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libri d’arte: Franca Maschio con Miano editore


Presentazione della monografia d’arte “Sentimento e Incisività” dell’artista Franca Maschio con prefazione di Laura Serena e Michele Miano, sabato 30 novembre alle ore 18.30 presso la Casa Museo Spazio Tadini, via Jommelli, 24 a Milano. Un’occasione per parlare di pittura ed entrare nel merito di un progetto artistico.

Presenterà il lavoro l’editore Michele Miano e Franca Maschio per l’occasione presenterà dal vivo alcuni lavori.

La collana “Esempi di arte moderna  racchiude la più significativa esperienza dell’attività editoriale in ambito artistico di questa Casa Editrice. La collana pubblicava già negli anni 70,  80 e 90   monografie degli artisti più rappresentativi dell’arte contemporanea quali ad esempio:  Giovanni Conservo, Giovanni Blandino, Gianfranco Testagrossa. Franca Maschio, già trattata nell’opera storica Lexicon dell’Arte italiana pubblicata da questa casa editrice negli Anni 70, con il volume  Sentimento e Incisività si rivolge al pubblico più sensibile con i suoi dipinti più significativi, confermando la volontà di condividere il progetto editoriale di questa casa editrice in una visione più ampia. La ricerca artistica di Franca Maschio è una esigenza interiore, è una volontà di trovare nuove ispirazioni, di cogliere nuovi nessi e legami intimi fra le cose, è capire meglio la realtà che ci circonda. In questa ottica diventa fondamentale anche la ricerca storica, lo studio delle tradizioni popolari. L’arte è studio dell’uomo e della natura. Ma anche l’uomo e la storia sono un connubio inscindibile. La storia è realizzata e raccontata dagli esseri umani, in questa dimensione si fondono tanti elementi. La storia è fatta dei grandi eventi ma anche da tante piccole storie, da tanti episodi di un microcosmo sconosciuto, da culture popolari, da tradizioni. Se da un lato la pittrice recupera i valori tradizionali di un mondo ormai perduto, dall’altra si rende conto che l’uomo moderno soffre di solitudine: di una solitudine demoralizzante, angosciosa, di una solitudine psicologica, di natura morale e spirituale, una difficoltà a comunicare con gli altri.

Un percorso artistico che abbraccia mezzo secolo quello di Franca Maschio, e che ha ancora tanto da dire e da raccontare alle nuove generazioni.

FRANCA MASCHIO, SENTIMENTO E INCISIVITA’, prefazione di Laura Serena e  Michele Miano, nella collana  Esempi di arte moderna,  GUIDO MIANO EDITORE, pagg.  88, con riproduzioni a colori, Euro 18,  settembre 2019.

Finissage mostra fotografica “va tutto bene” domenica 2 giugno 2019


Domenica 2 giugno 2019, alle ore 19, @Spazio Tadini Casa Museo Incontro con l’Autore.

Federicapaola Capecchi, curatrice della Mostra “Va Tutto bene” presenta Andrea Simeone fotografo autore dei sei reportage in mostra.

campo ASHTI di Displaced, nei pressi di Arbat, Kurdistan iracheno, Foto Andrea Simeone

E insieme conducono l’incontro RIFUGIATI E RIFUGIANTI”.

Prendendo spunto dal racconto dell’Alto Commissario per i Rifugiati, Filippo Grandi, racconteremo qualche storia dei campi profughi di Arbat. Ci faremo aiutare da qualche video girato in Iraq e in Bangladesh, e guarderemo insieme qualche altra fotografia delle storie esposte in mostra.

Le difficoltà della gente comune, le differenze pratiche fra essere Sfollati o Rifugiati.

Un finissage all’insegna dell’approfondimento, fil rouge della mostra.

Per tutta la giornata di Domenica 2 giugno 2019, dalle 15:30, sarà allestito a Spazio Tadini Casa Museo uno  Speaker’s Corner – format che Federicapaola Capecchi realizzò nel 2011 in occasione della Presentazione della Carta Mondiale dei Migranti -. Ispirato ovviamente all’angolo di Hyde Park a Londra luogo di discorsi e dibattiti pubblici, vuole riprodurre e attuare l’esempio del concetto di libertà di espressione e di opinione. Qualsiasi persona potrà presentarsi senza essere annunciata e parlare. L’invito ad aderire a questo spazio di dialogo e comunicazione è rivolto davvero a tutti, dagli immigrati, ai rifugiati, ai cittadini milanesi, a chiunque si senta profugo di qualcosa o in qualche modo. Ogni singolo discorso, previa autorizzazione, verrà registrato e poi sbobinato e riportato sul network – sia di Spazio Tadini che di Andrea Simeone- relativo alla Mostra.

Tutto questo, in linea e inserito nella splendida cornice della Mostra “Profughi” di Emilio Tadini a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise, sarà occasione anche per vedere i grandi trittici del ciclo Profughi di Emilio Tadini guidati dalle parole di Melina Scalise che vi porterà per mano nella poetica di Emilio Tadini.

