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Mostre Milano – Kingsford-Smith: Narrative Fragments of Life


Casa Museo Spazio Tadini Milano: dal’8 giugno al 8 luglio Kingsford-Smith: Narrative Fragments of Life in collaborazione con Galleria Monteoliveto – Per la prima volta in Italia un artista australiano propone un progetto artistico alla ricerca di una “lingua comune”. Chi siamo e come ci raccontiamo? Avere figli è l’unico modo per contribuire al proseguo della storia dell’umanità? I figli sono l’unico strumento di proseguimento del racconto individuale? E oltre il corpo, oltre la vita terrena, come pensiamo di essere e come gli altri ci racconteranno o ricorderanno? La mostra Narrative Fragments of life inaugura l’8 giugno alla Casa Museo Spazio Tadini.

L’arte, per Ian Kingsford-Smith è lo strumento attraverso cui l’uomo cerca di dare una risposta segnica e simbolica a tutte queste domande, ma per lui è anche altro. E’ il mezzo attraverso il quale far riflettere sulla storia, sulla narrazione dell’uomo e della società attraverso le varie espressioni linguistiche, culture, rituali, credi.

La mostra personale “Narrative Fragments of Life” dell’artista australiano Ian Kingsford-Smith racconta, attraverso sculture in resina ricoperti di frammenti di vita dipinti, oggetti votivi e acqueforti quasi monocromatiche, un viaggio nell’aldilà; Kingsford-Smith, artista australiano che lavora a Sydney, combina le storie associate con le dimensioni fondamentali dell’esperienza umana (ciclo di vita, amore, disperazione, ecc.), i rituali legati al culto degli antenati, le rappresentazioni viventi e mitologiche della relazione tra regni terreni e celesti. Egli attinge anche a narrazioni contemporanee per evidenziare l’impatto persistente di antiche credenze spirituali sui tempi attuali. Kingsford-Smith è un narratore visivo, che illustra “storia, storia personale, memoria, ricordi di famiglia, ambizioni, fantasia, sogni, mitologia e spiritualità” per creare storie enigmatiche che colpiscono l’immaginazione dello spettatore ed evocano una moltitudine di possibili scenari.

Biografia 

Kinsford Smith

 

Kingsford-Smith sees himself as a visual storyteller. “In my art practice,” he says, “history, personal history, memory, family records, ambitions, fantasy, dreams, mythology and spirituality” all combine to create enigmatic narratives. They are detailed but do not tell one explicit story, rather they tap into the viewer’s imagination and evoke a multitude of possible storylines. Each of Kingsford-Smith’s images evokes a larger story and meaning through his ability to play subtly with color, line and scale. Working in a variety of media, from etchings, to acrylics and oils on wood, to linocuts, Kingsford-Smith says that employing such a range of materials gives him the opportunity to realise his vision and bring it vividly to life for the viewer.
Ian Kingsford-Smith is a fulltime artist working in Sydney. He has studied painting with a number of leading New Zealand painters including Colin McCahon, Michael Smither and Toss Woollaston.
Ian has had solo exhibitions at m2 Gallery, Sydney 2016 Lineage, Sheffer Gallery, Sydney 2015 Mappa Vitae, view publicity Click here , GAFFA, Sydney in 2014 Pilgrimage, Global Gallery in 2013 Dreams in Captivity, 2012 Australian Stories 2011 Dingoes 2010 Trees on Paper and group exhibitions in painting and printmaking in Florence, New York, Melbourne, Auckland and Cairns. Previously he has had solo and group exhibitions in Auckland, Dunedin and Palmerston North, New Zealand. His work is represented in private and corporate collections in USA, Sweden, France, Germany, Wales, England, New Zealand and Australia.
From 2017 Ian Kingsford-Smith is represented by Monteoliveto Gallery who has exhibited his works in Paris exhibition Contemporary ’17 exhibition and ih the international art fairs in  Lausanne (Switzerland), Donostia (Spain), Antwerpen (Belgium), Mulhouse (France) and Luxembourg and will be on show in London in December 2018.
More info on:  www.iankingsfordsmith.com

Pellicangeli: mostra fotografica di Roberto Manfredi


Roberto Manfredi

PELLICANGELI

a cura di Francesco Tadini

Apertura al pubblico da giovedì 3 maggio 2018 alle ore 18:30 >> fino a sabato 19 maggio.


