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La fotografia racconta l’immagine femminile: fino al 14 ottobre 2018


Fotografia: i ritratti in bianconero realizzati fra la fine degli anni Cinquanta e i Sessanta di “Belle e possibili” a cura di Roberto Mutti, e le fotografie dei sette autori che raccontano l’immagine femminile oggi di “Immagina: il femminile oggi” a cura di Federicapaola Capecchi, hanno affascinato un pubblico numeroso sia all’apertura delle mostre che alla serata di incontro con gli autori.

Qui alcune immagini della serata di apertura al pubblico – foto di Angelo Pepe

Le mostre sono aperte fino a domenica 14 ottobre 2018 con i seguenti orari: dal mercoledì al sabato dalle 15:30 alle 19:30, la domenica dalle 15:00 alle 18:30. Il lunedì e il martedì siamo chiusi. Sono possibili, previa prenotazione telefonica o via email, anche visite su appuntamento per gruppi, scuole e collezionisti. Come sempre, chi viene in visita alla Casa Museo Spazio Tadini, può usufruire di una visita guidata con il curatore della mostra, quindi non esitate a chiederla se vi piace l’idea di poter scoprire ogni dettaglio di come è stata pensata, costruita e realizzata l‘esposizione che andate a vedere, se vi interessa scoprire curiosità e dettagli di ogni autore e fotografia, per esempio, che raccontano l’immagine femminile oggi. Gli autori sono Monica Silva, Virginia Bettoja, Marco De Iasi,  Marco Tagliarino,  Zoe Vincenti,  Claudio Argentiero, Francesco Faraci e si muovono tra il ritratto, il reportage, la moda, l’autoritratto e progetti di ricerca sull’identità. Ve li presentiamo, qui, ognuno con una sola fotografia, le altre venite a scoprirle.

In contemporanea potete visitare la mostra antologica di Giuliana Traverso “L’eclettismo come stile” a cura di Fondazione 3M, scoprendo l’impegno e il carattere di una fotografa interessata alle idee, all’identità, alla società domestica e al quotidiano tanto quanto al suo mondo di sentimenti interiori. Attenta e determinata nell’affermare il ruolo della donna come protagonista della società, e a sollecitare la coscienza pubblica.

Addentrandovi nello studio di Emilio Tadini, prima di raggiungere la meraviglia dei suoi quadri e dei suoi libri, vedrete l’esposizione ospite di Raphael Mazzucco.

Nel corso di queste mostre alcuni appuntamenti cui non mancare: sabato 29 settembre, dalle ore 18:30, è la volta della presentazione del libro di Diego BardoneStreet Life Milano”. Giovedì  4 ottobre si tiene la presentazione del libro di Luca Pollini “Ordine compagni! Storie, cronache e leggende dei  Servizi d’Ordine” e sabato 6 ottobre, il concerto jazz dei Dugong che presentano il nuovo album “ The Big Other

Vi aspettiamo e per tenervi sempre aggiornati sui prossimi appuntamenti QUI

Informazioni e prenotazioni visite guidate: +39 02 26 11 04 84 – federicapaola@spaziotadini.it; ms@spaziotadini.it

Qui ancora immagini della serata di apertura al pubblico delle mostre – foto di Rodolfo Cammarata

Fotografia: incontrano il pubblico Giuliana Traverso e i fotografi di “Immagina: il femminile oggi”


Fotografia e incontro con gli autori a Spazio Tadini giovedì 20 settembre 2018, dalle ore 18. La stagione 2018/2019 a Casa Museo Spazio Tadini apre con la mostra antologica “L’eclettismo come stile” – a cura di Fondazione 3M – e con una mostra sull’immagine femminile in fotografia dagli anni sessanta ad oggi – a cura di Roberto Mutti e Federicapaola Capecchi -.

