Francesco Tadini: Milano Arte Expo, amarcord e sogni nello spazio

Francesco Tadini
Francesco Tadini, ritratto da Melina Scalise

Francesco Tadini: Milano Arte Expo, amarcord e sogni nello spazio. Da qualche anno sogno di più. Forse perché con Melina Scalise al fianco non è difficile sognare. Forse per la montagna incantata – e stregata, anche, posso ben dire – dei ricordi che cresce con gli anni che passano. Di mostra in mostra, passando per gli spettacoli, i concerti e tutta la materia e – soprattutto – le persone che trovano casa a Spazio Tadini, anche solo per qualche settimana (a volte per il battito d’ala di una serata) mi accorgo, con crescente piacere, di aver fatto una scelta di vita.

Mai pensato, prima, di fare scelte di vita. Di ingombrare il mio disordine con una cosa che non sia solo un progetto. Un progetto – anche quando facevo il regista per RAITRE in America, o avevo una casa di produzione / agenzia pubblicitaria, o scrivevo una cinquantina di puntate de “La macchina del tempo” – è una cosa che ha un inizio e una fine.  Quando lo hai terminato, puff…

Puff all’amarcord – o  “a m’arcord”, come si dice in romagnolo – delle foto ingiallite di quando Francesco era nello studio di suo padre – dell’Emilio Tadini – e lo aiutava non facendo e non dicendo niente, tra le montagne di carta e tele appiccicate alle pareti (muri multimediali?) zeppe di appunti, disegni, frammenti di lettere, francobolli artistici, sacchetti di coperchi di colore (impiegati come minuscole tavolozze per miscelare i luminosi colori acrilici), o le piramidi egizie sul tavolone verso strada (la via Jommelli) impilanti tonnellate (si andava a tonnellaggio, come per i piroscafi, parlando degli accumuli dell’Emilio!) di idee in forma di quaderni ad anelli /schedario, libri sottolineati con linguette segnaposto che fuoriuscivano come nutrie dalla Martesana – tutte imbevute dell’umidità  di quel pensiero fertile da grande metodico, da mega-disciplinato, da onnivoro ascoltatore, osservatore, lettore… artista.

Francesco faceva l’indifferente. Sai l’adolescente tipico (un po’ scemo) che si sente inferiore al papà e quindi fa spalluccia, girandosi, alle cose che ama? A m’arcord che l’Emilio non era un campione d’incassi, sul versante “rapporto-con-figlio adolescente”. Forse – e lo capisco – perché era restato orfano di madre e padre prima di poterseli godere, i genitori, all’età del “sono ormai grande, cosa volete insegnarmi, voi: mi avete messo al mondo, ok, ma adesso stop“. L’Emilio papà era un modello. Un esempio di tonda abbondanza da seguire o da allontanare, a scelta. Cosa facevo io? Lo spiavo, soprattutto! Andavo in studio quando lui attaccava il famoso biglietto “TORNO SUBITO” – e poi magari passava tutta una serata di inaugurazioni (ché non ne perdeva una, soprattutto quelle dei giovani: diceva “c’è sempre da imparare!”) e mondanità varie. Andavo in studio da solo e mi godevo tutto quella grande torta che, per me, riassumeva la valanga di significati contenuti nella parola Cultura. Assorbivo ingenuamente. Curiosavo. Leggiucchiavo. Annusavo l’odore dei quadri non finiti al cavalletto vicino alla sedia da barbiere…

Puff… e oggi sono qui, uomo di mezza (un po’ di ottimismo per Dio!) età e lo studio dell’Emilio non è finito, dopo di lui. C’è una quantità di artisti – esperti, professionisti, giovani e giovanissimi a volte – che dialogano con quelle pareti in un luogo chiamato Spazio Tadini. C’è qualcuno che ha osservato: Francesco Tadini, cerchi artisti di qualità, mi raccomando. La qualità innanzi tutto. Lo sai chi? Chi, in realtà, dell’arte apprezza soprattutto le valutazioni d’asta. Mica dei tadiniani, per dire…  L’Emilio, dei soldi e del valore economico delle merci importava quanto una palla di neve a un pesce rosso: due mondi che non si toccano e che, si toccassero, si annullerebbero per contatto.

Lo sapete chi cercano il Francesco Tadini e la Melina Scalise? Le persone che trasudano amore per il sapere e il lato spirituale della vita. Questo lo troviamo anche, talvolta, in neofiti e autodidatti della produzione artistica.

