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Casa Museo Spazio Tadini è il museo dedicato a Emilio Tadini, pittore e scrittore milanese. Il museo è luogo anche di esposizioni d’arte ed eventi culturali

Fotografia e Ritratto: Ivana Galli ospite di Spazio Tadini e PhotoMilano


La fotografa Ivana Galli dal 20 al 22 dicembre 2018 è ospite di Spazio Tadini Casa Museo – sede anche di PhotoMilano Club Fotografico Milanese per una tre giorni full immersion dei suoi “Ritratti Scomposti.

Ivana Galli: Ritratti scompostiA cura di Federicapaola Capecchi e Angelo Cucchetto, è realizzato in collaborazione con Photographers.it 

Stefano Bressani, Foto Ivana Galli

Tre giorni full immersion in cui potersi far ritrarre e regalarsi un ritratto della giovane fotografa italiana che tanto successo sta riscuotendo nei principali Festival Fotografici Italiani.

Foto Ivana Galli

Spazio Tadini Casa Museo, durante i tre giorni, esporrà alcuni dei Ritratti Scomposti , e Ivana Galli sarà in sede giovedi 20, venerdi 21 e sabato 22 dicembre per realizzare Ritratti Scomposti, ottima occasione per farsi/fare un regalo di Natale particolare: l’Autrice lavorerà nello studio di Emilio Tadini, in intimità con il soggetto, in sessioni di 20 minuti l’una, e chi vorrà farsi realizzare un ritratto scomposto da Ivana otterrà subito una stampa firmata unica, con la possibilità di averne una versione più grande stampata dal noto Laboratorio Fine Art di Bruno Melada.

La tecnica sviluppata da Ivana avviene difatti in ripresa, non c’è postproduzione, il Ritratto Scomposto esce magicamente pronto subito!

Ogni sessione ha un costo di euro 40, e deve essere richiesta su prenotazione via mail a  federicapaola@gmail.com

Ivana Galli è una fotografa Italiana da sempre legata all’arte. Musicista, scultrice, insegnante di teatro e performer, da qualche anno ha sviluppato una modalità espressiva fotografica molto particolare, usandola in modalità intimistica per carpire il lato più emozionale delle persone fotografate. Presentata nel 2018 ad alcuni Festival estivi di Fotografia, dall’Art Performing Festival di Galatina al Pontremoli Foto Festival, la mostra/performance è stata portata a Roma in settembre da Carlo Gallerati, per poi approdare in ottobre prima a Torino da Paratissima e infine al Trieste Photo Days (guarda le serie realizzata a Trieste a https://vimeo.com/298018381).

Viene ora proposta a Milano, in una prestigiosa sede espositiva e per un’occasione unica, le festività Natalizie.

I suoi “Ritratti scomposti” stanno riscontrando quest’anno un grande successo di critica e di pubblico: si tratta di un’esposizione di alcuni dei ritratti da lei realizzati, con una performance / session fotografica in cui l’autrice Ivana Galli crea i suoi “ritratti scomposti”. Un video riassuntivo del suo lavoro è a
https://vimeo.com/296693751 
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La serie dei “Ritratti scomposti” nasce nell’autunno del 2016 dalla osservazione di come un soggetto, posto di fronte ad uno specchio, interagisca con la propria immagine riflessa mettendo in atto una qualche tipo di “recita”, posando e ponendosi come nel proprio immaginario esso si rappresenta.

Il rapporto, invece, che si ha con uno “specchio scomposto” muta l’atteggiamento e l’intenzione del ritratto, in quanto l’immagine riflessa non è più direttamente percepibile come propria.

Qui scatta l’inverso del nostro “programmare”, la fotografia non è più “informativa e ridondante” non è più rappresentazione di ciò che accade , ma si apre finalmente al gioco dell’inaspettato, creando una sorta di autoritratto, che esprime le intenzioni del fotografo e le aspettative del fotografato spiazza l’intenzione del fotografo, muta; e lo porta a ricercare quella che sarà l’immagine finale, questo ci da ancora più la sensazione di entrare nelle nostre molteplici dimensioni e amplificandone i possibili piani di lettura.

Da questo nascono le opere in questione, ottenute da un mix di casualità e da una profonda iterazione del tutto inattesa, tra ritrattista/ritratto, non più posa/scatto, né gesto/professionalità, ma indagine continua e profondamente introspettiva del gesto fotografico.

Il cubismo nella fotografia.

IVANA GALLI

Ivana Galli – musicista, fotografa, e scultrice – nasce a Venezia e ha quale forma d’espressione elettiva la fotografia, mestiere che inizia ad apprendere fin da giovanissima nel laboratorio fotografico del padre, ma nel suo percorso ha avuto modo di sperimentare nei più diversi campi dell’espressione artistica.

