Archivi categoria: mostre fotografiche

Istituto Italiano di Fotografia in Mostra con Spoon River: dal 4 ottobre 2018


Una mostra fotografica degli allievi neo diplomati dell’Istituto Italiano di Fotografia di Milano, una reinterpretazione fotografica di un’importante opera letteraria.

La ballata dei sogni perduti – Fotografando Spoon Rivera cura di Roberto Mutti sarà esposta, in quello che era lo studio di Emilio Tadini, dal 4 al 14 ottobre 2018.

Francesca Pirelli
Francesca Pirelli

Reinterpretare fotograficamente un’opera letteraria è un’operazione concettualmente intrigante perché può dar vita a inaspettate rivelazioni”. Roberto Mutti

In Mostra 30 cornici con le immagini degli studenti neo-diplomati che quest’anno hanno interpretato con il seminario di Roberto Mutti il testo L’ANTOLOGlA DI SPOON RIVER di Edgar Lee Masters, raccolta di poesie in forma di epitaffi, pubblicata nel 1914.
Giunti all’ottava tappa dell’ormai lunghissimo percorso “Quando la letteratura incontra la fotografia” rivolto agli studenti del Corso Professionale dell’Istituto Italiano di Fotografia, era necessario proporre per la prima volta un’opera poetica e quella di Edgar Lee Masters è parsa la più indicata per suggerire a questi giovani autori che si incamminano sulla strada della professione come le parole possano essere fonte di intuizioni profonde.” (R. M.)

Gli studenti in mostra sono: Claudete Alves Cardoso • Elisa Andreon • Veronica Argentiero • Elena Benvenuto • Federica Bertoletti • Francesca Cavallo • Giada Cucchi • Vincenzo Delnegro • Lara Franz • Alessandra Gennari • Ester Girardi • Tommaso Lavegas • Martina Maiello • Elena Maldifassi • Florentina Marzorati • Mario Orfé • Clara Parmigiani • Francesca Pirelli • Marco Pistolesi • Veronica Maria Chiara Sala • Natalia Szulamska

Elena Maldifassi, Oblivion
Elena Maldifassi, Oblivion Elena Maldifassi, Oblivion Elena Maldifassi, Oblivion

INAUGURAZIONE: GIOVEDÌ 4 OTTOBRE ORE 18.30
DURATA: da venerdì 5 a domenica 14 ottobre 2018
ORARI: da mercoledì a sabato 15:30 – 19:30, domenica 15:00 – 18:30
lunedì e martedì chiuso

INFO: Lucija Hrvat
Relazioni Esterne Istituto italiano di Fotografia
press@iifmilano.com
tel. 02 58107623 – 02 58107139
www.istitutoitalianodifotografia.it

Spazio Tadini è anche Sede di PHOTOMILANO Club Fotografico Milanese, fondato e diretto da Francesco Tadini https://photomilano.org

La fotografia racconta l’immagine femminile: fino al 14 ottobre 2018


Fotografia: i ritratti in bianconero realizzati fra la fine degli anni Cinquanta e i Sessanta di “Belle e possibili” a cura di Roberto Mutti, e le fotografie dei sette autori che raccontano l’immagine femminile oggi di “Immagina: il femminile oggi” a cura di Federicapaola Capecchi, hanno affascinato un pubblico numeroso sia all’apertura delle mostre che alla serata di incontro con gli autori.

Qui alcune immagini della serata di apertura al pubblico – foto di Angelo Pepe

Le mostre sono aperte fino a domenica 14 ottobre 2018 con i seguenti orari: dal mercoledì al sabato dalle 15:30 alle 19:30, la domenica dalle 15:00 alle 18:30. Il lunedì e il martedì siamo chiusi. Sono possibili, previa prenotazione telefonica o via email, anche visite su appuntamento per gruppi, scuole e collezionisti. Come sempre, chi viene in visita alla Casa Museo Spazio Tadini, può usufruire di una visita guidata con il curatore della mostra, quindi non esitate a chiederla se vi piace l’idea di poter scoprire ogni dettaglio di come è stata pensata, costruita e realizzata l‘esposizione che andate a vedere, se vi interessa scoprire curiosità e dettagli di ogni autore e fotografia, per esempio, che raccontano l’immagine femminile oggi. Gli autori sono Monica Silva, Virginia Bettoja, Marco De Iasi,  Marco Tagliarino,  Zoe Vincenti,  Claudio Argentiero, Francesco Faraci e si muovono tra il ritratto, il reportage, la moda, l’autoritratto e progetti di ricerca sull’identità. Ve li presentiamo, qui, ognuno con una sola fotografia, le altre venite a scoprirle.

