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Anime Nascoste in festa a Spazio Tadini

13123052_887544394707061_781307784186560818_oFesta delle Anime Nascoste di Milano

(partecipa)

19 maggio ore 18. 30

Spazio Tadini, via Niccolò Jommelli, 24

Spazio Tadini è stato uno dei primi luoghi milanesi concepito per la contaminazione tra le arti. Alberto Oliva, registra e giornalista de Il Giorno, si è esibito per la prima volta proprio a Spazio Tadini.  Forse di questo luogo ha subito il fascino e l’influenza tanto da trarre ispirazione per la sua rubrica su Il Giorno dove va a caccia di luoghi milanesi insoliti e innovativi per la cultura.

scheda spazio tadini anime nascoste
scheda spazio tadini anime nascoste

Ne ha tratto due libri e il 19 maggio tutte queste anime di incontrano a Spazio Tadini dice Alberto Oliva:

“Dopo il bel successo della presentazione della guida Scoprire Milano a Palazzo Reale lo scorso 26 gennaio, è tempo di festeggiare i 3 anni del progetto. L’appuntamento è per giovedì 19 maggio allo Spazio Tadini, punto zero da cui tutto ha avuto inizio. Sarà l’occasione per riscoprire le 160 Anime Nascoste della città che, creando occasioni di incontri ed eventi originali, la rendono ogni giorno più bella. Sarà l’occasione per raccontare i progetti presenti e futuri (la Mostra Diffusa, il Festival del Nuovo Rinascimento e tanto altro). Sarà con noi anche l’Assessore D’Alfonso che ha seguito fin dal suo nascere questo progetto indipendente e libero che unisce creatività e commercio”.

Generazione MEME – giovani liceali e linguaggio nell’era digitale a Spazio Tadini dal 29 aprile al 18 maggio 2016

NELLA RASSEGNA
ARTE E LINGUAGGIO NELL’ERA DIGITALE

A cura di Melina Scalise

dal 29 aprile al 18 maggio 2016

Spazio Tadini via Niccolò Jommelli, 24 Milano

 

 

GENERAZIONE MEME immagineUna mostra singolare quella di GENERAZIONE MEME perché espone l’arte della comunicazione nell’era del web. A raccontarla sono i giovani, ragazzi nati negli ultimi anni Novanta. Una generazione di adolescenti cresciuta con le nuove tecnologie digitali e la prima a fare un uso fin dall’adolescenza delle potenzialità comunicative dei social network. Per una volta non sarà il mondo degli adulti a parlare di giovani, ma loro stessi. Spiegheranno un fenomeno quasi ignoto alla totalità dei loro padri: i MEME. Si tratta di immagini, recentemente anche brevi animazioni o video, che nel linguaggio giovanile hanno sostituito il linguaggio verbale nell’espressione di diverse emozioni. Immagini virali, comuni a livello  planetario, che attraverso il web, in particolare sui social, esprimono rabbia, felicità, stupore, aspetti emotivi rispetto ad alcuni aspetti della società contemporanea. Un’evoluzione degli emoticon che ormai dilagano anche nel linguaggio degli adulti tramite sms, che assemblano emozioni sempre più complesse ed efficaci a rappresentare anche atteggiamenti critici verso la società contemporanea (leggi tutto l’articolo e i testo).

Sui giovani si dice tanto, da sempre; nel nostro tempo ancor più, soprattutto per esprimere attese e manifestare preoccupazioni. Così si discute della condizione giovanile, della “generazione saltata”, dei Neet, degli sdraiati e dei millennials. I giovani, dal loro canto, parlano troppo poco di se stessi, paiono essere ancora in una condizione infante, senza parola, in difficoltà a prendere coscienza della loro condizione nella comunità e ad affermare d’esserci.
E’, questo, uno dei motivi che ci hanno indotto ad accogliere, prima che altre, la proposta di Spazio Tadini che, offrendoci un’opportunità di esperienza di alternanza scuola-lavoro, ha dato la possibilità ai giovani di riflettere su se stessi e testimoniare come si esprimono, comunicano, quali modalità scelgono per manifestarsi e come essere presenti nell’immaginario comune. In questo senso, l’esperienza di rappresentare con immagini le proprie emozioni e, poi, proporle a visitatori e operatori culturali in una mostra poliedrica, costituisce una felice realizzazione della scuola come “laboratorio delle intelligenze”.
La valenza dell’alternanza risiede, secondo noi, nel conoscere realtà produttive organizzate, che ogni giorno affrontano problemi e vincoli, gestiscono risorse e know how, manifestano propensione a fare e a rischiare, con fondamento etico e orientamento al risultato. Ci interessa molto che i giovani scoprano quanto vale il capitale immateriale, la genialità ch’è in tutti; per questo confidiamo che l’incontro con questi testimoni di autenticità sfidi le fervide intelligenze di questi studenti e ne contagi il sistema motivazionale, magari aiutandoli a scoprire il soggetto di cui sono da tempo in cerca, se stessi.”
Il Direttore
Laura Bollini

