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Maria Mulas, mostra fotografica:Tadini&Co.


Esposizione fotografica di Maria Mulas dal 19 settembre al 20 ottobre 2019. Inaugurazione 19 settembre ore 18.30 Casa Museo Spazio Tadini, via Niccolò Jommelli, 24 Milano. Ingresso gratuito. Visite guidate 5 euro.

Maria Mulas, fotografa milanese, apre la rassegna di esposizioni Tadini & Co che segnerà un percorso di scoperta di artisti, fotografi, scrittori etc. che hanno accompagnato la fertile stagione intellettuale tra gli anni 70 e 90 a Milano di cui Emilio Tadini era figura di stimolo creativo e critico.

┬® Maria Mulas, Christo, New York 1979

Maria Mulas in quegli anni documentò, con una serie di ritratti, i tanti personaggi che hanno dato vitalità al fervore intellettuale del tempo, alla ricerca di dialogo con il resto del mondo e dove Milano è stata luogo di scambio di idee, contatti e originalità. Le sue foto sono fonte documentativa e narrativa importante dell’atmosfera di un periodo che ha gettato le basi della Milano di oggi. Moda, design, arte hanno viaggiato di pari passo con lo sviluppo economico di una città che è stata, ed è, sempre più aperta alle avanguardie e alla contaminazione culturale.

In esposizione non solo ritratti, ma anche una ricerca sulle architetture e sulle prime sperimentazioni del digitale da parte di una delle donne fotografe che ha saputo competere con i fotografi del tempo, tanto da aver costituito uno degli archivi più ricchi e ricercati, in particolare su Milano.

Maria Mulas inizia a fotografare su stimolo del fratello Ugo Mulas che le regala la prima macchina fotografica. Nei primi anni 70 si dedica alla fotografia teatrale, poi estende il suo interesse a tutto l’ambito artistico e culturale condividendo, con il fratello, diversi amici e contatti anche del noto bar Jamaica, luogo di ritrovo intellettuale, tanto quanto molte gallerie della città, tra cui lo Studio Marconi dove si aprivano gli orizzonti dell’arte oltre confine e di cui Tadini, Schifano, Del Pezzo, Pardi e altri ancora furono parte attiva e fondante del successo di Studio Marconi – fondato da Giorgio Marconi (oggi Fondazione Marconi).

Maria Mulas faceva parte del giro stretto di amici di Emilio Tadini e sua moglie Antonia con i quali si mischiava il divertimento con l’indiscutibile produzione di idee e stimoli intellettuali. Una grande e lunga amicizia che oggi la vede, ancor un volta, protagonista presso la Casa Museo fondata d Francesco Tadini e Melina Scalise in memoria di suo padre, Emilio.

Emilio Tadini 001 ph.MariaMulas, Valerio Adami Jean Louis Schefer, 1972
ph.MariaMulas, Valerio Adami Jean Louis Schefer, 1972

Dal libro Torno Subito: dedicato a Emilio Tadini alla sua morte:

Maria Mulas: “Ero sempre contenta quando Emilio veniva da noi la sera perchè della noia non c’era pericolo di sprofondare, con la sua vitalità elettrizzava la festa.

Oramai era scontato che avremmo venduto il nostro appartamento a un certo punto della serata l’argomento finiva lì.

Allora, vendi?

Si, rispondevo

Però un balcone come pièd a terre lo devi tenere. Così possiamo continuare a venire qui a fare i nostri party mettendo una scaletta di corda per salire e scendere liberamente. E faremo versacci verso l’interno ai nuovi inquilini. Ti raccomando, ascolta il mio consiglio. Come farebbe altrimenti Alberto a buttarti dal balcone dopo che tu gli hai nascosto i dieci chili del suo adorato taleggio per impedirgli di mangiarlo? E noi a testimoniare che lui è l’assassino? Senza il balcone non si può fare nulla.

Era così Emilio, aveva una fantasia completamente surreale.”

Emilio Tadini ritratto da Maria Mulas

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CASA MUSEO SPAZIO TADINI

Via Niccolò Jommelli, 254 Milano

(MM Loreto/Piola)

dal 19 settembre al 20 ottobre 2019

inaugurazione 19 settembre ore 18.30

Orario di apertura da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30 –

Domenica su prenotazione via mail: museospaziotadini@gmail.com o telefono: 3664584532 (entro venerdì).

Ingresso libero

Visite guidate al museo e alle mostre 5 euro.

Spazio Tadini presenta l’ultimo libro sul lavoro artistico di Emilio Tadini: Parole e figure


Spazio Tadini, Milano: Le edizioni Pagine d’Arte propongono un invito alla lettura di Emilio Tadini parole&figure
Spazio Tadini, Milano: Le edizioni Pagine d’Arte propongono un invito alla lettura di Emilio Tadini parole&figure

Nella Casa Museo a lui dedicata, fondata da Francesco Tadini (suo figlio) e Melina Scalise nel 2008, Spazio Tadini, gli editori di Pagine d’Arte, Matteo Bianchi e Carolina Leite, presentano il primo volume della nuova collana Parole e figure interamente dedicata al lavoro di Emilio Tadini .