Ci è andata decisamente di culo con una socia onoraria come Federicapaola Capecchi, coreografa e, soprattutto, esteta a tutto tondo: non è un caso che quest’anno, oltre a portare avanti la sua (davvero indomita) ricerca sulla danza (ha anche appena terminato l’organizzazione e la produzione di un Festival a Linosa) Federicapaola occuperà la sua intelligenza e sensibilità nello svolgimento di un programma di mostre e incontri di fotografia. Puff… per dire che Francesco, Melina e Federicapaola, tra di loro, hanno coniato una definizione che li unisce: “tre di tre”. Fa molto moschettieri. Ma fa soprattutto un affetto che non finirà mai!

Poi poi. O prima di adesso. Diciamo da un annetto abbondante: stiamo lanciando corde alle navi vicine per consentire l’abbordaggio di Spazio Tadini da parte di giovani menti. Ho creato un blog /magazine che si chiama Milano Arte Expo (dai uno sguardo al > LINK) con l’idea, soprattutto, di creare un gruppo di “innamorati di Milano e delle arti tutte” che raccontino i fatti e facciano rete. Il sogno sta per realizzarsi: da quest’anno Milano Arte Expo (con un migliaio e rotti di lettori unici quotidiani già attuali) sarà – si dice così? – una startup. Sarà un’impresa che può generare flussi di pensiero e, forse, lavoro retribuito, introiti pubblicitari, per un gruppo di intraprendenti valorosi. Chi? Domani, martedì 20 settembre 2016,  ci sarà una riunione dei valorosi … e ufficializzeremo presto l’unione.

Puff… Pur avendo orecchiato immensamente, nella mia vita, non ho mai sentito di chi abbia inventato il noto proverbio “l’unione fa la forza!”. Ecco: vivo per abbracciarlo.

Nel frattempo, per rifarvi gli occhi, passate in via Jommelli 24 a Spazio Tadini per non perdere la gran mostra di fotografia dei vincitori del Sony World Photography Awards. E’ in Italia per la prima volta. Rappresenta una selezione fatta tra quasi trecentomila foto giunte al premio fotografico più grande del mondo.

Un abbraccio molto stretto a chi ci vuol bene e a chi vuole unirsi.

Francesco Tadini

Sony World Photography Awards, la Mostra: dal 16 settembre al 16 ottobre

locandina-sony-world-photography-awardsIl 16 settembre riapre la stagione Spazio Tadini con un evento esclusivo: per la prima volta in Italia, a Milano, il Sony World Photography Awards con una mostra che espone i pezzi più significativi dell’evento internazionale che vede, ogni anno, gareggiare fotografi da tutto il mondo.

La mostra consolida gli appuntamenti con la fotografia d’autore che viene proposta presso la Casa Museo Spazio Tadini in memoria di Emilio Tadini, pittore e scrittore milanese fondata da Francesco Tadini e Melina Scalise. Per l’artista milanese la sua città è sempre stata fonte di ispirazione e crescita artistica e culturale e con questo evento esclusivo si corona Milano come scenario importante per la fotografia nel cuore d’Europa. Il premio infatti, si svolge ogni anno a Londra ed è la prima volta che le foto premiate vengono esposte a Milano.

La mostra apre al pubblico il 16 settembre 2016 e chiude il 16 ottobre. Gli orari di apertura saranno da martedì a domenica nelle ore pomeridiane e serali (mercoledì 15.30-19, giovedì-venerdì e sabato 15.30-21, domenica 15.30-19). L’ingresso, per coloro che non hanno già la tessera dell’associazione Spazio Tadini, prevede la tessera associativa promozionale dell’associazione della validità di un mese pari a 2 euro che dà diritto all’ingresso per tutto il mese della mostra e anche per altri eventi in cui non sia previsto un biglietto di ingresso). 

Durante la mostra sono previsti dei workshop di fotografia di cui vi daremo informazioni sul sito.

Per informazioni sull’apertura : tel. 0226110481 – oppure Melina Scalise 3664584532.

A Spazio Tadini la prima volta in Italia del Sony World Photography Awards

IMMAGINE COMUNICATO STAMPA SONYDal 16 settembre al 16 ottobre 2016, Sony espone allo Spazio Tadini di Milano le fotografie vincitrici e finaliste del più grande concorso fotografico al mondo.
 È la prima volta che la prestigiosa mostra promossa dalla World Photography Organisation arriva in Italia.

