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Perchè ci ammaliamo? conferenza a spazio tadini


Chiara Pontonio, presidente del Rotary Club Precotto San Michele introduce una serata alll’insegna della salute. Modera Antonio Canino, ostetrico, e presentano Lucia Vaselli, psicologa e terapeuta “Dal curare al prendersi cura. Il corpo ci parla attraverso i sintomi e Roberto Calia, psicologo e terapeuta che affronta il tema della dualità mente-corpo, dall’individuo frammentato alla persona come totalità. Martedì 4 dicembre 2018 ore 20.30 Spazio Tadini, via Jommelli, 24 (MM Piola/Loreto).

La serata è un’occasione di confronto e dibattito e propone un approccio olistico. Si ipotizza che prima di sviluppare la patologia, nella persona è latente un malessere interiore che trova poi nel sintomo corporeo la modalità di esprimersi.

Il più recente sviluppo scientifico (dalle neuroscienze, alla psico-neuro-endocrino-immunologia, alla fiisica quantistica) sta ulteriormente allarganto l’orizzonte della ricerca, accorciando sempre più le distanze tra Scienza e Spiritualità.

La prima della Scala di Milano a Spazio Tadini


La Casa Museo Spazio Tadini sarà una delle sedi della prima diffusa dell’opera Attila di Verdi del 7 dicembre alla Scala di Milano. Dal primo dicembre fino al 9 saranno esposti i costumi di alcune delle più significative passate edizioni dell’opera verdiana: IL CIEL SI VESTI.

Giovedì 6 dicembre per INCONTRI BARBARI alle ore 18.30 si svolgerà un incontro intorno a Attila, ai barbari di ieri e di oggi, incontri che raccontano il rapporto con l’altro, con l’invasore, partendo dalla storia del re degli Unni e arrivando alla storia contemporanea, al rapporto tra bene e male. Parleranno Antonio Sgobba, giornalista e scrittore con Gaia Berruto: “Il paradosso dell’ignoranza da Socrate a Google”. (ingresso gratuito)

Il 7 dicembre la Casa Museo Spazio Tadini ospiterà alle 16.30 fino alle 17.30 Katiuscia Manetta che presenterà l’opera verdiana. Una guida all’ascolto che seguirà alle ore 18. L’ingresso per la giornata del 7 dicembre è gratuito fino ad esaurimento posti.

Alle ore 18 diretta diffusa dell’opera Attila di Giuseppe Verdi, direttore Riccardo Chailly, Regia Davide Livermore, cantantiILdar Abdrazakov, Saioa Hernandez, Fabio Sartori e George Petean. Coro e Orchestra Teatro Alla Scala, Scene di Giò FOrma, Costumi di Gianluca Falaschi, Luci di Antonio Castro, Video Design D-Wok e Rai, durata dello spettacolo 2 ore e 20 minuti.

La diffusa della Scala è organizzata dall’assessorato alla cultura del Comune di Milano in collaborazione con Edison e con i Municipi che hanno individuato nelle singole zone luoghi d’interesse per ospitare l’evento rivolto a tutti i cittadini. L’assessorato alla cultura del Municipio 3, diretto dall’assessore Luca Costamagna ha individuato oltre alla Casa Museo Spazio Tadini Campo Teatrale, in via Cambiasi 10 e il liceo Virgilio in piazza Ascoli 2.

La presentazione della prima diffusa si è svolta a Palazzo Marino durante un’affollata conferenza stampa con l’assessore alla cultura del Comune di Milano, Filippo del Corno, il sovraintendente Alexander Pereira e il partner privato che ha sostenuto già da otto anni questo progetto Edison.

L’iniziativa di diffondere in modo sempre più capillare sul territorio l’evento milanese tra i più attesi dell’anno si rivela un momento di comunione di iniziative culturali che diffondono il valore sociale e culturale della musica e dell’opera.

