Archivi categoria: MOSTRE 2019

Tobia Rava’ e Abdallah Khaled: PROFUGHI A SPAZIO TADINI


Siamo sulla stessa barca Tobia Ravà e Abdallah Khaled

Siamo sulla stessa barca è un lavoro a 4 mani di due artisti di cultura diversa in cui si mischiano elementi simbolici di varie culture e approdano entrambi in nessun posto, ovvero restano in balia delle onde in mezzo all’oceano del cosmo simboleggiando il senso perenne del viaggio.

www.tobiarava.com

Tobia Ravà (Padova, 1959), lavora a Venezia, ha frequentato la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia ed Urbino. Si è laureato in semiologia delle arti all’Università di Bologna, allievo di Umberto Eco, Renato Barilli, Omar Calabrese, Flavio Caroli. Dipinge dal 1971 ed ha esposto dal 1977 in mostre personali e collettive in Italia, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Argentina, Giappone e Stati Uniti. È presente in collezioni sia private che pubbliche, in Europa, Stati Uniti, America Latina, e in Estremo Oriente. Nel 1983 è tra i fondatori del gruppo bolognese AlcArte, attivo all’Università di Bologna (DAMS), con l’intento di coniugare il fare arte all’epistemologia. Dal 1988 si occupa di iconografia ebraica e ha svolto con Gadi Luzzatto Voghera e Paolo Navarro Dina un lavoro di ricerca e schedatura nell’ambito dell’epigrafia ebraica nel Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Nel 1993 è il promotore del gruppo Triplani, che, partendo dalla semiologia biplanare di Greimas e Calabrese, prende il nome dall’ipotesi di un terzo livello di lettura simbolica, accanto a quelli del significato e del significante.

Nel 1998 è tra i soci fondatori di Concerto d’Arte Contemporanea, associazione culturale che si propone di riunire artisti con le stesse affinità per riqualificare l’uomo ponendolo in sintonia con l’ambiente e rendere l’arte contemporanea conscia dei suoi rapporti con la storia e la storia dell’arte, anche interagendo espositivamente con parchi, ville, edifici storici e piazze di città d’arte. Dal 1999 ha avviato un ciclo di conferenze, invitato da università e istituti superiori d’arte, sulla sua attività nel contesto della cultura ebraica, della logica matematica e dell’arte contemporanea.

SILVIA SENNA: Profughi a Spazio Tadini


La Siria i profughi di Aleppo, una città in fuga da se stessa, dalle proprie origini dal proprio tempo dal proprio presente, annullando ogni pensiero di futuro. La fuga, tocca l’anima e la strattona, sradicando e violando ogni senso di appartenenza. La mia visione rende profughe le case, le stanze della vita, le trascina alla fuga dalla devastazione cieca in cerca di nuovi equilibri.

arte-design-silviasenna.blogspot.com

SILVIA SENNA ARTE

Nata a Milano nel 1968 dopo il Liceo Artistico ho proseguito gli studi nella grafica pubblicitaria approdando nel mondo del lavoro in uno studio di architettura. La passione per il design ha trovato il suo naturale sbocco nel lavoro, l’arte è stata però molto più presente, l’impegno sempre maggiore fino a diventare un percorso di vita . Negli anni il percorso artistico è sempre stato oggetto di continua ricerca, dal figurato alla sintesi concettuale. In continua evoluzione, sono approdata ora alle visioni urbane, a seguito della lettura del trattato “modernità Liquida” del sociologo Zygmunt Bauman, dove la verticalità della mia città è stata lo spunto per spostarmi nelle vie cittadine, inseguendo e respirando le velocità di una Metropoli in continuo mutamento, dalle strade ai luoghi sacri, fino a entrarvi, cercando sempre di creare un racconto.
Negli anni vari mostre tra le principali
Mostra Nel Silenzio di una Meditazione, Centro Culturale ZeroUno patrocinato dalla Fondazione De Nittis del comune di Barletta Via Indipendenza 27 curata dalla dr.ssa Soricaro 2012 Mostra d’arte contemporanea “Segno, luce e materia” presso Galleria Spazio Museale Sabrina Falzone Via Pallavicino 29 Milano 2013 Concorso Flyenergia 2013 premiata come terza finalista con Origine 0 (zero) organizzata dalla Galleria Deodato Arte Milano Mostra d’arte “Explosion ! Colore Astrazione Emozione” presso Galleria M4A – MADE4ART, Via Voghera 14 Milano 2013 Collaborazione con il Movimento Artistico TrampledArt con cui espongo in una mostra personale “Il Vento di Silvia Senna” con il critico d’arte Prof. Giorgio Grasso 2014 Varie mostre con PassepArtout Unconventional Gallery Milano per tutto l’anno 2014 e 2015 con il critico d’arte Prof. Giorgio Grasso Arte Piacenza Fiera d’Arte contemporanea con la Galleria PassepArtout Unconventional Gallery Milano Mostre d’arte con la Galleria Oldrado Da Ponte Lodi 2014 Mostra personale presso ATA HOTEL VARESE con la Galleria PassepArtout Unconventional Gallery Milano sei mesi nel 2015 Presente alla Biennale Internazionale D’Arte a cura del prof. Giorgio Grasso presso C.le Idroelettrica di Trezzo sull’Adda 2015 Mostra l’ Aurora , inaugurazione Galleria LOGallery Via Pignolo ,19 Bergamo 2016 Mostra presso la galleria Flyer Art Gallery Via Palermo Roma 2016