Giordana, Foto Marco De Iasi, Roma
Giordana, Foto Marco De Iasi, Roma

Giovedì 20 settembre 2018 è la giornata dedicata all’incontro con gli autori delle mostre. Giuliana Traverso incontra il pubblico alle ore 18. Un’occasione unica per dialogare con una delle figure più rappresentative della fotografia contemporanea. Sarà infatti lei stessa a parlare del suo lavoro, delle sue fotografie, come dei cinquant’anni di Donna Fotografa, e dell’autobiografia presentata lo scorso maggio 2018 – “Io sono qui” – frutto del lavoro di Giuliana Calvenzi e Orietta Bay in collaborazione con AFI Archivio Fotografico Italiano. Un’opportunità per dialogare con Lei del ritratto, che Giuliana Traverso ha sempre ritenuto essenza della fotografia, come dell’aspetto terapeutico del suo insegnamento. Per conoscerea fondo una fotografa interessata alle idee, all’identità, alla società e al quotidiano tanto quanto al suo mondo di sentimenti interiori. Attenta e determinata nell’affermare il ruolo della donna come protagonista della società, e a sollecitare la coscienza pubblica.

A seguire dialogano con Federicapaola Capecchi, Roberto Mutti e il pubblico gli autori  Monica Silva, Zoe Vincenti, Francesco Faraci, Marco Tagliarino, Virginia Bettoja, Marco De Iasi, Claudio Argentiero esposti nella mostra sull’immagine femminile in fotografia. La mostra, parallela a quella di Giuliana Traverso, è costituita da una parte storica “Belle e possibili” – grazie alla Fondazione 3M – con fotografie dell’archivio Ferrania, a cura di Roberto Mutti, e da una parte attuale “IMMAGINA: il femminile oggi”, a cura di Federicapaola Capecchi, che va ad indagare quali siano la visione e le forme dell’immagine femminile odierna. Francesco Faraci sarà in collegamento Skype, mentre tutti gli altri saranno presenti dal vivo. Un modo, anche questo, di dialogo diretto per parlare di fotografia, idee, progetti e visioni. Un’opportunità per gli autori di un confronto sul loro fotografare con il pubblico.

Zoe-Vincenti-Burlesque-Voodoo
Zoe Vincenti, Burlesque Voodoo

Giovedì 20 settembre 2018 dalle ore 18 – consigliata la registrazione via email per la serata: federicapaola@spaziotadini.it

SPAZIO TADINI CASA MUSEO

 

GIULIANA TRAVERSO

L’eclettismo come stile

Mostra Antologica

A cura di Fondazione 3M

BELLE E POSSIBILI A Cura di Roberto Mutti

IMMAGINA: il femminile oggi A Cura di Federicapaola Capecchi

 

Dal 18 settembre al 15 ottobre 2018

Apertura Spazio Tadini Casa Museo

Dal mercoledì al sabato dalle 15:30 alle 19:30 – domenica dalle 15:00 alle 18:30

Posibili visite guidate e su appuntamento

Ingresso € 5

Spazio Tadini è anche Sede di PHOTOMILANo Club Fotografico Milanese, fondato e diretto da Francesco Tadini,  www.photomilano.org

 

 

 

 

Le donne in fotografia: dagli anni sessanta ai giorni nostri.


Fotografia e Immgine femminile. Spazio Tadini Casa Museo per  la stagione 2018/2019,  in contemporanea alla  mostra fotografica antologica di Giuliana Traverso “L’eclettismo come stile“, propone una mostra incentrata sull’immagine femminile. La mostra è costituita da una parte storica e storicizzata – grazie alla Fondazione 3M – con fotografie dell’archivio Ferrania, a cura di Roberto Mutti, e da una parte attuale, a cura di Federicapaola Capecchi, che va ad indagare quali siano la visione e le forme dell’immagine femminile odierna.  

