’arte a cui Spazio Tadini e lo Spazio Pestalozzi dedicarono una mostra omaggio dal titolo:  “Anni 70: L’ Arte e le donne”.mostra Milano in arte dal 1945 al 2015 Anni 70 le donne e l'arte tutto

 

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1978 Giuliana Maldini
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2009- Giuliana Maldini per La mostra di Spazio Tadini I muri dopo Berlino a cura di Melina Scalise e Francesco Tadini

 Giuliana Maldini, fumettista autrice di libri e fumetti fin dagli anni 70’ . Portavoce dei diritti delle donne e instancabile e ironica osservatrice dei paradossi della vita di coppia.
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Francesca Magro, artista e insegnante d’arte che sviluppa tra disegni e dipinti il tema del corpo “rifatto” e automatizzato in cerca dell’eternità tra natura e artificio.

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Chiara Canali curatrice d’arte contemporanea e mamma
Pigozzi

Laura Pigozzi, psicoanalista, scrittrice e artista indagatrice del femminile oggi nelle sue numerose sfaccettature: figlie, donne, madri, matrigne e “creatrici d’arte”.

 

 Alla fine del dibattito sarà offerto un aperitivo.

Ingresso 5 euro

 

www.milanoartexpo.com

 

DIALOGHI MILANESI, a Spazio Tadini una grande mostra con il patrocinio del Comune di Milano


CARTOLINA DIALOGHI MILANESI-Pagina001Per la Rassegna Milano in Arte 1945-2015 una nuova tappa da non perdere a Spazio Tadini con artisti che hanno portato e portano avanti un rapporto con l’arte che è datto di dialoghi, di confronti sull’arte, ma anche di amicizia. Troverete così coppie di artisti compe Emilio Tadini e Alik Cavaliere rispettivamente pittore e scultore, ma anche la mostra in atemprima assoluta in omaggio a Piero Mazzarella che rappresenta un relazione tra un fotografo, Luciano Bambusi e l’attore che ha seguito dietro le quinte per 8 anni. Le mostre nascono da un’idea di Francesco Tadini e Melina Scalise.

milano arte expo

Emilio Tadini Emilio Tadini

Mostre MilanoDIALOGHI MILANESI, alla Casa Museo Spazio Tadini (vedi MAPPA) una grande mostra con il patrocinio del Comune di Milano. Inaugurazione venerdì 20 novembre 2015 dalle 18.30 a sera con intervento musicale di Gaetano Liguori.

Comune di MilanoArtisti: Emilio Tadini con Alik Cavaliere, Enrico Baj con una maschera africana Salampasu della collezione Passaré, Gianfranco Pardi con Mino Ceretti, Filippo  Scimeca con Nino Attinà, Enzo Togo con Tiziana VanettiSergio Dangelo con Rosanna Forino, Franco Mussida con Dario Brevi, Lucio Perna con Ludovico Calchi Novati, Francesca Magro con Sara Montani, Gaetano Fracassio con Florencia Martinez, Giorgio Albertini con Barbara Nahmad, Gabriele Buratti con Giorgio Celon, KayOne (al secolo Marco Mantovani) con Willow (Filippo Bruno), Mario De Leo con la coppia artistica Metaborg (Gianni Zara e Luca Motta) e per concludere Luciano Bambusi (fotografo) e Piero…

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SOLDI D’ARTISTA di Spazio Tadini in TRIENNALE con Sguardi Altrove – per la mostra “L’Arte al tempo della crisi”


Una selezione di Soldi D’artista sarà esposta in Triennale grazie alla collaborazione con l’associazione Sguardi Altrove.