Ha nelle sue creazioni ben presente la lezione di ciò che di classico vi era da apprendere e di tutte quelle sottili trame compositive che rendono un’opera complessa ma al tempo stesso accessibile anche a chi non dispone dei necessari mezzi di lettura di quello che, molto genericamente, si intende quale arte contemporanea. Le sue opere non sfuggono all’astrattismo o all’essenzialità del segno o della plasticità, semplicemente riconoscono l’intrinseca bellezza di ciò che vi è rappresentato, mostrandolo senza timore o reverenza alcuna. Vive e opera in provincia di Vicenza.

http://www.ivanagalli.it

RITRATTI SCOMPOSTI

A Cura di Federicapaola Capecchi e Angelo Cucchetto

20/21/22 dicembre 2018

SPAZIO TADINI CASA MUSEO

Via Niccolò Jommelli 24, 20131 Milano

Info per la stampa: federicapaola@gmail.comangelo@star-ring.it

Info per il pubblico: +39 02 26 11 65 74

http://www.spaziotadini.com

http://www.photographers.it

La fotografia di Giorgio Galimberti a Spazio Tadini


Giorgio Galimberti: racconto breve di un fotografo di luce e d’ombra. Dal 1 al 21 dicembre 2018 e giovedì 6 dicembre, alle ore 20, incontro con l’autore.

Giovedì 6 dicembre 2018 alle ore 20 Giorgio Galimberti sarà presente a Spazio Tadini per addentrarci nel suo fotografare attraverso la sua viva voce.

Presentazione di un percorso fotografico incentrato sul segno e sul bianco e nero di Giorgio Galimberti a partire da alcuni suoi progetti: Tracce Urbane, Nero Assoluto, Forme di Spazio, Mitoraj.

Giorgio Galimberti Mitoraj
Giorgio Galimberti Mitoraj

Diciassette fotografie, tra grande e medio formato, che parlano un bianco e nero di carattere, che sublima ogni storia e ogni racconto. È la possibilità di vedere o rivedere fotografie che, in qualche modo, reinventano un’umanità e i suoi spazi.

È un racconto breve” dice Federicapaola Capecchi “del tratto di un fotografo che con il suo sguardo e con i suoi bianchi e i suoi neri esplora e azzarda invenzioni formali per trasformare il vocabolario della fotografia”.

Attraverso le fotografie esposte percorriamo Milano, le sue strade, ci muoviamo tra i suoi palazzi, andiamo a Gibellina, a Parigi, ci mescoliamo tra persone, silhouette, prospettive, visioni e forme. Ci immergiamo nel segno di un fotografo il cui lavoro è caratterizzato da un’intensità insolita.

Giorgio Galimberti Gibellina
Giorgio Galimberti Gibellina

Giorgio Galimberti” – prosegue Federicapaola Capecchi – “ha una maestria, in continua evoluzione, di luce, ombra e linea con la quale trasforma l’ordinario in un regno di puro piacere visivo e narrativo. Spinge chi guarda a desiderare di decifrare ogni frammento visuale, alla ricerca di un racconto che muove l’immaginazione tra reale e irreale”.

Giorgio Galimberti fotografo di luce e d_ombra

Il visitatore si spinge dunque all’interno di questo gioco manifesto di luci ed ombre, di composizioni precise e articolate, tra incursioni di un bianco e nero pulito ma di forte contrasto che enfatizzano le linee e l’espressione degli oggetti e degli spazi. “ È nell’incontro con la sua città, come altre, con gli spazi urbani e la gente che li vive, è nella luce, che crea  fotografie fragili e ruvide, infuse di un desiderio che molti di noi possono identificare. È un testimone silenzioso che si muove in composizioni tanto nette quanto flessibili, istintive e naturali; riferendo ciò che vede e ciò che percepisce. E in ogni momento trova la giusta distanza; afferma la soggettività della sua prospettiva riuscendo a combinare un approccio documentario con una sensibile affermazione della propria visione”. Federicapaola Capecchi

Giorgio Galimberti

GIORGIO GALIMBERTI

Racconto breve di un fotografo di luce e d’ombra

1-21 dicembre 2018

SPAZIO TADINI CASA MUSEO

Via Niccolò Jommelli 24

20131 Milano

Tel +39 02 26 11 65 74

www.spaziotadini.com

 

Ingresso alla Casa Museo € 5

Da mercoledì a sabato dalle 15:30 alle 19:30 – domenica dalle 15:00 alle 18:30

 

INFO PER LA STAMPA

federicapaola@spaziotadini.it +39 347 71 34 066

 

INFO PER IL PUBBLICO

Tel +39 02 26 11 65 74

Giorgio Galimberti Giorgio Galimberti fotografo di luce e d_ombra
Giorgio Galimberti Giorgio Galimberti fotografo di luce e d’ombra