In esposizione, tra gli altri, i 3 italiani vincitori della categoria Professionisti, Marcello Bonfanti (Ritratto), Alberto Alicata (Fotografia in posa) e Francesco Amorosino (Natura Morta), il vincitore del National Award, Christian Massari e la vincitrice della categoria Panorama dello Youth Award, Anais Stupka Milano, 12 luglio.

Per la prima volta in Italia la mostra del prestigioso Sony World Photography Awards, il più grande concorso fotografico al mondo. Sony porta a Milano, allo Spazio Tadini, la migliore selezione delle opere vincitrici e finaliste dell’edizione 2016 per offrire anche agli italiani amanti della fotografia la possibilità di vedere dal vivo questo campione dell’arte internazionale.

Con l’esposizione di una selezione dei lavori dei vincitori e finalisti delle diverse categorie, tra cui le opere di nove fotografi professionisti italiani1, la mostra celebra le immagini più belle dell’edizione 2016 dei Sony World Photography Awards, scattate sia da fotografi professionisti sia da talenti emergenti.

Dal 16 settembre al 16 ottobre 2016 la mostra sarà allo Spazio Tadini di via Jommeli 24, punto di riferimento a Milano per il mondo della cultura, centro di eventi, concerti e mostre d’arte contemporanea nato nel 2006 fra le mura di quello che fu lo studio di Emilio Tadini, uno dei più amati scrittori e pittori milanesi del Novecento. L’ingresso ha un costo di 2 euro che darà diritto alla tessera promozionaledi durata mensile dell’associazione Spazio Tadini (i possessori di tessera associativa annuale (12 euro) entreranno gratis). 

Saranno esposte opere di tutti i generi fotografici, dalla fotografia commerciale a quella di viaggio al fotogiornalismo, con una moltitudine di soggetti che spaziano dal ritratto allo sport all’architettura, ognuna selezionata fra le 230.000 fotografie inviate quest’anno da ben 186 Paesi. Lo scorso aprile la mostra dei Sony World Photography Awards 2016 è stata ospitata presso la Somerset House di Londra. Fino a oggi è stata presentata in India, Germania, Cina, Giappone, Australia, Francia, Russia e Stati Uniti.

Si ricorda che sono aperte le iscrizioni per i Sony World Photography Awards del 2017, giunti quest’anno alla loro decima edizione.

Approfondimenti su www.worldphoto.org.
Per ulteriori informazioni, contattare:
Cristina Papis – e-mail: sony.pr@eu.sony.com
Sony Europe Limited, Sede Secondaria Italiana – Via Rizzoli, 4 – 20132 Milano
Tel: 02-618.38.1

Per maggiori informazioni sui Sony World Photography Awards, contattare:
Jill Cotton, PR Director / Kristine Bjørge, PR Manager
press@worldphoto.org / +44 (0) 20 7886 3043

World Photography Organisation
La World Photography Organisation è una piattaforma internazionale a sostegno di iniziative legate al mondo della fotografia. Con attività che coprono più di 180 paesi, il nostro scopo è elevare il livello del dibattito sulla fotografia, dando visibilità ai migliori scatti e fotografi del globo. È per noi un punto di orgoglio saper costruire legami duraturi sia con i fotografi sia con i nostri partner leader del settore a livello internazionale. Proponiamo un ricco calendario di eventi annuale che comprende i Sony World Photography Awards (il più grande concorso fotografico al mondo che festeggerà il 10° anniversario nel 2017), diversi appuntamenti e incontri locali e internazionali, e PHOTOFAIRS, mostre d’arte internazionali dedicate alla fotografia con destinazione Shanghai e San Francisco. Per maggiori dettagli, visitare http://www.worldphoto.org

Sony Corporation
Sony Corporation è un’azienda leader nella produzione di apparecchiature audio, video, imaging, gaming e di Information & Communications Technology destinate al mercato consumer, alle aziende e ai professionisti. Grazie alle divisioni musica, cinema, computer entertainment e online, Sony si posiziona a pieno titolo quale azienda di elettronica e di intrattenimento leader a livello mondiale. Sony ha registrato un fatturato consolidato di circa 72 miliardi di dollari nell’anno fiscale chiuso al 31 marzo 2016. Per ulteriori informazioni relative a Sony è possibile visitare il sito http://www.sony.net/

1 I tre vincitori (Marcello Bonfanti, Alberto Alicata e Francesco Amorosino) e i sei finalisti (Andrea e Magda, Filippo Venturi, Cristina Vatielli, Simona Ghizzoni, Alessandro D’Angelo e Andrea Rossato).

CASA MUSEO in memoria di EMILIO TADINI- arte, cultura, eventi – Milano