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Mostra fotografica di Angelo Tondini: Un pianeta senza l’uomo


Una mostra che propone un percorso tra fotografia, pittura e poesia per un’arte accessibile e “multimediale”. Ecco come si propone l’artista e giornalista Angelo Tondini:

Credo che la classica mostra di fotografia – a tema o antologica- in bianco/nero o a colori, abbia fatto il suo tempo.
A meno di non chiamarsi Cartier Bresson, Doisneau, Capa, Newton o Art Kane. Ma, se non baglio, sono maestri del passato e nessuno di loro è ancora in vita.

Ho pensato di offrire allo spettatore quattro soluzioni per ogni immagine. Con un tema conduttore, in questo caso “Un pianeta senza l’uomo”, cioè immagini della Terra dove ci sono soltanto fiumi, rocce, mari, deserti, piante, animali.
Un tema attualissimo, considerando che l’umanità ha combinato -e continua a farlo- disastri normi dal punto di vista ecologico. Alcuni ormai irreparabili. Lo sanno tutti, ma pochi fanno qualcosa per arrestare questo degrado. Dal punto di vista fotografico e creativo, offro quattro soluzioni per ogni immagine:

A) La foto come è stata scattata da me in pellicola, e stampata direttamente, senza alcuna modifica o alterazione.
B) La stessa foto lavorata con Photoshop grazie all’assistenza tecnica di Vito Iannuzzi.
C) La stessa foto stampata su tela, con intervento pittorico di un artista famoso : Ariel Soulé.
D) Una mia poesia in italiano e in inglese, che si colleghi al tema della foto

La mia ambizione sarebbe quella di educare l’occhio e il gusto dello spettatore a sentire e vedere le enormi possibilità,  le innumerevoli variabili creative di un’immagine. Da qui la scelta per una soluzione multimediale: fotografia pura, tecnologia, pittura, poesia.  Non ho mai visto in vita mia un incontro del genere. Per questo sono anche fiero di averlo inventato. E anche sicuro che prima o poi verrà copiato, come è accaduto in  tutta la vita per le cose che ho fatto. Ma non sono idee queste che si possano brevettare.

Vorrei anche spingere il visitatore a comperare e collezionare foto, magari inquadrarle, regalarle o appenderle in casa propria, al posto di quadri, o stampe, o litografie mediocri. In Italia siamo ancora indietro in questo settore dell’arte, rispetto a Paesi come la Francia, la Svizzera, la Svezia, a germania, gli Stati Uniti. Ma qualcosa per fortuna si sta muovendo e sono molte le gallerie fotografiche che stanno nascendo”.
Il ricavato netto della mostra verrà inviato all’Ospedale Italiano di Khulna, in Bangladesh, in memoria di Enrico Romanelli.

 

Teun Hocks il fotografo olandese per la prima volta a Milano a Spazio Tadini durante il Photofestival


Presentano

per

logo photofestival

TEUN HOCKS

Cosmic Surrounding

inaugurazione mercoledì 23 aprile ore 18.30

in mostra dal 23 aprile al 12 maggio 2014

orari di apertura da martedì a sabato dalle 15.30 alle 19.00

Durante la mostra saranno disponibili una presentazione del lavoro dell’artista a cura di Paola Riccardi e il catalogo edito dalla Galleria Paci contemporary di Brescia con un testo a cura di Gigliola Foschi

 “..qualcosa che è evidentemente una fotografia,

evidentemente una pittura,

ma sembra pure il fotogramma del film di una scena teatrale.”

Gigliola Foschi Continua a leggere Teun Hocks il fotografo olandese per la prima volta a Milano a Spazio Tadini durante il Photofestival

Promessi Sposi: Spazio Tadini (Milano) il 19 settembre inaugura una mostra fotografica degli allievi dell’istituto di fotografia (IIF) a cura di Roberto Mutti: Premiato studio Promessi Sposi


A settembre riprende l’attività scolastica e, ancora oggi, gli studenti italiani, si troveranno, prima o poi, alle prese con il romanzo di Alessandro Manzoni, “I promessi sposi”. Un testo che racconta un’epoca in cui possiamo ritrovare le radici della nostra cultura familiare, sociale e religiosa. A distanza di 140 anni dalla morte di Manzoni (1785-1873), il critico e insegnante presso l’Istituto Italiano di Fotografia Roberto Mutti, ha chiesto ai suoi studenti di cimentarsi con l’interpretazione del romanzo manzoniano in chiave contemporanea.

“Un lavoro non così semplice per gli studenti – afferma Mutti – perchè il testo de I promessi sposi, ricorda a tutti il lavoro scolastico e ciò che ne consegue, ma anche perchè il suo mondo di relazioni è ormai molto lontano rispetto alla società di oggi. Pertanto i ragazzi mi hanno espresso non poche difficoltà e resistenze. Dal lavoro insieme credo che siano stati prodotti una serie di scatti e ritratti interessanti”.

Tutti i lavori fotografici saranno esposti all’associazione culturale Spazio Tadini di Milano, in via Jommelli, 24 (visite da martedì a sabato dalle 15.30 alle 19). La mostra inaugurerà il 19 settmbre alle ore 18 alla presenza del preside della scuola Maurizio Cavalli, degli studenti e degli insegnanti dell’istituto.

Spazio Tadini invita tutte le scolaresche milanesi a visitare la mostra fino al 5 ottobre (sabato 5 ottobre sarà aperta in relazione alla Giornata del Contemporaneo dell’Amaci) .

TESTO CRITICO DI ROBERTO MUTTI
“Il confronto fra scrittura e fotografia è sempre produttivo e ricco di sorprese perché questi sono due linguaggi solo apparentemente lontani come dimostrano i tanti scrittori (Luigi Capuana, Giovanni Verga, Lewis Carroll, August Strindberg, Jack London, Èmile Zola, per non citali tutti) che alla fotografia si sono dedicati con passione e risultati pregevoli. Alcuni studenti dell’Istituto Italiano di Fotografia, a ideale conclusione del loro percorso di studi, si sono dunque misurati con un testo come “I Promessi Sposi” che ha la singolare caratteristica di essere apparentemente conosciuto da tutti perché la sua lettura è imposta dall’ordinamento scolastico ma, proprio per questa ragione, raramente approfondito con sguardo originale. Come oggi un giovane guarda al mondo descritto da Manzoni, che analogie si trovano con quello in cui viviamo, chi potrebbero essere oggi i Bravi, di quali efferatezze si macchierebbero i potenti, a
quali valori si appellerebbero una Lucia e un Renzo contemporanei? Il seminario si è articolato durante tutto l’anno scolastico per consentire una riflessione critica che per un verso incoraggiasse i singoli a trovare la strada dell’interpretazione personale e per l’altro fosse frutto di un lavoro collettivo fatto di reciproche osservazioni. Lasciati liberi di esprimersi ma contemporaneamente
indirizzati a un metodo di lavoro serio e rigoroso, gli studenti hanno realizzato ricerche che risentono delle loro inclinazioni e preferenze. Così “Premiato Studio Promessi Sposi” – questo è il titolo della loro mostra collettiva accompagnata
dall’omonimo catalogo – accosta still-life e ritratti, paesaggi e fotografie che sembrano create per il mondo della moda, visioni delicate e immagini provocatorie che rivelano come il romanzo possa essere rivisitato alla luce del presente.”

Per ulteriori informazioni:
Istituto Italiano di Fotografia Tel + 39 02 58105598 press@iifmilano.com