Viviamo immersi in una realta’ spesso caotica, quasi una indefinita, misteriosa nebulosa, tra continue incertezze e contraddizioni…e noi li’, profughi, in una sorta di disfacimento…ad affermare la nostra presenza prima dello svaporare del tutto.
C’è un filo ideale che unisce tutta l’umanità. Al di là della moltitudine di percorsi, di estetiche, di provenienze a volte contrastanti e (in apparenza) inconciliabili, si può cogliere un comune denominatore: una pulsione emozionale che, in alcuni frangenti, scatena il desiderio di andare oltre. Di partire alla ricerca di qualcosa di migliore, di diverso, per dare una svolta alla propria esistenza. Il desiderio di inseguire una deviazione, di scuotere la monotonia della quotidianità con un alito di vento. Un istinto, questo, che sopravvive da sempre all’evoluzione della nostra specie, portandoci a uscire da noi stessi e dalle nostre certezze. Dai nostri confini (fisici e mentali). E noi navighiamo, individualmente, in un universo collettivo, accomunati proprio da questo filo ideale, che ci unisce nel profondo.
Nata in Puglia ma cresciuta sul confine ligure-toscano, Pamela
Napoletano frequenta la Scuola libera del nudo e il
Corso sperimentale di disegno presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara. Nel
2007 si trasferisce a Milano dove lavora come decoratrice d’interni iniziando,
contemporaneamente, le sue prime esposizioni.
Dal 2013 vive e lavora a
Chiavenna (SO).
Principali esposizioni:
2019
Firenze – Collettiva “Io sono: Natura” |OnArtGallery
Milano – Affordable Art Fair | C23HomeGallery
2018
Lucca Art Fair – Fiera d’arte contemporanea
| C23 Home Gallery
Artre – Casa Museo Mosconi (SO)
2017
Memory refractions – Palazzo Marigliano, Napoli | C23 Home Gallery
Nel bosco oscuro delle grandi città, in un ambiente sconosciuto e privo di sicurezze, si muovono molti bambini di oggi, profughi anche quando vivono nel proprio paese, perché lontani dai confini della certezza nel futuro. Si muovono nell’oscurità e nella solitudine, rifiutati dalla famiglia e dalla società, troppo spesso a misura di adulto.
Monica Sori vive a Milano, sua città
natale. Lavora come giornalista, in qualità di direttore responsabile, del settimanale
di salute e benessere “Viversani&belli” e del mensile Tutto su… Dipinge
dal 2001, in un primo tempo accostandosi alla pittura a olio su tela con
soggetti che richiamano alla grande tradizione: nature morte, paesaggi,
ritratti… È del 2006 la svolta artistica, e il suo approccio alla pittura si fa
più concettuale. Cambiano anche gli strumenti: non più soltanto tela, ma anche carta,
in particolare quella da incisione, e tavole di legno. I colori a olio sono
sostituiti da tecniche miste: prevalentemente acquarelli, inchiostri, grafite. Ma
anche collage.
I temi, dalla natura alla
figura, sono tra i suoi soggetti d’elezione, ma nell’accezione più simbolica,
meno didascalica.
Tra le sue mostre…
* Nel 2009 la sua prima esposizione,
una collettiva allo Spazio Sirin dove partecipa con una decina di opere per la
mostra: “Pantelleria: archeologia, arte, emozioni”.
* A maggio 2010 allo Spazio Savona 55, a Milano, la sua prima personale con una
decina di quadri, anche di grande formato, per la mostra: “Dopo la marea.
Frammenti di oceano a Milano”.
* Tra luglio e agosto del
2011 espone un’opera allo Spazio Oberdan a Milano nella mostra: “Scripta
Manent”.
* A novembre 2011 ha esposto
alla Chie Art Gallery un’opera per la mostra
“Arte, sublimazione e trasfigurazione”.
* A novembre 2012 alla Casa
di vetro ha esposto quadri e fotografie per la mostra: “Donne conturbanti”.
* Ad aprile 2017 partecipa
alla mostra “Non di solo pane…” presso la Mediateca di Santa Teresa a Brera
(Mi), patrocinata da Expo, con l’opera: “Lievito madre”
* A ottobre 2015, allo
Spazio Folli ha esposto alcune opere per la mostra “Folli@New York”.
* È di gennaio 2017 la
partecipazione alla mostra Foodgraphia a Palazzo del Senato a Milano.
CASA MUSEO in memoria di EMILIO TADINI- arte, cultura, eventi – Milano