Danza: mercoledì 18 luglio, Fragile Un question de confiance – di OpificioTrame


DANZA  mercoledì 18 luglio 2018 ore 21

Fragile. un question de confiance

danza, teatrodanza
Federicapaola Capecchi, Foto Walter Ciceri

Fragile. Un question de confiance” è una performance di danza che si muove tra momenti  di gruppo, di coppia e assoli. Mercoledì 18 luglio 2018 viene proposto uno dei momenti di assolo, in scena la fondatrice e coreografa di OpificioTrame, Federicapaola Capecchi.

Ispirato alla fragilità, alla possibilità di parlare gioiosamente della fragilità, come un gesto, un atto di fiducia. Gioca anche sul doppio: ordine e caos, luce e buio, gioca su quella sensazione propria della fragilità di quando i confini sembrano così sfuocati. Lo spazio scenico grezzo, nudo è voluto. Per poter stare solo con il corpo e questo spazio di confine sfuocato, dove una cosa può diventare improvvisamente un’altra, come l’acqua ghiaccio.

danza, teatrodanza
Federicapaola Capecchi, Foto Roberto Manfredi

Nell’assolo la danzatrice cerca costantemente di trovare un equilibrio, tra forze e impulsi sconosciuti, per mantenere il controllo del corpo … una risposta positiva, secca e precisa al senso di tristezza e solitudine che spesso, invece, si associa alla fragilità. E lo spazio gioca con lei. Si camuffa, indossa una maschera, sorride, nasconde e finge nel ballo delle conformità. Ma quando riesce a trovare il pieno equilibrio e il controllo del corpo svela cosa succede a quelli che non possono fingere … lasciando aperta una domanda. La nostra paura di fidarci quando siamo fragili ci fa spesso tacere, ma quando si rompe il silenzio diventa un atto di coraggio … o semplicemente pura follia?

È necessaria la prenotazione- Chi partecipa al workshop del 17/19/20 luglio ha l’ingresso ridotto alla performance.

Fragile è una performance di OpificioTrame Physical Dance Theatre, parte della Rassegna “Il Teatrodanza di Federicapaola Capecchi” iniziata a febbraio 2018 e che sospende i lavori con questa serata,  per poi riprendere da fine settembre.

Alle ore 19, prima della performance, presentazione del libro Elogio alle Tag di Andrea Cegna, giornalista. Il tutto nel contesto della mostra Walls Of Milano del fotografo Giovanni Candidata che racconta 12 anni di Street Art a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise.

IL TEATRO DANZA DI FEDERICAPAOLA CAPECCHI

Fragile. Un question de confiance

Mercoledì 18 luglio 2018 ore 21

SPAZIO TADINI CASA MUSEO

Info e prenotazioni: ms@spaziotadini.itopificiotrame@opificiotrame.org

Tel +39 02 26 11 04 81

 

Danza, Federicapaola Capecchi – BodyGame mercoledì 23 maggio 2018


Danza, teatrodanza e la mostra Il corpo di tutti. Mercoledì 23 maggio 2018, ore 21 @Casa Museo Spazio Tadini

All’interno della Mostra Il corpo di tutti – a cura di Melina Scalise – con la Rassegna Il teatrodanza di Federicapaola Capecchi  mercoledì 23 maggio 2018, alle ore 21, va in scena BODYGAME. Una riflessione sul corpo e sulla relazione uomo donna, in varie sue sfaccettature, che ben si presta a dare un contributo alle tematiche affrontate dalla mostra.

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BODYGAME, Federicapaola Capecchi, Simone Belli, Frame da Video di Francesco Tadini

BODYGAME

Oggi vorremmo solo che vi sedeste e provaste a sentire ciò che accade come qualcosa di personale. Senza riempirvi di troppe parole.

