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MOSTRE MILANO: Pardo Kickhoeffel torna a Milano l’ecclettica artista berlinese sabato 15 febbraio a Spazio Tadini

SPAZIO TADINI INAUGURAZIONE SABATO ORE 16 di LUCE SUL CAMMINO

Pardo Kickhoeffel espose per la prima volta a Milano negli anni 90 approdando alla pittura da professionista portando sulle tele la complessità e della sua vita intensa e anche ribelle. Berlinese di nascita e cittadina del mondo visse in Spagna, Inghilterra, in Svizzera per poi approdare in Italia in Toscana, per molti anni ed ora nuovamente a Milano. Molti la ricorderanno per il suo passato da indossatrice e modella, qualcuno come danzatrice e coreografa, qualcun altro come musicista nel gruppo Sin Frontiers e cantante mezzo soprano drammatico, nell’interpretare Kurd Weill, Gospel e Spiritual. Certamente più nota come attrice coprotagonista con Maurizio Nichetti del cortometraggio “La Cabina” per la regia di Bruno Bozzetto (1973).

Non mancò, nella sua carriera artistica la presenza in diverse pubblicità del carosello come interprete e danzatrice. Scrisse novelle, ma non perse mai la passione del racconto tramite il disegno. Con matita e pennello, per esempio, per anni collaborò con Movimentoinactor Teatrodanza, realizzando una sorta di “reportage” pittorico sugli spettacoli della Compagnia.

Ha svolto la sua attività artistica prevalentemente in Toscana con la galleria Artpoint di Firenze, ma suoi lavori oli, acquarelli, disegni e sculture sono stati esposti in diverse personali e collettive in Italia (Milano, Firenze, Bologna, Parma, Piacenza, Trento) e all’estero (Insbruck, New York, San Francisco, Toronto).

La mostra personale a Spazio Tadini, per cui ha già partecipato alla collettiva benefica Save My Dream, segna il rientro dell’artista a Milano, città che l’ha accolta in Italia e dove ora si sta specializzando nella tecnica dell’incisione.

SERGIO TOPPI A SPAZIO TADINI: LA STORIA IN VERTICALE (e non solo) mostra a cura di Michele Ulisse Lipparini – vernissage 15 febbraio 2014

                                                           Dal 15 al 27 febbraio 2014
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inaugurazione dalle 16.00 alle 21.00 –
Orari da martedì a sabato dalle 15.30 alle 19
Spazio Tadini – Milano (Mappa)
 a cura di Michele Ulisse Lipparini

Sergio Toppi, classe 1932. Milano. Dopo aver collaborato con le edizioni UTET, c’è un passaggio ai mirabolanti studi d’animazione Pagot e poi l’esordio col fumetto nel 1960, sul binario della Storia, con Pietro Micca, e sulle pagine del Corriere dei Piccoli. Quel minimo di predestinazione che non guasta quando si tratta di grandi autori, il tema storico sarà centrale nelle ambientazioni e nella narrativa di Toppi, sia quando mette il segno a servizio dei testi di Mino Milani in una proficua collaborazione, sia quando illustra e scrive in autonomia. Ma non esiste quasi genere che non abbia esplorato: cronaca, guerra, avventura, biografico, fantascienza, religioso, fabulistico, sportivo, omaggi al blues e alla musica lirica, scrive, disegna, realizza illustrazioni per copertine e per libri. “Dipinge” due mazzi di tarocchi, i Tarocchi Universali e poi i Tarocchi delle Origini, per lo Scarabeo di Torino. Continua la lettura di SERGIO TOPPI A SPAZIO TADINI: LA STORIA IN VERTICALE (e non solo) mostra a cura di Michele Ulisse Lipparini – vernissage 15 febbraio 2014

Mostre Milano: l’artista Franco Scepi presenta #CANCELLATO Emilio Tadini

Ospita la 23° tappa nazionale dell’evento # CANCELLATO di

FRANCO SCEPI :

# CANCELLATO/EMILIO TADINI

martedì 4 al 26 Febbraio 2014

inaugurazione 4 febbraio ore 18,30 Spazio Tadini via Niccolò Jommelli, 24 Milano

Con la  partecipazione dello scrittore Andrea Pinketts, dell’attrice Xena Zupanic e con “l’intervista impossibile” a cura del meta-critico Nicola Gentile e la proiezione della presentazione di Gillo Dorfles a Franco Scepi presso la Galleria Marconi.