Spazio Tadini via Niccolò Jommelli, 24 Milano

venerdì 30 settembre alle ore 18.30

Parteciperanno alla serata anche gli autori dei testi contenuti nel volume: l’autore del saggio che apre la pubblicazione – intitolato Tadini e le lingue della ideologia – Arturo Carlo QuintavalleAnna Modena, Silvia Pegoraro, Paolo Di Stefano, Gianni Turchetta, Giacomo Raccis, Rosa Pierno, Francesca Priori, Tullio Pericoli, Giorgio Marconi. Parole&figure contiene anche i ritratti fotografici di Emilio Tadini realizzati da Maria Mulas e Marco Bellavita. L’evento di svolgerà nella cornice della mostra fotografica internazionale del Sony World Photography Awards a Spazio Tadini fino al 16 ottobre.

Le edizioni Pagine d’Arte propongono un invito alla lettura e al piacere dello sguardo, oscillante fra immagine e testo, in corrispondenza fra parole & figure. Il titolo che inaugura la collana parole&figure è anche quello dell’inedito collage di testi e immagini costruito a partire dalle carte di Emilio Tadini riunite nei classeur degli anni settanta. Fogli di diario, appunti e citazioni, segni e colori animano la scena poetica di Emilio Tadini, nelle parole di Umberto Eco “scrittore che dipinge, pittore che scrive”. Il collage ideale di parole&figure si attua nello spazio magico, fra le pagine di questo libro che accoglie uno speciale ciel vague nella distanza che si dispone fra nostalgia e desiderio, memoria e progetto.

Emilio Tadini dal libro Parole e figure
Emilio Tadini dal libro Parole e figure

“Quante parole dipinte –  scriveMatteo Bianchi nel testo “E ancora, ciel vague” – lette e viste – in bianco e nero e di tutti i colori – si rivelano al nostro sguardo? Sono almeno mille foglietti, pagine di diario, appunti, citazioni; matite che scrivono testo e parole fra i colori, lettere sull’arte in un mare di carte disegnate sul tavolo e trattenute fra gli anelli di un raccoglitore.” (continua)

Expoincittà- Rassegna Milano in Arte dal 1945 al 2015- ANNI 70: L’ARTE E LE DONNE


mostra Milano in arte dal 1945 al 2015 Anni 70 le donne  e l'arte tuttoGli anni 70’: L’arte e le donne

 Un focus sulla galleria di Zita Vismara di cui ricorre il decennale dalla sua morte e l’arte di alcune artiste che hanno contribuito alla crescita culturale a cominciare da quegli anni.

 DAL 8 AL 23 MAGGIO

SPAZIO TADINI VIA NICCOLÒ JOMMELLI, 24

INAUGURAZIONE 8 MAGGIO ORE 18.30

Artisti in mostra:

per galleria Zita Vismara:

Zita Vismara con Emilio Tadini
Zita Vismara con Emilio Tadini

Alvaro, Italo Antico, Beppe Bonetti, Ludovico Calchi Novati, Rosanna Forino, Hans Hartung, Amilcare Rambelli, Carlo Ramous, Mauro Reggiani, Romano Rizzato, Walter Valentini, Hans Richter, Perilli, Franceschini, Gianni Colombo, Azuma.

Le artiste

DadamainoMaria Mulas, Cecilia Capuana, Giuliana Maldini, Grazia Varisco, Louise Nevelson, Renata Boero, Marilisa Pizzorno, Rosanna Forino

SCOPRI TUTTA LA RASSEGNA MILANO IN ARTE 1945-2015 E LE TAPPE EFFETTUATE AD OGGI

Spazio Tadini in collaborazione con Spazio Pestalozzi presentano, per la rassegna ideata da Francesco Tadini e Melina Scalise “Milano in arte dal 1945 al 2015” inserita all’interno di Expoincittà, una mostra sugli anni 70’ che prende in considerazione una delle galleriste di riferimento dell’epoca, Zita Vismara, di cui quest’anno ricorre il decennale della sua morte e alcune artiste che hanno dato un apporto all’arte italiana partendo da quegli anni. Un vero e proprio percorso tra arte ed emancipazione al femminile su cui riflettere e da cui oggi traggono beneficio molte donne del mondo artistico e culturale.

