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Spazio Tadini – Mostra di Elena Cirella dal 10 al 26 maggio: Abbracci. Per la prima volta a Milano con un doppio appuntamento

      Associazione culturale Renzo Cortina  e Spazio Tadini

Presentano

 Un doppio appuntamento con l’arte di

 ELENA CIRELLA

Affioramenti

A cura di Raffaella Aragosa

 Dall’ 8 al 19 maggio 2012

Inaugurazione “Cavalieri e sirene”: martedì 8 maggio ore 18,30

 Associazione Culturale Renzo Cortina, Via Mac Mahon 14/7, Milano

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Dal 10 al 26 maggio 2012

Inaugurazione “Abbracci”: giovedì 10 maggio ore 18,30

con proiezione video ideato da Leila Artese

L’artista romana Elena Cirella, allieva all’Accademia di Roma di Trotti ed Avenali, rappresentante di un filone figurativo che non si è mai esaurito nella capitale, si presenta, per la prima volta a Milano, con una doppia esposizione alla Galleria Cortina (dal 9 al 19 maggio) e allo Spazio Tadini (dal 10 al 26 maggio). La mostra Affioramenti accoglie opere prodotte lungo l’arco di un ventennio dalla prima maniera drammatica, espressionista, ancora nel solco di una tradizione iconografica sintatticamente organizzata, alla progressiva liberazione dall’inquadramento compositivo, per arrivare con il ciclo Cavalieri ad un linguaggio autonomo, personale, riconoscibile e decostituito; un ritorno agli elementi basilari del disegno nella ricostruzione attiva del nuovo.

Traguardo espressivo, l’estremizzazione dell’assoluto fino ai limiti del graffitismo, senza smarrire mai il calore e il corpo del veicolo espressivo della materia ad olio.

Il titolo dell’esposizione, Affioramenti, definisce con esattezza l’universo figurativo dell’artista lungo tutto l’arco della sua produzione, dalle presenze medianiche fino agli scheletri portati, alle mostruose creature eppure bonarie. L’esposizione si divide tra le due storiche gallerie milanesi: allo Spazio Tadini l’allestimento è pensato per dare una panoramica sul percorso dell’artista dagli anni ’80 sino ad oggi, che propone le opere racchiuse sotto il titolo Abbracci. La Galleria Cortina ospita la produzione dei Cavalieri e sirene che affonda le radici tematiche in un’identificazione dell’artista con il gotico e il medievale, come momento di capziosa ascesi della coscienza individuale nel processo verticale di congiungimento al divino.

In occasione dell’inaugurazione allo Spazio Tadini, il giorno 10 maggio, verrà proiettato il video ideato da Leila Artese, un lavoro sulla genesi del processo creativo nel lavoro di Elena Cirella.

Catalogo in galleria a cura di Raffaella Aragosa, con testi di Melina Scalise, Stefano Cortina, Kristian Betti, Rachid Benadj, Valeria Vaccari, Paolo Melissi.

Associazione Culturale Spazio Tadini

La mostra proseguirà fino al 26 maggio con i seguenti orari:
da martedì al sabato dalle 15.30 alle 19 e fino alle 23 in occasione di eventi.
Tel.0226829749- Melina Scalise cell.3664584532
 Associazione Culturale Renzo Cortina
La mostra proseguirà fino al 19 maggio con i seguenti orari:
10.00-12.30      16.30-19.30 chiuso domenica e lunedì mattina.

METROPOLI – per la prima volta a Milano Lazzaro by Fornoni il 14 marzo alle ore 18.30 a Spazio Tadini

Direttamente dalla Biennale a Torino e da Artisti in Mostra di Parma espone,  per la prima volta a Milano, l’artista Lazzaro by Fornoni  con una selezione di opere incentrate sul rapporto tra l’uomo e il contesto metropolitano.

 Dal 14 marzo al 4 aprile 2012

inaugurazione alle ore 18.30 Spazio Tadini via Niccolò Jommelli, 24 – Milano

Nelle opere di Lazzaro by Fornoni c’è la metropoli di oggi, popolata da una moltitudine di individui in movimento spinti dalla frenesia della crescita e della conquista tecnologica, dove la metropoli non è una giungla di cemento che inghiotte l’individuo, ma luogo di conquista.

Una veduta del contesto metropolitano che esce dagli schemi espressivi di artisti contemporanei come Papetti e Guaitamacchi che tendono a dare una visione predominante della città come  luogo di annichilimento e degrado. Lazzaro by Fornoni offre una visione in cui l’uomo si riappropria dello spazio della metropoli e lo popola di aspettative, di lotte, di desideri, di bisogni e di nuove prospettive.

