Archivi categoria: LIBRI

Tanka giapponesi e italiani – Cinquanta foglie


Spazio Tadini mercoledì 8 febbraio 2017 alle ore 18.30 Paolo Lagazzi, saggista, scrittore e tra i maggiori esperti di poesia nel panorama letterario nazionale presenta in anteprima assoluta il suo ultimo libro: Cinquanta foglie (五十枚の葉) : Tanka giapponesi e italiani in dialogo – casa editrice Moretti e Vitali (ingresso libero).

cop-lagazzi-662-8-1L’autore, ispirandosi a quell’antico cerimoniale per cui il tanka era veicolo di messaggi amorosi, o di scambi di pensieri tra amici nel libro raccoglie venticinque tanka giapponesi recenti proposti a venticinque poeti italiani invitandoli a rispondere con un loro tanka. Un vero e proprio dialogo.

LA MOSTRA

La presentazione del libro sarà accompagnata da una mostra di opere di Satoshi Hirose e Daniela Tomerini dall’8 al 19 febbraio .opera di daniela-tomerini-e satoshi_hirosefoglie

Anch’essa un dialogo tra un artista giapponese e un’artista italiana.  Secondo Paolo Lagazzi la libertà intima della poesia è la via più vera per ritrovare ciò che unisce gli uomini, ciò che li fa sentire, anche nei momenti più oscuri della storia, partecipi della stessa magia, dello stesso mistero del mondo.

Alla serata inaugurale, ad ingresso gratuito, parteciperanno, insieme al curatore, Yasuko Tatsumura (traduttrice), Alberto Moro (presidente dell’Associazione Culturale “Giappone in Italia”), i poeti Giancarlo Consonni, Adele Desideri, Umberto Fiori, Tomaso Kemeny e il maestro zen Fausto Taiten Guareschi.

Durante la serata brani di musica giapponese saranno interpretati all’arpa da Floraleda Sacchi.

LA CONFERENZA SULLA POESIA GIAPPONESE

Paolo Lagazzi a Spazio Tadini
Paolo Lagazzi

Come appendice di questo evento, sabato 11 febbraio, a partire dalle ore 18, Paolo Lagazzi terrà presso lo Spazio Tadini una conferenza sulla poesia giapponese antica e moderna. (ingresso 5 euro)

Stralcio dal libro Cinquanta foglie: Tanka giapponesi e italiani in dialogo – casa editrice Moretti e Vitali :

“Ciò che più mi affascina del tanka è la plasticità, il carattere
insieme sciolto e concreto, la schietta vocazione metamorfica. Se,
da un lato, ha resistito nei secoli senza modificare il suo impianto
metrico, dall’altro si è dischiuso ai contenuti più disparati, da quelli
tipicamente “cortesi” (l’amore e la natura, le galanterie, i sospiri,
le lacrime, le lune, i fiori di ciliegio, le brezze che increspano i momenti…) fino a quelli peculiari dei tempi moderni (treni, metropoli, luci artificiali, malattie o ansie di nuovo genere…) scivolando in souplesse attraverso le innumerevoli pieghe dell’umana esperienza, nutrendosi di tutto e spostandosi senza tregua verso altre prospettive, occasioni, visioni.
Mentre lo haiku richiede un esercizio tagliente, vertiginoso dello
sguardo che solo, forse, chi si sia nutrito in modo radicale dell’insegnamento zen può liberare dal fondo del suo essere, il tanka si offre alla pratica artigiana dei poeti come uno strumento duttile,
come un oggetto agile e discreto. Rispetto alla brevità lirica, assoluta
e fiammante dello haiku, il tanka porta in sé un germe narrativo o
discorsivo, è sensibile a temi che sono, in nuce, racconti, ma, come
10 un ventaglio aperto e subito richiuso, li contiene in uno stringato e vibrante intarsio contrappuntistico, in un disegno circoscritto, allusivo. Proprio per questa sua natura disponibile al dialogo e insieme protetta dagli dèi della forma, al tanka fu, per molto tempo, affidato il compito di messaggero, di confidente, di postino dell’anima”.