In contemporanea potete visitare la mostra antologica di Giuliana Traverso “L’eclettismo come stile” a cura di Fondazione 3M, scoprendo l’impegno e il carattere di una fotografa interessata alle idee, all’identità, alla società domestica e al quotidiano tanto quanto al suo mondo di sentimenti interiori. Attenta e determinata nell’affermare il ruolo della donna come protagonista della società, e a sollecitare la coscienza pubblica.

Addentrandovi nello studio di Emilio Tadini, prima di raggiungere la meraviglia dei suoi quadri e dei suoi libri, vedrete l’esposizione ospite di Raphael Mazzucco.

Nel corso di queste mostre alcuni appuntamenti cui non mancare: sabato 29 settembre, dalle ore 18:30, è la volta della presentazione del libro di Diego BardoneStreet Life Milano”. Giovedì  4 ottobre si tiene la presentazione del libro di Luca Pollini “Ordine compagni! Storie, cronache e leggende dei  Servizi d’Ordine” e sabato 6 ottobre, il concerto jazz dei Dugong che presentano il nuovo album “ The Big Other

Vi aspettiamo e per tenervi sempre aggiornati sui prossimi appuntamenti QUI

Informazioni e prenotazioni visite guidate: +39 02 26 11 04 84 – federicapaola@spaziotadini.it; ms@spaziotadini.it

Qui ancora immagini della serata di apertura al pubblico delle mostre – foto di Rodolfo Cammarata

 

Alessandro Trovati: mostra fotografica Olimpiadi dal 3 maggio 2018


Rio 2016 Olympic games, Men's trampoline Gymnastics. August 2016. photo by Alessandro Trovati Pentaphoto Mate Images
Rio 2016 Olympic games – Men’s trampoline Gymnastics. August 2016. Photo by Alessandro Trovati /Pentaphoto/Mate Images

La Mostra Fotografica Olimpiadi di Alessandro Trovati, a cura di Federicapaola Capecchi, apre al pubblico giovedì 3 maggio 2018

In mostra anche Stefano Rellandini, Luca Bruno, Marco Trovati, Giovanni Auletta  e alcune fotografie di Armando Trovati.

Partner e Sponsor della Mostra Bruno Melada Stampa & Fine Art

Apre al pubblico giovedì 3 maggio 2018, ore 18:30, la Mostra Fotografica Olimpiadi di Alessandro Trovati, Canon Ambassador. Una selezione delle fotografie più significative e autoriali fatte alle Olimpiadi, partendo da quelle appena conclusesi – Pyeongchang 2018 – percorrendo poi quasi tutte le 11 Gare Olimpiche, da Atene 2004 a Pechino 2008 a Londra 2012, attraverso i più grandi momenti e protagonisti della storia dello sport.

Dopo la mostra “Lo sport in bianco e nero”, incentrata sulla narrazione che si muove all’interno del bianco e nero di Alessandro Trovati e dell’ intensità e carattere delle sue fotografie,  concentriamo l’attenzione sul colore e sulla sua duplice capacità: quella di dare prima un’assoluta e suggestiva bellezza formale e, un attimo dopo, far accorgere che si sta parlando di sport, anzi della sua anima. Un fotografo sportivo di questo calibro è, in fondo, anche lui un campione olimpico, anche lui in cerca di un record da battere. Nel fotografare. In cerca di nuovi mezzi, o innovativi, per scattare foto spettacolari. Rispetto ad un tempo oggi un fotografo sportivo può fotografare sott’acqua, avvalersi di robotica per comandare a distanza la macchina fotografica in situazioni e posizioni non raggiungibili, eccetera. Ma per quanto il progresso tecnologico sia di reale ausilio nella fotografia sportiva, non è ciò che fa la differenza per Alessandro Trovati. La differenza è data dal fatto che la sua è la fotografia dei grandi. Quella che sa cos’è la luce, e sa giocarvi con maestria, quella che ha l’attitudine di far emergere ombre e dettagli grazie a passaggi chiaroscurali (e avviene anche nel colore), quella che ha ritmo, tempo, le pause. Quella fotografia fatta anche di inquadrature sapienti, sempre molto equilibrate, articolate, che chiedono all’osservatore di essere attivo in ogni senso, muovendosi in ogni spazio e tempo della fotografia, oltre ogni soggetto attivo, passivo o in primo piano. Anche nei coni d’ombra. Perché è lì, in quella formula visiva e narrativa, che si conchiude ogni sfumatura e azione, che si svela il senso della storia che Alessandro Trovati ha scelto di raccontare.

