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Francesco Tadini segnala: ISTITUTO FRANCESE A MILANO E SPAZIO TADINI PRESENTANO LANDAU


Francesco Tadini segnala – LANDAU, Père & fils -Sigmund & Jean Pierre Landau

Dal 17 al 27 febbraio 2015

 Invito_xWebIMMAGINE MOSTRA ISTITUTO FRANCESCE

Istituto Francese di cultura, Corso Magenta, 63 Milano

Catalogo a cura di Fortunato D’Amico

 

L’artista Jean Pierre Landau presenta a Milano in occasione dell’EXPOun ciclo di mostre che parte dal segno del padre e porta alla parola della madre con la mostra “Il gusto delle parole: energia per la vita” presentandoper la prima volta in Italia il gruppo di arte e psicoanalisti Mnemoart

Jean Pierre Landau, pittore e psicoanalista francese, figlio d’arte propone a Milano, nell’anno dell’Expo, un percorso di riflessione sulla nutrizione che parte dal segno del padre, con una mostra all’istituto Francese di Milano (“Landau Padri e Figli” dal 17 al 27 febbraio catalogo a cura di Fortunato D’Amico), passa per la sua pittura (“Jean-Pierre Landau: l’ascolto all’opera ” dal 27 aprile al 6 maggio a Spazio Tadini) e si conclude con la presentazione ed esposizione per la prima volta in Italia del gruppo di arte e psicoanalisi Mnemoart di cui è cofondatore insieme a Tamara landau(“Il gusto delle parole: energia per la vita” dal 8 al 23 maggio a Spazio Tadini).

Non è un caso che Jean Pierre e Tamara Landau abbiamo scelto di presentarsi per la prima volta in Italia a Milano durante un’esposizione universale dal tema Nutrire il Pianeta: energia per la vita. In questo evento trovano il terreno fertile per presentare il gruppo d’arte e psicoanalisi su cui lavorano da anni, Mnemoart. Un insieme di artisti che porta avanti l’importanza di un dialogo costante tra il gesto e la mente di cui la parola è strumento più ricco e complesso.

L’etimologia della parola Arte non può prescindere dal movimento e dall’”arto”. L’arte è innanzitutto movimento attraverso un mezzo che trasforma in azione un pensiero. La scoperta della psiconanalisi ha liberato l’arte dall’abilità di raffigurazione della realtà e di racconto dell’ambiente circostante l’individuo, per trasformarla in strumento di espressione dell’inconscio e dell’individualità. Tutta la seconda metà del secolo scorso ha beneficiato di questa “liberazione” e di questo viaggio interiore raccontato in capolavori dell’arte del Novecento come Pollock, Picasso, Ernst, Magritte.

La pittura di Jean Pierre Landau trova le sue radici in un ambiente familiare fertile all’arte. Il padre, Sigmund Landau, contagia il figlio nella sua passione per la pittura. In essa Jean Pierre ritrae spesso in figure le difficoltà espressive verbali. Il segno e la composizione arriva o supplisce là dove la parola non riesce a schematizzare e a trovare un suono: il pensiero non viene raccontato, ma “fotografato”. In questa ricerca la sua professione di psicoanalista lo ha portato a fondare, con sua moglie, Tamara il gruppo Mnemoart che raccoglie diversi artisti/psicoanalisti.

“Mnemoart   – spiega Tamara Landau – vuole far conoscere, al pubblico che arriverà a Milano per l’Expo, un altro aspetto dell’energia per la vita dell’essere umano: la parola. L’uomo ha un bisogno primario di essere nutrito tanto di parole quanto di cibo per sopravvivere, sviluppare la sua creatività e vivere in armonia con l’ambiente. Il  silenzio reattiva  la crudeltà melanconica e  la pulsione di distruzione. Con questa mostra milanese, il gruppo Mnemoart si propone di evidenziare  come il bimbo si struttura già prima della nascita tramite i colori e il gusto delle parole pronunciate  dalla madre e dal  cibo da lei  ingerito. Sin dall’inizio, è la varietà dei colori  e dei sapori  delle sue parole che gli permette di pensare e, in seguito, di parlare e scrivere. Se si analizza quali siano le parole che vengono per prima a perdersi in una lingua che “muore” sono proprio quelle che  denotano  i colori. I sapori dei cibi dell’infanzia restano invce indelebili nei ricordi di ognuno di noi anche in chi subisce gli effetti di una malattia degenerativa. La vita è musica, gusto e colore delle parole».