L’individuo, nelle sue tele, riesce sempre ad uscire dall’anonimato con l’uso del colore spesso rosso su fondo grigio. Una scelta non casuale quella del rosso perché è sangue, è fluido vitale, è forza e movimento, è passione. Il colore è ciò che rifocalizza l’attenzione dello spettatore verso il soggetto preferito dall’artista che a volte è il contesto, a volte è l’individuo e un suo dettaglio.

La metropoli con i suoi palazzi e la sua gente è fatta di strade, di squarci di luce, di vicoli interrotti, di grovigli architettonici e, spesso, anche di metafore giocate con la tecnica della velatura con cui Lazzaro by Fornoni gioca con sapienza. Si tratta spesso di una sovrapposizione di luoghi e prospettive per far entrare chi guarda in una dimensione dinamica e multi temporale che richiama la molteplicità di ruoli e situazioni che oggi l’uomo deve vivere nella dinamicità della vita metropolitana tra reale e virtuale, tra presente e futuro.

La tecnica di Lazzaro by Fornoni fa uso di un acrilico steso fino alle velature, veloce come il tratto, rapido come la velocità con cui si consuma la vita contemporanea. Una scelta che si addice alla sua espressività, ma che è anche in linea con il suo soggetto.

Melina Scalise

DICONO DI LUI:

 Le Metropoli di Lazzaro e note biografiche

 Presentazione critica a cura di  Alessandra Lucia Coruzzi

 Giuseppe Fornoni in arte Lazzaro By Fornoni, brillante artista bergamasco, nel ricercare emozioni tratte dalla urbana quotidianità, prevede moti e andamenti fluttuanti, ritrova nel contorno fumoso di atmosfere indagate, binomie frenesie tra l’essere ed il divenire.

Inizia il suo percorso artistico nel 1991 come autodidatta dopo una travagliata giovinezza. Dipingere per lui è stata una rinascita umana, da qui lo pseudonimo Lazzaro. Artista di grande talento, impulsivo e gestuale, partecipa e vince numerosi concorsi in Italia e all’estero con opere ispirate alle metropoli urbane.

Coglie intensi indaganti elementi che prontamente rileva e interpreta attraverso il fare formale, creando un indotto coinvolgente nell’evidenza dei ricchi dettagli. Metropoli frenetiche, inglobanti effetti prospettici, scorrevoli immagini  passate   a scatti  repentini evidenziano il carattere emotivo e  indagatore dell’autore .

Il passaggio immediato delle molteplici immagini fruite dalla veloce scorrevole visione, non dimenticano l’attenzione per l’acuta valorizzazione degli elementi puntuali. La lettura del particolare rafforza il senso della mirata attenzione al valore dell’uomo inglobato in meccanismi soverchianti l’umana ricerca di equilibrio interiore.

Il senso dell’immaginaria evoluzione dal dato oggettivo correlato ad  una fitta rete di evidenze schiaccianti urbane e suburbane, rinsalda la forza del dirompere e della costante ricerca di esternazione. Il un sentire  un processo che  si impone lontano dalla frustrazione, dirompe in esplosioni  virtuali che inducono ad un confronto.

Si evincono dalle opere di Lazzaro, poetici effetti filmati dettati da una lettura che intende estraniarsi per sentire liberamente un effetto concesso alla fase creativa. Una ricerca artistica che non solo introduce visioni quotidiane di  ambientazione a carattere internazionale, ma che sfida attraverso un percorso del moto e del fare, un valore sospeso tra il caos e il silenzio, tra l’artificiale e il reale alla ricerca di forti valori.

Sincere espressioni d’autore  protese  a valori sensoriali  d’effetto  visivo sfociano  da una fluttuante  ricerca  che diviene  risposta ed  effetto corale.

di Stefano Raimondi, critico

“Fornoni inizia a dipingere all’età di 30 anni, ottenendo da subito strabilianti risultati sia artistici che commerciali, perchè i suoi primissimi lavori erano realizzati a olio e con un iperrealismo da fare invidia a molti artisti con basi accademiche… non basta però questo e convincere Giuseppe a proseguire la strada dell’arte..affronta gli anni successivi in maniera devastante, facendo una vita all’eccesso…dopo rimette in gioco se stesso…da qui Fornoni rinasce e da questa rinascita il nome Lazzaro” .

“Le individualità che animano le opere di Lazzaro sono riconducibili a tre cicli distinti ma accumunati dalla loro contemporaneità: le liberazioni, le celebrazioni e le indeterminazioni …le tele sono anche un monumento dell’uomo immerso e consapevole del contemporaneo. Una visione che non può non ricordare quella del romanticismo tedesco – intensa spirituale sincera – che abbraccia le figure rappresentanti la nostra attualità: l’uomo d’affari, l’artigiano, l’edile etc. Sono queste le opere della clebrazione, del coraggio dell’orgoglio dello slancio, della determinazione”.