Sono angeli? Spiriti evanescenti? Folletti del lago? No, sono grossi grassi uccelli greci, simpatici e un po’ buffi, sono pellicani. L’autore di questi scatti grazie a un uso creativo del mosso e del flash, senza fare ricorso al fotoritocco, ci mostra come sia possibile trasfigurare l’immagine di questi uccelli, usando la fotocamera per ottenere delle immagini quasi pittoriche, superando la visione puramente documentaristica della fotografia naturalistica.

Il lago Kerkini si trova nella macedonia greca, ai confini con la Bulgaria ed è abitato da una popolazione stanziale di pellicani ricci (pelecanus crispus), i più grandi tra tutte le specie di pellicani. Si tratta di uccelli di dimensioni davvero notevoli con cui i pescatori del lago hanno instaurato un rapporto amichevole, ritendoli utili per tenere sotto controllo i voraci cormorani. I pellicani sono diventati così molto confidenti con gli umani senza però rinunciare alla loro natura di animali selvatici.

Spesso si pensa al fotografo della natura superando la visione puramente documentaristica della fotografia naturalistica, che vede il fotografo, armato di lunghi teleobiettivi, appostarsi in capanni o mimetizzarsi nella vegetazione aspettando per ore che appaia un animale per fare clic.Il concetto tradizionale della fotografia naturalistica ha prodotto immagini stupende e di grande importanza scientifica, ma è possibile un approccio diverso a questo genere fotografico, che lascia un maggior spazio alla creatività del fotografo che, come nelle immagini di questa esposizione, può svelarci un modo diverso di interpretare i suoi soggetti.

Testo di Simone Sbaraglia:
Individuare gocce di armonia, riconoscere istanti universali nel martoriato mondo naturale ed isolarli in un delicato equilibrio di realismo ed interpretazione, mostrandone la meravigliosa unicità e fragilità: questo è il compito del fotografo naturalista, in parte giornalista in parte artista. Il mondo è immerso nel caos, eppure in questo caos c’è ordine, eleganza e perfezione. La scoperta di questa perfezione passa per un percorso di ricerca volto ad entrare in simbiosi con la natura stessa. Sentirsi parte del tutto è l’unico modo che conosco di fotografare.

PELLICANGELI – mostra fotografica di Roberto Manfredi
PhotoMilano club fotografico milanese a
Casa Museo Spazio Tadini
via Niccolò Jommelli, 24, Milano

Orari: dal mercoledì al sabato dalle 15:30 alle 19:30 – domenica dalle 15 alle 18:30 — lunedì e martedì: chiuso
Ingresso 5 euro

www.photomilano.org
www.spaziotadini.com –

Make art not war : Fabio Ferrone Viola


Mostra di Fabio Ferrone Viola a Milano presso la Casa Museo Spazio Tadini: MAKE ART NOT WAR

Fabio Ferrone Viola

a cura di Paola Valori

dal 3 maggio al 3 giugno 2018

Opening giovedi 3 maggio ore 18,30

e conferenza stampa, Casa Museo Spazio Tadini via Niccolò Jommelli, 24 Milano

UN’INIZIATIVA VALORE CULTURA

Presentano la mostra

Paola Valori, curatore

Lucia Sciacca, direttore comunication & social responsibility Generali Italia

Catalogo a cura di Massimo Sgroi, Chiara Canali e Paola Valori.

 

“Parte del ricavato dalla vendita delle opere verrà devoluto alla Onlus “Anidan” che opera a favore degli orfani e dei bambini del villaggio di Lamu in Kenia.”.

