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“Passione e mistero”, presentazione a Spazio Tadini per la rassegna Perle di Follia


Alle ore 18.30 a Spazio Tadini

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Eleonora Castellano presenta il suo ultimo libro “Amore e mistero”

a cura di Samanta Airoldi

L’Amore è Mistero? Deve esserlo per forza per essere avvincente, passionale, totalizzante e assoluto? Ma poi sarebbe davvero positivo un amore così “totalizzante e assoluto”, ci permetterebbe di crescere e far emergere le nostre potenzialità?
Forse sono queste le domande che si sono posti Roberta e Andrea, protagonisti di “Passione e Mistero”( Silele 2016) il nuovo romanzo di Eleonora Castellano, romanzo dai forti connotati psicologici in conformità con gli studi svolti da Eleonora.
Roberta e Andrea, classico colpo di fulmine sulla metropolitana di una Milano sempre in corsa e in cui, forse, anche i rapporti di coppia nascono ad un ritmo troppo accelerato.
Il loro amore ruota intorno a quel qualcosa di inafferrabile ed incomprensibile, quel “mistero”, appunto, che se all’inizio rende tutto più affascinante, con il passare di qualche tempo logora il rapporto tra i due, che da amanti rischiano di scoprirsi sconosciuti l’uno all’altra.
Perché siamo soliti leggere una nota positiva nella parola “mistero”? Perché siamo sedotti dalle tenebre piuttosto che dalla Luce?
“L’attrazione nei confronti dell’ignoto, del rischio, è connaturata all’essere umano. è tutto un sottilissimo equilibrio che passa dal gioco fino al pericolo e all’autolesionismo. La chiave di svolta sta nell’esserne consapevoli.”
Queste le parole dell’amica Filosofa Laura Teresa Tappatà che da anni studia e scrive saggi sul tema della Violenza sulle Donne in tutte le sue mille sfaccettature e sui rapporti di coppia “squilibrati”.
Talvolta il troppo “mistero” nasconde una grande fragilità, una paura intrinseca, spesso inconscia, a lasciarsi scoprire fino in fondo dall’altro, la paura di essere pienamente se stessi, la paura di non essere accettati e, dunque, il mistero diventa una calda coperta dietro cui nascondersi o un “burqua” dietro cui tenere mascherate le proprie paure e insicurezze.
Roberta, la protagonista femminile di “Passione e Mistero”( Silele 2016), si porta dietro il peso di un’infanzia difficile, caratterizzata da rapporti anaffettivi che hanno generato in lei quel senso di inadeguatezza che, se non affrontato, rende difficile dare vita a relazioni sane ed equilibrate.
Molte donne (anche uomini a dire il vero, ma il fenomeno è statisticamente più elevato nell’universo femminile: causa stereotipi sociali che ancora ci incatenano ai ruoli!) che nell’infanzia hanno subito violenze fisiche e/o psicologiche di vario tipo, tendono, in età adulta, a ripetere quegli stessi schemi vissuti nell’età della formazione della personalità e a compiere scelte che, in un modo o in un altro, facciano loro rivivere lo stesso ruolo, all’infinito.
Nulla di più falso il detto “tra due mali scelgo quello che non conosco” perché, di fatto, tutti tendiamo a scegliere, nel bene ma soprattutto nel male, ciò che ci è già noto perché, anche se ci danneggia, lo sappiamo gestire avendolo già affrontato.
Ma allora se viviamo come in un “eterno ritorno”, siamo inconsciamente costretti a ripetere sempre gli stessi errori? Dobbiamo rassegnarci ad essere manipolati dal nostro stesso inconscio che non ci permette di liberarci da ciò che abbiamo vissuto e che pure ci ha fatto male?
La chiave di svolta sta nel divenire consapevoli di questi meccanismi che guidano la nostra vita. Come sosteneva L. Kohlberg è necessario il passaggio dal “convenzionale” al “post convenzionale” per uno sviluppo pieno della morale dell’individuo, per agire in modo funzionale e corretto tanto nel sociale quanto nel privato. Se questo passaggio non avviene per mancanza di adeguati supporti culturali e/o emotivi allora si rimane ingabbiati in un circolo vizioso fatto di regole che non si comprendono, che si seguono alla “cieca” perché si è sempre fatto così ma senza avere cognizione di causa del proprio agito, senza avere padronanza reale delle proprie scelte.
A Spazio Tadini, dunque, abbiamo organizzato una serata di “consapevolezza femminile” che sceglie di partire dalla dimensione fisica e corporea (promossa da Pavipel, Associazione di Promozione del Benessere della Donna) per estendersi alla sfera psicologica più intima. Si parte dalla necessità più basilare, che accomuna tutti gli esseri umani: respirare!
Insieme a Claudia Terzolo, fondatrice di Pavipelscopriremo come cambiare il nostro modo di respirare può cambiare il nostro modo di rapportarci a noi stesse, al nostro corpo e al partner.
Una serata che vuole combattere i pregiudizi legati alla donna, al suo corpo e al suo ruolo sociale grazie allo strumento più potente che l’umanità possiede: l’informazione!
E se poi ancora alcune di noi sceglieranno il mistero, la dannazione, la sofferenza…ok, ognuna è e deve essere libera di autodeterminarsi e di scegliere ciò che preferisce per se stessa; fondamentale è che ogni scelta, anche la più masochista, venga compiuta in modo consapevole, dalla parte conscia del nostro cervello!
Perchè il Mistero può anche essere un gioco bellissimo, nella coppia e nella vita in generale, purché sia una scelta “illuminata” dalla luce della ragione!