Anoressia: Il digiuno dell’anima


Una storia di anoressia lunga 19 anni raccontata dalla protagonista al Museo Spazio Tadini  “ IL DIGIUNO DELL’ANIMA UNA STORIA DI ANORESSIA” : Maria Vittoria Strappafelci che ne parla con Heléna MAnnella e la dottoressa Elena Cernuschi psicologa clinica dello sport.

venerdì 16 novembre 2018 ore 19

maria vittoria strappafelci anoressia
‘’Quella perfida vipera si era impossessata completamente della mia vita’’.
La ‘’perfida vipera’’ è il nome con cui la protagonista di questa storia di vita, raccontata in prima persona, definisce l’anoressia. Una malattia debilitante, apparentemente inesistente, in grado di distruggere gli affetti e di divorare paradossalmente il proprio ego.
Il libro di Maria Vittoria, è un lungo viaggio attraverso il tunnel del tormentato rapporto tra l’io ed il cibo, che diventa il campo di battaglia di una guerra lunga ed estenuante, dove la mente non risparmia colpi bassi, sferrati anche sul piano estetico oltre che psicologico.
Perché il vero problema dell’anoressia ‘’è fondato sull’ apparenza che ci cuciamo addosso, o che gli altri ci attribuiscono, mentre non riusciamo a vederci come in realtà siamo’’.
Nella seconda parte del libro, dopo una prolungata e dura terapia, l’autrice narra come si rapporta con la realtà e come si impara a reinventarsi, mettendosi alla prova per scoprire le vere risorse interiori e le proprie capacità di rinascita lontano dal paese, affrontando la grande città, con tutte le sue insidie e gli imprevisti della vita di tutti i giorni.
‘’Il digiuno dell’anima’’ è una vera e propria testimonianza del drammatico problema dell’anoressia e nello stesso tempo un esempio di speranza per tutti coloro che ne affrontano il suo terribile iter, a volte arrivando a ben più tragiche conseguenze.

I disturbi alimentari nel nostro Paese riguardano, secondo le ultime statistiche del Ministero della salute, 3 milioni di persone. IL 95,9% di queste sono donne. La bulimia (ovvero l’alimentazione eccessiva e compulsiva) colpisce una fascia d’età media tra i 15 e i 19 anni, l’anoressia, invece si estende fino ai 24 anni. Negli ultimi anni si è abbassata la soglia e interessa anche giovani di 8/9 anni.

INTERVISTA ALL’AUTRICE AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO

Maria Vittoria Strappafelci nasce a San Lorenzo Nuovo (Viterbo) il 23 agosto 1971.

Indirizzata nel settore dell’alta moda e della creatività, consegue il diploma di Stilista, Figurinista, Modellista, Sarta e Truccatrice, facendo poi varie esperienze nelle grandi sartorie dei più famosi stilisti italiani realizzando per conto proprio una sua collezione di abiti prestigiosi e alta qualità. Maria Vittoria ha un lungo periodo dove non vede più la luce del sole attraversando il tunnel buio dell’anoressia dalla quale ne esce vittoriosa dopo un intenso percorso di terapia fatto all’interno di se stessa e nella profonda conoscenza della sua personalità. In questa parte molto importante della sua vita, trova nella scrittura una forma di terapia per esternare il suo dolore ed il suo disagio, portandola a pubblicare un libro dove si racconta in prima persona, narrando la triste vicenda e la sua rinascita alla vita, intitolato: IL DIGIUNO DELL’ANIMA: UNA STORIA DI ANORESSIA (Casa Editrice Kimerik). Nel corso del nuovo cammino, per tristi vicissitudini vissute in famiglia a causa di un male incurabile, si rimette in discussione con se stessa e pubblica il suo secondo libro: LA MIA VITA IN UN PENSIERO (Casa Editrice Kimerik). Un testo ricco di pensieri, aforismi, frasi sulla vita, sull’amicizia e sui valori in cui lei crede fermamente. SENZA TE…DIARIO A MIO PADRE (Casa Editrice Kimerik) è la sua terza e recente pubblicazione. Un libro intenso di lettere che lei scrive ogni sera a suo padre nei primi tre mesi che gli è venuto a mancare, dando voce e parole al suo dolore, aiutandola ad elaborare meglio una dipartita, che spesso, nella maggior parte dei casi, dentro la propria anima, è difficile accettare.

Origami tra arte e scienza: Il mondo magico dei frattali


Origami tra arte e scienza, Conferenza sabato 27 ottobre dalle 14 alle 16 –  a cura di Serena Cicalò  

Serena Cicalò
Serena Cicalò

Titolo:“ Il magico mondo dei Frattali”

« Si ritiene che in qualche modo i frattali abbiano delle corrispondenze con la struttura della mente umana, è per questo che la gente li trova così familiari. Questa familiarità è ancora un mistero e più si approfondisce l’argomento più il mistero aumenta » (Benoit Mandelbrot).