Gustavo Millozzi, Ritratto di Livia,
Gustavo Millozzi, Ritratto di Livia, Fondazione 3M, Archivio Ferrania

In mostra a Spazio Tadini Casa Museo, dal 18 settembre fino al 15 ottobre 2018, Belle e possibili, a cura di Roberto Mutti, 33 ritratti in bianconero realizzati fra la fine degli anni Cinquanta e i Sessanta. Stampe vintage prints originali dell’epoca. Gustavo Millozzi, Giovanni Massara, Tino Carretto, Pino Dal Gal Monica, Ezio Marsili, Giovanni Tosi, Osvaldo Savoini, Walter Campara, Renzo Pavanello, Silvio Vanni, Pinotto Marogna, Enzo Passaretti, Nino Galzighan, Alessandro Brembilla, Roberto Spampinato, Giorgio Giacobbi, Enrico Luigi Bacci, Renato Fioravanti, Carlo Amorati, Mario Bonzuan, Michele Ghigo, Antonio Masotti, Paolo A. Pellegrineschi, Alberto Venturini Giorgiia, Luigi Micheli, Giuseppe Alario, Luigi Arrigoni, Stanislao Farri, Luigi Spina, Franz Benedikter, Ugo Nespolo.

Alessandro Brembilla, Ritratto di Gabry,
Alessandro Brembilla, Ritratto di Gabry, Fondazione 3M, Archivio Ferrania

L’archivio della rivista “Ferrania” è un tesoretto da cui si possono costantemente ricavare fotografie di sorprendente bellezza che sono anche documenti storici ricchi di spunti e di suggestioni antropologiche”. Scrive Roberto Mutti – “La rivista è stata un punto di riferimento importante per tutti gli appassionati di fotografia che in quelle pagine, così ben stampate e mirabilmente impaginate da Luigi Veronesi, trovavano il gusto per la bella immagine. Per questa ragione moltissimi fotografi non professionisti ma dotati di grandi capacità inviavano le loro opere, le migliori delle quali venivano pubblicate e conseguentemente conservate negli archivi della rivista oggi passati a quelli della Fondazione 3M”.

Questa la parte “storica” della mostra. Un percorso attraverso il ritratto femminile che diviene anche uno spaccato della società degli anni Sessanta quando, dimenticato il Dopoguerra, l’Italia intraprendeva un periodo di inaspettato benessere. In mostra volti, posture, sguardi, abiti che svelano speranze e aspettative di un’intera, nuova generazione.

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Foto Monica Silva, Tilda Swington

La parte attuale, Immagina: il femminile oggi, a cura di Federicapaola Capecchi, si muove anch’essa tra speranze e aspettative, ma forse scomparse o inibite o negate, o solo molto diverse da quelle degli anni Sessanta, una stagione forse irripetibile, e non solo in Italia. La selezione di fotografie e di autori vuole indagare i concetti di identità e relazione, i canoni di bellezza dettati dalle mode che si riflettono sull’immagine femminile, il cambiamento della concezione della donna, il mutamento del rapporto uomo-donna, l’ambiguità dei generi, la mancanza, spesso, di nuovi immaginari. Mogli, compagne, amiche, condottiere, martiri, serve … ogni tipo di ruolo è ricoperto dal sesso femminile? Ancora oggi? Immaginario e realtà corrono a velocità diverse? Ce lo domandiamo anche con un breve exursus all’interno dell’autoritratto, fenomeno tipicamente femminile.

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Monica Silva, Shannyn Sossamon

In questa sezione dedicata all’immagine femminile oggi, Monica Silva, fotografa di fama internazionale, stimata ed esperta ritrattista, nonché versatile artista, espone quattro suoi ritratti di donne famose: Tilda Swington, Noemi, Fiona May, Shannyn Sossamon. Gli altri autori – Zoe Vincenti,  Francesco Faraci,  Virginia Bettoja, Marco Tagliarino, Marco De Iasi, Claudio Argentiero – conducono in visioni molto differenti del corpo e dell’immagine femminile.