Pilar Dominguez, Alberto Fiocco, Lamu, Stefano Pietramala, Martina Messori, Sergio Sansevrino, Gabriele Poli, Fernando De Filippi,  Rosanna Forino, Daniela Tomerini, Giancarlo Nucci, Domenico Masotti, Isa Locatelli, Gianfranco Testagrossa, Mario De Leo, Francesca Magro, Luisa Valenti, Flavia Mensen, Pio Tarantini, Roberto Toja, Riccardo Piperno, Luca Cattaneo, Simone Calvi, Rank, Francesco Carta, Ernesto Terlizzi, Lucio Perna, Peter Hide, Rodolfo Guzzoni,  Elia Secci, Mariagrazia Galesi, Gaziella Gangi, Gabriela Costache, Michele Nigro, Cetti  Previtera, AVI, Francesco Iacono, Micky Degni, Yuri Olegovic, Roberto Caro, Paolo Basevi, Lucio Boscardin, Giuseppe Cassibba, Arturo Barbante, Fausta Dossi, William Stok, Maurizio Parietti, Lara Orrico, Maria Elena Mejani.

L’ARTE AL TEMPO DELLA CRISI. (scarica pdf con tutto il programma)

ITALIA GRECIA PORTOGALLO SPAGNA

A cura di Patrizia Rappazzo e Stefania Scattina

Possono l’arte e gli artisti  – singolarmente e ancor più collettivamente – contribuire a rilanciare l’economia? Ma anche la fiducia e la speranza? La mostra riflette in modo certo parziale eppure  esemplare le risposte che giungono dai paesi dell’area del Mediterraneo – Grecia, Portogallo, Spagna, Italia – maggiormente colpiti dalla crisi contemporanea. Crisi economica, ma anche culturale, etica, estetica.

Crisi come vincolo, ma anche come stimolo alla creatività e all’innovazione. Artisti testimoni di questo nostro difficile, a volte angosciante, tempo – Chronos –ma anche inventori di opportunità nuove – Kairos – che intercettano e rielaborano le istanze di cambiamento della gente comune verso una nuova polis.

LEGGI

Aeroporto di Malpensa e arte con Spazio Tadini: Fernando De Filippi e Alessandro Docci in mostra


Per i vacanzieri e non solo, la società Sea ha organizzato, in collaborazione con l’associazione culturale Spazio Tadini di Milano due nuove esposizioni d’arte presso le sale Lounge dell’aeroporto internazionale: la sala Pergolesi e la Monteverdi. Questa volta a testimoniare l’arte del Belpaese sono due artisti milanesi: Fernando De Filippi e Alessandro Docci. Dopo il successo di pubblico della mostra di Rodolfo Guzzoni, Goffredo Radicati di Primeglio e Giuseppe Farina, appena concluse, accoglieranno nelle sale i passeggeri estivi le tele con palme multicolore di Fernando De Filippi e le visioni aeree delle città d’Italia interpretate dalla fantasia di Alessandro Docci.

La collaborazione tra Spazio Tadini e Club Sea nasce nel 2010 con la finalità di promuovere la creatività e l’arte soprattutto Made in Italy. Da allora hanno Spazio Tadini ha esposto 25 artisti (Mario De Leo, Emilio Tadini, Francesco Faravelli, Maria Mulas, Lucio Perna, Paolo Basevi, Lucio Perna, Silvia Battisti, Francesca Magro, Dominguez, Gianfranco Testagrossa, Gabriele Poli, Lorenzo Piemonti, Giovanna Pesenti, Dario Zaffaroni, Giordano Morganti, Paolo Valle, Lazzaro Fornoni, Giorgio Ulivi, Giampaolo Osele, Goffredo Radicati, Giuseppe Farina, Rodolfo Guzzoni tutti visibili con i loro lavori sul sito: www.spaziotadiniatmalpensa.wordpress.com). Lo scalo internazionale dell’aeroporto di Malpensa ogni giorno vede transitare migliaia di passeggeri. Nelle sale Vip del Club Sea i clienti possono godere non solo di una pausa durante il viaggio in un ambiente confortevole, ma anche cogliere l’occasione per conoscere alcuni artisti che vivono nel nostro Paese. Le sale in cui si espone sono attualmente tre: sala Pergolesi, sala Monteverdi, sala Montale. Nasce così l’idea di avviare una collaborazione con l’associazione culturale Spazio Tadini che non è una galleria, ma un luogo di promozione e diffusione delle arti. Presso la sua sede, infatti, in via Jommelli, 24 a Milano, a pochi minuti da Piazzale Loreto, è possibile visitare mostre, vedere spettacoli teatrali, di danza, ascoltare concerti, ma anche seguire dibattiti culturali e seguire workshop e rassegne. Per conoscere le iniziative in corso basta cliccare sul blog di Spazio Tadini.

