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Marina Carboni – LA SINTESI DEL CERCHIO in mostra a Spazio Tadini


Valigie di Cartone di Marina Carboni

Ellis Island, Immigration Museum di New York. Chi lo ha visitato, riconosce.

Queste poche valige descritte nel mio quadro, si moltiplicano nella realtà di allora e di oggi. Cumuli di bagagli abbandonati, ricchi di poche cose e di tutto per chi le possedeva. Ora sono lì, inaccessibili e protette da bacheche di vetro, testimoni di chi è sparito senza un perché senza poterle più recuperare, forse morendo oppure no ma certo scomparendo.

Ieri come oggi. Ieri noi, italiani, oggi voi, mai solo “gli altri”. C’era una volta l’America e l’America è diventata il nome simbolo di ogni luogo che ci può far sperare una vita migliore.

E’ un quadro con poco colore. Avrei voluto poter raggiungere un risultato valido con un’immagine esclusivamente in bianco e nero come le fotografie di allora ma il colore, anche se scarso e misurato, è entrato in punta di piedi e si è rivelato indispensabile.

SITO DELL’ARTISTA

MOSTRE MILANO: PRALINE, prelibatezze dal mondo dell’arte – da Rubuntja a Tadini – gennaio 2015 – Spazio Tadini


Spazio Tadini apre la nuova stagione espositiva il 15 gennaio con una mostra realizzata in collaborazione con Mandelliarte PRALINE. PRELIBATEZZE DAL MONDO DELL’ARTE che mette in mostra le opere di 50 artisti a cui sono state dedicate le prime 50 puntate del format visibile su Youtube. Il titolo della mostra è omonimo alla rubrica on line dedicata agli autori dell’arte moderna e contemporanea a conduzione di Ly Thi Thanh Thao (per la versione inglese) e Sergio Mandelli (per la versione italiana), da sempre operatori nel mondo dell’arte e coniugi nella vita privata. Continua a leggere MOSTRE MILANO: PRALINE, prelibatezze dal mondo dell’arte – da Rubuntja a Tadini – gennaio 2015 – Spazio Tadini

Fissare il Tempo: mostra personale di Fabio Savoldi a SpazioTadini dal 26 novembre al 20 dicembre 2014


Luce home okFissare il tempo di Fabio Savoldi

Inaugurazione mercoledì 26 novembre 2014 ore 18.30

Da mercoledì 26 a sabato 20 dicembre

Spazio Tadini, via Niccolò Jommelli, 24 Milano

Apertura da martedì a sabato dalle 15.30 alle 19

L’opera di Fabio Savoldi è il risultato di un lavoro di ricerca molto particolare che ha come fulcro il tempo, il prima e il dopo, la trasformazione. Ha un linguaggio molto originale per esprimere questi concetti e raccontare questi processi. Per farlo, l’artista abusa abbondantemente proprio del tempo e della pazienza come se partisse dal presupposto che l’azione artistica su concetti come questi non ne possa prescindere. Parlano di trasformazione per esempio i trucioli di tempera dei pastelli colorati sia quando li compone come fiori secchi in strutture su fondi neri sia quando vengono collocati all’interno di vecchie lampadine. Nel primo caso non solo immortalano la bellezza del colore, ma testimoniano come la fine di un processo possa diventarne l’inizio di uno nuovo e non di minore bellezza, mentre gli stessi trucioli, composti dentro lampadine ricordano tutta l’energia contenuta nel gesto di temperarle: un nuovo esempio del principio fisico che nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.

Fabio Savoldi, in ogni sua opera, celebra la bellezza sempre e comunque nonostante la morte. E’ nella conservazione dello scarto, nel cogliere l’ultimo piccolo frammento di vita e di gesto che Salvoldi celebra la potenza dell’arte. Una riflessione sulla caducità della vita, ma al tempo stesso sulla capacità dell’individuo di trovare sempre e comunque un modo per andare oltre il limite e verso l’infinito. Ne sono un esempio i lavori realizzati con le fotografie cancellate: immagini su cui interviene con la gomma fino a lasciarne solo una traccia. L’opera che ne risulta si compone, in un’unica teca, sia dell’immagine trattata con la cancellatura, sia della conservazione dei “trucioli” di gomma prodotti. Ogni minuscolo frammento di quell’opera diventa memoria, storia, nonostante l’usura.

Nell’infinitamente piccolo si racchiude un mondo che può espandersi senza tempo. Ed è proprio lo spazio l’altro concetto che Salvoldi esplora nel suo lavoro di ricerca artistica. Il ciclo sui cieli stellati e le costellazioni porta lo sguardo dell’osservatore oltre gli oggetti più umili d’uso quotidiano, come un semplice pastello a cera o una lampadina o una foto usurata per elevarsi verso il cielo e scoprire quanto l’energia di una stella contenga in fondo le stesse energie che muovono il nostro piccolo mondo.

Curriculum artistico: http://www.fabiosavoldi.net/esposizioni/mostre.htm