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Danza a Milano: workshop di contact e physical dance theatre


Danza, contact e physical dance theatre nel workshop di ottobre 2018. “It’s not rocket science“, con Federicapaola Capecchi, è aperto a tutti e si svolge nei giorni venerdì 26,  sabato 27, domenica 28 e lunedì 29 ottobre 2018

Rivolto a tutti coloro che sono interessati ad approfondire lo studio del corpo e del corpo in movimento, come strumento di conoscenza di sé, dell’altro e delle infinite potenzialità e bellezze della danza. Non è dunque necessario essere già danzatori o attori o professionisti.

Il workshop è aperto anche a fotografi e registi specializzati sulla danza o che amano la danza (info specifiche per loro sulle modalità: federicapaola@opificiotrame.org) –

Foto Francesco Tadini, Fragile un questione de confiance, Federicapaola Capecchi
Foto Francesco Tadini

Questo workshop si compone di una parte dedicata al training così come di momenti di improvvisazione e di composizione scenica vera e propria. Cercheremo un linguaggio e un approccio personale al movimento, vissuto, che arriva dal corpo e vi respira, senza automatismi né artifici tecnicistici.

Danza e Fotografia, Foto Francesco Tadini
Foto Francesco Tadini

Attraverso il physical dance theatre cercheremo cosa si muove e se la persona è pronta a rispondere. Il corpo in movimento, il carattere e gli strumenti della performance. Fiducia e sentirsi a proprio agio come motori di ricerca e di creazione. Affinare la percezione del proprio corpo e dell’ambiente in cui agisce come fonte d’ispirazione, svegliare o affinare la capacità di rischio e il piacere della sperimentazione del movimento, usare il corpo pienamente, sono l’obiettivo.

danza-contact-improvisation-federicapaola
Foto Stefania Villani

L’importante è l’autenticità del movimento, danzato o non, la sua espressione, il suo carattere. Le proposte sono costruite anche in modo tale che i partecipanti si esibiscano gli uni per gli altri. Guardare l’altro, lo sviluppo di una sensibilità, l’ascolto per i nostri corpi, sia come esecutore che come un osservatore, sarà fondamentale. Rifletteremo insieme, daremo un feedback  per tutto il corso del lavoro.

Foto Francesco Falciola, Fotografia e Danza con PhotoMilano
Foto Francesco Falciola
Danza e Fotografia Foto Francesco Falciola
Foto Francesco Falciola

Con la contact cercheremo di fare una cosa preziosissima che, spesso nella quotidianità, perdiamo di vista: ridere, sorridere, ascoltare, avere cura, premura e attenzione. E non avere nessuna fretta né alcuna aspettativa. Wow!!

Foto Francesco Falciola, Fotografia e Danza con PhotoMilano
Foto Francesco Falciola

La contact improvisation come approccio globale al corpo e interrogativo principe sui processi creativi e motori percettivi, un’ esplorazione. Flusso d’energia che scorre fra corpi, pressione e spostamento del peso. L’altro: un territorio fatto di sorprese e imprevisti, di limiti e di abitudini percettive. Pensiero e azione insieme.  Dare e ricevere il peso del corpo esplorando i ruoli del guidare e del seguire l’altro, attraverso la sensibilità del contatto corporeo. Scambio del peso, l’impulso, il sostegno, la sospensione, la leggerezza, l’equilibrio ed il flusso del movimento stesso avvalendosi di alcuni dei principi delle discipline orientali e della Release Tecnique.

BodyGame, Foto Roberto Manfredi
Foto Roberto Manfredi

IT’S NOT ROCKET SCIENCE

workshop di contact e physical dance theatre

Iscrizioni entro il 22 ottobre 2018

Info e iscrizioni: ms@spaziotadini.it

opificiotrame@opificiotrame.org

Chi partecipa al workshop ha il biglietto ridotto per la performance di mercoledì  31 ottobre 2018 ore 21:00

26/27/28/29 ottobre 2018 – 15 ore di lavoro € 100 (per i primi 6 che si iscrivono entro il 20 ottobre  € 90, farà fede la email con modulo di iscrizione compilato)

Istituto Italiano di Fotografia in Mostra con Spoon River: dal 4 ottobre 2018


Una mostra fotografica degli allievi neo diplomati dell’Istituto Italiano di Fotografia di Milano, una reinterpretazione fotografica di un’importante opera letteraria.

