Archivi tag: Mostra Profughi

Federico Marcoaldi


“Occidente vs Oriente” (cartone e colla a caldo) 80×160 cm . L’opera é una riflessione sulle diversità tra i popoli ma allo stesso tempo osservando tra i moduli e i buchi scopriamo che oltre non c’è un alieno ma una persona come noi. 

Federico Marcoaldi

Profughi a spazio tadini: veronique pozzi


Viviamo immersi in una realtà spesso caotica, quasi una indefinita, misteriosa nebulosa, tra continue incertezze e contraddizioni…e noi li’, profughi,  in una sorta di disfacimento…ad affermare la nostra presenza  prima dello svaporare del tutto.

veroniquepozzi.blogspot.com

profughi a spazio tadini: Mayoor


Primitive Fragmentation – acrilico su tavolette

Simili ma diversi uno dall’altro sono le persone che fanno un popolo. Ciascuno porta sensibilità,cultura e intelligenza che, nell’insieme, crea civiltà. Così sono anche le mie opere d’arte, pensate come uniche, ma tra di loro accostabili, per composizioni libere, che ben si adattano a qualsiasi spazio.

Mayoor Lucio Tosi.
Ho diploma di Accademia di Belle Arti (Brera).
Da quando ho ripreso con la pittura tradizionale (prima facevo arte digitale),
non ho partecipato a mostre di particolare importanza.
E’ del 2015 la mia prima mostra personale, a Como, Spazio Natta.
Nel 2016 ho partecipato a un’edizione di PARATISSIMA (Torino, palazzo delle Esposizioni).
L’anno scorso, gennaio 2018, ero con alcune opere ad AFFORDABLE ART FAIR nello spazio TID, la galleria milanese che in questo momento ha in carico alcuni miei lavori.
Sei anni fa abitavo a Milano. Ora vivo in un piccolo paese situato in mezzo alle risaie, nel pavese. Si chiama Candia Lomellina. Mi mantengo facendo illustrazione (storyboard) per le agenzie pubblicitarie, un po’ di grafica per l’editoria, raramente vendendo lavori di pittura.

Facebook Mayoor Lucio Tosi

Tobia Rava’ e Abdallah Khaled: PROFUGHI A SPAZIO TADINI


Siamo sulla stessa barca Tobia Ravà e Abdallah Khaled

Siamo sulla stessa barca è un lavoro a 4 mani di due artisti di cultura diversa in cui si mischiano elementi simbolici di varie culture e approdano entrambi in nessun posto, ovvero restano in balia delle onde in mezzo all’oceano del cosmo simboleggiando il senso perenne del viaggio.

www.tobiarava.com

Tobia Ravà (Padova, 1959), lavora a Venezia, ha frequentato la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia ed Urbino. Si è laureato in semiologia delle arti all’Università di Bologna, allievo di Umberto Eco, Renato Barilli, Omar Calabrese, Flavio Caroli. Dipinge dal 1971 ed ha esposto dal 1977 in mostre personali e collettive in Italia, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Argentina, Giappone e Stati Uniti. È presente in collezioni sia private che pubbliche, in Europa, Stati Uniti, America Latina, e in Estremo Oriente. Nel 1983 è tra i fondatori del gruppo bolognese AlcArte, attivo all’Università di Bologna (DAMS), con l’intento di coniugare il fare arte all’epistemologia. Dal 1988 si occupa di iconografia ebraica e ha svolto con Gadi Luzzatto Voghera e Paolo Navarro Dina un lavoro di ricerca e schedatura nell’ambito dell’epigrafia ebraica nel Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Nel 1993 è il promotore del gruppo Triplani, che, partendo dalla semiologia biplanare di Greimas e Calabrese, prende il nome dall’ipotesi di un terzo livello di lettura simbolica, accanto a quelli del significato e del significante.

Nel 1998 è tra i soci fondatori di Concerto d’Arte Contemporanea, associazione culturale che si propone di riunire artisti con le stesse affinità per riqualificare l’uomo ponendolo in sintonia con l’ambiente e rendere l’arte contemporanea conscia dei suoi rapporti con la storia e la storia dell’arte, anche interagendo espositivamente con parchi, ville, edifici storici e piazze di città d’arte. Dal 1999 ha avviato un ciclo di conferenze, invitato da università e istituti superiori d’arte, sulla sua attività nel contesto della cultura ebraica, della logica matematica e dell’arte contemporanea.

SILVIA SENNA: Profughi a Spazio Tadini


La Siria i profughi di Aleppo, una città in fuga da se stessa, dalle proprie origini dal proprio tempo dal proprio presente, annullando ogni pensiero di futuro. La fuga, tocca l’anima e la strattona, sradicando e violando ogni senso di appartenenza. La mia visione rende profughe le case, le stanze della vita, le trascina alla fuga dalla devastazione cieca in cerca di nuovi equilibri.

