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Novecento di Baricco a Spazio Tadini con Oneiros


Lo spettacolo Novecento di Alessandro Baricco con Filippo Pellegrini per la regia di Gloria Geoni e aiuto regia Nicoletta Vitelli – Oneiros Teatro, -alla Casa Museo Spazio Tadini il 1 febbraio alle ore 21 in occasione della mostra fotografia di Alberto Scibona, fotogrado della “commedia metropolitana”.

Ph Alberto Scibona Novecento di Baricco Oneiros teatro

“Non ci capita tutti i giorni di ascoltare una buona storia. La libertà di “chiudere gli occhi” e ascoltare la storia di un’amicizia, dell’amore per la musica, della paura dell’immensità del mondo…e chissà, forse alla fine, ci accorgeremo anche noi, come Novecento, di aver paura di abbandonare la nostra “nave”.

Ph Alberto Scibona Novecento di Baricco Oneiros teatro

Il monologo è stato scritto da Alessandro Baricco nel 1994 (pubblicazione Feltrinelli) e narra la storia di Novecento abbandonato neonato dietro a un pianoforte….La sua è una vita travagliata e misteriosa, con una narrazione che è adatta sia alla scena che alla lettura ad alta voce.

Ph Alberto Scibona Novecento di Baricco Oneiros teatro

Il testo di Baricco è stato fonte di ispirazione per altri lavori artistici come il film del 1998 La leggenda del pianista sull’Oceano di Tornatore.

BIGLIETTO 8 EURO da versare all’ingresso alla compagnia

Per chi desidera prenotare: museospaziotadini@gmail.com

Nonostante tutto mostra fotografica di riccardo bononi


Fotogiornalismo a Spazio Tadini Casa Museo. Venerdì 24 gennaio 2020 inaugura la mostra fotografica personale di Riccardo Bononi “Nonostante tutto.

A cura di Federicapaola Capecchi, propone una selezione di 4 reportage frutto di 10 anni in Madagascar: Generation Graveyad, The Red Island and the Black Death, The Cities of Flies e Una belle vie, une belle mort.

Riccardo Bononi – Graveyard Generation @Irfoss-Prospekt

Quarantatre fotografie di una forza tagliente e con un grande carattere che propongono un’attenta analisi antropologica, una sottile e impegnativa cronaca sociale, etica e un lieve quanto determinato invito ad un’umanità possibile. Perché nonostante tutto, si può e si deve vivere. Solo uno dei tanti insegnamenti di questi reportage.

Generation Graveyad racconta di una generazione di bambini e adolescenti divenuti orfani in seguito al colpo di Stato del 2009, che hanno trasformato il cimitero monumentale della capitale nella loro casa, dove vivono tutti insieme come una grande famiglia.

The Red Island and the Black Death analizza un fenomeno ciciclo in Madagascar, la peste bubbonica e polmonare. Da quasi un secolo affligge il Paese e Riccardo Bononi ne indaga le cause e le conseguenze sulla popolazione.

The Cities of Flies racconta della “Città delle mosche”, la più grande discarica a cielo aperto forse mai vista al mondo. Ne descrive la vita al suo interno: cimitero per gli indesiderati e Casa per chi è stato abbandonato dalla società.

Riccardo Bononi – Graveyard Generation @Irfoss-Prospekt

Una belle vie, une belle mort  è il libro di Riccardo Bononi capace di contenere e veicolare tutte queste analisi, cronache e riflessioni e che pone un’arguta, acuta e penetrante – quanto affascinante – provocazione: “Potresti immaginare un mondo in cui l’idea stessa della morte non esiste? Dove gli uomini non sono spaventati dalla morte e dai tabù ossessivi riguardanti la mortalità umana? L’antropologo britannico Geoffrey Gorer ha scritto di come la morte sia diventata “pornografica” per noi occidentali, un contenuto osceno da cui proteggere i bambini. La paura associata alla morte è sempre stata considerata un universale culturale nel tempo e nello spazio: <Gli uomini temono la morte>, e questa convinzione non è mai stata messa in dubbio. Tuttavia questa verità viene meno in Madagascar, dove il Culto degli Antenati è la religione di stato: un mondo agli antipodi, dove i vivi e i morti intrattengono discussioni, condividono esperienze e spazi domestici, dove i bambini giocano tra i cadaveri e la morte non è mai considerata come antitetica alla vita”.

Riccardo Bononi – Graveyard Generation @Irfoss-Prospekt

Come antropologo culturale, Riccardo Bononi ha vissuto per dieci anni a stretto contatto con il popolo malgascio, nelle loro case e nelle loro tombe, immergendosi completamente con le loro usanze, linguaggi e tradizioni peculiari, condividendone tanto la vita quotidiana, quanto la quotidianità della morte.