Questo è solo l’inizio di un lungo cammino verso la nuova produzione: saremo in 5 e stasera ne vedete 2; sviluppiamo temi per me fondamentali – già iniziati in due spettacoli, AB [Against Bodies] e CORPO 2.0, e nel progetto Spazio Corpo e Potere

[quale corpo oggi? Il suo significato sociale? Oggi, cosa è il corpo? Cosa sta diventando? Che posto ha? oggi il corpo è uno spazio di confine, di conflitto, o di ri-generazione? Esiste lo spazio dell’uomo? Le relazioni tra gli individui? I rapporti umani?]

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BODYGAME, Federicapaola Capecchi, Simone Belli, Frame da Video di Francesco Tadini

Questa sera iniziamo a dare spazio al corpo, noi che lo sveliamo, voi che lo accogliete.

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BODYGAME, Frame da Video di Francesco Tadini

Proviamo. Provate. Noi partiamo a mani vuote, siamo esposti, non ci difendiamo né ci mascheriamo. Il nostro corpo, il vostro corpo, il suo significato, il suo “esistere oggi”; all’interno e all’esterno di sé disposti a comunicare, a interagire con il momento in cui siamo e con le persone presenti abbandonando ogni forma autoreferenziale, in modo da potersi scambiare anche cure e attenzioni. Siamo disposti a svuotare tutta la nostra vita per qualche secondo per riorganizzarla, anche grazie a voi. Corpi veri, forse imperfetti, onesti, pieni di desiderio.

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BODYGAME, Frame da Video di Francesco Tadini

Esploriamo i tempi reali di una fisicità che disegna una mappa aperta e libera. Il corpo popolato di ricordi personali e culturali, fantasie, accadimenti. Tracce che permangono nel corpo di ognuno, nella memoria, nella vita di ognuno. Perché ci sono mille contatti, anche minimi, casuali. Influenze particolari che ti entrano nel corpo e non sai dove vanno a finire.

BODYGAME, Frame da Video di Francesco Tadini

Il presente non ha forma, c’è solo corpo e movimento, nulla è statico, né sicuro, né sotto controllo. Dobbiamo fare i conti con il passato mentre progettiamo il futuro. E il presente è semplicemente lì, un attimo da cogliere in profondità. Essere in contatto davvero con il corpo, spesso, è ciò che provoca la paura. Ed è ciò che genera la bellezza. Esattamente come nella vita.  Federicapaola Capecchi

BodyGame, Federicapaola Capecchi, Simone Belli, Frame da Video di Francesco Tadini
BodyGame, Federicapaola Capecchi, Simone Belli, Frame da Video di Francesco Tadini

[…] ma che è esplosiva affermazione … che esiste qualcosa a cui fare posto: il mio corpo.” Antonin Artaud – Per farla finita con il giudizio di Dio

[…] L’idea che ho di me è che non so nulla e sento sempre qualcosa di diverso in merito a un’idea del dolore e dell’amore che non può non uscirne […]Antonin Artaud

[…] Il Teatro, l’attimo non ripetibile, il rapporto fisico con ciò che accade, la distanza minima tra chi fa e chi ne viene coinvolto sono le armi più taglienti di cui, ancora, l’umanità dispone per concedere al Tempo di vincere la battaglia con il grande Freezer Elettronico […] e, forse, anche schierarsi per una visione non retinica dell’arte, non arruolata della vita.” Francesco Tadini

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BODYGAME, Frame da Video di Francesco Tadini

MERCOLEDì 23 MAGGIO 2018 – ORE 21

BODYGAME

Info e Prenotazioni: +39 02 26 11 04 81  opificiotrame@opificiotrame.orgms@spaziotadini.it

Research e Coreografia: Federicapaola Capecchi

Con: Simone Belli, Federicapaola Capecchi

Compagnia OpificioTrame Physical Dance Theatre

Il teatrodanza di Federicapaola Capecchi – dal 19 aprile 2018


bodygame-danza-federicapaola-capecchi-opificiotrame

Da giovedì 19 aprile 2018 ha inizio a Casa Museo Spazio Tadini la Rassegna Il teatrodanza di Federicapaola Capecchi.

Una selezione dei suoi migliori spettacoli e di quelli più amati dal pubblico.