IL TANKA

Il tanka è una forma lirica giapponese molto antica, precedente il celebre haiku di tre versi; il suo ruolo-chiave nella storia della poesia nipponica comincia nell’ottavo secolo d.C. (allora si chiamava waka) e si protrae fino ai nostri giorni. La struttura metrica del tanka è di cinque versi privi di rime: quinario / settenario / quinario / settenario / settenario.

Si legge nel libro  Cinquanta foglie: Tanka giapponesi e italiani in dialogo – casa editrice Moretti e Vitali

“il tanka fu per secoli inteso come la forma lirica per eccellenza del
Sol Levante, tanto da essere battezzato in un primo tempo waka,
che significa semplicemente “poesia giapponese” (il termine tanka,
“poesia breve”, sarebbe stato introdotto solo nella modernità).
A partire dal Man’yoshu, la “Raccolta di diecimila foglie” (mitica,
vastissima antologia realizzata nell’ottavo secolo dopo Cristo), e
poi attraverso le ventuno antologie allestite per ordine imperiale, il
tanka si impose rispetto ad altre forme metriche in quanto strumento
asciutto e flessibile per rêveries innervate dallo spirito dell’allusione,
dal piacere dell’evocazione rapida e palpitante, dal gusto
leggero della toccata e fuga delle immagini. Soltanto assai più tardi
dal tanka si sarebbe staccato, come per un processo di gemmazione
o per un bisogno di condensazione lirica portato al grado estremo
d’incandescenza, lo haiku di tre versi (quinario, settenario, quinario);
ma questa è un’altra storia, una storia che è già stata raccontata
molte volte e che qui non ripeterò”.

Salva

Salva

Libri-Sofia nel paese dei nuovi mostri di Samanta Airoldi


E rieccola Samanta Airoldi, la  filosofa che propone pillole di filosofia alla portata di tutti . A Spazio Tadini presenta venerdì 16 dicembre alle ore 19 il suo ultimo libro: Sofia nel paese dei nuovi mostri – Silele editore.

sofianuovimostriint“Un breve saggio in chiave Pop giocato sui toni ironici – spiega Samanta -per far emergere, con tagliente leggerezza e serenissima irriverenza le contraddizioni e le perversioni della nostra epoca dove la Politica si fa su Twitter e gli Slogano hanno sostituito i ragionamenti, dove unghie finte vengono prima dei diritti civili e i centri commerciali hanno invaso le piazze per impedirci di discutere”.

Sarà davvero così?

A completare la serata di presentazione l’artista Magda Chiarelli.

 

Immortali – l’ultimo libro di Luca Pollini – dialogo con Francesco Tadini regista


Libri a Milano: IMMORTALI,  Storia e gloria di oggetti leggendari – a Spazio Tadini, giovedì 1 dicembre ore 19. Un dialogo tra Francesco Tadini, regista, autore televisivo e pubblicitario con l’autore, Luca Pollini sulla comunicazione.

 

cover-immortali-428160 pagine (Prezzo di copertina: euro 20,00) da scoprire con la Prefazione di Tommaso Labranca e le fotografie di Barbara Lei

Morellini editore (info@morellinieditore.it)

Se Freud fosse nato ai tempi del baby-boom l’”Interpretazione dei Sogni” invece che una sequela di sfoghi onirici di isteriche signore viennesi sarebbe stata un più interessante catalogo di marchi e prodotti celebri. Quelli che trovate in questo libro. Quelli che da decenni ci mostrano sempre lo stesso volto, tanto che ormai consideriamo zie acquisite la compita signora del brodo o la più sciatta massaia dell’appretto con il manico.