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Zoe Vincenti, Burlesque Voodoo

Zoe Vincenti espone Burlesque Voodoo e Feminine Anatomy: il primo, un viaggio nel mondo del Burlesque dove, insieme ai personaggi, al corpo come strumento espressivo e di uguaglianza, si introduce anche un nuovo modo di pensare al femminile e di vivere la femminilità, che prescinde dal sesso biologico; il secondo è la storia di un padre con una figlia che sta diventando un adolescente. Una storia su un corpo che sta cambiando e l’incapacità di trovare le parole giuste per preparare la figlia, al fine di dirle la donna che sta per diventare.

Zoe-Vincenti-Feminine-Anatomy
Missincat- Tu con me (i capelli), Zoe-Vincenti-Feminine-Anatomy

Francesco Faraci e Marco Tagliarino offrono una visione del femminile quotidiana, reportagistica, legata al giorno e al luogo, spesso a storie di normalità; un racconto moderno di eventi del quotidiano familiare, lavorativo e cittadino.

Francesco Faraci
Francesco Faraci
Marco Tagliarino
Marco Tagliarino

Virginia Bettoja gioca con l’autoritratto: la forza dell’obiettivo fotografico non rivolta a ciò che ha intorno, ma puntato verso di sé. “Poso, so che sto posando, voglio che voi lo sappiate, ma questo supplemento di messaggio non deve minimamente alterare … la preziosa essenza della mia persona” (Roland Barthes) Da un lato l’inestinguibile desiderio di sondare sé stessi e a che punto siamo della vita, che fa parte della tradizione dell’autoritratto, dall’altro Virginia Bettoja gioca con la consapevolezza della propria immagine digitale, lavora su sé stessa per imparare a non eccedere, a fornire un’immagine il più sincera possibile. Con una grammatica del sé da approfondire e da raffinare. Marco De Iasi, nato come fotografo di moda ma negli ultimi tempi dedito alla ricerca personale ed al ritratto, espone lavori differenti accomunati dall’indagare il concetto di vanità attraverso il volto e il corpo femminile.

Giordana, Foto Marco De Iasi, Roma
Giordana, Foto Marco De Iasi, Roma

Claudio Argentiero pone l’accento su un nuovo immaginario femminile, dove il sesso biologico non ha importanza, mentre lo ha una concezione e una sensazione di fascinazione e femminilità.

Foto Claudio Argentiero
Foto Claudio Argentiero

SPAZIO TADINI CASA MUSEO

BELLE E POSSIBILI

A cura di Roberto Mutti

IMMAGINA: il femminile oggi

A cura di Federicapaola Capecchi

Apertura al pubblico martedì 18 settembre 2018 ore 18:30

Apertura Spazio Tadini Casa Museo

Dal mercoledì al sabato dalle 15:30 alle 19:30 – domenica dalle 15:00 alle 18:30

Posibili visite guidate e su appuntamento

Ingresso € 5

Via Niccolò Jommelli 24

20131 Milano

Tel +39 26 11 04 81

Spazio Tadini è anche Sede di PHOTOMILANo Club Fotografico Milanese, fondato e diretto da Francesco Tadini,  www.photomilano.org

Fotografia: la mostra “In viaggio con” alle Gallerie Civiche di Palazzo Ducale, Pavullo nel Frignano


IN VIAGGIO CON … Dario Apostoli, Alberto Gandolfo, Hermes Mereghetti, Samantha Selene Caligaris, Gianluca Micheletti, Marco Tagliarino

a cura di Federicapaola Capecchi

in collaborazione con Paolo Donini

DAL 21 LUGLIO AL 17 SETTEMBRE 2017

GALLERIE CIVICHE DI PALAZZO DUCALE, Pavullo nel Frignano (Mo)