Si inizia il 19 aprile con AB [Against Bodies], spettacolo che replica dal 2010, poi andranno in scena Jai P’as…, CORPO 2.0, Resistenze, Raft of Medusa, L’occhio della pittura, BodyGame, Bambini non tirate gli estintori ai carabinieri lo spettacolo con il quale è nata la compagnia OpificioTrame Physical Dance Theatre, per terminare con E Ancora e il debutto della nuova produzione a Gennaio 2019.

La rassegna prevede uno spettacolo al mese e alcune altre performance inserite in eventi e mostre; serate di proiezioni video, incontri e interviste dal vivo con la compagnia, gli ideatori di Coreografia d’Arte e Spazio, Corpo e Potere (Federicapaola Capecchi e Francesco Tadini), colleghi coreografi di Federicapaola Capecchi, giornalisti e drammaturghi.

AB [Against Bodies] di Federicapaola Capecchi, Foto Stefania Patrizi
AB [Against Bodies] di Federicapaola Capecchi, Foto Stefania Patrizi

Il primo spettacolo di questa rassegna è AB [Against Bodies], giovedì 19 aprile 2019, ore 21. Uno spettacolo che mette in primo piano il corpo, il suo significato sociale, il suo “esistere oggi” toccando vari aspetti come la guerra, l’uso commerciale, la detenzione (in varie forme), la percezione individuale del corpo alterata da canoni estetici e da una cultura che penalizza o altera il corretto equilibrio tra mente e corpo. Lo spettacolo prosegue la ricerca sul corpo, tra bellezza, crudeltà e inappagato, iniziata da Federicapaola Capecchi e Lutz Gregor con “Raft of Medusa“, all’interno di Choreographic Collision Part 2, 6° Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia.

AB [Against Bodies] di Federicapaola Capecchi, Foto Francesco Tadini
AB [Against Bodies] di Federicapaola Capecchi, Foto Francesco Tadini
AB [Against Bodies] di Federicapaola Capecchi,Foto Francesco Tadini
AB [Against Bodies] di Federicapaola Capecchi,Foto Francesco Tadini

Jai P’as… è nato per il progetto Spazio, Corpo e Potere – un’idea di Federicapaola Capecchi e Francesco Tadini – [https://spaziocorpoepotere.wordpress.com]. Lavoro la cui attenzione si è incentrata, soffermata e soppesata su una parola: esclusione. L’atto, l’effetto dell’escludere; lasciar fuori, non ammettere. Con un mirino preciso: il punto di vista femminile e il prendere atto di un ambiente, di una condizione sociale, di un confine psicologico: l’esclusione.

CORPO 2.0 parafrasando ciò che dice il filosofo Jean Luc Nancy, rappresenta un tentativo di svelare il corpo, il suo valore e la sue potenzialità, portandolo fuori rotta. Fuori rotta: incamminandosi su un percorso che, poi, tradisce sé stesso. Fuori rotta: un andare senza seguire il senso della corrente, sempre in cerca di un approdo da abbandonare. Al di là di ogni limite, e di ogni pudore ad esprimere un senso “altro”, incurante della coerenza e della costanza. È un tentativo di iniziare un processo di svelamento del corpo, contemporaneamente da un punto di vista maschile e da un punto di vista femminile, per poi prescindere, forse paradossalmente, da entrambi, andando, letteralmente, fuori strada. Quale corpo abbiamo oggi? A che grado, a che punto di corpo siamo? Cosa può il corpo? In un’epoca come la nostra, inebetita dal governo politico delle passioni tristi cos’è il corpo?