Un frattale è un oggetto geometrico che si ripete nella sua struttura allo stesso modo su scale diverse. La stessa natura produce oggetti simili ai frattali. Nascono da funzioni matematiche ma possono essere belli come opere d’arte. In questa conferenza parlerò della costruzione e delle proprietà matematiche di alcuni importanti frattali, in particolare del triangolo di Sierpinski e della spugna di Menger. Racconterò di come, diversi esemplari di queste strutture sono state realizzate negli ultimi decenni attraverso l’origami modulare.

Prezzo a persona: 8 rid (ridotto studenti) /10 int 

Gradita prenotazione museospaziotadini@gmail.com

Vedi tutte le conferenze in programma durante la mostra Origami tra arte e scienza

Serena Cicalò 3Menger
Serena Cicalò 3Menger
Nata a Cagliari nel 1974, laureata in Matematica, Serena Cicalò ha scoperto l’origami al tempo dei suoi studi universitari. Ha condiviso per la prima volta la sua nuova passione durante la discussione per il conseguimento del titolo finale, presentando un approfondimento sulle proprietà geometriche dell’origami. Nel 2005 si è trasferita a Trento per frequentare il dottorato di Ricerca in Matematica, entrando in contatto con un gruppo locale di origamisti che l’ha invitata a diventare membro del CDO (Centro Diffusione Origami), l’associazione nazionale che raggruppa gli origamisti italiani e non solo. Dal 2011 partecipa con regolarità ai convegni organizzati dal CDO e nel 2017 è entrata a far parte del comitato che cura la parte scientifica del Convegno “Origami, Dinamiche educative e Didattica”.  Dopo un periodo dedicato alla ricerca scientifica, dal 2012 si occupa a tempo pieno dell’insegnamento della Matematica e della Fisica nei licei. Da alcuni anni organizza corsi di aggiornamento destinati ai docenti di scuola superiore per sensibilizzarli all’uso dell’origami come strumento per l’insegnamento della matematica e in particolare della geometria. Nel 2013, durante la prima edizione del convegno “Origami, Dinamiche educative e Didattica”, è venuta a conoscenza dell’esistenza della spugna di Menger, un affascinante cubo frattale di grande interesse matematico, e della tecnica con la quale Jeannine Mosely ha realizzato il primo esemplare di livello 3 in origami. Nel 2015, per superare i limiti della tecnica utilizzata dalla Mosely, ha ideato un nuovo procedimento, da lei chiamato “PJS technique” (dove PJS sta per “pleat and join strips”). La “PJS technique”, che garantisce grande stabilità e compattezza, le ha permesso di realizzare, nell’agosto dello stesso anno, la prima spugna di Menger di livello 3 italiana e, nel novembre del 2016, il primo esemplare mondiale di livello 4 in origami. Successivamente si è dedicata all’analisi delle possibili applicazioni della sua nuova tecnica, progettando anche modelli dinamici, puzzle ed esempi di “origami pixel art”.

La colpa: ultimo libro di Raffaele Mangano


Raffaele Mangano presenta l’ultimo suo libro La colpa il 25 ottobre alle ore 21 presso la Casa Museo Spazio Tadini di Milano (Lupetti editore)

2018-09-19 La Colpa Mockup 02

Compra il libro

Matteo Di Girolamo, affermato architetto milanese, sparisce all’improvviso senza lasciare tracce. Di lui non si hanno più notizie sino a quando,  trent’anni dopo,  il figlio maggiore Fabio riceve una telefonata dai Frati  Minori di Acireale che gli comunicano di avere informazioni riguardanti il padre. Seppur scettico, si reca all’incontro,  durante il quale apprende fatti che lo turbano profondamente e lo obbligano a fare i conti con un passato che riteneva ormai disperso e scolorito dagli anni. Un poco alla volta Fabio è costretto a  comporre un’immagine del padre del tutto diversa da quella che  aveva  da bambino. Ma il “viaggio” che  compie nella rielaborazione del dolore per l’abbandono, si rivela anche liberatorio dei sensi di colpa che padre e figlio avevano nutrito per anni, l’uno nei confronti dell’altro. La smagliatura aperta decenni  prima  finirà per suturarsi e provocare  in  Fabio anche  un sostanziale ripensamento del suo percorso di vita.

