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Tadini e la Valsesia: riaperta la casa dell’artista

tadiniEmilio Tadini ha frequentato dagli anni ’70 la Valsesia, amante della montagna scelse questa valle come luogo di vacanza dopo un viaggio con Guido Perazzi, giornalista, cognato di Oriana Fallaci. Insieme acquistarono l’antica casa di un fabbro nel comune di Campertogno a circa 10 minuti da Alagna Valsesia, ai piedi del Monte Rosa. La casa, nell’800, era officina e abitazione in prossimità del fiume Sesia, oggi meta di canoisti da tutta Europa.

Per diversi anni la famiglia Perazzi-Fallaci e Tadini-Perazzoli dividettero la casa in cui, Emilio, ricavò anche uno studio tutto per sè nella dependance, probabilmente una volta utilizzata come ricovero per animali e fienile.

Successivamente i Perazzi- Fallaci vendettero il piano inferiore a Tadini ed oggi lo stabile si presenta come una casa dall’architettura Valsesiana con interventi strutturali, architettonici e di arredo curati dall’architetto Giandomenico Belotti, amico di Emilio Tadini. La progettazione di Belotti fa di questa casa un esempio interessante di riqualificazione secondo i principi di design del noto architetto famoso anche per la progettazione della “spaghetti chair” oggi esposta al MOMA a New York. Il cemento che consolida la struttura dell’abitazione si confonde con la pietra dell’architttura Walser e il legno massello dei mobili di Belotti si sposa con i soffitti, gli infissi e le pareti di legno che ancora conservano le impronte dell’antica attività del fabbro ferraio.

Dettagli

 

La casa Tadini, infatti, è circondata da un prato che arriva fino al fiume e, un tempo, attorno alla casa c’era una roggia che alimentava un mulino utilizzato a lavorare il metallo nella fucina al piano terreno dove sono conservati segni evidenti dell’antica attività.

La casa è stata riaperta dopo un lavoro di restyling a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise, fondatori della Casa Museo Spazio Tadini di Milano in memoria di Emilio Tadini e da anni curatori dell’archivio e della conservazione delle opere di Emilio.

Immagini dall’appartamento al piano terra.

La casa Valsesiana di Tadini ora è di nuovo visitabile e si prospetta come un nuovo luogo di eventi culturali, aziendali e privati, al tempo stesso sarà disponibile per vacanze in relax, tra arte, cultura e natura per tutti coloro che vorranno una vacanza in un luogo di memoria, di storia e carico di suggestioni.

Immagini dal piano secondo

Saranno in particolar modo benvenuti artisti, scrittori, pittori, fotografi etc che, se vorranno, potranno richiedere di usufruire proprio dello studio di Emilio Tadini dove scrisse tutti i suoi romanzi dalla Lunga Notte in poi.

La dependance ex studio e luogo di lavoro di Emilio Tadini.

 

Dintorni

Informazioni turistiche sulla valle

Mappa

Per visite alla Casa Tadini in Valsesia e per informazioni per eventi e soggiorni/vacanze

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Mostre estate a Milano: Street in cartolina con Federico Marcoaldi

La città offre tante suggestioni e l’artista Marcoaldi si lascia affascinare dai mezzi pubblici, dalla calca nelle ore di punta, come nei momenti di maggior silenzio, per cogliere spunti da fissare in cartoline. La mostra alla Casa Museo Spazio Tadini, inserita all’interno di un insieme di mostre sulla Street Art, è una presentazione da vedere camminando, con il naso all’insù, come per osservare le costruzioni di questa città che cresce.

 

STREET IN CARTOLINA, LA CITTÀ CHE VA

 apertura mostra 12 luglio ore 18.30

Aperta dal 12 luglio al 9 agosto 2018

a cura di Melina Scalise

L’impronta de “La città che sale” di Boccioni stava nel suo dinamismo, oggi, quella città è diventata metropoli ed è una “città che va”, che non si ferma, che si dirama in un labirinto di strade, che ospita gente di tutte le razze, che si muove, che corre, che sale e che scende da auto e da tram, assorta nel suo viaggio interiore, sempre più spesso monopolizzato da un cellulare. In questa “frenesia statica”, come la definisce Federico Marcoaldi, lui trova ispirazione: seduto sulla panchina di un vecchio tram, tanto di un bus o dell’ultima linea del metrò, lui disegna e dipinge cartoline, mentre la gente lo guarda e lo spinge, mentre ascolta. Il suo segno e il suo colore si modificano tra una fermata e l’altra, tra una frenata e l’altra, tra uno spintone e uno sguardo gettato di nascosto da un passeggero.

L’arte di Marcoaldi è intrisa del sapore della strada delle città da quando ha iniziato come street artist negli anni 90 e si firmava 2P. Oggi, al posto dei muri, di quei mattoni e quelle pareti di cemento, Federico sceglie di dipingere sulla fragilità della carta, sul supporto nostalgico di una cartolina che non sarà mai spedita ad alcuno perché nata già in viaggio tra Cadorna e Duomo, tra la fermata della 62 e il tram numero 1.

