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Paesaggio antropico naturale

Da Febbraio 2026 Paesaggio antropico e naturale – Casa Museo Spazio Tadini. In mostra Giancarlo Ossola, Lorenzo Pietrogrande, Riccardo Luchini, Paolo Basevi, Giovanni Cerri, Andrea Marostegan, Gabriele Poli, Pierantonio Verga, Francesca Magro, Pilar Dominguez. Apertura da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30.

Mostra d'arte 'Paesaggio antropico naturale' con opere esposte presso Casa Museo Spazio Tadini a Milano. Data evento: 31 gennaio - 29 marzo 2026.

Il modo di rappresentare il paesaggio è tema dibattuto nella storia dell’arte. Alla Casa Museo Spazio Tadini abbiamo ospitato, in 20 anni di attività, diversi artisti che hanno affrontato il tema e vi proponiamo una selezione che vi propone un percorso dove lo sguardo si sposta dall’esterno all’interno, dai cambiamenti economici a quelli strutturali, dove la Natura “convive” con l’Uomo.

Giancarlo Ossola è tra i primi artisti a rappresentare il declino industriale, le fabbriche dismesse, l’economia in cambiamento. Lorenzo Pietrogrande propone una paesaggio naturale nel contesto urbano , un dialogo tra antropico e naturale che conserva un sapore classico. Riccardo Luchini si focalizza sugli snodi ferroviari, insegue le tracce della mobilità, di una connessione su rotaia che ha cambiato il mondo attraverso una rete fisica che si completa con l’attuale rete digitale. Paolo Basevi propone un paesaggio materico, di sedimenti, di giornali che stratificano epoche storiche e che danno corpo alla visione di un paesaggio dove i prodotti dell’uomo ne fanno ormai parte integrante nella struttura (pensiamo alle microplastiche). Antropico e naturale, nonostante tutto, si conciliano in una visione dove la traccia dell’Uomo diventa da residuo e sedimento, ornamento. Giovanni Cerri sceglie il paesaggio urbano della città in costruzione, della progettualità che poggia sulle stratificazioni del sapere tanto quanto dell’evoluzione della tecnica. Luoghi urbani grigi, progettati per i palazzi. Luoghi dell’abitare dove l’uomo è un’ombra, dove le gru si stagliano oltre e sopra gli alberi e tolgono luce alla terra e ai suoi abitanti. Andrea Marostegan si concentra sulle case alveari, sui palazzoni che sono fatti di mille cose, di mille storie, di mille colori. Antropico e naturale si contaminano come su una tavolozza a ripensare ai colori del mondo, lui, pittore viaggiatore, pronto a catturare paesaggi di ogni dove e a fonderli insieme in un racconto solo, in un racconto dell’Uomo e della Natura. Gabriele Poli, artista milanese, racconta di visioni metropolitane dove colore e forme prendono il sopravvento: sono loro a dettare emozioni. Così la città si anima di scorci imprevisti, la metropolitana di colori e linee infinite dove gli uomini lasciano il posto ad angeli, dove i tragitti degli uomini si trasformano in forme elementari, in luminose scie che si fondono con la dinamica del mondo e della Natura di tutte le cose. In Pierantonio Verga le forme geometriche del paesaggio sono protagoniste, in un silenzio plastico, dove sono protagoniste le case, nelle loro forme essenziali, infantili, simulacri di desiderio, di un rifugio, di un riparo. Il paesaggio perde i suoi colori sfaccettati e naturali, per diventare colore piatto, per diventare segno, linguaggio essenziale di un racconto originale e senza tempo perchè si edifica sui bisogni interiori. Ed entrando sempre più nel profondo arriviamo ai paesaggio microcellulari di Francesca Magro dove il corpo è il paesaggio prescelto. Sezionato, frantumato, esplorato dal di dentro, contaminato dalla tecnica, dalla robotica, restituito riprogettato, a cui viene tolta l’anima, antropizzato come una cosa. L’atomo diventa vita di relazione intracellulare, l’occhio arriva, con la tecnica nel paesaggio biologico interiore e la pittrice ne fa racconto. Pilar Dominguez l’esplorazione del paesaggio arriva sotto terra, nel sottosuolo della città, dove, inseguendo l’acqua, cerca nei tombini il suono, le voci, gli alimenti di quel terreno su cui poggiamo i piedi. Un terreno fragile, che può sgretolarsi e rinascere, un’acqua che può alimentare, ma anche distruggere.

Per visite guidate melina@spaziotadini.com

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Giancarlo Ossola testo Luca Pietro Nicoletti

Artisti per Lampedusa e Linosa: Save My Dream siamo arrivati a 112 sogni- aperto il blog a cura di Spazio Tadini

Sono arrivati a 112 gli artisti che hanno già aderito a Save My Dream, l’iniziativa ideata da Francesco Tadini e Melina Scalise per ricordare le vittime dei naufragi delle migrazioni e per sostenere il Comune di Lampedusa e Linosa nella gestione dei migranti.

Da oggi è on line anche un blog dedicato che è in fase di completamento in quanto mancano ancora delle immagini delle opere di alcuni artisti. Con questo strumento le opere donate al comune sono visibili a tutti e tutti, una volta completato il sito con i valori indicativi delle opere, effettuare anche delle donazioni per acquisirle.

www.lampedusamostra.wordpress.com

7 dicembre Sant’Ambrogio inaugura Save My Dream: iniziativa umanitaria a Spazio Tadini per il comune di Lampedusa

Con il Patrocinio del Comune di Lampedusa e Linosa e la collaborazione del Corriere delle Migrazioni

Artisti da tutta Italia hanno scelto di salvare dal naufragio i sogni dei migranti che muoiono al largo del Comune di Lampedusa e Linosa. Attualmente sono circa 50. La collettiva è organizzata da Spazio Tadini a cura di Melina Scalise e Francesco Tadini per ridare vita ai sogni delle vittime perché:

“Quei sogni sono quelli che danno dignità ad ogni essere umano”.

i primi 10 sogni A Sant’Ambrogio l’associazione culturale Spazio Tadini il 7 dicembre 2013 inaugura una mostra collettiva per ricordare le “vittime dell’immigrazione” decedute e che ancora muoiono nella traversata del Mar Mediterraneo alle porte di Lampedusa e Linosa nel tentativo di essere accolti in un nuovo Paese. L’evento non vuole essere solo commemorativo, ma anche propositivo e di sostegno concreto ai Comuni italiani delle coste siciliane che affrontano ogni giorno la tragedia di migliaia di persone pronte a morire pur di tentare di cambiare le loro condizioni di vita. Perché la loro morte non sia vana e perché crediamo che i loro sogni affondati in mare siano quelli di qualunque essere umano, si è organizzato questo evento d’arte benefico dal titolo Save My Dream di cui il Comune di Lampedusa e Linosa ha accettato l’invito.

Sono già una cinquantina gli artisti che hanno accettato di donare un loro lavoro al Comune per raccogliere fondi. Le opere raccolte rappresenteranno i “Sogni” che si vogliono salvare dal naufragio. Sarà il Comune di Lampedusa e Linosa a scegliere se effettuare una vendita immediata o se dare vita a una mostra itinerante o permanente per cui i visitatori potranno, con la loro offerta, dare un sostegno economico duraturo nel tempo.

LE OPERE SI POSSONO PRENOTARE E RITIRARE DOPO LA DONAZIONE SUL CONTO CORRENTE: SOLIDARIETA’  UNICREDIT S.P.A. IBAN: IT 71V 02008 82960 000102873863 – causale ”SOLIDARIETA’ PER LAMPEDUSA” –

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