CALENDARIO MOSTRE ED EVENTI CORRELATI

17 – 27 febbraio 2015 – ISTITUTO FRANCESE DI MILANO

Bipersonale: LANDAU, père & fils -Sigmund & Jean Pierre Landau

Catalogo a cura di Fortunato D’Amico

 

17 febbraio 2015

Inaugurazione mostra Istituto Francesce ore 19-22

Performance video-poetico musicale con

Catherine Fava-Dauvergne e Claude Yvans

 

24 febbraio 2015 ore 20-22.30

Presentazione libro Istituto Francesce

“Le funambule dell’oblio. Origini prenatali

dell’anoressia e della bulimia”

di Tamara Landau

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27 aprile al 6 maggio 2015 – SPAZIO TADINI

Personale di Jean Pierre Landau” Jean-Pierre Landau: l’ascolto all’opera “

 

27 Aprile Inaugurazione mostra a Spazio Tadini ore 18.30

Performance video-poetico musicale con

Catherine Fava-Dauvergne e Claude Yvans

 

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8 al 23 maggio 2015 – SPAZIO TADINI

Il gusto delle parole: energia per la vita – collettiva gruppo Mnemoart

Tamara e Jean-Pierre  Landau, Sharon Kivland, Louise Narbo, Bruno Contensou, Tobia Rava, Ilaria Borraccino, Sophie Sainrapt. Testi teatrali Irène Krassilchik, Sophie Jabes, contribuzioni Maria-Luisa Trevisan, Aida Balabane, Patrizia Crippa, Piero Andujar, Jemima Zeller, Olivier Courtemanche, Bice Benvenuto, Didier Arnoux, Claire Faugeron … ed altri

 

8 maggio performances con Catherine Fava-Dauvergne, Claude Yvans e un piccolo dialogo teatrale

 

Venerdì 15 maggio performances animata da Laura Pigozzi Voce e psicoanalisi

Francesco Tadini

fondatore della Casa Museo di via Jommelli 24

 

 

 

 

 

Casa delle culture del mondo: Aftab Ahmed Butt in mostra dal 10 ottobre al 1 novembre: Spazio Tadini segnala


Paesaggi sognati

dipinti di Aftab Ahmed Butt

La Casa delle culture del mondo, Via Giulio Natta 11, Milano (M1 Lampugnano)

visite: dal 10 ottobre al 1° novembre 2014

orari: martedì-venerdì ore 10-18.30, sabato ore 14-20, lunedì e domenica chiuso

visite e ingressi gratuiti su appuntamento:

tel. 02 3349.6854 – culturedelmondo@provincia.milano.it

promosso da Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura Continua a leggere Casa delle culture del mondo: Aftab Ahmed Butt in mostra dal 10 ottobre al 1 novembre: Spazio Tadini segnala

Spazio Tadini segnala: mostra allo Spazio Oberdan di Goffredo Radicati


invito mostra Goffredo Radicati-Spazio Oberdan

Presenze

di Goffredo Radicati – invito mostra Goffredo Radicati-Spazio Oberdan ap.2013 (3)

Lunedì 22 aprile 2013 ore 18.00
Foyer dello Spazio Oberdan
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
La mostra resterà aperta fino all’1 maggio 2013
Orari:
tutti i giorni 10.00 – 22.00
lunedì 10.00 – 19.00
ingresso libero
Per informazioni: tel. 02.7740 6302
http://www.provincia.milano.it/cultura

Per informazioni sull’artista: www.goffredoradicati.wordpress.com

attualmente in mostra a Malpensa presso le sale Vip dell’aeroporto a cura di Spazio Tadini: www.spaziotadiniatmalpensa.com

 

Spazio Tadini segnala: Gabriele Poli alla Primavera di Baggio


Primavera di Baggio “Off”

Gabriele Poli

Divagazioni intorno al campanile  

L’occasione di potere esporre alcune mie opere durante la Rassegna Musicale Internazionale “Baggio Off” come cornice ai concerti che verranno ospitati all’interno della  “Chiesa Vecchia”è per me fonte di grande suggestione per la concomitanza di diversi fattori.