La ballata dei sogni perduti – Fotografando Spoon Rivera cura di Roberto Mutti sarà esposta, in quello che era lo studio di Emilio Tadini, dal 4 al 14 ottobre 2018.

Francesca Pirelli
Francesca Pirelli

Reinterpretare fotograficamente un’opera letteraria è un’operazione concettualmente intrigante perché può dar vita a inaspettate rivelazioni”. Roberto Mutti

In Mostra 30 cornici con le immagini degli studenti neo-diplomati che quest’anno hanno interpretato con il seminario di Roberto Mutti il testo L’ANTOLOGlA DI SPOON RIVER di Edgar Lee Masters, raccolta di poesie in forma di epitaffi, pubblicata nel 1914.
Giunti all’ottava tappa dell’ormai lunghissimo percorso “Quando la letteratura incontra la fotografia” rivolto agli studenti del Corso Professionale dell’Istituto Italiano di Fotografia, era necessario proporre per la prima volta un’opera poetica e quella di Edgar Lee Masters è parsa la più indicata per suggerire a questi giovani autori che si incamminano sulla strada della professione come le parole possano essere fonte di intuizioni profonde.” (R. M.)

Gli studenti in mostra sono: Claudete Alves Cardoso • Elisa Andreon • Veronica Argentiero • Elena Benvenuto • Federica Bertoletti • Francesca Cavallo • Giada Cucchi • Vincenzo Delnegro • Lara Franz • Alessandra Gennari • Ester Girardi • Tommaso Lavegas • Martina Maiello • Elena Maldifassi • Florentina Marzorati • Mario Orfé • Clara Parmigiani • Francesca Pirelli • Marco Pistolesi • Veronica Maria Chiara Sala • Natalia Szulamska

Elena Maldifassi, Oblivion
Elena Maldifassi, Oblivion Elena Maldifassi, Oblivion Elena Maldifassi, Oblivion

INAUGURAZIONE: GIOVEDÌ 4 OTTOBRE ORE 18.30
DURATA: da venerdì 5 a domenica 14 ottobre 2018
ORARI: da mercoledì a sabato 15:30 – 19:30, domenica 15:00 – 18:30
lunedì e martedì chiuso

INFO: Lucija Hrvat
Relazioni Esterne Istituto italiano di Fotografia
press@iifmilano.com
tel. 02 58107623 – 02 58107139
www.istitutoitalianodifotografia.it

Spazio Tadini è anche Sede di PHOTOMILANO Club Fotografico Milanese, fondato e diretto da Francesco Tadini https://photomilano.org

Origami tra arte e scienza in mostra a Milano


La prima mostra sugli origami che ne racconta le origini, l’evoluzione, il significato, l’espressione artistica e tecnologica fino ai moderni impieghi nell’ingegneria aerospaziale, nella chirurgia, nell’ingegneria e nell’architettura. Dall’arte alla scienza in un percorso espositivo di taglio internazionale che comprende anche laboratori, convegni, incontri didattici. Tutto questo presso la Casa Museo Spazio Tadini dal 20 ottobre al 16 dicembre 2018, via Niccolò Jommelli, 24 con il Patrocinio del Comune di Milano, del Municipio 3, la collaborazione del Politecnico di Milano e Torino e Centro Diffusione Origami.

La mostra è curata da Melina Scalise e Francesco Tadini con la collaborazione dei Politecnici di Milano e il Politecnico di Torino, nello specifico il Dipartimento di Architettura e Design e di Scienza Matematiche G.L. Lagrange. Sponsor tecnici il Centro Diffusione Origami e Pubblistampa, Arti grafiche edizioni che, per l’occasione presenterà  il libro Origami tra Arte e scienza che segue il percorso concettuale della mostra. SCARICA Comunicato Mostra Origami tra arte e scienza

A4 Locandina BD

L’esposizione è costituita da un percorso scientifico e divulgativo e uno d’arte con in mostra i lavori di: Paolo Bascetta, Alessandro Beber, Elisabetta Bonuccelli, Serena Cicalò, Daniela Cilurzo, Silvana Fusari, Alessandra Lamio. Con la presenza straordinaria di un traittico della serie Il ballo dei filosofi di Emilio Tadini riletto e analizzato in chiave filosofico-matematica a cura di Melina Scalise e dei Politecnici di Milano e Torino.