Anoressia: Il digiuno dell’anima


Una storia di anoressia lunga 19 anni raccontata dalla protagonista al Museo Spazio Tadini  “ IL DIGIUNO DELL’ANIMA UNA STORIA DI ANORESSIA” : Maria Vittoria Strappafelci che ne parla con Heléna MAnnella e la dottoressa Elena Cernuschi psicologa clinica dello sport.

venerdì 16 novembre 2018 ore 19

maria vittoria strappafelci anoressia
‘’Quella perfida vipera si era impossessata completamente della mia vita’’.
La ‘’perfida vipera’’ è il nome con cui la protagonista di questa storia di vita, raccontata in prima persona, definisce l’anoressia. Una malattia debilitante, apparentemente inesistente, in grado di distruggere gli affetti e di divorare paradossalmente il proprio ego.
Il libro di Maria Vittoria, è un lungo viaggio attraverso il tunnel del tormentato rapporto tra l’io ed il cibo, che diventa il campo di battaglia di una guerra lunga ed estenuante, dove la mente non risparmia colpi bassi, sferrati anche sul piano estetico oltre che psicologico.
Perché il vero problema dell’anoressia ‘’è fondato sull’ apparenza che ci cuciamo addosso, o che gli altri ci attribuiscono, mentre non riusciamo a vederci come in realtà siamo’’.
Nella seconda parte del libro, dopo una prolungata e dura terapia, l’autrice narra come si rapporta con la realtà e come si impara a reinventarsi, mettendosi alla prova per scoprire le vere risorse interiori e le proprie capacità di rinascita lontano dal paese, affrontando la grande città, con tutte le sue insidie e gli imprevisti della vita di tutti i giorni.
‘’Il digiuno dell’anima’’ è una vera e propria testimonianza del drammatico problema dell’anoressia e nello stesso tempo un esempio di speranza per tutti coloro che ne affrontano il suo terribile iter, a volte arrivando a ben più tragiche conseguenze.

I disturbi alimentari nel nostro Paese riguardano, secondo le ultime statistiche del Ministero della salute, 3 milioni di persone. IL 95,9% di queste sono donne. La bulimia (ovvero l’alimentazione eccessiva e compulsiva) colpisce una fascia d’età media tra i 15 e i 19 anni, l’anoressia, invece si estende fino ai 24 anni. Negli ultimi anni si è abbassata la soglia e interessa anche giovani di 8/9 anni.

INTERVISTA ALL’AUTRICE AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO

Maria Vittoria Strappafelci nasce a San Lorenzo Nuovo (Viterbo) il 23 agosto 1971.

Indirizzata nel settore dell’alta moda e della creatività, consegue il diploma di Stilista, Figurinista, Modellista, Sarta e Truccatrice, facendo poi varie esperienze nelle grandi sartorie dei più famosi stilisti italiani realizzando per conto proprio una sua collezione di abiti prestigiosi e alta qualità. Maria Vittoria ha un lungo periodo dove non vede più la luce del sole attraversando il tunnel buio dell’anoressia dalla quale ne esce vittoriosa dopo un intenso percorso di terapia fatto all’interno di se stessa e nella profonda conoscenza della sua personalità. In questa parte molto importante della sua vita, trova nella scrittura una forma di terapia per esternare il suo dolore ed il suo disagio, portandola a pubblicare un libro dove si racconta in prima persona, narrando la triste vicenda e la sua rinascita alla vita, intitolato: IL DIGIUNO DELL’ANIMA: UNA STORIA DI ANORESSIA (Casa Editrice Kimerik). Nel corso del nuovo cammino, per tristi vicissitudini vissute in famiglia a causa di un male incurabile, si rimette in discussione con se stessa e pubblica il suo secondo libro: LA MIA VITA IN UN PENSIERO (Casa Editrice Kimerik). Un testo ricco di pensieri, aforismi, frasi sulla vita, sull’amicizia e sui valori in cui lei crede fermamente. SENZA TE…DIARIO A MIO PADRE (Casa Editrice Kimerik) è la sua terza e recente pubblicazione. Un libro intenso di lettere che lei scrive ogni sera a suo padre nei primi tre mesi che gli è venuto a mancare, dando voce e parole al suo dolore, aiutandola ad elaborare meglio una dipartita, che spesso, nella maggior parte dei casi, dentro la propria anima, è difficile accettare.

