Arte e Astrofisica: il linguaggio comune: dal 6 dicembre 2011 al 21 gennaio 2012
La mostra personale di Gioni David Parra, Orione come metafora, comprende dipinti, sculture e una istallazione dal forte simbolismo spaziale. Raccoglie le opere più significative dell’artista attorno a un tema che lo affascina da sempre e che alimenta il suo talento visionario: l’Uomo e l’Universo.
Il lavoro artistico di Parra invita l’osservatore ad abbandonare la visione antropocentrica del mondo, a cui si è prevalentemente legati, per invitarlo a guardare oltre, verso una dimensione del tempo che potrebbe essere passato o futuro – forse un eterno presente – e della materia che nel suo farsi e disfarsi, potrebbe appartenere a tutto o a nulla.
Galileo è per Parra un esempio, un modello di uomo che lotta per un suo convincimento e che riesce, nonostante tutto, a modificare la visione tolemaica del Mondo e dell’Universo in una visione copernicana. Con il suo dire e, con il suo fare, ha compiuto quella che ormai, nel vocabolario comune, rappresenta la cosiddetta “rivoluzione”, il cambiamento radicale del Pensiero. Segue….
EVENTI CORRELATI ALLA MOSTRA
Lunedì 12 dicembre 2011 ore 18.00. – “Arte fra Cielo e Terra”
Tavola rotonda a cura dell’Osservatorio Astronomico di Brera.
Moderatrice Elisa Triani, giornalista di Studio Aperto – Italia 1
Interverranno:
Melina Scalise, presidente dello Spazio Tadini
Osservatorio Astronomico di Brera: Giovanni Pareschi, direttore e Gabriele Ghisellini
Lodovico Gierut scrittore e critico d’arte,
Gioni David Parra, artista
- Venerdì 13 Gennaio 2012,
Spazio Tadini alle ore 18.30 sarà presentato il Catalogo della mostra, stampato da Bandecchi e Vivaldi di Pontedera a cura di Lodovico Gierut per le edizioni Comitato archivio artistico documentario L.Gierut.

È la storia della vita di Dino Campana, il “pazzo di Marradi”, straordinario autore di pagine di poesia, morto nel 1932, a 46 anni, in manicomio, dopo esservi stato recluso per 14 anni. Il testo dello spettacolo è costruito su fonti e documentazioni originali. Le musiche, eseguite da Matteo Ceramelli (violino) sono originali, composte appositamente per lo spettacolo.