Coreografia d’arte 2012: il 24 novembre alle ore 22 Valentina Caggio presenta la performance dedicata alle opere di Aurelio Gravina

Sabato 24 novembre alle ore 22 a Spazio Tadini

Valentina Caggio sulle opere di aurelio Gravina

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Valentina Caggio  catonetti

è danzatrice e coreografa, dopo l’esperienza con Michele Abbondanza e Antonella Bertoni e con la compagnia Chorea, è cofondatrice nel 2004 della compagnia IRIS. Affianca alla produzione di spettacoli e di performance l’insegnamento: tenendo laboratori in scuole di danza, scuole dell’infanzia e primarie, facendo corsi di formazione agli educatori del Nido e della Scuola dell’Infanzia, all’Icam, struttura del carcere San Vittore. Conduce laboratori di teatro sensoriale al buio, creando spettacoli dove il pubblico partecipa appunto non vedendo. Dal 2001 tiene corsi di danza terapia presso centri diurni e residenziali psichiatrici degli Ospedali Riuniti di Bergamo e del Niguarda di Milano. Ha organizzato il Castelbolognese Dance Festival nel 2007, primo concorso italiano  dove i giudici erano anche bambini e dal 2011 il festival WAM! A Faenza. Collabora con la rivista Bambini e Errepiesse, rivista su una via italiana alla riabilitazione psicosociale. Sul suo approccio alla cura con la danza, sono state presentate diverse tesi di laurea in Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica. Ancora sul suo metodo nella cura in L’intervento con il paziente psichiatrico “nuovo cronico”- in Danzaterapia, a cura di M.Peserico, Carocci, 2004. Sulla sua poetica in M.Schiavoni, PERFORMATIVI, Per uno sguardo scenico contemporaneo, Gwynplaine Edizioni di Camerano (AN).

Ogni mia danza ha a che fare con un perchè, ogni mia performance vuole smuovere e interrogare, non ho verità in tasca, nè risposte. So che ho un corpo, che sono un corpo in uno spazio, che non voglio occupare lo spazio degli altri, nè che gli altri invadano il mio, che ho potere di cambiare me stessa, di cambiare la mia città, la mia comunità. L’architettura del mio corpo è un elemento in movimento dell’architettura delle città che vivo, che attraverso.
La mia azione ha senso perchè è per gli altri, il mio atto poetico ha valore perchè si incontra con le persone. Per questo accolgo l’invito a partecipare con orgoglio a questa rassegna, è un atto politico, nel senso di partecipante alle questioni della nostra polis, nel senso di cambiamento della nostra società. E lo faccio attraverso il mio strumento: il mio corpo, la mia danza.  Mi faccio suggestionare dalla mano di un pittore per dar vita alle mie mani, alla mia azione. Con il mio corpo misuro il mondo, ma il mondo dà la misura del mio essere.  

AURELIO GRAVINA

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