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Artisti per Lampedusa e Linosa: Save My Dream siamo arrivati a 112 sogni- aperto il blog a cura di Spazio Tadini


Sono arrivati a 112 gli artisti che hanno già aderito a Save My Dream, l’iniziativa ideata da Francesco Tadini e Melina Scalise per ricordare le vittime dei naufragi delle migrazioni e per sostenere il Comune di Lampedusa e Linosa nella gestione dei migranti.

Da oggi è on line anche un blog dedicato che è in fase di completamento in quanto mancano ancora delle immagini delle opere di alcuni artisti. Con questo strumento le opere donate al comune sono visibili a tutti e tutti, una volta completato il sito con i valori indicativi delle opere, effettuare anche delle donazioni per acquisirle.

www.lampedusamostra.wordpress.com

7 dicembre Sant’Ambrogio inaugura Save My Dream: iniziativa umanitaria a Spazio Tadini per il comune di Lampedusa


Con il Patrocinio del Comune di Lampedusa e Linosa e la collaborazione del Corriere delle Migrazioni

Artisti da tutta Italia hanno scelto di salvare dal naufragio i sogni dei migranti che muoiono al largo del Comune di Lampedusa e Linosa. Attualmente sono circa 50. La collettiva è organizzata da Spazio Tadini a cura di Melina Scalise e Francesco Tadini per ridare vita ai sogni delle vittime perché:

“Quei sogni sono quelli che danno dignità ad ogni essere umano”.

i primi 10 sogni A Sant’Ambrogio l’associazione culturale Spazio Tadini il 7 dicembre 2013 inaugura una mostra collettiva per ricordare le “vittime dell’immigrazione” decedute e che ancora muoiono nella traversata del Mar Mediterraneo alle porte di Lampedusa e Linosa nel tentativo di essere accolti in un nuovo Paese. L’evento non vuole essere solo commemorativo, ma anche propositivo e di sostegno concreto ai Comuni italiani delle coste siciliane che affrontano ogni giorno la tragedia di migliaia di persone pronte a morire pur di tentare di cambiare le loro condizioni di vita. Perché la loro morte non sia vana e perché crediamo che i loro sogni affondati in mare siano quelli di qualunque essere umano, si è organizzato questo evento d’arte benefico dal titolo Save My Dream di cui il Comune di Lampedusa e Linosa ha accettato l’invito.

Sono già una cinquantina gli artisti che hanno accettato di donare un loro lavoro al Comune per raccogliere fondi. Le opere raccolte rappresenteranno i “Sogni” che si vogliono salvare dal naufragio. Sarà il Comune di Lampedusa e Linosa a scegliere se effettuare una vendita immediata o se dare vita a una mostra itinerante o permanente per cui i visitatori potranno, con la loro offerta, dare un sostegno economico duraturo nel tempo.

LE OPERE SI POSSONO PRENOTARE E RITIRARE DOPO LA DONAZIONE SUL CONTO CORRENTE: SOLIDARIETA’  UNICREDIT S.P.A. IBAN: IT 71V 02008 82960 000102873863 – causale ”SOLIDARIETA’ PER LAMPEDUSA” –

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Spazio Tadini segnala: Pio Tarantini e Roberto Toja in mostra a Spazio Farini 6 a Milano dal 24 novembre al 26 gennaio 2012


Memorie e visioni mostra di Pio Tarantini e Roberto Toja

Pio Tarantini, fotografo che ha esposto a Spazio Tadini con una personale e, insieme a Roberto Toja alla collettiva Soldi D’artista, inaugurano sabato 24 novembre 2012, alle ore 18, presso lo Spaziofarini6 due mostre di Pio Tarantini e Roberto Toja: i due lavori hanno in comune una visione antirealistica, allusiva e allegorica che accomuna le poetiche dei due autori, pur completamente diversi nella dimensione stilistica di cui si sono serviti.
Pio Tarantini con questo lavoro STRATIGRAFIE si colloca su un versante del tutto diverso, se non opposto, rispetto alla antica vocazione reportagistica che ha caratterizzato molti suoi lavori, dalla documentazione di eventi sociali e di vita quotidiana, alla ritrattistica, alle trasformazioni del territorio.
Per questa ricerca Tarantini si è servito della stratificazione di più fotogrammi per ottenere un’immagine onirica e dalla valenza simbolica, procedimento di cui si è servito in un’altra occasione della sua ricerca fotografica, quando realizzò un lavoro, Il passato e i pensieri, dedicato al tema della memoria. Ha ripreso questo modus operandi in anni più recenti come una necessaria rivisitazione visiva intorno a passioni, ambienti, persone e cose intorno alle quali gli capita di riflettere.
Il percorso, accidentato e rischioso, è oggi praticato da molti altri fotografi e artisti: Tarantini lo ha praticato, con risultati consolidati, già negli anni ottanta.
Il sovrapporsi di diversi fotogrammi – attuato oggi con i moderni mezzi che la post-produzione digitale offre, diversamente dalle sovrapposizioni degli anni ottanta ottenute direttamente in fase di ripresa o di montaggio manuale – vuole essere, oggi come ieri, una sintesi onirica di una ricerca che cerca di indagare visivamente su un livello diverso dell’animo, o delle sinapsi cerebrali che dir si voglia, rispetto alla più classica documentazione legata alla rappresentazione visiva mimetica, di riproduzione della realtà visibile.