Le altre due mostre che completeranno il percorso della rassegna Arte e linguaggio nell’era digitale sono:
Moleskine e viaggi di artista di Eleonora Prado autrice della rubrica “Moleskine e viaggi d’artista” su milanoartexpo.com, curata da Francesco Tadini, che espone in particolare i disegni realizzati durante l’ultimo viaggio in Vietnam e sarà la prima artista a realizzare dal vivo opere con lo Smart Writing set di Moleskine. Si tratta di una penna che ha le premesse rivoluzionarie che ebbe il tubetto di colore per gli impressionisti permettendo loro di poter dipingere all’aperto. Con questo strumento il disegno su carta diventa automaticamente digitale moltiplicando le possibilità di espressione artistica.
“Paesaggi binari” di Andrea Chinese esporrà i suoi ovvero disegni a penna composti esclusivamente da piccoli segmenti, la cui variazione di densità, lunghezza e direzione porta alla costituzione della forma. Il linguaggio binario, bianco e nero, su cui si fonda il linguaggio informatico, viene impiegato per una composizione analogica che raffigura l’ambiente in cui l’uomo si muove e guarda. Chinese riproduce prevalentemente mappe aeree per restituire, attraverso il puro racconto della forma, il rapporto tra antropico e naturale anche nelle sue varianti prospettiche.

 

Paesaggi Binari di Andrea Chinese a Spazio Tadini dal 29 aprile al 18 maggio 2016

Mostra personale di ANDREA CHINESE

PAESAGGI BINARI

A cura di Melina Scalise e Francesco Tadini

Dal 29 aprile al 18 maggio 2016
Inaugurazione 29 aprile dalle 18.30 Spazio Tadini via Niccolò Jommelli 24- Milano

Apertura: mercoledì 15.30-1 9, giovedì-venerdì e sabato 16-23, domenica 11,30-1 7

Andrea Chinese Paesaggio BinarioChe cosa fa il paesaggio? – Noi possiamo rispondere: che memorizziamo ciò che guardiamo e lo conserviamo in memoria dopo aver esercitato i nostri sensi in uno spazio investito dal corpo” – Gilles Clément, scrittore e architetto del paesaggio

Che cosa è il paesaggio? – È ciò che delimita e dà forma alle nostre possibilità, la premessa di tutte le nostre scelte possibili” – Andrea Chinese, artista

Quando l’uomo non aveva strumenti tecnici per vedere oltre il suo orizzonte visibile, il mondo lo immaginava. Se non ci fosse stata l’immaginazione, Cristoforo Colombo non avrebbe scoperto l’America. Il paesaggio non è mai ciò che vediamo, ma anche il risultato delle nostre proiezioni, dei nostri pensieri, delle nostre aspettative. La storia ci insegna che quando i primitivi disegnavano nelle caverne le scene di caccia non descrivevano solo il visibile, ma raccontavano la loro azione, ciò che cercavano e fronteggiavano, forse anche semplicemente ciò che desideravano. Nel segno, in quell’impossessarsi anche solo attraverso l’immaginazione dell’animale c’era tutto il potere e la magia della rappresentazione. (leggi tutto l’articolo).

Breve biografia di Andrea Chinese
Andrea Chinese nasce nel 1982 a Napoli. Oggi lavora tra Milano e Napoli. Ha studiato pittura all’accademia di Napoli per poi specializzarsi in comunicazione.
È un pubblicitario professionista e collabora con numerose Università. Il suo percorso artistico include sculture, installazioni, video e disegni.
I suoi media spaziano da vasche in resina a elastici colorati. Per la sua serie di disegni dedicati alla ricerca sul paesaggio lavora con penna, china e matita su carta.

Le altre due mostre che completeranno il percorso ARTE E LINGUAGGIO NELL’ERA DIGITALE
sono:
Eleonora Prado autrice della rubrica “Moleskine e viaggi d’artista” su milanoartexpo.com, curata da Francesco Tadini, espone a Spazio Tadini in particolare i suoi disegni realizzati durante l’ultimo viaggio in Vietnam e sarà la prima artista a realizzare dal vivo opere con lo Smart Writing set di Moleskine. Si tratta di una penna che ha le premesse rivoluzionarie che ebbe il tubetto di colore per gli impressionisti permettendo loro di poter dipingere all’aperto. Con questo strumento il disegno su carta diventa automaticamente digitale moltiplicando le possibilità di espressione artistica.
“Generazione MEME” è il risultato di uno stage con un gruppo di studenti del terzo anno che frequenta il liceo Scientifico Carducci di Milano a cura di Melina Scalise, psicologa, per indagare uno degli aspetti del linguaggio giovanile: i MEME. Si tratta di immagini prima disegni, poi fotografie e oggi anche brevi video utilizzati nel linguaggio web soprattutto per comunicare situazioni emotive. I ragazzi esporranno i MEME più utilizzati, ne illustreranno la nascita e l’evoluzione, il senso e la portata sociale con approfondimenti con i loro docenti ed incontri durante la durata della mostra. I giovani racconteranno se stessi e i cambiamenti linguistici in atto nell’era digitale.