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Danza, Federicapaola Capecchi – BodyGame mercoledì 23 maggio 2018

Danza, teatrodanza e la mostra Il corpo di tutti. Mercoledì 23 maggio 2018, ore 21 @Casa Museo Spazio Tadini

All’interno della Mostra Il corpo di tutti – a cura di Melina Scalise – con la Rassegna Il teatrodanza di Federicapaola Capecchi  mercoledì 23 maggio 2018, alle ore 21, va in scena BODYGAME. Una riflessione sul corpo e sulla relazione uomo donna, in varie sue sfaccettature, che ben si presta a dare un contributo alle tematiche affrontate dalla mostra.

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BODYGAME, Federicapaola Capecchi, Simone Belli, Frame da Video di Francesco Tadini

BODYGAME

Oggi vorremmo solo che vi sedeste e provaste a sentire ciò che accade come qualcosa di personale. Senza riempirvi di troppe parole.

Questo è solo l’inizio di un lungo cammino verso la nuova produzione: saremo in 5 e stasera ne vedete 2; sviluppiamo temi per me fondamentali – già iniziati in due spettacoli, AB [Against Bodies] e CORPO 2.0, e nel progetto Spazio Corpo e Potere

[quale corpo oggi? Il suo significato sociale? Oggi, cosa è il corpo? Cosa sta diventando? Che posto ha? oggi il corpo è uno spazio di confine, di conflitto, o di ri-generazione? Esiste lo spazio dell’uomo? Le relazioni tra gli individui? I rapporti umani?]

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BODYGAME, Federicapaola Capecchi, Simone Belli, Frame da Video di Francesco Tadini

Questa sera iniziamo a dare spazio al corpo, noi che lo sveliamo, voi che lo accogliete.

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BODYGAME, Frame da Video di Francesco Tadini

Proviamo. Provate. Noi partiamo a mani vuote, siamo esposti, non ci difendiamo né ci mascheriamo. Il nostro corpo, il vostro corpo, il suo significato, il suo “esistere oggi”; all’interno e all’esterno di sé disposti a comunicare, a interagire con il momento in cui siamo e con le persone presenti abbandonando ogni forma autoreferenziale, in modo da potersi scambiare anche cure e attenzioni. Siamo disposti a svuotare tutta la nostra vita per qualche secondo per riorganizzarla, anche grazie a voi. Corpi veri, forse imperfetti, onesti, pieni di desiderio.

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BODYGAME, Frame da Video di Francesco Tadini

Esploriamo i tempi reali di una fisicità che disegna una mappa aperta e libera. Il corpo popolato di ricordi personali e culturali, fantasie, accadimenti. Tracce che permangono nel corpo di ognuno, nella memoria, nella vita di ognuno. Perché ci sono mille contatti, anche minimi, casuali. Influenze particolari che ti entrano nel corpo e non sai dove vanno a finire.

BODYGAME, Frame da Video di Francesco Tadini

Il presente non ha forma, c’è solo corpo e movimento, nulla è statico, né sicuro, né sotto controllo. Dobbiamo fare i conti con il passato mentre progettiamo il futuro. E il presente è semplicemente lì, un attimo da cogliere in profondità. Essere in contatto davvero con il corpo, spesso, è ciò che provoca la paura. Ed è ciò che genera la bellezza. Esattamente come nella vita.  Federicapaola Capecchi

BodyGame, Federicapaola Capecchi, Simone Belli, Frame da Video di Francesco Tadini
BodyGame, Federicapaola Capecchi, Simone Belli, Frame da Video di Francesco Tadini

[…] ma che è esplosiva affermazione … che esiste qualcosa a cui fare posto: il mio corpo.” Antonin Artaud – Per farla finita con il giudizio di Dio

[…] L’idea che ho di me è che non so nulla e sento sempre qualcosa di diverso in merito a un’idea del dolore e dell’amore che non può non uscirne […]Antonin Artaud

[…] Il Teatro, l’attimo non ripetibile, il rapporto fisico con ciò che accade, la distanza minima tra chi fa e chi ne viene coinvolto sono le armi più taglienti di cui, ancora, l’umanità dispone per concedere al Tempo di vincere la battaglia con il grande Freezer Elettronico […] e, forse, anche schierarsi per una visione non retinica dell’arte, non arruolata della vita.” Francesco Tadini

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BODYGAME, Frame da Video di Francesco Tadini

MERCOLEDì 23 MAGGIO 2018 – ORE 21

BODYGAME

Info e Prenotazioni: +39 02 26 11 04 81  opificiotrame@opificiotrame.orgms@spaziotadini.it

Research e Coreografia: Federicapaola Capecchi

Con: Simone Belli, Federicapaola Capecchi

Compagnia OpificioTrame Physical Dance Theatre

Teatro: Marco De Meo, Elektromove in Unghie, giovedì 17 maggio 2018

Il teatro e la performing arts di Elektromove Marco De Meo torna a Spazio Tadini, giovedì 17 maggio 2018, ore 21