Roberta Ferrari: PROFUGHI A SPAZIO TADINI


www.roberta-ferrari.it

Roberta Ferrari ha proposto un video breve di un più vasto progetto di documentazione. Si tratta di Crossing The Border, al quale lavora da circa tre anni.
Il suo interesse documentaristico riguarda i rifugiati siriani in Turchia e la ‘guerra civile culturale’ turca.
Utilizza sia il video che la fotografia per mettere in forma ciò che osserva.


CROSSING THE BORDER
‘Ho attraversato il confine di notte, con altre 200 persone, quando mi dicono di stare attento perchè se mi ferma la polizia mi rispedisce in Siria, rispondo ok, e dove mi devono rispedire, in Israele?’ Yaser.
Ho conosciuto Yaser nel 2015.
Era appena arrivato a Istanbul dalla Siria ed era diretto in Europa con la sua famiglia, Io e mia moglie non sappiamo nè dove andremo nè cosa faremo, forse in Germania, forse in Svizzera.
Poi gli accordi internazionali hanno deciso che Yaser sarebbe rimasto in Turchia.
Sono passati quattro anni e gli Algazoul dalla Turchia non sono mai usciti.
In quattro anni hanno visto: attentati terroristici, un colpo di stato, una guerra al confine, cinquanta mila turchi finire in carcere, tra giornalisti, intellettuali, curdi, ma nonostante tutto ciò, la Turchia per gli Alagazoul è diventato il luogo più sicuro dove aspettare tempi migliori.
Ad Istanbul hanno cominciato una nuova vita, una jihad quotidiana, come la chiama lui, sorridendo.
‘Sono un rifugiato ma molti pensano che io sia un terrorista, un jiadista, per il solo fatto di essere arabo musulmano praticante, beh, jihad significa ‘lotta’ , allora si certo che sono un jiadista, io ogni giorno combatto per sopravvivere, vendo giubbotti illegalmente per strada pur di far mangiare la mia famiglia. ‘ Yaser.

BREVE BIOGRAFIA

Autrice di documentari, filmmaker, docente.
Lunghi soggiorni all’estero fanno da sfondo alle sue esperienze di lavoro e di vita.
Predilige set reali ed imprevedibili. Attualmente vive e lavora tra Milano e Istanbul.
Fra i documentari che ha scritto e diretto:
“Raz and the tribe”, autrice, docu serie tra le tribù indigene del pianeta, con Raz Degan, Asia
Argento, Piero Pelù e Luca Argentero. Prodotto da DRY Media per Sky Atlantic, 2018.
“Golpe nella prigione verde”, regia, prodotto da PopCult, girato in Honduras, trasmesso da
PressTV Iran, Ayat Media Group Turchia, selezionato a Doc in tour 2012.
“La via delle bombe. Il sentiero di Ho Chi Min”, regia, riprese e montaggio, vincitore del Festival
internazionale di regia Sguardi Altrove, Milano 2003.
“Dopo l’assedio. Sarajevo”, regia, con il fotoreporter Massimo Sciacca, selezionato al Corto Imola
Festival; Sguardi Altrove, Milano; Tekfestival, Roma; Human Rights Nights, Bologna; Politically
Uncorrect Film Festival, Ljubliana, 2004.

SILVANA PINCOLINI: profughi a Spazio Tadini


SILVANA PINCOLINI A tutti è dovuto il mattino

A TUTTI E’ DOVUTO IL MATTINO

Viviamo immersi in una realta’ spesso caotica, quasi una indefinita, misteriosa nebulosa, tra continue incertezze e contraddizioni…e noi li’, profughi,  in una sorta di disfacimento…ad affermare la nostra presenza  prima dello svaporare del tutto.

www.silvanapincolini.it

PAMELA NAPOLETANO: Profughi a Spazio Tadini


C’è un filo ideale che unisce tutta l’umanità. Al di là della moltitudine di percorsi, di estetiche, di provenienze a volte contrastanti e (in apparenza) inconciliabili, si può cogliere un comune denominatore: una pulsione emozionale che, in alcuni frangenti, scatena il desiderio di andare oltre. Di partire alla ricerca di qualcosa di migliore, di diverso, per dare una svolta alla propria esistenza. Il desiderio di inseguire una deviazione, di scuotere la monotonia della quotidianità con un alito di vento. Un istinto, questo, che sopravvive da sempre all’evoluzione della nostra specie, portandoci a uscire da noi stessi e dalle nostre certezze. Dai nostri confini (fisici e mentali). E noi navighiamo, individualmente, in un universo collettivo, accomunati proprio da questo filo ideale, che ci unisce nel profondo.

www.pamelanapoletano.com

Biografia

Nata in Puglia ma cresciuta sul confine ligure-toscano, Pamela Napoletano frequenta la Scuola libera del nudo e il Corso sperimentale di disegno presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara. Nel 2007 si trasferisce a Milano dove lavora come decoratrice d’interni iniziando, contemporaneamente, le sue prime esposizioni. 