Fernando De Filippi – Sala Pergolesi

La sala Pergolesi dell’aeroporto che accoglie le opere dell’artista milanese Fernando De Filippi propone una selezione rappresentativa dei lavori realizzati negli ultimi anni. I cicli rappresentati sono: Vento che parli con voce leggera di foglie, Paesaggi tropicaliI quattro elementi, Mithos, Cuba Cuba.

De Filippi non ha mai abbandonato nel tempo il suo gusto per il disegno, per un figurativo che spazia dal racconto della storia, come l’impegno politico e i riferimenti al mito, fino all’esaltazione della natura che si manifesta nella ricerca quasi maniacale del dettaglio. I colori accessi, la vivacità e la ricchezza di espressione hanno sempre contraddistinto il lavoro di De Filippi.

L’artista,  nato a Lecce nel 1940, espone dalla fine degli anni 50, ha insegnato all’accademia di Brera di cui ne è diventato direttore, ha partecipato ad importanti mostre nazionali e internazionali.

 

Alessandro Docci- Sala Monteverdi

Sono esposte una serie di tele che raffigurano diverse città italiane riprese dall’alto, per ognuna delle quali l’artista ha individuato una forma animale. Un lavoro singolare che suscita curiosità e che non poteva trovare collocazione espositiva più idonea che in un aeroporto dal momento che Alessandro Docci ha lavorato su immagini aeree.

Egli ripensa al contesto urbano in chiave ludica e creativa cercando e trovando nell’assetto urbanistico di alcune città una visione immaginaria che restituisce all’abitare umano un riferimento con il mondo animale. La città, nonostante l’apparente lontananza dall’ambiente naturale, assume sembianze che non si discostano da ciò che si conosce in natura. Docci, forte di questa intuizione si trasforma in un cacciatore e, come nelle favole, trova, nella planimetria di ciascuna città, un animale imprigionato per la sua “tavola” in ogni città. Così nella planimetria aerea di Milano scopriamo un’aquila, in quella di Roma una lupa, in quella di Cagliari un passero, in quella di Firenze una cavalletta, in quella di Campobasso un Capriolo e così via.

Alessandro Docci è nato a Desio (MB) nel 1951. Dal 1990 si dedica interamente alla pittura, imponendo il suo talento innovativo e visionario capace di cogliere, nelle piccole cose di ogni giorno, impressioni ricche di inattese sfumature. Ha esposto in musei, strutture pubbliche e conta diverse esposizioni personali e partecipazioni collettive in Italia e all’estero.

SPAZIO TADINI SEGNALA: Francesca Magro in mostra a Urbino dall’8 marzo al 8 maggio 2013


INVITO MOSTRA FRANCESCA MAGRO

magro_francesca SCHEDA DEL LIBRO

Francesca Magro Incarnazione del segno

incisioni

fotografie di Andrea Angelucci

Lucia Pretelli
Assessore alla Cultura,
Beni Culturali e Pari Opportunità
Urbino – Teatro Sanzio – ore 17.00
INAUGURAZIONE
Museo della Città
da lunedì a venerdì 9.30-11.30
sabato e domenica 10-18
martedì chiuso
progetto graco e allestimento mjras, Urbino
catalogo Silvana Editoriale a cura di Luca Pietro Nicoletti

Teatro Sanzio tel. 0722.2281
Museo della Città tel. 0722.309270
Assessorato alla Cultura tel. 0722.309222-602
http://www.urbinoculturaturismo.it