CORPO 2.0 di Federicapaola Capecchi, Foto Alvise Alessandro Crovato
CORPO 2.0 di Federicapaola Capecchi, Foto Alvise Alessandro Crovato

Resistenze racconta la necessità e le resistenze dei rapporti umani. La necessità e le resistenze dell’amare, del volere qualcuno accanto a noi, in modo forte. La perdita di una persona importante, cui questo lavoro è dedicato, non è sulla scena in quanto storia, perché personale, intima, privata, riservata. Ma ci sono le riflessioni e le emozioni che questo rapporto umano ha generato e lasciato. Perché circoli un po’ d’amore, ognuno come vorrà. Questo spettacolo ha vinto il Premio Nazionale La Torretta, “destinato a tutti coloro che con il loro lavoro contribuiscono all’esaltazione dell’arte, della cultura, della solidarietà e ad elevarne i contenuti”, ed è valso a Federicapaola Capecchi la selezione internazionale della Biennale Internazionale di Danza Contemporanea per debuttare come giovane coreografa italiana.

Resistenze di Federicapaola Capecchi, Foto Stefania Villani
Resistenze di Federicapaola Capecchi, Foto Stefania Villani

BodyGame terzo spettacolo della trilogia sul corpo iniziata con AB [Against Bodies] e CORPO 2.0, è un lavoro strettamente legato al pubblico e ad un gioco che si innesca fin dall’inizio: provare a dare spazio al corpo, senza troppi perché né parole, i danzatori attori che lo svelano, il pubblico che lo accoglie. Il corpo popolato di ricordi personali e culturali, fantasie, accadimenti. Tracce che permangono nel corpo di ognuno, nella memoria, nella vita di ognuno. “[…] ma che è esplosiva affermazione … che esiste qualcosa a cui fare posto: il mio corpo.” Antonin Artaud – Per farla finita con il giudizio di Dio

BodyGame di Federicapaola Capecchi, Foto Francesco Tadini
BodyGame di Federicapaola Capecchi, Foto Francesco Tadini

Raft of Medusa è lo spettacolo con il quale Federicapaola Capecchi ha debuttato come giovane coreografa italiana alla 6° Biennale Internazionale di Danza Contemporanea di Venenzia. In un tempo che succede al già accaduto, fra i relitti e le rovine, gli orrori e le distruzioni dell’indifferenza di ognuno, i corpi dei danzatori negoziano azioni fisiche e simboliche che rivendicano all’umanità un’ancora possibile, e affermativa, bellezza. Lutz Gregor ha realizzato un film, del quale una parte è parte integrante dello spettacolo e interagisce con i danzatori.

Raft of Medusa di Federicapaola Capecchi, Film e Foto di Lutz Gregor
Raft of Medusa di Federicapaola Capecchi, Film e Foto di Lutz Gregor
Raft of Medusa di Federicapaola Capecchi, Film di Lutz Gregor, Foto Alvise Nicoletti
Raft of Medusa di Federicapaola Capecchi, Film di Lutz Gregor, Foto Alvise Nicoletti

L’occhio della pittura è ispirato all’omonimo quadro di Emilio Tadini, un’opera di 8 metri che è, per Federicapaola Capecchi, forma e sintesi, equilibrio e maestria affabulatoria e pittorica. Un’enorme equazione in cui è discussa la forma d’arte per eccellenza: la vita. E questo spettacolo muove e racconta una storia dove visibile e invisibile, detto e non detto si contendono lo spazio, che non riesce a contenere la narrazione. Dove non si riesce a prescindere dalle persone: chi sono, il loro soggettivo, il carattere, la natura. Dove infanzia ed età adulta sono legate da un filo che tesse domande e trame all’infinito, senza mai riuscire a colmarle. Dove in un mondo in cui tutto procede per significati indotti, la semplicità è una delle cose più difficili da ottenere, da riconquistare, insieme alla propria identità.

L'occhio della pittura di Federicapaola Capecchi
L’occhio della pittura di Federicapaola Capecchi
L'occhio della pittura di Federicapaola Capecchi, Foto Alvise Alessandro Crovato
L’occhio della pittura di Federicapaola Capecchi, Foto Alvise Alessandro Crovato

E Ancora ispirato all’opera Fiaba/Image Magie di Emilio Tadini è un desiderio. Un sogno, una passione, uno stupore, una speranza, un atto d’amore. Un viaggio verso il possibile. Non vuole essere altro che questo. Un viaggio verso un’umanità possibile.