La colpa: ultimo libro di Raffaele Mangano


Raffaele Mangano presenta l’ultimo suo libro La colpa il 25 ottobre alle ore 21 presso la Casa Museo Spazio Tadini di Milano (Lupetti editore)

2018-09-19 La Colpa Mockup 02

Compra il libro

Matteo Di Girolamo, affermato architetto milanese, sparisce all’improvviso senza lasciare tracce. Di lui non si hanno più notizie sino a quando,  trent’anni dopo,  il figlio maggiore Fabio riceve una telefonata dai Frati  Minori di Acireale che gli comunicano di avere informazioni riguardanti il padre. Seppur scettico, si reca all’incontro,  durante il quale apprende fatti che lo turbano profondamente e lo obbligano a fare i conti con un passato che riteneva ormai disperso e scolorito dagli anni. Un poco alla volta Fabio è costretto a  comporre un’immagine del padre del tutto diversa da quella che  aveva  da bambino. Ma il “viaggio” che  compie nella rielaborazione del dolore per l’abbandono, si rivela anche liberatorio dei sensi di colpa che padre e figlio avevano nutrito per anni, l’uno nei confronti dell’altro. La smagliatura aperta decenni  prima  finirà per suturarsi e provocare  in  Fabio anche  un sostanziale ripensamento del suo percorso di vita.

Raffaele Mangano

RAFFAELE MANGANO RITRATTO

Sono stato concepito sul Lago di Como da genitori siciliani emigrati al Nord in tenera età (ciascuno per conto suo), ma sono nato a Milano il giorno di San Valentino di un anno che non ricordo. Così come non ricordo perché mai abbia preso una laurea scientifica anziché classica. Forse per far dispetto ai professori che immaginavano per me un futuro in campo letterario. L’ amnesia ha rimosso anche il momento in cui iniziai la carriera di giornalista. E anche quella volta fui molto determinato ad andare contro le mie inclinazioni; difatti mi sono occupato di argomenti che oggi mi provocano una sorta di tremore, stato di ansietà e principio di labirintite.

Per curare questi vuoti di memoria da qualche tempo vivo alle falde dell’Etna. Ho motivo di credere di aver diretto alcuni periodici e frequentato studi televisivi e radiofonici. Sembra incredibile, ma ho incontrato persone disposte a pagarmi per partecipare a convegni e congressi, tenere conferenze e guidare seminari. Ho anche il sospetto di aver condotto una trasmissione televisiva, ma il ricordo è labile. Fortunatamente ho trovato il tempo per viaggiare, incontrare, conoscere, confrontarmi, riflettere. Alla fine delle mie lunghe peregrinazioni mi sarebbe piaciuto scrivere sul passaporto “abitante del pianeta Terra” oppure “cittadino del mondo”. Ma credo che non sarà possibile prima di qualche secolo.
All’ improvviso sono stato colpito da un virus sconosciuto che mi ha indotto ad abbandonare la professione giornalistica per dedicarmi alla narrativa. Così ho iniziato a scrivere libri e ciò che vedete sul sito è la mia produzione ad oggi. Tutte le altre informazioni sulla mia persona hanno il pregio di non essere interessanti. Ammesso che quelle riportate lo siano state.

La Couleur d’un poeme: poesia con Immagine Arte


Cerimonia di premiazione del concorso nazionale di poesia organizzato dal Immagine Arte. Il premio è alla sua terza edizione e la Casa Museo Spazio Tadini rinnova l’ospitalità verso chi stimola la diffusione della poesia e attraverso l’arte segue scopi di sostegno a progetti umanitari.

L’evento di premiazione si svolge Sabato 13 Ottobre 2018 

Inizio ore 17,30 con ingresso libero e apertura porte alle ore 17,15

locandina premiazione2

Comitato di accoglienza, Maria Grazia Vai presidente del Premio

Ospite d’onore il Maestro internazionale d’arte Mario Salvo, presidente della sezione artistica del Premio, con le opere raffigurate in copertina dei libri vincitori del Concorso.

In apertura cerimonia, intervento di Melina Scalise e Francesco Tadini, fondatori della casa Museo dedicata a Emilio Tadini.

Lettura delle poesie vincitrici a cura dell’Associazione Socio Culturale HELIANTO.

Consegna targhe e premiazione degli artisti da parte dei Giurati del Premio.

Questi i finalisti che verranno premiati (in ordine alfabetico) la cui graduatoria verrà resa nota durante la cerimonia di premiazione.