Raffaele Mangano

RAFFAELE MANGANO RITRATTO

Sono stato concepito sul Lago di Como da genitori siciliani emigrati al Nord in tenera età (ciascuno per conto suo), ma sono nato a Milano il giorno di San Valentino di un anno che non ricordo. Così come non ricordo perché mai abbia preso una laurea scientifica anziché classica. Forse per far dispetto ai professori che immaginavano per me un futuro in campo letterario. L’ amnesia ha rimosso anche il momento in cui iniziai la carriera di giornalista. E anche quella volta fui molto determinato ad andare contro le mie inclinazioni; difatti mi sono occupato di argomenti che oggi mi provocano una sorta di tremore, stato di ansietà e principio di labirintite.

Per curare questi vuoti di memoria da qualche tempo vivo alle falde dell’Etna. Ho motivo di credere di aver diretto alcuni periodici e frequentato studi televisivi e radiofonici. Sembra incredibile, ma ho incontrato persone disposte a pagarmi per partecipare a convegni e congressi, tenere conferenze e guidare seminari. Ho anche il sospetto di aver condotto una trasmissione televisiva, ma il ricordo è labile. Fortunatamente ho trovato il tempo per viaggiare, incontrare, conoscere, confrontarmi, riflettere. Alla fine delle mie lunghe peregrinazioni mi sarebbe piaciuto scrivere sul passaporto “abitante del pianeta Terra” oppure “cittadino del mondo”. Ma credo che non sarà possibile prima di qualche secolo.
All’ improvviso sono stato colpito da un virus sconosciuto che mi ha indotto ad abbandonare la professione giornalistica per dedicarmi alla narrativa. Così ho iniziato a scrivere libri e ciò che vedete sul sito è la mia produzione ad oggi. Tutte le altre informazioni sulla mia persona hanno il pregio di non essere interessanti. Ammesso che quelle riportate lo siano state.

La Couleur d’un poeme: poesia con Immagine Arte


Cerimonia di premiazione del concorso nazionale di poesia organizzato dal Immagine Arte. Il premio è alla sua terza edizione e la Casa Museo Spazio Tadini rinnova l’ospitalità verso chi stimola la diffusione della poesia e attraverso l’arte segue scopi di sostegno a progetti umanitari.

L’evento di premiazione si svolge Sabato 13 Ottobre 2018 

Inizio ore 17,30 con ingresso libero e apertura porte alle ore 17,15

locandina premiazione2

Comitato di accoglienza, Maria Grazia Vai presidente del Premio

Ospite d’onore il Maestro internazionale d’arte Mario Salvo, presidente della sezione artistica del Premio, con le opere raffigurate in copertina dei libri vincitori del Concorso.

In apertura cerimonia, intervento di Melina Scalise e Francesco Tadini, fondatori della casa Museo dedicata a Emilio Tadini.

Lettura delle poesie vincitrici a cura dell’Associazione Socio Culturale HELIANTO.

Consegna targhe e premiazione degli artisti da parte dei Giurati del Premio.

Questi i finalisti che verranno premiati (in ordine alfabetico) la cui graduatoria verrà resa nota durante la cerimonia di premiazione.

Sez. A – Poesia tema libero

Deodato Anna Maria ( Quei gerani rossi sul balcone)
Di Paolo Valerio (Quello che resta – per Anna)
Firpo Edoardo (Astratto)
Magi Manuela (Mandami a dire)
Mancinelli Vincenzo ( Fummo le occasioni di Novembre)
Marelli Dario (Sillaba di eterno)
Marinoni Chiara (Il colore del silenzio)
Marra Marco (Follia)
Nateri Sangiovanni Alessandra (I giorni di Capaci)
Rodolao Sara (Vorrei spiegarti)
Sante Serra (Bus linea 37)
Simonini Valter (Fratellanza)
Ventola Raffaele (Fiori d’acqua)

 

Sez. B – Poesia a tema ispirata all’opera di E. Tadini: “Fiaba”

Beratto Alessandra (La magia delle parole ovvero Io e la poesia)
Braccini Fabiano (Anagrammi dell’immaginazione)
Frati Lavinia (Il pescatore di crepuscoli)
Odino Giovanni (Imperfetti mondi)
Patti Angie (un cappello di paglia)
Provini Flavio (Magie di ieri, immagini d’oggi – fra le mie fiabe)
Riccardi Sualen (Image e Magie)
Salvaggio Carmelo (favola)
Tola Pier Quirica (Il mio volo)
Ventola Raffaele (Oniriche fiabe)

 

Sez. C – Haiku

Asprea Pasquale
Contoli Antonio
Griffo Lucia
Inglese Angiola
Lo Bono Rosaria
Messelodi Claudia
Pellegrini Carla Maria
Petriccione Margherita
Piras Maria Teresa
Pitingaro Cinzia
Rampini Nazarena
Restuccia Giovanna
Sarchi Simonetta
Sisti Maria Teresa
Timo Roberto
Tissot Antonella
Valente Maria Laura
Vallino Ornella
Zoppi Mariella

