Archivi categoria: coreografia

Corsi e workshop di danza anche nei mesi estivi

Anche nei mesi estivi proponiamo lezioni e seminari.

I corsi sono rivolti sia a principianti che avanzati interessati sia a mantenere attiva la propria formazione anche nei mesi “di vacanza” in cui la maggior parte delle scuole sono chiuse, sia ad approfondire linguaggi come: contact, contemporaneo, physical theatre, teatrodanza.

Per tutto il mese di agosto – tranne la settimana dal 13 al 19 – sarà dunque possibile frequentare lezioni di contact, contemporaneo, classico, physical theatre con la seguente modalità: lunedì 10:30-12:30 physical theatre, martedì 9:00–10:30 classico; mercoledì 10:30-12:30, giovedì 9:00–10:30 contemporaneo. Le stesse lezioni, negli stessi giorni, sono anche dalle 18:30 alle 20:30. Continua la lettura di Corsi e workshop di danza anche nei mesi estivi

Corsi e workshop per la danza e la scena 2012 e 2013

Danza, corsi e workshop a Spazio TadiniUn nuovo ciclo di corsi, workshop e seminari per la danza e la scena per il quadrimestre settembre – dicembre 2012.  Le proposte riguardano: physical theatre, danza contemporanea, danza classica, teatrodanza, contact, coreografia. Continua la lettura di Corsi e workshop per la danza e la scena 2012 e 2013

Alle ore 21 del 28 e del 29 aprile in occasione della giornata mondiale della danza, J’AI PAS Primo Studio compagnia OpificioTrame

 SPAZIO, CORPO E POTERE: Stagione Spettacoli 2011/2012 sesto appuntamento

J’AI PAS S…

SABATO 28 APRILE ore 21

e

29 aprile alle ore 21 con la proeizioni di AB (Against Body)

Primo Studiocompagnia OpificioTrame, di Federicapaola Capecchi, con Federicapaola Capecchi e Stefano Roveda

Federicapaola Capecchi per Coreografia d'arte

L’attenzione, in questo primo studio ancora in corso, si è soffermata e soppesata su una parola: esclusione. L’atto, l’effetto dell’escludere; lasciar fuori, non ammettere. Rappresentava una ricerca precisa, strettamente ancorata allo spazio, e a quello scenico, e in quel mentre ci siamo trovati, forse, in un altro itineriaro: quello che consiste nel prendere atto di un ambiente, di una condizione sociale, di un confine psicologico, che è poi il solo ad accomunare, a volte, uomini altrimenti dissimili: l’esclusione. Non siamo riusciti a non sentirla come qualcosa che, oggi, incombe e preme più che mai sulla nostra società.

Presi dalle indagini di Spazio, corpo e potere, abbiamo sposato la visione di Peter Brook “l’architettura lavora nella durata mentre il teatro agisce nell’urgenza” e l’urgenza per noi, oggi, è la logica del vivente, degli esseri umani. Sempre meno umani, sempre più esclusi, anche da sé e dal proprio corpo.

Lasciamo volutamente lo spazio vuoto, ma non nel senso orientale come risultato di una progressiva eliminazione, come acquisizione e non premessa, bensì lo lasciamo vuoto a rimarcare un’indifferenza che ci circonda: un’indifferenza, una vera e propria latitanza della coscienza di tutto un contesto, di tutto uno spazio.

 Ah…rileggendo Kafka è rimasta impressa una frase … “gabbia cerca prigioniero”, che viene voglia, però, di giocare al contrario, capovolta, come provocazione un altro passo: prigioniero cerca gabbia.