Quelli che tornano a visitarci anche quando dormiamo.

dalla prefazione di Tommaso Labranca

 L’Amarena Fabbri, il Bacio Perugina, la penna e l’accendino Bic, il Cicciobello, il Cremino Fiat, la Coccoina, il Martini Rosso, il Fernet Branca, il Monopoli, le Timberland e la Pasta d’acciughe Balena. Ma anche la Cedrata Tassoni, la Crema Nivea, l’Ovomaltina, la Moka Bialetti, la polo Lacoste, gli occhiali Ray-Ban…

Sono oltre 60 i prodotti raccontati da Luca Pollini in “IMMORTALI. Storia e gloria di oggetti leggendari”, con fotografie d’autore di Barbara Lei. L’ironica prefazione è di Tommaso Labranca, scrittore e autore televisivo, scomparso lo scorso 29 agosto.

Su questi articoli il tempo passa sopra senza lasciare il segno: sono stati indossati, mangiati, bevuti e utilizzati da intere generazioni perché la legge implacabile della moda non è riuscita a sostituirli e per questo diventati, per l’appunto, immortali.

Si tratta di oggetti appartenenti a diverse categorie merceologiche (alimentari, cura della persona, abbigliamento, giochi, svago, cancelleria, etc.), di produzione italiana ed estera, che sono riusciti a resistere a tutti i cambiamenti – generazionali, sociali o politici – e ancora oggi niente sembra metterli in pericolo.

Che sia l’effetto del giusto mix di creatività, innovazione, marketing e comunicazione o della più fortunata dose di casualità, questi prodotti geniali e intramontabili celano tutti storie uniche e inaspettate.

E’ il caso, ad esempio, dell’evidenziatore Stabilo Boss creato dalla manata che nel 1971 il direttore dell’azienda, Günther Schwanhäusser, rifilò all’ennesimo prototipo di plastilina creando così,  del tutto involontariamente, la caratteristica forma piatta che contraddistingue lo Stabilo Boss da tutti gli altri evidenziatori; della geniale intuizione di Enric Bernat,  pasticcere di Barcellona, che dopo aver accuratamente studiato i comportamenti dei bambini alle prese con le caramelle, nel 1958 inventa la caramella col bastoncino, il mitico Chupa Chups, con logo disegnato da Salvador Dalì. O, ancora, del bambolotto dalle fattezze di un neonato bergamasco, Cicciobello, realizzato nel 1962 dalla Sebino, la cui vera rivoluzione sta nel ciucciotto: il bambolotto l’ha sempre in bocca ma, appena glielo si toglie, comincia a piangere,  facendo così intenerire le piccole mamme.

Inaspettatamente, accanto alle storie dei prodotti, emergono importanti nomi dell’arte, del cinema, della canzone e della moda, testimoni forse inconsapevoli di un successo che verrà perpetuato ben oltre il XX secolo. Da Fortunato Depero, artefice del design della bottiglietta per il Camparisoda, a Mina e il suo «Quante cose al mondo puoi fare? Costruire? Inventare? Ma trova un minuto per me» per la Cedrata Tassoni, fino a Gabriele D’Annunzio, creatore del nome dell’impresa SAIWA (oltre a essere un assiduo consumatore di biscotti), testimonial dell’acqua San Pellegrino ed estimatore dei Cremini Fiat Majani e del “liquido di velluto” Fernet Branca. Senza contare i più celebri Tom Cruise e gli “occhiali d’ordinanza” Ray-Ban immortalati nel film “Top Gun”, o Marilyn Monroe che, alla domanda su cosa indossa per dormire, rispose: «Solo due gocce di Chanel N° 5».

 

Luca Pollini, cresciuto nella della Milano degli anni Settanta, è giornalista, scrittore e autore. Ha pubblicato: Immacolata trasgressione (2004), biografia della cantante Madonna; Il Dizionario della musica leggera italiana (2004); il libro-inchiesta Vaticano pedofilia (2010) e i saggi I Settanta, gli anni che cambiarono l’Italia (2005); Hippie: la rivoluziona mancata (2008); Gli Ottanta, l’Italia tra evasione e illusione (2010); Musica leggera. Anni di piombo (2013); Amore e rivolta a tempo di rock (2014) e Ribelli in discoteca (2015). Ha debuttato a teatro col reading Hippie, a volte ritornano, scritto con la collega Livia Grossi. Collabora con mensili e quotidiani, si occupa di storia contemporanea, cura un sito (www.retrovisore.net) dedicato alla storia del costume italiano. 

