Su richiesta, nuova visita guidata al museo di Emilio Tadini sabato 6 novembre alle ore 18. Per chi fosse interessato a partecipare mandare una mail a museospaziotadini@gmail.com.
Si svolgerà un percorso tra le varie sale della Casa Museo, luogo dove ha vissuto e lavorato Emilio Tadini che oggi, al piano inferiore ospita il primo museo di fotografia sportiva e mostre di arte e fotografia contemporanea, mentre al piano superiore l’intero salone è dedicato all’artista pittore e scrittore scomparso nel 2002.
Vi sarà raccontata anche la storia della tipografia e casa editrice che aveva sede presso il palazzo e nel salone Tadini sarete accompagnati ad esplorare le opere esposte selezionate per la mostra Parlami di lei: tenerAmente forte che è incentrata sulla figura femminile nella poetica di Tadini.
Costo della visita 8 euro. Per gruppi un biglietto omaggio oltre 5 persone persone.
Si effettuano visite anche su richiesta rivolte anche a studenti.
Musei Milano – Il primo novembre alle visita guidata alla Casa Museo Tadini a cura di Melina Scalise, responsabile dell’archivio alle ore 16 su prenotazione obbligatoria e posti limitati costo 8 euro (mappa).
Il percorso ha una durata di circa un’ora e vi parlerà della vita dell’artista Emilio Tadini, illustrerà le opere in mostra e la storia del museo, già sede di una casa editrice e tipografia storica dei primi del Novecento. Durata un’ora.
Attualmente in mostra una selezione di opere dell’artista con approfondimento sulla figura femminile.
La casa Museo Spazio Tadini si arricchisce di un nuovo luogo museale permanente: lo Sport Photography Museum (SPM) . Una realtà unica in Europa. Si sviluppa nelle sale dell’ex studio di Emilio Tadini e presenterà, oltre a mostre di fotografia sportiva, incontri sullo sport, la fotografia e lavorerà come centro archivio e centro di promozione della cultura dello sport attraverso il linguaggio fotografico. L’apertura al pubblico è il 21 ottobre 2021, alle ore 19, presso la sede della Casa Museo Spazio Tadini – via Niccolò Jommelli 24 – in quello che era lo studio dell’artista e scrittore Emilio Tadini.L’ingresso all’opening del 21 ottobre 2021 è su invito e su prenotazione.
L’idea nasce da Federicapaola Capecchi quando scelse di lavorare con la fotografia di Alessandro Trovati, fotografo sportivo tra i più importanti sulla scena internazionale (Canon Ambassador dal 2017), presentandola come foto d’arte. La prima mostra di Alessandro Trovati a cura di Federicapaola Capecchi si svolse proprio alla Casa Museo Spazio Tadini intitolata: Lo sport in bianco e nero. Fu così che nacque un nuovo modo di avvicinarsi agli scatti che raffigurano atleti, gare, eventi legati allo sport e, di conseguenza, l’idea di estendere questo “sguardo” verso altri fotografi del settore valorizzando il loro lavoro su un piano anche culturale e artistico.
I due ideatori, fondatori e direttori artistici sono Federicapaola Capecchi, curatrice di fotografia – già curatrice e agente di Alessandro Trovati – e coreografa e Alessandro Trovati, fotografo sportivo, i co-fondatori sono Luigi Sordi, imprenditore, Beatrice Ravelli, consulente nell’ambito della progettazione culturale. Partner Ufficiale di Sport Photography Museum è Robert Riger Living Trust che gestisce la straordinaria collezione di immagini, per lo più inedite, di uno degli interpreti visivi più acclamati dello sport. Insieme ad esso Spazio Tadini Casa Museo, PhotoMilano, DenebMedia, Dario Piletti/Capricorn Studio Creativo.
Altri se ne stanno aggiungendo nel corso dell’attivazione della realtà.
Partner sostenitori attraverso crowdfunding(sostieni): Enrica Viola; Ivana Galli; Renato Iurato, Presidente Gruppo Fotografico Luce Iblea; Roberto Manfredi; Elena Galimberti; Gianfranco Bellini; Fabrizio Favale; Enrico Coco; Rosy Volpi; Umberto Millefanti; Ester Scagnelli; Flavio Savio; Luciano Maria Bisi; Corrado Formenti;Maria Grazia e Pino Tomasoni; Emanuele Cortellezzi.
“Il progetto nasce dalla volontà di dare vita anche a qualcosa di concreto per la fotografia sportiva – dice Federicapaola Capecchi-. Innanzi tutto per esprimere il suo valore non solo documentativo, ma anche di divulgazione culturale perché lo sport è occasione di scambio politico-sociale ed etico, è promozione di sani stili di vita e diritto alla salute e all’uguaglianza, e non ultimo, del bello, ovvero della rappresentazione artistica del movimento e del corpo. SPM e la fotografia sportiva hanno in sé valori distintivi quali la contemporaneità, l’universalità, una chiara e potente relazione con la storia e i valori dello sport. Ulteriore preziosità del progetto è quella di dedicare spazio ad un genere fotografico di grande diffusione ma poco valorizzato in termini autoriali. Lo SPORT PHOTOGRAPHY MUSEUM si propone inoltre, come punto di riferimento per la ricerca, la formazione, la storia, la conservazione, l’approfondimento e l’archiviazione della fotografia sportiva e la stampa. Al suo interno, infatti, sarà presente anche un laboratorio di stampa e Fine Art così come il primo archivio fotografico sportivo internazionale che si occupa anche di digitalizzare tutto quello che acquisisce in pellicola.“
LA MOSTRA INAUGURALE DELLO SPORT PHOTOGRAPHY MUSEUM.
Rio 2016 Olympic games, August 2016, Syncronised swimming Photo by Alessandro Trovati, Pentaphoto, Mate Images
Il 21 ottobre 2021 apriamo al pubblico con la Mostra Permanente di Alessandro Trovati, Canon Ambassador: un percorso attraverso il suo bianco e nero e il suo colore; attraverso la sua assoluta e suggestiva bellezza formale. Un viaggio in quella sua arcana capacità di continuare il racconto, prima e dopo, oltre e fuori dall’inquadratura e dai bordi della fotografia stessa. Attraverso gli scatti di Mohammed Farah e Usain Bolt (Rio 2016), Yuri Chechi (Atene 2004), Simone Beals (Rio 2016), Michael Fred Phelps, Sofia Goggia (Pyeongchang 2018), l’Hockey femminile (Londra 2012), il nuoto sincronizzato – solo per citarne alcuni – ci muoviamo tra fotografie che si distinguono subito per la luce, i piani, la tonalità, l’inquadratura, il punto di vista, i soggetti, la struttura e la dinamicità. Dove il movimento è nella sua natura e nella sua testa prima ancora che nel mirino della macchina fotografica. Un movimento che non è mai congelato ma sempre in divenire per ogni secondo del nostro sguardo sulla foto, obbligandoci a vedere e non semplicemente a guardare.
Parallelamente un piccolo omaggio “Hall of fame” ad alcuni scatti iconici di fotografi sportivi storici come cesare Galimberti, Armando Trovati, Carlo Borlenghi, Giancarlo Colombo, Ercole Colombo.