La mostra, coordinata da Silvia Cuppini, propone, negli spazi del Museo della Città di Urbino, un ciclo unitario di opere grafiche realizzate da Francesca Magro nell’arco di un biennio, fra 2011 e 2012, costruito come un diario immaginario che rende visibile una possibile umanità futura, modificata e snaturata dalla biotecnologia fino a competere con la robotica, in tutte le sue tensioni e inclinazioni. Da sempre attenta ai temi della figura, Francesca Magro, già allieva di Renato Bruscaglia proprio a Urbino (nel corso dei Corsi Internazionali di Calcografia degli anni ottanta), si interessa da qualche anno del tema dell’Oltreuomo, ovvero del corpo in relazione ai progressi scientifici, affrontando i temi dell’alienazione del futuro uomo-macchina: un corpo, insomma, non più sensibile ma oggetto di manipolazioni di ogni tipo.

Le trentotto incisioni che si snodano all’interno del percorso museale, sono accompagnate da dieci fotografie di Andrea Angelucci che raccontano la genesi di questo ciclo incisoreo nella stamperia milanese di Ivan Pengo.

Accompagna la mostra un volume a cura di Luca Pietro Nicoletti edito da Silvana editoriale, con contributi interdisciplinari di: Roberto Travaglini (Università degli Studi di Urbino), Silvia Cuppini (Università degli Studi di Urbino), Giancarlo Ricci (Psicanalista e Saggista), Florinda Cambria (Università degli Studi di Milano) e Luca Pietro Nicoletti (Università degli studi di Milano), Andrea Angelucci (fotografo), Federicapaola Capecchi (Coreografa teatrodanza) e Francesco Tadini

 

 

 

Catalogo Silvana editoriale, a cura di Luca Pietro Nicoletti


Abstract dal catalogo (Silvana editoriale)

 

Roberto Travaglini, L’informe deviare del corpo. Note riflessive sull’espressione grafica di Francesca Magro

Le forme estetiche dei corpi creati dalla fantasia artistica di Francesca Magro si fanno divergenti e diverse – e ironicamente “di-vertenti” – non solo rispetto alla concreta organicità umana, ma soprattutto rispetto agli ideali culturali di un passato a volte fin troppo razionalista – esaltante qualità di perfezione, equilibrio e purezza –, per riconquistare un senso, oggi in gran parte perduto, dell’umano e delle sue profondità esistenziali, colme, di fatto, di paradossali ambiguità e contraddizioni perturbative.

Il confronto estetico fra la bellezza femminile neoclassica e un’altra possibile manifestazione di “bellezza” del Femminile (dalla Magro proiettata soprattutto nella sua Venere), cerca di evidenziare il diverso modo di concepire l’uomo da parte della contemporaneità, annichilito dalla perdita di senso del Sé e disperso in un’acentrica pluralità dell’Essere. Questa pluralità è resa globale e rafforzata dall’intervento massiccio delle nuove tecnologie, soprattutto di quelle biomediche (tese a controllare la possibile manipolazione del corpo – e dello spirito – e a creare nuovi falsi modelli ideologici).

Il dialogo con l’opera della Magro può essere letto come l’eventuale dialogo con la propria ombra, un dialogo, se accettate le inevitabili angosce patogene che ne derivano, che può essere inteso come un passo educativo importante verso la non facile conquista della consapevole accettazione del Sé.

 

Luca Pietro Nicoletti, Pittura, disegno e incisione per Francesca Magro: pratiche di lavoro.

Fra il 1976 e il 1980, Francesca Magro frequenta l’Accademia di Brera. è un momento cruciale, in cui il mondo artistico sta per essere sconvolto dall’avvento, nel 1979, della Transavanguardia. Volenti o nolenti, anche gli artisti più lontani da quella temperie non potevano non rimanerne in qualche modo condizionati, sia per un uso acceso del colore, sia per un uso intimistico del disegno di ricerca. In questa fase, grazie alle lezioni di Renato Bruscagli a Urbino, l’artista scopre l’incisione, che praticherà intensamente per tutti gli anni Ottanta, per poi riprenderla in anni recenti. Delle esperienze di allora, Francesca Magro ha conservato un modo immediato di accostare la lastra di rame, senza la mediazione di studi preparatori. Con questo tratto filamentoso, erede di un tratteggio insistito e ritornante su se stesso che ha molti precedenti nel secondo dopoguerra e Giacometti disegnatore come capofila, Francesca Magro arriva a una forma solida e unitaria. Questi disegni rispondono a una esigenza del tutto individuale, senza quella funzione di visualizzazione di una posizione teorica impersonale e collettiva che aveva avuto negli anni Settanta: è un disegno che libera la mano, sul foglio come sulla cera, in maniera istintiva, non senza una volontà antiaccademica di contravvenire ai canoni di bellezza trasmessi dalla tradizione classica.

