Archivi categoria: MOSTRE 2019

Federico Marcoaldi


“Occidente vs Oriente” (cartone e colla a caldo) 80×160 cm . L’opera é una riflessione sulle diversità tra i popoli ma allo stesso tempo osservando tra i moduli e i buchi scopriamo che oltre non c’è un alieno ma una persona come noi. 

Federico Marcoaldi

Profughi a spazio tadini: veronique pozzi


Viviamo immersi in una realtà spesso caotica, quasi una indefinita, misteriosa nebulosa, tra continue incertezze e contraddizioni…e noi li’, profughi,  in una sorta di disfacimento…ad affermare la nostra presenza  prima dello svaporare del tutto.

veroniquepozzi.blogspot.com

profughi a spazio tadini: Mayoor


Primitive Fragmentation – acrilico su tavolette

Simili ma diversi uno dall’altro sono le persone che fanno un popolo. Ciascuno porta sensibilità,cultura e intelligenza che, nell’insieme, crea civiltà. Così sono anche le mie opere d’arte, pensate come uniche, ma tra di loro accostabili, per composizioni libere, che ben si adattano a qualsiasi spazio.

Mayoor Lucio Tosi.
Ho diploma di Accademia di Belle Arti (Brera).
Da quando ho ripreso con la pittura tradizionale (prima facevo arte digitale),
non ho partecipato a mostre di particolare importanza.
E’ del 2015 la mia prima mostra personale, a Como, Spazio Natta.
Nel 2016 ho partecipato a un’edizione di PARATISSIMA (Torino, palazzo delle Esposizioni).
L’anno scorso, gennaio 2018, ero con alcune opere ad AFFORDABLE ART FAIR nello spazio TID, la galleria milanese che in questo momento ha in carico alcuni miei lavori.
Sei anni fa abitavo a Milano. Ora vivo in un piccolo paese situato in mezzo alle risaie, nel pavese. Si chiama Candia Lomellina. Mi mantengo facendo illustrazione (storyboard) per le agenzie pubblicitarie, un po’ di grafica per l’editoria, raramente vendendo lavori di pittura.

Facebook Mayoor Lucio Tosi

Tobia Rava’ e Abdallah Khaled: PROFUGHI A SPAZIO TADINI


Siamo sulla stessa barca Tobia Ravà e Abdallah Khaled

Siamo sulla stessa barca è un lavoro a 4 mani di due artisti di cultura diversa in cui si mischiano elementi simbolici di varie culture e approdano entrambi in nessun posto, ovvero restano in balia delle onde in mezzo all’oceano del cosmo simboleggiando il senso perenne del viaggio.

www.tobiarava.com

Tobia Ravà (Padova, 1959), lavora a Venezia, ha frequentato la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia ed Urbino. Si è laureato in semiologia delle arti all’Università di Bologna, allievo di Umberto Eco, Renato Barilli, Omar Calabrese, Flavio Caroli. Dipinge dal 1971 ed ha esposto dal 1977 in mostre personali e collettive in Italia, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Argentina, Giappone e Stati Uniti. È presente in collezioni sia private che pubbliche, in Europa, Stati Uniti, America Latina, e in Estremo Oriente. Nel 1983 è tra i fondatori del gruppo bolognese AlcArte, attivo all’Università di Bologna (DAMS), con l’intento di coniugare il fare arte all’epistemologia. Dal 1988 si occupa di iconografia ebraica e ha svolto con Gadi Luzzatto Voghera e Paolo Navarro Dina un lavoro di ricerca e schedatura nell’ambito dell’epigrafia ebraica nel Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Nel 1993 è il promotore del gruppo Triplani, che, partendo dalla semiologia biplanare di Greimas e Calabrese, prende il nome dall’ipotesi di un terzo livello di lettura simbolica, accanto a quelli del significato e del significante.

Nel 1998 è tra i soci fondatori di Concerto d’Arte Contemporanea, associazione culturale che si propone di riunire artisti con le stesse affinità per riqualificare l’uomo ponendolo in sintonia con l’ambiente e rendere l’arte contemporanea conscia dei suoi rapporti con la storia e la storia dell’arte, anche interagendo espositivamente con parchi, ville, edifici storici e piazze di città d’arte. Dal 1999 ha avviato un ciclo di conferenze, invitato da università e istituti superiori d’arte, sulla sua attività nel contesto della cultura ebraica, della logica matematica e dell’arte contemporanea.