L’origami ha una storia per certi aspetti misteriosa. Sospesa tra Oriente e Occidente, segue i percorsi della carta che dalla Cina si diffonde in Giappone e Corea, giungendo a noi grazie agli Arabi come conseguenza della loro espansione nei nostri territori.

Quindi arte tradizionale giapponese, certo, ma anche tecnica ben conosciuta in Europa, soprattutto come forma di piegatura dei tessuti.

Va pur detto che l’origami vive una curiosa condizione: quella di essere conosciuto da tutti o quasi nelle sue forme più elementari (chi non ha mai piegato una barchetta di carta, un aeroplanino, un ventaglio, tanto per citare dei modelli popolari?), ma da pochissimi – perlopiù “addetti ai lavori” – nelle sue varie evoluzioni artistiche, tecniche o applicative.

Scopo della mostra è, perciò, quello di promuovere la conoscenza dell’origami nelle sue “incarnazioni” più contemporanee. Come espressione artistica astratta, come manifestazione tangibile di teorie matematiche e geometriche, come risorsa da impiegare a livello scientifico, industriale, commerciale.

Per questa ragione si è scelto di mettere insieme un gruppo di autori che si muove prevalentemente in ambito non figurativo, allontanandosi volutamente da un’idea di origami più tradizionale, legata alla rappresentazione della realtà.

In parallelo, si è pensato al coinvolgimento dei Politecnici di Milano e Torino per curare la parte scientifica, che prevede anche ragguardevoli contributi provenienti da varie realtà di ricerca di grande profilo internazionale.

Il team coinvolto è composto da architetti, ingegneri e matematici che illustreranno la matematica dell’origami presente nelle sue maggiori applicazioni tecnologiche, quali lenti solari, strutture architettoniche e micro-robot, solo per citarne alcuni.

Presentazione d’eccezione, invece, in omaggio al lavoro artistico di Emilio Tadini, pittore e scrittore a cui è dedicata la Casa Museo Spazio Tadini è la lettura “origami-geometrica” di alcuni suoi quadri a cura dei due Politecnici, con la collaborazione di Melina Scalise e Francesco Tadini.

Si prevedono inoltre, per tutta la durata della mostra, laboratori e conferenze come ulteriore supporto divulgativo e come modalità di coinvolgimento del pubblico, con particolare attenzione alle scuole di ogni ordine e grado.

Il fine è trasportare lo spettatore in una visione complessiva del mondo degli origami oggi.

Più in dettaglio,  Artisti origamisti in mostra. (LEGGI)

LE CONFERENZE E I LABORATORI (clicca per vedere gli argomenti e il calendario)

COMITATO SCIENTIFICO

  •  Lorenzo Mussone: professore di Sistemi di Trasporti al Politecnico di Milano, si occupa di modelli matematici (dalla regressione logistica alla intelligenza artificiale) applicati all’ingegneria dei trasporti con particolare attenzione ai modelli di domanda, alla sicurezza stradale, ai modelli di deflusso veicolare e di controllo del traffico (con specifico approfondimento sulle prestazioni delle rotatorie), alla capacità delle reti ferroviarie, ai modelli comportamentali del guidatore, alla pianificazione a breve e medio termine delle grandi reti di trasporti. Attualmente è referente del laboratorio interdipartimentale i.Drive.
  • Roberto Notari: professore associato di Geometria del Dipartimento di Matematica “F. Brioschi” del Politecnico di Milano. Svolge l’attività di ricerca in Algebra Commutativa e Geometria Algebrica, principalmente su problemi di natura teorica, ma anche su problemi più applicativi. Ha recentemente iniziato ad interessarsi all’origami ed alle sue potenzialità.
  • Maria Luisa Spreafico: ricercatore di Geometria del Dipartimento di Scienze Matematiche del Politecnico di Torino. Utilizza l’origami nella sua ricerca scientifica e nello sviluppo di nuove modalità didattiche relative all’insegnamento della matematica in scuole di ogni ordine e grado.
  • Ursula Zich: ricercatore di Disegno del Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino. Utilizza l’origami per osservare, interpretare e visualizzare le forme, costruite e non, nell’ambito della propria ricerca e della didattica.