LONDON 2012 Olympic games, August 2 2012, Elisa Di Francisca Fioretto squadre. scherma Pentaphoto, Alessandro Trovati
LONDON 2012 Olympic games, August 2 2012, Elisa Di Francisca Fioretto squadre. scherma Pentaphoto, Alessandro Trovati

E così nella mostra Olimpiadi – attraverso gli scatti a Mohammed Farah e Usain Bolt (Rio 2016), Yuri Chechi (Atene 2004), Simone Beals (Rio 2016), Michael Fred Phelps, Sofia Goggia (Pyeongchang 2018), all’Hockey femminile (Londra 2012), al nuoto sincronizzato, solo per citarne alcuni – ci muoviamo tra fotografie che si distinguono subito per la luce, i piani, la tonalità, l’inquadratura, il punto di vista, i soggetti, la struttura e la dinamicità. Dove il movimento è nella sua natura e nella sua testa prima ancora che nel mirino della macchina fotografica. Un movimento che non è mai congelato ma sempre in divenire per ogni secondo del nostro sguardo sulla foto, obbligandoci a vedere e non semplicemente a guardare.

OLYMPIC GAMES PECHINO 2008, Usain Bolt Agosto 2008 Photo by Alessandro Trovati
OLYMPIC GAMES PECHINO 2008, Usain Bolt Agosto 2008 Photo by Alessandro Trovati

Tra i molti elementi che caratterizzano una buona foto” – scrive la curatrice Federicapaola Capecchi – “uno tra i più importanti  è probabilmente il mistero. Per dirla come sosteneva Minor White … <cos’altro è?>. Cosa altro è la fotografia di Alessandro Trovati? Una questione di mentalità (è lui stesso l’atleta dell’evento) e l’importanza di raccontare storie da tramandare nel tempo”. E così la mostra Olimpiadi si muove attraverso l’essere immersi nell’azione e il piacere di raccontare storie in tutte le loro sfaccettature. “Le sue fotografie – scrive ancora la curatrice – “hanno la forza e il fascino della capacità di fissare l’attimo così come il gesto atletico, di immortalare gioia, fatica, dolore”.

Rio 2016 Olympic games, August 2016, Syncronised swimming Photo by Alessandro Trovati, Pentaphoto, Mate Images
Rio 2016 Olympic games, August 2016, Syncronised swimming Photo by Alessandro Trovati, Pentaphoto, Mate Images

Nella mostra Olimpiadi sono esposte anche 3 fotografie di 4 colleghi di Alessandro Trovati – Stefano Rellandini, Luca Bruno, Marco Trovati, Giovanni Aulettain una sorta di omaggio alla fotografia sportiva che condividono come mestiere e passione, a concretizzare uno dei più grandi valori dello sport e delle Olimpiadi: lealtà e fratellanza. In fondo i cinque anelli intrecciati su fondo bianco, simbolo e bandiera del Comitato Internazionale Olimpico (Cio) e dei giochi olimpici fin dal 5 aprile 1896, giorno in cui ad Atene furono aperte le prime Olimpiadi dell’era moderna, simboleggiano proprio ciò. A ogni colore corrisponde un continente: blu per l’Oceania, nero per l’Africa, rosso per le Americhe, verde per l’Europa e giallo per l’Asia. Con questo simbolo il barone francese Pierre de Coubertin, che lo aveva ideato insieme ai Giochi olimpici, voleva sottolineare lo spirito di fratellanza che doveva caratterizzare la manifestazione.

A suggello di questo omaggio alla fotografia sportiva, un piccolo omaggio è per Armando Trovati, padre di Alessandro e fondatore di Pentaphoto, del quale quattro fotografie suggestive aprono il percorso della mostra.