Vi aspettiamo, sarà un finissage diverso. Cercando di andare, concretamente, oltre le parole che dividono per trovarne altre, nuove, che uniscano.

VA TUTTO BENE Finissage

DOMENICA 2 GIUGNO 2019 ore 19

Spazio Tadini Casa Museo

Via Niccolò Jommelli 24, 20131 Milano

Informazioni – federicapaola@spaziotadini.it

Danza: workshop estivo a Milano con Federicapaola Capecchi


Danza a Spazio Tadini: workshop di physical dance theatre e contact a Spazio Tadini martedì 17,  giovedì 19 e venerdì 20 luglio 2018  dalle ore 19:30 -22:30.  Aperto a tutti. 

In quegli stessi giorni l’ultima data estiva – mercoledì 18 luglio 2018, ore 21:30 – per poi riprendere a Settembre prossimo, della Rassegna ” Il Teatrodanza di Federicapaola Capecchi”.

BodyGame di Federicapaola Capecchi, Foto Rodolfo Cammarata

COME MI VEDI

workshop di contact e physical dance theatre

con Federicapaola Capecchi

aperto a tutti

martedì 17,  giovedì 19 e venerdì 20 luglio 2018 19:30 -22:30

Rivolto a tutti coloro che sono interessati ad approfondire lo studio del corpo e del corpo in movimento, come strumento di conoscenza di sé, dell’altro e delle infinite potenzialità e bellezze della danza. E non solo come strumento scenico. Non è dunque necessario essere per forza già danzatori o attori o professionisti.

Questo workshop si compone di una parte dedicata al training così come di momenti di improvvisazione e di composizione scenica vera e propria. Cercheremo un linguaggio e un approccio personale al movimento, vissuto, che arriva dal corpo e vi respira, senza automatismi né artifici tecnicistici.

danza-contact-improvisation-federicapaola
Prove Spettacolo Resistenze – Foto Stefania Villani

Attraverso il physical dance theatre cercheremo cosa si muove e se la persona è pronta a rispondere. Il corpo in movimento, il carattere e gli strumenti della performance. Fiducia e sentirsi a proprio agio come motori di ricerca e di creazione. Affinare la percezione del proprio corpo e dell’ambiente in cui agisce come fonte d’ispirazione, svegliare o affinare la capacità di rischio e il piacere della sperimentazione del movimento, usare il corpo pienamente, sono l’obiettivo. L’importante è l’autenticità del movimento, danzato o non, la sua espressione, il suo carattere. Le proposte sono costruite anche in modo tale che i partecipanti si esibiscano gli uni per gli altri. Guardare l’altro, lo sviluppo di una sensibilità, l’ascolto per i nostri corpi, sia come esecutore che come un osservatore, sarà fondamentale. Rifletteremo insieme, daremo un feedback  per tutto il corso del lavoro.

Con la contact cercheremo di fare una cosa preziosissima che, spesso nella quotidianità, perdiamo di vista: ridere, sorridere, ascoltare, avere cura, premura e attenzione. E non avere nessuna fretta né alcuna aspettativa. Wow!!

La contact improvisation come approccio globale al corpo e interrogativo principe sui processi creativi e motori percettivi, un’ esplorazione. Flusso d’energia che scorre fra corpi, pressione e spostamento del peso. L’altro: un territorio fatto di sorprese e imprevisti, di limiti e di abitudini percettive. Pensiero e azione insieme.  Dare e ricevere il peso del corpo esplorando i ruoli del guidare e del seguire l’altro, attraverso la sensibilità del contatto corporeo. Scambio del peso, l’impulso, il sostegno, la sospensione, la leggerezza, l’equilibrio ed il flusso del movimento stesso avvalendosi di alcuni dei principi delle discipline orientali e della Release Tecnique.

COME MI VEDI

Iscrizioni entro il 14 luglio 2018

Info e iscrizioni: ms@spaziotadini.itopificiotrame@opificiotrame.org 

Chi partecipa al workshop ha il biglietto ridotto per la performance di mercoledì 18 luglio 2018 ore 21:30

Biografia Danza Federicapaola Capecchi QUI

Biografia Fotografia Federicapaola Capecchi QUI

Resistenze research, Foto Stefania Villani
Resistenze research, Foto Stefania Villani

Fondatrice, coreografa di OpificioTrame Physical Dance Theatre, ha debuttato come giovane coreografa italiana al 6° Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia.

Febbraio 2014 vede l’assegnazione del Leone d’Argento per la creatività di Biennale Educational al progetto “Leggo capisco e sono” per l’uso della danza nella formazione nelle scuole di cui Federicapaola è coordinatrice e docente in aula. Ha ideato, insieme a Francesco Tadini, il Festival Coreografia d’Arte ormai giunto alla sua V° edizione e il progetto Spazio, corpo e potere, ciclo di interviste dal vivo e spettacoli di cui è stato ospite il coreografo israeliano Emanuel Gat. Il suo lavoro è citato in alcune pubblicazioni sulla danza come, per esempio, Creatori di senso. Identità, pratiche e confronti nella danza contemporanea italiana a cura di Massimo Schiavoni.