La musica, per cominciare, in posizione privilegiata nel concorrere “sensorialmente” ai processi visivi, quasi in naturale sintonia con essi, dato che alcuni aspetti strutturali propri del linguaggio musicale – ritmo, composizione ma anche  spazio e “colore”- insieme alla particolare capacità evocativa delle armonie, sono aspetti condivisi anche nella pittura…

Il luogo, la “Chiesa Vecchia”, che appartiene alla mia memoria “psicogeografica”in quanto presente come “oggetto”sentimentale di interesse e di immaginarie avventure sul territorio sin dalla mia infanzia.

Un luogo dunque “familiare” che però non ha mai perso il severo e garbato distacco che hanno gli antichi edifici che nel tempo mantengono una loro specifica natura sorgente, il “genius” che li ha prodotti e fatti sorgere proprio lì e che la storia ne carica costantemente di significato.

Il tempo e le maggiori informazioni sulla “Chiesa Vecchia” non hanno fatto altro che esaltare la suggestione nei confronti di questo edificio…

La  bellezza della sua torre campanaria, solida e misurata, austera e leggera ad un tempo, la suggestione solenne delle sue navate dove si perde l’intenso e  profondo riverbero dell’organo ne fanno uno tra i luoghi miei più amati e confortanti.

Uno spazio dove “interagire” con le mie opere e nel beneficio di una “comunità” partecipante…

Quasi a immaginarsi, dato il contesto, di essere in un improbabile  medio evo.

Un po’ come Alice, filo conduttore dei brani musicali proposti, che varcata l’immaginaria soglia della realtà, si ritrova nel paese delle meraviglie!

Quello buono naturalmente.

Che ci vuole? ( 9 aprile 2013 Gabriele Poli)

Giovedì 11 aprile

Biblioteca di Baggio, via Pistoia 10, ore 20.45

Introduzione al concerto del 12 Aprile (‘Chiesa Vecchia’)

con

Davide Cabassi, Tatiana Larionova, Leonora Cassata.


Presentazione della Mostra del pittore Gabriele Poli, che sarà permanente durante la rassegna e che sarà allestita nella ‘Chiesa Vecchia’ di Baggio.

Pierangelo Ballicu presenterà insieme a Giorgio Uberti la storia della basilica di Baggio accompagnati da musica e video

Venerdì 12 aprile

 

ore 20.45

Chiesa Vecchia di Sant’Apollinare in Baggio

via Ceriani, 3 – Milano

e

12-19-26 Aprile – 3 Maggio 2013

Personaggi e Interpreti

 


Pianoforte

Davide Cabassi

Tatiana Larionova

Mattia Mistrangelo

Luca Buratto

Alberto Chines

Emanuele Delucchi

Martino Simone

Violino

Marco Bronzi

Viola

Andrea Repetto

Violoncello

Marco Radaelli

Tromba

Marco Pierobon

Organo

Pierangelo Ballicu

Soprani

Maria Radoeva

Leonora Cassata

Roberta Frameglia

Baritono

Gianluca Valentino

Marco Bronzi

Viola

Andrea Repetto

Violoncello

Marco Radaelli

Tromba

Marco Pierobon


Altre informazioni: www.baggiox.it

 

Spazio Tadini segnala: Gabriele Poli in mostra a Spazio Emmaus


Gabriele Poli artista del gruppo Spazio TadiniSINERGIE PARALLELE

di Gabriele Poli e Matteo Olivares

A cura di Vera Agosti

Dall’8 al 19 aprile 2013

Inaugurazione: lunedì 8 aprile dalle ore 18.30

Concerto di Isabella Inzaghi

Spazio Emmaus Cultura Insieme

Galleria dell’Unione, 1 – Milano (zona Missori)

Orari: lu – ve 16.00-20.00 sabato su appuntamento

Tel: 02/733854

SPAZIO TADINI SEGNALA: Francesca Magro in mostra a Urbino dall’8 marzo al 8 maggio 2013


INVITO MOSTRA FRANCESCA MAGRO

magro_francesca SCHEDA DEL LIBRO

Francesca Magro Incarnazione del segno

incisioni

fotografie di Andrea Angelucci

Lucia Pretelli
Assessore alla Cultura,
Beni Culturali e Pari Opportunità
Urbino – Teatro Sanzio – ore 17.00
INAUGURAZIONE
Museo della Città
da lunedì a venerdì 9.30-11.30
sabato e domenica 10-18
martedì chiuso
progetto graco e allestimento mjras, Urbino
catalogo Silvana Editoriale a cura di Luca Pietro Nicoletti