Olympic Games '84, Los Angeles, Photo Armando Trovati
Olympic Games ’84, Los Angeles, Photo Armando Trovati

OLIMPIADI di Alessandro Trovati

A cura di Federicapaola Capecchi

In mostra anche Stefano Rellandini, Luca Bruno, Marco Trovati, Giovanni Auletta e Armando Trovati

Dal 3 maggio al 3 giugno 2018 – Opening giovedì 3 maggio ore 18:30

Partner e Sponsor della Mostra Bruno Melada Stampa & Fine Art

Casa Museo Spazio Tadini

Via Niccolò Jommelli 24

20131 Milano

Pachamama La natura si riprende i suoi spazi


PHOTO POCKET EXHIBIT – Pachamama La natura si riprende i suoi spazi

Mostra fotografica del Collettivo Manicomio Fotografico – A cura di Federicapaola Capecchi – DAL 20 al 29  OTTOBRE 2017 –apertura al pubblico venerdì 20 ottobre ore 18:30

 In mostra una selezione di 28 fotografie (di 60) che rivolgono l’attenzione ad un tema di grande attualità e di stampo ecologista che riguarda la salvaguardia dell’ambiente. Le fotografie rappresentano infatti luoghi abbandonati dall’uomo dove la natura si sta riprendendo i propri spazi arrivando letteralmente ad inghiottire e distruggere quanto è stato costruito e almeno momentaneamente dimenticato. I luoghi abbandonati dall’uomo sono il terreno di indagine dei fotografi esposti che, però, non si concentrano sugli spazi in sé, bensì sui vuoti che lentamente vengono riconquistati dalla natura.

Secondo le credenze degli Incas Pachamama è la madre terra che con generosità infinita offre nutrimento e vita al pianeta, ma che può anche mostrare un volto crudele nel momento in cui non viene rispettata.

La mostra non è una critica gratuita al crescente fenomeno di urbanizzazione né tanto meno all’abbandono di determinate aree ed al loro mancato recupero. L’obiettivo è, però, sollevare una riflessione volta a comprendere i motivi che stanno dietro al fenomeno della cementificazione del pianeta e al mancato riutilizzo/riconversione di spazi già urbanizzati. Tutto ciò nella speranza che arrivino soluzioni e proposte, ma soprattutto nella speranza di modificare l’abito mentale attuale rendendo tutti più consapevoli del valore della natura.

Rappresentare il vuoto per raccontare il pieno della storia di uno spazio” scrive Federicapaola Capecchi -”è compito tanto ardito quanto affascinante ed eccitante. Luoghi abbandonati e rovine sono soggetti fotografici molto ricchi, e hanno la magia di raccontare  nel silenzio e costruire storie dalle macerie […] Sono narratori naturali, in un dialogo complesso e articolato con tutto ciò che è loro intorno. Narratori naturali, come la fotografia!”

manicomio fotograficoManicomio Fotografico è un gruppo Facebook nato nel 2014 con la volontà di riunire gli appassionati di fotografia che si occupano di esplorazione e documentazione dei posti abbandonati. Non esistono regole nel “Manicomio” se non quella dell’assoluto rispetto e tutela dei luoghi visitati. “Manicomio Fotografico” è tutto questo ed anche di più.  Il resto è nascosto nelle fotografie, nel racconto di una vita che non vuole cedere alla dimenticanza.

 

 

SPAZIO TADINI CASA MUSEO

Via Niccolò Jommelli 24

20131 Milano

http://www.spaziotadini.com

Pachamama La natura si riprende i suoi spazi

DAL 20 AL 29 OTTOBRE 2017

Orari: dal mercoledì al sabato 15:30/19:30 – domenica 15:00/18:30

tel +39 02 26 11 04 81

 

Virgilio Carnisio: Milano negli anni 60 e la fotografia di documento


 Progetto di Francesco Tadini

Mostra a cura di Federicapaola Capecchi

e Lucia Laura Esposto

in collaborazione con Circolo Fotografico Milanese

19 settembre – 15 ottobre 2017

Spazio Tadini via Niccolò Jommelli 24

apertura al pubblico 19 settembre ore 18.30

VIRGILIO CARNISIO2

Martedì 19 settembre 2017 apre al pubblico, alle ore 18,30 la mostra fotografica personale Virgilio Carnisio, per la serie MILANO NEGLI ANNI ’60 E LA FOTOGRAFIA DI DOCUMENTO. Da un’idea di Francesco Tadini, a cura di Federicapaola Capecchi e Lucia Laura Esposto, in collaborazione con Circolo Fotografico Milanese, presenta 25 fotografie della Milano di Virgilio Carnisio (acquista on line il biglietto per visitare tutte le mostre presso la Casa Museo Spazio Tadini)

La mostra inaugura parallelamente alla PHOTOMILANO Collettiva N°1 (con 90 autori presenti) – a cura di Francesco Tadini, a segnare l’atto di nascita del club fotografico milanese da lui ideato e fondato attraverso l’omonimo gruppo Facebook. Il fil rouge che unisce questa mostra a Photo Milano è l’indagare la Milano di oggi e la Milano degli anni ’60 attraverso il reportage ed una delle funzioni della fotografia, quella di fonte storica.