L’evoluzione dell’origami oggi uno dei video in mostra selezionato dai Politecnici

Robot Origami: Robot self-folds, walks, and completes tasks, autorizzato da “MIT CSAIL” per la mostra alla Casa Museo Spazio Tadini

 

Casa Museo Spazio Tadini
La mostra si svolge all’interno della Casa Museo Spazio Tadini, inserita all’interno del circuito di case museo di Milano Storiemilanesi.org. La sede ospitava sia l’atelier di Emilio Tadini, pittore e scrittore di rilievo del 900 italiano, sia una delle prime case editrici di informazioni economiche del nostro Paese, Grafiche Marucelli. Lo spazio oggi ospita la sede dell’associazione culturale no profit Spazio Tadini fondata nel 2008 da Francesco Tadini e Melina Scalise, in memoria del padre, Emilio Tadini ed è luogo di eventi culturali.

 

Casa Museo Spazio Tadini – Via Niccolò Jommelli, 24 Milano www.spaziotadini.com
Apertura al pubblico: da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30- domenica dalle 15 alle 18.30. Biglietto 5 euro.
Visite guidate con origamisti su prenotazione 10 euro (durata circa un’ora e su prenotazione). Per Conferenze e laboratori (clicca).
Visite scolastiche su prenotazione per gruppi: museospaziotadini@gmail.com

 

Dugong in concerto col nuovo Cd


I Dugong presentano alla Casa Museo Spazio Tadini, The Big Other, il nuovo disco uscito per Honolulu records di musica jazz.
Sabato 6 ottobre via Jommelli 24, Milano. Inizio ore 21. Ingresso 7€

dugong
I Dugong sono
Nicolò Ricci – sax
Michele Caiati – chitarra
Andrea Di Biase – contrabbasso
Riccardo Chiaberta – batteria.

The Band

theband

Dugong is an up-and-coming band by some of the best musicians of the Italian jazz scene. It was originally created in Milan by guitarist Michele Caiati and saxophonist Nicolò Ricci, but it was later expanded abroad to London based bassist Andrea Di Biase and drummer Riccardo Chiaberta.

They released their debut album “Miscommunication” in 2014 with critical acclaim and toured it extensively in Italy, Switzerland and UK.

They will release their second album in May 2018 with the prestigious Italian label Honolulu Records. The band has a very individual sound which draws inspiration from many genres of music, from Alternative Rock to Modern Jazz to Contemporary classical music. In their last album Dugong experimented with different kinds of musical structures other than the usual jazz approach of theme, improvisation and final melody. They also worked on the potential of linear counterpoint, drawing inspiration from Classical composers such as J. S. Bach and Frederic Chopin.

Servizi d’ordine cronache e leggende: Ordine Compagni!


La Casa Museo Spazio Tadini presenta l’ultimo lavoro del giornalista Luca Pollini: Ordine Compagni! Storie, cronache e leggende (Morellini editore) con prefazione di Franco Berardi (Bifo) alle ore 18.30 di giovedì 4 ottobre 2018. Presentanno il libro, Luca Pollini e Francesco Tadini.

Luca Pollini, Ordine CompagniDa Milano a Roma, l’Italia sessantottina raccontata in un lucido e inedito ritratto
dei movimenti politici. Cos’era, com’era strutturato, chi ne faceva parte, quali erano i suoi compiti. Insomma, la storia e la gloria dei Servizi d’ordine che hanno rivestito sia un ruolo pacifico, controllo e coordinamento di manifestazioni e cortei, sia difensivo e offensivo, impugnando spranghe e lanciando bottiglie molotov.
Attraverso racconti di chi ha vissuto, partecipato e militato nelle formazioni extraparlamentari – l’autore ha raccolto oltre cinquanta testimonianze – il libro mette a fuoco il ruolo del Servizio d’ordine, una delle figure centrali di quell’esperienza unica che fu la cosiddetta Sinistra rivoluzionaria nel decennio caldo, tra il 1968 e il 1977. Una struttura cardine di quel mondo giovanile spinto verso il futuro e il cambiamento, dove una generazione ha vissuto in mezzo a un clima di violenza quotidiana e dove la dialettica delle idee si trasformava prima in conflitto tra ideologie, per poi sfociare nella violenza pura.