Teatro Sanzio tel. 0722.2281
Museo della Città tel. 0722.309270
Assessorato alla Cultura tel. 0722.309222-602
http://www.urbinoculturaturismo.it

La mostra, coordinata da Silvia Cuppini, propone, negli spazi del Museo della Città di Urbino, un ciclo unitario di opere grafiche realizzate da Francesca Magro nell’arco di un biennio, fra 2011 e 2012, costruito come un diario immaginario che rende visibile una possibile umanità futura, modificata e snaturata dalla biotecnologia fino a competere con la robotica, in tutte le sue tensioni e inclinazioni. Da sempre attenta ai temi della figura, Francesca Magro, già allieva di Renato Bruscaglia proprio a Urbino (nel corso dei Corsi Internazionali di Calcografia degli anni ottanta), si interessa da qualche anno del tema dell’Oltreuomo, ovvero del corpo in relazione ai progressi scientifici, affrontando i temi dell’alienazione del futuro uomo-macchina: un corpo, insomma, non più sensibile ma oggetto di manipolazioni di ogni tipo.

Le trentotto incisioni che si snodano all’interno del percorso museale, sono accompagnate da dieci fotografie di Andrea Angelucci che raccontano la genesi di questo ciclo incisoreo nella stamperia milanese di Ivan Pengo.

Accompagna la mostra un volume a cura di Luca Pietro Nicoletti edito da Silvana editoriale, con contributi interdisciplinari di: Roberto Travaglini (Università degli Studi di Urbino), Silvia Cuppini (Università degli Studi di Urbino), Giancarlo Ricci (Psicanalista e Saggista), Florinda Cambria (Università degli Studi di Milano) e Luca Pietro Nicoletti (Università degli studi di Milano), Andrea Angelucci (fotografo), Federicapaola Capecchi (Coreografa teatrodanza) e Francesco Tadini

 

 

 

Catalogo Silvana editoriale, a cura di Luca Pietro Nicoletti


Abstract dal catalogo (Silvana editoriale)

 

Roberto Travaglini, L’informe deviare del corpo. Note riflessive sull’espressione grafica di Francesca Magro

Le forme estetiche dei corpi creati dalla fantasia artistica di Francesca Magro si fanno divergenti e diverse – e ironicamente “di-vertenti” – non solo rispetto alla concreta organicità umana, ma soprattutto rispetto agli ideali culturali di un passato a volte fin troppo razionalista – esaltante qualità di perfezione, equilibrio e purezza –, per riconquistare un senso, oggi in gran parte perduto, dell’umano e delle sue profondità esistenziali, colme, di fatto, di paradossali ambiguità e contraddizioni perturbative.

Il confronto estetico fra la bellezza femminile neoclassica e un’altra possibile manifestazione di “bellezza” del Femminile (dalla Magro proiettata soprattutto nella sua Venere), cerca di evidenziare il diverso modo di concepire l’uomo da parte della contemporaneità, annichilito dalla perdita di senso del Sé e disperso in un’acentrica pluralità dell’Essere. Questa pluralità è resa globale e rafforzata dall’intervento massiccio delle nuove tecnologie, soprattutto di quelle biomediche (tese a controllare la possibile manipolazione del corpo – e dello spirito – e a creare nuovi falsi modelli ideologici).

Il dialogo con l’opera della Magro può essere letto come l’eventuale dialogo con la propria ombra, un dialogo, se accettate le inevitabili angosce patogene che ne derivano, che può essere inteso come un passo educativo importante verso la non facile conquista della consapevole accettazione del Sé.

 

Luca Pietro Nicoletti, Pittura, disegno e incisione per Francesca Magro: pratiche di lavoro.