Un fotogiornalista capace di dare corpo e voce, con intelligenza e in modo penetrante, a storie non solo di estremo interesse antropologico” – scrive la curatrice della mostra Federicapaola Capecchi – “ma che sono anche dei veri e propri insegnamenti. Fotografie che narrano in modo veritiero, con acume di indagine e riflessione, le vicende. Una sintesi, splendida e drammatica al tempo stesso, di vaste problematiche e distonie … la disperazione, il silenzio, la ferocia, l’idifferenza e le invincibili e ataviche – o moderne? – paure della nostra società. Al tempo stesso, una vera e propria speranza ed elogio della bellezza. In ognuno di questi reportage, nonostante tutto, emerge in modo forte come solo accettando la crudeltà saremo capaci di perseguire la bellezza. Altrettanto, di fotografia in fotografia, taglia e fende colpi precisi e ben assestati, un senso di liberazione, a tratti, di resurrezione. Un uomo, Riccardo Bononi, capace, attraverso il mezzo fotografico, di spalancare un orizzonte nuovo, un punto di vista al quale, forse, non giungeremmo da soli, ma che la fotografia cattura, quel punto di vista e capacità di porgerlo, che prende forma nella critica sociale, graffiante e incisiva, che sposta il “fuoco” (e le parole) del discorso, e la visione delle cose”.

Riccardo Bononi – Biografia

Laureato in due distinte branche delle scienze sociali (psicologia e antropologia), dal 2010 è ricercatore e docente di Antropologia Visuale presso l’Istituto Ricerca e Formazione nelle Scienze

Sociali (Irfoss) di Padova, dal 2015 entra a far parte dell’agenzia fotografica internazionale Prospekt Photographers. La scelta di associare la fotografia alla sua attività di ricerca sul campo lo ha portato a lavorare in Africa, Sud America, Sud Est asiatico, India, Europa e Stati Uniti. Dal 2006 ha cominciato ha lavorato come antropologo in Madagascar, dove sta ancora portando avanti un progetto a lungo termine su importanti tematiche sociali. Già curatore di numerosi percorsi di fotografia etnografia in collaborazione con le istituzioni accademiche, le sue immagini sono state pubblicate su numerose testate nazionali ed internazionali ed esposte a Londra, Parigi, Berlino, Pechino, Lishui, Bucarest. Il suo lavoro sulla lucha libre femminile in Bolivia gli è valso il primo premio ed il titolo di “Miglior Fotografo dell’Anno” (categoria Professional, sport) ai World Photography Awards 2015.

Nella sua visione, la fotografia documentaria e molto di più di un semplice strumento di descrizione della realtà: è la base per un linguaggio universale, un ponte tra popoli e luoghi diversi capace di superare i confini invisibili tra culture.

NONOSTANTE TUTTO

RICCARDO BONONI

MOSTRA FOTOGRAFICA

A CURA DI FEDERICAPAOLA CAPECCHI

DAL 24 GENNAIO AL 23 FEBBRAIO 2020

CASA MUSEO SPAZIO TADINI

SEDE DI PHOTOMILANO

VIA NICCOLò JOMMELLI 24, 20131 MILANO

GIORNI E ORARI APERTURA MOSTRA:

DAL MERCOLEDì AL SABATO DALLE 15:30 ALLE 19:30 – DOMENICA SOLO SU APPUNTAMENTO – LUNEDì E MARTEDì CHIUSO

VISITE GUIDATE SABATO POMERIGGIO ON PRENOTAZIONE A FEDERICAPAOLA@GMAIL.COM

EVENTO COLLEGATO ALLA MOSTRA

UNE BELLE VIE UNE BELLE MORT

PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI RICCARDO BONONI

MERCOLEDì 5 FEBBRAIO 2020 ALL’INTERNO DEI “DIMERCOLEDì” DI PHOTOMILANO – ORE 19:30

WWW.PHOTOMILANO.ORG

INFORMAZIONI PER LA STAMPA: FEDERICAPAOLA CAPECCHI, FEDERICAPAOLA@GMAIL.COM +39 347 7134066

FOTOGIORNALISMO-REPORTAGE A SPAZIO TADINI CASA MUSEO

The Melancholy of shadows di Moises Saman A cura di Chiara Oggioni Tiepolo – Ideazione e coordinamento Daria Bonera (giugno 2010)

Afghanistan e Libia Martyrs del fotoreporter Riccardo Venturi (febbraio 2016) a Cura di Federicapaola Capecchi