Virgilio Carnisio si è sempre definito fotografo di strada e le strade che più ha percorso – e ancora oggi percorre – sono quelle della sua città, Milano: metropoli e anima con la quale Virgilio Carnisio ha un legame profondo e sentito. Gli piace molto Milano, e nel percorso delle 25 fotografie in mostra questa cosa si evince in modo importante; come gli piace molto testimoniarne i cambiamenti nel corso dei decenni attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica. Degli anni ’60, ha documentato le metamorfosi di Milano e delle sue persone in un periodo culturale e storico intenso e produttivo, in cui la città lombarda era laboratorio internazionale di idee e saperi, ma anche città del terziario e dei distretti industriali, città della politica, del boom economico e dei movimenti studenteschi. E lo ha fatto con una predilezione visiva: “I soggetti preferiti sono vecchi cortili, case di ringhiera, osterie e antiche botteghe – precisa Lucia Laura Esposto, presidente del Circolo Fotografico Milaneseattraverso cui rivediamo la cosiddetta “vecchia Milano”.

Virgilio Carnisio – aggiunge Federicapaola Capecchice la racconta in un bianco e nero di estrema eleganza che ci riporta la normalità, senza costruzione; nessuna fotografia costruita, spettacolare, ricercata. Insieme al suo sguardo e alla sua macchina fotografica, scatto dopo scatto, inquadratura dopo inquadratura, solo una delle tante proprietà della fotografia, per lui la più autentica, che è quella di esserelo strumento di testimonianza vero”.

In questa mostra si cammina per tutta Milano, dal caffè trattoria di Via Bardolino all’antica osteria di Ronchettino, dalla trattoria della Briosca alla posteria M. Gendotti, dai Navigli a Via del Bollo, da Via del Torchio a Via San Maurillo, dalla Taverna Monferrina a Corso San Gottardo, e chilometri ancora, e mestieri ancora, e volti ancora. “In questa mostraprosegue Federicapaola Capecchiun quadro della città di Milano in bianco e nero intimo, rigoroso, autentico, intensamente narrativo. Un vero e proprio ritratto, attento e consapevole, del tessuto sociale e umano di questa grande città che è Milano”.

Breve Biografia

VIRGILIO CARNISIO si avvicina al mondo fotografico nel 1961-62 frequentando un corso di fotografia pubblicitaria presso l’Enalc (Ente nazionale addestramento lavoratori commercio). Socio storico del Circolo Fotografico Milanese , negli anni ‘60 inizia un lavoro di documentazione analitica del capoluogo lombardo, mosso dall’esigenza di immortalare quegli aspetti della città destinati a scomparire. Nel corso degli anni affina sempre più la sua ricerca, finalizzando il proprio linguaggio espressivo nell’ambito del reportage in bianconero di impostazione prevalentemente sociale, con cui affronta con successo anche altre realtà significative.

Numerose sue fotografie sono apparse su giornali e riviste, libri e enciclopedie e fanno parte di collezioni pubbliche e private; di lui hanno scritto alcuni tra i più importanti giornalisti, critici ed esperti del settore, pubblicando redazionali su prestigiose testate.

Carnisio prosegue ancora oggi, instancabilmente, la sua indagine fotografica e negli ultimi anni si è dedicato a osservare le radicali trasformazioni del quartiere Isola di Milano.

Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti, nel 1981 è nominato BFI (Benemerito della Fotografia Italiana), nel 1982 AFIAP (Artiste de la Federation Internationale de l’Art Photographique), e nel 1992 BFA (Benemerito della Fotografia Artistica); nel 2006 riceve il Premio Nazionale di Fotografia Pino Fantini e nel 2007 l’Onoreficenza di M.F.A. (Maestro della Fotografia Artistica). L’archivio di Carnisio è gestito dall’AFI.