Sez. A – Poesia tema libero

Deodato Anna Maria ( Quei gerani rossi sul balcone)
Di Paolo Valerio (Quello che resta – per Anna)
Firpo Edoardo (Astratto)
Magi Manuela (Mandami a dire)
Mancinelli Vincenzo ( Fummo le occasioni di Novembre)
Marelli Dario (Sillaba di eterno)
Marinoni Chiara (Il colore del silenzio)
Marra Marco (Follia)
Nateri Sangiovanni Alessandra (I giorni di Capaci)
Rodolao Sara (Vorrei spiegarti)
Sante Serra (Bus linea 37)
Simonini Valter (Fratellanza)
Ventola Raffaele (Fiori d’acqua)

 

Sez. B – Poesia a tema ispirata all’opera di E. Tadini: “Fiaba”

Beratto Alessandra (La magia delle parole ovvero Io e la poesia)
Braccini Fabiano (Anagrammi dell’immaginazione)
Frati Lavinia (Il pescatore di crepuscoli)
Odino Giovanni (Imperfetti mondi)
Patti Angie (un cappello di paglia)
Provini Flavio (Magie di ieri, immagini d’oggi – fra le mie fiabe)
Riccardi Sualen (Image e Magie)
Salvaggio Carmelo (favola)
Tola Pier Quirica (Il mio volo)
Ventola Raffaele (Oniriche fiabe)

 

Sez. C – Haiku

Asprea Pasquale
Contoli Antonio
Griffo Lucia
Inglese Angiola
Lo Bono Rosaria
Messelodi Claudia
Pellegrini Carla Maria
Petriccione Margherita
Piras Maria Teresa
Pitingaro Cinzia
Rampini Nazarena
Restuccia Giovanna
Sarchi Simonetta
Sisti Maria Teresa
Timo Roberto
Tissot Antonella
Valente Maria Laura
Vallino Ornella
Zoppi Mariella

 

Sez. D – Pittura

Cedron Serena (Kaleidoscopio)
Colombo Carla (Momenti di gioia)
Coppolino Aurora (La diagonale che non c’è)
Gentile Paola (Come una fiaba)
Meneghin Paola (Risaie)
Panara Simona (Elena)
Radice Riccardo Paolo (Sole di mezzanotte)
Ricchiuti Paola (Portolano immaginario)
Riviera Sergio (In collina, le nuvole)
Tommasini Carmelo (Maschera Totem)

 

Sez. E – Vernacolo “Memorial Antonio Regondi”

Arosio Renato (Ul cunsili da la mia nona)
Baldinu Stefano ( I vêgi che zugân a-e bocce )
Contursi Alberico (Cà de ringhera)
Doglio Maria Antonietta ( Quàder )
Gallo Angelo ( Er fojo bianco )
Gazzara Salvatore ( ‘nfanzia ‘bbannunata)
Girlanda Agnese (Serando i oci)
Klemm Laura ( Tangible)
Lavarini Anna Maria (Scoltar la so vosse)
Lo Bono Rosaria (A chiù bedda puisia)
Proietti Antonella (La stracciatella)
Sala Enrico ( Fiûr selvàdegh )
Stefanelli Patrizia ( Storie di mare)
Zona Massimo (Garibbardi)

Consegna targa premio speciale Presidenza del Premio da parte del presidente del premio, poetessa Maria Grazia Vai

Consegna della targa alla carriera per merito artistico 2018 al Maestro d’Arte Lorenzo Maria Bottari, ospite d’eccezione.

In chiusura:

– presentazione e consegna delle Antologie Artistiche

– ringraziamento da parte di Rosy Pozzi, madrina dell’evento e responsabile del Progetto “IL KENYA VISSUTO TRA SORRISI UMILTÁ E UMANITÁ “

 

Servizi d’ordine cronache e leggende: Ordine Compagni!


La Casa Museo Spazio Tadini presenta l’ultimo lavoro del giornalista Luca Pollini: Ordine Compagni! Storie, cronache e leggende (Morellini editore) con prefazione di Franco Berardi (Bifo) alle ore 18.30 di giovedì 4 ottobre 2018. Presentanno il libro, Luca Pollini e Francesco Tadini.