Fra il 1976 e il 1980, Francesca Magro frequenta l’Accademia di Brera. è un momento cruciale, in cui il mondo artistico sta per essere sconvolto dall’avvento, nel 1979, della Transavanguardia. Volenti o nolenti, anche gli artisti più lontani da quella temperie non potevano non rimanerne in qualche modo condizionati, sia per un uso acceso del colore, sia per un uso intimistico del disegno di ricerca. In questa fase, grazie alle lezioni di Renato Bruscagli a Urbino, l’artista scopre l’incisione, che praticherà intensamente per tutti gli anni Ottanta, per poi riprenderla in anni recenti. Delle esperienze di allora, Francesca Magro ha conservato un modo immediato di accostare la lastra di rame, senza la mediazione di studi preparatori. Con questo tratto filamentoso, erede di un tratteggio insistito e ritornante su se stesso che ha molti precedenti nel secondo dopoguerra e Giacometti disegnatore come capofila, Francesca Magro arriva a una forma solida e unitaria. Questi disegni rispondono a una esigenza del tutto individuale, senza quella funzione di visualizzazione di una posizione teorica impersonale e collettiva che aveva avuto negli anni Settanta: è un disegno che libera la mano, sul foglio come sulla cera, in maniera istintiva, non senza una volontà antiaccademica di contravvenire ai canoni di bellezza trasmessi dalla tradizione classica.

 

Silvia Cuppini, L’incisione come progetto

Come in  un trattato di anatomia incisa, perciò stesso riproducibile per la massima diffusione, i pezzi di corpi o i corpi a pezzi di Francesca Magro sono le “figure” del suo libro.

Alle origini l’anatomia è indagata da Leonardo. L’uomo vitruviano, misura di tutte le cose, è simbolo centrale dell’Umanesimo. Assimilabili alla cultura del Post-Human sono le acqueforti e i disegni di Francesca Magro, a quella cultura che dichiara finito l’Umanesimo e afferma la prevalenza delle biotecnologie e della manipolazione genetica nel costruire l’uomo come oggetto modificabile, smontabile e riassemblabile.

Si annidano nel fondo dei volti occhi scuri, realizzati con segni frequenti, insistiti che non lasciano spazio ai riflessi di luce, occhi carichi di mestizia, nostalgici di un mondo perduto. Sono bambini e donne legati talvolta ancora dal cordone ombelicale, da una nascita interrotta. Le creature di Francesca hanno il fascino di ciò che ancora non ha trovato il segno della compiutezza, piuttosto che esprimere una volontà di mutamento. Le figure sono ancora avvolte dentro un bozzolo, sono abbozzi di corpi che per maturare sembrano attendere l’occasione opportuna.


Francesca Magro

 

Nasce a Bergamo nel 1958 e si diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano nel 1980. Dal 1983 al 1986 si è specializzata presso l’Accademia “Raffaello” di Belle Arti di Urbino in Arte incisoria sotto la guida di Renato Bruscaglia. L’anno seguente (1987) approfondisce le tecniche incisoree con un soggiorno in Svezia presso la Fondazione “Olands Grafiska Skola”. Tiene la sua prima mostra personale, presentata da Giancarlo Ossola, alla galleria Obiettivo Arti di Verdello (Bergamo) nel 1984. Espone con continuità sia in Italia  (Galleria San Fedele di Milano, Galleria Appiani 32, Castello Sforzesco di Milano nel 1984; Villa Reale di Monza, Arte Fiera di Bologna nel 1985; personale alla Galleria Aleph di Milano nel 1988; alla Galleria Radice di Lissone e alla Pinacoteca d’arte Moderna di Macerata, a cura di Riccardo Barletta nel 1989), sia all’estero (fra cui, a New York all’Atlantic Gallery nel 1985; al Museo di Borjon in Svezia nel 1987; al Museo Mistique di Malta nel 1988). Ha fatto parte, fra 2007 e 2008, della Commissione Artistica Annuale della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano -alle cui mostre partecipa con continuità dal 1990. Sue opere figurano in numerose collezioni e musei in Italia e all’estero. Fra le mostre più recenti, Artisti italiani per la pace al Palazzo ONU di Bruxelles, Identità ferite allo Spazio Cinema Anteo di Milano, Il Nuovo Costruttivismo a cura di Giacomo Lodetti, presso la Libreria Bocca di Milano e Acqua, pane e lavagne al Palazzo della Triennale, tutte nel 2007), nel 2009 mostra personale allo Spazio Tadini di Milano Anatomia di una formica o di un filo d’erba a cura di Luca Pietro Nicoletti, Alberto Veca e Giancarlo Ricci. Nello stesso anno ha collaborato con Giancarlo Ricci alla presentazione del libro di Carlo Sini L’uomo, la macchina, l’automa presso Spazio Tadini, realizzando opere grafiche sul tema del libro. Analoga collaborazione, nella stessa sede, per il convegno Freud e il muro di Berlino (2009), con cinquantanove disegni dedicati al tema dell’incontro.