Ernesto Fantozzi: Milano anni 60 e la fotografia di documento


Progetto di Francesco Tadini

Mostra a cura di Federicapaola Capecchi

e Lucia Laura Esposto

in collaborazione con Circolo Fotografico Milanese

19 settembre – 15 ottobre 2017

Spazio Tadini via Niccolò Jommelli 24

apertura al pubblico 19 settembre ore 18.30

Ernesto Fantozzi

Martedì 19 settembre 2017 inaugura la mostra fotografica personale Ernesto Fantozzi per la serie MILANO NEGLI ANNI ’60 E LA FOTOGRAFIA DI DOCUMENTO. Da un’idea di Francesco Tadini, a cura di Federicapaola Capecchi e Lucia Laura Esposto, in collaborazione con Circolo Fotografico Milanese, presenta 25 fotografie della Milano di Ernesto Fantozzi. (acquista biglietto on line per visitare tutte le mostre della Casa Museo Spazio Tadini)

La mostra inaugura parallelamente alla PHOTOMILANO Collettiva N°1 (con 90 autori presenti) – a cura di Francesco Tadini, a segnare l’atto di nascita del club fotografico milanese da lui ideato e fondato attraverso l’omonimo gruppo Facebook. Il fil rouge che unisce questa mostra a Photo Milano è l’indagare la Milano di oggi e la Milano degli anni ’60 attraverso il reportage ed una delle funzioni della fotografia, quella di fonte storica.

Ernesto Fantozzi è ideatore e fondatore insieme a Mario Finocchiaro del Gruppo ’66, già membro del Circolo Fotografico Milanese da quando inizia a fotografare nel 1959.

Ernesto Fantozzi trovava irritante ogni fotografia ove il soggetto fosse trasfigurato, idealizzato, soggettivizzato. Definiva quelle fotografie sentimentalistiche, inconcepibilmente lontane dal vero. E del desiderio del mondo reale, del bisogno di tracce del reale e del quotidiano fece manifesto.

Per dirla con le parole di Ernesto Fantozzi, di cui anche Valentino Bassanini faceva parteriporta Lucia Laura Esposto, presidente del Circolo Fotografico Milanese“Il nostro scopo era produrre una fotografia di tipo documentale, in cui vengono ignorati estetismi e personalismi a favore di un’oggettività di tipo testimoniale. Una fotografia che sia in grado di trasmettere allo spettatore e ai posteri un’immagine quanto più possibile neutra della realtà esaminata”.

Le 25 fotografie selezionate per la mostra accompagnano proprio dentro all’approccio diretto e aderente alla realtà dei luoghi della sua città, Milano; dentro ad un preciso concetto di fotografia.

[…] le cose fotografate come sono, con naturalezza, senza alcun sovraccarico d’orpelli stilistici […] – 1° comandamento del Gruppo ’66Vietati flash e teleobiettivi; obiettivo da 35 mm, che chiede una ripresa da vicino; campo d’applicazione: Milano, la propria città […]”

Nel percorso della mostra ci si muove tra la costruzione della metropolitana in corso Venezia, i nuovi luoghi di aggregazione come La Rinascente, vie e quartieri periferici, le attività e il clima dell’ortomercato di Viale Umbria e le stazioni di servizio, soggetto di grande fascino per Fantozzi. Ci si sofferma su una fotografia priva di qualsiasi estetismo e con un grande valore storico. Una narrazione fluida che fa scorrere nei nostri occhi (non solo davanti) casi cittadini, che rende anche noi dei passanti per quei cortili, vicoli, vie, bar, botteghe … chiedendoci uno sguardo ed una partecipazione attenti e particolari verso i nostri simili, e verso il territorio e contesto metropolitano in cui storie e persone si muovono. Nessun ambiente, situazione o soggetto manomesso, nessuna posa. Solo la testimonianza del vero. Fotografia di documento. Ed un fotografo, Ernesto Fantozzi, attento osservatore e testimone del suo tempo.

Breve biografia

ERNESTO FANTOZZI inizia a fotografare nel 1958 e da allora è fedele al Circolo Fotografico Milanese.

Ama il reportage. Sin dalle primissime fotografie è evidente la sua formazione giovanile iniziata sfogliando le riviste straniere, osservando e studiando immagini sportive e di guerra, realizzate nel modo che ancor oggi preferisce: nessuno spazio all’estetica fine a sé stessa, ma grande attenzione al significato documentario che l’immagine può trasmettere.