Dal 2013 vive e lavora a Chiavenna (SO).

Principali esposizioni:

2019

Firenze – Collettiva “Io sono: Natura” |OnArtGallery

Milano – Affordable Art Fair | C23HomeGallery

2018 

Lucca Art Fair – Fiera d’arte contemporanea  | C23 Home Gallery

Artre – Casa Museo Mosconi (SO)

2017

Memory refractions – Palazzo Marigliano, Napoli | C23 Home Gallery

Lab(b)roni(ri)ca, Immaginifiche frontiere – Fortezza Vecchia, Livorno | C23 Home Gallery

Trascorrenze – Massa Marittima |Aequamente Arte Contemporanea

2015

Shapes | CircoloQuadro, Milano

Statements | CircoloQuadro, Milano

2013

Face to face |Garage Bonci, Pietrasanta

2012

The new talents |Galleria Marchina, Brescia

2011

Figurazioni | Bipersonale, Associazione Culturale Renzo Cortina, Milano

2010

L’Italie prend ses quartiers d’été au coeur du Quartier latin | Galerie Arcima

MONICA SORI: profughi a Spazio Tadini


Nel bosco oscuro delle grandi città, in un ambiente sconosciuto e privo di sicurezze, si muovono molti bambini di oggi, profughi anche quando vivono nel proprio paese, perché lontani dai confini della certezza nel futuro. Si muovono nell’oscurità e nella solitudine, rifiutati dalla famiglia
e dalla società, troppo spesso a misura di adulto.

Monica Sori vive a Milano, sua città natale. Lavora come giornalista, in qualità di direttore responsabile, del settimanale di salute e benessere “Viversani&belli” e del mensile Tutto su… Dipinge dal 2001, in un primo tempo accostandosi alla pittura a olio su tela con soggetti che richiamano alla grande tradizione: nature morte, paesaggi, ritratti… È del 2006 la svolta artistica, e il suo approccio alla pittura si fa più concettuale. Cambiano anche gli strumenti: non più soltanto tela, ma anche carta, in particolare quella da incisione, e tavole di legno. I colori a olio sono sostituiti da tecniche miste: prevalentemente acquarelli, inchiostri, grafite. Ma anche collage.

I temi, dalla natura alla figura, sono tra i suoi soggetti d’elezione, ma nell’accezione più simbolica, meno didascalica.

Tra le sue mostre…

* Nel 2009 la sua prima esposizione, una collettiva allo Spazio Sirin dove partecipa con una decina di opere per la mostra: “Pantelleria: archeologia, arte, emozioni”.
* A maggio 2010 allo Spazio Savona 55, a Milano, la sua prima personale con una decina di quadri, anche di grande formato, per la mostra: “Dopo la marea. Frammenti di oceano a Milano”.

* Tra luglio e agosto del 2011 espone un’opera allo Spazio Oberdan a Milano nella mostra: “Scripta Manent”.

* A novembre 2011 ha esposto alla Chie Art Gallery un’opera per la mostra
“Arte, sublimazione e trasfigurazione”.

* A novembre 2012 alla Casa di vetro ha esposto quadri e fotografie per la mostra: “Donne conturbanti”.

* Ad aprile 2017 partecipa alla mostra “Non di solo pane…” presso la Mediateca di Santa Teresa a Brera (Mi), patrocinata da Expo, con l’opera: “Lievito madre”

* A ottobre 2015, allo Spazio Folli ha esposto alcune opere per la mostra “Folli@New York”.

* È di gennaio 2017 la partecipazione alla mostra Foodgraphia a Palazzo del Senato a Milano.

Profughi a spazio tadini: MERA


Siamo tutti alla ricerca di riferimenti affettivi e di valori. Habitat : Uomo – Donna , storie in sospeso costrette a condividere lo stesso luogo. Legami sottili e avvolgenti vissuti con distacco emotivo in un equilibrio precario. “Porte” ormai chiuse per conservare ciò che rimane della propria fragilità. Una chiave a disposizione per aprire un passaggio che consente di continuare il viaggio della vita con serenità e pace interiore.

www.mera.yolasite.com

MARIO DE LEO:profughi a Spazio Tadini


La linea rossa che intercorre lo sfondo nero simboleggia l’incognita della vita. Le graffette dorate simulano le eterne fluttuazioni ritmiche, movimento necessario per la sopravvivenza di ogni essere che tenti di soddisfare i bisogni materiali e spirituali. La piccola sezione bianca simula un altrove, dove il moto rettilineo indica la speranza di poter proiettare le proprie euritmie in un mondo che appartiene a tutti, sempre nella consapevolezza della transitorietà di ognuno.

www.mariodeleo.it