Francesco Cito e la fotografia di reportage (febbraio 2017) a Cura di Federicapaola Capecchi

(espongono anche 8 giovani Hermes Mereghetti, Simone Margelli, Andrea Brera, Luca Monelli, Gianluca Micheletti, Massimo Allegro, Virginia Bettoja, Stefania Villani)

Berengo Gardin e 8 fotografi per Photofestival Milano 2017 (aprile2017)a Cura di Federicapaola Capecchi

Placespast di Giovanni Mereghetti (gennaio 2018) a Cura di Federicapaola Capecchi e Francesco Tadini

Dal reportage al sogno di Graziano Perotti (marzo 2018) a Cura di Federicapaola Capecchi e Melina Scalise

Siria: storie di fuga e accoglienza di Simone Margelli (febbraio 2019) a Cura di Federicapaola Capecchi

Va tutto bene di Andrea Simeone – mostra inserita in PhotoFestival 2019 – (maggio 2019) a Cura di Federicapaola Capecchi

I talenti delle donne a Spazio Tadini


La Casa Museo Spazio Tadini ha aderito al Palinsesto 2020 del Comune di Milano dedicato a I talenti delle donne e presenta diverse iniziative rivolte al femminile, tra mostre ed eventi tutti gli eventi in calendario li troverete qui (CLICCA SULLA PAGINA DI PROGETTO per avere una visione d’insieme. I dettagli saranno inseriti di volta in volta).

Di seguito un’anteprima, l’intero progetto è a cura di Melina Scalise


27 febbraio 2020 Ia storia dell’ostetricia

MOSTRA – 28 febbraio – 20 dicembre 2020

Inaugurazione ore 18.30

PARLAMI DI LEI, tener-A-mente forte

Si tratta della mostra di Emilio Tadini nel salone principale dedicata alla figura femminile nella poetica di Emilio Tadini: PARLAMI DI LEI TENERAMENTE FORTE. Un percorso che vi porterà a scoprire la donna nell’iconografia dell’arte da Pier della Francesca a Joyce, al Vangelo. La mostra sarà inaugurata il 28 febbraio 2020 e sarà correlata con eventi, dibattiti e altro ancora attorno alla figura femminile, sulla creatività, sulla salute della donna, sul parto etc…


CONVEGNI – 6,7,8 MARZO 2020 CONFERENZA MUSEO CITY, COMUNE DI MILANO ore 15.30

museo city generico

La donna, la musa, la santa e la meretrice

a cura di Melina Scalise

Viaggio nell’iconografia femminile nell’arte. Partendo dall’opera di Tadini Melina Scalise vi svelerà alcuni aspetti della figura femminile nell’immaginario collettivo. Costo d’ingresso 7 euro.


MOSTRA – 28 Febbraio – 28 marzo

PARLAMI DI LEI: dialogo a due

opere di Mario De Leo e Francesca Magro

Un dialogo a due voci tra due pittori contemporanei, un uomo e una donna che raffigurano il femminile. Inaugurazione 28 febbraio ore 18.30.

Mario De Leo propone le sue FIGURE AMAZZONICHE ritratti di donne che sottolineano nella figura femminile il dialogo con un’energia universale, una vicinanza con il ciclo della Terra, con le vibrazioni dell’Universo. Una figura quanto mai attuale oggi che l’Amazzonia sta andando in fiamme e De Leo, in tempi lontani, vide in quel polmone verde del mondo un’ispirazione forte al tema del corpo femminile e all’energia vitale che se ne trae a vantaggio del mondo e della sopravvivenza del genere umano. (Leggi il testo di Melina Scalise)

Francesca Magro, propone un viaggio alla scoperta delle trasformazioni e trasfigurazioni del corpo femminile nella società contemporanea. Un focus sulla manipolazione della donna così intensamente espresso nel ciclo IL CORPO E LA CARNE e OLTRE UOMO. Leggi il testo di Melina Scalise


MOSTRA -Il 18 settembre 18 ottobre 2020

LA MASSAIA E LA MANAGER

Inaugura il 18 settembre alle ore 18.30 la mostra La massaia e la manager, a cura di Melina Scalise. Un percorso fotografico sul lavoro femminile partendo dal ruolo della massaia raccontato in un opuscolo del 1929 edito e scritto da Grafiche Marucelli, IL TESORO DELLA MASSAIA un vademecum d’epoca che ci riporta il ruolo della donna nel 900 e ci evidenzia le sue capacità manageriali in seno alla famiglia. (partecipa al CONTEST fotografico). Durante la mostra si svolgeranno incontri a tema sul lavoro femminile e il loro ruolo sociale.