Nel 1962 riceve la nomina di AFIAP (Artiste de la Federation Internationale de l’Art Photographique).

Nel 1965 è ideatore e cofondatore del “Gruppo 66”.

Nel 2002 la FIAF lo nomina “Autore dell’anno” e nel 2003 “Maestro della Fotografia Italiana”.

La sua attività è tuttora intensa: workshop, conferenze, mostre personali e collettive.

Le sue foto continuano a essere pubblicate su libri e riviste.

Photomilano

http://www.photomilano.org

Circolo Fotografico Milanese

http://www.circolofotograficomilanese.it

SPAZIO TADINI CASA MUSEO

Via Niccolò Jommelli 24, 20131 Milano – MM1 Loreto, MM2 Piola; Bus 62-81-55

Apertura mostra da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19 e domenica dalle 15 alle 18.30

Ingresso alla Casa Museo e visita a tutte le mostre in corso: biglietto 5 euro.

http://www.spaziotadini.com

Fotografia: Alessandro Trovati con la mostra personale “Lo sport in bianco e nero”


Alessandro Trovati, Tour De France-online
Alessandro Trovati

La mostra fotografica Lo sport in bianco e nero di Alessandro Trovati, a cura di Federicapaola Capecchi, inaugura sabato 27 maggio 2017 alle ore 19 e rimane aperta fino al 18 giugno 2017.  È inserita nel PhotoFestival 2017 e nella Photo Week del Comune di Milano.

Si contano sul palmo delle mani i fotografi sportivi che perseguono una ricerca fotografica in bianco e nero e Alessandro Trovati si distingue per la capacità di fissare l’attimo così come il gesto atletico, di dare una suggestione particolare alla prestazione atletica così come a tutta la situazione, per la sua immaginazione, la sua capacità di porre occhio e sguardo creando fotografie esclusive, in cui anche l’individualità e l’intimità del soggetto acquistano una forza narrativa forte, restituendoci spesso anche dei ritratti umani. Il suo fotografare notevole per empatia, forza e racconto, e ancor più in bianco e nero, è la narrazione di passioni ed emozioni complesse e Alessandro Trovati riesce a tramandare queste storie nel tempo.

La mostra fotografica, a cura di Federicapaola Capecchi, propone una selezione delle fotografie di Alessandro Trovati incentrata su il bianco e nero e sulla narrazione che in esso si muove. Nel Salone principale della Casa Museo Spazio Tadini si espone la ricerca in bianco e nero, e nella Sala delle Colonne, le foto più famose di Alessandro Trovati sul ciclismo oltre che diversi scatti in anteprima assoluta dell’attuale Giro D’Italia. Il tutto nella cornice dell’evento che vede impegnate tutte le altre sale della Casa Museo: il Milano Bici Festival, all’interno del quale – correlate alla mostra e al tema ciclismo – si svolgeranno presentazioni di libri, incontri, serate, performance.

Alessandro Trovati Lo sport in bianco e nero
Alessandro Trovati, Lo sport in bianco e nero

Le fotografie di Alessandro Trovati” – scrive Federicapaola Capecchi – “hanno la forza e il fascino della capacità di fissare l’attimo così come il gesto atletico, di immortalare gioia, fatica, dolore; di dare una suggestione particolare, a volte unica, non solo alla prestazione atletica in sé ma alla situazione tutta, come, per esempio, la fotografia di un ciclista colto all’interno di un tunnel stradale, davanti ai fari delle auto di gara, solo, verso il traguardo. Dalle sue fotografie è evidente come, negli anni, abbia sviluppato oltre l’esperienza sul campo anche molto, e soprattutto, l’immaginazione, ciò che gli permette di realizzare delle fotografie esclusive. […]”  LEGGI QUI 

PARTNER & SPONSOR DI SPAZIO TADINI CASA MUSEO PER “Lo sport in bianco e nero” di Alessandro Trovati

http://www.brunomelada.com

Fotografia: Photo Pocket Exhibit dal 17 al 24 Maggio 2017


Inaugura – mercoledì 17 Maggio 2017 – ore 18.30  – la seconda (di quattro) mini mostra fotografica del format Photo Pocket Exhibit.