 

MILANO – Impegno sociale e partecipazione del pubblico, queste le premesse con cui l’artista Fabio Ferrone Viola sbarca a Milano con “MAKE ART NOT WAR”, mostra presentata dall’Associazione Michele Valori con il sostegno di Generali Italia, nei suggestivi spazi della Casa Museo Spazio Tadini.

L’iniziativa, provocatoria fin dal titolo, dopo la trasformazione dei rifiuti urbani in opere d’arte nella recente esposizione romana “CRASH” al Vittoriano, prende ora spunto dal famoso slogan pacifista anni ’60.  “Make art not war” è il nuovo disperato appello dell’artista contro le armi.

Ferrone Viola, da sempre impegnato da sempre a denunciare l’incuria e l’inquinamento ambientale, non poteva restare indifferente anche di fronte ai temi della guerra, trovando nell’arte ancora  una volta riflessione critica e azione di denuncia.

La mostra curata da Paola Valori, offre al pubblico una selezione di una trentina di opere realizzate con vere e proprie armi originali: maschere antigas, cannoni, missili, bombe a mano, taniche militari di benzina, con immagini sacre e messaggi che non solo costituiscono la cifra stilistica dell’artista, ma diventano in questo contesto testimonianze dal forte valore storico.

L’esposizione è sostenuta da Generali Italia con  il progetto Valore Cultura, il programma lanciato nel 2016 con l’obiettivo di avvicinare un pubblico vasto e trasversale – famiglie, giovani, clienti e dipendenti – al mondo della creatività attraverso l’ingresso agevolato a mostre, spettacoli teatrali, eventi, laboratori e percorsi educativi che facilitano la comprensione delle opere e rendono coinvolgente l’esperienza vissuta.

Nell’ottica di Valore Cultura rivestono molta importanza le attività collaterali che verranno organizzate, dedicando una speciale attenzione ai giovani e agli studenti in un ricco programma di incontri e approfondimenti (le scuole interessante possono contattare e prenotare tramite ms@spaziotadini.it) .Partendo proprio dalle opere esposte si avvieranno dibattiti e confronti con lo scopo di far riflettere sugli orrori della guerra e sul valore della pace, cercando di portare le nuove generazioni oltre l’odio e la violenza, coinvolgendole intorno al valore forte dell’arte e della cultura come strumenti di riflessione e cambiamento.

L’esposizione avrà i seguenti orari: da mercoledi a sabato dalle 15,30 alle 19,30 domenica dalle 15 alle 18,30.

 

NOTE BIOGRAFICHE

ritratto Fabio Ferrone Viola

Fabio Ferrone Viola nasce a Roma nell’agosto del 1966 da Marilù Viola e Franco Ferrone, collezionista e appassionato di arte contemporanea. Sin da bambino segue il padre per le trasferte negli Stati Uniti. È la fine degli anni ’70 e Fabio rimane affascinato dalle luci, dai colori, dalla cultura americana tanto che resterà impressa per sempre nella sua memoria fino a influenzare molta parte del suo lavoro. Dopo aver concluso gli studi, viaggia molto in Italia e all’estero grazie alla sua attività di creativo, di stilista e responsabile di produzione, occupazione che lascia definitivamente nel 2006 per dedicarsi a tempo pieno all’arte. Le sue opere raccontano le esperienze e passioni ma anche i sentimenti di insofferenza rispetto all’avanzare del degrado ambientale. Lattine, tappi di bottiglia, scarti, vengono recuperati e trattati come colori ad olio riprendendo vita in altre forme. Le sue opere, figurative e astratte, tentano di richiamare l’attenzione sull’urgenza del disastro ecologico. Ha esposto in diverse mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Tra le ultime esposizioni la personale “Crush” a Roma presso il Complesso del Vittoriano (luglio 2016). Hanno scritto di lui: Maria Arcidiacono, Chiara Canali, Gianni Garrera, Vittorio Sgarbi, Massimo Sgroi, Daniele Radini Tedeschi, Paola Valori.

 

ASSOCIAZIONE MICHELE VALORI | Micro Arti Visive | 00195 Roma, Viale Mazzini 1info +39 347 0900625 info@associazionemichelevalori.it