L’autore

Luca Pollini.
Luca Pollini è cresciuto nella Milano degli anni Settanta. All’attività di giornalista unisce quella di saggista e autore. Ha pubblicato, tra gli altri, “I Settanta, gli anni che cambiarono l’Italia”; “Gli Ottanta, l’Italia tra evasione e illusione”; “Hippie, la rivoluzione mancata”; “Musica leggera. Anni di piombo”; “Amore e rivolta a tempo di rock”; “Ribelli in discoteca”; “Immortali. Storia e gloria di oggetti leggendari”; “Restare in Vietnam: dalla parte del nemico”. Per il teatro ha scritto lo spettacolo “Ci hanno rubato la parola amore” e interpretato il reading “Hippie, a volte ritornano”. Collabora con mensili e quotidiani, si occupa di storia contemporanea, cura un sito (www.retrovisore.net) dedicato alla storia del costume italiano. Crede nel rock e rimpiange il Parco Lambro (inteso come Festival).

Raphael Mazzucco in mostra alla Casa Museo Spazio Tadini


Raphael Mazzucco, fotografo e artista di fama internazionale, in mostra alla Casa Museo Spazio Tadini a cura di Oblyon, società di Art Business Intelligence dal 18 settembre al 2 ottobre 2018.

I lavori presenti a Milano fanno parte della collezione appena esposta questa estate lungo le strade di Porto Cervo, in Sardegna con grande riscontro di pubblico e attenzione da parte della stampa.

Foto di Raphael Mazzucco

Si tratta di opere uniche che rispecchiano uno stile che coniuga l’arte pittorica con la fotografia. Esprimono un dialogo carico di emozioni tra il corpo femminile e la terra da quella più selvaggia a quella più addomesticata e modificata dall’uomo. Quadri di grandi dimensioni in cui immergersi con lo sguardo fino a perdere la dimensione fotografica per diventare ambientazioni, scenari da riempire lo sguardo e offrire all’osservatore un luogo emozionale che lo accoglie come la terra e lo guarda con la seduzione di una donna. In queste opere i ritratti alludono a valori simbolici, sembrano emergere da archeologie di civiltà dimenticate, appartenere a racconti onirici che evocano le grandi tele surrealiste di Max Ernst.

Raphael Mazzucco, dopo anni passati ad affinare le sue creazioni in Italia, Francia e Amsterdam, ha attirato l’attenzione dell’élite della moda a New York, creando immagini iconiche per personaggi come Victoria’s Secret, Guess Jeans, L’Oreal, Ralph Lauren e Bergdorf Goodman. Le sue fotografie sono apparse su L’Officiel, Vogue francese e italiana, L’Uomo Vogue, Marie Claire, Playboy e Vanity Fair, con non solo le sue immagini di moda editoriale, ma anche ritratti di famosi attori, tra cui Benicio Del Toro, Matt Damon, Susan Sarandon e Elizabeth Banks.

L’esposizione di Mazzucco si sposa perfettamente con il percorso di mostre fotografiche che inaugura sempre il 18 settembre alla Casa Museo Spazio Tadini che parla di donne fotografe -mostra antologica su Giuliana Traverso a cura di Fondazione 3M – e di donne fotografate negli anni 60, Belle e possibili a cura di Roberto Mutti,  e Immagina: il femminile oggi a cura di Federicapaola Capecchi.

 

Rapahel Mazzucco
Raphael Mazzucco (1965) è un influente fotografo di moda e artista contemporaneo acclamato dalla critica per il suo occhio singolare e l’estetica accattivante. Dopo anni passati ad affinare le sue creazioni in Italia, Francia e Amsterdam, il suo arrivo a New York ha attirato l’attenzione dell’élite della moda, creando immagini iconiche per personaggi come Victoria’s Secret, Guess Jeans, L’Oreal, Ralph Lauren e Bergdorf Goodman. Le sue fotografie sono apparse su L’Official, Vogue francese e italiana, L’Uomo Vogue, Marie Claire, Playboy e Vanity Fair, con non solo le sue immagini di moda editoriale, ma anche ritratti di famosi attori, tra cui Benicio Del Toro, Matt Damon, Susan Sarandon e Elizabeth Banks.La narrativa visiva di Mazzucco cattura la forma umana e la pone sullo sfondo di paesaggi sorprendenti, dai ghiacciai islandesi alla fauna africana, dall’entroterra dell’Australia occidentale alle risaie vietnamite. Egli incorpora queste forme documentarie nella costruzione di una narrazione stratificata attraverso dipinti, collage e testi scritti a mano. Attraverso questi lavori, viaggiamo insieme a Raphael attraverso terreni sia geografici che emotivi. L’arrivo di Mazzucco sulla scena artistica è stato accolto con ampi consensi della critica, con Damien Hirst che ha acquistato l’intera esposizione per oltre $ 750.000. Appena sbarcato nel Regno Unito, le mostre di Mazzucco avvenute nel 2014 e 2015 sono andate entrambe esaurite.