 

Alda Merini, la poetessa dei Navigli di Aldo Colonnello – Milano libri


Giovedì 17 novembre alle ore 19 presentazione del libro su Alda Merini a Spazio Tadini via Jommelli, 24 Milano

Alda Merini la poetessa dei Navigli

autore Aldo Colonnello

ospite Ezio Merini, fratello di Alda Merini

alda-merini-coverRacconti, aneddoti e letture a cura di Aldo Colonnello.
In questo libro, Aldo Colonnello tratteggia la complessa figura
della “poetessa dei Navigli” attraverso i ricordi della
sua profonda – seppur breve e tarda – amicizia con
Alda Merini, che diede vita a un sodalizio, affettivo
e culturale, destinato a durare per sempre.

Il volume è impreziosito da alcune poesie e dalle fotografie
di Giuliano Grittini, il “fotografo ufficiale” della Poetessa.

 

colonnello-aldoBiografia dell’autore

Dopo esperienze in ambiti diversi, mi sono dedicato all’attività artistica, con una lunga collaborazione,ancora attiva,presso una importante Galleria d’Arte milanese.
Ho successivamente svolto direzioni artistiche in molti eventi,organizzato convegni di alto profilo.
Conobbi la Poetessa Alda Merini nel 2005, ebbi con lei una lunga amicizia che mi ha portato a raccontare  aspetti poco noti al grande pubblico.
Il libro in oggetto è stato presentato anche Biblioteca Ambrosiana, alla Sala Del Grechetto, al Salone Teresiano dell’Università di Pavia,al Trottoir di Milano, evento con l’amico Alessio Boni che mi ha voluto donare la sua partecipazione.
Aldo Colonnello è vicepresidente Comitato Nobel Alda Merini.

 

Casa Museo Spazio Tadini, fondata da Francesco Tadini e Melina Scalise in memoria di Emilio Tadini, pittore e scrittore.

Poesie d’amore a Milano: Maria Grazia Vai


Domenica 13 novembre alle ore 17 si presenta il libro MIA LUNA, POESIA D’AMORE DI MARIA GRAZIA VAI – Spazio Tadini, via Jommelli, 24 .

locandina-mia-luna

 

 

MIA LUNA
Silloge poetica di Maria Grazia Vai – (edita da Accademia Barbanera, 2016)

In copertina l’opera di CARLO CORDUA ” Un volo fantastico ”

Prefazione a cura di ALDO COLONNELLO

Ingresso 2 euro – (soci Spazio Tadini gratis)

 

 L’armonia del verso

“La Notte” di Sandro Penna apre lo spartito di un nuovo luminoso cammino poetico di Maria Grazia Vai. L’intimismo che si respira, palpabile, pare consegnarsi ad una tela impressionista, le ovattate suggestioni invernali di Sisley o le atmosfere cromatiche e scomposte di Camille Pissarro.

“Mia Luna” procede sul percorso tracciato della ricerca interiore, ove la Poetessa affronta il Mistero della Vita opponendole l’inusitata bellezza del sentimento sussurrato.

Una sorta di Recherche onusta di sfumature, atte ad alleggerire l’insostenibile fatica del quotidiano. Perennemente rivolta al perfezionamento sintetico della Parola, la Vai, intrisa di consci risentimenti hegeliani, assorbe l’infinito oceano della Vita senza nulla lasciare indietro, in una ricomposizione fenomenologica inesausta che prefigura scenari di inedita bellezza. Un amore quasi metafisico, intuito, non interamente detto, non carnale, ma anche per questo vicino all’universo degli archetipi.