Un evento, una performance, ma soprattutto una provocazione per restituire attenzione e visibilità al nostro patrimonio artistico e culturale. Dalla Statua di Marco Aurelio a Roma a Emilio Tadini a Milano è così che Franco Scepi, vuole puntare il dito sulla trascuratezza in cui versano i nostri beni culturali. L’artista rifocalizza l’attenzione sull’uomo, sulla bellezza e sull’arte ritenendoli valori da cui ripartire per un rilancio sociale e uno sviluppo più consapevole. Finora sono 22 i monumenti # CANCELLATO e l’intervento a Spazio Tadini si sposta all’intellettuale Emilio Tadini, figura eclettica e rappresentativa della cultura e dell’arte milanese e non solo.

L’esposizione a Spazio Tadini accoglierà la perfomance di Franco Scepi su alcune opere di Emilio Tadini selezionate per l’evento. Inoltre, nel salone, verranno riproposti alcuni elementi dell’atelier di Tadini che faranno da scenografia anche ai lavori che hanno contraddistinto le tappe decisive dell’artista Franco Scepi dall’ideazione e realizzazione del “Man’s for peace”, sottoscritto da Gorbačëv a dei pezzi di Over Ad’Art per cui fu premiato a New York nel 1987 con l’oscar per la pubblicità.

“Etichetto con gli Hashtag # CANCELLATO” il lavoro di Emilio Tadini .-dichiara Franco Scepi-  perché  è stato grande protagonista della cultura italiana, uomo  eclettico, innovatore dei linguaggi;  pittore, scultore, scrittore, poeta e molto altro ancora – spiega l’artista Scepi“Cancello” Emilio Tadini del quale fui frequentatore dagli anni cinquanta, in quella Milano nebbiosa e prodigiosa, dove al Bar Jamaica della signora Lina a Brera, insieme a Manzoni, Recalcati, Fontana, Morlotti, Mulas, Alfa Castaldi e tanti altri artisti, fotografi, scrittori, si stanziava e si inventava  il futuro.  Etichetto con l’hashtag  # CANCELLATO rifacendomi alle mie origini di arte Fluxus, alle utopie che sintetizzavamo nel concetto “arte e vita”, alle mie azioni  “OVER, sovrapposizioni/cancellazioni,  che operavo da gli anni 60 sulle  mie stesse creazioni “reclame” per De Rica, Cirio, Deborah ecc….# CANCELLATO ( azione Over Ad’ Art ) è una etichetta che marchia “ i prodotti della storia”  a cui diamo scadenza per il diffuso disinteresse alla cultura, come un prodotto della storia che non serva più.

Con questa azione voglio colpire l’indifferenza, il disinteresse, la superficialità, la negligenza, verso i valori dello spirito ed indurre alla riflessione per il ritorno ad un nuovo rinascimento, ad una comunicazione,  più etica,  per riscoprire il valore dell’arte per la vita”.

Franco Scepi nel mese di ottobre 2013 ha istallato fisicamente nella realtà  il suo  hashtag # Cancellato su i monumenti della storia dell’arte italiana in 22 città, per indurre alla riflessione verso il valore della cultura per gli uomini e la vita di tante vittime del lavoro che sono state cancellate. Scepi ha dedicato la sua opera all’associazione  “Anmil”  con la testimonianza critica dello storico dell’arte Enrico Mascelloni.

L’azione dell’artista Franco Scepi è  iniziata dalla statua di Marco Aurelio in Campidoglio a Roma, con il supporto della Soprintendenza ai Beni Culturali e dei Comuni dove è stata creata l’azione avvenuta contemporaneamente: ad Asti, Brescia, Caltanisetta, Campobasso, Caserta, Catanzaro, Cuneo, Fermo, Grosseto, Formia, Macerata, Mantova, Piacenza, Reggio Emilia, Siracusa, Torino, Rovereto (Trento), Varese, Vibo Valentia .