 

Silvia Cuppini, L’incisione come progetto

Come in  un trattato di anatomia incisa, perciò stesso riproducibile per la massima diffusione, i pezzi di corpi o i corpi a pezzi di Francesca Magro sono le “figure” del suo libro.

Alle origini l’anatomia è indagata da Leonardo. L’uomo vitruviano, misura di tutte le cose, è simbolo centrale dell’Umanesimo. Assimilabili alla cultura del Post-Human sono le acqueforti e i disegni di Francesca Magro, a quella cultura che dichiara finito l’Umanesimo e afferma la prevalenza delle biotecnologie e della manipolazione genetica nel costruire l’uomo come oggetto modificabile, smontabile e riassemblabile.

Si annidano nel fondo dei volti occhi scuri, realizzati con segni frequenti, insistiti che non lasciano spazio ai riflessi di luce, occhi carichi di mestizia, nostalgici di un mondo perduto. Sono bambini e donne legati talvolta ancora dal cordone ombelicale, da una nascita interrotta. Le creature di Francesca hanno il fascino di ciò che ancora non ha trovato il segno della compiutezza, piuttosto che esprimere una volontà di mutamento. Le figure sono ancora avvolte dentro un bozzolo, sono abbozzi di corpi che per maturare sembrano attendere l’occasione opportuna.


Francesca Magro

 

Nasce a Bergamo nel 1958 e si diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano nel 1980. Dal 1983 al 1986 si è specializzata presso l’Accademia “Raffaello” di Belle Arti di Urbino in Arte incisoria sotto la guida di Renato Bruscaglia. L’anno seguente (1987) approfondisce le tecniche incisoree con un soggiorno in Svezia presso la Fondazione “Olands Grafiska Skola”. Tiene la sua prima mostra personale, presentata da Giancarlo Ossola, alla galleria Obiettivo Arti di Verdello (Bergamo) nel 1984. Espone con continuità sia in Italia  (Galleria San Fedele di Milano, Galleria Appiani 32, Castello Sforzesco di Milano nel 1984; Villa Reale di Monza, Arte Fiera di Bologna nel 1985; personale alla Galleria Aleph di Milano nel 1988; alla Galleria Radice di Lissone e alla Pinacoteca d’arte Moderna di Macerata, a cura di Riccardo Barletta nel 1989), sia all’estero (fra cui, a New York all’Atlantic Gallery nel 1985; al Museo di Borjon in Svezia nel 1987; al Museo Mistique di Malta nel 1988). Ha fatto parte, fra 2007 e 2008, della Commissione Artistica Annuale della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano -alle cui mostre partecipa con continuità dal 1990. Sue opere figurano in numerose collezioni e musei in Italia e all’estero. Fra le mostre più recenti, Artisti italiani per la pace al Palazzo ONU di Bruxelles, Identità ferite allo Spazio Cinema Anteo di Milano, Il Nuovo Costruttivismo a cura di Giacomo Lodetti, presso la Libreria Bocca di Milano e Acqua, pane e lavagne al Palazzo della Triennale, tutte nel 2007), nel 2009 mostra personale allo Spazio Tadini di Milano Anatomia di una formica o di un filo d’erba a cura di Luca Pietro Nicoletti, Alberto Veca e Giancarlo Ricci. Nello stesso anno ha collaborato con Giancarlo Ricci alla presentazione del libro di Carlo Sini L’uomo, la macchina, l’automa presso Spazio Tadini, realizzando opere grafiche sul tema del libro. Analoga collaborazione, nella stessa sede, per il convegno Freud e il muro di Berlino (2009), con cinquantanove disegni dedicati al tema dell’incontro.