Luca Pollini, Ordine CompagniDa Milano a Roma, l’Italia sessantottina raccontata in un lucido e inedito ritratto
dei movimenti politici. Cos’era, com’era strutturato, chi ne faceva parte, quali erano i suoi compiti. Insomma, la storia e la gloria dei Servizi d’ordine che hanno rivestito sia un ruolo pacifico, controllo e coordinamento di manifestazioni e cortei, sia difensivo e offensivo, impugnando spranghe e lanciando bottiglie molotov.
Attraverso racconti di chi ha vissuto, partecipato e militato nelle formazioni extraparlamentari – l’autore ha raccolto oltre cinquanta testimonianze – il libro mette a fuoco il ruolo del Servizio d’ordine, una delle figure centrali di quell’esperienza unica che fu la cosiddetta Sinistra rivoluzionaria nel decennio caldo, tra il 1968 e il 1977. Una struttura cardine di quel mondo giovanile spinto verso il futuro e il cambiamento, dove una generazione ha vissuto in mezzo a un clima di violenza quotidiana e dove la dialettica delle idee si trasformava prima in conflitto tra ideologie, per poi sfociare nella violenza pura.

L’autore

Luca Pollini.
Luca Pollini è cresciuto nella Milano degli anni Settanta. All’attività di giornalista unisce quella di saggista e autore. Ha pubblicato, tra gli altri, “I Settanta, gli anni che cambiarono l’Italia”; “Gli Ottanta, l’Italia tra evasione e illusione”; “Hippie, la rivoluzione mancata”; “Musica leggera. Anni di piombo”; “Amore e rivolta a tempo di rock”; “Ribelli in discoteca”; “Immortali. Storia e gloria di oggetti leggendari”; “Restare in Vietnam: dalla parte del nemico”. Per il teatro ha scritto lo spettacolo “Ci hanno rubato la parola amore” e interpretato il reading “Hippie, a volte ritornano”. Collabora con mensili e quotidiani, si occupa di storia contemporanea, cura un sito (www.retrovisore.net) dedicato alla storia del costume italiano. Crede nel rock e rimpiange il Parco Lambro (inteso come Festival).

Street Photography a Milano: il libro di Diego Bardone


Sarà presentato in anteprima assoluta alla Casa Museo Spazio Tadini (mappa) il libro tanto atteso dello street photographer del momento: Street Life Milano fotografie di Diego Bardone il 29 settembre dalle ore 18.30 fino alle 23 alla presenza dell’autore e seguirà un rinfresco. Una sintesi per immagini di un mood della metropoli milanese che rispecchia la sua attuale dimensione  tra innovazione e tradizione, tra frenesia produttiva e industria dell’intrattenimento con un occhio – quello di Diego Bardone – sempre puntato sulle persone. E’ una fotografia capace di cogliere contraddizioni, aspetti ironici o semplicemente far emergere tutto ciò che la confusione della metropoli ci offre per farci sorridere e noi non lo vediamo. Ebbene a Diego Bardone non sfugge nulla che non possa far sorridere alla vita anche in una città che corre e sembra votata alla distrazione e, dopo aver guardato e letto il libro si riesce a vedere Milano sotto una luce diversa scoprendo quanto il nostro sguardo possa migliorarci l'”umore” anche in una giornata stile “dalle 8 alle 17 orario continuato”.

Alla presentazione sarà presente Diego Bardone, gli autori, l’editore e sarà possibile acquistare copia del libro.

Street life Milano copertina del libro di Diego Bardone

Comunicato stampa

Le Edizioni del Foglio Clandestino in collaborazione con la Casa Museo Spazio Tadini e PhotoMilano presentano il volume fotografico STREET LIFE MILANO dello street photographer Diego Bardone. Più di cento immagini in bianco e nero raccontano Milano e il suo teatro infinito di situazioni, gesti e occasioni, materializzando l’illusione che oggetti, persone, animali e la città stessa possano sempre entrare in relazione tra loro, scambiarsi uno sguardo. Sfogliando Street Life Milano è subito chiaro che la strada è l’habitat naturale di Diego Bardone. Nelle sue fotografie ironiche, affettuose e spesso poetiche si scopre una città meno grigia di quanto ce la immaginiamo, che apre al sorriso e alla meraviglia, che trova sempre qualcosa di originale da mostrare. L’essere umano è una presenza costante e centrale in queste immagini, Milano anche. E in questa città, suo Teatro delle Meraviglie, Bardone si muove con garbo e rispetto verso i soggetti fotografati, riuscendo a raccogliere come suggerisce Francesco Tadini, fondatore della Casa Museo Spazio Tadini e ideatore di PhotoMilano «lezioni poetiche milanesissime, intrise di ironia e realismo al tempo stesso, quali le parole di Delio Tessa – o le surrealtà di Dino Buzzati! – e tradurre le migliaia di occasioni in lampi di racconto». Il volume, quasi un diario quotidiano, è un perenne omaggio a Milano e a tutti coloro che, inconsapevoli attori, Diego Bardone ha incontrato nel suo peregrinare per le strade della città.