Profondamente ispirata, Maria Grazia Vai ci racconta e si racconta con trepido lirismo quanto appartiene al nostro esserci, mai scendendo in conflitto con l’inviolabile, irraggiungibile nobiltà dell’Essere.

La parola, finalmente liberata da ogni ambigua ambivalenza, aderisce senza alcuna contraddizione all’oggetto chiamata a rappresentare. L’universo dei segni si acquieta, pacificato sulla fluida armonia del verso della Poetessa.

“Mia Luna” è una raccolta poetica riuscita e coinvolgente che spinge il lettore all’identificazione e mai allo straniamento. Credo di poter affermare che questo libro possa intendersi come un dono che la Vai consegna a tutti ma che consegna soprattutto l’Autrice al corpus sterminato della vera Poesia. Incamminarsi su crinali che richiedono equilibrio e consapevolezza e non correre mai il rischio di precipitare nelle profondità del Nulla.

Grazie a Maria Grazia Vai per averci regalato questa mirabile prova d’autore. (Aldo Colonnello)

 

 BREVI CENNI BIOGRAFICI

 

Maria Grazia Vai, padre Veneto e madre Siciliana, nasce nell’ Agosto del ‘64 e tutt’ora vive in una piccola provincia del Pavese all’interno del parco del Ticino. Presente con le sue opere  in diversi Reading di poesia, insieme alle figlie di Alda Merini (Emanuela e Barbara Carniti) e di Alessandro Quasimodo, figlio del Nobel Salvatore Quasimodo. Unisce la poesia alla musica, in collaborazione di artisti e compositori tra cui il pianista Stefano Ottomano, Gianluca John Attanasio, Andrea Gherardi e alla pittura nei diversi Vernisage, col M° Lorenzo Maria Bottari (autore della copertina della silloge Aldebaran), Vittoria Salati, Antonio Molinari e Alberto Bongini curatore delle copertine dipinte a mano delle raccolte Amore e Conchiglie d’Autore. Al maestro Carlo Cordua, autore della copertina di questa silloge, dedica diverse liriche ispirate alle sue opere e qui raccolte.

 

Ha pubblicato 9 raccolte poetiche:

2009 “Piume d’Anima”

2010 Esserti e “Cristalli nel vento”

2011 “Trentatresospiri“ silloge sul tema della sensualità in italiano e in francese

2012  “Verdeimper fetto”

2013 “Aldebaran

2014 “ Amore d’Autore “ libri d’arte in poche copie numerate con copertine dipinte a mano

2015 “ Conchiglie d’Autore” libri d’arte in poche copie numerate con copertine dipinte a mano

2016 “ Mia Luna “

Due o tre cose che so dell’arte – incontro con Antonio Barrese a Spazio Tadini


Sabato 29 ottobre dalle 15 alle 19 a Spazio Tadini, centro artistico vocato all’arte e all’approfondimento culturale, su idea di Francesco Tadini e Melina Scalise, ospita un evento di approfondimento e dibattito sul tema dell’arte oggi. Antonio Barrese, artista, racconta la sua visione, il suo progetto di vita e la sua scelta di linguaggio calandosi nel contesto contemporaneo, nelle sue sfaccettature fatte di potenzialità, ma anche di tanti lati oscuri. (per informazioni e prenotazioni asso.scholafelix@gmail.com)

“Il Mondo è andato avanti, un passo avanti, due passi indietro: così è sprofondato nella crisi indotta dalle oligarchie economiche e non riesce a delinearsi una Nuova Visione che orienti percorsi e obiettivi.
I cambiamenti di questi anni non mi hanno né sorpreso né spaventato, ero preparato – dice Barrese -. Nel bene e nel male si sono diretti dov’era prevedibile arrivassero: alle soglie della Palingenesi. Una condizione a cui sarebbe stato impossibile giungere con i modi storici abituali, con una rivoluzione, per esempio. Le rivoluzioni si fanno quando tante persone hanno acquisito consapevolezza e desiderano un cambiamento radicale. Oggi, però, questa moltitudine di consapevoli non c’è. Non esistono più configurate classi sociali, masse che si uniscono per abbattere il Palazzo d’Inverno”. segue…..