 

Biografia Franco Scepi
 Franco Scepi è figlio d’arte, madre pittrice, padre con vena poetica, zia musicista. Gillo Dorfles lo gli ha conferito l’appellativo di Inventore polivalente e ne ha ben ragione dal momento che Scepi ha sperimentato tutti i media e linguaggi: pittura, pubblicità teatro, cinema, pubblicità.
Franco Scepi infatti fu architetto scenografo al Teatro alla Scala di Milano (allievo di Nicola Benois) e in televisione (L’amico del giaguaro) e regista di film d’autore, Can Cannes e Packaging, presentati alla Biennale di Venezia nel 1980 e 1982, ha realizzato short-film, video-performance, video musicali e spot pubblicitari.
Nei primi anni 60 filma e fotografa eventi straordinari. È affascinato dal fuoco, dall’acqua, dalle conflittualità della natura, segue gli interventi dei pompieri e crea documenti visivi che definisce “effetti fuoco”, anticipando le correnti dell’arte concettuale.
Quando Andy Warhol rappresentò le sue Campbell’s Soup, ed i prodotti furono considerati segni d’arte contemporanea, Franco Scepi ne seguì l’esempio tanto da condividere con l’artista anche dei momenti creativi per Campari. Negli anni 70 e 80  ha lavorato per importanti aziende e prodotti: Cirio, Arrigoni, Ramazzotti, BIC, Deborah, Ovomaltina, San Pellegrino, Antonini, Castelli, Fiorucci, Autogril, Gaggia, GS, Euromercato.
Con Lino Casa e Claudio De Micheli fonda a Milano nel 1967 l’agenzia CDS dove nel 1977 entra come socio Gianni Sias, e nel 1977 è co-fondatore e promotore della casa di produzione Mercurio Cinematografica con i soci. Negli anni 80 con il gruppo dei soci fonda le agenzie Eurocom ed Azzurra.
Per oltre 10 anni, erede di Fortunato Depero in Casa Campari si è occupato dell’immagine dei prodotti dell’azienda, creando, producendo e dirigendo personalmente anche gli spot televisivi.
Frequentatore di Andy Warhol, ha definito il suo lavoro Over Ad’Art ed è stato premiato nel 1987 a New York con l’Oscar per la Pubblicità. Tra gli eventi Over Ad’Art “Caffè ad Arte”, creato e realizzato con Mario Schifano e con la partecipazione dell’attrice Brooke Shields. Over Ad’Art sintetizza una forma di espressione successiva alla Pop art. L’artista non utilizza più le immagini create da altri, ma rielabora le immagini pubblicitarie da lui stesso prodotte in un’opera successiva recuperandone i segni estetici ed usufruendo dei materiali originali in suo possesso. Over Ad’Art simboleggia e propone l’estetica nella comunicazione di massa per elevare l’immaginario collettivo.
Ha inventato la prima auto elettrica d’artista, riproposta da un suo spot. Ha disegnato manifesti per registi internazionali tra i quali Brian De Palma, Werner Fassbinder e ha progettato, dal 1980, eventi per costruire l’immagine della Città di Milano: Panoramica dei film di Venezia, Carnevale Ambrosiano, Festa dei Navigli, Topix: video scultura in Piazza Duomo.
Nel 1999 Michail Sergeevič Gorbačëv ed i Nobel della Pace hanno sottoscritto l’immagine Man for Peace, creata da Scepi nel 1977 per il manifesto del film L’uomo di marmo di Wajda, ispirata da Karol Woitjla e definita simbolo anticipatore del crollo del muro di Berlino. Differenti copie del monumento, con il sostegno del Museo MAGI, sono state acquisite da Città e Gallerie d’Arte. Con il simbolo Scepi’s Man for Peace sono stati premiati dai Nobel, personaggi dello spettacolo che si sono distintisi per il loro impegno etico, tra i quali Roberto Benigni nel 2002, Nazionale Cantanti nel 2003, Cat Stevens nel 2004, Bob Geldof, Dawn Engle e Ivan Suvanjieff nel 2005, Massimo Cacciari nel 2007, Claudio Baglioni nel 2008.
Fra le sue opere più recenti, si segnala il grande monumento “Goccia della Terra”, esposto alla Fondazione Dino Zoli di Forlì. Il monumento, pensile, è dedicato a tutte le madri della Terra, a partire da Jetsum Pema, sorella del Dalai Lama e Grande Madre del Tibet, alla quale Franco Scepi ha donato il progetto dell’opera. La scultura è alta 4 metri x 1,80, pesa 10 quintali ed è stata realizzata dall’autore in terracotta refrattaria, secondo i metodi dell’antica Tebe, dichiara Scepi, e dipinta con colori traspiranti.