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.” Marcel Proust

Una collettiva, esposta in anteprima a Spazio Tadini Casa Museo (Milano) ad Aprile 2017, nata dall’esigenza di affrontare un’amplia riflessione sul viaggio, sull’andare, sull’incontro, unire luoghi e persone, e l’attraversare confini. I 6 fotografi si interrogano sul viaggio non inteso come scoperta di nuove terre ma come possibilità di intessere un vero dialogo e confronto tra uomini e territori. Si racconta dunque una storia contemporanea, dove i collegamenti e la comunicazione sono un fatto, anche comodo, veloce e immediato, ma dove, ancora, si deve molto lavorare sul dialogo, l’ascolto, la voglia di conoscere e costruire, insieme. Si attraversano così le storie di uomini e territori come la Palestina, il continente africano, i nostri luoghi italiani dove insistono i centri di prima accoglienza per gli immigrati, le soglie della propria autocoscienza, l’Asia e l’Oriente. Questa volta, ad ospitare la mostra e il viaggio sono le suggestive Gallerie Civiche di Palazzo Ducale, con sede nell’ottocentesco edificio voluto da Francesco IV d’Este come residenza estiva, gestite dall’Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Pavullo nel Frignano, e che si compongono nella Galleria d’Arte Contemporanea, nella Galleria dei Sotterranei e Ghiacciaia del Duca e nella Fonoteca dei Sotterranei.

Viaggiare, per alcuni passione irrefrenabile, per altri non sempre è scelta volontaria, ma dettata da cogente necessità di sopravvivenza o di speranza di una vita diversa, e migliore. Alberto Gandolfo è in mostra con 1,2,4,5…volti, racconto di viaggi in ritratti, per una comprensione più profonda di quel che si cela dietro la migrazione, in special modo l’immigrazione di genti provenienti dal continente africano e dal Vicino Oriente in Europa. I messaggi trasmessi dalle televisioni tendono a sottolineare una grande diversità tra noi europei e gli “altri”, in tal senso Palermo – città natale di Alberto Gandolfo – può essere un esempio da seguire: città formatasi grazie agli arrivi di popoli che si sono amalgamati con gli autoctoni nel corso dei millenni. Il progetto fotografico è una metafora: dal particolare segno, che viene introdotto nel cambiamento del volto di ogni ritratto, si realizza uno scambio culturale che cambia e arricchisce culturalmente i singoli, un valore aggiunto alla personalità.

Alberto Gandolfo, 1245...volti
Alberto Gandolfo, 1245…volti

E quando si fugge, si viaggia migrando, la fine del viaggio, a volte, è asfalto, fango, polvere, pietre … dure da digerire. Emarginazione e luoghi anonimi dove sostare in attesa del permesso definitivo di rifugiato, di ritrovare sé stessi, e la possibilità di costruire. Hermes Mereghetti presenta una selezione di We come from. Intensi ritratti di migranti che, nella selezione per la mostra, giocano sul ruolo delle mani. Le mani del fare, le mani che sono la personalità e la forza, che sanciscono il carattere; le mani del dare, del carezzare, cui appoggiare la fronte e per coprire gli occhi. Le mani, ricche di simbologie e significati specifici a seconda delle culture e religioni, ma universalmente associate al potere, alla forza, alla lealtà, all’amicizia, alla fiducia. Le mani da stringere. Gli occhi da guardare”.

Hermes Mereghetti, Kelvin (Nigeria)
Hermes Mereghetti, Kelvin (Nigeria)

Quale la metafora del viaggio? Quante soglie da varcare durante il percorso? Quali soglie? “Quello di Dario Apostoli, in mostra con una selezione di Soglie, è un viaggio e un racconto nelle relazioni umane e la nostra società, la propria autocoscienza e la distorta percezione del mondo e degli altri. Luoghi ordinari urbani, abituali, normali, di semplice passaggio, spazi intrisi dall’animo umano, anche se sembrano quasi vuoti, o svuotarsi. Una luce quasi accecante che cancella, brucia ed egualmente da forma a individui soli e disinteressati, ma al tempo stesso carichi di potenziale, qualora varchino la soglia che apre lo sguardo su tutto ciò che ha davvero un senso e un valore al mondo. Così le Soglie sono i varchi da oltrepassare verso qualcosa di nuovo, verso una presa di coscienza, e alla volta di relazioni che portino fuori dal torpore ego-riferito in cui, oggi, ci si chiude al mondo e agli altri”.

