Giornata Mondiale della Danza 2013: spettacolo Studio coreografico su L’occhio della pittura di Emilio Tadini

Coreografia d'Arte 2012, L'occhio della pittura di Emilio Tadini Nella tre giorni Giornata Mondiale della Danza 2013 a Spazio Tadini, nel Salone che ospita la mostra E_Motion: Motus Animae di Renato Cerisola, la sera, alle 21 è il momento della sezione LO SPETTACOLO.

Lunedì 29 aprile 2013 in scena sarà lo Studio coreografico su L’occhio della pittura di Emilio Tadini della compagnia OpificioTrame.

Lo studio coreografico in progress su L’occhio della pittura di Emilio Tadini ha debuttato il 24 novembre 2012 all’interno di Coreografia d’Arte – Festival di coreografia, arte e teatrodanza – III° edizione. Emilio Tadini è una delle grandi passioni della coreografa milanese Federicapaola Capecchi, tanto come pittore quanto come scrittore, tanto come pensatore quanto come osservatore del contemporaneo. Francesco Tadini ideatore insieme a Federicapaola Capecchi, del Festival – anche quest’anno ha scelto con la coreografa l’opera dalla quale sarebbe nata la ricerca e il lavoro. Opera rappresentativa della edizione 2012 del Festival.

Dice la coreografa di questo studio in progress…

[…] forse rendere visibile qualcosa implica ogni volta, del tutto ‘naturalmente’, l’occultamento di ‘tutto il resto’. Una specie di sospensione, di messa fra parentesi […] “ da “L’occhio della pittura”, Saggio di Emilio Tadini

L’occhio della pittura è forma e sintesi, equilibrio e maestria affabulatoria e pittorica. È un’enorme equazione in cui è discussa la forma d’arte per eccellenza: la vita.

In ogni mio lavoro, da quando ho scelto, forsennatamente, la danza come la mia vita, cerco di parlare della vita, delle persone, di noi, delle cose che ci muovono.

Vi lascio quindi immaginare il fascino e i mondi che mi sono aperti dinanzi a quest’opera mastodontica, rivoluzionaria e significativa. Diversamente da Fiaba Image/Magie, un’altra opera di Emilio Tadini dalla quale nacque lo spettacolo “E Ancora”, che era una grande fiaba e poesia, questa, L’occhio della pittura, è per me un complesso e affascinante trattato di sociologia. Per questo stesso motivo è troppo seducente e attraente nelle possibilità che mi offre, di addentrarmi, fino a raschiare il fondo delle cose, nelle maglie della vita, dei corpi, degli individui, dei rapporti. Così, questo che doveva essere uno spettacolo “per coreografia d’arte”, da subito e gradualmente al tempo stesso, dentro di me ha preso corpo, forma e ombre di una creazione cardine del mio percorso, come persona e come coreografa. Di conseguenza devo lasciarle, e lasciarmi, tempo e spazio. Lo stesso spazio infinito che Emilio Tadini lascia sempre al lettore dei suoi testi e all’osservatore dei suoi quadri, uno spazio vuoto (positivo) per muoversi tra differenti versioni, visioni e narrazioni. Questo,dunque,è un primo stadio verso quello che sarà lo spettacolo/produzione. Dove visibile e invisibile, detto e non detto si contendono lo spazio, che non riesce a contenere la narrazione. Dove non si riesce a prescindere dalle persone: chi sono, il loro soggettivo, il carattere, la natura; dove il corpo immerso in ciò che chiamiamo mondo, conduce in un luogo da abitare, in un immaginario che manifesta presenze concrete, in un sapere sensibile che risponde al desiderio, e che, al tempo stesso, lo suscita. Dove infanzia ed età adulta sono legate da un filo che tesse domande e trame all’infinito, senza mai riuscire a colmarle. Dove in un mondo in cui tutto procede per significati indotti, la semplicità è una delle cose più difficili da ottenere, da riconquistare, insieme alla propria identità.

Le figure sono ombre,

le ombre delle cose

portate dalla luce dello sguardo.

Dev’essere così

che si fanno i dipinti: guardando

il lato – come i ciechi,

che guardano sempre altrove,

senza fretta, convinti

e sorridono al niente. Emilio Tadini da “L’insieme delle cose”

LUNEDI’ 29 APRILE 2013 ore 21:00

Studio coreografico su L’occhio della pittura di Emilio Tadini

Con la partecipazione straordinaria del musicista e compositore Stefano Gueresi, con cui Federicapaola Capecchi sta trasformando lo Studio in uno spettacolo finito, del quale Gueresi comporrà appositamente le musiche.

Coreografia e regia: Federicapaola Capecchi

Con: Federicapaola Capecchi, Marco De Meo, Francesco Napoli, Elena Rossetti, Stefano Roveda.