Quando ha scelto la danza e la coreografia come la sua vita ha avuto la fortuna di partecipare subito ad una produzione internazionale della Change Performing Arts, lo spettacolo “Luna di Terra” di Kayo e Yukio Mikami (Teatro Franco Parenti, Milano), di incontrare e lavorare con Marco Baliani nel progetto “Le Antigoni della Terra” (Bologna), di incontrare e studiare con Kazuo Ohno e il figlio Yoshito Ohno (Teatro Comunale di Ferrara), solo per citarne alcuni.

Nel 2005 fonda con la compagnia OpificioTrame

Nel 2006 è invitata al Festival Internazionale di Gorazde “Prijateljstva”, Bosnia Erzegovina, con lo spettacolo “Hybris” del quale cura lo studio del movimento e le coreografie.

Lo spettacolo “Resistenze“ le è valso la selezione Internazionale di Choreographic Collision, part 1 e part 2, Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia, Direzione Artistica Ismael Ivo, Associazione Danza Venezia – e, nel 2008, ha ricevuto il Premio Nazionale La Torrettadestinato a tutti coloro che con il loro lavoro contribuiscono all’esaltazione dell’arte, della cultura, della solidarietà e ad elevarne i contenuti”. Su tutto, danza, parole, gesti cerca un linguaggio vissuto, che arriva dal corpo e vi respira, senza automatismi né artifici tecnicistici.

In più di un’intervista si è definita un meticcio o un ibrido, attraversata fino in fondo e segnata da tutte le esperienze formative, gli stili e i percorsi incontrati e cercati, e perché ad ognuno di loro non è stata fedele. Li ha quasi sempre traditi. Ma nel senso che ha tradotto quanto aveva appreso in un suo percorso e in una sua personale ricerca.

Ha iniziato dalla danza classica presso la Scuola Aurelio Millos e poi alla C.S.C di Milano, oggi SPID, con Elisabeth Kahan e David Sutherland. È con un Residenziale di Adriana Borriello presso il Teatro Elfo di Milano il suo primo incontro con la danza contemporanea. Prosegue in questa direzione studiando con Susanna Beltrami, Brigitte Hyon, Dominique Dupuy, Franco Reffo, Michele Abbondanza e Antonella Bertoni. Il ’96 è un anno importante, nel quale incontra sia la danza butoh, che il teatrodanza. È l’incontro con il teatrodanza che segna il suo percorso formativo e di ricerca. In questo senso importanti per il suo percorso artistico sono i seminari e i corsi di aggiornamento di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, Felix Ruckert, Raffaella Giordano e Giorgio Rossi.

Nel tempo si dedica assiduamente allo studio e alla pratica della contact improvisation reinterpretandola ed elaborandola in un proprio codice coreografico. Decide di completare il suo percorso artistico approfondendo anche la formazione attorale, frequentando per diversi anni la scuola di teatro di Opus Personae a Milano, “Progetto Novecento” di M. Pernich e della Regione Lombardia e laboratori intensivi sul lavoro attorale con Danio Manfredini. La sua ricerca e curiosità la spingono costantemente a confrontarsi ed approcciare nuove e diverse esperienze, come la danza africana, tradizionale e di espressione, il bharatanatyam, l’afro-contemporaneo, e a seguire corsi di aggiornamento di drammaturgia e scrittura scenica parallelamente a quelli di danza.

Durante la sua permanenza alla Biennale di Venezia per il suo debutto, approfondisce il lavoro di coreografa e di danzatrice contemporanea con Ismael Ivo, Jacopo Godani, Ted Stoffer, Reinhild Hoffann e Mi Na Yoo. E incontra Pina Bausch cui, nel 2007, la Biennale conferisce il Leone d’oro alla carriera.

Dal 2008 collabora con Spazio Tadini, nel 2010 ne diviene socia onoraria e dal 2013 è nel consiglio direttivo. Dal 2014, con Spazio Tadini, sviluppa la congiunzione di fotografia e danza.
All’attivo – solo per citarne alcune – la curatela ( e testi critici) di Mostre Fotografiche come Afghanistan e Libia Martyrs del fotoreporter Riccardo Ventur; La Fotografia di Matrimonio di Carlo Carletti; “Franco Fontana & Quelli di Franco Fontana”; Francesco Cito e la fotografia di reportage; Berengo Gardin e 8 fotografi per Photofestival Milano 2017; “Lo sport in bianco e nero”  e “Olimpiadi” di Alessandro Trovati; Milano negli anni ’60 e la fotografia di documentoAutori: Virgilio Carnisio, Ernesto Fantozzi, Valentino Bassanini; Placespast di Giovanni Mereghetti; Dal reportage al sogno di Graziano Perotti, Olimpiadi di Alessandro Trovati. Redattrice e conduttrice del TG Fotografia