Tappe Cromatiche mostra di Gabriele Poli


Mostre a Milano – Tappe Cromatiche di Gabriele Poli dal 27 maggio al 18 giugno – Casa Museo Spazio Tadini (mappa)

Il ciclo pittorico che l’artista Gabriele Poli ha dedicato ai ciclisti trae spunto dalla patafisica di Alfred Jarry:

Ho spesso pensato a una definizione di Jarry relativa al ciclismo, dove la passione di Gesù veniva paragonata a una  “pedalata in salita”. Essenziale e illuminante – spiega Poli – Coglie pienamente alcuni aspetti: fatica sofferenza e riscatto. Storicamente questo sport ci ha consegnato grandi imprese di campioni o di umili gregari. La consonanza va pure al di là del semplice dato di abnegazione fisica, sudore e sangue. Si connota anche nel confronto di un corpo con una struttura rigida: questa è estranea ma anche solidalmente connessa: la croce in un caso, il telaio metallico nell’altra. Ecco, questo rapporto tra una struttura rigida e l’ elasticità corporea ha creato in me un dispositivo particolarmente stimolante per affrontare in modo più diretto una riflessione sulla figura e sulle sue articolazioni nello spazio”.

Lo studio del movimento del corpo/bici è molto evidente nel suo lavoro. Il ciclista o il gruppo dei ciclisti, sono ritratti sotto diverse angolazioni. Cambiano costantemente le prospettive dell’osservatore e lo spazio sembra trasformarsi, plasmarsi attraverso questo corpo che fende o attraversa lo spazio.

L’esercizio esplorativo dell’artista sulla relazione corpo/spazio è parte fondamentale del suo lavoro di ricerca. Poli usa la spatola per definire figure e spazi con tagli sempre molto dinamici.  Tutto è movimento e il colore è pura emozione enfatizzata da uno straordinario uso dei bianchi e dunque della luce. L’uomo è sempre al centro, è un individuo che lotta e che cerca il riscatto sociale tanto quanto una sua spiritualità.

Come dice lo stesso Gabriele Poli nei campioni del ciclismo lui vede l’uomo della strada che trova nello sport il suo riscatto. E’ tuttavia singolare che questo ciclo lo abbia denominato Tappe Cromatiche.

Forse questa tappa non riguarda il ciclista quanto, piuttosto, l’artista stesso. Ogni opera della serie, infatti, ha un colore dominante e ognuno di questi è un nuovo quadro e una nuova tappa. Un racconto a colori o in bianco e nero della fatica del pittore. Egli pedala con il mezzo che è un corpo unico con la sua mano: il pennello/spatola/colore. Ogni tappa è un’esplorazione cromatica, un’emozione. Una metafora del vivere e del condividere vittorie e fatiche in un corpo unico con il mezzo in uno spazio e in un destino che si plasma con la volontà del movimento.