Los Angeles, 2013 (Dario Apostoli 2013 - Soglie n° 43) grigio 253
Los Angeles, 2013 (Dario Apostoli 2013 – Soglie n° 43) grigio 253

Viaggiare è un impulso insito nella natura umana. Da sempre interi popoli scelgono una vita nomade. La maggioranza degli arabi erano nomadi che non possedevano niente... e questo è stato motivo di numerose ingerenze storiche e sociologiche da parte di chi cerca di dimostrare se la Palestina sia dei Palestinesi o meno. E infatti tutt’oggi della Palestina parliamo solo come storia di non dialogo e di una guerra infinita della quale non si vede spiraglio alcuno. Il viaggio di Samatha Selene Caligaris, con “Nessun Pregiudizio – Viaggio in Terra Santa” ha posto lo sguardo, privo di ogni pregiudizio, a mostrare una terra in conflitto, fatto non solo di violenza e di armi ma anche interiore, vissuto da chi ha visto la guerra nascere sotto i suoi occhi e da chi non conosce realtà differente.

Samantha Caligaris Klein Melagrana Granata
Samantha Caligaris Klein

Gianluca Micheletti, con “Sandland – Sharm el-Sheikh” ci introduce in un viaggio inusitato, lontano dalle vacanze e dai villaggi turistici, immergendoci in un mondo post-apocalittico … come è realmente Sharm el-Sheikh, una volta fuori dai Resort. Una terra desertica da cui sembrano crescere rigogliosi rifiuti e carcasse che, in silenzio, attendono speranzosi una seconda vita. Quello che il turismo consuma e rompe, sembra trovarsi tutto su questa terra di sabbia che l’autore ha voluto chiamare “Sandland”. Il disordine qui è sinonimo di vita, di presenza dell’uomo, dei suoi veri / finti abitanti.

Gianluca Micheletti, Sandland Sharm El-Sheikh 1
Gianluca Micheletti, Sandland Sharm El-Sheikh

Con Marco Tagliarino il viaggio di scoperta è dentro gli occhi dei bambini e nella fatica del lavoro. Le fotografie di Marco Tagliarino, nella sequenza scelta da Federicapaola Capecchi, creano quasi un rituale: della preghiera e del lavoro. “Una preghiera laica, dove ci si augura che l’uomo scelga un modo esclusivo di abitare il mondo, e con esso un modo peculiare di rapportarsi alle cose che lo circondano, riconoscendo valore e futuro ai bambini, troppo spesso vittime in questi territori di miseria e abbandono. Un rituale del lavoro dove la dignità e la bellezza di corpi, mani e volti segnati dalla fatica diano la capacità di annullare le distanze tra esseri umani. O semplicemente riconoscano la distanza come la intendeva il filosofo Emmanuel Lévinas, che considera la distanza la cifra stessa della relazione umana, e in particolare della relazione etica, e la caratteristica peculiare del dialogo, che non si riduce alla pura e semplice comunicazione, ma inaugura un contatto che è invocazione, avvicinamento pacifico all’altro e rispetto del segreto inviolabile della sua intimità”.

Marco Tagliatino, Tuc tuc wagon
Marco Tagliatino

Non sappiamo se un altro mondo sia possibile” scrive la curatrice Federicapaola Capecchi – “Però pensiamo che divulgare sia uno dei tanti compiti della fotografia. Non siamo scienziati, non siamo sociologi, non siamo politici. E prima che qualsiasi altra definizione ci possa essere incollata, ci dichiariamo cittadini, cittadini del mondo. E con questo viaggio fotografico speriamo che la voglia di conoscere e comunicare veramente tra uomini, culture e territori, si insinui ancor più come un’urgenza”.