 

Sez. D – Pittura

Cedron Serena (Kaleidoscopio)
Colombo Carla (Momenti di gioia)
Coppolino Aurora (La diagonale che non c’è)
Gentile Paola (Come una fiaba)
Meneghin Paola (Risaie)
Panara Simona (Elena)
Radice Riccardo Paolo (Sole di mezzanotte)
Ricchiuti Paola (Portolano immaginario)
Riviera Sergio (In collina, le nuvole)
Tommasini Carmelo (Maschera Totem)

 

Sez. E – Vernacolo “Memorial Antonio Regondi”

Arosio Renato (Ul cunsili da la mia nona)
Baldinu Stefano ( I vêgi che zugân a-e bocce )
Contursi Alberico (Cà de ringhera)
Doglio Maria Antonietta ( Quàder )
Gallo Angelo ( Er fojo bianco )
Gazzara Salvatore ( ‘nfanzia ‘bbannunata)
Girlanda Agnese (Serando i oci)
Klemm Laura ( Tangible)
Lavarini Anna Maria (Scoltar la so vosse)
Lo Bono Rosaria (A chiù bedda puisia)
Proietti Antonella (La stracciatella)
Sala Enrico ( Fiûr selvàdegh )
Stefanelli Patrizia ( Storie di mare)
Zona Massimo (Garibbardi)

Consegna targa premio speciale Presidenza del Premio da parte del presidente del premio, poetessa Maria Grazia Vai

Consegna della targa alla carriera per merito artistico 2018 al Maestro d’Arte Lorenzo Maria Bottari, ospite d’eccezione.

In chiusura:

– presentazione e consegna delle Antologie Artistiche

– ringraziamento da parte di Rosy Pozzi, madrina dell’evento e responsabile del Progetto “IL KENYA VISSUTO TRA SORRISI UMILTÁ E UMANITÁ “

 

Daniele di Maglie: La mia parte peggiore


Il cantautore tarantino Daniele Di Maglie con il suo ultimo album: “La mia parte peggiore”, arriva a Milano.

Giovedì 11 ottobre
Spazio Tadini, Milano via Niccolò Jommelli, 24 Milano

Ore 21 – ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

DIMAGLIE_TADINI_MILANODopo il successo a Roma presso il Club 55, il cantautore tarantino Daniele Di Maglie prosegue il tour di presentazioni e giovedì 11 ottobre arriva a Milano allo Spazio Tadini.
Pubblicato da Digressione Music a tre anni di distanza dall’apprezzato “Il mio garage” che sanciva l’inizio della collaborazione con l’etichetta pugliese Digressione Music.

“La Mia Parte Peggiore” raccoglie undici brani originali  che, nel loro insieme, compongono una raccolta di storie, esperienze personali, ricordi, riflessioni cantate con voce diretta ed intensa, facendo emergere la piena maturazione del suo songwriting.

Il giornalista Fabrizio Versienti nelle note di copertina scrive: “La prima cosa che colpisce è il tono: intimo, malinconico e un po’ dolente, ma anche, in qualche maniera, fiero e incazzato. L’atteggiamento di chi vorrebbe congedarsi dalle troppe cose che non vanno e voltare pagina, orgoglioso del fatto di andare per la sua strada, senza compromessi. “La mia parte peggiore” è proprio questo: un fascio di ricordi, risentimenti, rabbie, tenuto insieme da una voce dritta, precisa, che ha imparato nel tempo a dare il giusto peso alle parole, asciugando l’enfasi, la fretta, i facili effetti”.

Tutto questo emerge a pieno, durante l’ascolto, brano dopo brano si tocca con mano l’urgenza creativa del cantautore tarantino come nel caso di “Aprite il fuoco” che si snoda attraverso sei minuti in cui si intrecciano elementi differenti dando vita ad un ordito poetico di grande lirismo. Si susseguono, così, brani lievi come il vento (“Ho sentito”) o evocativi come un’opera d’arte (“Violini di Chagall”) o ancora ricordi dell’infanzia (“Indiani e Generali”) in cui si intrecciano fatti di cronaca come la bomba alla stazione di Bologna nel 1980. Non manca uno sguardo verso il rapporto di coppia (“Chiedimi perdono” e “Ti renderò felice”) e la canzone d’amore (“Rosabella”) così come toccante è il canto contro la guerra “Il ragazzo di Sirte” a cui è affidato il racconto di un migrante in fuga dalla guerra alla ricerca di un futuro migliore. Insomma, “La mia parte peggiore” è un disco di pura canzone d’autore da ascoltare con grande attenzione ed empatia.

ll progetto “La mia parte peggiore” è edito da Digressione Music con il sostegno di PUGLIA SOUNDS RECORD 2018 – REGIONE PUGLIA – FSC 2014/2020 – Patto per la Puglia – Investiamo nel vostro futuro.