arte-design-silviasenna.blogspot.com

SILVIA SENNA ARTE

Nata a Milano nel 1968 dopo il Liceo Artistico ho proseguito gli studi nella grafica pubblicitaria approdando nel mondo del lavoro in uno studio di architettura. La passione per il design ha trovato il suo naturale sbocco nel lavoro, l’arte è stata però molto più presente, l’impegno sempre maggiore fino a diventare un percorso di vita . Negli anni il percorso artistico è sempre stato oggetto di continua ricerca, dal figurato alla sintesi concettuale. In continua evoluzione, sono approdata ora alle visioni urbane, a seguito della lettura del trattato “modernità Liquida” del sociologo Zygmunt Bauman, dove la verticalità della mia città è stata lo spunto per spostarmi nelle vie cittadine, inseguendo e respirando le velocità di una Metropoli in continuo mutamento, dalle strade ai luoghi sacri, fino a entrarvi, cercando sempre di creare un racconto.
Negli anni vari mostre tra le principali
Mostra Nel Silenzio di una Meditazione, Centro Culturale ZeroUno patrocinato dalla Fondazione De Nittis del comune di Barletta Via Indipendenza 27 curata dalla dr.ssa Soricaro 2012 Mostra d’arte contemporanea “Segno, luce e materia” presso Galleria Spazio Museale Sabrina Falzone Via Pallavicino 29 Milano 2013 Concorso Flyenergia 2013 premiata come terza finalista con Origine 0 (zero) organizzata dalla Galleria Deodato Arte Milano Mostra d’arte “Explosion ! Colore Astrazione Emozione” presso Galleria M4A – MADE4ART, Via Voghera 14 Milano 2013 Collaborazione con il Movimento Artistico TrampledArt con cui espongo in una mostra personale “Il Vento di Silvia Senna” con il critico d’arte Prof. Giorgio Grasso 2014 Varie mostre con PassepArtout Unconventional Gallery Milano per tutto l’anno 2014 e 2015 con il critico d’arte Prof. Giorgio Grasso Arte Piacenza Fiera d’Arte contemporanea con la Galleria PassepArtout Unconventional Gallery Milano Mostre d’arte con la Galleria Oldrado Da Ponte Lodi 2014 Mostra personale presso ATA HOTEL VARESE con la Galleria PassepArtout Unconventional Gallery Milano sei mesi nel 2015 Presente alla Biennale Internazionale D’Arte a cura del prof. Giorgio Grasso presso C.le Idroelettrica di Trezzo sull’Adda 2015 Mostra l’ Aurora , inaugurazione Galleria LOGallery Via Pignolo ,19 Bergamo 2016 Mostra presso la galleria Flyer Art Gallery Via Palermo Roma 2016

Roberta Ferrari: PROFUGHI A SPAZIO TADINI


www.roberta-ferrari.it

Roberta Ferrari ha proposto un video breve di un più vasto progetto di documentazione. Si tratta di Crossing The Border, al quale lavora da circa tre anni.
Il suo interesse documentaristico riguarda i rifugiati siriani in Turchia e la ‘guerra civile culturale’ turca.
Utilizza sia il video che la fotografia per mettere in forma ciò che osserva.


CROSSING THE BORDER
‘Ho attraversato il confine di notte, con altre 200 persone, quando mi dicono di stare attento perchè se mi ferma la polizia mi rispedisce in Siria, rispondo ok, e dove mi devono rispedire, in Israele?’ Yaser.
Ho conosciuto Yaser nel 2015.
Era appena arrivato a Istanbul dalla Siria ed era diretto in Europa con la sua famiglia, Io e mia moglie non sappiamo nè dove andremo nè cosa faremo, forse in Germania, forse in Svizzera.
Poi gli accordi internazionali hanno deciso che Yaser sarebbe rimasto in Turchia.
Sono passati quattro anni e gli Algazoul dalla Turchia non sono mai usciti.
In quattro anni hanno visto: attentati terroristici, un colpo di stato, una guerra al confine, cinquanta mila turchi finire in carcere, tra giornalisti, intellettuali, curdi, ma nonostante tutto ciò, la Turchia per gli Alagazoul è diventato il luogo più sicuro dove aspettare tempi migliori.
Ad Istanbul hanno cominciato una nuova vita, una jihad quotidiana, come la chiama lui, sorridendo.
‘Sono un rifugiato ma molti pensano che io sia un terrorista, un jiadista, per il solo fatto di essere arabo musulmano praticante, beh, jihad significa ‘lotta’ , allora si certo che sono un jiadista, io ogni giorno combatto per sopravvivere, vendo giubbotti illegalmente per strada pur di far mangiare la mia famiglia. ‘ Yaser.

BREVE BIOGRAFIA

Autrice di documentari, filmmaker, docente.
Lunghi soggiorni all’estero fanno da sfondo alle sue esperienze di lavoro e di vita.
Predilige set reali ed imprevedibili. Attualmente vive e lavora tra Milano e Istanbul.
Fra i documentari che ha scritto e diretto:
“Raz and the tribe”, autrice, docu serie tra le tribù indigene del pianeta, con Raz Degan, Asia
Argento, Piero Pelù e Luca Argentero. Prodotto da DRY Media per Sky Atlantic, 2018.
“Golpe nella prigione verde”, regia, prodotto da PopCult, girato in Honduras, trasmesso da
PressTV Iran, Ayat Media Group Turchia, selezionato a Doc in tour 2012.
“La via delle bombe. Il sentiero di Ho Chi Min”, regia, riprese e montaggio, vincitore del Festival
internazionale di regia Sguardi Altrove, Milano 2003.
“Dopo l’assedio. Sarajevo”, regia, con il fotoreporter Massimo Sciacca, selezionato al Corto Imola
Festival; Sguardi Altrove, Milano; Tekfestival, Roma; Human Rights Nights, Bologna; Politically
Uncorrect Film Festival, Ljubliana, 2004.