Il suo sguardo cerca proprio là dove meno te lo aspetti e ti ruba un sorriso. Si insinua come un segugio tra il portone all’angolo e la galleria, aspetta paziente il momento esatto in cui si compone la scena, che lui prevede quasi come un indovino. Come sottolinea Melina Scalise, presidente della Casa Museo Spazio Tadini: «Le immagini di Diego Bardone sono strumenti terapeutici dell’umore metropolitano. Dopo aver conosciuto Bardone la città è meno grigia, le persone sono più originali, le storie più divertenti, gli appuntamenti mancati meno tristi e Milano è meravigliosa anche per innamorarsi. E noi, ci osserviamo nelle sue fotografie come in una storia che ci appartiene e ci scopriamo più divertenti di quanto pensassimo, più straordinari di quanto ci abbiano mai fatto credere». Il libro raccoglie 116 fotografie di Diego Bardone, i testi di Melina Scalise e Francesco Tadini, una conversazione di Diego Bardone con Maurizio Garofalo e gli interventi di Bruno Panieri, Stefano Pia, Roberto Pireddu, Roberto Ramirez. La traduzione inglese è di Donatella D’Angelo. Il passo narrativo e il ritmo del volume sono affidati alle mani esperte del photo editor Maurizio Garofalo.

Street Life Milano sarà presentato al pubblico sabato 29 settembre alle ore 18,30 presso la Casa Museo Spazio Tadini, casa museale in memoria del pittore e scrittore Emilio Tadini fondata da Francesco Tadini e Melina Scalise. Proprio in questo luogo di sinergia tra le arti e gli artisti si è creato l’incontro che ha dato vita a “Street Life Milano” tra le indipendenti Edizioni del Foglio Clandestino, già attive con diverse pubblicazioni in ambito fotografico e il fotografo Diego Bardone che proprio a Spazio Tadini e attraverso Photo Milano club fotografico milanese si è fatto conoscere dal grande pubblico con una mostra e attraverso i suoi frequentati workshop. Cercata e apprezzata la collaborazione di Maurizio Garofalo, giornalista professionista già art director e photo editor della rivista “Diario”.

Diego Bardone foto di Maria Grazia Scarpetta

Diego Bardone si avvicina alla fotografia a metà degli anni ‘80, collaborando con «Il Manifesto» e due piccole agenzie per alcuni anni. Gli accadimenti della vita lo portano altrove ma la fotografia resta una passione mai sopita, rinata quasi per caso dodici anni fa. Tra i suoi riferimenti Cartier-Bresson e Doisneau ma anche Boubat e Izis Bidermanas, Erwitt, Berengo Gardin, Branzi, Uliano Lucas, Tano D’Amico e Francesco Cito. Fotografare per Bardone è come osservarsi in una sorta di specchio virtuale che trova la sua dimensione nel reale quotidiano. Come lui stesso racconta: «Abbiamo tutti gli stessi volti, le stesse gioie, le stesse speranze: io sono loro, loro la trasposizione in immagini della mia allegria vagabonda. Vorrei dimostrare che la semplicità è sinonimo di bellezza, vorrei mostrare, come era solito dire Doisneau, un mondo “gentile”, un mondo che amo e che mi renda in qualche modo felice». Diego Bardone ha fondato, insieme a Bruno Panieri, Stefano Pia, Roberto Pireddu e Roberto Ramirez il gruppo fotografico “The Strippers”.

Street Life Milano si inserisce con il formato 21×21 nella collana Gleis 13 delle Edizioni del Foglio Clandestino che aveva già ospitato il saggio fotografico-narrativo Doppia esposizione. Berlin 1985-2015 di Natascia Ancarani e il libro fotografico Autori & Opere di Giuseppe Varchetta.