Da allora la sua ricerca artistica è incentrata sulla riflessione intorno al tema del rapporto corpo/mente e sulle trasformazioni che il tempo attuale produce su di essi, che è al centro delle sue esposizioni personali più recenti: Il corpo e la carne, Arluno (Milano) galleria “Il Bagolaro”; Ibridi, Milano, Galleria Cappelletti; Corpi ergonomici, a cura di Matteo Rancan, Busto Arsizio (Varese), “La Casabioecologica”, 2012 “Oltre uomo” a cura di Francesco Tadini, Spazio Tadini, Milano e sempre a Spazio Tadini, nell’ambito del “Festival di Coreografia d’Arte 2012” la Compagnia “Opificio Trame” di Federicapaola Capecchi ha realizzato lo spettacolo “Oltre Uomo” ispirato alle opere di Francesca Magro, i costumi sono stati ideati e realizzati da Nange Magro. A questo tema è dedicato anche il libro monografico Francesca Magro. Il corpo e la carne, testi di Luca Pietro Nicoletti, Giancarlo Ossola, Giancarlo Ricci e Melina Scalise, Milano, Spazio Tadini, 2010. Tra il 2011 e il 2012 realizza, presso la Stamperia d’Arte 74/b di Milano, quaranta acqueforti dedicate ai corpi e alle loro ibridazioni, intitolandone la raccolta Incarnazione del segno.

Vive e opera ad Arese (MI).  www.francescamagro.it

Spazio Tadini segnala: Conferenza Opus – Ariele 2013- Milano – 2 marzo 2013


Laooconte di Gabriele Poli
Laooconte di Gabriele Poli

L’associazione culturale Spazio Tadini ha deciso di sostenere la visibilità di questa conferenza internazionale che analizza quanto i cambiamenti sociali ed economici stiano cambiando il nostro modo di percepire la nostra esistenza.

Durante il convegno sarà esposta, su volontà dell’associazione Ariele, l’opera di Gabriele Poli LAOCOONTE, quale figura simbolica, secondo l’artista, della condizione in cui si trova l’uomo contemporaeno: in lotta per salvare se stesso e i suoi figli, avvinghiato da un serpente che vuole togliergli il futuro.

Singolare anche la scelta della figura nella locandina del convegno in cui l’associazione Ariele ha scelto un d’aprés della Zattera della Medusa di Gericault realizzato dall’artista  Daniele Giustat. Il caso vuole che anche Gabriele Poli, artista attento alla condizione dell’uomo nella società, si sia cimentato, qualche anno fa, in un’analogo d’aprés della zattera della Medusa, sempre eletta come simbolo della condizione in cui si trova il popolo.

L'”arte di vivere” è certamente la più difficile. L’arte in sè rappresenta, nel bene o nel male, lo stato dell’essere e della società. Analizzare, con il supporto di studiosi di psicologia, psicoanalisi, sociologia e antropologia, quanto oggi l’uomo contemporaneo subisca le conseguenze di questa crisi di valori ed economica è molto importante.

Noi a Spazio Tadini abbiamo iniziato questa riflessione attraverso l’arte con la mostra Soldi D’artista (2011) e con la collettiva Ritorno al Mediterraneo (2012). Ci è sembrato pertanto naturale dare visibilità ad un altro approccio al problema che partisse da chi si occupa non solo di contabilità e finanza, ma di persone perchè mette, al centro del suo interrogativo l’individuo.

Io ritengo che “i soldi siamo noi”, il denaro è solo il risultato naturale del lavoro dell’uomo: uno dei suoi tanti prodotti. Il denaro pertanto va trattato come “prodotto” non come fine. La realizzazione di un individuo non può prescindere dal suo lavoro, dal contributo che egli può dare al sostentamento di se stesso, della sua famiglia, della società. Oggi è forse necessario cambiare scala di valori?

Ecco gli aspetti che saranno analizzati nel corso della conferenza che si svolgerà il 2 marzo presso Una Hotel Tocq di Milano (Via De Tocqueville, 7/D – MM2 Garibaldi).