La mostra fotografica “NESSUN PREGIUDIZIO – Viaggio in Terra Santa” è costituita da una selezione del progetto di Samantha Caligaris Klein a cura di Michela Gobbo e Carlotta Marchigiano.
Nell’ambito del corso in curatela professionale “Professione Curator_Photography” – ideato e organizzato da Alessia Locatelli – gli allievi della II sessione (Febbraio 2017) hanno avuto l’occasione di progettare ed esporre 4 mini mostre fotografiche nella storica Casa Museo Spazio Tadini. Un’opportunità unica, strutturare un evento di arte visiva in un luogo deputato, all’interno della 12esima edizione del Photofestival, il mese milanese dedicato alla fotografia. Un sincero ringraziamento a Francesco Tadini, Federicapaola Capecchi e Melina Scalise che hanno fornito l’opportunità – col progetto Photo Pocket Exhibit – di misurarsi nel concreto con la curatela e la gestione completa di una mostra fotografica.” – Alessia Locatelli

Photo Pocket Exhibit

NESSUN PREGIUDIZIO – Viaggio in Terra Santa”

NESSUN PREGIUDIZIO è un progetto nato nel 2015 durante il viaggio che la fotografa, Samantha Caligaris Klein, e un gruppo di collaboratori hanno compiuto in Israele e Palestina.

Lo sguardo della fotografa, privo di ogni pregiudizio, ci mostra una terra in conflitto, un conflitto non fatto solamente di violenza e di armi ma anche interiore, vissuto da chi ha visto la guerra nascere sotto i suoi occhi e da chi non conosce realtà differente.

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Samantha Caligaris Klein ci aiuta nella lettura del suo progetto dandoci le prime linee guida: “Ogni forma di arte è politicizzata perché ogni essere umano è la politica della sua città-stato, quindi come aspirante artista e fotografa e allo stesso tempo come cittadina del mio contesto inviterei a guardare le immagini, riflettere sulla loro superficie estetizzante ed infine osservare quanto la mano dell’uomo sia forte nel suo spazio occupato, pur essendo così poca la sua presenza esplicita negli scatti.”

Samantha Caligaris Klein Samantha Caligaris Klein, piemontese d’origine ma cresciuta in Toscana, dopo gli studi in scultura a Pietrasanta, si interessa al fashion design and economy concludendo il suo percorso a Milano laureandosi in Visual Art and Curatorial Studies con una tesi basata sul confitto Israelo – Palestinese in collaborazione Elvira Vannini (independet curator) e Flavia Malusarsi (independet curator in Egypt-Cairo). Dal 2013 inizia un’intensa collaborazione con Lis Lab – associazione teatrale diretta da Antonella Cirigliano – grazie alla quale si specializza in fotografia teatrale e in Performing arts. Dopo una residenza, promossa dall’Open Care, in Danimarca presso il teatro Carte Blanche partecipa a diverse esposizioni ed eventi tra cui “Fashion meets art”, “#35 modern art Nescafé” e “Theatre of learning” con Michelangelo Pistoletto, John Baldessari, Piero Gilardi, Annamaria Maiolino, Joan Jonas, Nanni Balestrini e Yona Friedman curate da Marco Scotini.

Michela Gobbo Padovana, diplomata alla Scuola d’Arte si è laureata in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa alla Biennale di Venezia e pubblicato l’articolo “Utopia Station” in collaborazione con la dott.sa Martina Busato all’interno della raccolta “50.Biennale Revisited” edito da Mozzanti Editore. Si dedica alla pittura e alla fotografia.

Carlotta Marchigiano Originaria di Torino, diplomata in Restauro delle opere pittoriche prosegue i suoi studi presso la facoltà di Scienze dei Beni Culturali all’Università degli studi di Milano. Scrive di spettacolo per la rivista LoSbuffo ed è contemporaneamente fotografa ufficiale dell’orchestra internazionale Pequeñas Huellas

 

 

NESSUN PREGIUDIZIO – viaggio in Terra Santa

fotografie di Samantha Caligaris Klein

a cura di Michela Gobbo e Carlotta Marchigiano

Inaugurazione mercoledì 17 maggio 2017 ore 18:30 ingresso € 5

dal 17 al 21 Maggio 2017
orari: dal mercoledì al sabato 15:30/19:30, domenica 15:00/18:30

ingresso € 5

Per Info e Contatti:
Casa Museo Spazio Tadini
Via Niccolò Jommelli, 24, 20131 Milano
telefono: 02 2611 0481

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