 

lamiapartepeggioreNote Biografiche
Cantautore, scrittore, educatore, Daniele Di Maglie vanta una laurea in Scienze politiche, dischi, libri e una serie cospicua di concerti in tutta Italia, oltre a numerosi premi e riconoscimenti artistici, in particolare: Suoni di Vita (Molfetta, 1999), Premio IMAIE “L’altra musica” (Roma, 2000), Io Preferisco Cantautore (Bari, 2001), Premio al Miglior Verso “Giardini di Atrebil. Parole in libertà” (Bari, 2001), Musica è (Bari, 2002), Gioiosa Festival (Gioiosa Marina, CZ, 2003) “Cantieri per Bob Dylan” (Foggia, 2006), Premio Puglialibre 2012 per “l’Altoforno. L’Ilva nei racconti e nelle canzoni di un cantautore di Taranto”. Lavora da molti anni come educatore in un Centro Diurno per diversamente abili, occupandosi, tra le altre cose, di attività laboratoriali strutturate sul “medium” artistico. Dopo l’esordio discografico “Non so più che cosa scrivo” uscito nel 201 per Nud/Il cavallo giallo, nel 2014 ha dato alle stampe per Digressione Music “Il Mio Garage” a cui seguirà la pubblicazione a breve del suo terzo album “La Mia Parte Peggiore”. Negli anni, le sue canzoni sono state pubblicate all’interno di diverse antologie come “Suoni di Vita” (Polifemo, 1999), “Maltese in musica” (Taverna del Maltese, 2002), “Balla veloce, vivi lento” (Upr-folk rock/Edel music, 2004) e “InCanti di Pace, Musicisti baresi per Enziteto” (Club della Canzone d’Autore, 2006). Come scrittore ha pubblicato il romanzo “La ballata dei raminghi adirati” per Il Grillo Editore nel 2012, il libro con cd “L’Altoforno. L’Ilva nei racconti e nelle canzoni di un cantautore di Taranto” per Stilo Editrice nel 2012 e “Mala estate” per Corriere del mezzogiorno nel 2003.

Origami tra arte e scienza in mostra a Milano


La prima mostra sugli origami che ne racconta le origini, l’evoluzione, il significato, l’espressione artistica e tecnologica fino ai moderni impieghi nell’ingegneria aerospaziale, nella chirurgia, nell’ingegneria e nell’architettura. Dall’arte alla scienza in un percorso espositivo di taglio internazionale che comprende anche laboratori, convegni, incontri didattici. Tutto questo presso la Casa Museo Spazio Tadini dal 20 ottobre al 16 dicembre 2018, via Niccolò Jommelli, 24 con il Patrocinio del Comune di Milano, del Municipio 3, la collaborazione del Politecnico di Milano e Torino e Centro Diffusione Origami.

La mostra è curata da Melina Scalise e Francesco Tadini con la collaborazione dei Politecnici di Milano e il Politecnico di Torino, nello specifico il Dipartimento di Architettura e Design e di Scienza Matematiche G.L. Lagrange. Sponsor tecnici il Centro Diffusione Origami e Pubblistampa, Arti grafiche edizioni che, per l’occasione presenterà  il libro Origami tra Arte e scienza che segue il percorso concettuale della mostra. SCARICA Comunicato Mostra Origami tra arte e scienza

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L’esposizione è costituita da un percorso scientifico e divulgativo e uno d’arte con in mostra i lavori di: Paolo Bascetta, Alessandro Beber, Elisabetta Bonuccelli, Serena Cicalò, Daniela Cilurzo, Silvana Fusari, Alessandra Lamio. Con la presenza straordinaria di un traittico della serie Il ballo dei filosofi di Emilio Tadini riletto e analizzato in chiave filosofico-matematica a cura di Melina Scalise e dei Politecnici di Milano e Torino.

L’origami ha una storia per certi aspetti misteriosa. Sospesa tra Oriente e Occidente, segue i percorsi della carta che dalla Cina si diffonde in Giappone e Corea, giungendo a noi grazie agli Arabi come conseguenza della loro espansione nei nostri territori.

Quindi arte tradizionale giapponese, certo, ma anche tecnica ben conosciuta in Europa, soprattutto come forma di piegatura dei tessuti.

Va pur detto che l’origami vive una curiosa condizione: quella di essere conosciuto da tutti o quasi nelle sue forme più elementari (chi non ha mai piegato una barchetta di carta, un aeroplanino, un ventaglio, tanto per citare dei modelli popolari?), ma da pochissimi – perlopiù “addetti ai lavori” – nelle sue varie evoluzioni artistiche, tecniche o applicative.