 Gli anni ‘70 furono quelli dell’emancipazione femminile iniziata con la nuova legge sulla famiglia e l’istituzione del divorzio nel 1970, proseguita poi, nel 1978 con la regolamentazione l’interruzione di gravidanza, mentre tra il 68 e i primi anni 80 furono raggiunti importanti traguardi sull’eguaglianza lavorativa. Una sequenza di conquiste che portò nell’81 ad abolire finalmente anche la legge che consentiva il delitto d’onore.

 Questi cambiamenti sociali, politici e legislativi hanno dato slancio alle donne anche a operare in ambiti lavorativi prima preclusi.

 Un donna che si è particolarmente distinta nel panorama milanese nel mercato dell’arte di quegli anni è certamente Zita Vismara. Nata nel 1925 a Rivolta D’Adda, dopo aver gestito una galleria con il marito Mino Pater, nel 1965 fonda una sua galleria dal nome “Vismara Arte” prima in via Brera, vicino al Giamaica e poi in via San Marco. Fu l’inizio di 40 anni di attività professionale avviata con il buon auspicio di Mario Soldati. A partire dagli anni ’70 Zita diventa un punto fermo e di indiscussa importanza nel dibattito sull’arte contemporanea milanese e internazionale. Grazie a lei sono state portate a Milano opere di Albers, Magnelli, Lohse, Arp, Graeser, Hartung e hanno avuto opportunità di visibilità vendita e promozione centinaia di artisti italiani. Sfidò il gusto del figurativo puntando sempre più la sua attenzione verso l’astrattismo geometrico ovvero un’arte “più o meno rigorosa e geometrizzante” come scrisse Gillo Dorfles nella presentazione del volume Vismara Arte 30 anni – 1965-1995. Nel 1972 fu anche insignita dell’ Ambrogino d’ oro e lavorò incessantemente fino all’ ultimo. Morì nel 2005.

Nell’esposizione a Spazio Tadini si potranno vedere alcune opere dei suoi artisti proprio con opere anni ‘70: Alvaro, Italo Antico, Beppe Bonetti, Ludovico Calchi Novati, Rosanna Forino, Hans Hartung, Amilcare Rambelli, Carlo Ramous, Mauro Reggiani, Romano Rizzato, Valter Valentini, Hans Richter, Perilli.

Ma l’omaggio alla galleria Zita Vismara proseguirà poi in autunno con una mostra presso lo Spazio Pestalozzi con una collettiva con artisti rappresentativi dei suoi 40 anni di attività.  Nella sezione dedicata alle artiste degli anni ‘70 sono state selezionate donne che hanno avuto un ruolo attivo nell’arte di quegli anni.

Tra queste non può mancare Edoarda Emilia Maino, in arte Dadamaino, femminista militante, Carla Accardi, anche lei femminista e parte del gruppo Rivolta femminile a cui aderiva anche la scrittrice Carla Lonzi, Maria Mulas, artista, tra le più rappresentative nel catturare uno spaccato dei personaggi dell’arte e della cultura milanese di quegli anni attraverso l’arte fotografica, Cecilia Capuana, fumettista e femminista impegnata tanto da voler distruggere, attraverso i suoi fumetti, un femminile preconfezionato ed è una delle prime donne a pubblicare sulla rinomata rivista Metal Hurlant e Anana rivista realizzata interamente da donne poi censurata per le copertine lavorando fianco a fianco con Jean-Pierre Dionnet e Moebius. Giuliana Maldini, anche lei fumettista, che nel 1978 è stata la prima donna in Italia a pubblicare un libro di vignette sulla condizione femminile, ed è tra le migliori autrici della rivista di satira Strix. Grazia Varisco, artista di rilievo che, negli anni 70 raggiunse quella maturità artistica nell’ambito dell’Arte Cinetica e programmata che oggi la porta ad ampi riconoscimenti nazionali e internazionali. Renata Boero, allieva di Scanavino, genovese, ma milanese d’adozione, con i suoi Cromogrammi, che indagano le espressioni primarie della materia, raggiunge uno dei risultati più alti della ricerca artistica di quegli anni. Louise Nevelson scultrice di origine Ucraina, ma d’adozione americana di fama internazionale che espose a Milano in quegli anni in particolare presso lo Studio Marconi quasi nume tutelare della femminilità negli anni 70 tanto da scegliere di non portare mai i pantaloni. Rosanna Forino, artista milanese che emerge negli anni’ 70 e fu la prima artista italiana ad esporre a Mosca dopo la caduta del muro di Berlino su invito della Fondazione Culturale Sovietica di Mosca con un’importante antologica; attualmente è in mostra presso la sala Lounge Pergolesi del Club Sea presso l’aeroporto internazionale di Malpensa a cura di Spazio Tadini,. Marilisa Pizzorno anche lei artista che ha avviato la sua attività a Milano negli anni ‘70 e che ha avuto importanti riconoscimenti di critica con firme come Sanesi, Tadini, Seveso, Bossaglia, Meneguzzo e tanti altri ancora.