E Ancora 2018 Foto Francesco Falciola
E Ancora 2018 Foto Francesco Falciola

Bambini non tirate gli estintori ai carabinieri Uno spettacolo di riflessione a partire dalla cronaca, da inchieste, testimonianze, filmati, parola, multimedialità, corpi e musica. Una narrazione che attraversa i dati ufficiali forniti da associazioni nazionali e internazionali. Tutto il materiale informativo in scena proviene direttamente dagli archivi di Medici Senza Frontiere e Mani Tese, di Onu e Unicef, da articoli e inchieste. È una manifestazione di disagio – o forse un manifesto di dolore – della generazione nata negli anni ’70. Cresciuta con le prime tv a colori, con l’imposizione dell’immagine, con il boom delle televisioni private, che ha scoperto il sesso con la paura dell’aids, che ha assistito spettatrice alla caduta del muro di Berlino e alla proliferazione degli spot pubblicitari, ma alla quale sono stati insegnati da sempre valori alti e il politically correct. C’è dell’ironia, della malinconia, dell’accusa, dell’impotenza. Non parla di Genova, non parla dei G8, non istituisce processi, non beatifica vittime. Non è la soluzione, è un dubbio.

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Bambini non tirate gli estintori ai carbinieri

Passione e desiderio. Sono queste le due parole chiave della vita di Federicapaola Capecchi, tanto come curatrice di fotografia quanto come coreografa. Da quando ha iniziato a collaborare con la Casa Museo Spazio Tadini, nel 2008, ed è divenuta socia nel 2010, con passione e competenza ha sviluppato da un lato un lavoro di ricerca, qualità, accessibilità e valorizzazione dello spettacolo dal vivo, dall’altro sta portando avanti il dialogo di fotografia e danza (non solo come curatrice di mostre fotografiche). Il suo sguardo sul movimento e sul corpo ha, infatti, interessato diversi fotografi, che già la conoscevano come curatrice, che l’hanno chiamata per progetti e workshop.

E ideatrice, insieme a Francesco Tadini di Coreografia d’Arte – Festival Internazionale – di cui sono state fatte 5 edizioni e un libro; a questo si aggiunge la rassegna internazionale Spazio, Corpo e Potere – teatro e danza – che ha visto ospiti celebri come il coreografo Israeliano Emanuel Gat. Per la Casa Museo ha gestito diverse rassegne di musica Jazz, ospitato registi e attori noti ed emergenti, il tutto in una ricerca di visione della scena che appassiona il pubblico perchè lo rende partecipe in prima persona di un evento ogni volta su misura.

Questa rassegna nasce proprio in risposta allapprezzamento del pubblico e alla richiesta di rivedere alcuni spettacoli che sono comunque sempre espressione di una ricerca costante finalizzata allarte alla portata di tutti e con unattenzione alla contaminazione dei linguaggio che è quanto contraddistingue la proposta artistica della Casa Museo Spazio Tadini che ha come fonte primaria dispirazione il pittore e scrittore del 900 Emilio Tadini e la sua passione per larte tutta.

 

IL TEATRODANZA DI FEDERICAPAOLA CAPECCHI

dal 19 aprile 2018 – ogni mese

CASA MUSEO SPAZIO TADINI

Via Niccolò Jommelli 24, 20131 Milano

Info e prenotazioni: +39 02 26 11 04 81 – ms@spaziotadini.it

Federicapaola Capecchi | OpificioTrame Physical Dance Theatre

http://www.opificiotramemilanodanza.wordpress.com

https://opificiotramespettacoli.wordpress.com/

https://issuu.com/mastmedia/docs/si-n.02-donne

http://www.lastampa.it/2014/03/12/blogs/culturanatura/il-teatro-danza-di-federica-paola-capecchi-oE6EhOc1hf5RyN5MEhjnXL/pagina.html

QUI Biografia FOTOGRAFIA di Federicapaola Capecchi, QUI Biografia DANZA, QUI Comunicato Stampa della prima data giovedì 19 aprile 2018