Spiritualità e creatività: conferenza di psicoastrologia a Spazio Tadini


libro_pub2

“SPIRITUALITA’ & CREATIVITA: FAI DELLA TUA VITA UN’OPERA D’ARTE CON L’AIUTO DELLE STELLE INTERIORI”

Spazio Tadini, via Jommelli, 24

28 OTTOBRE 2016 – ORE 19.00:

Utilizzare il Mandala Natale per conoscerti, vuol dire diventare un artista della psiche. I simboli planetari rappresentano i dodici archetipi fondamentali presenti in ognuno di noi, mentre i Segni zodiacali indicano dodici diverse tipologie psicologiche. Se vuoi diventare protagonista attivo dell’incontro comunicaci i tuoi dati di nascita completi e Danilo Talarico creerà il tuo Tema Natale. Ti illustrerà, con un taglio originale e innovativo, come attingere direttamente dal tuo inconscio i significati più personali dei “Pianeti” e dei “Segni”. L’interpretazione psico(astro)logica del tuo Tema Natale ti permetterà di “entrare” in esso e ripercorrere la tua vita attraverso i suoi eventi cruciali, alla scoperta dei loro significati evolutivi.

Nel corso della conferenza sarà presentato anche l’ultimo libro del dott. Danilo Talarico “Coaching & astrologia”:

Mentre annotavo le mie fantasie una volta mi chiesi: che cosa sto facendo realmente? Certamente questo non ha nulla a che fare con la scienza. Ma allora cos’è? Al che una voce in me disse: è arte!”. (Carl G. Jung).
Utilizzare il Tema Natale per conoscere se stessi vuol dire trasformarsi in artisti della psiche. I simboli planetari rappresentano aspetti caratteriali di ognuno di noi, mentre i Segni zodiacali indicano dodici tipi psicologici. Attraverso visualizzazioni guidate sui simboli astrologici, il lettore è stimolato a creare il suo “quaderno dell’immaginazione”, attingendo direttamente dal proprio inconscio i contenuti archetipici dei “Pianeti” e dei “Segni”, rivisitati dall’Autore con un taglio originale e innovativo che comprende Pianeta Nove, appena scoperto. Grazie a numerosi esercizi di self-coaching e test psico(astro)logici, questo manuale accompagna così il lettore ad “entrare” nel proprio Tema Natale, ripercorrendo gli eventi cruciali della sua vita per individuarne i significati evolutivi.

INGRESSO: 5 EURO

Biografia

Danilo Talarico
Danilo Talarico

Il dott. Danilo Talarico è Spiritual Coach e Formatore certificato nei registri ASPIN in conformità alla legge 4/2013. È autore del libro “Coaching & Astrologia: Manuale di psico(astro)logia Junghiana” ed è responsabile del CPAmilano – Accademia di Coaching Psico(astro)logico, struttura formativa da lui stesso fondata. All’interno del portale Anima.Tv (anima.tv/blog/category/oroscopo), cura da anni l’oroscopo settimanale, che ha trasformato in moderne pillole di astrocoaching.

Laureato in Psicologia della Comunicazione, è business coach da più di quindici anni in multinazionali del fashion. Si è specializzato in visualizzazione creativa alla Tarot Gestalt School di New York e in psico(astro)logia al CPALondon di Liz Greene, il tutto all’interno di un quadro teorico ispirato alla Psicologia Analitica di Carl Jung, di cui è appassionato studioso.

Opera in tutta Italia diffondendo una nuova visione del coaching che vede nel Tema Natale e nelle immagini tarologiche due strumenti essenziali per un’autentica “Terapia dell’Armonia”. Nelle consulenze individuali e aziendali utilizza il metodo da lui stesso ideato del Positive Holistic Coaching, per supportare chi sente sia giunto il momento di essere felice in coppia, sul lavoro o, “semplicemente”, con se stesso. Ha fondato il CPA Milano.