ELEKTROMOVE

Marco De Meo, Elektromove, Unghie
Marco De Meo, Elektromove, Unghie

UNGHIE

Tentativi di estrospezione

una produzione Elektromove | Visual and Performing Art

con il contributo di Oficina do Convento (Montemor-o-novo)

Emilia Romagna Teatro (Bologna)

scritto e interpretato da Marco De Meo | Marcello Gori

le fotografie sono di Jo Fenz

Unghie è una performance cross-mediale che nasce dal desiderio di due artisti di mettersi alla prova ognuno con l’arte dell’altro. Marco De Meo, danzatore e performer, e Marcello Gori, musicista e compositore, si scambiano pratiche alla ricerca di qualcosa cui aggrapparsi: forse il senso stesso del loro fare arte. Lavorare insieme diviene pretesto paradigmatico per fare chiarezza sui più oscuri recessi di ogni processo di affermazione personale: solitudine, superomismo, ansia da prestazione e paura di non farcela. La storia che si dipana è un mosaico di esperienze, confessioni, iconografia pop e redenzione: una serie di frammenti il cui significato sfugge quanto più si cerchi di afferrarlo.

Marco De Meo, Elektromove, Unghie
Marcello Gori, Elektromove, Unghie

Un viaggio alla scoperta di sé e dell’altro, compiuto da due artisti dalle poetiche a tratti opposte, nella speranza che dalla contaminazione e dallo scambio possa nascere qualcosa che superi le rispettive individualità, e che consenta di tornare a se stessi arricchiti dall’altro. Nella performance si alternano momenti di esplorazione musicale e vocale, che abbracciano un ventaglio molto ampio di possibilità espressive, dal vocalizzo performativo tipico della clubbing culture all’intimismo cantautorale, momenti di narrazione autobiografica, e momenti in cui invece è il movimento a fare da tramite alla narrazione. L’unica guida è un oggetto concreto, il libretto di istruzioni del vocal performer, le cui parole, astratte dal loro contesto originario, diventano emblema di ogni ricerca nell’enorme oceano dei dati: uniche cellule da cui ricostituire il senso del proprio posto nel mondo. Marco e Marcello, schiacciati dall’ossessione per questo spettacolo che fatica a prendere forma, saranno costretti a varcare con disorientamento le soglie di tutte le loro tentate fughe e ad ammettere che nemmeno il professionismo potrà garantire per loro, sull’onestà della loro arte, così come le vite vissute non basteranno a comporre un singolo momento felice e presente.

Ulteriori informazioni sullo spettacolo QUI

UNGHIE

CASA MUSEO SPAZIO TADINI

giovedì 17 maggio 2018 ore 21

Info e prenotazioni: federicapaola@spaziotadini.it

€ 13

 

Olimpiadi, Mostra Fotografica di Alessandro Trovati – Testo di Federicapaola Capecchi

Un Icaro riuscito di Federicapaola Capecchi

Guardando, leggendo una fotografia bisognerebbe identificare subito alcuni elementi fondamentali tra i quali la luce, i piani, la tonalità, l’inquadratura, il punto di vista, i soggetti, la struttura e la dinamicità.

E nelle fotografie di Alessandro Trovati li identifichiamo sempre, subito, tutti. Uno più perfetto dell’altro. Come veniamo catturati, in un istante da qualcosa di sublime, dalla sua immaginazione pura, campo di azione di un grande fotografo anche creativo e dal Bello, sintesi tra immaginazione,  invenzione e visione.  

L’insieme di tutti questi elementi, e una assoluta e suggestiva bellezza formale, tanto quando lavora in bianco e nero quanto a colori, ci svela che Alessandro Trovati con le sue fotografie riesce a compiere anche un ribaltamento del concetto di Sublime Romantico, dove l’uomo poteva solo accettare passivamente, contemplare in estasi tutto ciò che non è in grado di comprendere né contenere. Alessandro Trovati, al contrario, con la sua fotografia da vita ad un Icaro riuscito, che non contempla, ma agisce.

Una riflessione nata su una foto in particolare della Sky Winter 2018 – Clouds or snow – ma che ritorna costante in molte fotografie delle Olimpiadi in mostra. L’atleta, tanto quanto le sue gesta, sono a tal punto attori della scena e del momento nello sguardo di Alessandro Trovati, da crearlo il cielo o la neve, invertirli, inventare nuove e ulteriori forme di un paesaggio o panorama o stadio o velodromo alle loro spalle; rendendo zone d’ombra e colori sensazioni accoglienti e morbide tanto quanto calde, dirette e assolute. Questo Icaro riuscito fonde differenti luci in una quantità di luce ambientale unica che pure sembra cangiante, come se passassimo tutte le fasi, dall’alba al pomeriggio dove il sole è alto e caldo, in quel solo attimo liberato nella fotografia.

Clouds or snow Sky World Cup 2018, Photo Alessandro Trovati, Pentaphoto
Ski World Cup 2017/2018
Wengen,Italy 11/1/201.Downhill As Sejersted (Nor) photo:Pentaphoto/Alessandro Trovati.

E le grandi foto sono anche sempre una ricompensa alla capacità di concentrazione e ricettività. Una grande foto è anche intrisa di mistero. Quell’arcana capacità di Alessandro Trovati di continuare il racconto, prima e dopo, oltre e fuori dall’inquadratura e dai bordi della fotografia stessa.