STREET LIFE MILANO
di Diego Bardone
Edizioni del Foglio Clandestino 2018
in collaborazione con Casa Museo Spazio Tadini e PhotoMilano
Testi: Maurizio Garofalo, Bruno Panieri, Stefano Pia, Roberto Pireddu, Roberto Ramirez, Melina Scalise, Francesco Tadini
Traduzione: Donatella D’Angelo
Photoediting: Maurizio Garofalo

FORMATO 21×21
PREZZO 25 €uro
ISBN 978-88-943302-0-5

PER MAGGIORI INFORMAZIONI
www.edizionidelfoglioclandestino.eu
redazione@edizionidelfoglioclandestino.it

http://www.diegobardonephotographer.com/
https://spaziotadini.com/
https://photomilano.org/
http://www.thestrippers.it/
Maurizio Garofalo

UFFICIO STAMPA
Giovanna Daniele
mail ufficiostampa@edizionidelfoglioclandestino.it

Fotografia: incontrano il pubblico Giuliana Traverso e i fotografi di “Immagina: il femminile oggi”


Fotografia e incontro con gli autori a Spazio Tadini giovedì 20 settembre 2018, dalle ore 18. La stagione 2018/2019 a Casa Museo Spazio Tadini apre con la mostra antologica “L’eclettismo come stile” – a cura di Fondazione 3M – e con una mostra sull’immagine femminile in fotografia dagli anni sessanta ad oggi – a cura di Roberto Mutti e Federicapaola Capecchi -.

Giordana, Foto Marco De Iasi, Roma
Giordana, Foto Marco De Iasi, Roma

Giovedì 20 settembre 2018 è la giornata dedicata all’incontro con gli autori delle mostre. Giuliana Traverso incontra il pubblico alle ore 18. Un’occasione unica per dialogare con una delle figure più rappresentative della fotografia contemporanea. Sarà infatti lei stessa a parlare del suo lavoro, delle sue fotografie, come dei cinquant’anni di Donna Fotografa, e dell’autobiografia presentata lo scorso maggio 2018 – “Io sono qui” – frutto del lavoro di Giuliana Calvenzi e Orietta Bay in collaborazione con AFI Archivio Fotografico Italiano. Un’opportunità per dialogare con Lei del ritratto, che Giuliana Traverso ha sempre ritenuto essenza della fotografia, come dell’aspetto terapeutico del suo insegnamento. Per conoscerea fondo una fotografa interessata alle idee, all’identità, alla società e al quotidiano tanto quanto al suo mondo di sentimenti interiori. Attenta e determinata nell’affermare il ruolo della donna come protagonista della società, e a sollecitare la coscienza pubblica.

A seguire dialogano con Federicapaola Capecchi, Roberto Mutti e il pubblico gli autori  Monica Silva, Zoe Vincenti, Francesco Faraci, Marco Tagliarino, Virginia Bettoja, Marco De Iasi, Claudio Argentiero esposti nella mostra sull’immagine femminile in fotografia. La mostra, parallela a quella di Giuliana Traverso, è costituita da una parte storica “Belle e possibili” – grazie alla Fondazione 3M – con fotografie dell’archivio Ferrania, a cura di Roberto Mutti, e da una parte attuale “IMMAGINA: il femminile oggi”, a cura di Federicapaola Capecchi, che va ad indagare quali siano la visione e le forme dell’immagine femminile odierna. Francesco Faraci sarà in collegamento Skype, mentre tutti gli altri saranno presenti dal vivo. Un modo, anche questo, di dialogo diretto per parlare di fotografia, idee, progetti e visioni. Un’opportunità per gli autori di un confronto sul loro fotografare con il pubblico.

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Zoe Vincenti, Burlesque Voodoo

Giovedì 20 settembre 2018 dalle ore 18 – consigliata la registrazione via email per la serata: federicapaola@spaziotadini.it

SPAZIO TADINI CASA MUSEO

 

GIULIANA TRAVERSO

L’eclettismo come stile

Mostra Antologica

A cura di Fondazione 3M

BELLE E POSSIBILI A Cura di Roberto Mutti

IMMAGINA: il femminile oggi A Cura di Federicapaola Capecchi

 

Dal 18 settembre al 15 ottobre 2018

Apertura Spazio Tadini Casa Museo

Dal mercoledì al sabato dalle 15:30 alle 19:30 – domenica dalle 15:00 alle 18:30

Posibili visite guidate e su appuntamento

Ingresso € 5

Spazio Tadini è anche Sede di PHOTOMILANo Club Fotografico Milanese, fondato e diretto da Francesco Tadini,  www.photomilano.org