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Profughi, VIDEO della mostra alla Casa Museo Spazio Tadini


Sessantotto artisti contemporanei hanno cercato di raccontare di cosa siamo profughi oggi in una mostra suggestiva che tocca varie tematiche. Il video e i grandi trittici di Emilio Tadini sono in esposizione fino al 13 luglio presso la Casa Museo Spazio Tadini in via Jommelli, 24 a Milano.

Un percorso emozionante, un viaggio che parte dalla riflessione sulla condizione dell’uomo di Emilio Tadini, dalla sua considerazione che tutti gli uomini sono destinati nella loro vita a diventare prima o poi profughi, a perdere le loro certezze, a dover ricominciare.

Roberta Ferrari: PROFUGHI A SPAZIO TADINI


Roberta Ferrari ha proposto un video breve di un più vasto progetto di documentazione. Si tratta di Crossing The Border, al quale lavora da circa tre anni.
Il suo interesse documentaristico riguarda i rifugiati siriani in Turchia e la ‘guerra civile culturale’ turca.
Utilizza sia il video che la fotografia per mettere in forma ciò che osserva.


CROSSING THE BORDER
‘Ho attraversato il confine di notte, con altre 200 persone, quando mi dicono di stare attento perchè se mi ferma la polizia mi rispedisce in Siria, rispondo ok, e dove mi devono rispedire, in Israele?’ Yaser.
Ho conosciuto Yaser nel 2015.
Era appena arrivato a Istanbul dalla Siria ed era diretto in Europa con la sua famiglia, Io e mia moglie non sappiamo nè dove andremo nè cosa faremo, forse in Germania, forse in Svizzera.
Poi gli accordi internazionali hanno deciso che Yaser sarebbe rimasto in Turchia.
Sono passati quattro anni e gli Algazoul dalla Turchia non sono mai usciti.
In quattro anni hanno visto: attentati terroristici, un colpo di stato, una guerra al confine, cinquanta mila turchi finire in carcere, tra giornalisti, intellettuali, curdi, ma nonostante tutto ciò, la Turchia per gli Alagazoul è diventato il luogo più sicuro dove aspettare tempi migliori.
Ad Istanbul hanno cominciato una nuova vita, una jihad quotidiana, come la chiama lui, sorridendo.
‘Sono un rifugiato ma molti pensano che io sia un terrorista, un jiadista, per il solo fatto di essere arabo musulmano praticante, beh, jihad significa ‘lotta’ , allora si certo che sono un jiadista, io ogni giorno combatto per sopravvivere, vendo giubbotti illegalmente per strada pur di far mangiare la mia famiglia. ‘ Yaser.

BREVE BIOGRAFIA

Autrice di documentari, filmmaker, docente.
Lunghi soggiorni all’estero fanno da sfondo alle sue esperienze di lavoro e di vita.
Predilige set reali ed imprevedibili. Attualmente vive e lavora tra Milano e Istanbul.
Fra i documentari che ha scritto e diretto:
“Raz and the tribe”, autrice, docu serie tra le tribù indigene del pianeta, con Raz Degan, Asia
Argento, Piero Pelù e Luca Argentero. Prodotto da DRY Media per Sky Atlantic, 2018.
“Golpe nella prigione verde”, regia, prodotto da PopCult, girato in Honduras, trasmesso da
PressTV Iran, Ayat Media Group Turchia, selezionato a Doc in tour 2012.
“La via delle bombe. Il sentiero di Ho Chi Min”, regia, riprese e montaggio, vincitore del Festival
internazionale di regia Sguardi Altrove, Milano 2003.
“Dopo l’assedio. Sarajevo”, regia, con il fotoreporter Massimo Sciacca, selezionato al Corto Imola
Festival; Sguardi Altrove, Milano; Tekfestival, Roma; Human Rights Nights, Bologna; Politically
Uncorrect Film Festival, Ljubliana, 2004.