La crisi che stiamo vivendo è solo economica e finanziaria? Quali possibilità e prospettive possono aprirsi per persone, gruppi e organizzazioni nel futuro? La complessità e l’incertezza dello scenario sociale italiano e internazionale evidenziano la necessità di riflettere sulle dimensioni sommerse che stanno all’origine della crisi, per leggere le motivazioni e i bisogni emergenti nei soggetti individuali, collettivi e di lavoro.
Grazie anche all’esperienza congiunta con OPUS, ARIELE propone una riflessione su questi aspetti, ampliando la visione al contesto internazionale. La Conference, frutto di questa partnership, vuole offrire delle chiavi di lettura del cambiamento in chiave psicosocioanalitica, per aumentare la possibilità di interpretare il contesto e offrire nuovi spunti all’azione nella propria realtà sociale e professionale. Essa rappresenta un’occasione per attivare una “cittadinanza riflessivaˮ, anche attraverso la comprensione e la condivisione delle emozioni e dei vissuti dei partecipanti.
La giornata verterà su quattro temi, motori di cambiamento, individuati attraverso un percorso di ricerca: lavoro, comunità, leadership, individuo. L’utilizzo calibrato di tre diversi setting – plenaria, gruppi di discussione, gruppi tematici – e il contributo di Mark Stein di OPUS faciliteranno l’approfondimento e il confronto tra partecipanti“.

Per informazioni:

http://ariele.psicosocioanalisi.it

ariele@psicoanalisi.it

http:/www.opus.org.uk

Fondata nel 1983 da Luigi (Gino) Pagliarani, ARIELE – Associazione Italiana di Psicosocioanalisi (http://ariele.psicosocioanalisi.it) è
impegnata in attività di ricerca e promozione della psicosocioanalisi, che offre un bagaglio teorico e applicativo sulla progettualità
individuale e collettiva, il conflitto, il lavoro, la vita organizzativa, lo sviluppo della polis. A tale scopo ARIELE:
• promuove interventi di formazione e supporto a individui, gruppi e organizzazioni,
• propone la Scuola in psicosocioanalisi e la Scuola di «Consulenza al Ruolo e Sviluppo Organizzativo» (accreditata da
Assocounseling),
• cura la collana editoriale «I libri di Ariele» (Guerrini e Associati editore) e collabora nello sviluppo della rivista «Educazione
Sentimentale» (Franco Angeli editore),
• organizza attività di ricerca e convegni (I Colloqui di Ariele).
 Ariele Psicoterapia, l’associazione che unisce gli psicosocioanalisti con professione psicoterapeutica, propone insieme a COIRAG la
Scuola di specializzazione per psicoterapeuti.
 ARIELE è socia di OPUS (Organization for the Promotion and the Understanding of Society) di Londra. OPUS
(http://www.opus.org.uk), emanazione del Tavistock Institute, è una realtà internazionale con sede a Londra che ha come obiettivo
principale quello di sviluppare la comprensione delle dinamiche sociali consce e inconsce che generano il cambiamento. Annualmente
conduce delle sessioni di Listening Post in diversi Paesi al mondo sui cambiamenti sociali e pubblica la rivista internazionale
“Organizational and Social Dynamics”.
CISPROJECT

Spazio Tadini e Spazio Instabile: DIVERSAMENTE SIMILI. Il 22 dicembre inaugura una collettiva con 33 artisti di Spazio Tadini in Sicilia a Vittoria


A Vittoria, in provincia di Ragusa, dal 22 Dicembre 2012 al 6 Gennaio 2013, nei locali dell’Ex-Centrale Elettrica (Sala Mazzone), sita in Piazza Enriquez, sarà esposta la Mostra Collettiva “Diversamente Simili”.

Gli artisti in mostra: Andrea Mazzola, Cesare Giardini, Claudio Onorato, Daniela Tomerini, Elena Cirella, Emilio Tadini, Enzo Silvi, Fausta Dossi, Fernando De Filippi, Giovanna Pesenti, Giovanni Cerri, Francesca Magro, Gabriele Poli, Gianfranco Testagrossa, Gianni Allegra, Gioni David Parra, Giovanni Judice, Giuseppe Farina, Goffredo Radicati, Lorenzo Pietrogrande, Lucio Perna, Marina Falco, Mario De Leo, Rossella BAttaglini, Sabrina Miconi, Valente Taddei, Francesco Mattiolo, Michele Cannaò, Patrizio Vellucci, Pilar Dominguez, Riccardo Rossati, Roberto Cosimi, Rodolfo Guzzoni.

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