Mostre Milano: serata dedicata al tema del matrimonio con Laura Tappatà, Laura Pigozzi, Grazia Micalizzi, Donata Mazza, Arcigay e Telefono Donna


Giovedì 24 marzo, dalle ore 18:30all’interno delle due mostre fotografiche dedicate alla fotografia di matrimonio d’autore (VEDI QUI E QUI), in corso fino al 8 aprile 2016, a Spazio Tadini si svolge una serata dedicata al tema del matrimonio, della coppia, delle relazioni e del femminile.

Un approfondimento dedicato a temi di carattere sociale ruota attorno al libro di Laura TappatàTroppo amore”, e al libro della psicoanalista Laura PigozziChi è la più cattiva del reame? Figlie, madri e matrigne nelle nuove famiglie; interverranno anche Arcigay e Telefono Donna. Presenta e modera Samanta Airoldi. Melina Scalise propone un affascinante viaggio antropologico nel matrimonio tra tradizione, innovazione e rivoluzione (LEGGI IL TESTO). Federicapaola Capecchi, curatrice delle mostre, interviene rispetto alla fotografia di matrimonio come ricerca d’autore e come forma di neorealismo.

Un altro approfondimento è dedicato invece agli argomenti e agli aspetti pratici del “grande giorno”, affidato alle wedding planner La Regina Bianca (vedi LINK) e Grace Wedding (vedi LINK), e alla stilista Rossella Cavioni – Esprit Nouveau che, per l’occasione, farà indossare alcuni pezzi unici del suo atelier.

I PROTAGONISTI DELLA SERATA

Laura Tappatà

Laura-Tappatà

Laura Tappatà ha insegnato Psicologia Generale presso il corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria dell’Università Cattolica e collabora con la cattedra di Psicologia della Personalità nella stessa Università. Tra gli ambiti delle sue ricerche, il tema dell’Intelligenza socio emotiva pubblicando, “Intelligenza socio-emotiva. Cos’è, come si misura, come svilupparla” (Carocci) e”BarOn EQ-i :validazione e taratura italiana”, Giunti O.S. Organizzazioni Speciali, Firenze. Più recentemente i temi della personalità postmoderna, con il testo “Stay Focused” (Lupetti, 2011) e delle nuove dipendenze psicologiche, con il testo “Beyond Well-Being: The Fascination of Risk and of the New Psychological Addictions” pubblicato, nel 2013 negli Stati Uniti, (Nova Science Publishers) Sempre nel 2013 è stato presentato il testo,“Troppo Amore! Donne e passioni tristi” (Madonini).