Da allora la sua ricerca artistica è incentrata sulla riflessione intorno al tema del rapporto corpo/mente e sulle trasformazioni che il tempo attuale produce su di essi, che è al centro delle sue esposizioni personali più recenti: Il corpo e la carne, Arluno (Milano) galleria “Il Bagolaro”; Ibridi, Milano, Galleria Cappelletti; Corpi ergonomici, a cura di Matteo Rancan, Busto Arsizio (Varese), “La Casabioecologica”, 2012 “Oltre uomo” a cura di Francesco Tadini, Spazio Tadini, Milano e sempre a Spazio Tadini, nell’ambito del “Festival di Coreografia d’Arte 2012” la Compagnia “Opificio Trame” di Federicapaola Capecchi ha realizzato lo spettacolo “Oltre Uomo” ispirato alle opere di Francesca Magro, i costumi sono stati ideati e realizzati da Nange Magro. A questo tema è dedicato anche il libro monografico Francesca Magro. Il corpo e la carne, testi di Luca Pietro Nicoletti, Giancarlo Ossola, Giancarlo Ricci e Melina Scalise, Milano, Spazio Tadini, 2010. Tra il 2011 e il 2012 realizza, presso la Stamperia d’Arte 74/b di Milano, quaranta acqueforti dedicate ai corpi e alle loro ibridazioni, intitolandone la raccolta Incarnazione del segno.

Vive e opera ad Arese (MI).  www.francescamagro.it

Danza e baratto: presentazione dei corsi di danza e apertura dei bauli comunisti


danza contemporanea, Spazio Tadini, Federicapaola Capecchi su Francesca Magro, Coreografia d'Arte 2012
Spazio Tadini, Coreografia d’Arte 2012, Federicapaola Capecchi su Francesca Magro

Giovedì 14 febbraio 2013, dalle ore 18:30, illustrazione dei corsi di danza e presentazione del Laboratorio intensivo di danza contemporanea che si terrà dal 20 al 24 febbraio 2013.

Chi lo desidera, in quella stessa serata, può fare una lezione di prova dalle 19:30 alle 22:30 e iscriversi direttamente ai corsi (sono previsti fino a luglio). Continua a leggere Danza e baratto: presentazione dei corsi di danza e apertura dei bauli comunisti

Spazio Tadini e Spazio Instabile: DIVERSAMENTE SIMILI. Il 22 dicembre inaugura una collettiva con 33 artisti di Spazio Tadini in Sicilia a Vittoria


A Vittoria, in provincia di Ragusa, dal 22 Dicembre 2012 al 6 Gennaio 2013, nei locali dell’Ex-Centrale Elettrica (Sala Mazzone), sita in Piazza Enriquez, sarà esposta la Mostra Collettiva “Diversamente Simili”.

Gli artisti in mostra: Andrea Mazzola, Cesare Giardini, Claudio Onorato, Daniela Tomerini, Elena Cirella, Emilio Tadini, Enzo Silvi, Fausta Dossi, Fernando De Filippi, Giovanna Pesenti, Giovanni Cerri, Francesca Magro, Gabriele Poli, Gianfranco Testagrossa, Gianni Allegra, Gioni David Parra, Giovanni Judice, Giuseppe Farina, Goffredo Radicati, Lorenzo Pietrogrande, Lucio Perna, Marina Falco, Mario De Leo, Rossella BAttaglini, Sabrina Miconi, Valente Taddei, Francesco Mattiolo, Michele Cannaò, Patrizio Vellucci, Pilar Dominguez, Riccardo Rossati, Roberto Cosimi, Rodolfo Guzzoni.

Continua a leggere Spazio Tadini e Spazio Instabile: DIVERSAMENTE SIMILI. Il 22 dicembre inaugura una collettiva con 33 artisti di Spazio Tadini in Sicilia a Vittoria