Il CPAmilano – ACCADEMIA di COACHING PSICO(ASTR)LOGICO, è una struttura formativa dedicata all’approfondimento del counseling e del coaching all’interno di un’originale visione interdisciplinare che vede, nel Tema Natale personale, lo strumento fondamentale per individuare ed attualizzare il potenziale dell’essere umano, riconoscendo i talenti innati e illuminando le ombre che ne rallentano la piena espressione.

Il CPAmilano si pone l’obiettivo di inserire lo studio del linguaggio psico(astro)logico all’interno di una moderna interpretazione della psiche a ispirazione junghiana, col fine di promuovere un approccio olistico all’individuo e alle sue potenzialità evolutive. ll completamento del percorso biennale garantisce l’iscrizione ai registri ufficiali di ASPIN come Spiritual Coach (2 anni) e Counselor Olistico (3 anni).

 

Finchè suona la campana: a Spazio Tadini il noir di Roberto Robert


Perle di Follia a cura di Samanta Airoldi

Presentazione del libro di Roberto Robert

giovedì 27 ottobre ore 18.30

finchesuonacampanaintSilele editore

Libri a Milano – Spazio Tadini, 27 ottobre 2016-  C’è una doppia storia, nel libro scritto da Roberto Robert. La prima ha per protagonisti Ludovico Moro, Giorgio Pozzi, Davide Reali e una serie di altri personaggi tratteggiati con realismo, italiani raccontati a cavallo tra il XX e il XXI secolo – un po’ come la maggior parte di noi – alle prese con una modernità che corre più veloce di quanto potessimo mai  immaginare. L’altra storia, non meno avvincente, è quella   della televisione italiana, sospesa tra la data del suo esordio – nel 1954 – e i tempi nostri.

L’improvvisa scomparsa di un riservato imprenditore milanese proprietario della tv privata Rete Duomo getta nella disperazione tutti i suoi dipendenti e dà l’avvio a una serie di domande: una fuga, un suicidio, un rapimento? Oppure quale altro motivo si cela dietro la mancanza di sue notizie che si protrae ormai da giorni? E ancora:     sarà in grado l’emittente, in crisi da anni,  di sopravvivere in un mondo dove la concorrenza è sempre più spietata? Riuscirà infine un importante network inglese a risollevarne gli ascolti riportandola in  utile? Le indagini dell’ispettore Guglielmo Gui gireranno a vuoto per mesi finché la verità verrà a galla – letteralmente – in modo inaspettato.

 

Breve biografia dello scrittore
Roberto Robert (Bergamo, 1959) dopo la maturità scientifica si laurea in Scienze Politiche presso l’Università Cattolica di Milano. Iscritto all’Albo giornalisti – elenco pubblicisti, fin dai primi anni 80 collabora con organi di informazione locali. Dal 1983 lavora nel settore assicurativo, attualmente è Funzionario di una media Compagnia italiana. Consigliere comunale in città dal 1995 al 1999. Nel 2008 esordisce con Festina lente (Edizioni Junior), romanzo di formazione che riscuote una buona accoglienza da parte dei suoi non ancora numerosi lettori. Il libro è ora disponibile in formato ebook. Nel 2011, sempre con Edizioni Junior, pubblica Rossa la sera dell’avvenire, romanzo ambientato nella Bergamasca degli anni Settanta e collocato all’interno delle tragiche vicende dei cosiddetti ‘anni di piombo’. Nel 2013 è coautore assieme ad altri amici del saggio STUDENTI! Bergamo 1974 – 1981 Cronache e testimonianze dagli anni d’impegno e di piombo (Leviathan Books). Finché suona la campana rappresenta il suo debutto nel genere noir.

 

Spazio Tadini associazione fondata da Melina Scalise e Francesco Tadini