Troppo Amore di Laura Tappatà

Il nostro tempo così accelerato e incerto, riesce, in alcuni casi, a inquinare anche la “passione di tutte le passioni”: l’amore. È possibile amare troppo? Tutte le volte che si giustificano degli eccessi, quando vengono messi a rischio il nostro benessere emotivo, la nostra salute e la nostra sicurezza, in quel caso rischiamo di amare troppo. Che cosa possiamo fare per contrastare tutto questo?

Laura Pigozzi

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LAURA PIGOZZI si occupa del rapporto tra psicanalisi e modernità, con particolare riferimento al mondo femminile. È l’autrice di A nuda voce. Vocalità, inconscio, sessualità (Antigone 2008) e di Voci smarrite. Godimento femminile e sublimazione (Antigone 2011). Ha creato “Rapsodia. Rete di psicanalisi, arte, vocalità”, luogo di incontro tra psicanalisti e artisti (www.rapsodia-net.infohttp://www.rapsodia-net.info). Conduce laboratori di sperimentazione vocale e ha fondato il Non Coro.

Chi è la più cattiva del reame? Figlie, madri e matrigne nelle nuove famiglie di Laura Pigozzi

Le cose, per le famiglie, sono cambiate. Nelle famiglie multiple le matrigne non sono più, come una volta, le spose di un uomo vedovo, e non hanno, come spesso si crede, il ruolo di una zia, una baby sitter, una “fidanzata di papà”. Se la matrigna delle favole, come insegna la psicoanalisi, non è altro che la parte oscura e minacciosa della madre, la nuova figura di matrigna sembra piuttosto occupare una posizione più simbolica e meno simbiotica di quella materna. Che cosa accade nella relazione madre-figlia quando esiste un’altra figura femminile investita di un ruolo di cura? Quali sono i legami che nascono tra la matrigna e la figlia del partner? E, soprattutto, come cambia, in presenza di una matrigna, la classica relazione madre-figlia? In queste nuove condizioni come si modifica, per una figlia, il modo di separarsi dalla madre biologica e fare così il suo cammino di donna? Continua a leggere Mostre Milano: serata dedicata al tema del matrimonio con Laura Tappatà, Laura Pigozzi, Grazia Micalizzi, Donata Mazza, Arcigay e Telefono Donna

Matrimonio tra tradizione, innovazione e rivoluzione a Spazio Tadini


Mauro Parma
Ph Mauro Parma

Da sabato 19 marzo all’8 aprile Spazio Tadini espone la personale di Carlo Carletti “La fotografia di matrimonio di Carlo Carletti” e la collettiva “Yes, uno sguardo su nuovi autori e tendenze” a cura di Federicapaola Capecchi. Com’è d’uso, per le mostre organizzate da Spazio Tadini l’arte è spesso occasione di riflessione su temi sociali e il matrimonio oggi è oggetto di importanti cambiamenti.

Il 24 marzo e il primo aprile alle ore 18.30 ci saranno due incontri di approfondimento sul tema del matrimonio, della coppia, della cerimonia, della sessualità. Nello specifico il 24 marzo sarà particolarmente ricco di argomenti con spunti sui rituali del matrimonio dal trucco al wedding planner con La Regina Bianca e Grace Wedding, agli argomenti più impegnati con Arcigay, Laura Tappatà che ha scritto “Troppo amore”, la psicoanalista Laura Pigozzi che parla in anteprima assoluta del suo libro sulla matrigna “Chi è la più cattiva del reame? Figli, madri e matrigne nelle nuove famiglie” il tutto alla presenza della filosofa Samanta Airoldi, il tutto nella cornice degli abiti da sposa di Esprit Nouveau. Il 1 aprile alle ore 18.30 invece Daniela Arcangeli parlerà del suo libro su benessere e seduzione Corri Mangia Ama e Veronica Orlandi sulla comunicazione nella coppia.