Scopo della mostra è, perciò, quello di promuovere la conoscenza dell’origami nelle sue “incarnazioni” più contemporanee. Come espressione artistica astratta, come manifestazione tangibile di teorie matematiche e geometriche, come risorsa da impiegare a livello scientifico, industriale, commerciale.

Per questa ragione si è scelto di mettere insieme un gruppo di autori che si muove prevalentemente in ambito non figurativo, allontanandosi volutamente da un’idea di origami più tradizionale, legata alla rappresentazione della realtà.

In parallelo, si è pensato al coinvolgimento dei Politecnici di Milano e Torino per curare la parte scientifica, che prevede anche ragguardevoli contributi provenienti da varie realtà di ricerca di grande profilo internazionale.

Il team coinvolto è composto da architetti, ingegneri e matematici che illustreranno la matematica dell’origami presente nelle sue maggiori applicazioni tecnologiche, quali lenti solari, strutture architettoniche e micro-robot, solo per citarne alcuni.

Presentazione d’eccezione, invece, in omaggio al lavoro artistico di Emilio Tadini, pittore e scrittore a cui è dedicata la Casa Museo Spazio Tadini è la lettura “origami-geometrica” di alcuni suoi quadri a cura dei due Politecnici, con la collaborazione di Melina Scalise e Francesco Tadini.

Si prevedono inoltre, per tutta la durata della mostra, laboratori e conferenze come ulteriore supporto divulgativo e come modalità di coinvolgimento del pubblico, con particolare attenzione alle scuole di ogni ordine e grado.

Il fine è trasportare lo spettatore in una visione complessiva del mondo degli origami oggi.

Più in dettaglio,  Artisti origamisti in mostra. (LEGGI)

LE CONFERENZE E I LABORATORI (clicca per vedere gli argomenti e il calendario)

COMITATO SCIENTIFICO

  •  Lorenzo Mussone: professore di Sistemi di Trasporti al Politecnico di Milano, si occupa di modelli matematici (dalla regressione logistica alla intelligenza artificiale) applicati all’ingegneria dei trasporti con particolare attenzione ai modelli di domanda, alla sicurezza stradale, ai modelli di deflusso veicolare e di controllo del traffico (con specifico approfondimento sulle prestazioni delle rotatorie), alla capacità delle reti ferroviarie, ai modelli comportamentali del guidatore, alla pianificazione a breve e medio termine delle grandi reti di trasporti. Attualmente è referente del laboratorio interdipartimentale i.Drive.
  • Roberto Notari: professore associato di Geometria del Dipartimento di Matematica “F. Brioschi” del Politecnico di Milano. Svolge l’attività di ricerca in Algebra Commutativa e Geometria Algebrica, principalmente su problemi di natura teorica, ma anche su problemi più applicativi. Ha recentemente iniziato ad interessarsi all’origami ed alle sue potenzialità.
  • Maria Luisa Spreafico: ricercatore di Geometria del Dipartimento di Scienze Matematiche del Politecnico di Torino. Utilizza l’origami nella sua ricerca scientifica e nello sviluppo di nuove modalità didattiche relative all’insegnamento della matematica in scuole di ogni ordine e grado.
  • Ursula Zich: ricercatore di Disegno del Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino. Utilizza l’origami per osservare, interpretare e visualizzare le forme, costruite e non, nell’ambito della propria ricerca e della didattica.

L’evoluzione dell’origami oggi uno dei video in mostra selezionato dai Politecnici

Robot Origami: Robot self-folds, walks, and completes tasks, autorizzato da “MIT CSAIL” per la mostra alla Casa Museo Spazio Tadini

 

Casa Museo Spazio Tadini
La mostra si svolge all’interno della Casa Museo Spazio Tadini, inserita all’interno del circuito di case museo di Milano Storiemilanesi.org. La sede ospitava sia l’atelier di Emilio Tadini, pittore e scrittore di rilievo del 900 italiano, sia una delle prime case editrici di informazioni economiche del nostro Paese, Grafiche Marucelli. Lo spazio oggi ospita la sede dell’associazione culturale no profit Spazio Tadini fondata nel 2008 da Francesco Tadini e Melina Scalise, in memoria del padre, Emilio Tadini ed è luogo di eventi culturali.

 

Casa Museo Spazio Tadini – Via Niccolò Jommelli, 24 Milano www.spaziotadini.com
Apertura al pubblico: da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30- domenica dalle 15 alle 18.30. Biglietto 5 euro.
Visite guidate con origamisti su prenotazione 10 euro (durata circa un’ora e su prenotazione). Per Conferenze e laboratori (clicca).
Visite scolastiche su prenotazione per gruppi: museospaziotadini@gmail.com