Gabriele Poli
 Vive e lavora a Milano dove è nato nel 1957 e dove si é diplomato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera nel 1979. Dai primi anni ’80 comincia la sua attività espositiva partecipando a numerose mostre e rassegne di pittura nazionali e internazionali. Sue opere sono attualmente presenti in diversi luoghi pubblici milanesi tra i quali: Ospedale Fatebenefratelli- reception, Pio Albergo Trivulzio- ingresso, Asilo dei Monelli – Martinitt di Milano- decorazione pavimentale. Sue opere sono presenti inoltre al Museo d’Arte Contemporanea della Città di Montichiari, al Museo d’ Arte Contemporanea Paolo  Pini  di Milano, al Civico Museo Parisi-Valle di Maccagno e alla Galleria d’Arte Contemporanea di San Donato Milanese, Sede provinciale CISL di Milano – Sala congressi. Nel 2012 e successiva edizione esegue un dipinto murale nel centro storico di Rho nell’ambito della prima Biennale d’Arte “Lasciamo il segno “ Organizzata dalla galleria Quadrifoglio. Nel 2013 esegue “Il Portale della Periferia”, grande struttura dipinta situata all’interno de “Il Mercatino di Baggio” e visibile della tangenziale Ovest tra le uscite di Bisceglie e Settimo Milanese (MI)
Tra le mostre personali e collettive ricordiamo:
“la zattera della Medusa”, Spazio Tadini, Milano 2009
“Anges de banlieu”, Orenda Art International, Parigi 2010
“Angeli, Muri e Paesaggi”, Studio d’Arte Bazzini 15, Milano 2011
Merate, Palazzo Municipale, “Territori della Luce”  2011
Magreglio Museo del Ciclismo, Madonna del Ghisallo “Tappe cromatiche” 2012
Milano, Studio d’Arte Bazzini 15 “Percorsi Cromatici” 2012
Milano, Spazio Tadini “Laocoonte – metafora dell’uomo contemporaneo” 2013
Milano, Spazio Emmaus “Sinergie Parallele”, 2013
Villa Faraldi (IM) “XXX Festival Internazionale” (IM) 2013
Palazzo Ducale di Sabbioneta (Mn) “Al-kimya”, Fondazione Manfredi 2013
Uboldo (VA) Weartgallery “Cromo materia” 2013
Parigi Orenda Art International “Nos Mediterranee” 2014
Villa Faraldi” (IM) XXXV Festival Internazionale  “Territorio e paesaggio” vele dipinte en plein air da
Gabriella Goransson e  Gabriele Poli 2015
Comune di Nova Milanese (MI), Villa Brivio “Apologia della Pittura” 2016
Milano, “Baggio a ruota libera” mostra itinerante a tema 2016
Villa Faraldi” (IM) III Masterclass Internazionale “Orchestra Celeste” installazione arazzi dipinti, 2017
Milano, Casa Museo Tadini, “L’uomo, la Terra, i pianeti: energie dall’universo, 2017
Rho (MI) Galleria Quadrifoglio  “Artisti della Galleria in mostra” 2017
Torino, Biblioteca Nazionale, Sala Vivaldi, in collaborazione con l’associazione musicale Alchimea, “Orchestra Celeste” 2017
Milano, Food Film Festival, Biblioteca di Baggio “Terra” 2017

Mostra inserita all’interno del Milano BiciFestival

Tappe Cromatiche di Gabriele Poli

Da sabato 27 maggio a domenica 18 giugno 2017

Inaugurazione sabato 27 maggio dalle ore 19 ingresso 3 euro

Apertura: da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30- domenica 15-18.30

Ingresso alla Casa Museo con visita a tutte le mostre 5 euro.

Casa Museo Spazio Tadini via Niccolò Jommelli, 24 Milano

 

Le nuove case museo di Milano: 14 luoghi e 14 storie –


Ecco la mappa delle 14 nuove case museo di Milano raggruppate tra loro grazie a un progetto di Fondazione Pini per dare rilievo a case di personaggi che hanno dato un contributo importante alla città di Milano per l’arte, la cultura, il design. Il sito che le racconta e le raccoglie tutte è www.storiemilanesi.org. Per chi volesse programmare una visita della città insolita è possibile percorrere, anche con l’aiuto dei racconti di Biondillo sul portare Storiemilanesi i luoghi, le storie, i legami storici con i quartieri interessati.

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Si tratta di luoghi dove è possibile incontrare l’arte, svolgere visite guidate, seguire progetti didattici e altre iniziative.

  1. Fondazione Pini
  2.  Fondazione Achille Castiglioni
  3. Fondazione Franco Albini
  4.  Spazio Tadini – studio Emilio Tadini
  5. Centro Alik Cavaliere
  6. Studio Mario Negri
  7.  Museo Studio Francesco Messina
  8. Casa del Manzoni
  9. Francesco Messina
  10.  Museo Poldi Pezzoli
  11. Museo Bagatti Valsecchi
  12. Villa Necchi Campiglio
  13. Casa Museo Boschi-Di Stefano
  14. Fondazione Corrente- Studio Treccani