IL MATRIMONIO TRA TRADIZIONE, INNOVAZIONE E RIVOLUZIONE

di Melina Scalise, psicologa e giornalista

Fino a circa trentacinque anni fa, la cerimonia di matrimonio in Italia era caratterizzata da momenti precisi e irrinunciabili: la sposa in casa nel momento della “vestizione” a simboleggiare l’abbandono della casa paterna, l’arrivo in Chiesa con lo sposo che aspetta all’altare e il “passaggio di consegne” in cui il padre affidava la sua “bambina” ad un altro uomo, il bacio davanti all’altare immortalato dalla celebre frase del prete che “autorizzava” all’unione sessuale “ora puoi baciare la sposa”, il banchetto, la foto con gli invitati, i paggetti e i confetti a simbolo di fertilità e buoni auspici.

Un canovaccio temporale e simbolico che rispecchiava i valori sociali condivisi dell’epoca e la fotografia di matrimonio non ne poteva prescindere sia per documentare il giorno del Si, sia per valorizzare lo status sociale delle famiglie che si univano. Erano i tempi in cui il matrimonio era ancora quella tappa fondamentale non solo per la costituzione della famiglia, la “sistemazione” dei figli, ma era vissuto come momento indispensabile per la realizzazione della persona, tanto che spesso il matrimonio si accettava che fosse persino programmato a tavolino in un patto tra famiglie pur di non rimanere soli. Negli anni 60 non c’era pubblicità che rappresentasse la famiglia senza che ci fosse in primo piano una ripresa con la fede al dito.

Domenico Lops - Matrimoni
Ph Domenico Lops

Oggi il matrimonio non è più una tappa obbligata. Non lo è per la costituzione della famiglia, per avere dei figli, per sentirsi realizzati in società. La donna che non si sposa entro 30 anni non è più chiamata spregevolmente “zitella” (da tedesco titze mammella, in italiano zita e quindi giovane ancora da accoppiare). Gli uomini non sposati non sono più “scapoli” (dal latino ex- fuori capulum cappio: fuori dal cappio) e quindi liberi da vincoli o come intendevano i pastori abruzzesi con questo termine sfuggire dall’impegno di badare al gregge. Oggi chi non ha un compagno o una compagna è, a prescindere dal sesso, “single”, perfetto termine inglese che permette di non caratterizzarne il genere quasi a presagire che la coppia contemporanea che si unisce in matrimonio può contenere più variabili sessuali. La donna single è spesso dedicata alla carriera e non per questo significa necessariamente che abbia rinunciato alla maternità avendo la possibilità di mantenersi economicamente (“io sono mia” dicevano gli slogan femministi negli anni ’70). In altri casi alcune donne diventano single dopo matrimoni o convivenze finite il cui sostentamento, se ci sono dei figli, nella maggior parte dei casi, rimane quasi prevalente a pesare sull’ex marito. Oggi gli uomini separati o divorziati con figli spesso alimentano in modo sostanziale la fascia sociale dei nuovi poveri fino a vivere ai margini sociali perdendo la possibilità di rifarsi una famiglia. La legge sul divorzio in Italia non ha ancora trovato un’applicazione equa di rispetto della coppia genitoriale e degli obblighi verso i figli garantendo la bi-genitorialità e questo nonostante i richiami dell’Unione Europea. Gli uomini forse, nell’immaginario collettivo della nostra cultura, continuano ad essere visti come coloro che “sfuggono” ai loro doveri, appunto tendenti ad essere perennemente “scapoli” tanto da doverli costringere a ricordare loro di essere padri e mariti attraverso la legge. (continua)