Le “strade in cartolina” sono un ciclo del suo lavoro che riguarda prevalentemente sculture di carta con materiali di recupero. Le cartoline saranno esposte alla Casa Museo Spazio Tadini in occasione di una mostra fotografica sulla Street Art, Walls of Milano di Giovanni Candida. Il lavoro di Federico Marcoaldi è l’evoluzione e declinazione del tratto e segno pittorico della street su un altro supporto, con un senso che valica l’ormai noto valore di protesta e appropriazione anche simbolica della città, per raccontare la metropoli  nei suoi labirinti, nei suoi spesso imprevedibili e reconditi risvolti di cui fanno parte anche le persone che nel caos e nella casualità si muovono nella loro ricerca di identità.

Breve biografia di Federico Marcoaldi

Federico Marcoaldi nasce a Bolzano nel 1973 ma cresce tra Pisa, Vicenza, Bruxelles. A Milano frequenta le scuole d’arte e inzia giovanissimo la sua attività di graffiti nel 1990 con la firma 2P. realizza anche graffiti su commissione come all’esterno di fabbriche a Porto Marghera o all’interno di uffici a Milano. Una svolta decisiva alla sua esperienza artistica è la frequentazione della bottega di Ninì Santoro a Roma, dove inizia a produrre, con maggior rigore stilistico, un’arte informale di colori acrilici dai toni accessi.

Dal 2005 comincia ad esporre al pubblico le sue opere in mostre collettive, dalla galleria Pentart a Trastevere alla Biblioteca del Corviale all’Hotel Sheraton. Poi con un amico artista apre una galleria-caffè-libreria al Testaccio, RGB46, che ospita molte collettive, che accanto alle opere di molti artisti comprendono spesso quelle di Marcoaldi (”incubi collettivi”, ”nel bosco delle soluzioni”, ”flatlandia”, ”arte e biciclette”) e qualche sua personale (”A-strati” del 2008 e ”Giassai” nel 2010). Nel 2010 espone anche a Bolzano ”Schwer Abstrakt”.

Oggi vive ora a Milano, facendo lavori diversi, dall’imputazione dei dati al computer alla gestione del magazzino di grandi alberghi, ma anche vendendo i suoi quadri. Per la maggior parte a Roma e a Milano, un paio delle sue opere sono state acquistate negli Stati Uniti.

 

 

Elogio alle tag, il libro di Andrea Cegna a Spazio Tadini

Elogio alle Tag di Andrea Cegna, giornalista, sarà presentato a Spazio Tadini, via Jommelli, 24 mercoledì 18 luglio alle 19 nel contesto della mostra Walls Of Milano del fotografo Giovanni Candidata che racconta 12 anni di Street Art a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise.

andrea cegna elogio alle tag

Il writing è una forma di espressione urbana, un movimento legato alla città e presente ormai da diversi decenni ovunque nel mondo. Già dagli anni settanta i treni della metropolitana di New York partivano dai sobborghi ricoperti di scritte a spray, invadendo con segni e colori il salotto del centro storico. Per quei giovani figli di schiavi o di migranti era un modo per dire ai residenti dei quartieri alti che esistevano anche loro. Grazie al suo elevato valore simbolico questa pratica illegale è diventata, nel giro di poco tempo, una delle più diffuse tra coloro che provano a intraprendere il tortuoso cammino della critica alle ingiustizie sociali. Il primo passo di questo percorso si chiama tag, una semplice firma, uno scarabocchio su un muro di una città qualsiasi, anonima e respingente, su cui apporre il proprio nickname di strada. Qualcuno le ha chiamate pisciate di cane, altri le hanno giudicate come l’elemento principale del degrado, in pochi si sono posti degli interrogativi sulla resistenza di questo fenomeno, nessuno ha mai elaborato un pensiero su quanto le tag possono essere preziose nel creare uno specifico senso di solidarietà diffusa nelle comunità che vivono in periferia.
Elogio alle tag è un volume che indaga le relazioni tra writing, street art e logiche repressive anti degrado da un punto di vista inedito, con brevi saggi dell’autore e approfondimenti di sociologi, urbanisti, scrittori e avvocati, ma soprattutto con importanti testimonianze di molti artisti italiani di diverse generazioni.

“noi abbiamo immaginazione, loro hanno solo schemi con opzioni definitive.
Per questo il loro mondo crolla. Per questo il nostro risorge, proprio come quella lucina che anche se piccola riesce a proteggere dall’ombra.
Bene. Salve e che compiamo gli anni molto felici, cioè, lottando”  

SubComandante Marcos

I partecipanti alla presentazione editoriale potranno visitare la mostra di Giovanni Candida gratuitamente, gradita un’offerta liberale a sostegno dell’associazione.

andrea cegna

Andrea Cegna è redattore di Radio Onda d’Urto, collaboratore di Radio Popolare, un instancabile agitatore sociale e organizzatore di concerti. Ha pubblicato 20zln. Vent’anni di zapatismo e liberazione  e  di Strade strappate. Storia rappata dell’hip hop italiano.

Twitter: a_cegna
FaceBook: https://www.facebook.com/ACantipa

 

A Proposito di Street Art a Spazio Tadini (leggi)