Ogni fotografia di Alessandro Trovati è in sé, e in qualche modo, misteriosa. Qui Minor White dunque ci chiederebbe “cos’altro è” la fotografia. Sì è lo sport, o meglio, la sua anima. Siamo d’accordo. E per di più in un gioco dialettico anche con l’ambiente (cielo, terra, mare) ma … cos’altro è?!

Alessandro Trovati non ha bisogno di espedienti tecnici come per esempio l’effetto panning, (raramente lo usa e più per virtuosismo che per ricerca), perché, per esempio, il movimento è consustanziale al suo sguardo, prima ancora che ai suoi occhi e alla sua testa. Come la sintesi. E dunque non ha bisogno di orpelli per restituircelo in forma di libertà.

Un movimento e una sintesi che ci arrivano con la stessa potenza e velocità della prestazione atletica che stiamo osservando: non sono congelati, non sono fermati, mai, ma anzi in continuo divenire per ogni secondo del nostro sguardo, obbligandoci a vedere, e non semplicemente a guardare. Perché movimento, sintesi, essenza e racconto continuano prima e dopo la fotografia, oltre e fuori dai bordi della foto stessa.

Rio 2016 Olympic games - August 2016. Women's sync. 3 m sprigboard. Photo by Alessandro Trovati /Pentaphoto
Rio 2016 Olympic games – August 2016. Women’s sync. 3 m sprigboard. Photo by Alessandro Trovati /Pentaphoto

Una differenza molto importante tra il colore e la fotografia monocromatica è questa: in bianco e nero suggerisci; a colore affermi”. Paul Outerbridge

E la fotografia di Alessandro Trovati afferma altresì con fermezza quanto sia reale che la fotografia non cattura! ma libera il momento dal fluire della realtà.

Cos’altro è dicevamo … Appunto.

Non contemplare ma dominare la realtà e il suo fluire. È una questione di mentalità, di atteggiamento. È lui stesso l’atleta dell’evento.

Cos’altro è.

La consapevolezza del saper raccontare storie, il piacere di avere questo compito di rivelarle in tutte le sfaccettature; è la maestria di farlo, compiutamente e creativamente, in quella misteriosa quanto libera frazione di istante irripetibile. Tutti continueranno a raccontare di quel momento, pur senza averlo mai visto. E così questo Icaro riuscito muove occhio, sguardo e mirino su neve, nuvole, mare e terra; avvolge e distingue, trasforma e crea atleta, ambiente, situazione, prestazione, nell’elemento ideale per sperimentare la sensazione di libertà. Un territorio dove la fatica fisica, i vincoli tecnici sembrano scomparire e i corpi degli atleti – che poi ci sembrano uomini come noi – sembrano sempre librarsi nell’aria come uccelli. Cos’altro è.

LONDON 2012 Olympic games, August 2 2012, Elisa Di Francisca Fioretto squadre. scherma Pentaphoto, Alessandro Trovati
LONDON 2012 Olympic games, August 2 2012, Elisa Di Francisca Fioretto squadre. scherma Pentaphoto, Alessandro Trovati

Nelle fotografie di Alessandro Trovati non ci limitiamo a guardare la foto, ma la comprendiamo ed arriviamo a vederla.

Cos’altro è.

La fotografia dei grandi. Quella che sa cos’è la luce, e sa giocarvi con maestria, quella che ha la consustanziale attitudine a far emergere forme e dettagli grazie a passaggi chiaroscurali (tanto nel bianco e nero quanto nel colore), quella in cui le ombre assumono la stessa importanza degli oggetti, delle persone, degli spazi che le producono; quella che ha ritmo, tempo, le pause.

Quella fotografia che ci restituisce i protagonisti di vicende epiche, persone, e assolutamente “al presente”, come tangibili le loro storie, forse anche i loro pensieri, in quella nuvola di sudore che immaginiamo evaporare nel cielo. Quella fotografia che ha inquadrature sapienti, sempre molto equilibrate, articolate, che chiedono all’osservatore di essere attivo in ogni senso – anche nei sensi – muovendo l’occhio e lo sguardo in ogni spazio e tempo della fotografia, oltre ogni soggetto attivo o passivo o in primo piano.

Rio 2016 Olympic games, August 2016, Syncronised swimming Photo by Alessandro Trovati, Pentaphoto, Mate Images
Rio 2016 Olympic games, August 2016, Syncronised swimming Photo by Alessandro Trovati, Pentaphoto, Mate Images

Perché è qui, in questa formula visiva e narrativa che conchiude ogni sfumatura e azione, che si svela il senso della realtà che Alessandro Trovati ha scelto di liberare e raccontare.

Una fotografia, è l’arresto del cuore per una frazione di secondo”. Pierre Movila

Dinanzi alle fotografie di Alessandro Trovati il cuore sì, si arresta per una frazione di secondo … per poi rimettersi in moto, libero, nel ritmo e nella danza di un racconto meraviglioso.

Federicapaola Capecchi