COLLETTIVA: “In viaggio con … Dario Apostoli, Alberto Gandolfo, Hermes Mereghetti, Samantha Selene Caligaris, Gianluca Micheletti, Marco Tagliarino”

Gallerie Civiche di Palazzo Ducale

Via Giardini, 3 – 41026 Pavullo nel Frignano (MO)

Ufficio 0536/29022

Fax 0536/ 29025

Sito Internet: http://www.comune.pavullo-nel-frignano.mo.it

INFO PER LA STAMPA

Paolo Donini – Gallerie Civiche di Palazzo Ducale +39 0536/29022

+39 347 71 34 066 Federicapaola Capecchi – federicapaola@spaziotadini.it | http://www.spaziotadini.com

Mostre fotografiche: Marco Tagliarino racconta Storie di Molti


Una mostra di due giorni (18 e 19 marzo) per proporre un punto di vista del reportage di viaggio attraverso l’occhio di Marco Tagliarino.

Orari dalle sabato 15.30 alle 19.30 , domenica 15-18.30.

“Quello che cerco mentre sono “al lavoro” (anche se per me la fotografia è una passione e non un lavoro) sono gli sguardi delle persone, i costumi, il modo di vivere, la naturalezza – racconta Tagliarino -. Ritengo che tutto questo, per funzionare in una fotografia, debba essere inserito in un contesto ambientato che in taluni casi è più importante dei soggetti stessi.
Infine, le ultime tre cose che rendono una fotografia unica sono la luce ambientale, il punto di ripresa, e la spontaneità dei soggetti ritratti. Non uso mai il flash. Non chiedo mai che le persone riprese si mettano in posa, anzi cerco sempre di fotografarle mentre si dedicano ai loro affari quotidiani cercando di essere meno invadente possibile, anche se usando focali come il 24mm, il 35mm e il 50mm non è affatto semplice”.

L’occhio curioso del fotografo si unisce a quello del turista alla scoperta dei costumi e delle tradizioni. E’ così che Tagliarino si allontana dalla Street Photography per guardare oltre i confini e raccontare stimolando una visione non solo documentativa. Infatti ama lavorare sui soggetti in post produzione, come lui stesso dice “ho cominciato ad imparare ad osservare la realtà non più solo attraverso i miei occhi ma “immaginandola”” e il risultato è fatto di scatti che non perdono mai il loro valore documentale, ma acquisiscono atmosfere e suggestioni.

L’esposizione a Spazio Tadini propone un doppio percorso: il bianco e nero e quello a colori. Due mondi che per Tagliarino viaggiano in parallelo: “Amo le fotografie monocrome dotate di carattere. Per questo motivo amo lavorare al limite dell’istogramma toccando tutte le gradazioni di grigio senza però eccedere in termini di contrasto e nitidezza”.

La mostra sarà ospitata in una delle sale della Casa Museo Spazio Tadini e i visitatori potranno completare il percorso con una visita alla mostra  a cura di Federicapaola Capecchi Francesco Cito e la fotografia di Reportage che è ospitata nelle altre sale.

Un week end a Spazio Tadini all’insegna della fotografia dando spazio a soggetti,  percorsi  ed esperienze  diverse.

 

BIOGRAFIA

Marco Tagliarino nasce a sesto san Giovanni il 14 marzo del 1977. Dopo il diploma da perito elettrotecnico si scrive ad ingegneria aerospaziale al politecnico di Milano, ma per ragioni economiche accelera il suo ingresso nel mondo del lavoro. La passione per la fotografia arriva in età adulta, quando riceve in regalo una macchina fotografica compatta che inizia a utilizzare quasi per gioco è che ben presto abbandona per la sua prima reflex Canon.  Da assoluto autodidatta, si documenta attraverso blog e forum di fotografia per migliorare la tecnica e al contempo scatta continuamente senza selezione per alcuni anni fino a trovare la sua predilezione per i volti e il catturare le persone in scene di vita quotidiane. Alla passione per la fotografia si unisce quella per i viaggi che  diventano meta fotografica oltre a svago e scoperta culturale in compagnia di sua moglie.